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      <title>Terrorismo internazionale: stragi e attentati dalla decolonizzazione all&#39;ISIS by Donzella Sebastian</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-16 18:09:40 UTC</pubDate>
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         <title>La decolonizzazione</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al termine della seconda guerra mondiale, inizia il processo di <strong>decolonizzazione</strong>. Le potenze occidentali, in particolare europee, iniziano a lasciare i propri possedimenti, in particolare in Africa e in Asia, lasciando numerose questioni irrisolte, legate anche alla coabitazione di popoli di religioni diverse, tenute fino a quel momento a bada grazie alla forza militare della potenza europea di turno. Un esempio su tutti: il conflitto tra musulmani e induisti fra Pakistan e India</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 14:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Africa prima della decolonizzazione</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 14:39:58 UTC</pubDate>
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         <title>La decolonizzazione in Africa e Asia</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 14:43:47 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita dello stato di Israele e la questione mediorientale</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2527296705</link>
         <description><![CDATA[<div>Al termine della seconda guerra mondiale, l'ONU dà vita allo Stato di Israele in Medio Oriente, permettendo ai superstiti dei campi di concentramento di tornare a vivere nella terra dei loro antenati. Gli scontri con i palestinesi e gli arabi, che da secoli si trovano nelle stesse terre, sono da subito aspri e duri. <br>Israele vince diversi conflitti, aumenta le terre in proprio possesso e una parte dei palestinesi inizia ad attaccare ebrei e israeliani in giro per il mondo.<br><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/la-nascita-di-israele-e-la-questione-mediorientale_%28Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco%29/">Un approfondimento sulla questione mediorientale è disponibile cliccando QUI</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 14:47:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;attacco alla prima torre coglie tutti di sorpresa</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547900140</link>
         <description><![CDATA[<div>I fratelli Jules e Gédéon Naudet, la mattina dell'11 settembre, stanno girando un documentario a New York su un pompiere durante i suoi primi giorni di lavoro. Alle ore 8:46 sentono un aereo volare vicino le loro teste: il cameraman alza lo sguardo e coglie l'attimo in cui il primo aereo colpisce la prima torre. È una delle pochissime testimonianze video del primissimo attacco alle Torri Gemelle. Il video verrà inserito dai due fratelli nel documentario 11/9, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2IJpVtpsb8E">visibile gratuitamente su Youtube cliccando QUI</a>.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=St7ny38gLp4" />
         <pubDate>2023-04-09 09:00:31 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;attacco alla seconda torre in mondovisione</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547905619</link>
         <description><![CDATA[<div>Il secondo aereo si schianta sulla seconda torre alle 9:03, questa volta in diretta mondiale. Una scelta voluta fortemente dai terroristi: se il primo schianto, infatti, aveva colto di sorpresa tutti, il secondo doveva rimanere ben impresso nelle menti di tutti. In quel momento si capisce che gli Stati Uniti sono sotto attacco: fino a quel momento, infatti, si pensava che il primo schianto fosse stato casuale, una fatalità. Il secondo, invece, fuga ogni dubbio: si tratta di un attacco terroristico.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/hwiM_R9MR2M?t=705" />
         <pubDate>2023-04-09 09:22:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il crollo delle due torri</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547907753</link>
         <description><![CDATA[<div>Alle 9:59 crolla la seconda torre, colpita più al centro e, per questo, collassata prima.<br>Ore 10:28 crolla l'altra torre, dopo oltre un'ora e mezza di incendio. <br><mark>Il World Trade Center non esiste più.</mark></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=nahbWhEl-Ws" />
         <pubDate>2023-04-09 09:30:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;attacco al Pentagono</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547909489</link>
         <description><![CDATA[<div>L'11 settembre i terroristi non colpiscono solo le Torri Gemelle. Un aereo, alle ore 9:37, si schianta sul Pentagono, quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense, ad Arlington, in Virginia, a circa 400 chilometri di distanza. Per fortuna colpisce un'ala quasi totalmente vuota, a causa della ristrutturazione degli uffici.&nbsp;<br>I video di sicurezza riprendono l'accaduto.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=0SL2PzzOiF8" />
         <pubDate>2023-04-09 09:36:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il quarto aereo dirottato: la storia dello United 93</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547910475</link>
         <description><![CDATA[<div>Un quarto aereo dirottato non riesce a colpire l'obiettivo, probabilmente la Casa Bianca, sede del Presidente degli Stati Uniti.&nbsp;<br>La rivolta che scoppia a bordo porta i passeggeri a far schiantare l'aereo in un campo deserto: i terroristi non riescono a portare a termine la missione a causa del coraggio dei dirottati.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilpost.it/2014/09/15/11-settembre-united-93/" />
         <pubDate>2023-04-09 09:40:12 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ground Zero: cosa resta al posto delle Torri Gemelle</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547912307</link>
         <description><![CDATA[<div>Al posto delle Torri Gemelle adesso vi sono due fontane illuminate che proiettano in cielo due luci visibili a chilometri di distanza. Ai bordi delle fontane sono riportati i nomi delle vittime. <br>Tutto intorno è stato costruito un nuovo World Trade Center, con numerosi torri: la più importante è la Freedom Tower, la torre della libertà. <a href="https://www.corriere.it/sette/11-settembre-ventennale/nuovi-wtc-torri-gemelle/">L'approfondimento del Corriere della Sera è visibile cliccando QUI</a>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 09:47:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Le vittime: dopo 20 anni si continua a lavorare per identificarle grazie al DNA</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547913619</link>
         <description><![CDATA[<div>Delle circa 3mila vittime, un migliaio non è stata ancora identificata. Da oltre 20 anni i resti umani vengono analizzati e il DNA viene comparato con i familiari di chi, quel giorno, era all'interno delle torri.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.wired.it/attualita/tech/2021/09/08/11-settembre-vittime-identificazione-dna/" />
         <pubDate>2023-04-09 09:51:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Cos&#39;è Al Qaeda: la definizione della Treccani</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547914260</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Organizzazione terroristica fondata sul finire degli anni Ottanta del 20° sec. dal miliardario saudita O. Bin Laden per promuovere la <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/guerriglia">guerriglia</a> islamica contro l'occupazione sovietica dell'<a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/afghanistan">Afghanistan</a>. Negli anni Novanta si è avvicinata al regime dei <em>taliban</em> in Afghanistan (da cui ha ricevuto protezione e appoggi) e ha rivolto la propria iniziativa contro gli Stati Uniti e l'Occidente. È responsabile di molteplici attentati terroristici contro obiettivi civili (spesso realizzati servendosi di 'terroristi suicidi'), tra cui quelli dell'11 sett. 2001 a New York e Washington, dell'11 marzo 2004 a Madrid e del 7 luglio 2005 a <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/londra">Londra</a>. Dopo l'uccisione di Bin Laden avvenuta il 1° maggio 2011 a seguito di un'azione delle forze militari statunitensi, la leadership dell'organizzazione è passata ad Ayman al-Ẓawāhirī (1951-2022), suo cofondatore e braccio destro di Bin Laden, subentrandogli dal 2022 Saif al-Adel.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.treccani.it/enciclopedia/al-qaida" />
         <pubDate>2023-04-09 09:53:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>2004: l&#39;attentato a Madrid</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547915136</link>
         <description><![CDATA[<div>L'11 marzo 2004 Al Qaeda colpisce anche in Europa: 13 bombe vengono nascoste su diversi treni della metropolitana di Madrid, capitale della Spagna, facendo 191 vittime.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilpost.it/2014/03/11/attentati-madrid-2004-treni-stazioni-ferroviarie/" />
         <pubDate>2023-04-09 09:57:20 UTC</pubDate>
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         <title>2005: l&#39;attentato di Londra</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547915569</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 7 luglio del 2005 quattro kamikaze si fanno saltare in aria su quattro bus e treni a Londra. Muoiono 52 persone oltre ai terroristi.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2017/03/22/londra-lattentato-del-7-luglio-del-2005_856b3a37-6022-4b0b-bfa3-870b17c49a01.html" />
         <pubDate>2023-04-09 09:59:03 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;attentato alle Olimpiadi: Monaco &#39;72</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547918347</link>
         <description><![CDATA[<div>L'attentato più eclatante avviene durante le Olimpiadi di Monaco, in Germania, nel 1972. Un commando di terroristi palestinesi appartenenti al gruppo Settembre Nero prende in ostaggio 11 atleti israeliani all'interno del villaggio olimpico. Moriranno tutti gli atleti, cinque terroristi e un poliziotto tedesco. <br><a href="https://www.focus.it/cultura/storia/5-settembre-1972-strage-olimpiadi-di-monaco-50-anni-fa">Un approfondimento di Focus sull'accaduto è disponibile cliccando QUI.</a></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilpost.it/2022/09/05/strage-olimpiadi-monaco-settembre-nero/" />
         <pubDate>2023-04-09 10:08:55 UTC</pubDate>
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         <title>Osama Bin Laden</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547918788</link>
         <description><![CDATA[<div>Osama Bin Laden, fondatore di Al Qaeda, considerato il più pericoloso terrorista al mondo nel primo decennio del nuovo Millennio.&nbsp;<br>Miliardario saudita, è considerata la mente a capo degli attentati dell'11 settembre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 10:10:41 UTC</pubDate>
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         <title>1985: il dirottamento dell&#39;Achille Lauro e la crisi di Sigonella</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547919422</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il <strong>dirottamento dell'</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Achille_Lauro_(nave)"><strong><em>Achille Lauro</em></strong></a> fu un atto terroristico avvenuto nell'ottobre del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1985">1985</a>, con il sequestro, da parte di un gruppo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terrorismo_palestinese">terroristi palestinesi</a> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_per_la_Liberazione_della_Palestina">Fronte per la Liberazione della Palestina</a>, dei passeggeri della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nave_da_crociera">nave da crociera</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_bandiera">battente bandiera</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiana</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Leon_Klinghoffer">uccisione di Leon Klinghoffer</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cittadinanza_statunitense">cittadino statunitense</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paraplegia">paralitico</a> e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo">fede ebraica</a>.<br><br></div><div>Il dirottamento sfociò nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_Sigonella">crisi di Sigonella</a>, la più grave crisi diplomatica del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_dopoguerra">secondo dopoguerra</a> tra l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> e gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">Stati Uniti</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 10:13:19 UTC</pubDate>
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         <title>Abdo, 23 anni, siriano</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547920261</link>
         <description><![CDATA[<div><em>intervista di Francesca Borri<br></em><br><strong>Abdo, 23 anni, Aleppo</strong></div><div>Quando ho conosciuto Abdo aveva un piercing al sopracciglio. Era al primo anno di università, e si era trasferito da Damasco ad Aleppo per unirsi ai ribelli. Distribuiva pane. Oggi ha 23 anni, e distribuisce ancora pane. Ma è del gruppo Stato islamico (Is).</div><div>“Perché mai dovrei parlarti? <mark>Nessun giornale ha un corrispondente dall’America che non parla l’inglese, e invece qui è normale che fate gli esperti di Siria e neanche conoscete l’arabo”.</mark></div><div>“Ma cosa pensi di capire? Stai qui perché senza la guerra non sei nessuno. E invece così scrivi libri, giri il mondo… Guadagni con i morti. Non ho bisogno di te. Se ho voglia di dire qualcosa, ho internet, posso dirla da solo”.</div><div>Neppure i siriani però sembrano avere bisogno di te, gli dico. “Quali siriani?”, mi risponde duro. “Gli amici tuoi? I siriani che campano con lo stipendio delle vostre ong, e stanno al vostro servizio, a distribuire aiuti umanitari a quelli che voi stessi assediate e affamate? <mark>State tutti dalla parte di Assad: una mano li bombarda, e l’altra va a incerottarli. Noi abbiamo creato un governo dal nulla, dalle macerie, e nessuno fa la fame. Abbiamo ripristinato l’acqua, l’elettricità, riparato le strade. Una guerra non si vince senza sangue e sacrifici. E l’Europa, allora? Non fu liberata con le armi? </mark>Se i musulmani vogliono liberarsi dal nazismo, oggi, la guerra è un male necessario. Ed è una cosa chiara a tutti i siriani. Voi giudicate un governo in tempo di guerra con gli stessi criteri con cui lo giudichereste in tempo di pace”, dice. “Vedi? Non ha senso parlarti. Sei in malafede”.</div><div>“Non siamo in crisi. Vent’anni fa non esistevamo. Oggi siamo al centro dell’attenzione. Non ho bisogno di organizzare un attentato come quello dell’11 settembre. Posso spaccarti la testa con un mattone in questo esatto istante. Dove c’è un infedele, c’è un pericolo”.</div><div>Ma <mark>la morte, dice, non gli fa paura. “Sono pronto. La mia battaglia è ancora quella del primo giorno: libertà e dignità. </mark>Solo che ora ho capito che i nemici sono molti di più, e molto più forti di quanto credevo, la battaglia è molto più complessa: altrimenti sostituisci un’oppressione con un’altra, nient’altro. I ribelli vogliono solo arricchirsi. Non bisogna conquistare il potere, ma cambiare il modo in cui il potere è esercitato. E non ho paura di morire per questo. È il segno che sono sulla giusta via”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 10:17:03 UTC</pubDate>
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         <title>Bilal, 31 anni, tunisino</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547946893</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Intervista di Francesca Borri<br></em><br><strong>Bilal, 31 anni, Tunisi</strong></div><div>“<mark>Era il sogno di tutti, qui: Lampedusa. E invece ora il sogno è Raqqa. Lo Stato islamico. Andare in Italia non ha senso. Finisci in mezzo a una strada, a riempire casse di pomodori</mark>, venti euro per dodici ore e sempre a nasconderti, sempre con la paura addosso perché sei clandestino. Francia, Svezia, non fa differenza. Anche se hai un lavoro vero, in Europa resti sempre un arabo. Uno che se guarda una ragazza, lei chiama la polizia. <mark>Sempre un ospite, mai un cittadino</mark>, uno che deve scusarsi per essere lì. E invece non rubiamo lavoro a nessuno: anzi, siamo gli schiavi che consentono alla vostra economia di girare. Di cosa dovrei ringraziarti? Se tu hai quello che hai, è perché io non ho niente”.</div><div>“Osservami bene: io non ho che una copia di quello che hai tu. I jeans, il giubbotto di pelle… E invece è tutto finto. Non è pelle, è plastica. Sembriamo simili, ma io torno a casa stasera, a un’ora da qui, in un posto che non è la Tunisia che conosci tu, non è la Tunisia della Lonely Planet, è una fogna dove non ho l’elettricità, non ho l’acqua calda, ho solo un materasso per terra e delle coperte. Non ho neanche un lavoro, in realtà, è finto anche questo, e non solo perché sono un ingegnere e qui faccio la guida per i turisti, ma perché con quello che guadagno mi pago a stento i mezzi per venire qui, come mi pago una casa? <mark>Io torno a casa, la sera, e mi sento uno zero. Ho 31 anni, una laurea, e devo ancora chiedere a mio padre gli spiccioli per le sigarette</mark>. Non sono niente”.</div><div>“Ho creduto nella rivoluzione. Ma è stato tutto inutile. Nel resto del mondo a vent’anni sei pieno di energie, di progetti. Avviare un’impresa, iscriverti a un dottorato. O anche solo un viaggio, una vacanza. L’auto nuova. Ma io? Io la vita la vedo solo attraverso voi turisti. Mentre vi spiego Annibale, Cartagine, mentre guardate i mosaici: e <mark>vi guardo, intanto, guardo le vostre camicie dal taglio perfetto, le borse di cuoio, l’iPhone, e questa pelle liscia, sì, senza rughe, tracce di terra, le dita di chi non deve guadagnarsi il pane con il sudore, vi guardo, e immagino questa vita che non potrò mai avere, quello che per voi è normale, i figli, l’ufficio, la partita di calcetto. Vi guardo e vi odio.</mark> Abbiamo sbagliato, abbiamo pensato che il nemico fossero i vari Ben Ali (ex presidente della Tunisia - ndr): e invece avevamo contro tutto il mondo, perché quando 62 miliardari possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione del pianeta, quando un intero paese come la Grecia fa la fame, ed è la Grecia, non è la Somalia.</div><div>Tutti voi dovete rinunciare a qualcosa. Se io non ho niente, è perché tu hai tutto. Ma non l’avevamo capito.</div><div><mark>Perché siamo poveri, secondo te? Perché siamo analfabeti? Se siamo poveri, è prima di tutto a causa dell’Unione europea.</mark> Fate i paladini del libero mercato: poi versate sussidi ai vostri agricoltori e vietate le importazioni in Africa, mentre i vostri agricoltori esportano qui a prezzi più bassi dei nostri. <mark>Il libero commercio è la vostra libertà di produrre e vendere, e la nostra di comprare e indebitarci.</mark> Invece di studiare l’islam, vai a vedere cosa fanno il Fondo monetario internazionale, le multinazionali. Invece di pensare a Raqqa, pensa a Bruxelles. Abbiamo fallito non perché abbiamo osato troppo, ma perché abbiamo osato troppo poco”.</div><div>“Io non voglio diventare come te, non voglio fare una rivoluzione per diventare uno che per conservare i suoi privilegi, per comprarsi l’iPhone nuovo ogni sei mesi, è disposto ad affamare il resto del mondo. Perché <mark>questa è la tua società, questa è la tua cultura, mica Kant e Rousseau. Tu non ne vedi la violenza perché è una violenza sofisticata, ma non per questo meno feroce. Il sangue è la violenza dei poveri. E io non ho alternative. Non ho niente da perdere. Grazie all’11 settembre, siamo tornati a esistere. </mark>Se è di questo che avete bisogno per capire, per accorgervi di noi, l’avrete”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 11:58:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Kareem, 57 anni, iracheno</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547947901</link>
         <description><![CDATA[<div><em>intervista di Francesca Borri</em><br><br><strong>Kareem, 57 anni, Baghdad</strong></div><div>Kareem ha 57 anni, è un militare di carriera esperto in artiglieria. Si occupa di munizioni. E la ragione per cui ha scelto l’Is, dice, è semplice: “Non voglio che i miei figli siano costretti a emigrare in Europa”. Perché ormai l’intero Medio Oriente, dice, è un disastro. <mark>“L’Iraq è il quinto produttore al mondo di petrolio, ma gli abitanti di Baghdad hanno solo quattro ore di elettricità al giorno. Ed è la capitale. Non pensare al telefonino da ricaricare: pensa alle incubatrici negli ospedali. A chi ha bisogno della dialisi. Sono anni, qui, che rubate tutto, però vedete solo quello che avete voglia di vedere.</mark></div><div>Avete rovesciato Saddam ma non Assad, e perché? Perché Saddam ha tirato gli Scud su Tel Aviv, mentre Assad, padre e figlio, facevano solo chiacchiere. <mark>Dobbiamo ricominciare dall’islam, che è l’unica cosa che ci ha dato dignità e grandezza</mark>. Non voglio che i miei figli siano costretti a vivere a testa bassa in una delle vostre periferie. <mark>Non sono un assassino. Sono un padre. Un padre come tutti</mark>”.</div><div>“Rispetto chi mi rispetta”, dice. “Ma non chi è ospite e si sente padrone. Ogni società ha le sue regole. E questa è la terra dell’islam: chi non è musulmano, rispetti le regole e sarà il benvenuto”.</div><div><mark>“La domanda più importante devi farla a te stessa. Perché ti hanno spedito in Iraq solo ora? Solo dopo che abbiamo fondato il califfato? Perché non eri qui durante l’embargo? Pensi davvero che siamo più violenti degli altri? L’embargo ha causato cinquecentomila morti: secondo te sono meno importanti solo perché sono morti senza violenza?</mark> Tu sei solo una pedina e non lo sai. L’islam significa sottomissione. Io sono servo di Dio, ma tu sei serva dei potenti. Stiamo entrambi combattendo, solo che tu stai dal lato sbagliato della storia”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 12:02:13 UTC</pubDate>
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         <title>Mohammed, 26 anni, bosniaco</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547948834</link>
         <description><![CDATA[<div><em>intervista di Francesca Borri</em><br><br><strong>Mohammed, 26 anni, Sarajevo</strong></div><div>“Chiamami Mohammed. Tanto per voi siamo tutti uguali. Se sei musulmano, sei musulmano e basta. Violento e ignorante. Tutto il resto, la tua storia, la tua vita, non conta. Se sei musulmano sei sporco e basta”.</div><div>Mohammed, in realtà, è l’ultimo nome che gli avrei associato: non fosse altro perché siamo a Sarajevo, è biondo, e mi aspetta al caffè Tito, che sembra un centro sociale, con birra e musica dei Blur. Ha una felpa con il cappuccio e un libro di Asimov, e indossa delle New Balance blu elettrico. Sembra appena tornato da una partita di calcetto. Invece è appena tornato dalla Siria.</div><div>“<mark>Anche se lavori, è inutile. Non ce la fai</mark>”, dice Mohammed. “Lo stipendio medio è di 450 euro. Che futuro puoi avere, qui? Non hai neppure un presente. Io volevo ritrovare un percorso, una direzione. Ma non è una cosa mistica. Alla fine sono andato in Siria per la tua stessa ragione: fermare la guerra. Vedevo tutti quei ragazzini in televisione, in mezzo al sangue, e pensavo: anche io sono stato così. Non voglio che diventino come me. Solo che tu credi alle parole, io ai fatti”.</div><div>“Una società senza regole non può funzionare. Una società in cui ognuno è libero di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato, in cui ognuno è Dio di se stesso: non può funzionare, perché così, in realtà, prevalgono le regole invisibili. Le regole dei più forti”, dice.</div><div>L’infedele non è un non credente, ma più esattamente, un miscredente: ed è la cosa più pericolosa. “Perché <mark>tu pensi di non avere religione, di non credere. E invece credi nel mondo così com’è”. E il mondo così com’è, dice, “per me non ha spazio”.</mark></div><div>“Perché mai dovrei credere nella democrazia? E Hitler, allora? Non fu eletto dalla maggioranza dei tedeschi? Milosevic? Governare, governare una società come la propria vita, è questione di saggezza, di riflessione. Non di numeri”.</div><div>“E comunque questa intervista è una perdita di tempo”, dice. “Tanto <mark>so perfettamente che secondo te sono uno che ha problemi. Ma chi è che ha più problemi, uno che prova a fermare una guerra o uno che continua a prendere il sole, mentre i bambini muoiono in spiaggia? Quello che ha bisogno dello psicologo, qui, non sono io”.</mark></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2015/04/08/isis-procura-di-bosnia-si-muove-contro-foreign-fighter_c034c1a6-9891-43aa-bbf4-4e763b7fd304.html" />
         <pubDate>2023-04-09 12:05:24 UTC</pubDate>
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         <title>Che c’entra la religione con i terroristi?</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547951859</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Le religioni non sono vie di pace?<br><br>Purtroppo occorre constatare che, nonostante lodevoli iniziative e l’impegno convinto ed ostinato di molti, ancora in troppi casi le religioni mostrano di avere un rapporto ambiguo con i potenti e spesso di perseguire i propri<br>obiettivi tollerando – e a volte anche incitando - all’uso di parole di odio, metodi violenti e disumanizzanti.<br><br>Alcuni esempi evidenti quanto tremendi:<br>- le crociate e l’annientamento degli infedeli: l’idea di “guerra santa” (cristiana)<br>o jihad (islamica)<br>- le guerre di religione e le benedizioni agli eserciti, anche oggi<br>- <strong>Gott mit uns</strong><strong><em> (vedi immagine)</em></strong><em>:</em> letteralmente “Dio è con noi”, usato dal nazifascismo per legittimare la violenza (= Dio è con noi, quindi ciò che facciamo è giusto) e per incutere terrore (= è con noi quindi... è contro di voi!!)<br>- <strong>Allah akbar </strong><strong><em>(vedi immagine)</em></strong>: letteralmente “Dio è il più grande”, per cui “noi ci sottomettiamo e sottomettiamo pure te, che tu lo voglia o no”; “ciò che facciamo è giusto e sacro perché Lui ci ha ordinato di schiacciarvi e farvi soffrire”.<br><br>In questo uso distorto della religione il nome di Dio cessa di essere il principio della vita per eccellenza per diventare Colui che ti umilia, che vuole la morte, che si impone e regna sottomettendo gli uomini. Un Dio ben perverso!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 12:15:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Incontro o scontro?</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547954069</link>
         <description><![CDATA[<div>Ci siamo chiesti in precedenza:<br>- possiamo esercitare la tolleranza anche con gli intolleranti?<br>- si può rispondere solo facendo ”guerra al terrore”, o ci vuole (anche e soprattutto) dell’altro?<br>- ci immergiamo nello scontro di civiltà o nella guerra di religione?<br>- dobbiamo “difendere i nostri valori”?<br><br><strong><em>a. la posizione dello scontro inevitabile</em></strong></div><blockquote>“E a loro dico: sveglia, gente, sveglia! Non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia.<br>Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci.<br>Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire (...) distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri...”<br><strong><em>Oriana Fallaci – La rabbia e l’orgoglio</em></strong></blockquote><div><br>O forse questa prospettiva non ci mostra che siamo di fronte ad uno “scontro delle in-civiltà”?<br><br>Non sarebbe meglio chiederci: come sottrarre terreno all’idea di scontro, uscire dalla logica della contrapposizione e trovare insieme una via per la fraternità e la convivenza pacifica nel rispetto di tutti?<br>Non si tratta dunque di “vincere” (cioè dominare) ma piuttosto di imparare a “vivere insieme”, uscendo dalle reciproche “scomuniche” e creando le condizioni perché nessuno si senta escluso.<br>Occorrerebbe rivedere la nostra idea di globalizzazione, di libero mercato, di capitalismo, perché è soprattutto questo che abbiamo esportato mentre sul versante dei diritti, dell’uguaglianza, del creare le condizioni di pari opportunità per tutti… abbiamo fatto molto meno, anzi abbiamo chiuso volentieri gli occhi dove ci conveniva (anche se facciamo finta di contrastare alcuni regimi che fino a ieri abbiamo sostenuto e con cui abbiamo fatto ottimi affari...).<br><br>Qui ci fermiamo, ma in relazione a questa storia ci sono ancora molti capitoli da scrivere da oggi in avanti…</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 12:22:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Poniamoci delle domande</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547989008</link>
         <description><![CDATA[<div>Quale vita umana è quella che aderisce alla logica della violenza?&nbsp;<br>O forse lo facciamo tutti, anche senza accorgercene?&nbsp;<br>Perché lo fanno?&nbsp;<br>Cosa li ha attirati e convinti a tanto?&nbsp;<br>Perché si diventa terroristi?&nbsp;<br>E chi definisce chi è terrorista e chi no?&nbsp;<br>Qual è la differenza, se c’è, tra dissidente e terrorista?&nbsp;<br>E in ultimo: cosa c’entra la religione?&nbsp;<br>Perché la religione sembra dare la giustificazione ultima, il quadro simbolico e di orientamento definitivo per il terrorista?<br>Il terrorismo è la “violenza degli altri”?&nbsp;<br>I terroristi sono sempre e solo gli altri?</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 13:57:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il paradosso del terrorista: minaccia perché si sente minacciato</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547989721</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>Nessuno dice di sé di essere un terrorista</mark>:</div><blockquote>Il terrorismo è la violenza degli altri. Non ci appartiene,<br>arriva dal di fuori, non possiamo imputarcelo. È incomprensibile. Noi non lo faremmo mai. Noi chi? Tutti. Nessuno si definisce terrorista. Non al-Qaida, non i guerriglieri dei movimenti di liberazione nazionale, non i brigatisti, non i fanatici religiosi che spargono gas nella metropolitana di Tokio, non i folli isolati alla Unabomber, non i regimi autoritari che praticano sistematicamente il terrore di Stato; e meno che mai i governo democratici,<br>anche quando bombardano civili inermi. Divisi in tutto, concordano solo in una cosa: nel dichiarare che i terroristi sono sempre gli altri, per definizione <br><strong>Daniele Giglioli - All’ordine del giorno è il terrore</strong></blockquote><div><br>All’origine del fondamentalismo si riscontra una profonda angoscia nei confronti della vita e un desiderio ossessivo di sicurezza, di verità immutabili, di figure-guida cui sottomettersi. È una reazione patologica ed estrema al nostro mondo pluralista e centrato sulla libertà: la libertà di coscienza, di pensiero, di religione sono il grande nemico dichiarato di ogni fondamentalismo.<br><br>Il fondamentalista tende a&nbsp;costruire un’identità rigida e immobile, mentre la storia richiede sempre flessibilità e capacità di adattarsi ai tempi, alle culture, alle novità.<br><br>Il terrorista si sente minacciato, perciò diventa minaccioso:<br><br></div><blockquote>“L’identità fondamentalista è un’identità minacciata, intimidita, resa insicura e quindi indotta a reagire in modo aggressivo; un’identità che non è certa di se stessa ma si definisce distanziandosi dai nemici, presunti o reali, e negandoli”<br><strong>J.Moltmann</strong></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 13:59:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Un altro paradosso: i rivoluzionari francesi erano terroristi? E i partigiani?</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2547997276</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>Le dinamiche del terrorismo non sono affatto nuove alla storia europea: in Irlanda con l’IRA, ma anche in Italia, che si ritrova in imbarazzo - con tutta l’Europa – ad affrontare il terrorismo, specie quando esso riesce a portare a compimento i propri obiettivi, perché in qualche modo ci rivede la sua stessa genesi, e guardando indietro <mark>finirebbero per essere terroristi anche i partigiani e i carbonari</mark>. Senza dimenticare che <mark>il termine terrorismo trova origine nei metodi della Rivoluzione Francese di cui è figlia la Francia odierna</mark>.</blockquote><div><br>Per orientarci, occorre acquisire uno sguardo “altro” sul fenomeno. Cominciare a guardare il mondo con gli occhi “del Sud del mondo”, cioè di chi da sempre subisce le conseguenze dei processi della colonizzazione (prima) e della globalizzazione (poi).<br>Verrebbero subito a galla alcune domande centrali:<br><em>Stiamo difendendo (esportando) democrazia o solo i nostri interessi?<br>Stiamo difendendo libertà e diritti o imponendo la nostra libertà (mercato, stili di vita)?<br>La globalizzazione non è forse un’occidentalizzazione del mondo?<br>I soggetti della globalizzazione non sono forse soprattutto gli Occidentali?</em><br><br></div><blockquote>Quando vediamo che la religione colonizza qualunque campo della vita umana la chiamiamo <strong>teocrazia</strong>, quando la politica colonizza ogni campo della vita umana la chiamiamo <strong>assolutismo o tirannia</strong>, ma quando è il mercato e il consumismo a colonizzare ogni altro campo della vita umana li chiamiamo <strong>libertà </strong>e ne celebriamo il trionfo.</blockquote><div><strong>Benjamin Barber, consigliere di Bill Clinton</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 14:19:40 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>I fondamentalismi (o integralismi) religiosi</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548000171</link>
         <description><![CDATA[<div>I fondamentalismi sono presenti un po' dovunque</div><ul><li>gruppi cristiani (in particolare negli USA)</li><li>gruppi ebraici (Israele e non solo)</li><li>gruppi indù (contro cristiani e/o musulmani in India)</li><li>gruppi buddisti (Sri lanka)</li><li>gruppi islamici (sparsi nel mondo), con forte connotazione sia religiosa sia politica: salafyti (sauditi) Fratelli musulmani, Hamas (Palestina), la Rivoluzione Iraniana; Talebani</li><li>gruppi con chiara matrice terroristica: Al Quaeda, ISIS (o Is = Stato Islamico, o Califfato o Daesh).</li></ul><div><br>Nuovi fondamentalismi ed estremismi esprimono il tentativo di ristabilire idee forti e rigide, come reazione semplicistica o ingenua rispetto al nostro mondo contemporaneo che si presenta come complesso, frammentato, pluralista: è un dato di fatto (storicamente assai rilevante!) che al di fuori<br>dellìEuropa le religioni godano di grande visibilità e seguito, e sembrano proporsi come collante in una società fortemente spaesata, troppo individualista e senza valori condivisi (relativismo) o con l'unico ideale del libero mercato...<br><br>- Il fondamentalismo è una perversione della religione e della stessa idea di Dio: quando fai di Dio un violento, uno che desidera e giustifica gesti disumani e criminali, allora stai comunicando un’idea di Lui completamente perversa, rovesciata rispetto a ciò che dovrebbe essere e a ciò che la nostra coscienza invoca.<br><br>Sottolineiamo 3 tratti salienti:<br><strong>1. L’importanza della dimensione politica:</strong><br>Coinvolti in politica, con mezzi leciti o illeciti, violenti o pacifici, tutti i movimenti fondamentalisti propongono e difendono un’idea di società ispirata ai valori fondamentali di una determinata religione, ritenuti irrinunciabili e non<br>negoziabili<br><br><strong>2. Il rifiuto della modernità:<br></strong>Tratto comune a tutti i pensieri fondamentalisti è la critica al mondo contemporaneo in cui uomini e donne agiscono come se “dio non esistesse”, dimenticando le proprie radici e legami comunitari, vivendo in modo consumistico e individualista. I diversi movimenti fondamentalisti individuano differenti nemici a cui imputano tale deriva etica e politica: il pluralismo democratico, il secolarismo, il comunismo, l’Occidente capitalista, la laicità dello stato liberale, il relativismo morale…<br><br><strong>3. Il riferimento a verità assolute:<br></strong>Secondo i fondamentalisti, la più inaccettabile delle caratteristiche della cosiddetta modernità è l’esclusione dalla sfera pubblica – politica, economica, giuridica – del riferimento alla verità contenuta nel messaggio religioso, rivelato dai testi sacri.<br>Interpretazione letterale e non storico-critica del testo sacro. La verità religiosa funziona come un vero mito delle origini cui ogni credente è chiamato ad aderire e cementa la coesione del gruppo (etica della fratellanza)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 14:27:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Come nascono i fondamentalismi islamici?</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548000761</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Islamismo o rinascita islamica è una lettura politica e radicale dell’Islam, che ritiene necessario instaurare uno stato islamico (o califfato, una specie di “età dell’oro” nella visione dei fondamentalisti).<br><br>Obiettivi del movimento fondamentalista:<br>- applicazione della shar’ia (legge islamica tradizionale) in ogni comunità islamica<br>- unica comunità guidata da un califfo<br>- il concetto di jihad (sforzo/lotta interiore e spirituale, fino a diventare “guerra santa” azione anche violenta voluta da Dio contro gli infedeli)<br>- islamizzazione del mondo intero</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 14:28:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;ISIS: le origini e cosa è diventato adesso</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548003821</link>
         <description><![CDATA[<div>L’ISIS, sigla di Stato Islamico di Iraq e Siria, è un'organizzazione islamica di stampo jihadista attiva soprattutto tra il 2010 e il 2020, in cui ha rivendicato vari attentati&nbsp;in Europa, Medioriente e Africa. Ci si riferisce allo stesso gruppo quando si usa il termine ISIL, Stato Islamico di Iraq e Levante, IS, Stato Islamico, e Daesh, che è l’acronimo arabo. In questo articolo facciamo una panoramica sintetica a 360° sull'organizzazione.<br><br><strong>L'ideologia e l'obiettivo dell'ISIS</strong><br><br>L’ideologia su cui si fonda l'ISIS è il ritorno a una dottrina islamica integralista, ritenuta più pura, e infatti l'organizzazione ha condannato gli Stati arabi che hanno adottato costumi occidentali o hanno mantenuto posizioni islamiche moderate. Oltre a questo, l'ISIS incolpa l’Occidente di aver spaccato il mondo musulmano e di averne impedito uno sviluppo indipendente, motivo per cui ha compiuto vari attentati in tutta Europa come mezzo di vendetta e destabilizzazione.<br><br>L'obiettivo finale dell’organizzazione era ed è quello di creare un vero e proprio Paese in cui radunare tutti i musulmani, riportandoli a un’interpretazione "più autentica" della legge islamica, la cosiddetta sharia. Per i miliziani dell’ISIS molti atteggiamenti e azioni sono fonte di impurità: le donne devono portare il velo integrale e non uscire di casa se non accompagnate, è vietata ogni forma di musica, la blasfemia è punita con la morte, si possono rendere schiave le donne non musulmane nei territori conquistati e gli omosessuali devono essere giustiziati.<br><br>continua <a href="https://www.geopop.it/isis-come-nato-cosa-ha-fatto-e-cose-lo-stato-islamico-ma-soprattutto-esiste-ancora">CLICCANDO QUI</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 14:36:46 UTC</pubDate>
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         <title>13 novembre 2015: l&#39;attacco alla Francia</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548005511</link>
         <description><![CDATA[<div>dagli <a href="https://www.ilpost.it/2015/11/14/attentati-parigi/"><strong>attacchi terroristici del 13 novembre del 2015 a Parigi</strong></a>, in cui morirono in totale 130 persone oltre a sette attentatori. L’attacco più grosso tra quelli compiuti in diverse zone della città la stessa sera e poi rivendicati dall’<a href="https://www.ilpost.it/tag/isis/"><strong>ISIS</strong></a> (o Stato islamico) fu quello al <a href="https://www.ilpost.it/tag/bataclan/"><strong>Bataclan</strong></a>, una sala da concerti da 1.500 posti dove stavano suonando gli Eagles of Death Metal, una nota band rock californiana.<br><br>Gli <a href="https://www.ilpost.it/2015/11/13/sparatoria-parigi/"><strong>attacchi terroristici</strong></a> furono attuati a partire dalle 21.20 circa di venerdì 13 novembre 2015 in sei zone differenti di Parigi, per lo più in quartieri nella zona est del centro città. Agendo in modo coordinato, in alcuni casi gli attentatori si fecero esplodere con delle cinture esplosive dopo aver sparato con armi automatiche alle persone che si trovavano intorno. <a href="https://www.ilpost.it/2015/11/14/bataclan-parigi-attacchi/"><strong>Al Bataclan</strong></a>, invece, tre terroristi uccisero 90 persone e ne presero in ostaggio un centinaio per circa due ore.<br><br>In Rue de Charonne gli attentatori uccisero 21 persone che si trovavano al ristorante La Belle Équipe e altre cinque al La Casa Nostra; altre 13 persone furono uccise tra il Carillon Café e il Le Petit Cambodge, vicino a Rue Alibert. Circa quattro chilometri più a sud, un attentatore <a href="http://www.lexpress.fr/actualite/societe/fait-divers/a-nation-le-kamikaze-s-est-fait-sauter-en-passant-la-commande_1735885.html"><strong>colpì da solo la </strong><strong><em>brasserie</em></strong><strong>&nbsp;Comptoir Voltaire</strong></a> azionando la sua cintura esplosiva e ferendo una quindicina di persone, ma uccidendo soltanto se stesso.<br><br></div><div>Allo stesso tempo, ci furono anche due attacchi suicidi allo Stade de France, il principale stadio della città dove si stava giocando una partita amichevole di calcio tra le nazionali di Francia e Germania, a cui era presente anche l’allora presidente della Repubblica francese, François Hollande.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilpost.it/2020/11/13/parigi-attacchi-terroristici-13-novembre-2015-bataclan-cinque-anni-fa/" />
         <pubDate>2023-04-09 14:41:01 UTC</pubDate>
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         <title>19 dicembre 2017: l&#39;attacco alla Germania</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548007224</link>
         <description><![CDATA[<div>Un camion, lunedì 19 dicembre 2017, si schiantò contro un affollato mercato di <strong>Berlino, causando 12 morti e diversi feriti</strong>. Tra le vittime dell'attacco anche una donna italiana.</div><div><br><strong>Anis Amri </strong>al volante di un tir lanciato sulla folla, a due passi dalla Chiesa del Ricordo, "si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia", ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. "Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia", ha aggiunto.&nbsp;<br><br><strong>Anis Amri è stato 4 anni in carcere in Italia ed era considerato una persona molto violenta. Dopo aver scontato la pena ha ricevuto un provvedimento di espulsione dal nostro paese</strong>. Provvedimento che, però, non è andato a buon fine perché le autorità tunisine non hanno effettuato la procedura di riconoscimento nei tempi previsti dalla legge.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/12/19/camion-contro-mercato-di-natale-a-berlino-diversi-feriti_c0f0cc26-1b9a-4fef-ac1f-d40ed862077e.html" />
         <pubDate>2023-04-09 14:45:19 UTC</pubDate>
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         <title>14 luglio 2016: la strage di Nizza</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548008376</link>
         <description><![CDATA[<div>Erano le 22:30 del 14 luglio 2016. La città di Nizza stava celebrando con uno spettacolo di fuochi d'artificio la Festa nazionale francese sul lungomare della Promenade des Anglais quando Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31enne con doppia cittadinanza francese e tunisina –neojihadista, si scoprirà in seguito - premette il pedale dell’acceleratore di un autocarro scagliandosi sulla folla.<br><br>Si stima che quella sera ci fossero circa 30mila persone sulla via della passeggiata simbolo della città. I feriti furono 458, i morti saranno in tutto 86, di cui 15 minorenni e sei italiani. Il 15 luglio lo Stato islamico rivendicò l’attentato.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/attentato-nizza-2016" />
         <pubDate>2023-04-09 14:48:03 UTC</pubDate>
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         <title>2015: &quot;siamo tutti Charlie Hebdo&quot;</title>
         <author>sebastiandonzella</author>
         <link>https://padlet.com/sebastiandonzella/Bookmarks/wish/2548011041</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 7 gennaio 2015 due fratelli, "nel nome di Allah", fecero irruzione nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, uccidendo 12 persone.<br><br></div><div>I due terroristi, Said e Cherif, erano due fratelli jihadisti franco-algerini di 32 e 34 anni, appena tornati in Francia dalla Siria. Con loro un complice, Amid, di appena 18 anni.&nbsp;<br><br>Dopo la strage nel giornale, colpito dai terroristi a causa delle sue vignette su Maometto e sull'Islam, in Europa e nel mondo si diffuse lo slogan "Je suis Charlie" (Io sono Charlie), per esprimere vicinanza al giornale e ai suoi superstiti.&nbsp;<br><br>Lo stesso Charlie Hebdo, tornato in edicola, pubblicò una copertina rimasta storica (vedi immagine)<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/1/1c/Charlie_Hebdo_Tout_est_pardonn%C3%A9.jpg/220px-Charlie_Hebdo_Tout_est_pardonn%C3%A9.jpg" />
         <pubDate>2023-04-09 14:54:47 UTC</pubDate>
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