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      <title>Il mio padlet grandioso
 by francesco falcone</title>
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      <description>Realizzato con un pò di malizia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-08 08:08:56 UTC</pubDate>
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         <title>Nelson Mandela</title>
         <author>fciccio69</author>
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         <description><![CDATA[<div>RELAZIONE "IL COLORE DELLA LIBERTA'"<br><br>Ci sono alcuni film che sanno farti sorridere e altri che sanno farti commuovere.<br>Poi ci sono quelli che sanno farti pensare.<br>Ecco, "<em>Il colore della libertà</em>" è uno di questi, uno di quei piccoli film che ti entrano nella coscienza e ti parlano al cuore.<br><br></div><div><em><br>Il colore della libertà</em> o, per meglio dire, una vita per la libertà, è la vita vissuta da Nelson Mandela, l'uomo che dal chiuso di una cella è riuscito a sconfiggere l'apartheid, la più dura tra le leggi segregazioniste, cambiando così il destino e la storia del suo paese.<br>L'uomo che nel 1993 è stato insignito con il premio Nobel per la pace, e che nel 1994 è diventato il primo presidente di colore del Sudafrica.<br><br></div><div><br>Ma "<em>Il colore della libertà</em>" è anche il film che racconta la storia di una conversione.<br>La storia della conversione di James Gregory, il carceriere di Nelson Mandela che, da convinto razzista, poco alla volta si è convertito alla sua causa, diventando uno dei suoi più ferventi sostenitori.<br>Una conversione lunga diciotto anni (tanti sono stati gli anni trascorsi da James Gregory a Robben Island, a stretto contatto con Mandela), frutto di un intenso e gratificante rapporto, che progressivamente è riuscito a trasformare il disprezzo in fratellanza, l'avversione in ammirazione.<br>Un cammino lungo e difficile, ma non unilaterale, perchè non si è trattato solo di una semplice conversione, ma di qualcosa di molto più profondo, di un rapporto di reciproca conoscenza e di reciproco avvicinamento, ed anche di reciproco rispetto, che ha portato l'uno a capire e accettare le ragioni dell'altro, quasi a sottolineare, così, l'unicità del genere umano.<br><br></div><div><br>"<em>Goodbye Bafana</em>" è il titolo originale del film, che il danese premio Oscar Bille August ha diretto con la consueta mano di lineare classicità.<br>E <em>goodbye bafana</em> è il saluto che da bambino, James Gregory si scambiava con <em>bafana</em> (bambino in lingua xhosa), il compagno di giochi, un coetaneo di colore, che un giorno, all'improvviso, scompare, senza che la sparizione susciti in lui alcuna emozione (tanto che non si chiederà mai dove sia finito), perchè è giusto e naturale che sia così.<br><br></div><div><br>E allo stato umiliante di bafana, le dure leggi segregazioniste riducevano e costringevano i prigionieri politici, compreso l'obbligo di indossare la divisa carceraria con i calzoni corti al ginocchio.<br>Condizione che non è stata risparmiata neppure a Nelson Mandela, il detenuto 46664, nel corso degli anni trascorsi dignitosamente nella prigione di Robben Island, l'isola al largo di Cape Town, ex colonia di lebbrosi, dove venivano confinati i capi dell'African National Congress, gomito a gomito con i detenuti comuni.<br>Detenzione causata dalla lotta, intrapresa da Mandela, contro l'apartheid, il regime imposto dal Partito Nazionalista sudafricano (il partito dei quattro milioni di bianchi), che impediva a venticinque milioni di neri di votare, di studiare, di viaggiare sugli stessi mezzi pubblici dei bianchi, che proibiva loro di possedere la proprietà di una casa, o di un terreno, di intraprendere una qualsiasi attività economica.<br><br></div><div><br>E' in questo contesto che arriva a Robben Island, la guardia carceraria James Gregory, un giovane <em>afrikaner</em> bianco, di modesta estrazione sociale, con il compito di sorvegliare Nelson Mandela.<br>Vi arriva in virtù della conoscenza della lingua xhosa, appresa da bambino, insieme alla lotta col bastone, grazie all'amicizia con bafana, il bambino di colore con cui è cresciuto e ha giocato nella fattoria della provincia del Transkei.<br>Questa circostanza, e le sue radicate convizioni razziste, lo fanno il guardiano ideale del prigioniero eccellente, affinchè possa controllargli le visite e la posta e, inoltre, possa ascoltare e riferire ai superiori il contenuto delle sue discussioni con gli altri detenuti.<br>Nell'isola prigione arriva assieme alla sua famigliola modello (moglie carina e affettuosa, i classici due figli, un maschio e una femmina), con l'intenzione di far carriera ed assicurar ai suoi cari il benessere e la sicurezza, convinto com'è, per una distorta concezione della realtà, ed anche per l'educazione ricevuta, che i neri sono esseri inferiori e quindi è giusto e naturale che la legge contempli l'apartheid, perchè la separazione tra le razze asseconda il presunto volere di Dio.<br><br></div><div><br>All'inizio tutto sembra andare per il meglio, James Gregory si sente un uomo realizzato: ha un nuovo lavoro, la sua famiglia è al sicuro, lontana dalle rivolte e dalle brutalità di Città del Capo, i suoi figli un giorno potranno andare all'università.<br>Non sa e non immagina che cosa gli accadrà di lì a poco, nè che la sua vita cambierà per sempre, non sa e non immagina che arriverà a battersi contro il suo governo, a favore di un Sudafrica finalmente libero.<br><br></div><div><br>Cresciuto ed educato a considerare i neri come degli esseri subnormali, per lui è del tutto naturale che non abbiano gli stessi diritti dei bianchi.<br>Ma, gradualmente, tra un piccolo ricevimento e l'altro, tra una formale cortesia e l'altra, che puntualmente e ipocritamente si scambiano i componenti la piccola comunità coloniale, il contatto diretto, esclusivo, intenso con Blake Pimpernel (l'altro nome con cui era conosciuto Mandela), il suo carisma, la forza che emana, i discorsi che fa, i piccoli gesti del suo vissuto più intimo (come quello di affidargli un messaggio d'amore per la moglie che non vede da vent'anni), dapprima incuriosiscono, poi sorprendono, infine fanno breccia nel cuore del giovane guardiano che, poco alla volta, prenderà coscienza della disumanità dell'uomo nei confronti dei suoi simili, e si lascerà coinvolgere nella lotta per la libertà e per l'uguaglianza, intrapresa dal leader nero, che nel giro di qualche anno porterà alla sconfitta del regime razzista e al riconoscimento dei diritti civili per la popolazione nera del Sudafrica.<br><br></div><div><br>Una storia grande (quella di Nelson Mandela) e una storia piccola (quella di James Gregory), che si intrecciano e si condizionano a vicenda, e che il film, basato sul libro delle memorie dello stesso James Gregory, "<em>Nelson Mandela, da nemico a fratello</em>", ha il pregio di raccontare con sobrietà ed eleganza, senza falsi moralismi e senza fare nè dell'uno nè dell'altro, un eroe da celebrare, fermandosi, giustamente e intelligentemente, nel preciso momento in cui l'uno si avvia verso una dignitosa carriera e l'altro verso la conquista della libertà e del potere, quando la storia privata diventa pubblica, quando l'ingiustizia si piega alla forza della ragione.<br>Perchè, come dice Mandela nel suo libro "<em>Long Walk to Freedom</em>", "Nessuno nasce con l'odio innato nei confronti di una razza, di una religione o di un ambiente diverso. La gente impara ad odiare, ma se può imparare l'odio, può apprendere anche l'amore, poichè questo è un sentimento assai più naturale del suo opposto".<br><br></div><div><br>Tra i film più politicamente corretti presentati al 57° Festival di Berlino, in anteprima mondiale, l'11 febbraio 2007, proprio nel giorno dell'anniversario della liberazione di Nelson Mandela, "<em>Il colore della libertà</em>" è frutto di un progetto che Bille August ha fortemente voluto e lungamente perseguito, collaborando personalmente alla stesura della scenografia (tratta, come detto, dal bestseller autobiografico di James Gregory, morto di cancro nel 2003) e scegliendo per il ruolo del leader sudafricano, il bravo attore afroamericano Dennis Haysbert (già visto in "<em>Jarhead</em>" e protagonista delle prime due serie di "<em>24</em>"), al primo ruolo importante della sua carriera.<br>A ricoprire il ruolo di James Gregory, Bille August ha voluto l'intenso e sorprendente Joseph Fiennes, qui, probabilmante, nella migliore delle sue interpretazione, il quale, naturalmente, si è dimostrato entusiasta di portare sullo schermo la storia di un personaggio così carismatico.<br>Ruolo per il quale, l'attore britannico si è coscienziosamente e diligentemente preparato, rileggendosi tutti gli scritti di Mandela, ripercorrendo tutte le battaglie da lui intraprese per cambiare le sorti del suo popolo, cercando con difficoltà di appropriarsi della difficile lingua zulu e dell'altrettanto difficile accento <em>afrikaner</em>.<br>Accanto a lui la bella e brava Diane Krueger (l'Elena di "<em>Troy</em>"), nel ruolo della devota e ambiziosa mogliettina, tutta dedita alla famiglia e preoccupata unicamente che l'amato marito faccia carriera.<br><br></div><div><br>Una storia importante in un film sobrio ed estremamente coinvolgente, nella solida tradizione del cinema che fu, senza strabilianti effetti speciali nè trovate sensazionali, ricreati ad arte per sbalordire e stupire.<br>Una regia sicura, mai sopra le righe, per un'opera di forte spessore, che è necessario vedere per capire e ricordare una vita straordianaria, vissuta dall'altra parte del mondo, quindi apparentemente lontana anni luce da noi e dalla nostra cultura, che ci insegna che principi come giustizia, libertà, uguaglianza, tolleranza, sono valori universali che dovrebbero guidare, sempre e comunque, le azioni quotidiane di ciascuno di noi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-08 08:09:25 UTC</pubDate>
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         <title>Prof io sono a Bergamo non potrò fare la relazione...ok?</title>
         <author>palermoalessandro17</author>
         <link>https://padlet.com/fciccio69/8x6hdp8ux7rw/wish/165846068</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-11 10:36:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>kevinpalazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="/wiki/Sudafrica">Sudafrica</a>, 1969: James Gregory, insieme alla famiglia, composta da sua moglie Gloria e dai loro due figli Brent e Natasha, parte alla volta dell'isola- prigione di <em>Robben Island</em>, dove è stato trasferito. Data la conoscenza della lingua degli Xhosa, il secondino viene incaricato di censurare le lettere che arrivavano ai carcerati e di controllare <a href="/wiki/Nelson_Mandela">Nelson Mandela</a>, tramite la sua posta e le visite con sua moglie Winnie.<br><br></div><div><br>Fin dai primi momenti trascorsi con Mandela, James viene a conoscere la sua grande forza ed il suo grande animo, tanto che presto tra la guardia e il prigioniero nascerà un forte legame di amicizia. James cercherà di conoscere meglio gli ideali del partito di Mandela, tanto da rubare una copia della Carta della Libertà, una sorta di costituzione contenente i principi e gli ideali di uguaglianza per cui Mandela lotta.<br><br></div><div><br>Ma quando, tempo dopo, James consegna un cioccolatino da parte di Nelson a sua moglie come regalo di Natale, scoppia uno scandalo che obbliga il superiore di Gregory ad abbandonare Robben Island e a trasferirsi per dirigere un altro carcere. L'intera isola se la prende con i Gregory, che lasciano l'isola. Il governo di Pretoria non vuole però che il potenziale di Gregory venga sprecato, così gli viene proposto di continuare a gestire l'ufficio censura di Robben Island dalla vicina Cape Town.<br><br></div><div><br>Anni dopo, Mandela è trasferito sulla terraferma nella prigione di Pollsmoor, vicino a Città del Capo, seguito dalla famiglia Gregory. È qui che avvengono i primi passi per raggiungere un accordo tra il governo sudafricano e l'ANC per la scarcerazione dei prigionieri politici come Mandela e la cessazione degli attentati terroristici.<br><br></div><div><br>Mandela è quindi nuovamente trasferito, insieme alla famiglia di James, in una casa appena fuori città agli arresti domiciliari. Tutto sembra andare per il meglio, ma una sera, arriva una chiamata con la quale viene comunicata la morte del figlio di James. Questa notizia giunge ai genitori come un lampo a ciel sereno. James ne rimane sconvolto, e riesce a risollevarsi dalla depressione proprio grazie alla forte amicizia instaurata con Mandela.<br><br></div><div><br>1990. Mandela viene liberato. Fuori dai cancelli della sua casa ci sono ad attenderlo ed a acclamarlo centinaia di persone, tra cui la stessa Gloria Gregory, che appena vent'anni prima lo considerava un terrorista. Pochi anni più tardi egli diverrà il nuovo Presidente nero del Sudafrica<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-11 17:50:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>kevinpalazzo1</author>
         <link>https://padlet.com/fciccio69/8x6hdp8ux7rw/wish/166781023</link>
         <description><![CDATA[<div>Siamo nel 1932 a Stoccarda e la narrazione si apre con <strong>Hans Schwarz</strong>, un <strong>ragazzino ebreo</strong>appartenente a una famiglia borghese e colta. Il padre di Hans è un medico e un ex soldato insignito durante la con la Croce di Ferro e nutre un forte sentimento nei confronti della patria.<br><br></div><div>Un giorno nella sua classe arriva <strong>un ragazzino di famiglia nobile</strong>, Konradin von Hohenfels, che mantiene un atteggiamento sostenuto e non lega con nessuno dei compagni; la famiglia gli ha infatti trasmesso un sentimento di superiorità rispetto agli altri, che deriva dall’onore di appartenere ad una delle famiglie più importanti del Paese. Tuttavia, Hans si sente attratto da Konradin e un giorno riesce a vincerne la timidezza mostrando in classe <strong>la sua collezione di monete</strong>. Grazie a questa, i due ragazzi diventano amici, e Konradin si reca spesso a casa di Hans, di cui conosce i genitori e che frequenta quotidianamente.<br><br></div><div>I due stringono un legame particolarmente forte, che li porta a conversare sia di <strong>argomenti leggeri e spensierati</strong> sia di <strong>temi impegnativi</strong>, come l’esistenza di Dio o il significato della morte.<br><br></div><div>L’unico punto oscuro nel loro rapporto è relativo all’atteggiamento di Konradin nei confronti dei propri genitori: egli infatti invita Hans a casa propria solo quando questi sono assenti. Una sera, in occasione di una rappresentazione teatrale, Konradin, in compagnia della madre, ignora addirittura l’amico, <strong>fingendo di non conoscerlo</strong>.<br><br></div><div>Quando Hans chiede il perché di questo atteggiamento a Konradin, egli spiega che i genitori - e la madre in particolare - hanno <strong>idee antisemite</strong>e non vogliono che il figlio frequenti ragazzini ebrei. La situazione peggiora con l’avvento di <a href="http://www.oilproject.org/lezione/terzo-reich-e-l-ideologia-del-nazismo-8051.html">Adolf Hitler</a> al potere, nel 1933: a scuola si diffondono pregiudizi ostili agli ebrei (anche da parte degli stessi professori) e tesi a sostegno della <strong>superiorità della razza ariana</strong>. In un’occasione , Hans viene anche alle mani con dei comapgni di classe che l’hanno insultato in quanto ebreo. Hans e Konradin vedono così allentarsi i loro rapporti. Intuendo il pericolo per il figlio, i genitori di Hans lo mandano da dei parenti <strong>in America</strong>; Hans abbandona così la scuola poco prima di Natale. Appena prima della partenza di Hans, Konradin scrive all’amico e, sebbene nella sua lettera attesti la stima nei suoi confronti, <strong>egli ammette la fascinazione per Hitler</strong>, arrivando persino a sostenere che sia stato inviato da Dio per risollevare le sorti della Germania. I genitori di Hans, poco dopo la sua partenza, si suicidano.<br><br></div><div>Negli Stati Uniti Hans studia legge in prestigiose università e si ricostruisce una vita, rifiutando di tornare in Germania e di sapere qualsiasi cosa sul destino di Konradin, in <strong>un misto di paura e di dolore</strong> per ciò che è successo. Molti anni dopo riceve un opuscolo del suo vecchio liceo di Stoccarda con la richiesta di un contributo per la costruzione di <strong>un memoriale agli studenti caduti in guerra</strong>. Hans non ha subito ha il coraggio di scoprire cosa è successo a Konradin ma, poco prima di stracciare l’elenco, si fa coraggio e lo apre alla lettera “H”. Qui legge che Konradin von Hohenfels è stato <strong>giustiziato perché implicato nel piano per uccidere Hitler</strong> .<br><br>Molto bello come libro prof.👍👍👍👍👍👍👍</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-18 15:00:49 UTC</pubDate>
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         <title>Racconto horror</title>
         <author>kevinpalazzo1</author>
         <link>https://padlet.com/fciccio69/8x6hdp8ux7rw/wish/167749051</link>
         <description><![CDATA[<div>Siamo nel 1973 in Giappone una grande conpagnia sta per fare uscire un gioco molto bello e interessante per i ragazzi. Dopo un anno di lavoro è giunto il momento dell'uscita tanti ragazzi tra i 7 e i 12 anni sono in coda per prendere questo gioco, la grande compagnia di videogiochi si chiama Nentic e questo gioco pocket monster red. Nentic fece tanti soldi dopo l'uscita di questo gioco, ma durante la programmazione non si accorsero di un virus in grado di controllare il cervello. Un mese dopo aver comprato il gioco, tanti ragazzi scontrarono malesseri fisici e psichici, alla Nentic arrivarono tante denunce ma tutte ritirate in circostanze sconosciute, dopo un anno al tg americano che aveva seguito questo caso, comparve questa notizia, un gioco di nome pocket monster red aveva costretto bambini al suicidio e ad uccidere la famiglia scuoiandoli e occultando i cadaveri. Questo gioco dopo tanto tempo è ancora in circolazione e ogni anno ci sono più vittime però nessuno sa dove si trovano i cadaveri dei ragazzi con le loro famiglie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 06:56:35 UTC</pubDate>
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         <title>Emma dormiva tranquilla nel suo letto quando un improvviso rumore la svegliò. Si alzò di colpo dal letto e si guardò intorno, rimase seduta su letto per un po’, e poi si adagiò di nuovo. E di nuovo quel rumore. Non sembrava venire da fuori e Emma si alzò per dare un’occhiata si diresse verso la cucina. Provò ad accendere le luci ma non c’era corrente, e così corse a prendere la torcia che teneva nel cassetto e la accese. Non appena accese la torcia, cominciò a udire degli strani versi, quasi dei lamenti, che provenivano dal ripostiglio. Emma si avvicinò alla porta e vi accostò l’orecchio. I lamenti venivano da lì. Emma aveva un po’ paura ma si fece coraggio e aprì la porta. Accucciato in un angolo, c’era un piccolo bambino, che ad occhio poteva avere quattro anni, che stava piangendo. “Chi sei?” disse Emma illuminandolo con la torcia, “Cosa ci fai in casa mia? Come sei entrato?”. Il bambino alzò la testa e la guardò fissa negli occhi senza rispondere. “Avanti! Rispondi! Chi sei? Come hai fatto ad entrare? Rispondimi!” continuava Emma, ma il bambino stava lì, seduto in un angolo e la fissava. Emma si avvicinò e lui si coprì il viso con le braccia. “Non avere paura! Stai tranquillo! Dimmi, come ti chiami? E come sei entrato in casa?”. Il bambino stette in silenzio, poi alzò di nuovo la testa verso Emma e disse con aria spaventata: “Ti prego… non farmi del male…ti prego…non picchiarmi… ti prego..”. “Ma non voglio farti del male. Tranquillo, calmati.” Ma il bambino continuava “Ti prego… non farmi male… per favore….” Emma si chinò e lo accarezzò dolcemente, “Non avere paura, dimmi come ti chiami.” “No…non posso…” disse il bambino. “Perché non puoi? Avanti, non voglio farti del male, non preoccuparti.” “No…lasciami andare…sono ancora piccolo…non farmi male…ti prego…” Emma si alzò, indietreggiò e guardandolo con aria inquietante gli disse “Ho capito! Ho capito chi sei!” Emma indietreggiò ancora, “Ah! Voi umani non imparerete mai chi comanda qui! Non avete capito che la vostra razza inferiore e destinata all’estinzione!” Emma si voltò e dalla bocca gli spuntarono degli enormi denti simili a delle zanne, le unghie si allungarono come artigli e dalla schiena fuoriuscirono delle orribili scaglie, si gettò sul povero bambino e lo sgominò a sangue, mentre delle terrificanti urla di dolore gli uscivano dalla gola, finché Emma, diventata un ripugnante mostro, lo divorò vivo. “Stupidi esseri umani. Non capirete mai che siamo noi i nuovi padroni di questo pianeta. Potete nascondervi finché vi pare, tanto vi troveremo ovunque… maledetto bambino, mi ha fatto perdere il sonno…” e così dicendo tornò a letto.</title>
         <author>palermoalessandro17</author>
         <link>https://padlet.com/fciccio69/8x6hdp8ux7rw/wish/168629381</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 13:40:43 UTC</pubDate>
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         <title>il giovane Barone Cosimo Piovasco di Rondò, ribelle indomabile, è il primogenito di una famiglia nobile momentaneamente decaduta. In seguito ad un litigio con suo padre, poiché si rifiuta di mangiare un piatto di lumache, decide di salire su un albero per non scenderne mai più. La sua decisione di non mettere mai più piede a terra, viene accettata da tutti poiché ritenuto semplicemente un originale; ma per Cosimo questa decisione significa molto di più, è infatti il suo modo per disobbedire alle rigide norme familiari e rifugiarsi in un posto sicuro. La vita di Cosimo si riempie di avventure, ma anche di delusioni ed amarezze.Il primo giorno, vagando da un ramo all’altro, arriva nel giardino dei d’Ondariva dove conosce la bella e smorfiosa Viola di cui si innamora all’istante. I due passano molto del loro tempo insieme, ed è proprio per evitare che i due bambini instaurassero una bella e profonda amicizia che i genitori di Viola decidono di mandarla in un collegio. Nel frattempo Cosimo diventa sempre più abile ad arrampicarsi da un ramo all’altro, e migliora il suo soggiorno sugli alberi con comode invenzioni. Impara a cacciare, e viene accompagnato dal bassotto Ottimo Massimo, che lo segue fedelmente da terra. Cosimo conosce le bande di ragazzi ladri di frutta e istruisce alla lettura il pericoloso brigante Gian dei Brughi. Con quest’ultimo istaura un bel rapporto e la loro amicizia è fondata su uno scambio di libri. Cosimo infatti prima ritira i libri dal fratello Biagio e poi da un ebreo, Orbecche, e in seguito li presta al brigante. Quando poi questi termina la lettura dei libri, Gian dei Brughi, li riporta a Cosimo che gliene fornisce sempre di nuovi.Cosimo inoltre si addolora per la morte di Enea Silvio, che lui considera fratellastro del padre e anche per quella del padre e della madre, morta d’asma.Si interessa delle correnti di pensiero europee e conosce degli esiliati spagnoli costretti a vivere sugli alberi ad Olivabassa, un paesino confinante con Ombrosa, tra cui Ursula. Di lei si innamora ma è costretto a terminare la loro storia, quando finisce il suo periodo di esilio poiché deve tornare in Spagna.Dopo la morte di suo padre, riceve il titolo di Barone e amministra i suoi beni dall’alto; continua a trascorrere la sua vita procurandosi cibo e interessandosi di tutto ciò che potesse sviluppare la sua cultura, fino a quando un bel giorno torna Viola. Tra i due esplode un sentimento reciproco, in realtà sempre esistito, che si conclude tristemente e al momento della separazione il barone non sarà più lo stesso. Da questa vicenda Cosimo esce distrutto e per un lungo periodo si ammala rischiando la vita. Una volta ripreso, viene iniziato alla Massoneria, e ad altre congregazioni segrete; combatte i gesuiti, scrive un Progetto di Costituzione di uno Stato ideale fondato sugli alberi, opera che contribuisce alla sua fama.Incontra lo zar di Russia e Napoleone Bonaparte, con cui parla a lungo e alla fine quest’ultimo afferma, in perfetto italiano: “ Se io non era l’Imperatore Napoleone avria voluto ben essere il cittadino Cosimo Rondò!” Gli anni passano e Cosimo rimane deluso dalla rivoluzione francese che non ha portato la libertà e la giustizia sperata. È invecchiato, un po’ rimbecillito e non più in forze ma continua a vivere ostinatamente sugli alberi e rifiuta le preghiere di scendere. Fin quando un giorno approfitta del passaggio di una mongolfiera, e si attacca alla sua ancora. In questo modo, coerente con il suo intento di non mettere mai più piede per terra, scompare nel mare e fa perdere per sempre le sue tracce.</title>
         <author>palermoalessandro17</author>
         <link>https://padlet.com/fciccio69/8x6hdp8ux7rw/wish/169186185</link>
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         <pubDate>2017-05-01 14:43:34 UTC</pubDate>
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