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      <title>La 3 c e la pietra filosofare by Salvatore Improta</title>
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      <description>Realizzato co con gli alunni eH. Potter</description>
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      <pubDate>2018-10-08 08:34:49 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCUOLA DI MILETO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-08 09:08:56 UTC</pubDate>
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         <title>ORIGINI DELLA FILOSOFIA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-08 09:11:26 UTC</pubDate>
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         <title>Origine cognome &quot;piscopo&quot;</title>
         <author>raffy_piscopo33</author>
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         <description><![CDATA[<div>Deriva da soprannomi originati dal termine greco <em>episkopos, </em>"vescovo/sovrintendente", carica non necessariamente religiosa riservata a quanti avessero responsabilità di comando nella comunità.<br>Tracce di questa cognomizzazione si trovano in una lettera d'indulto di Roberto D'Angiò datata 12 giugno 1340</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 07:00:31 UTC</pubDate>
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         <title>ERACLITO   </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-17 09:07:26 UTC</pubDate>
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         <title>Amore e Psiche(Gianluca Chianese</title>
         <author>gianlucachianese333</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questo mito si narra che Afrodite, dea della bellezza, era gelosa di una mortale di nome Psiche. Chiese quindi ad Amore di usare una delle sue frecce dorate per farla innamorare dell' uomo più brutto del mondo. Purtroppo Amore si innamorò lui stesso di Psiche. Egli visitava ogni notte la caverna dove si incontravano ed avevano rapporti sessuali.<br>Un giorno però Psiche, mossa dalla curiosità, trasgredi all' unica regola che Amore gli aveva dato, e cioè di non accendere nessuna lampada, accendendo una lampada per vedere il suo volto<br>Egli, caduta una goccia di olio bollente sul suo volto, fuggì.<br>Psiche allora, disperata, giunge nel palazzo di Afrodite, che la sottopone ad alcune prove, superate dalla fanciulla.<br>Amore nel frattempo cercava la sua amata e, trovatala, si sposerà con lei con il consenso di Zeus ed avranno un figlio, di nome Edone<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-26 07:53:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-26 07:59:55 UTC</pubDate>
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         <title>PITAGORA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-26 08:00:00 UTC</pubDate>
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         <title>studiare  i filosofi presofisti</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-26 08:00:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannadipalo2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mito di Aracne <br><br><br>Aracne, figlia del tintore Idmone, era una fanciulla che viveva nella città di Colofone, nella Lidia, famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle. Aracne era molto orgogliosa della sua bravura tanto che un giorno ebbe l'imprudenza di affermare che neanche l'abile <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/atena/"><strong>Atena</strong></a>, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l'audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara.<br><br>Atena, non appena apprese la notizia, fu sopraffatta dall'ira e si presentò ad Aracne sotto le spoglie di una vecchia suggerendo alla stessa di ritirare la sfida e di accontentarsi di essere la migliore tessitrice tra i mortali. Per tutta risposta Aracne disse che se la dea non accettava la sfida era perchè non aveva il coraggio di competere con lei. A quel punto Atena si rivelò in tutta la sua grandezza e dichiarò aperta la sfida.<br><br></div><div><br>Una di fronte all'altra Atena e Aracne iniziarono a tessere le loro tele e via via che le matasse si dipanavano apparivano le scene che le stesse avevano deciso di rappresentare: nella tela di Atena erano rappresentate le grandi imprese compiute dalla dea e i poteri divini che le erano propri; Aracne invece, raffigurava gli amori di alcuni dei, le loro colpe e i loro inganni.<br><br></div><div>Quando le tele furono completate e messe l'una di fronte all'altra, la stessa Atena dovette ammettere che il lavoro della sua rivale non aveva eguali: i personaggi che erano rappresentati sembrava che balzassero fuori dalla tela per compiere le imprese rappresentate. Atena, non tollerando l'evidente sconfitta, afferrò la tela della rivale riducendola in mille pezzi e tenendo stretta la spola nella mano, iniziò a colpire la sua rivale. Aracne, sconvolta dalla reazione della dea, scappò via e tentò di suicidarsi cercando di impiccarsi a un albero. Ma Atena, pensando che quello fosse un castigo troppo blando, decise di condannare Aracne a tessere per il resto dei suoi giorni e a dondolare dallo stesso albero dal quale voleva uccidersi ma non avrebbe più filato con le mani ma con la bocca perchè fu trasformata in un gigantesco ragno.</div><div><br>Giovanna Di Palo 3C</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-26 14:38:04 UTC</pubDate>
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         <title>MITO DI CASSANDRA   MAIELLO ANTONIA 3C</title>
         <author>antoniamaiello2002</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Cassandra</strong> è una figura della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Mitologia_greca">mitologia greca</a>. È ricordata da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Omero">Omero</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pseudo-Apollodoro">Apollodoro</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Publio_Virgilio_Marone">Virgilio</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Igino_(astronomo)">Igino</a>. Gemella di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Eleno">Eleno</a>, figlia di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ecuba">Ecuba</a> e di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Priamo">Priamo</a> re di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Troia">Troia</a>, fu sacerdotessa nel tempio di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Apollo">Apollo</a> da cui ebbe la facoltà della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Profezia">preveggenza</a>, prevedeva terribili sventure ed era pertanto invisa a molti.<br><strong>Il dono della profezia</strong></div><div>Vi sono diverse versioni sull'origine del dono profetico di Cassandra. Secondo una prima versione, il giorno del compleanno di suo padre, fu celebrata una festa nel santuario di Apollo. Timbreo, Cassandra e il fratello gemello <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Eleno">Eleno</a>, stanchi dal gioco, s'addormentarono all'interno mentre i loro genitori li dimenticarono, abbacinati dal vino. Il mattino seguente, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ecuba">Ecuba</a> corse al tempio e urlò inorridita quando vide che i serpenti sacri stavano lambendo le orecchie dei bambini per purificarli. I serpenti subito si ritrassero, strisciando in un cespuglio d'alloro, e da quel momento, Eleno e Cassandra praticarono l'arte profetica.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cassandra_(mitologia)#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a></div><div>Secondo un'altra versione, la più famosa, Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui: adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.<br><strong>Profetessa inascoltata</strong></div><div>Ancora bambina, alla nascita di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paride">Paride</a>predisse il suo ruolo di distruttore della città, profezia non creduta da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Priamo">Priamo</a> ed <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ecuba">Ecuba</a> ma confermata da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Esaco">Esaco</a>, interprete di sogni, che consigliò ai sovrani di esporre il piccolo sul <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monte_Ida_(Turchia)">monte Ida</a>. Paride però si salvò e quando divenne adulto tornò a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Troia">Troia</a> per partecipare ai giochi; durante la competizione, fu riconosciuto dalla sorella, che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando la reazione contraria e facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe. Profetizzò sciagure quando il fratello partì per raggiungere <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sparta">Sparta</a>, predicendo il rapimento di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Elena_(mitologia)">Elena</a> e la successiva caduta di Troia. Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti, fra cui <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Otrioneo">Otrioneo</a> di Cabeso e il principe frigio <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corebo_(Eneide)">Corebo</a>, morti entrambi durante la guerra di Troia, il primo ucciso da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Idomeneo">Idomeneo</a>, il secondo da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Neottolemo">Neottolemo</a> (il figlio di Achille, detto anche Pirro), o, secondo altre fonti, da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Peneleo">Peneleo</a>. Quando il cavallo di legno fu introdotto in città, rivelò a tutti che al suo interno vi erano soldati greci, ma rimase inascoltata. Solo <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Laocoonte">Laocoonte</a> credette alle sue parole e si unì alla sua protesta, venendo per questo punito dalla dea <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Atena">Atena</a>, favorevole ai greci, che lo fece uccidere da due serpenti marini assieme ai figli, facendo passare l'atto come volontà di Poseidone, divinità protettrice dei troiani, dando così il via all'ira del dio dei mari il quale si scatenerà al ritorno in patria dei combattenti del Peloponneso.<br><strong>La morte</strong></div><div>La città di Troia fu così conquistata dai greci, che le diedero fuoco, massacrandone i cittadini. I membri della famiglia reale si rinchiusero nei templi troiani, ma tutto ciò valse a poco. Priamo morì sull'altare del santuario ucciso da Neottolemo mentre Cassandra, rifugiatasi nel tempio di Atena, fu trovata da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aiace_di_Locride">Aiace di Locride</a> e violentata sul posto. Trascinata via dall'altare, si aggrappò alla statua della dea, il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Palladio_(mitologia)">Palladio</a>, che Aiace, miscredente e spregiatore degli dei, fece cadere dal piedistallo. A causa del suo comportamento furono puniti tutti i principi greci, che non ebbero felice ritorno a casa. Lo stesso Aiace fu punito con la morte da Atena e Poseidone. Cassandra divenne quindi ostaggio di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Agamennone">Agamennone</a> e fu portata da lui a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Micene">Micene</a>. Giunta in città, profetizzò all'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Atride">Atride</a> la sua rovina, ma quest'ultimo non volle credere alle sue parole, cadendo così nella congiura organizzata contro di lui dalla moglie <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Clitemnestra">Clitemnestra</a> e da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Egisto">Egisto</a>, nella quale morì la stessa Cassandra.<br><br></div><div><br>È frequente l'attribuzione dell'appellativo "Cassandra" alle persone che, pur annunciando eventi sfavorevoli giustamente previsti, non vengono credute, e viene detta "<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Cassandra">sindrome di Cassandra</a>" la condizione di chi formula ipotesi pessimistiche ed è convinto di non poter fare nulla per evitare che si realizzino.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-26 14:44:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>boemiogiovanni03</author>
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         <pubDate>2018-10-26 15:31:37 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Iside (adamo)</title>
         <author>scottecssio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mito degli dèi Iside e Osiride è il più famoso di tutta la mitologia egizia. Dalla dea del cielo Nut e dal dio della terra Geb nacquero quattro figli, due maschi e due femmine:<br><br></div><div>- Osiride, bello, nobile e generoso;<br><br></div><div>- Seth, malvagio e invidioso,<br><br></div><div>- Iside, astuta e saggia<br><br></div><div>- e Nefti, buona e gentile.<br><br></div><div>Per volere del dio del Sole Ra, Osiride e Iside diventarono i sovrani dell’Egitto. Osiride fu un faraone buono e saggio: insegnò all’umanità a coltivare i campi; diede le leggi per governare con giustizia e i culti per onorare gli dèi. Ma Seth era invidioso e volle liberarsi di Osiride. Una sera Seth fu invitato da Osiride a un banchetto. Durante la festa, Seth fece portare una splendida cassa in legno pregiato, decorata con oro, argento e pietre preziose: egli promise di regalarla a colui che sarebbe riuscito a entrarci perfettamente. Molte persone provarono, ma nessuno riuscì a entrarci perché la cassa era stata costruita su misura per Osiride. Così, quando Osiride riuscì ad entrare, Seth lo chiuse dentro. Osiride morì, Seth gettò la cassa nel Nilo e si proclamò faraone d’Egitto. Iside era disperata e partì alla ricerca del corpo di suo marito: seguì il corso del Nilo fino al mare e percorse le coste di paesi sconosciuti. Giunse infine nella città di Biblo. Qui Iside scoprì che la cassa di Osiride si era incastrata tra le radici di un piccolo albero. Questo alberello insieme alla cassa era diventato in poco tempo una pianta talmente bella che il re di Biblo la fece abbattere per farne una colonna del suo palazzo. Iside decise di entrare nel palazzo di Biblo per recuperare il corpo di Osiride. Si presentò a palazzo come una parrucchiera egizia e acconciò i capelli della regina di Biblo. La regina fu talmente contenta che le chiese di restare con lei per prendersi cura di suo figlio, il piccolo principe. Iside accettò e si affezionò molto al bambino. Decise quindi, con un incantesimo, di regalare l’immortalità al principino: una notte accese un fuoco magico nella sala della colonna e pose al centro il piccolo addormentato. La regina entrò nella sala e gridò: era spaventata e preoccupata che il suo bambino si bruciasse. Le fiamme magiche si spensero e l’incantesimo s’interruppe. Iside, quindi, svelò di essere una dea. A quel punto la regina volle esaudire suoi desideri e lasciò che Iside tagliasse a pezzi la colonna e recuperasse la cassa di Osiride. La dea ritornò in Egitto, sbarcò su una spiaggia, aprì la cassa e, finalmente, abbracciò il corpo di Osiride. Ma una notte il malvagio Seth trovò la cassa di Osiride, l’aprì, fece a pezzi il suo corpo e sparse i pezzi per tutto l’Egitto. Il mattino dopo Iside scoprì che cosa era accaduto e pianse disperata. Con l’aiuto di Nefti, sua sorella, nonché dea dell’oltretomba e della morte in generale, andò alla ricerca del corpo di Osiride. Quando recuperarono tutti i pezzi, ricomposero il corpo. Iside, con un potente incantesimo, gli diede di nuovo vita. Osiride riuscì a vivere solo una notte, poi il suo corpo morì definitivamente. Il suo spirito però continuò a vivere e il dio del Sole Ra decise che Osiride sarebbe stato da quel momento il re dei morti nell’aldilà.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-28 14:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>Capasso Magda</title>
         <author>capassomagda3</author>
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         <description><![CDATA[<div>  ERIS DEA DELLA DISCORDIA<br><br>Sorella di Ares e figlia illeggitima di Era e Zeus,Eris rappresenta la dea della discordia. Questa era considerata la madre del dolore, della carestia e di altre pestilenze, suscitava infatti litigi, battaglia e anarchie al suo passaggio. Ella è una divinità particolarmente sanguinaria e crudele,talmente crudele , che Omero all'interno delle sue opere la definisce " SIGNORA DEL DOLORE".<br> Ad Eris, Zeus affida soprattutto  il compito combattivi tutti gli animi dei soldati in guerra. Questo in modo tale che lo scontro divenga lungo e sanguinoso. La ritroviamo infatti nella maggior parte dei casi al fianco di suo fratello Ares durante lo svolgersi di violente battaglie.<br>Della dea della discordia ci sono tramandate diverse leggende, L'episodio piu' significativo a cui la dea è legata è quella della "mela della discordia" in merito alla disputa tra Era, Athena e Afrodite durante il banchetto di nozze di Peleo e Teti. Tremendamente infastidita e irritata per non essere stata invitata al festeggiamento. Eria lanciò una mela d'oro nella sala del banchetto. Su di essa vi era l'incisione " ALLA PIU' BELLA". Questo diede ovviamente origine a una terribile disputa tra le dee più vanitose dell'Olimpo. Hera, regina degli dei, Athena, dea della sagezza e Afrodite, dea della belezza si contesero dunque il prezioso oggetto e il relativo titolo. Le tre dee andarono da Zeus, ma ques'ultimo si astenne dal pronunciare su che fosse la più bella. Fu chiesto allora il parere di Paride, principe di Troia, al quale pur di conquistarne il giudizio, le tre dee promisero svariate riconpense in particolare: Athena gli promise che non avrebbe mai perdso una guerra mentre Hera gli avrebbe invece conferito poteri immensi. Pride scelse però come vincitrice Afrodite , la quale hli aveva precedentemente promesso l'amore di Elena, la donna più bella della terra. <br>Sarà proprio questa la causa scatenante della famosa Guerra di Troia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 11:10:34 UTC</pubDate>
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         <title>Capasso Marika</title>
         <author>marikacapasso32</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>      HERA:REGINA DEGLI DEI<br>Nella mitologia greca Hera fu regina degli dei e dea del matrimonio.Moglie e sorella maggiore di Zeus, in quanto figlia di Crono e di Rea.Appena nata,fu brutalmente ingoiata al padre insieme ai fratelli,ma grazie a uno stratagemma di Zeus e di Poseidone,anche lui salvato dalla madre nascondendolo in un branco di cavalli,il padre rigugitò i figli. Hera veniva rappresentata come una figura maestosa e solenne,spesso seduta sul trono mentre porta come corona il "POLOS" un tipo di capricorno di forma cilindrica.In mano stringeva una melograna simbolo di fertilità e di morte.                                      Benchè fosse la dea del matrimonio,Zeus le era molto infedele e questo le procurava gelosia e sete di vendetta.Tante sono le leggende che narrano della forte gelosia di Hera.Tra quelle più importanti assume particolare importanza quello che narra dell'odio di Hera nei confronti del figliastro Eracle. Accecata da questo odio,Hera cercò di impedire la nascita del famoso eroe,facendo annodare le gambe della partoriente.La povera donna fu miracolosamente salvata dalla sua serva Galantide la quale raccontò alla rancorosa dea una bugia allo scopo di farla arrendere.Scoperto l'inganno la serva venne trasformata in una donnola per punire la sua audacia.                         Per tutta la vita Eracle dovette combattere i tranelli attuati dalla matrigna,ma gli dei vegliarono su di lui continuamente,infatti ne uscì sempre vincitore.Ancora nella culla,infatti,l'eroe strangolò due serenti inviati dalla sua matrigna per ucciderlo e più volte cercò di distrarlo in battaglia affinchè perdesse la vita.Tale tortura ebbe fine quando Eracle dimostrò ad Hera,salvandole la vita,di non avere rancore verso la donna che fine a quel momento lo aveva tanto odiato.Egli la salvò dal gigante che tentava di struprarla,riuscendo a guadagnarsi così il rispetto e la benevolenza della matrigna.          Nonostante fosse gelosissima del marito Zeus,anche Hera ebbe dei figli da relazioni extra-coniugali (forse per vendicarsi dal marito).Dall'unione con Crono,Issione e Eurmedante genrò rispettivamente Efesto,Centauro,Positea e Prometeo.                      <br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 11:39:49 UTC</pubDate>
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         <title>PERSEFONE DEA DELLA FERTILITA&#39; E REGINA DEGLI INFERI</title>
         <author>lucymocerino</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lucia Mocerino</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 13:49:37 UTC</pubDate>
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         <title>AFRODITE✨                            Iazzetta Enza Francesca</title>
         <author>francy_iazzetta15</author>
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         <description><![CDATA[<div>Afrodite è, nella religione greca, la dea della bellezza, dell'amore, della generazione e della primavera. Nata nel mare, veniva anche venerata come dea che rende sicura la navigazione. Non vi sono certezze sul significato originario del nome di Afrodite, anche l'origine della sua figura divina è piuttosto irrisolta. Era secondo Omero, figlia di Zeus e della Ninfa Dione. Veniva rappresentata nel fiore della sua giovinezza, graziosa, tutto ingioiellata e sorridente. Il suo volto era ovale, delicato e gentile, i suoi occhi grandi avevano uno sguardo soave e ispiravano dolcezza. Erano sacri ad Afrodite: tra le piante, il mirto, la rosa, il melo e il papavero;tra gli animali, il passero, la lepre, il cigno, e il delfino e soprattutto la colomba. La sua figura, però, non possiede affatto le qualità di una donna romantica e dolce. Viene infatti descritta come una creatura infedele e lussuriosa, vanitosa e irritabile. La sua infedeltà nei confronti del marito Efesto, però, sembra fosse dovuta dal fatto che ella fu costretta a sposare il brutto e triste dio del fuoco a causa di un ordine di Era. Efesto fu scaraventato giù dall'Olimpo dalla madre Era. Questa si dichiarò terrorizzata dall'orribile aspetto del proprio figlio. Di conseguenza Efesto crebbe alimentando giorno dopo giorno un odio profondo verso sua madre. Decise così di vendicarsi, costruendo un meraviglioso quanto maledetto trono da regalare a sua madre.Infatti dopo esservi seduta, Era non si poté  più rialzare. Sarebbe stata condannata per sempre a tale destino se non avesse promesso in sposa al figlio Efesto la bellissima Afrodite, della quale il dio si era perdutamente innamorato. Così la dea lussuriosa si rassegnò a tale destino. Ella ebbe numerose relazioni sentimentali con dei e mortali.Prima di sposare Efesto fu sposa di Achise, un principe Troiano con il quale generò il grande Enea</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 17:00:48 UTC</pubDate>
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         <title>Ares:Dio della guerra </title>
         <author>Annarita_ciaramella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ares nella religione greca è figlio di Zeus ed Era. Viene considerato il dio della guerra ma in realtà Ares è il dio solo degli aspetti più violenti della guerra e della lotta.<br>Era rappresentato come  un giovane senza barba. Spesso con un elmo o una lancia o una spada,nudo o vestito da guerriero.<br>Omero lo descrive come inaffidabile, umorale, sanguigno in contrasto con Atena, che in guerra ha invece strategia e capacità di controllo. Gli animali a lui sacri sono l'avvoltoio, il cane, il serpente velenoso e il cinghiale. Il suo corrispondente romano è Marte.<br><strong><mark><br>1º MITO:Ares e Afrodite</mark></strong><br>Nel poema omerico si racconta come Ares, che pretendeva di conquistare la dea di estrema bellezza Afrodite, approfittò dell'assenza di Efesto, marito della dea, per convincere quest'ultima a giacere con lui.<br>Si scoprì poi che il nobile fabbro avesse architettato un inganno ai danni dei due amanti. Efesto venne accompagnato da tutti gli dei di sesso maschile, come testimoni del tradimento.<br>Tutti i testimoni riservo nel vedere la trappola preparata da Efesto che imprigiona  i due traditori. Quando l'eco dello scandalo si placò i due amanti tornarono a frequentarsi e la loro passionale relazione venne tormentata da numerosi tradimenti e gelosie<br><br><strong><mark>2º MITO:Ares, padre premuroso</mark></strong><br>Ares nella mitologia greca non è soltanto l'amante di Afrodite ma anche un padre generoso e premuroso, in particolar modo nei confronti dei due figli Enomeo e Cicno.<br>Caratteristica importante del Dio è la tendenza a farsi giustizia da solo; Ares, amante focoso e geloso, Dio della guerra diede prova della sua violenza uccidendo Alirrazio, figlio del Dio del mare, per salvare la figlia Alcippe.<br>Non si ha prova che Alirrazio abbia tentato violenza sulla fanciulla ma nonostante ciò Ares diede inizio al "primo processo" della storia dei tempi.<br>Convocato in una sorta di primario tribunale fu costretto a difendersi e poi fu assolto grazie alle parole della figlia Alcippe.<br><br><strong>Annarita Ciaramella</strong> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 17:27:34 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;FILEMONE E BAUCI&quot; FRANCESCO DI PAOLO </title>
         <author>FDP1409</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/8lx25sm56b33/wish/298695895</link>
         <description><![CDATA[<div>Filemone e Bauci, uniti in matrimonio, trascorrevano i giorni insieme invecchiando felici insieme, anche nell'estrema povertà. Vivevano in una capanna costruita con canne e fango in una località della Frigia. Gli dei Zeus ed Ermes, volendo mettere alla prova gli esseri umani e il loro senso di ospitalità, vagarono per tutta la Grecia con sembianze umane. Bussarono a tutte le porte, domandando ovunque un'accoglienza che veniva puntualmente negata. Solo Filemone e Bauci aprirono la loro umile dimora e offrirono agli dei tutto quel poco che avevano. Zeus, rivelatosi in tutta la sua potenza dopo il pasto, scatenò la propria ira contro gli uomini e la loro indifferenza, causando distruzione e morte. Risparmiò invece i due coniugi, trasformando la loro capanna in un meraviglioso tempio, offrendo loro la possibilità di esaudire qualsiasi desiderio. Filemone e Bauci, divenuti sacerdoti del tempio di Zeus, chiesero di poter un giorno morire insieme, per non soffrire l'uno la mancanza dell'altro. Fu cosi che, prossimi alla morte, Zeus li trasformò in una quercia e in un tiglio uniti nel tronco, proprio di fronte a l tempio che avevano custodito con amore e rispetto. In questo mito compaiono due divinità greche, Zeus ed Ermes. Il primo è il re, padre degli dei e dell'olimpo, dio del cielo, del tempo atmosferico, dei tuoni e dei fulmini, della legge e della giustizia. Il secondo invece  è il dio dei confini, dei viaggi, delle comunicazioni, degli scambi commerciali e della scrittura. Egli è figlio di Zeus ed è il messaggero degli dei. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 18:43:46 UTC</pubDate>
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         <title>Loki, dio dell’inganno.</title>
         <author>rodontinigiulia</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/8lx25sm56b33/wish/298955047</link>
         <description><![CDATA[<div>Divinità della mitologia nordica/tedesca.<br>Caratteristica: dio dell’inganno.</div><ul><li>Loki era descritto come il dio più crudele e malvagio di Asgrad</li><li>rappresentava diverse figure tra cui: l’astuzia, l’inganno, la perfidia, il tradimento, la gelosia, le malefatte, il caos ed anche il fuoco.</li></ul><div><strong>Rapporto doppio col fuoco:</strong></div><ol><li>capace di donare luce e calore</li><li>è capace anche di distruggere tutto quello che gli si pone davanti, nel momento in cui perde il controllo.</li></ol><div>La leggenda più famosa ed importante sulle malefatte di Loki vede come protagonisti <strong>Hodur </strong>e <strong>Baldr</strong>, i due figli di <strong>Odino</strong> e di <strong>Frigg</strong>, re e regina degli dèi. Fu infatti Loki a convincere Hodur, dio della guerra e cieco dalla nascita, a scagliare contro il fratello, dio della luce, un dardo di vischio per ucciderlo. Si racconta che Frigg, preoccupata per i sogni di Baldr preannunciatori di morte, avesse fatto giurare a tutte le creature dell’universo di non nuocere mai al figlio, ma si era dimenticata di far giurare una pianticella di vischio, ritenuta innocua e insignificante. Venuto a conoscenza di ciò, Loki aveva convinto con l’inganno Hodur a scagliare con l’arco la stessa pianticella addosso a Baldr, causandone la morte, e in seguito, sotto le sembianze della gigantessa <strong>Thokk</strong>, aveva impedito al dio di tornare in vita rifiutandosi di piangere per lui, condizione che Hel aveva imposto a tutto l’universo affinché Baldr potesse essere riaccolto fra gli <strong>Asi.<br></strong>Come punizione, Hodur era fu ucciso dal fratellastro Vàli<strong>,</strong> mentre Loki<strong> </strong>era stato incatenato a una montagna fatta di pietre aguzze perché la sua faccia venisse corrosa dal veleno di un serpente. In questo episodio viene narrato un ennesimo atto di fedeltà da parte della dea<strong> </strong>Sigyn che, tenendo sollevata una bacinella, impediva alle gocce di veleno di toccare la pelle del consorte. Tuttavia, nulla poteva salvare Loki dal supplizio nel momento in cui Sigyn era costretta ad allontanarsi per svuotare il catino. Secondo la tradizione popolare, le urla strazianti e gli spasmi del dio erano responsabili dei terremoti. Si pensa però che la leggenda del supplizio di Loki sia stata in gran parte influenzata dal mito di Prometeo<em>, </em>figura del mondo classico legata anch’essa al fuoco, e che pertanto possa essere stata aggiunta in un secondo tempo agli scritti di mitologia germanica e scandinava. In effetti, è l’unico episodio che vede Loki macchiarsi di una colpa che lui stesso non trova modo di espiare, contrariamente alla tradizione della mitologia nordica e al carattere maligno ma talvolta utile del dio.<br><strong>Altre caratteristiche:</strong></div><ul><li>figura molto ambigua, priva di alcuna moralità e perciò al limete tra il bene il male</li><li>inventore dei tranelli come la rete da pesca che aiutava gli uomini ma ingannava i pesci.</li></ul><div>In tutto ciò Loki rivela che non ha solo una natura perfida e ambigua, ma ha anche una grandissima intelligenza e ha la capacità di rivelarsi utile a dei e mortali.<br>In alcuni scritti della mitologia nordica ci sono diversi episodi su come gli dei di Asgard si vedono costretti a ricorrere ai servigi di Loki per riuscire in molto imprese, oppure in cui lo stesso Loki, come pentito dalle sue malefatte, decide di rimediare al torto inflitto.<br>Ciononostante, questi restava sempre un dio dispettoso, che amava fare scherzi e odiare le altre divinità. Non è chiaro se questa sua indole fosse dovuta più al semplice desiderio di divertirsi o più a un vero e proprio odio verso l’ordine cosmico creato dagli Asi. In quanto dio del caos e del disordine, è più probabile questa seconda ipotesi, anche se il folklore popolare vuole Loki come una divinità più benevola, non completamente malvagia, dal carattere giocherellone e, a modo suo, generoso verso l’umanità.<br>Loki viene rappresentato in maniera diversa a seconda dei popoli e delle epoche storiche: per alcune era vestito da giullare, sottolineando la natura burlesca e scherzosa della divinità; per altri era un uomo dai capelli e dalla barba scuri, come bruciato dal fuoco. Per altri ancora, possedeva un aspetto indistinto tra l’uomo e la donna, e difatti era tramandato che avesse la capacità di generare i suoi figli sia come un uomo che come una donna, sottolineando ancora di più il caos che lo accompagnava.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-31 13:18:47 UTC</pubDate>
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         <title>ADE E IL MITO DI PERSEFONE⚫️</title>
         <author>Martinaing</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella mitologia greca, <strong>Ade</strong>, figlio di <a href="http://tanogabo.com/crono-il-padre-di-tutti-gli-dei/"><strong>Crono</strong></a><strong> </strong>e <a href="http://tanogabo.com/rea-cibele-la-madre-degli-dei/"><strong>Rea</strong></a> nonché fratello di <a href="http://tanogabo.com/zeus-giove-il-padre-degli-dei/"><strong>Zeus</strong></a><strong> </strong>e di <a href="http://tanogabo.com/il-dio-del-mare-poseidone-nettuno-per-i-romani/"><strong>Poseidone</strong></a>, era il padrone degli inferi (nel senso greco-romano del termine).Inizialmente si riteneva che la sua dimora fosse ad occidente, dove tramonta il sole, ma col tempo fu identificato con il mondo sotterraneo. Con la moglie <a href="http://tanogabo.com/persefone-proserpina/"><strong>Persefone</strong></a>, regnava sui morti. Le vie d’accesso al suo regno erano due fiumi, lo Stige e l’Acheronte, sui quali navigava Caronte col compito di condurre i morti al cospetto del dio per essere giudicati. La maggior parte dei defunti finiva nella Pianura degli Asfodeli (una specie di Purgatorio); i più fortunati arrivavano invece ai Campi Elisi, mentre i pochi che durante la loro vita terrena avevano osato offendere gli dei avevano come destinazione finale il Tartaro. Il giudizio sulla vita terrena era affidato a tre uomini distintisi in vita per il loro essere molto giusti: <a href="https://tanogabo.com/minosse/"><strong>Minosse</strong></a>, <strong>Radamanto</strong> ed <strong>Eaco</strong>.<br>Ade, durante il solstizio d’inverno, era autorizzato ad accedere all’Olimpo per restare con i suoi fratelli.Il dio è spesso rappresentato come un uomo maturo, barbuto, selvaggio, spesso seduto su un trono e tenendo uno scettro, con il cane a tre capi, <a href="https://tanogabo.com/cerbero-il-guardiano-senza-sonno/"><strong>Cerbero</strong></a>, il cipresso e con quattro cavalli neri i cui nomi erano, secondo Claudien (poeta latino del quinto secolo), Æthon, Alastor, Nyctéus ed Orfeo. Spesso indossava il <strong>casco</strong>fabbricato dai ciclopi, che aveva la proprietà di rendere invisibili tutti quelli che lo portavano. A volte lo prestava a dei mortali, come a <a href="https://tanogabo.com/il-mito-di-perseo/"><strong>Perseo</strong></a> quando andò a vedere <a href="https://tanogabo.com/medusa-la-gorgone-dai-bei-capelli/"><strong>Medusa</strong></a>, o a degli dei, come ad <strong>Ermes</strong> quando combatté i giganti o ad  <a href="https://tanogabo.com/atena-minerva/"><strong>Atena</strong></a> in occasione della <a href="https://tanogabo.com/la-guerra-di-troia/"><strong>guerra di Troia</strong></a> per permetterle  di non farsi vedere da <a href="https://tanogabo.com/ares-marte/"><strong>Ares</strong></a>.Ade,  poiché non aveva donne, rapì, con l’accordo di Zeus,  Persefone, mentre stava raccogliendo dei fiori, assieme a delle ninfe, vicino al lago di Pergusa <strong>(Sicilia)</strong>. La madre, <a href="https://tanogabo.com/demetra-cerere-la-terra-madre/"><strong>Demetra</strong></a>, la cercò ovunque e, non trovandola,  scatenò sulla  terra una grande carestia. <a href="https://tanogabo.com/elios-dio-della-luce-e-del-calore/"><strong>Elios</strong></a>, il dio sole, gli rivelò che si trovava nel regno dei morti. Zeus fu allora obbligato a tentare una riconciliazione ed ordinò a suo fratello di rendere Persefone alla madre prima che la terra intera fosse morta di fame.<br><br></div><div>Inviò <a href="https://tanogabo.com/ermes-mercurio/"><strong>Ermes</strong></a> a portare il messaggio ad Ade. Quest’ultimo fu d’accordo nel lasciarla partire a condizione che non avesse ancora gustato i prodotti alimentari dei morti. Persefone non aveva mangiato nulla dal momento del suo rapimento ed Ade fu costretto a rispettare i consigli del suo fratello e, nascondendo il disappunto, la rinviò a sua madre. Ma appena Persefone s’incamminò verso Elusi, Ascalaphos, uno dei giardinieri di Ade, rivelò che l’aveva vista raccogliere un granato e mangiarne <strong>sette grani</strong>. Persefone aveva mangiato <em>i prodotti alimentari degli inferni</em> e doveva restare eternamente nel regno oscuro. Zeus intervenne nuovamente e propose a Persefone di passare sei mesi dell’anno agli inferni e sei mesi sulla terra. Ciò fu accettato. Da quel momento, si associa la primavera e l’estate ai mesi i cui Persefone è sulla terra e l’autunno e l’inverno ai mesi che passa agli inferni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-31 13:21:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>peludolcina</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.lacooltura.com/2017/10/ade-e-persefone-mito/</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-31 13:28:06 UTC</pubDate>
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         <title>La Caccia Selvaggia</title>
         <author>Domenico10</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-02 12:55:04 UTC</pubDate>
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         <title>Mito di Apollo e Dafne 💑💗</title>
         <author>GaiaDiSabato03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Apollo e Dafne<br>Dopo aver ucciso il serpente Pitone, Apollo si sentì particolarmente fiero di sé, perciò si vantò della sua impresa con Cupido, dio dell’Amore, sorridendo del fatto che anche lui portasse arco e frecce, ed affermando che quelle non sembravano armi adatte a lui. Cupido indignato, decise allora di vendicarsi: colpì il dio con la freccia d’oro che faceva innamorare, e la ninfa, di cui sapeva che Apollo si sarebbe invaghito, con la freccia di piombo che faceva rifuggire l’amore, per dimostrare al dio di cosa fosse capace il suo arco. Apollo, non appena vide la ninfa chiamata Dafne, figlia del dio-fiume Peneo, se ne innamorò. Tuttavia, se già prima la fanciulla aveva rifiutato l’amore, dedicandosi piuttosto alla caccia come seguace di Diana, essendo stata colpita dalla freccia di piombo di Cupido, quando vide il dio, cominciò a fuggire. Apollo iniziò allora ad inseguirla, elencandole i suoi poteri per convincerla a fermarsi, ma la ninfa continuò a correre, finché, ormai quasi sfinita, non giunse presso il fiume Peneo, e chiese al padre di aiutarla facendo dissolvere la sua forma. Dafne si trasformò così in albero d’alloro prima che il dio riuscisse ad averla, egli, tuttavia, decise di rendere questa pianta sempreverde e di considerarla a lui sacra: con questa avrebbe ornato la sua chioma, la cetra e la faretra; ed inoltre, d’alloro sarebbero stati incoronati in seguito i vincitori e i condottieri. <br>Gaia Di Sabato 3C<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-02 13:14:21 UTC</pubDate>
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         <title>Zeus e l’ Origine del mondo</title>
         <author>federica_izzo_2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo la mitologia greca, <strong>Zeus</strong> è il re di tutti gli dei che governa il mondo dal <strong>Monte Olimpo</strong>. La sua sposa è Era. Ella però lo tradiva spesso e volentieri sia con uomini che con donne mortali e non, generando figli illustri che diventavano poi <strong>eroi</strong>. Questa divinità, a capo di tutti gli dèi, era anche venerata dai Romani col nome di <strong>Giove</strong> e dagli Etruschi col nome di <strong>Tinia</strong>.<br>All’origine del mondo <strong>Gea</strong>, la Terra , generò <strong>Urano</strong>, ovvero il cielo stellato. Poi tutti gli altri elementi come i monti, il mare e i fiumi. Insieme ad Urano generò i Ciclopi , i Centimani e i Titani, che vennero confinati nel Tartaro. Il Tartaro era una sorta di luogo remoto nelle profondità della terra.<br>Uno solo di loro si salvò dal confino: <strong>Crono</strong>.<strong> </strong>Una volta cresciuto, Crono evirò suo padre e prese il potere sulla terra. Egli sposò <strong>Rea</strong>, una delle sue sorelle, da cui ebbe sei figli: Estia, Demetra, Era, Poseidone, Ade e Zeus. Per paura che qualcuno dei suoi figli potesse spodestarlo dal trono, egli decise ingoiarli appena nati. <strong>Zeus</strong>, l’ultimogenito, riuscì però a salvarsi grazie alla madre. Ella fece ingoiare a Crono una pietra invece del bambino, che poi nascose.<br>Una volta cresciuto, con uno <strong>stratagemma</strong> egli riuscì a far vomitare a suo padre Crono tutti i suoi fratelli. Zeus iniziò così una guerra contro il padre e gli altri Titani Al suo fianco ebbe l’aiuto dei Ciclopi, liberati dal Tartaro. Insieme riuscirono a sconfiggere Crono. Dopo la battaglia, Zeus decise di spartire il trono con i suoi fratelli, sorteggiando le diverse parti del mondo.<br>A<strong> Poseidone</strong> toccò il regno delle acque. Ad <strong>Ade</strong> il regno dei morti. A <strong>Zeus</strong>il regno dei cieli e l’aria. La terra venne divisa invece in parti uguali. Da quel momento Zeus iniziò a regnare sul <em>Monte Olimpo</em>, considerato sacro dai Greci. Sul monte vivevano tutte le divinità. Il re degli dei, per prima cosa, cercò di riordinare e ricostruire tutto quello che il padre aveva distrutto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-02 13:21:50 UTC</pubDate>
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         <title>IL MITO DI PIRAMO E TISBE</title>
         <author>AleCotrufo</author>
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         <description><![CDATA[<div>I due fanciulli, abitano in due case contigue; grazie alla vicinanza si conoscono e col tempo nasce l’amore. Si sarebbero uniti in legittime nozze, se non l’avessero impedito i genitori, ma il loro amore cresceva sempre più. Non si confidano con nessuno e si parlano con cenni e gesti. Il muro comune alle due case è solcato da una sottile fessura, la quale si era formata al tempo in cui era stato costruito. La crepa viene così usata dagli innamorati per parlarsi e sussurrarsi dolci parole. Restando divisi, una sera si salutano e ciascuno dà alla sua parte del muro dei baci che non arrivano di là. L’indomani tornano tutti e due al solito posto. Allora, dopo essersi a lungo lamentati, stabiliscono di eludere la vigilanza e di tentar di uscire di casa nel silenzio della notte, e una volta fuori, di lasciare anche l’abitato e incontrarsi al sepolcro del re Nino e nascondersi al buio sotto l’albero. C’è lì infatti un albero tutto carico di bacche bianche come neve, e un alto gelso sull’orlo di una freschissima fonte. Rimangono d’accordo così. Di soppiatto, aperta con cautela la porta, Tisbe esce nelle tenebre senza farsi sentire dai suoi, e col volto velato arriva al sepolcro e si siede sotto l’albero prestabilito. Quand’ecco che una leonessa, che aveva appena fatto strage di buoi, giunge con la schiuma alla bocca e il muso intriso di sangue a dissetarsi alla fonte lì accanto. Tisbe di Babilonia la vede al chiarore della luna, e con piede trepidante corre a rifugiarsi in una grotta oscura, ma mentre fuggiva il velo le scivola dalle spalle. La leonessa, sedata la sete, stava tornando nel bosco, quando per caso trova il delicato velo abbandonato, e lo straccia con le fauci insanguinate. Piramo, uscito più tardi, scorge nell’alta polvere le orme inconfondibili di una belva e impallidisce dalla paura. Quando poi trova anche la veste macchiata di sangue piange la morte della sua amata e invoca anche per se stesso la morte, essendo causa della tragedia dell’amata. Raccolti i brandelli del velo di Tisbe, li porta ai piedi dell’albero convenuto e si conficca il pugnale nel ventre. Morente, lo ritrae dalla gorgogliante ferita e cade a terra supino. Il sangue schizza in alto e i frutti della pianta, spruzzati di sangue, divengono scuri; la radice inzuppata continua a tingere di rosso cupo i grappoli di bacche. Nel frattempo Tisbe ritorna al luogo stabilito e cerca il giovane innamorato. Ritrova e riconosce la forma della pianta, ma il colore dei frutti la fa restare incerta. Mentre è in dubbio, vede un corpo agonizzante a terra, in una pozza di sangue, e rabbrividisce. Riconosciuto il suo amore, si batte le braccia, si straccia i capelli, abbraccia il corpo amato e bacia il suo gelido volto. Piramo alza per un attimo gli occhi e li richiude. Tisbe riconobbe il suo velo e, preso il pugnale di Piramo, si uccide. Prima di morire però rivolge ai genitori di entrambi una preghiera: di restare uniti nella morte in un unico sepolcro, mentre all’albero di serbare il ricordo di questa tragedia e in segno di lutto di conservare dei suoi frutti il colore scuro. Puntandosi il pugnale sotto il petto, si curva sulla lama che ancora era calda di sangue. Per questo il colore delle bacche, quando sono mature, è nero, e ciò che è avanzato dal rogo riposa in un’unica urna.<br><br></div><div>La storia di questo mito è molto simile a quella della famosissima tragedia di William Shakespeare, infatti è proprio dalla storia di Piramo e Tisbe che prende ispirazione per la sua più famosa opera che è Romeo e Giulietta.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-03 12:00:30 UTC</pubDate>
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         <title>Democrito</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli atomisti</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=toQREfiVU7I" />
         <pubDate>2018-11-09 08:31:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lucymocerino</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/8lx25sm56b33/wish/304322584</link>
         <description><![CDATA[fida e ambigua, ma ha anche una grandissima intelligenza e ha la capacità di rivelarsi utile a dei e mortali.
In alcuni scritti della mitologia nordica ci sono diversi episodi su come gli dei di Asgard si vedono costretti a ricorrere ai servigi di Loki per riuscire in molto imprese, oppure in cui lo stesso Loki, come pentito dalle sue malefatte, decide di rimediare al torto inflitto.
Ciononostante, questi restava sempre un dio dispettoso, che amava fare scherzi e odiare le altre divinità. Non è chiaro se questa sua indole fosse dovuta più al semplice desiderio di divertirsi o più a un vero e proprio odio verso l’ordine cosmico creato dagli Asi. In quanto dio del caos e del disordine, è più probabile questa seconda ipotesi, anche se il folklore popolare vuole Loki come una divinità più benevola, non completamente malvagia, dal carattere giocherellone e, a modo suo, generoso verso l’umanità.
Loki viene rappresentato in maniera diversa a seconda dei popoli e delle epoche storiche: per alcune era vestito da giullare, sottolineando la natura burlesca e scherzosa della divinità; per altri era un uomo dai capelli e dalla barba scuri, come bruciato dal fuoco. Per altri ancora, possedeva un aspetto indistinto tra l’uomo e la donna, e difatti era tramandato che avesse la capacità di generare i suoi figli sia come un uomo che come una donna, sottolineando ancora di più il caos che lo accompagnava.
"FILEMONE E BAUCI" FRANCESCO DI PAOLO 
"FILEMONE E BAUCI" FRANCESCO DI PAOLO 
Filemone e Bauci, uniti in matrimonio, trascorrevano i giorni insieme invecchiando felici insieme, anche nell'estrema povertà. Vivevano in una capanna costruita con canne e fango in una località della Frigia. Gli dei Zeus ed Ermes, volendo mettere alla prova gli esseri umani e il loro senso di ospitalità, vagarono per tutta la Grecia con sembianze umane. Bussarono a tutte le porte, domandando ovunque un'accoglienza che veniva puntualmente negata. Solo Filemone e Bauci aprirono la loro umile dimora e offrirono agli dei tutto quel poco che avevano. Zeus, rivelatosi in tutta la sua potenza dopo il pasto, scatenò la propria ira contro gli uomini e la loro indifferenza, causando distruzione e morte. Risparmiò invece i due coniugi, trasformando la loro capanna in un meraviglioso tempio, offrendo loro la possibilità di esaudire qualsiasi desiderio. Filemone e Bauci, divenuti sacerdoti del tempio di Zeus, chiesero di poter un giorno morire insieme, per non soffrire l'uno la mancanza dell'altro. Fu cosi che, prossimi alla morte, Zeus li trasformò in una quercia e in un tiglio uniti nel tronco, proprio di fronte a l tempio che avevano custodito con amore e rispetto. In questo mito compaiono due divinità greche, Zeus ed Ermes. Il primo è il re, padre degli dei e dell'olimpo, dio del cielo, del tempo atmosferico, dei tuoni e dei fulmini, della legge e della giustizia. Il secondo invece  è il dio dei confini, dei viaggi, delle comunicazioni, degli scambi commerciali e della scrittura. Egli è figlio di Zeus ed è il messaggero degli dei. 
La Caccia Selvaggia
La Caccia Selvaggia
 
La caccia selvaggia
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AFRODITE✨ Iazzetta Enza Francesca
AFRODITE✨                            Iazzetta Enza Francesca
Afrodite è, nella religione greca, la dea della bellezza, dell'amore, della generazione e della primavera. Nata nel mare, veniva anche venerata come dea che rende sicura la navigazione. Non vi sono certezze sul significato originario del nome di Afrodite, anche l'origine della sua figura divina è piuttosto irrisolta. Era secondo Omero, figlia di Zeus e della Ninfa Dione. Veniva rappresentata nel fiore della sua giovinezza, graziosa, tutto ingioiellata e sorridente. Il suo volto era ovale, delicato e gentile, i suoi occhi grandi avevano uno sguardo soave e ispiravano dolcezza. Erano sacri ad Afrodite: tra le piante, il mirto, la rosa, il melo e il papavero;tra gli animali, il passero, la lepre, il cigno, e il delfino e soprattutto la colomba. La sua figura, però, non possiede affatto le qualità di una donna romantica e dolce. Viene infatti descritta come una creatura infedele e lussuriosa, vanitosa e irritabile. La sua infedeltà nei confronti del marito Efesto, però, sembra fosse dovuta dal fatto che ella fu costretta a sposare il brutto e triste dio del fuoco a causa di un ordine di Era. Efesto fu scaraventato giù dall'Olimpo dalla madre Era. Questa si dichiarò terrorizzata dall'orribile aspetto del proprio figlio. Di conseguenza Efesto crebbe alimentando giorno dopo giorno un odio profondo verso sua madre. Decise così di vendicarsi, costruendo un meraviglioso quanto maledetto trono da regalare a sua madre.Infatti dopo esservi seduta, Era non si poté  più rialzare. Sarebbe stata condannata per sempre a tale destino se non avesse promesso in sposa al figlio Efesto la bellissima Afrodite, della quale il dio si era perdutamente innamorato. Così la dea lussuriosa si rassegnò a tale destino. Ella ebbe numerose relazioni sentimentali con dei e mortali.Prima di sposare Efesto fu sposa di Achise, un principe Troiano con il quale generò il grande Enea
 
PERSEFONE DEA DELLA FERTILITA' E REGINA DEGLI INFERI
PERSEFONE DEA DELLA FERTILITA' E REGINA DEGLI INFERI
Lucia Mocerino
 
MITO PERSEFONE
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Il mito di Iside (adamo)
Il mito di Iside (adamo)
Il mito degli dèi Iside e Osiride è il più famoso di tutta la mitologia egizia. Dalla dea del cielo Nut e dal dio della terra Geb nacquero quattro figli, due maschi e due femmine:

- Osiride, bello, nobile e generoso;

- Seth, malvagio e invidioso,

- Iside, astuta e saggia

- e Nefti, buona e gentile.

Per volere del dio del Sole Ra, Osiride e Iside diventarono i sovrani dell’Egitto. Osiride fu un faraone buono e saggio: insegnò all’umanità a coltivare i campi; diede le leggi per governare con giustizia e i culti per onorare gli dèi. Ma Seth era invidioso e volle liberarsi di Osiride. Una sera Seth fu invitato da Osiride a un banchetto. Durante la festa, Seth fece portare una splendida cassa in legno pregiato, decorata con oro, argento e pietre preziose: egli promise di regalarla a colui che sarebbe riuscito a entrarci perfettamente. Molte persone provarono, ma nessuno riuscì a entrarci perché la cassa era stata costruita su misura per Osiride. Così, quando Osiride riuscì ad entrare, Seth lo chiuse dentro. Osiride morì, Seth gettò la cassa nel Nilo e si proclamò faraone d’Egitto. Iside era disperata e partì alla ricerca del corpo di suo marito: seguì il corso del Nilo fino al mare e percorse le coste di paesi sconosciuti. Giunse infine nella città di Biblo. Qui Iside scoprì che la cassa di Osiride si era incastrata tra le radici di un piccolo albero. Questo alberello insieme alla cassa era diventato in poco tempo una pianta talmente bella che il re di Biblo la fece abbattere per farne una colonna del suo palazzo. Iside decise di entrare nel palazzo di Biblo per recuperare il corpo di Osiride. Si presentò a palazzo come una parrucchiera egizia e acconciò i capelli della regina di Biblo. La regina fu talmente contenta che le chiese di restare con lei per prendersi cura di suo figlio, il piccolo principe. Iside accettò e si affezionò molto al bambino. Decise quindi, con un incantesimo, di regalare l’immortalità al principino: una notte accese un fuoco magico nella sala della colonna e pose al centro il piccolo addormentato. La regina entrò nella sala e gridò: era spaventata e preoccupata che il suo bambino si bruciasse. Le fiamme magiche si spensero e l’incantesimo s’interruppe. Iside, quindi, svelò di essere una dea. A quel punto la regina volle esaudire suoi desideri e lasciò che Iside tagliasse a pezzi la colonna e recuperasse la cassa di Osiride. La dea ritornò in Egitto, sbarcò su una spiaggia, aprì la cassa e, finalmente, abbracciò il corpo di Osiride. Ma una notte il malvagio Seth trovò la cassa di Osiride, l’aprì, fece a pezzi il suo corpo e sparse i pezzi per tutto l’Egitto. Il mattino dopo Iside scoprì che cosa era accaduto e pianse disperata. Con l’aiuto di Nefti, sua sorella, nonché dea dell’oltretomba e della morte in generale, andò alla ricerca del corpo di Osiride. Quando recuperarono tutti i pezzi, ricomposero il corpo. Iside, con un potente incantesimo, gli diede di nuovo vita. Osiride riuscì a vivere solo una notte, poi il suo corpo morì definitivamente. Il suo spirito però continuò a vivere e il dio del Sole Ra decise che Osiride sarebbe stato da quel momento il re dei morti nell’aldilà.

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Il Ragnarǫk e la morte di Thor
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MITO DI CASSANDRA MAIELLO ANTONIA 3C
MITO DI CASSANDRA   MAIELLO ANTONIA 3C
Cassandra è una figura della mitologia greca. È ricordata da Omero, Apollodoro, Virgilio e Igino. Gemella di Eleno, figlia di Ecuba e di Priamo re di Troia, fu sacerdotessa nel tempio di Apollo da cui ebbe la facoltà della preveggenza, prevedeva terribili sventure ed era pertanto invisa a molti.
Il dono della profezia
Vi sono diverse versioni sull'origine del dono profetico di Cassandra. Secondo una prima versione, il giorno del compleanno di suo padre, fu celebrata una festa nel santuario di Apollo. Timbreo, Cassandra e il fratello gemello Eleno, stanchi dal gioco, s'addormentarono all'interno mentre i loro genitori li dimenticarono, abbacinati dal vino. Il mattino]]></description>
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         <pubDate>2018-11-14 14:57:16 UTC</pubDate>
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         <title>PROTAGORA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-11-21 16:39:32 UTC</pubDate>
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         <title>IL MONDO </title>
         <author>lucymocerino</author>
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         <description><![CDATA[<div>MOCERINO LUCIA, CAPASSO MARIKA E CAPASSO MAGDA</div>]]></description>
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