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      <title>Giovanni Boccaccio e la Commedia Umana by Micaela Rinaldi</title>
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      <description>Il Decameron: una scelta di temi e di novelle</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-08 15:59:23 UTC</pubDate>
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         <title>La novella dello stalliere e del Re Agilulfo - Fabbri/Pellegrini</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Immaginiamo di preparare una torta, impegnandoci a dosare nel modo più accurato&nbsp; gli ingredienti, avendo dunque cura che esca la torta più buona e bella possibile.<br><br>Ora paragoniamola&nbsp; alla vita, spesso e mal volentieri capita che nonostante l’impegno messo nel realizzarla, qualcosa vada storto; ciò non implica che siano gli ingredienti scelti a renderla peggiore, semplicemente, i dosaggi sono diversi in vari momenti della vita. A volte capita di avere poco zucchero, così come capita di non avere abbastanza autostima, considerandosi di conseguenza inadeguati davanti all’Amore.&nbsp;<br>Questo successe infatti allo stalliere ne&nbsp; “La novella dello stalliere e del re Agiulfo” contenuta nel Decameron di Giovanni Boccaccio. Questo nonostante avesse poca fiducia in sè, riuscì ad usare i minimi ingredienti di cui disponeva con astuzia, rendendo la torta invidiabile. In tal modo fu capace di contrastare quell’amaro sapore dato dalla mancanza di un elemento con un po’ di ingegno riuscendo ad addolcirla.<br><br>Pertanto la novella insegna che nel preparare la propria torta non conta quanti ingredienti si hanno a disposizione o la loro qualità, ma ciò che conta è il modo in cui vengono accostati. Solo così facendo si potrà creare una torta persino al di là delle proprie aspettative.<br>Proprio come affermò William Hazlitt “l’astuzia è l’arte di celare i nostri difetti, e di scoprire le debolezze degli altri”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:03:44 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Tancredi e Ghismunda - Bighi/Pieroni</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>PERCHÉ BOCCACCIO È UN CLASSICO?&nbsp;</div><div><br></div><div>1. Perché si colloca tra Medioevo e Umanesimo, tra le domande dell’aristocrazia cortese e quelle del ceto mercantile in via di sviluppo, tra un profondo sentimento religioso che proietta l’esistenza verso un destino ultraterreno e una curiosità insaziabile verso tutti gli aspetti della realtà terrena.&nbsp;</div><div><br></div><div>2. Perché il suo Decameron appare come la parte più alta della società trecentesca, con i suoi stili di vita e il suo sistema di valori e vizi, in parte legati alla tradizione, in parte all'estrema e rivoluzionaria modernità.&nbsp;</div><div><br></div><div>3. Perché ha segnato una tappa fondamentale nello sviluppo del genere novellistico, con il quale ha saputo offrire una visione realistica e disincantata della realtà, senza rinunciare a una precisa domanda intellettuale e morale.</div><div><br></div><div>CONFLITTO GENERAZIONALE GENITORI-FIGLI</div><div><br></div><div>Nella novella Tancredi e Ghismunda ,Boccaccio ricavò moltissimi “ slogan” della letteratura medievale dei secoli precedenti, inserendoli però nei temi dominanti dell’intero Decameron.&nbsp;</div><div>L’amore tra Guiscardo e Ghismunda è un amore romantico e proibito, che il giovane paggio ( valletto del re ) deve conquistare superando una serie di prove prima di poter finalmente coronare il suo corteggiamento.</div><div>I giovani comunicano infatti di nascosto con canne di bambù e passano attraverso passaggi segreti e caverne per potersi incontrare di nascosto.</div><div><br><br>VECCHIO E NUOVO</div><div><br><br></div><div>A questa struttura, tipica della letteratura provenzale e dei romanzi cortesi, fa da contraltare il principio stilnovistico per eccellenza, ossia la connessione naturale tra amore e gentilezza, qualità che si allontana dalla nobiltà di sangue, come proclamato nello stesso manifesto della duecentesca corrente poetica, Al cor gentil rempaira sempre amore di Guido Guinizzelli, e dallo stesso Dante in tutte le sue opere e nella Commedia, opera a tal punto ammirata da Boccaccio che fu appunto egli stesso a definirla Divina e modificarne parzialmente il titolo. Sempre dalla letteratura provenzale viene anche lo sviluppo tragico di bere il cuore dell’amato o dell’amato, seguendo un principio simbolico di amore tragico immaginato poi da Dante nella Vita nova, dove si racconta di un sogno in cui Beatrice beve il cuore del poeta.<br><br>VITA FEUDALE CON QUELLA COMUNALE</div><div><br><br></div><div>Anche l’ambientazione della novella gioca un ruolo particolare: Boccaccio rinuncia alla classica atmosfera cittadina del Decameron e narra le vicende di un antico castello, di derivazione quasi leggendaria, dimora di un sovrano che è appunto simbolo di una classe sociale legata al passato e all’incoerenza.</div><div>Tancredi è appunto un personaggio nobile e accecato dai principi a cui la sua dinastia è legata da secoli, che rifiuta categoricamente ogni discorso innovativo credendolo minaccioso.&nbsp;</div><div>Questo lo pone in conflitto aperto e violento con Ghismunda, che dal castello sogna di fuggire per tuffarsi in un mondo nuovo e legato all’amore gentile.</div><div><br><br><br><br></div><div>IL DECAMERON È LO SPECCHIO DELLA SOCIETà DEL 300 ( VITTORE BRANCA). &nbsp;</div><div>L'UOMO CHE SI SPOGLIA DELLA CULTURA SCOLASTICA NON RESTA RADICATO NELLA VISIONE TRADIZIONALE MEDIEVALE MA AD UNA VISIONE CHE LO PONE AL CENTRO DEL MONDO.&nbsp;</div><div><br><br><br><br></div><div>È in una novella come Tancredi e Ghismunda, infine, che è estremamente appropriato analizzare l’operazione più straordinaria compiuta da Boccaccio a livello stilistico nel Decameron.&nbsp;</div><div>Il grandissimo merito dello scrittore è infatti l’invenzione di una prosa in volgare italiano fondata sulla complessità sintattica e l'unicità del lessico, ricavate dalla struttura “nobile” che fu della lingua latina.</div><div>In un testo che fonde tragedia, amore nobile e filosofia, l’autore utilizza un registro alto e drammatico che conferisce ai personaggi, alla vicenda e alla lingua volgare, un’altissima dignità letteraria.</div><div><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:04:22 UTC</pubDate>
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         <title>La novella dell&#39;usignolo - Caprili/Meletti</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fra doppi sensi e insinuazioni umoristiche sull'amore e sul sesso, Boccaccio non sembra poi così antiquato come si potrebbe pensare: nella quarta novella del <em>Decameron</em>, quinta giornata, si presenta una concezione di amore ben diversa: Ricciardo e Caterina, due innamorati, all’inizio della storia escogitano uno stratagemma per incontrarsi; dopo una notte in cui “<em>diletto e piacer presono l’un dell’altro, molte volte faccendo cantar l’usignolo</em>”, messer Lizio, padre di Caterina, li scopre ancora teneramente addormentati ma non si scandalizza ed abbandona il classico animo autorevole di un padre protettivo mostrando preoccupazione per il futuro della figlia e decidendo di favorire il matrimonio tra i due. Leggendo questa novella possiamo comprendere come l’amore in Boccaccio sia fatto di passioni concrete, a differenza di Francesco Petrarca che narra invece di un amore più sublime, un’introspezione attraverso i propri sentimenti. Dunque nel Decameron l’amore è protagonista nella maggior parte dei racconti, nel ruolo di colui che governa in gran parte la vita umana, ed essendo quest’opera proprio definita “La commedia umana” è un argomento che non può non essere trattato, senza però curarsi di pregiudizi sociali e religiosi: l’amore è qui un sentimento naturale vivo in tutti gli uomini, indipendentemente dalle regole morali che loro stessi si impongono. Insomma, è un amore più moderno, più comprensibile, più umano, quell'amore che tutti hanno provato, quell'amore adolescenziale ingenuo, quasi imbarazzato, come fa capire anche la metafora dell'usignolo. Questa novella racconta di sentimenti e sensazioni concreti, di quell’imbarazzo che si prova a quest’età per certi argomenti. Boccaccio ha dimostrato di avere molta più sensibilità e comprensione per un amore di cui all’epoca (e in un certo modo, anche oggi) si tende a non parlare, che si preferisce nascondere dietro metafore.&nbsp;</div><div>Per oggi abbiamo concluso, non dimenticate di lasciare un like e condividere il post, ma soprattutto di iscrivervi alla nostra pagina instagram per rimanere aggiornati sui nostri consigli di lettura (attuali e non).&nbsp;</div><div>Sebastian e Beatrice.&nbsp;</div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:04:52 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Nastagio degli Onesti - Kushyk/Polo </title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Boccaccio, nella sua opera maggiore, il<em> Decameron, </em>delinea i tratti emblematici della società a lui contemporanea, che nonostante sia lontana da noi, si rivela essere più attuale di quanto ci si sarebbe mai potuti aspettare.</div><div>Come Boccaccio attraverso le novelle racconta se stesso e il contesto che lo circonda, noi allo stesso modo vediamo il mondo riportato tra le pagine di giornale, che sfogliate una dopo l’altra, riportano gli avvenimenti che racchiudono la storia del nostro tempo: forse non così tanto distante da quello trecentesco.</div><div>È questo il caso delle dinamiche che si ritrovano allora come oggi nei legami interpersonali tra uomo e donna che assumono nature stereotipate da un mondo maschilista.</div><div>Infatti Boccaccio, nella <em>novella di Nastagio degli Onesti, </em>delinea la donna come colpevole, non per aver amato, quanto per aver rifiutato l’amore che le era stato offerto innescando così una serie di eventi, che seppur ambientati in un contesto fortemente distante da quello che siamo soliti a vivere quotidianamente, ci rivelano un lato del comportamento umano rimasto essenzialmente inalterato: l’uomo, dipendente dall'amore, finisce col perdere di vista il significato di amare, ritrovando nella imposizione e nell’inganno l’unica possibilità di ricevere l’affetto negato.&nbsp;</div><div>La donna al contempo sentendosi in gabbia, reagisce; lo possiamo notare in Elizabeth Bennet di Jane Austen con il cugino William Collins o in Jo March di Louisa May Alcott con Laurie, che con coraggio respingono uomini che potevano con un anello al dito eliminare l’aggettivo nubile dalla loro persona e favorire la loro condizione di vita e quella dei familiari pur non amandoli.</div><div>Boccaccio, agisce così nell'animo del lettore, rendendolo partecipe di vicende che hanno da sempre attraversato le nostre vite, dall’amore come forma di possesso e prevaricazione fino alla paura che porta alla sottomissione. Perciò se <em>“ tanta fu la paura che di questo le nacque, …, avendo l’odio in amor tramutato”</em>; dovremmo far si che domani vinca il coraggio, di ogni bambina, futura donna, nel combattere questo mondo, ancora pieno di vincoli causati dall’unica colpa: quella di essere nata femmina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:07:10 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Federico degli Alberghi - Rubini/Zara</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella novella di Federico degli Alberighi il suo comportamento non è dovuto, come si potrebbe pensare alla luce della nostra attuale esperienza, alla sua indole “spendacciona”, ma ai valori consolidati della sua classe, l’aristocrazia, indifferente al denaro. “Spendendo adunque Federigo oltre a ogni suo potere molto e niente acquistando [..] le ricchezze mancarono e esso rimase povero, senza altra cosa che un suo poderetto piccolo essergli rimasa”. Da questa citazione tratta dalla novella si può facilmente comprendere quanto detto prima, ovvero che il protagonista non spende per aumentare i suoi possedimenti, ma perché così era solita fare la classe sociale a cui apparteneva.<br>Un punto in comune con il comportamento del protagonista della novella e con la nostra attualità è la consapevolezza che ognuno di noi da al denaro un determinato valore in base a quanto denaro si possiede. Questo divario fra classi sociali è tuttavia colmato da uno stesso comportamento comune: quello dell’acquisto e del consumo. Nella contemporaneità, infatti, non sembra esserci una vera differenza fra la logica dello sperpero e quella del risparmio: la prima è sostenuta dal marketing che spinge i ceti medi dell’Occidente all’ “usa e getta”, mentre la seconda riguarda banche e istituti finanziari che invitano famiglie e imprenditori all’investimento e al risparmio. Si tratta, con tutta evidenza, di due facce della stessa medaglia: la legge dell’economia neoliberista, fondata sul denaro e sulle merci.&nbsp;<br>Una sostanziale differenza tra la visione individualista attuale e quella trecentesca narrata nel testo è l’influenza della cultura cortese i cui valori portano Federigo a donare tutto, se stesso e i suoi averi, alla persona amata. Questo comportamento del protagonista lo porta inizialmente a perdere tutto, per poi arricchirsi nuovamente, sia a livello economico che personale, grazie all’atto d’amore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:08:26 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Chichibio e la gru - Forte/Gilli</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vi sarà sicuramente capitato di trovarvi in contrasto con i vostri amici o famigliari e avrete certamente pensato a diversi metodi per risolvere la situazione: insulti, urla, silenzio reciproco… tuttavia avete mai pensato di mettervi a ridere? Oppure vi siete mai resi conto che forse la comicità può essere addirittura d’aiuto per risolvere conflitti basati sull’ineguaglianza sociale?<br><br></div><div>Come ci insegnano molti autori del passato, infatti, lo scherzo è l’arma migliore in ogni situazione di scontro sia sul piano inter-relazionale sia sul piano dell’uguaglianza e della sensibilizzazione sociale: ne “La novella di Chichibio e la gru” di Giovanni Boccaccio&nbsp; la battuta finale del protagonista, un servo, evita che quest’ultimo venga picchiato dal suo signore. La risata, le frasi divertenti, la comicità possono davvero salvare il mondo sul piano sociale unendo gli individui più diversi arrivando addirittura a ribaltare le norme della collettività e a educare su questioni di alta rilevanza, come parità di genere, integrazione culturale e religiosa. Un esempio di questo tipo sono i tik toker Raissa Russi e Momo Bayed, che attraverso allegri meme, portano contenuti video che trattano temi che spaziano dalle differenze etniche a quelle confessionali a quelle di genere.<br><br></div><div>La risata, tuttavia, affinchè sia mezzo efficace per unire e non dividere, deve essere sempre regolata dall’ingegno e dalla razionalità per non rischiare di offendere il prossimo o addirittura un’intera comunità. Un esempio sono i tweet recentemente resi pubblici e in seguito eliminati del comico Pietro Diomede riguardanti Carol Maltesi, una ragazza trovata morta qualche settimana fa, nei quali le agghiaccianti parole rappresentavano una chiara mancanza di rispetto verso la vittima, seppur scritte con l’intento di far ridere. O ancora i comici Pio e Amedeo che in una puntata del programma <em>Felicissima sera</em> hanno affermato che i termini dispregiativi come la n-word non sono offensivi di per sé, ma solo nel momento in cui vengono utilizzati con fine denigratorio.<br><br></div><div>In conclusione, risulta evidente che la risata e la comicità possono unire differenti strati sociali, culture, religioni e lingue diverse, ma devono essere sempre accompagnate dalla ragione e dal rispetto reciproco.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:09:57 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Madonna Filippa - Colombari/Digiacomo</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br>Nonostante le novelle del <em>Decameron </em>risalgano al periodo della peste a Firenze, è incredibile come riescano a trattare temi tuttora presenti nella società dei giorni nostri. Come ad esempio il tema della disparità di genere che ritroviamo nella novella di Madonna Filippa e che allo stesso tempo sentiamo ogni giorno sui telegiornali. Novella in cui Madonna Filippa, moglie di Rinaldo un geloso e possessivo marito, avendo commesso adulterio si ritroverà costretta ad interfacciarsi con le leggi maschiliste dell’epoca sulle quali faceva leva il marito, ma grazie alla sua abilità nella retorica riuscirà a capovolgere la situazione a suo vantaggio, riuscendo anche a modificare la legge. Questo tema della disparità di genere,anche in politica, non è poi così lontano dai giorni nostri in quanto in Italia è <em>rosa </em>solo il 19,73% dei ruoli elettivi o di nomina, rispetto al 79,27% degli incarichi oggi ancora in mano agli uomini, così come su 106 sindaci, solo 3 <strong>non </strong>sono uomini. La percentuale minore in assoluto di donne in politica è riscontrabile nei consigli regionali, dove su un totale di 1065 rappresentanti, 919 sono uomini e soltanto 146 donne. Volendo non trattare il tema della politica si può parlare della guerra in Afganistan dove oltre il 60% dei minori esclusi dal sistema scolastico sono bambine a causa della disparità di genere tra i due sessi, tuttavia la proporzione di scuole specifiche per le ragazze è molto bassa: solo il 16% del totale delle scuole rispetto al 49% che sono miste e il 36% sono scuole maschili. Tutto ciò ci fa capire come la realtà con cui si scontravano i protagonisti delle novelle non sia poi così tanto cambiata dalla nostra e allo stesso tempo ci fa capire come sotto certi punti di vista la nostra società non stia progredendo ma sia in una fase di stallo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:10:38 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Arriguccio geloso - Berzovini/Vitali</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per quanto<strong> </strong>ormai siano passati più di sette secoli da quando Giovanni Boccaccio scrisse il <em>Decameron</em>, i temi che in esso tratta rimangono di un’attualità straordinaria. Ciò denota l'incredibile capacità dell'autore di leggere ed indagare gli animi umani, ma anche il permanere di alcuni comportamenti che, con l’evoluzione della società, non possono più essere considerati accettabili. È il caso della gelosia dei mariti verso le mogli e della violenza che spesso ne consegue. Come nel caso di Arriguccio, protagonista di una delle novelle del <em>Decameron</em>, che, preso dalla gelosia, percuote quella che crede essere la propria moglie dopo essere venuto a conoscenza del suo tradimento, così tutt’ora molti uomini compiono violenze sulle compagne a causa della loro gelosia e dell’incapacità di accettare la fine di una relazione. La differenza risiede però nel fatto che la novella di Arriguccio sia ambientata in un tempo in cui la violenza, non solo nei confronti delle consorti, era comune e pressoché accettata e in cui le donne erano dipendenti dai loro mariti, i quali fornivano loro ogni forma si sostentamento. Oggi invece, in seguito ad un lungo periodo di lotte per i propri diritti, le donne sono riuscite in gran parte ad emanciparsi ed a ottenere una certa parità di genere. Non è pertanto più accettabile, a maggior ragione in una società che, come la nostra, si professa civile, accettare che questi atti di violenza ingiustificata possano ancora essere compiuti. In Italia il 13,6% delle donne, corrispondente a circa 2 milioni ed ottocentomila persone, ha subito violenze da partner o ex partner. Basterebbe quindi guardare al passato per capire quanta poca strada sia stata fatta e quanta ancora sia da percorrere per raggiungere l'obiettivo di divenire finalmente quella società civile a cui oggi ci fregiamo di appartenere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:11:04 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Calandrino e l&#39;elitropia - Culatti/Micalizzi</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>La novella di Calandrino e l’elitropia ha come protagonista questo ingenuo pittore a cui viene fatto credere che esista una pietra in grado di rendere gli uomini invisibili, ciò è ovviamente falso. Lui, infatti, è vittima di una ben architettata beffa.</div><div><br></div><div>I greci furono i primi a comprendere l’importanza e il potere del λόγος, inteso sia come “discorso,parola” ma anche come “ragione, intelligenza, logica”, che nell’opera di Boccaccio viene sfruttato da Maso, organizzatore dello scherzo, che può funzionare solamente grazie al calcolo accorto, all’abilità e prontezza nell’agire, e soprattutto alla capacità illusionistica della parola.</div><div><br></div><div>Se ieri la novella faceva sorridere, oggi può anche aiutare a riflettere: chiunque, ogni giorno, semplicemente andando su internet si trova a leggere le notizie più disparate, senza avere alcuna certezza della loro veridicità: è il caso delle <em>fake news</em>. Si rischia di compiere, dunque, lo stesso errore di Calandrino, ovvero di lasciarsi convincere solo da belle parole.&nbsp;</div><div><br></div><div>Dunque come si può evitare di essere tratti in inganno da titoli <em>clickbait </em>e sfuggire dunque ai danni che provoca la disinformazione?&nbsp;</div><div><br></div><div>Sicuramente è importante affidarsi a fonti certe quali notiziari televisivi, giornali, riviste, cinema, radio. Talvolta, però, ciò non risulta possibile: è il caso, per esempio, dei regimi dittatoriali, o comunque di tutti quei paesi dove il governo ha il controllo dei <em>mass media.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </em>In questi casi svolge un ruolo fondamentale la capacità intrinseca di ogni essere umano di giudicare ciò che si può ritenere giusto o sbagliato e dunque vero o falso. Ma siccome spesso è difficile fare ciò da soli, risulta indispensabile, in seguito alla fase di analisi individuale, il confronto e il dialogo costruttivo con altri.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:11:30 UTC</pubDate>
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         <title>La novella di Griselda - De Angelis/Tomatis</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’ultima novella del Decameron compare la figura di Griselda, modello insuperabile di moglie paziente e capace di sottostare a ogni genere di sofferenza e soprusi a cui il marito la sottopone. L’atteggiamento mostrato da questa donna, che si distingue per un’infinita pazienza e sopportazione delle pene subite, si può identificare con le caratteristiche che definiscono ancora oggi le dinamiche tipiche della violenza psicologica, che comporta la sottomissione e la debolezza della vittima nei confronti dell’aggressore.</div><div>&nbsp;</div><div>Nella vita di tutti i giorni, pertanto, è un fatto diffuso che alcuni uomini compiano verso le donne con cui convivono gesti che le conducono ad una condizione di subordinazione ed impotenza. In alcune circostanze, inoltre, tali comportamenti portano ad eventi molto tragici, infatti spesso capita che la vittima degli abusi si tolga la vita a causa della continua condizione di oppressione a cui è stata costretta per un lungo tempo. Non è il caso di Griselda, che si è sempre dimostrata straordinariamente tollerante nei riguardi della “matta bestialità” del marito, il quale le ha fatto addirittura credere di aver ucciso i suoi stessi figli.</div><div>&nbsp;</div><div>Attualmente, tuttavia, alcune donne riescono a cambiare la drammatica situazione in cui si trovano, denunciando le violenze subite. Questo fatto, però, non si verifica per tutte le sottomesse, in quanto molte delle vittime tendono a sminuirsi o, persino, a sentirsi sbagliate e in colpa. Colui che compie violenze, infatti, spesso tratta la donna come un oggetto, svalutandola e negandole la propria indipendenza, facendo frequentemente uso di minacce ed umiliazioni. La vittima, quindi, arriva a perdere la propria autostima e l’uomo si pone in una condizione di dominio rispetto ad essa. Ancora oggi, quindi, questa novella costituisce un enigma per i lettori contemporanei: secondo una concezione più moderna, infatti, alcuni non riescono a comprendere se Boccaccio voglia esaltare le doti e le qualità proprie di Griselda, modello positivo di virtù, fedeltà e resistenza, oppure se, invece, voglia far conoscere al pubblico un esempio negativo di sottomissione e di debolezza. Infatti, a differenza della società in cui vive Griselda, in cui la moglie è ancora soggetta alla volontà del marito, in quella attuale le donne sono riuscite ad ottenere sempre più libertà, anche se, tuttavia, sono presenti ancora ingiustizie che ricordano in parte le sofferenze a cui è stata soggetta anche la protagonista di questa novella.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 16:11:53 UTC</pubDate>
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         <title>La novella della badessa e delle brache - Oliviero/Zompetta</title>
         <author>micaelarinaldi1</author>
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         <pubDate>2022-04-08 16:12:16 UTC</pubDate>
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