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      <title>Individuo e mondo: il riconoscimento by HUB Scuola</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-02 07:02:26 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il «desiderio di riconoscimento»<br><br></strong>Nella <em>Fenomenologia dello spirito</em> di <strong>Georg Wilhelm Friedrich Hegel</strong> (1770-1831), quello del «<strong>riconoscimento</strong>» è uno dei momenti cruciali nel percorso di formazione dell'<strong>autocoscienza</strong> come pienamente libera e realizzata. <br><br>Dopo aver scoperto che l'<strong>oggetto</strong> che le sta di fronte non è qualcosa di separato, ma è anzi tale solo perché è <strong>in relazione alla coscienza</strong> e quindi a se stessa (passaggio dalla coscienza all'autocoscienza), per affermarsi l'autocoscienza tenta in primo luogo di <strong>distruggere e ridurre a sé l'oggetto</strong>: è lo stadio che Hegel chiama «<strong>desiderio</strong>» o «<strong>appetito</strong>». Questo stadio, però, si rivela subito un <strong>vicolo cieco</strong> per l'autocoscienza: una volta appagato, infatti, anziché esaurirsi il desiderio torna immediatamente a ripetersi e così all'infinito. <br><br>Messa sotto scacco, l'autocoscienza scopre che il<strong> vero oggetto del suo desiderio</strong> non è tanto una cosa, un semplice oggetto, ma piuttosto la <strong>propria identità, se stessa</strong>. Per raggiungere il proprio appagamento, quindi, l'autocoscienza comprende che deve rapportarsi a un'altra autocoscienza, deve cioè poter “vedere” il proprio io in qualcun altro diverso da sé. Nasce così per Hegel il «<strong>desiderio di riconoscimento</strong>» da parte dell'autocoscienza, ovvero il bisogno propriamente umano che ogni individuo sente di <strong>aver</strong> <strong>riconosciuta pari dignità da parte degli altri uomini</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 15:21:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;     </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 15:55:29 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Dalla lotta per il riconoscimento alla dialettica servo-signore<br></strong><br>Solo attraverso il riconoscimento, ovvero attraverso una <strong>relazione intersoggettiva</strong>, l'uomo può per Hegel comprendere se stesso come individuo autocosciente. <br><br>Cercando il riconoscimento, però, l'individuo si imbatte immediatamente in una <strong>resistenza</strong> degli altri individui: ciascuna autocoscienza desidera il riconoscimento della propria indipendenza e autonomia, cioè della propria libertà da parte dell'altra, ma così facendo <strong>entra in conflitto</strong> con l'altra autocoscienza, che a sua volta desidera di essere altrettanto autonoma e indipendente. La relazione tra le due autocoscienza diventa così per Hegel una «<strong>lotta per la vita e la morte</strong>», dal momento che nessuna delle due vuole ammettere la natura del proprio desiderio e quindi subordinare la propria libertà al desiderio dell'altro.<br><br>La lotta, però, non può concludersi con l'annientamento di una delle due autocoscienze, perché altrimenti non avrebbe luogo alcun riconoscimento. Lo scontro tra le due autocoscienze, invece, dà luogo all'<strong>asservimento</strong> di una delle due all'altra in nome dell'attaccamento alla vita naturale maggiore del desiderio di libertà che si sostanzia nella <strong>paura della morte</strong> (il <strong>servo</strong>) di fronte alla volontà di <strong>lottare fino alla fine anche a costo della vita</strong> (il <strong>signore</strong>). <br><br>Prende così forma la celebre figura della <strong>dialettica servo-signore</strong>, il cui esito sarà il <strong>rovesciamento dei ruoli</strong> iniziali che vede il signore esercitare il proprio dominio sul servo. Con il tempo, infatti, <strong>il signore scopre di dipendere dal servo</strong>, poiché egli non fa altro che consumare quello che il servo produce attivamente con il suo lavoro. Nel confronto tra le due autocoscienze, quindi, è il <strong>servo</strong> a diventare <strong>consapevole di sé</strong> e a conquistare la sua indipendenza a scapito del signore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 15:56:38 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Che cosa può oggi la dialettica servo-signore?<br></strong><br>Quanto è ancora valida la dialettica servo-signore per decifrare i <strong>rapporti di potere nel mondo contemporaneo</strong>? Ha ancora qualcosa da dirci dopo oltre due secoli?<br><br><em>Guarda la puntata della trasmissione </em>#Maestri<em> dove il filosofo </em><strong><em>Maurizio Ferraris</em></strong><em> cerca di rispondere a questa domanda. Prova poi, con l'aiuto dell'insegnante, ad aprire un dibattito sul tema in classe insieme ai tuoi compagni.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 16:54:26 UTC</pubDate>
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         <title>CINEMA E TV</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Bong Joon-ho, </strong><strong><em>Parasite</em></strong><strong> (2019)<br><br></strong>Il film mette in scena la storia della <strong>famiglia Kim</strong>, composta dai genitori e da due figli, che vive in un <strong>piccolo e lurido seminterrato</strong>, tentando di sbarcare il lunario con piccoli lavoretti e grazie all'aiuto di un sussidio di disoccupazione. Una sera, un amico di <strong>Ki-woo</strong>, il figlio maschio, gli propone di <strong>fingersi studente universitario</strong> e prendere il suo posto – lui deve andare a studiare all'estero – come <strong>tutor di inglese della figlia adolescente</strong> della ricca famiglia Park.<br><br>Dopo essere stato assunto, Ki-woo convince la signora Park a fare lo stesso con la <strong>sorella Ki-jung</strong>, spacciandola per un'artista affermata in grado di aiutare il loro figlio irrequieto con l'<strong>arteterapia</strong>. Con una serie di abili stratagemmi, Ki-woo riesce poi a far assumere come dipendenti della famiglia Park anche i <strong>genitori</strong>, rispettivamente come <strong>autista personale </strong>della signora il padre e <strong>nuova governante</strong> la madre.<br><br>Una sera, durante l'assenza della famiglia Park per un campeggio, i Kim danno sfogo al loro <strong>desiderio di riconoscimento e di ascesa sociale</strong>, assumendo il ruolo dei signori assenti: occupano così completamente la grande villa dei Park e festeggiano i successi ottenuti, ubriacandosi in salotto fino a tarda sera. Ma un imprevisto rischia di far saltare la loro montatura e dà inizio a una serie di tragici eventi, dove l'altra faccia di un'inedita e contemporanea dialettica servo-signore, ovvero la <strong>volontà di sopraffazione </strong>(chi sono davvero i parassiti? I Kim che sognano di diventare signori? Oppure i Park che continuano a incrementare le loro ricchezze sfruttando i più deboli?), mostrerà i suoi nefasti effetti. <br><br><em>Guarda il trailer ufficiale del film.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 17:01:54 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/8wa1at5i28ctb1zb/wish/2171037441</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>I presupposti della filosofia sociale moderna<br></strong><br>Quando affronta la «lotta per il riconoscimento» Hegel sta leggendo un passaggio fondamentale per la costruzione della <strong>filosofia sociale moderna</strong>. Egli, infatti, riprende e rielabora la concezione dello <strong>stato di natura come</strong> <strong>lotta per la sopravvivenza</strong>, che trova una sua prima formulazione negli scritti politici di Niccolò Machiavelli (1469-1527) e diventa poi la base per la fondazione contrattualistica della sovranità dello Stato in Thomas Hobbes (1588-1679).<br><br><strong>Machiavelli</strong> descrive l'<strong>uomo come un essere egocentrico</strong>, proteso unicamente al perseguimento del proprio utile. Ne deriva una <strong>condizione permanente di concorrenza ostile tra gli individui</strong>, a cui si può in qualche porre rimedio elaborando strategie in grado di giostrare quel conflitto a vantaggio di chi detiene il potere (il principe).<br><br><strong>Hobbes</strong>, da parte sua, sostiene che l'<strong>essere umano</strong> è strutturalmente caratterizzato dalla capacità di <strong>provvedere al proprio benessere</strong>. Quando però incontra un suo simile, mosso dalla diffidenza l'uomo è portato ad <strong>accrescere preventivamente il suo potenziale&nbsp; di potere</strong> per essere in grado anche in futuro di rispondere a una possibile aggressione da parte dell'altro. Si arriva così alla celebre formulazione dello stato di natura come «<strong>guerra di tutti contro tutti</strong>» (<em>bellum omnium contro omnes</em>), da cui è possibile uscire per Hobbes, mantenendo così l'obiettivo primario dell'autoconservazione individuale, attraverso la <strong>sottomissione contrattualmente regolata</strong> di tutti gli individui a una potenza dominatrice (il sovrano).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 07:34:09 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>I presupposti della dottrina politica dell'antichità<br></strong><br>Sia Machiavelli sia Hobbes, con le loro teorie, respingono i presupposti fondamentali della dottrina politica dell'antichità, ancora valida per tutto il Medioevo. Da <strong>Aristotele</strong> fino al <strong>diritto naturale cristiano</strong>, infatti, l'<strong>uomo</strong> è concepito come un <strong>essere strutturalmente sociale e comunitario</strong>, come<em> zoon politikon</em> che realizza pienamente la propria intima natura soltanto all'interno di una collettività politica.<br><br>Questa <strong>collettività politica</strong>, la <strong><em>polis</em></strong> o la <strong><em>civitas</em></strong>, non è però una mera aggregazione di individui, che hanno in comune pratiche economiche, sociali, politiche, ma è innanzitutto una <strong>comunità etica</strong> custode di virtù intersoggettivamente condivise. Per questa ragione, la scienza politica dell'antichità, oltre a indagare le istituzioni e le leggi adeguate allo Stato, si è sempre posta come una <strong>dottrina della vita buona e giusta</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 08:40:42 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Percorsi del riconoscimento: memorie in conflitto e memorie condivise<br><br>Paul Ricoeur </strong>(1913-2005) è uno dei maestri del pensiero</div><div>contemporaneo. I suoi studi sul tema del riconoscimento hanno avuto grande influenza anche nell’ambito socio-politico su questioni molto complesse come il <strong>multiculturalismo</strong>. Di seguito, proponiamo un passo tratto dal volume <strong><em>Percorsi del riconoscimento</em></strong> (2005), che rimanda al conflitto tra memorie che dovrebbero essere condivise e che invece si rivelano tragicamente divisive, come accade per esempio in seguito alle guerre civili.<br><br></div><blockquote>È vero che l’abbinamento tra riconoscimento nel tempo e riconoscimento di fronte ad altri assume delle forme divergenti, a seconda che si tratti di memoria o di promessa. Il rapporto tra una memoria essenzialmente mia con memorie altrui che si rivelano soltanto nei segni che lasciano trapelare, soprattutto sul piano del racconto, può certo assumere la forma di una condivisione di ricordi sul piano interpersonale dell’amicizia, o sul piano pubblico in occasioni in cui si rievocano ricordi di una storia comune, ma il rapporto tra memorie altrui può anche mutarsi in conflittualità, nel caso di competizione tra memorie che divergono rispetto a eventi identici.</blockquote><div><br><em>Individua un caso di memorie in conflitto nella storia recente e prova a chiederti quali potrebbero essere i percorsi e gli strumenti per la riconciliazione attraverso il riconoscimento reciproco, ossia una memoria condivisa.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 08:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>LETTERATURA ITALIANA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/8wa1at5i28ctb1zb/wish/2171133180</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Luigi Pirandello, </strong><strong><em>Il fu Mattia Pascal</em></strong><strong> (1904)<br><br></strong>L'analisi dell'uomo contemporaneo è il filo conduttore dell'opera di<strong> Luigi Pirandello</strong> (1867-1936). Quello rappresentato dal grande scrittore e drammaturgo siciliano è un <strong>uomo “escluso dalla vita”</strong>, imprigionato in una condizione esistenziale <strong>in bilico tra spaesamento e incomunicabilità</strong>. Ai protagonisti dei suoi romanzi e delle sue <em>pièce</em> teatrali non solo viene <strong>negato il riconoscimento</strong> da parte della società e degli altri individui, ma <strong>manca</strong> anche la <strong>capacità di riconoscersi a partire da sé</strong>, rendendo ancora più evidente l’importanza della nozione di «riconoscimento», così come emerge dal pensiero di Hegel. Di seguito proponiamo un&nbsp; passo tratto dal capitolo XV del romanzo<strong> </strong><em>Il fu Mattia Pascal</em><strong>:<br></strong><br></div><blockquote>Io mi vidi escluso per sempre dalla vita, senza possibilità di rientrarvi. Con quel lutto nel cuore, con quell’esperienza fatta, me ne sarei andato via, ora, da quella casa, a cui mi ero già abituato, in cui avevo trovato un po’ di requie, in cui mi ero fatto quasi il nido; e di nuovo per le strade, senza meta, senza scopo, nel vuoto. La paura di ricader nei lacci della vita, mi avrebbe fatto tenere più lontano che mai dagli uomini, solo, solo, affatto solo, diffidente, ombroso; e il supplizio di Tantalo si sarebbe rinnovato per me.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 09:10:12 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>René Magritte, </strong><strong><em>La riproduzione vietata</em></strong><strong> (1937)<br><br></strong>L'<strong>incapacità di riconoscere se stesso</strong> e l'inquietante presenza dell'Altro che è in noi, portando inevitabilmente alla <strong>frantumazione dell'Io</strong> e alla sua dispersione in molteplici rivoli, sono temi ricorrenti nella pittura del surrealista bela <strong>René Magritte</strong> (1898-1967). <br><br>In <strong><em>La riproduzione vietata</em></strong>, la composizione è – come spesso accade nei dipinti di Magritte – semplice, quasi scarna, ottenendo l'effetto di catapultare l'osservatore quasi all'interno dello specchio, <strong>alla ricerca dell'immagine riflessa dell'uomo </strong>elegante e ben pettinato che sta di spalle. Ma <strong>del suo volto, del suo Io, non c'è traccia</strong>. Magritte consegna così sia il protagonista del suo dipinto sia lo spettatore all'esperienza lacerante del <strong>mancato riconoscimento</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 10:58:19 UTC</pubDate>
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