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      <title>Il 1400 by Davide xhepa</title>
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      <description>Davide Xhepa e Gianluca Bongarzone </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-15 09:34:21 UTC</pubDate>
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         <title>contesto storico</title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 400 diventano sempre più acute la crisi e la perdita di autorità della chiesa, dilaniata dallo scisma di occidente. L'unità della chiesa viene faticosamente ricomposta soltanto nel 1417, quando viene conosciuto universalmente papa Martino V. Dal punto di vista politico il panorama europeo e caratterizzato da un fenomeno di grande rilievo: L'accelerazione  in alcune regioni europee dal processo di stati nazionali. L' Inghilterra confitta dalla Francia è lacerata dalla guerra delle due rose nel 400'. La Francia vive con Valois una ripresa monarchica capace di rafforzarle e sviluppare quelle basi economiche e territoriali. La Spagna e  il Portogallo sono in concorrenza commerciale e si apprestano a giocare un ruolo da protagonista nelle grandi scoperte geografiche. </p><p>Nel 300' decadono i comuni e nascono le Signorie, alcuni signori ottengono anche il riconoscimento dal Papa e chiamano la loro signoria ducato o principato e cercano di ampliare il loro territorio. L'Italia nel 400' è un territorio di battaglia, ma nel 1454 il Ducato di Milano, la repubblica di Venezia e la repubblica di Firenze firmano il trattato di pace di Lodi che ha lo scopo di non far ingrandire gli stati a danno degli altri. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 09:45:52 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; Umanesimo </title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <description><![CDATA[<p>Umanesimo Periodo storico le cui origini sono rintracciate dopo la metà del 14° sec., e culminato nel 15°: tale periodo si caratterizza per un più ricco e più consapevole fiorire degli studi sulle lingue e letterature classiche, considerate come strumento di elevazione spirituale per l’uomo, e perciò chiamati, secondo un’<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/espressione/">espressione</a> ciceroniana, <em>studia humanitatis</em>. Si parla di <em>umanesimo filologico </em>per distinguere, nel 14° e 15° sec., l’attività degli umanisti intesa al recupero, allo studio, alla pubblicazione dei testi classici, dall’attività di quegli stessi umanisti intesa più generalmente alla creazione letteraria e filosofica, all’elaborazione di una nuova <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/civilta/">civiltà</a>. Si parla poi di <em>umanesimo volgare </em>in relazione allo sbocco storico dell’Umanesimo., quando, nella seconda metà del 15° sec., gli ideali letterari di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/scrittura/">scrittura</a> armoniosa e ornata sono trasferiti in <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/%5BtermOrCategory%5D/">Italia</a> alle opere letterarie in volgare. Con riferimento, esplicito e implicito, all’Umanesimo. quale periodo storico, il termine è usato infine per caratterizzare ogni orientamento che riprenda il senso e i valori affermatisi nella <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/cultura/">cultura</a> umanistica: dall’amore per gli studi classici e per le <em>humanae litterae</em> alla concezione dell’uomo e della sua ‘dignità’ quale autore della propria <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/storia/">storia</a>, punto di riferimento costante e centrale della riflessione filosofica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 10:19:51 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Evoluzione della lingua </title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’età umanistica e rinascimentale coincide con i secoli XV e XVI. È questa l’epoca, in Italia come negli altri paesi dell’Europa occidentale, dell’emergere delle lingue nazionali: l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese, l’inglese e il tedesco si affermano – ognuno con dinamiche storiche diverse – come lingue di cultura competitive con il latino e, attraverso un processo di codificazione grammaticale, conseguono una uniformazione che supera i particolarismi regionali ereditati dal medioevo. Questo processo qualifica queste lingue come ‘nazionali’ anche dove ciò avviene, come in Italia, in assenza di unità politica del Paese.</p><p>Il singolo evento storico che più di ogni altro ha dato impulso a questo processo è stato l’invenzione e l’affermazione della stampa (Guthemberg). Ciò è vero in tutti i paesi dell’Europa occidentale, ma lo è particolarmente in Italia, dove il fattore stampa ha supplito la mancanza dell’altro potente fattore oggettivo che nelle monarchie nazionali spingeva per il conguaglio e la codificazione della norma: e cioè lo Stato, con la sua forza centripeta, con la sua capacità di irradiare il modello linguistico della capitale (Parigi, Londra, Madrid, ecc.) all’intero territorio, attraverso i legami economici, amministrativi, culturali che collegavano la provincia alla capitale. Nell’Italia del Cinquecento, policentrica e sotto dominazione straniera, è la stampa che agisce come motore di unificazione linguistica, perché fa cadere i confini di diffusione del libro manoscritto, che coincidevano con quelli delle lingue di ➔ <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/koine_(Enciclopedia-dell'Italiano)/">koinè</a> regionali, impone che il mercato unificato del libro si estenda sull’intero territorio «dove il sì suona», e con ciò obbliga il volgare di «sì» a diventare lingua italiana (Trovato 1991; Richardson 2004) (➔ <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-della-lingua_(Enciclopedia-dell'Italiano)/">storia della lingua italiana</a>)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 10:23:44 UTC</pubDate>
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         <title>Lorenzo de&#39; Medici </title>
         <author>xhepadavide</author>
         <link>https://padlet.com/xhepadavide/8f80cdlulb7om83q/wish/2994028999</link>
         <description><![CDATA[<p>Nato a Firenze il 12 settembre 1449, da Piero di Lorenzo e da Alfonsina Orsini, fu, dopo la catastrofe medicea, allevato a Roma dalla madre, piuttosto come principe che come cittadino; studiò lettere classiche con Favorino Camerte; ma fu più incline a cacce e a feste che agli studî o alle cure della politica. Accettò a malincuore il governo di Firenze datogli dallo zio Leone X (agosto 1513); ridusse in sua mano con una riforma costituzionale i poteri tenuti già dall'avo Lorenzo e richiamò in vita l'<em>Ordinanza </em>del Machiavelli per la fanteria (maggio 1514); ma lasciò decidere a Roma gli affari di maggior conto. Sollecitato dalla madre e da cortigiani, tentò invano di avere, per mezzo del pontefice, Piombino; si fece creare dai Fiorentini capitano generale della repubblica per quattro anni (6 giugno 1515), contro il parere del papa che lo giudicava "senz'esperienza alchuna"; e diede allora sospetto di voler prendere anche le apparenze esterne della signoria. Ebbe anche l'ufficio di capitano generale della Chiesa (8 agosto); ma "buttato per terra", rimase inoperoso di fronte all'impresa di Francesco I. Dopo la vittoria di Marignano si strinse al re e, spinto sempre dalla madre, sfruttò la nuova amicizia fra quello e il pontefice per ottenere il ducato d'Urbino, che fu dal papa assegnato a lui con Pesaro e Senigallia (18 agosto 1516) e tolto con poca fatica a Francesco Maria della Rovere, ma subito perduto, e ripreso con lunga guerra dispendiosa (1517). Alla guerra Lorenzo, militarmente incapace, fu pressoché estraneo e lasciò poi il governo a Roberto Boschetti. Sposò ad Amboise il 28 gennaio 1518 Maddalena de la Tour d'Auvergne, imparentata per via di madre con la casa regnante di Francia, e fu il principale sostenitore della tendenza francofila nella duplice politica di Leone X. Morì a Firenze, il 4 maggio 1519. Pochi giorni innanzi gli era nata una figliuola, la celebre Caterina, poi regina di Francia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 10:26:51 UTC</pubDate>
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         <title>Trionfo di Bacco e Arianna </title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il trionfo di Bacco e Arianna e il più famoso dei canti Carnascialeschi di Lorenzo de' Medici canzoni a ballo composte per allietare le feste del carnevale. Il componimento probabilmente scritto in occasione del carnevale del 1490 descrive '' Il Trionfo '' di un carro mascherato quello di Bacco seguito da Arianna. La canzone se da un lato invita a vivere e a godere dei piaceri della vita, dall'altro è pervasa da una profonda malinconia che nasce dalla consapevolezza del trascorrere inesorabile del tempo, della giovinezza che fugge dalla bellezza che sfiorisce.</p><p>METRO: Canzone a ballo composta da 7 strofe di 8 versi                      ottonari precedute da una ripresa di 4 versi. gli                        ultimi 2 versi della ripresa costituiscono il ritornello                  che si ripete alla fine di ogni strofa.  </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 10:41:14 UTC</pubDate>
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         <title>Leonardo da Vinci </title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <description><![CDATA[<p>Pittore, architetto, scienziato (Vinci, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/firenze/">Firenze</a>, 15 aprile 1452 - castello di Cloux, od. Clos-Lucé presso Amboise, 2 maggio 1519).&nbsp;Ha personificato il genio rinascimentale che rivoluzionò sia le arti figurative sia la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/storia/">storia</a> del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/pensiero/">pensiero</a> e della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/scienza/">scienza</a>.</p><p><strong>VITA</strong></p><p>Figlio illegittimo del notaio ser Piero, di Vinci, di cui non è ricordato il casato. Dal 1469 si stabilì a Firenze, dove nel 1472 era già iscritto alla Compagnia dei Pittori. Nel 1476, anno in cui fu prosciolto da un'accusa di sodomia, era con Andrea del Verrocchio di cui era stato scolaro per quattro anni; ma doveva interessarsi anche alla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/scuola/">scuola</a> dei Pollaiolo, particolarmente per le ricerche anatomiche che vi si conducevano. Indipendente dal 1478, nel 1482-83 era a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/milano/">Milano</a> alla corte di Ludovico il Moro, inviatovi, secondo alcune fonti, in <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/qualita/">qualità</a> di musico da Lorenzo il Magnifico; ma in una sua <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/lettera/">lettera</a> al Moro, L. si dichiarava capace di inventare e costruire congegni bellici, di progettare opere di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/architettura/">architettura</a>, di fondere in bronzo e scolpire, di dipingere. A Milano egli svolse intensa attività di pittore, lavorò a un monumento per Francesco Sforza, allestì apparati per feste e fu scenografo, ingegnere militare, consultato per problemi di architettura. Questo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/periodo/">periodo</a> fu il più fecondo di opere compiutamente realizzate e di altre riprese in seguito. In particolare L. poté approfondire i proprî studî scientifici e intraprenderne di nuovi, nel campo sia della fisica sia delle scienze naturali. La sconfitta di Ludovico il Moro (16 marzo 1500) costrinse L. a lasciare Milano. Insieme al matematico L. Pacioli, di cui era grande amico, e all'allievo A. Salai, L. partì per Venezia, fermandosi lungo il viaggio a Mantova alla corte di Isabella d'Este, dove fu accolto con grande favore e ricevette richieste di opere di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/pittura/">pittura</a> (<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/disegno/">disegnò</a> allora un <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/ritratto/">ritratto</a> di Isabella d'Este). Nell'aprile del 1500 lasciò Venezia, dove aveva compiuto studî per apprestamenti difensivi, e ritornò a Firenze, dove, secondo quanto riferisce un contemporaneo, condusse una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/vita/">vita</a> "varia e indeterminata forte, sì che pareva vivere alla giornata"; si dedicava alla pittura (<em>Sant'Anna, la Vergine e il Bambino</em>), ma più spesso dava "opra forte ad la geometria, impacientissimo al pennello". Allora aveva già ricevuto commissioni dal re di Francia Luigi XII. . Il 29 aprile 1519 morì mentre faceva un testamento a Firenze </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 10:46:15 UTC</pubDate>
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         <title>contesto storico video</title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <pubDate>2024-05-15 18:27:40 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Umanesimo video</title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <title>Lorenzo de&#39; Medici video</title>
         <author>xhepadavide</author>
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         <title>Leonardo da Vinci video</title>
         <author>xhepadavide</author>
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