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      <title>Giacomo Leopardi, Le operette morali by claudia ottaviani</title>
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      <pubDate>2023-05-16 12:39:37 UTC</pubDate>
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         <title>Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <pubDate>2023-05-17 11:00:08 UTC</pubDate>
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         <title>Dialogo della Natura e di un Islandese</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <pubDate>2023-05-17 11:02:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il cantico del gallo silvestre</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <pubDate>2023-05-17 11:11:25 UTC</pubDate>
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         <title>Copernico</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <pubDate>2023-05-17 11:14:47 UTC</pubDate>
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         <title>Breve trama e personaggi</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <pubDate>2023-05-17 15:59:19 UTC</pubDate>
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         <title>Breve trama e personaggi</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Trama: </strong><br>Nel "Dialogo della Natura e di un islandese" di Giacomo Leopardi, un islandese solitario si ritrova a conversare con la Natura stessa. L'islandese, tormentato dalla tristezza e dalla malinconia che lo avvolgono nella desolazione della sua terra natia, chiede alla Natura il motivo del grande dolore che affligge gli esseri umani. La Natura, saggiamente, risponde spiegando che la sofferenza è parte intrinseca dell'esistenza umana, ma sottolinea anche che nella contemplazione della bellezza e dell'armonia della natura si può trovare una consolazione per le angosce umane.</div><div>Doppio finale:&nbsp;</div><div>1.Passano due leoni e lo divorano&nbsp;</div><div>2.Una tempesta di sabbia lo seppellisce rendendolo una mummia da esposizione <br><br><strong>Personaggi: <br></strong><strong><em>La Natura</em></strong>: È personificata come entità saggia e consapevole, capace di comunicare e dialogare con l'islandese. La Natura rappresenta l'insieme degli elementi naturali e delle forze che governano il mondo, e svolge un ruolo centrale nel dialogo, offrendo spiegazioni sulla condizione umana e sulle angosce dell'islandese.</div><div><strong><em>Islandese</em></strong>: È un personaggio solitario, rappresentante dell'umanità sofferente. Egli è tormentato dalla solitudine e dalla tristezza che pervadono la sua vita nella desolazione dell'Islanda. Attraverso il dialogo con la Natura, l'islandese cerca di trovare risposte sul perché dell'esistenza umana e sulla sofferenza che l'accompagna.</div><div>Entrambi i personaggi contribuiscono alla riflessione filosofica e alla ricerca di significato nell'esistenza umana. La Natura, come voce della saggezza e dell'armonia, offre prospettive e consolazione, mentre l'islandese rappresenta l'aspetto umano vulnerabile e desideroso di comprendere il proprio posto nel mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:00:37 UTC</pubDate>
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         <title>Breve trama e personaggi</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594950668</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Cantico del gallo silvestre è stato scritto da Leopardi nel 1824 a Recanati. Questo cantico è l'ultimo appartenente alla raccolta delle Operette morali.</div><div><br></div><div>Trama:</div><div>Il brano inizia con una breve introduzione umoristica in cui Leopardi spiega, l'esistenza di un gallo gigante, che vive con le zampe sulla terra, e con la cresta arriva a toccare il cielo. Questo gallo possiede l'uso della ragione e la facoltà di parlare la lingua degli uomini. Ogni mattina, al sorgere del sole, il gallo propone un canto per far sì che gli uomini si destino dal sonno: ciò comporta il passaggio dalla finzione dei sogni al peso della realtà.&nbsp;</div><div>Il sonno è un momento piacevole, portatore di speranza, ma al risveglio ciò svanisce. Se il sonno fosse perpetuo, e coincidesse con la vita, l'intero universo sarebbe inutile.</div><div>In questo cantico viene esposta la condizione di eterna infelicità umana: l’uomo, infatti, aspira ad un piacere infinito, ma poiché la realtà è finita, e nessuno dei piaceri umani soddisfa tale esigenza, nasce l’infelicità.</div><div>Il sonno nasce come rimedio: attraverso i sogni infatti, cela agli occhi umani la sua misera condizione, con immaginazioni e illusioni.&nbsp;</div><div>In questo si spiega l'analogia presente in tutto il brano, che assimila il sonno alla morte e la veglia alla vita: la giornata umana risulta, come la vita, un continuo crescendo di dolori<strong> </strong>e affanni, mentre il sonno offre pace e serenità, seppur temporanea, che si avrebbe solo con la morte.&nbsp;</div><div>Il sonno, attraverso i sogni, fornisce piaceri immaginari, che costituiscono un'alternativa alla realtà.</div><div><br></div><div>Personaggi:</div><ul><li>Il personaggio principale è il gallo silvestre;&nbsp;</li></ul><div>L’autore lo sceglie come animale simbolico per destare gli uomini dal sonno,&nbsp;</div><div>perché nelle campagne era questo animale a dare l’inizio alla giornata delle persone, con il suo canto. La figura del gallo nel brano è considerato, dunque, come simbolo della rinascita, del risveglio, dallo stato infinito della morte, dato dal sonno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:01:06 UTC</pubDate>
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         <title>Breve trama e personaggi</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594951102</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Trama<br></strong>Il <em>Copernico</em><strong> </strong>fu composto nel 1827. L'operetta, scritta in forma di dialogo, è divisa in scene e invita a riflettere sulle ripercussione negative che le scoperte scientifiche hanno sull'uomo, messo in crisi nelle sue radicate certezze.<br>• Scena I. Il Sole si rifiuta di sorgere perché stanco di illuminare la Terra. Per cui ora sarà la Terra stessa a prendere il suo posto e girare intorno a lui.&nbsp;</div><div>• Scena II. Copernico, intento a guardare il cielo, si meraviglia che il Sole non sia ancora sorto. <br>• Scena III. L'ultima Ora del giorno gli appare incitandolo a provvedere, altrimenti il giorno non spunterà più, e lo invita a seguirla alla casa del Sole. <br>• Scena IV. Copernico si presenta davanti al Sole. Gli esprime il suo dubbio che la filosofia sia così potente da persuadere la Terra a mettersi a correre invece di stare beatamente in ozio, specie in tempi non eroici come quelli, ed espone la difficoltà più grave.<br><br><strong>Personaggi: <br>•</strong> Copernico<br>• Sole<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:01:28 UTC</pubDate>
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         <title>Temi chiave e Stile</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594954887</link>
         <description><![CDATA[<div>TEMI CHIAVE:</div><ul><li><strong>Assenza di felicità</strong> → in questo cantico viene esposta la condizione di eterna<strong> </strong>infelicità<strong> </strong>umana. L’uomo aspira ad un piacere infinito ma siccome nessuno dei piaceri umani soddisfa tale esigenza, nasce <strong>l’infelicità</strong>.</li></ul><div><br></div><ul><li><strong>Pessimismo cosmico</strong> → uno dei temi centrali, è la morte<strong>, </strong>infatti, il cantico si conclude con l’immagine di un universo infinito dominato dalla quiete altissima della morte<strong>. </strong>Si tratta ancora di pessimismo cosmico, che coinvolge tutti gli esseri presenti sulla terra ed è un fenomeno al quale non si può sfuggire.</li></ul><div><br>STILE:</div><div>L'inizio è caratterizzato da un introduzione, il passaggio dalla prima parte del brano, alla seconda, è segnato da un brusco cambiamento di stile.</div><div>Il gallo si esprime con un <strong>tono aulico </strong>a testimonianza di una prosa di <strong>alta qualità poetica</strong>.</div><div>Anche l’usanza di <strong>elementi ripetuti </strong>(suoni o vocaboli) è tipica del linguaggio del testo (<strong>ri</strong>nasce, <strong>ri</strong>pigliatevi, <strong>ri</strong>ducetevi).</div><div>Si trova anche la presenza di <strong>coppie </strong>di verbi, sostantivi, aggettivi che costituiscono una particolare <strong>cadenza ritmica</strong> alla prosa.&nbsp;</div><div>Infine, la lingua del gallo è molto <strong>poetica </strong>perché trae alcune immagini ed elementi lessicali direttamente dai <strong>canti </strong>leopardiani.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:04:32 UTC</pubDate>
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         <title>Temi chiave e Stile</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594955928</link>
         <description><![CDATA[<div>In questa Operetta morale troviamo temi chiave che sono centrali nel pensiero dell’autore:<br>● Natura nemica e persecutrice delle sue creature</div><div>● Pessimismo radicalmente materialistico</div><div>● L’infelicita dipendente da mali esterni e fisici</div><div>● Materialismo assoluto e pessimismo cosmico</div><div>● La sofferenza è la legge stessa dell’universo</div><div>—&gt;La condizione umana: Il dialogo esplora la condizione umana come caratterizzata dalla sofferenza, dalla solitudine e dalla malinconia. L'islandese rappresenta l'essere umano tormentato dalla sua esistenza, mentre la Natura risponde a questa angoscia spiegando che la sofferenza fa parte integrante dell'essere umano.&nbsp;</div><div>—&gt;Il rapporto tra l'uomo e la Natura: Leopardi mette in luce il rapporto complesso tra l'umanità e la Natura. La Natura, personificata, si presenta come un'entità che osserva e comprende le angosce umane, offrendo consolazione attraverso la contemplazione della sua bellezza e armonia.</div><div>—&gt;La consolazione nella natura: Un tema importante nel dialogo è la ricerca di consolazione e speranza nella bellezza e nell'ordine della natura. La Natura sostiene che, nonostante la sofferenza umana, la contemplazione della natura può portare un senso di conforto e serenità.</div><div>—&gt;La conoscenza e la saggezza: Il dialogo tocca anche il tema della conoscenza e della saggezza. La Natura, rappresentata come saggezza universale, offre spiegazioni e prospettive sulle angosce umane, suggerendo una comprensione più profonda della condizione umana.</div><div>—&gt;Attraverso questi temi, Leopardi esplora la fragilità umana, il rapporto tra l'uomo e l'ambiente naturale e la ricerca di conforto nell'armonia della natura, invitando alla riflessione sul significato e la condizione dell'esistenza umana</div><div><br><br><br><br></div><div><strong>Stile</strong>:</div><ol><li>Tono di tragica terribilità</li><li>Contemplazione requisitoria incalzante, appassionata</li><li>Registro elevato e sofisticato, con un linguaggio articolato e ricercato.</li><li>Il tono del testo è serio e riflessivo, ma allo stesso tempo pungente e sarcastico, in particolare nei confronti delle credenze religiose dell'islandese.</li><li>La struttura del testo presenta un dialogo tra due personaggi che rappresentano la natura e un islandese, alternando domande e risposte che riflettono sul senso dell'esistenza umana e della natura stessa.</li><li>La descrizione della natura è dettagliata e ricca di immagini poetiche, mentre il discorso dell'islandese è razionale e filosofico.</li><li>Il testo presenta la cosiddetta TECNICA DELL’ACCUMULO che prevede l’elenco di una serie di disgrazie e sofferenze successe all’interno della composizione poetica.&nbsp;</li><li>Figure retoriche importanti esempio: la LITOTE che riscontriamo in questi versi “non ignori…di non poco momento” e l’ANTITESI che troviamo in questi versi “non finta ma viva”.</li><li>A livello linguistico, Leopardi utilizza tantissimo e in modo ripetitivo le negazioni.&nbsp;</li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:05:25 UTC</pubDate>
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         <title>Temi chiave e Stile</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594956285</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:05:42 UTC</pubDate>
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         <title>Temi chiave e Stile</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594956499</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Temi chiave</strong><br>• <strong>La miseria dell’uomo: </strong><br>Nel suo discorso, Copernico esamina gli effetti sconvolgenti provocati dalle sue scoperte: la Terra che per secoli si era pensato che fosse al centro dell’universo viene declassata a pianeta qualunque. Di conseguenza l’uomo, che si era sempre creduto il primo fra tutte le creature e l’imperatore dell’universo, è posto di fronte a tutta la sua miseria e si trova ad essere un’infima ed insignificante creatura fra le altre.<br>• <strong>Rivoluzione della visione del mondo:</strong><br>La scoperta scientifica ha sconvolto la gerarchia fra le cose che si riteneva indubitabile ed eterna, ha scambiato l’ordine del cosmo; quindi rivoluzionerà la stessa filosofia, la visione complessiva del mondo (parte speculativa del sapere).<br>• <strong>L’incapacità di accettare il vero:</strong><br>Il Sole obbietta che gli uomini non sapranno rassegnarsi a tali sconvolgimenti, opporranno resistenza alla verità della scienza, andranno ragionando “a rovescio” e “in dispetto dell’evidenza delle cose”, continuando a considerarsi i signori dell’universo.<br>•<strong> Pessimismo Leopardiano:<br> </strong>L’uomo è incapace di accettare le conclusioni a cui porta la scoperta scientifica e si aggrappa ottusamente all’errore intellettuale. L’umanità viene vista da Leopardi come cieca e vile.<br><br>•<strong>Il “vero”:</strong></div><div>Leopardi sostiene che il "vero" conquistato dalle scienze dissolve le belle favole antiche che rendevano felice l’uomo, come sostiene anche in altre sui opere.</div><div><br><strong>Stile</strong><br>Impostazione ironica, ma dimostra di sapere padroneggiate concetti e linguaggio delle scienze.&nbsp;<br>I periodi sono lunghi e complessi, contengono figure retoriche (similitudine).&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:05:55 UTC</pubDate>
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         <title>Temi chiave e Stile</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <description><![CDATA[<div>I temi chiave affrontati da Leopardi all'interno del "Dialogo di Tristano e di un amico" sono;&nbsp;<br><br>•La polemica contro l’ottimismo del “secolo decimonono”</div><div>•la decadenza della modernità<br>•la polemica contro gli uomini che preferiscono ignorare il vero<br>•l’eroismo del poeta e la sua felicità<br>•la morte come liberazione.<br><br>In questa operetta l'ironia non è tenuta con continuità: per larghi tratti Leopardi l'abbandona, per lasciar posto alla polemica diretta. La polemica, aspra e impietosa , è indirizzata contro il XIX secolo a cui Leopardi si sente estraneo e le cui tendenze disprezza profondamente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:06:10 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondimenti/Collegamenti/Espansioni</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594958726</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:07:46 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondimenti/Collegamenti/Espansioni</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594960234</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Approfondimenti/Espansioni:</strong><br>- Leopardi si ispira alla storia di Jenni Voltaire in cui si parla dei flagelli a cui sono sottoposti gli islandesi.</div><div><strong><em>Due personaggi:</em></strong>&nbsp;</div><div>- L’islandese: natura come entità personale malvagia che perseguita le sue creature/simbolo dell'infelicità dell’uomo&nbsp;</div><div>- La Natura: obietta che fa il male senza accorgersene</div><div>- DOPPIO FINALE SIGNIFICATO: si ricollega al nichilismo di Leopardi secondo cui tutto è nulla, perché entrambe le versioni sostengono la teoria del nulla si crea e nulla di distrugge, infatti mummia: oggetto di studio, serve agli studiosi / mangiato dai leoni: se mangiato diventa utile per la sopravvivenza dei leoni.&nbsp;</div><ul><li>Atteggiamenti dello scrittore:&nbsp;</li></ul><div>1. filosofico-scientifico —&gt; considera la natura come un puro meccanismo impersonale e inconsapevole.</div><div>2. cosmopolita —&gt; isola di pasqua, Lapponia, Tropici, Vasco de gama.</div><div>3. poetico —&gt; immaginoso e mitico, che vede la natura come una specie di divinità malefica.</div><div><br></div><div><br><br><br><strong>Collegamenti:&nbsp;</strong></div><div>Leopardi prende molti spunti dall’opera e dal pensiero di Foscolo in generale è in particolare dall’Ortis.&nbsp;</div><div>Entrambi affrontano il problema del fine e del significato della vita umana ma con due visioni differenti. Entrambi credono che il mondo sia governato da leggi meccaniche, come gli illuministi, ma cercano di ribellarsi rifugiandosi nelle illusioni.</div><div><br></div><ol><li>Foscolo: la Natura è l’unica forza che opprime l’uomo. Ma la poesia essendo più potente fa sopravvivere nella memoria degli uomini le opere.&nbsp;</li><li>Leopardi: si rifugia nelle illusioni ma al tempo stesso le distrugge perché dimostra che esse durano fino a quando l’uomo non conosce la realtà delle cose. Di conseguenza si chiude quindi nello sconforto e nel fatto che al mondo esiste solo il dolore e l’infelicità.&nbsp;</li></ol><div><br></div><div><strong><em>Temi in comune:</em></strong> bellezza, gloria, virtù, amore come beni desiderati e perduti.&nbsp;</div><div>Entrambi trattano il tema della natura ed hanno una visione pessimistica di essa in quanto la considerano una natura matrigna ostile e indifferente all’uomo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:08:52 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondimenti/Collegamenti/Espansioni</title>
         <author>ottaclaudia</author>
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         <description><![CDATA[<div>APPROFONDIMENTI e CURIOSITÀ&nbsp;<br>• L’autore sceglie come animale simbolico per destare gli uomini dal sonno, un gallo,&nbsp;</div><div>perché nelle campagne era questo animale a dare l’inizio alla giornata delle persone con il suo canto. Inoltre, essendo estremamente comune, tutti avrebbero capito l’analogia tra il gallo del brano e quelli reali.</div><div>L’autore, con tono ironico, ma allo stesso tempo distaccato e imperturbabile, analizza la condizione umana.</div><div>L’atteggiamento distaccato di Leopardi corrisponde all’atteggiamento del gallo che, impassibile, compie il suo dovere.&nbsp;<br>Inoltre, la condizione di eterna infelicità rimanda ai pensieri esposti nello zibaldone.</div><div><br></div><div>• L’immagine poetica della morte può essere accomunata a quella dell’infinito, perché l’immaginazione è l’unica via, alternativa alla morte, che porta l’uomo a raggiungere l’immensità tanto desiderata, sottraendolo alla crudeltà della vita, se pur in modo vano dato che, terminato il sogno, questo si troverà ad essere nuovamente infelice. Sia la morte che l’infinito, infatti, liberano l’uomo da un’infelicità insita nella sua natura.</div><div>Nel finale, l’autore cita il “silenzio nudo”, la “quiete altissima” e lo “spazio immenso”, che ricordano gli “interminati spazi”, i “sovrumani silenzi” e la “profondissima quiete” descritti nell’Infinito.</div><div><br></div><div>• Leopardi si avvicina al pensiero della morte di Ugo Foscolo.</div><div>- Nel sonetto dell'autore, "Alla sera", la morte è vista, appunto, sotto forma della sera, momento in cui il suo pensiero può vagare nel nulla eterno, così che possa fuggire dalle preoccupazioni e le angoscie causate da un presente che lo tormenta. Per lui il pensiero della morte è una cura in grado di portare la pace e placare il suo spirito guerriero. La morte è vista quindi come l'annullamento totale, in cui conflitti e sofferenze vengono cancellate per sempre.&nbsp;</div><div>- Inoltre nella sua opera "Le lettere di Jacopo Ortis" il protagonista si suicida, e trova la morte con l'intento di sfuggire alle sofferenze e alle angoscie provocate dalla vita.</div><div><br></div><div>• Il rapporto tra vita e morte, che è uno dei temi centrali del testo di Leopardi, è il <strong>soggetto principale </strong>del quadro di <strong>Gustav Klimt</strong> "Morte e vita".</div><div>L’uso e il contrasto di diversi colori, esprimono la concezione del pittore riguardo a questo tema.</div><div>Nella parte destra troviamo una presenza di tinte calde, le quali rappresentano le <strong>diverse età della vita</strong>.</div><div>A sinistra, invece, <strong>il buio avvolge la morte</strong>, ma allo stesso tempo, il buio circonda anche il gruppo sulla destra.&nbsp;</div><div><strong>La morte è, infatti, una parte integrante della natura umana</strong>, che è presente su ogni cosa, pronto ad iniziare il suo processo di <strong>distruzione della vita</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:09:15 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondimenti/Collegamenti/Espansioni</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594961108</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa operetta ci ha fornito diversi spunti per collegamenti anche in altri contesti storico-culturali.<br><br><strong>Approfondimento<br></strong><em>Teoria copernicana</em>: durante la rivoluzione scientifica (tra Cinquecento e Seicento) la teoria andava contro le Sacre Scritture, le quali sostenevano la teoria geocentrica tolemaica, mettendo così in discussione il principio di autorità della Chiesa.</div><div><br><strong>Collegamenti<br></strong>1. <em>Giordano Bruno</em>: Ispirandosi alla teoria eliocentrica copernicana, elabora la concezione di universo infinito arrivando a due conclusioni:</div><div>• l’uomo e la terra non sono più al centro dell’universo, tutto è centro e tutto è periferia;<br>• viene superata la distizione fra cielo e terra, per tanto la distinzione tra corpi celesti perfetti e quelli terrestri imperfetti.<br><br>A causa delle sue teorie fu processato e <em>condannato al rogo</em>. <br><br>2. <em>Galileo Galilei</em>: attraverso l'osservazione degli astri, ha dimostrato la veridicità e scientificità della teoria copernicana. Per questo motivo scrisse: <em>"Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano"</em> del 1633. Il dialogo propone un dibattito fra tre personaggi che discutono sulle due teorie.<br><br>In seguito alla vicenda di Giordano Bruno, Galileo <em>scelse di abiurare</em> per salvarsi la vita.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:09:36 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondimenti/Collegamenti/Espansioni</title>
         <author>ottaclaudia</author>
         <link>https://padlet.com/ottaclaudia/8xqjadcvuvi58rzk/wish/2594961382</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Uno dei temi trattati nel dialogo è la “morte come liberazione”, che troviamo specialmente nell’ultima pagina, in cui Leopardi abbandona la polemica e la finzione ironica e concentra il discorso su se stesso e sulla propria assoluta infelicità.&nbsp;</div><div><br></div><div>Tale tema lo troviamo anche nella lettera da Ventimiglia di Ugo Foscolo, in cui l’autore esprime il suo desiderio di venire sepolto nella sua patria, dato che essa sarà l’unica a “sentire il suo lamento”. Da ciò capiamo come Jacopo voglia trovare la morte nella sua terra natia. Inoltre esprime possibilità per il suo “spirito doloroso” di venire confortato dopo la morte; si capisce, quindi, come Jacopo trovi la tranquillità e l’arresto dei dolori della morte.&nbsp;<br><br><br>La struttura dei personaggi è molto simile a quella del Dialogo di Timandro e di Eleandro e al Dialogo della Terra e della Luna; infatti in tutte abbiamo un personaggio che non ha una controparte attiva, ma permette al personaggio principale di esporre le sue teorie.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-17 16:09:50 UTC</pubDate>
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         <title>breve trama e personaggi </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L’opera riassume le <strong>posizioni filosofiche di Leopardi</strong>, in contrasto con la cultura del tempo.</div><div>L’amico ha un ruolo limitato, quello di provocare le battute .</div><div>Il racconto inizia quando Tristano annuncia di aver cambiato idea rispetto al suo ultimo libro, le Operette Morali. Si tratta di un accorgimento per dimostrare l’inesattezza della filosofia del XIX secolo. Inoltre, Leopardi, grazie al ragionamento, smonta le tesi di coloro che spiegano il suo pessimismo in ragione delle sue malattie.</div><div>Infatti, il ragionamento del poeta è molto più ampio e riguarda l’umanità in generale. Tutti,&nbsp; compresi coloro che godono di buona salute, sono destinati a sperimentare l’infelicità ed il dolore. In questo dialogo, lo scrittore sottolinea che la natura è matrigna ed indifferente e quindi è causa di dolore ed infelicità.</div><div>Tristano chiarisce, anche grazie all’ironia, che l’umanità è condannata alla sofferenza e all’infelicità.</div><div>Il protagonista preferisce essere coraggioso e non lasciarsi trasportare dall’idea che la vita possa essere felice o bella. Lui infatti non fa finta di essere felice ma affronta la realtà per quella che è.</div><div>Tristano al termine dell’opera afferma di provare invidia soltanto per i defunti. In passato, avrebbe voluto essere uno sciocco o un presuntuoso ma ora desidera solo la morte.<br><br>personaggi:<br><br>sono due:&nbsp;</div><div><strong>Tristano</strong>, (nome che allude alla parola triste)<br> si ricollega sia al cavaliere medioevale Tristano che al romanzo di Laurence Sterne,che ovviamente rappresenta l'autore, e un <strong>amico</strong> che ha la semplice funzione di provocare le battute.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-31 07:22:32 UTC</pubDate>
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         <title>introduzione </title>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>-Il <strong><em>Dialogo di Tristano e di un amico </em></strong>è l’ultimo testo delle “operette morali” di Leopardi ed è stato composto nel <strong>1832</strong>,&nbsp; periodo in cui l’autore sviluppa il pessimismo eroico, cioè l’ultima fase del suo pensiero in cui ritiene che l’uomo non si deve arrendere difronte alla natura matrigna, ma, unirsi e non sottomettersi all’infelicità&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div>-leopardi aveva pensato a questa operetta come ultimo testo delle Operette morali. Infatti , nel <strong><em>Dialogo</em></strong>, l'autore ripercorre tutti i temi fondanti del proprio pensiero, alcuni dei quali già sviluppati nello Zibaldone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-31 07:24:49 UTC</pubDate>
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         <title>Dialogo di Tristano e di un amico </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-31 07:25:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-31 16:51:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-06-01 12:01:50 UTC</pubDate>
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