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      <title>Metodologia della Ricerca Pedagogica by Denise Cozzo</title>
      <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb</link>
      <description>Attività, appunti ed esercitazioni</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-10-04 07:24:11 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-19 16:29:26 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Prima attività _ Le mie aspettative</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2325180809</link>
         <description><![CDATA[<div>Bambini, oggi vi spiego cos’è la metodologia della ricerca pedagogica!</div><div>È una disciplina che permette ad alcuni studiosi di capire quali sono i metodi migliori per farvi apprendere e quindi come noi insegnanti dobbiamo spiegare, strutturare una lezione o un’attività, in modo tale che voi possiate imparare nel modo più efficace possibile e possiate usare le conoscenze e competenze che sviluppate a scuola anche in futuro per tutta la vita, anche al di fuori dell’ambiente scolastico.</div><div>Come avrete notato, durante l’anno le lezioni che conduco non sono sempre uguali, ma variano. Potrei proporle anche in ulteriori modi, ma non tutti sono efficaci ugualmente. Nel tempo, si è visto poi che non tutti i bambini apprendono nella stessa maniera: alcuni imparano meglio se la lezione è strutturata in un modo piuttosto che in un altro.&nbsp;</div><div>Per questo esiste la metodologia della ricerca pedagogica ed è importante che ogni insegnante di scuola la padroneggi, perché senza lunghi studi e ricerche avvenute nel tempo e che continuano tutt’ora, non sapremmo come è più semplice per voi imparare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-04 07:27:06 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda attività _ Il mio insegnante modello</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2325181485</link>
         <description><![CDATA[<div>Un’insegnante modello per me è stata sicuramente la mia professoressa di lettere, latino e storia del triennio del Liceo. Ricordo un’insegnante estremamente competente nell’ambito storico-letterario, con un ricco bagaglio di conoscenze che andavano ben al di là di ciò che si può leggere sui libri scolastici. Le sue lezioni mi hanno coinvolto tantissimo, nonostante prima le sue materie fossero sempre state tra le meno gradite per me. Dal suo modo di spiegare emergeva una grandissima passione per le sue discipline, ma soprattutto per l’insegnamento. Oltre ciò, è stata un’insegnante molto attenta alla componente relazionale ed ha instaurato con me e la mia classe un rapporto molto umano, improntato sull’ascolto. Ha sempre dialogato con tutti in modo non giudicante. È sempre stata molto disponibile ed empatica e ricordo in particolare un episodio in una giornata in cui non stavo bene psicologicamente: lei è stata l’unica ad essersi accorta del mio stato d’animo, nonostante io sia una persona che solitamente nasconde i propri malesseri quando li ha, e ha dedicato parte del suo tempo per capire cosa non andasse e per aiutarmi a risolvere il problema.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-04 07:27:38 UTC</pubDate>
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         <title>Terza attività _ Le caratteristiche professionali dell&#39;insegnante modello</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2325182517</link>
         <description><![CDATA[<div>Leggendo le testimonianze dei miei colleghi relativamente ad un insegnante che hanno incontrato nel loro percorso scolastico e che hanno ritenuto potesse essere considerato un “insegnante modello”, emergono con frequenza alcune caratteristiche: l’empatia, l’ascolto non giudicante, la passione per la loro professione, la disponibilità, il dialogo con i propri studenti, la competenza e preparazione dal punto di vista teorico e pratico.</div><div>Ritengo necessario che un insegnante debba avere tutte le caratteristiche sopra elencate; infatti, seppur importante, non è sufficiente che il docente conosca ciò che deve insegnare, ma fondamentali sono anche il modo in cui lo fa, le competenze relazionali e l’attenzione ai bisogni dei propri studenti.</div><div>Apprendere cosa insegnare è relativamente semplice, infatti basta uno studio efficace per immagazzinare contenuti; imparare come farlo è invece un compito più difficile. La passione, ad esempio, non si può apprendere, ma nasce dai propri interessi e dalle esperienze avute nel corso della vita; l’empatia, l’ascolto non giudicante e la disponibilità sono caratteristiche che devono essere insegnate fin da piccoli e vengono apprese tramite l’esempio: per questo chi non ha avuto modelli con queste caratteristiche da seguire, avrà maggiori difficoltà a farle proprie.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-04 07:28:26 UTC</pubDate>
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         <title>PRIMA ESERCITAZIONE</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2325183622</link>
         <description><![CDATA[<div>“Ivan, adesso basta, i tuoi pregiudizi e la tua aria di superiorità mi hanno stancato! Ora ti spiego perché tutto ciò che hai detto è sostanzialmente sbagliato.<br>&nbsp;Prima di tutto dici che le nostre teorie non sono poi così tanto scientifiche: vorrei ricordarti però che esistono diversi tipi di scienze e non solo la scienza a te tanto cara in cui, vestiti con un bel camice, eseguite ripetuti esperimenti in laboratorio e “passate giorni e giorni a raccogliere una montagna di dati per poi analizzarli la notte”. Hai mai sentito parlare di scienze umane o sociali per esempio? Scienze della formazione fa parte di queste ed è considerata tale in quanto, come la fisica, la chimica o la biologia, utilizza il metodo sperimentale. Non c’è traccia di nulla che possa dirsi scientifico? Tutte le teorie pedagogiche sono supportate sempre da dati statistici e osservazioni ripetute nel tempo. Le ricerche, tra le altre cose, includono confronti tra gruppi di controllo e gruppi sperimentali con campioni molto alti e variegati. Inoltre, i nostri “esperimenti” avvengono tutti i giorni, andando avanti per prove ed errori, e studiamo il comportamento dei bambini attraverso i feedback che riceviamo da loro quotidianamente. È vero, non c’è un’esattezza millimetrica, perché l’oggetto di studio sono gli esseri umani e non delle macchine o numeri, ma ti ricordo, come anche tu hai accennato, che l’esattezza assoluta non esiste neanche per le “tue” scienze, è sempre presente un margine d’errore. In più, proprio come la comunità scientifica, abbiamo momenti fondamentali di confronto e programmazione tra di noi, che ci portano a condividere idee, spunti e riflessioni.&nbsp;</div><div>Ora passiamo alla questione laboratori: hai perso completamente di vista l’oggetto di ricerca del laboratorio! Se devo imparare a padroneggiare le metodologie da utilizzare con i bambini, non posso perdere il focus su di loro. Ogni ricerca è impostata a seconda dell’oggetto che studia, dunque se io ho a che fare con i bambini devo calibrare tutto a misura di bambino. In questo modo ci mettiamo nei loro panni e così sarà più facile comprenderli. Facciamo le nostre “cosette” soprattutto in gruppo, perché in questo modo studiamo le diverse dinamiche che potenzialmente possono emergere in classe e perché così siamo obbligati al continuo confronto, che porta la maggior parte delle volte alla condivisione di idee e soluzioni nuove.&nbsp;</div><div>Mi chiedi poi gli insegnanti da dove traggano così tanta sicurezza sulle metodologie attive e perché non sia meglio continuare con la didattica di un tempo: ti consiglio di andare a leggere le numerose ricerche fatte negli ultimi anni che confrontano l’apprendimento basato su una didattica tradizionale e quello incentrato sulle metodologie attive. Ti anticipo che quest’ultime hanno facilitato e migliorato l’apprendimento e che l’abbandono scolastico è diminuito nel corso del tempo, anche grazie al diverso modo di insegnare. Poi hai banalizzato, messo in secondo piano, il “benessere” dei bambini, come se questo non fosse di fondamentale importanza. Esiste una correlazione tra benessere psicofisico e apprendimento: i bambini devono divertirsi, essere felici, avere autostima, questa è la base per apprendere in maniera efficace.&nbsp;</div><div>Ah, sappi che non è vero che “il lavoro di gruppo è una metodologia da usare sempre in aula”: la didattica deve essere il più variegata possibile e il lavoro di gruppo è solo uno delle tante utilissime metodologie da utilizzare. Hai citato ad esempio il telefono: le nuove tecnologie sono un potente mezzo, in grado di veicolare apprendimenti di diverso tipo, facendo leva sull’interesse dei bambini verso strumenti utilizzati ormai fin dalla più tenera età nella vita di tutti i giorni. I più recenti studi parlano anche di questo, infatti la ricerca didattico-pedagogica è in continuo aggiornamento, così come anche gli insegnanti sono tenuti ad una formazione continua.&nbsp;</div><div>In ultimo, arriviamo alla questione della valutazione. Sicuramente la valutazione prima era più semplice e immediata, sia per gli insegnanti che per i genitori. Ma pensaci bene! È giusto che venga valutata solo la prestazione dell’alunno in base all’andamento di una verifica o interrogazione,&nbsp;</div><div>dunque il prodotto finale, e che invece non venga considerato l’intero processo di apprendimento? Non è forse altrettanto importante valutare l’impegno, la voglia di imparare e la motivazione, la crescita, la continuità nel corso dell’anno? Poi non dirmi che non hai mai provato la frustrazione di aver studiato moltissimo e non essere riuscito a dimostrarlo a causa dell’ansia o di altri fattori! In quel caso il voto numerico ha rispecchiato la tua prestazione, ma non la tua preparazione; dunque, tanto obiettivo riguardo quanto avevi studiato non era. La nuova valutazione in un certo senso può essere considerata soggettiva, è vero, ma è soggettiva con un’accezione diversa da quella che intendi tu: prende in considerazione la soggettività unica del bambino, è personalizzata per ogni alunno. Sappi però che rimangono comunque fissi alcuni criteri, delle regole e dei punti da trattare per valutare correttamente, per questo esistono griglie di valutazioni condivise e linee guida nazionali comuni.&nbsp;</div><div>Caro Ivan, d’ora in poi ricorda: l’insegnamento non è mai improvvisato, occorrono tanto studio, ricerche e riflessioni continue.<br>&nbsp;Ora posso tornare a sonnecchiare fino all’arrivo? Devo arrivare riposata e carica di energie per la lezione di Metodologia della Ricerca Pedagogica.”&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-04 07:29:18 UTC</pubDate>
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         <title>Prima attività _ Il taccuino a scuola: come convincere una collega tradizionale</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2339142514</link>
         <description><![CDATA[<div>"Ciao Katia, ieri in università ho seguito una lezione molto interessante, tenuta dalla dottoressa Camilla Bianchi. Ha portato la sua esperienza, raccontandoci l’utilizzo di un taccuino creato per alcuni ragazzi di un centro educativo e condiviso anche con gli insegnanti della scuola di questi ragazzi. In questo taccuino tutti i professionisti e i ragazzi stessi descrivono e riflettono su ciò che viene fatto.</div><div>Che ne dici se anche noi iniziamo ad utilizzare questo strumento a scuola? Sarebbe molto utile avere uno strumento condiviso tra noi insegnanti e i bambini che tenga traccia di tutto ciò che succede a scuola, coinvolgendo anche le famiglie e gli eventuali professionisti (educatori, specialisti...). Diventerebbe un momento di riflessione fondamentale per i bambini, li supporterebbe nel loro processo d’apprendimento, favorendo lo sviluppo delle competenze metacognitive. Il taccuino servirà anche come “memoria”: i bambini, infatti, possono rileggere anche a distanza di tempo ciò che han fatto, riscoprire il loro percorso, autovalutare la loro crescita e i loro miglioramenti. Anche per noi insegnanti adottare una postura documentativa in itinere è fondamentale: può orientare e riorientare il nostro lavoro sulla base dell’intenzionalità didattica e degli obiettivi prefissati. Ad esempio, ho pensato che per ogni attività che noi proponiamo, potremmo chiedere dei feedback ai bambini, così che possiamo comprendere cosa è andato bene e cosa no, cosa è piaciuto di più e cosa di meno, e su questo “tarare” il nostro lavoro.&nbsp;</div><div>So che è un lavoro faticoso all’inizio e che non sei un’amante delle novità (professionalmente parlando), ma penso che un lavoro del genere porti i suoi frutti nel tempo, aiuti a riflettere in modo critico sia noi che i bambini e le altre figure coinvolte. Poi pensaci: aver documentato tutto, giorno dopo giorno, potrà esserci molto d’aiuto e semplificherà la fase di valutazione a fine anno.&nbsp;</div><div>Se sei d’accordo, lascio a te la possibilità di decidere se farlo cartaceo o digitale (in quest’ultimo caso ti consiglio Padlet, il cui uso è molto immediato anche per chi accede per la prima volta, e se hai voglia posso mostrarti le sue funzioni). Pronta ad affrontare una nuova, stimolante sfida?"</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-13 17:03:23 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda attività _ Lettera a Camilla</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2339143354</link>
         <description><![CDATA[<div>Gentile Dottoressa Bianchi,<br>ho apprezzato la sua lezione e soprattutto il modo in cui viene da lei utilizzato il taccuino.<br>&nbsp;In particolare, mi è piaciuto il fatto che vi sia un forte coinvolgimento dei bambini e ragazzi e che dunque essi rimangano sempre al centro del loro processo di apprendimento. Loro, infatti, possono rileggere anche a distanza di tempo ciò che han fatto, riscoprire il loro percorso, autovalutare la propria crescita e i loro miglioramenti, perciò ritengo sia uno strumento molto utile per sviluppare competenze metacognitive. Inoltre, anche per gli insegnanti è un ottimo strumento di riflessione sul proprio fare, pone costantemente ad autovalutarsi. Anche il diario di bordo, che ho imparato ad utilizzare quotidianamente negli incontri di tirocinio, permette di fare ciò, ma rimane assente il coinvolgimento degli alunni e delle altre figure educative.&nbsp;</div><div>Ritengo che gli insegnanti debbano essere a conoscenza anche dei percorsi educativi che i bambini affrontano al di fuori della scuola, che ci sia un dialogo tra mondo educativo scolastico ed extra- scolastico, in quanto grazie a questo potremmo conoscere i bambini sotto diversi aspetti, infatti la scuola non mostra tutte le loro sfaccettature, che invece potrebbero emergere in contesti diversi. Altrettanto importante è che ci sia una condivisione della documentazione con gli educatori e le altre figure esterne alla scuola, così che si possano integrare diversi punti di vista in diverse situazioni e che insieme si possa lavorare in vista di obiettivi comuni.&nbsp;</div><div>Grazie per il suo intervento,&nbsp;<br>cordialmente,<br>Denise Cozzo&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-13 17:03:52 UTC</pubDate>
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         <title>Terza attività _ Feedback finale</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2339143744</link>
         <description><![CDATA[<div>Penso di aver compreso i punti focali di tutte le questioni viste finora, ma non ho ben capito il concetto di pensiero patico.<br>&nbsp;Mi è piaciuto affrontare la prima esercitazione, perché mi ha fatto ancor più ragionare sull’importanza del nostro corso di laurea e la sua articolazione e mi ha permesso di riflettere in modo critico su aspetti che davo un po’ per scontati o ponevo in secondo piano. Uno degli obiettivi del corso è la promozione di una capacità critica e riflessiva sull'analisi delle pratiche educative e didattiche e ritengo che le esercitazioni e attività affrontate finora stiano mirando soprattutto a questo. Ho inoltre capito ancor più l’importanza della documentazione come strumento di riflessione in itinere e a posteriori, come strumento di condivisone e collaborazione tra professionisti, come strumento per tenere traccia nel tempo di ciò che succede nel percorso educativo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-13 17:04:07 UTC</pubDate>
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         <title>Prima attività _ Il mio punto di vista sul diario di bordo</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2347019024</link>
         <description><![CDATA[<div>o Occasione per riflettere<br>o Comunicazione<br>o La sua stesura richiede molto tempo&nbsp;</div><div>Ho utilizzato per la prima volta il diario di bordo l’anno scorso, durante il tirocinio, nonostante lavori già da diversi anni all’interno della scuola, perché prima di intraprendere questo percorso universitario ne ignoravo la sua utilità.<br>&nbsp;Adesso ho imparato ad usarlo anche nel lavoro: quest’anno, per la prima volta nella mia carriera, sono insegnante di sostegno e ho proposto alla mia collega e all’educatore che segue lo stesso bambino, di utilizzarlo quotidianamente e in condivisione. Tutti e tre siamo entusiasti dell’utilità di questo strumento, perché ci permette innanzitutto di sapere cosa il bambino ha fatto e in che modo quando non siamo presenti, di tenere traccia di ogni cosa che succede, ma soprattutto ci permette di riflettere su diverse questioni: ad esempio, il bambino che seguiamo mostra spesso comportamenti problema molto gravi, che all’apparenza sembrano non scaturire da un evento nello specifico. Grazie però alla rilettura del diario e alla riflessione in itinere e a posteriori, stiamo iniziando a notare fattori comuni allo scatenarsi di questi comportamenti. Oltre ciò, la rilettura del diario ci permette di riflettere anche sul nostro operato, dunque questo strumento sta iniziando a guidare la nostra pratica educativa. Inoltre, il diario rappresenta uno strumento di comunicazione con la famiglia, che giornalmente è al corrente di quanto avviene a scuola. L’aspetto negativo che ho riscontrato riguarda il tempo necessario per la sua stesura che è davvero lungo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:32:33 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda attività _ Considerazioni, domande, curiosità da rivolgere ai tutor</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2347020581</link>
         <description><![CDATA[<div>Gentili tutor,<br>grazie per aver condiviso le vostre esperienze. Questi momenti sono fondamentali, perché ci permettono ancor più di connettere teoria e pratica.<br>Ho già utilizzato il diario di bordo l’anno scorso durante il tirocinio alla scuola dell’infanzia e lo uso tuttora nel mio lavoro, poiché quest’anno sono insegnante di sostegno e ho proposto alla mia collega e all’educatore che segue lo stesso bambino di tenere traccia del suo percorso educativo, per riflettere in itinere e a posteriori su diverse questioni. Per la sua stesura impieghiamo però molto tempo, perché ora per ora descriviamo tutto ciò che succede. A differenza nostra, mi sembra invece di aver capito che voi utilizziate questo strumento più nel momento di bisogno, quando ci si vuole focalizzare su qualcosa nello specifico. Questa modalità mi sembra più funzionale e sostenibile in termini di tempistiche.<br>Ho capito poi che il diario di bordo può assumere diverse forme: può essere cartaceo, digitale, schematico o più descrittivo. La scelta è personale e deve essere congeniale a chi lo scrive. Non ho domande particolari da porvi, poiché avete risposto ai dubbi che mi erano sorti già durante la lezione in aula.<br>Vi ringrazio,<br>cordialmente,<br>Denise Cozzo&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:33:14 UTC</pubDate>
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         <title>Prima attività _ Analisi dei disegni di ricerca</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2357314132</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-26 13:48:05 UTC</pubDate>
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         <title>SECONDA ESERCITAZIONE</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2357314607</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-26 13:48:21 UTC</pubDate>
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         <title>Prima attività _ Osservazione (punti di forza e di debolezza)</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2379179682</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo aver osservato il video, ritengo che uno degli aspetti positivi sia il fatto che le insegnanti abbiano scelto come argomento per il dialogo e il confronto un tema che fa leva sul coinvolgimento dei bambini: stimola curiosità e motivazione, voglia di esprimere la propria opinione e si collega ad esperienze vissute, dunque a qualcosa a loro vicino.&nbsp;</div><div>Ho trovato poi molto positivo che le insegnanti abbiano sempre lasciato molto spazio a ciascun bambino, permettendo loro di dar voce a tutto ciò che pensavano. Hanno rispecchiato, ripreso e rilanciato ciò che i bambini han detto rispetto alla loro esperienza.</div><div>Se devo trovare dei punti di debolezza, ho notato che a volta il clima era un po’ confusionario, ma ritengo che fosse dovuto alla voglia di intervenire dei bambini. Nonostante questo, le insegnanti hanno invitato al rispetto dei turni di parola e hanno riportato l’attenzione sull’argomento quando necessario.</div><div>Infine, ho notato che alcuni bambini, seppur pochi, son rimasti in silenzio; penso che le insegnanti avrebbero potuto cercare di far dare anche il loro contributo attraverso diverse strategie, stimolando un loro intervento, ma senza forzarli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-10 19:26:11 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda attività _ Osservazione (marker comportamentali)</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2379180161</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho scelto di analizzare l’indicatore “<em>relazione</em>” per la dimensione “<em>clima positivo</em>”.<br><strong>Prossimità fisica --&gt; </strong>7<br>I bambini e le insegnanti sono seduti molto vicini tra di loro, quasi tutti disposti in cerchio, in modo tale che tutti riescano a vedersi tra di loro. Anche chi è sugli spalti ha buona visuale delle persone che lo circondano. Lo spazio è ben strutturato.<br><strong>Attività condivise --&gt; </strong>4<br>I bambini condividono i loro pensieri e le loro esperienze con gli altri. Non tutti però danno il loro contributo (chi probabilmente per motivazioni caratteriali o chi per difficoltà linguistiche); quasi tutti però sembrano ascoltare gli interventi degli altri.<br><strong>Aiuto reciproco tra bambini --&gt; </strong>2<br>Nell’attività proposta ho riscontrato poco questo marker, in quanto non è un’attività in cui vi è un vero e proprio aiuto reciproco tra bambini. È forse possibile ritrovarlo solo in pochi casi, quando i bambini continuano il discorso che qualcun altro ha incominciato, anche se non si tratta di vero aiuto reciproco.<br><strong>Sintonizzazione emotiva --&gt; </strong>6<br>I bambini, nel descrivere le loro esperienze e opinioni, danno voce alle loro emozioni (chi ha paura di andare senza rotelle, chi è più coraggioso...) e ascoltano con interesse quelle degli altri. <br><strong>Conversazione sociale --&gt; </strong>5<br>La maggior parte dei bambini è coinvolto nella conversazione e scambia i propri pensieri con gli altri; qualche bambino rimane però escluso o si distrae.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-10 19:26:34 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Prima attività _ Criteri qualità dell’argomentazione</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2385082068</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo il mio parere, uno dei criteri che determinano la qualità dell'argomentazione all'interno di un'attività dialogica in aula è la scelta di un argomento di cui discutere che sia “aperto”, ovvero che permetta diverse risposte ed argomentazioni (non che implichi una sola semplice risposta “sì” o “no”), in modo tale da consentire un maggior scambio di idee e riflessioni. Tutto ciò che viene detto deve essere ben spiegato e giustificato.</div><div>Ritengo poi che l’argomento scelto debba essere ben comprensibile ai bambini a cui è rivolta l’attività e proposto con chiarezza; ancor meglio se riguarda qualcosa di vicino ai bambini, che catturi il loro interesse e mantenga alta la loro attenzione.</div><div>È importante poi che ad ogni bambino sia dato il giusto spazio per parlare, che si lasci loro lo spazio di cui hanno bisogno e non si metta fretta.&nbsp;</div><div>Infine, penso sia importante che l’insegnante gestisca i turni di parola, altrimenti si viene a creare una situazione confusionaria in cui le voci si accavallano l’una sull’altra e questo renderà più difficile l’ascolto da parte degli altri.&nbsp;</div><div>Più i bambini sono piccoli e più sarà necessario l’intervento dell’insegnante, più saranno grandi e più saranno autonomi nel gestire ciò.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 16:04:24 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda attività _ P4C</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2385082573</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda la valutazione del lavoro di conduzione della docente, riferendomi al criterio di validità logica dell’ART, ritengo che per la “pratica” 10 (<em>fornire le ragioni</em>) il punteggio corretto da attribuire sia 4 (in via di sviluppo), infatti l’insegnante chiede occasionalmente agli studenti di spiegare cosa pensano e perché (nel suo secondo intervento: “Perché?” e nel suo ultimo intervento “Su cosa sei d'accordo? Stai dicendo "no" a cosa?”), anche se ritengo che abbia chiesto spiegazioni nei momenti più appropriati e dove ce n’era bisogno.&nbsp;</div><div>Prendendo invece in considerazione la “pratica” 11 (<em>valutare le inferenze</em>), attribuirei il punteggio di 6: la docente incoraggia sistematicamente gli studenti a riconoscere e valutare le inferenze, come nel suo primo intervento (“L'orso avrebbe dovuto essere ucciso? Hai una posizione chiara su: l'orso avrebbe dovuto essere ucciso?”) o nel quinto (“Le persone hanno qualche responsabilità nel fatto che forse erano troppo vicine? Che tutti noi, con i nostri cellulari e le nostre macchine fotografiche, magari ce lo siamo un po' cercato?”). Gli interventi, anche in questo caso, non sono moltissimi, ma ci permettono di capire che l’insegnante sta cercando di far argomentare quanto detto dallo studente, di ampliare il proprio discorso e di scavare a fondo nelle sue convinzioni, facendolo ragionare.&nbsp;</div><div>Ritengo comunque che per una valutazione più accurata sulle pratiche dell’insegnante, servirebbe uno spezzone di video più lungo, con più interventi sia da parte degli studenti che dell’insegnante.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 16:04:43 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2385082573</guid>
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         <title>Avvio terza esercitazione (di gruppo)</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2385083559</link>
         <description><![CDATA[<div><em>1. Dopo aver studiato lo schema dell’ART (completo; 4 criteri e 11 pratiche), confrontatevi nel gruppo e riportate i 2 aspetti che ritenete più chiari e i due aspetti che, al contrario, vi sembrano meno più complessi da capire. Spiegate le ragioni ed eventuali posizioni diverse nel gruppo, specificando come siete arrivati alla risposta definitiva.&nbsp;</em></div><div><em>Aspetti chiari</em>:&nbsp;</div><ul><li>●&nbsp; la descrizione di ogni criterio, con i corrispondenti esempi, chiarisce il focus per valutare la qualità dell’argomentazione dell’insegnante e aiuta quest’ultimo/a a identificare le macro aree della sfera dialogica per avviare la valutazione;&nbsp;</li><li>●&nbsp; le 11 pratiche sono chiare e concise, intuitive e di facile comprensione. Si collegano ai 4 criteri in modo coerente, supportando le descrizioni e gli esempi dello schema.&nbsp;</li><li><em>Aspetti più complessi</em>:&nbsp;</li><li>●&nbsp; alla prima lettura non è chiaro capire se la valutazione dell’argomentazione è rivolta agli alunni o all’insegnante: “Essere chiari nel linguaggio e nella struttura delle nostre argomentazioni” (descrizione del criterio n. 2) ne è un esempio, la chiarezza del linguaggio riguarda il bambino o l’insegnante?&nbsp;</li><li>●&nbsp; il criterio n. 4 “VALIDITÀ LOGICA” è quello che solleva più dubbi tra i quattro: in che modo si collegano posizioni, argomenti e prove? Deve essere valutata la logica dell’insegnante nella sua argomentazione o la logica nelle risposte degli alunni?&nbsp;</li></ul><div><br><em>2. Pensando alla struttura della P4C e alla sua applicazione in classe (anche facendo riferimento a contesti scolastici che conoscete), quali criticità pensate ci possano essere?&nbsp;</em></div><div>L’argomento proposto, oggetto di discussione, potrebbe non incuriosire tutti i bambini e si rischia il coinvolgimento di pochi alunni. In aggiunta, l'applicazione della P4C in contesti di scuola primaria necessita di un'attenta selezione del materiale da cui partire per l'avvio del procedimento dialogico-argomentativo poiché potrebbe generare situazioni di disagio o di estraneità rispetto all'argomento <em>ivi </em>trattato. Infine, richiede un'adeguata e tecnica formazione per i/le docenti, i/le quali si trovano a non essere preparati rispetto ai criteri di validità logica e di pertinenza argomentativa.&nbsp;<br><br></div><div><em>3. In vista dell’incontro con Alina Reznitskaya, elaborate 2 domande che vorreste porle rispetto alle ricerche che ha condotto con gli insegnanti, alle criticità che ha trovato, ai risultati raggiunti?&nbsp;</em></div><div><strong><em>1</em></strong>. Gli insegnanti con cui ha collaborato per realizzare il suo lavoro di ricerca continuano ad utilizzare tale strumento nelle loro classi? In particolare quali sono stati i principali feedback che ha ricevuto da parte dei docenti sull’uso dell’ART?<br> <strong><em>2. </em></strong>Secondo lei, l’ART quanto può aiutare a coinvolgere gli insegnanti in una valutazione sistematica del loro lavoro di conduzione?&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 16:05:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2385083559</guid>
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         <title>Prima attività _ Risposta alle domande</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2397164831</link>
         <description><![CDATA[<div>· Pluralità dei punti di vista (condivisione) --&gt; 4 (in via di sviluppo)<br>Per quanto riguarda il primo criterio, mi sono autovalutata con un punteggio medio in quanto nel piccolo gruppo, sia nei lavori del percorso universitario, sia in ambito lavorativo, condivido le mie idee e i miei pensieri, cerco di dare il mio contributo e sono propensa all’ascolto di punti di vista differenti rispetto ai miei. Nel grande gruppo, invece, fatico ad emergere, avendo difficoltà a dire la mia per una questione caratteriale, prediligendo l’ascolto degli altri, anche se ritengo di star progressivamente migliorando.&nbsp;<br><br></div><div>· Chiarezza --&gt; 5 (avanzato)<br>In riferimento al criterio chiarezza, il punteggio è alto, infatti ritengo di essere chiara nel linguaggio e nelle argomentazioni. Questo aspetto è maturato nel tempo grazie ai percorsi scolastici e universitari intrapresi. Non ho utilizzato il punteggio massimo in quanto ritengo che forse, a volte, do per scontato alcuni passaggi/aspetti del discorso e potrei non esser compresa come vorrei dall’interlocutore.</div><div><br>· Accettabilità --&gt; 4 (in via di sviluppo)</div><div>Per il criterio di accettabilità, mi sono collocata in una posizione intermedia, poiché in alcuni casi non esplicito prove a sostegno della mia tesi se non sono espressamente richieste da una consegna, dandole per scontate. È sicuramente un aspetto su cui devo migliorare.<br><br></div><div>· Validità logica --&gt; 5 (avanzato)</div><div>Ho attribuito un punteggio alto per quanto riguarda la validità logica, in quanto credo di utilizzare la logica per collegare posizioni, argomenti e prove, di ragionare su cause e conseguenze e di essere in grado di fornire spiegazioni a ciò che sto dicendo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-24 19:23:42 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda attività _ P4C (chiarificare le idee)</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2397165373</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda la valutazione del lavoro di conduzione della docente, riferendomi al criterio di chiarezza dell’ART per la “pratica” 4 (<em>chiarificare le idee</em>), ritengo che il punteggio da attribuire sia il massimo, ovvero 6 (avanzato).</div><div>L’insegnante, infatti, riprende molto spesso le risposte degli studenti, parafrasandole o sintetizzandole e indirizzandoli a dare una risposta chiara, dettagliata e precisa. Inoltre, si confronta direttamente con lo studente per capire se ha compreso bene ciò che volevano dire. Ciò si può vedere ad esempio nei seguenti interventi: <em>“Ma tu hai detto [...] voglio solo che tu chiarisca”, “Quindi [...] quale posizione stai sostenendo allora?”, “Quindi avrebbe dovuto saperlo?”, “Quindi [...] qual è la tua opinione?”, “Quindi non è colpa dell’allenatore?”.</em></div><div>Analizzando invece gli interventi dei bambini, attribuirei il punteggio di 2/3 (non ancora/in via di sviluppo), poiché non parafrasano mai le frasi degli altri e non sempre si controllano l’uno con l’altro per assicurarsi che tutti comprendano la propria idea in modo accurato, anche se l’intenzione sembra esserci.</div><div>Solo a volte cercano di parafrasare quanto da loro detto, ad esempio nei seguenti interventi: <em>“Sto dicendo che è colpa di Zack”, “È quello che ho detto, ho detto che è colpa di Zack”</em>, di cui in un caso solo su sollecitazione dell’insegnante.</div><div>I bambini non rispettano il turno di parola e faticano a chiarificare le proprie idee, hanno spesso bisogno dell’intervento dell’insegnante.</div><div>Credo che ciò sia dovuto a una bassa familiarità con la Philosophy for Children e che la qualità delle argomentazioni degli studenti possa migliorare progressivamente proponendo più volte attività simili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-24 19:24:29 UTC</pubDate>
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         <title>TERZA ESERCITAZIONE</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2397166428</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1833932271/87259ff60d40618ad33b6f03ce9ff0a7/TERZA_ESERCITAZIONE_gruppo.pdf" />
         <pubDate>2022-11-24 19:26:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2397166428</guid>
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         <title>Prima attività _ Legame ART - competenze professionali</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2407891577</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo me, esiste un legame tra la capacità di un insegnante di valutare la qualità dell’argomentazione nella pratica didattica e le sue capacità come insegnante-ricercatore.<br>Infatti, sia l’insegnante che l’insegnante-ricercatore, nella loro pratica dovrebbero utilizzare l’osservazione e la documentazione.&nbsp;</div><div>L’insegnante, nel momento in cui deve valutare la qualità dell’argomentazione dei bambini/ragazzi deve osservare e documentare quanto viene detto, anche per vedere se nel corso del tempo la qualità migliora o meno.<br>Anche l’insegnante-ricercatore, dopo aver delineato l’oggetto di indagine e formulato la domanda di ricerca, dovrà osservare e documentare quanto viene detto per rispondere alla sua ricerca. Allo stesso tempo, ritengo che se si ha una buona capacità nella valutazione della qualità argomentativa nella pratica didattica, questa capacità possa riflettersi anche nella valutazione di un disegno di ricerca, poiché le pratiche utilizzate (osservazione e documentazione) sono le stesse.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-04 09:20:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Seconda attività _ Analisi della Simulazione (Video Inquiry Dialogue 1 e 2)</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2407891743</link>
         <description><![CDATA[<div>Focalizzandoci sul criterio di validità logica, per quanto riguarda la pratica 10 “<em>Fornire le ragioni</em>”, attribuirei un punteggio di 4 all’insegnante (in via di sviluppo), poiché credo che l’insegnante abbia chiesto spesso di spiegare le ragioni alla base delle opinioni degli studenti, ma non ha mai domandato da dove traessero queste convinzioni, sulla base di quali prove. Agli studenti darei un punteggio di 3 (in via di sviluppo), perché quasi tutti han cercato di dare almeno delle spiegazioni alle proprie affermazioni, anche se alcuni con difficoltà e in modo poco chiaro, ma senza esplicitare prove/fonti.&nbsp;</div><div>Invece, per la pratica 11 “<em>Valutare le inferenze</em>” darei un punteggio di 3 all’insegnante (in via di sviluppo), poiché gli studenti sono stati incoraggiati poco a valutare le inferenze e non è stato richiesto di esplicitare collegamenti tra gli interventi. Attribuirei un punteggio di 3 (in via di sviluppo) agli studenti, perché è stato difficile seguire i collegamenti logici tra i vari interventi e le varie posizioni.&nbsp;</div><div>La media del punteggio dell’insegnante è quindi di 3,5, quella degli studenti di 3, quella totale di 3,25.<br>&nbsp;Secondo me, per migliorare la pratica 10 “<em>Fornire le ragioni</em>”, il professore avrebbe potuto per esempio chiedere agli studenti di esplicitare le prove, le fonti per sostenere quanto stavano dicendo. Per migliorare la pratica 11 “<em>Valutare le inferenze</em>” invece avrebbe potuto approfondire i collegamenti logici tra le varie posizioni degli studenti.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-04 09:21:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2407891743</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Prima attività _ Competenze Insegnante Ricercatore</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2416259636</link>
         <description><![CDATA[<div>Ritengo che l’insegnante-ricercatore abbia una competenza osservativa: è infatti un insegnante in grado di compiere un’accurata osservazione del contesto classe, attraverso cui può raccogliere dati e informazioni che gli serviranno poi per valutare gli alunni.</div><div>È poi un insegnante con una competenza valutativa, poiché attraverso strumenti di diverso tipo, quale ad esempio l’ART, è in grado di valutare in maniera il più possibile oggettiva e critica gli studenti e sé stesso; infatti, grazie alle griglie è possibile verificare se sono presenti determinate pratiche e a che livello.</div><div>Al contrario, da quanto ho scritto, mi sembra non emerga la competenza relazionale, la capacità di essere presenti nella relazione, di saper entrare in contatto con l'altro, comprenderne le richieste, i bisogni e il punto di vista, ma ritengo che questa competenza fondamentale sia, per fortuna, il più delle volte interiorizzata nella professionalità del docente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-10 08:00:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Seconda attività _ Avvio Quarta Esercitazione</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2416259957</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli elementi principali (espliciti ed impliciti) della richiesta di Ivan sono:&nbsp;</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; Chi è l’insegnante-ricercatore e qual è il suo compito?</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; Professionalità dell’insegnante-ricercatore</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; Validità scientifica delle teorie</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; A cosa serve il cooperative learning? ( --&gt; nuove metodologie di insegnamento)</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; Utilizzo di termini chiari e semplici</div><div>&nbsp;</div><div>Una delle strategie argomentative che può essere efficace nella formulazione della risposta da dare a Ivan è sviluppare una sorta di dibattito, in cui si andranno a confutare passo dopo passo tutte le affermazioni errate di Ivan, portando anche esempi concreti sulla base della mia esperienza lavorativa e universitaria.</div><div>Un'altra strategia argomentativa è quella di utilizzare un linguaggio chiaro, diretto, di facile comprensione ma ricco di dettagli, fonti ed esempi, che possa convincere Ivan su quanto detto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-10 08:01:48 UTC</pubDate>
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         <title>QUARTA ESERCITAZIONE</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2416260046</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-10 08:02:16 UTC</pubDate>
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         <title>Prima attività _ Analisi Argomentazione (Simulazione Esame)</title>
         <author>denisecozzo</author>
         <link>https://padlet.com/denisecozzo/8cs3zlw0h94uy8jb/wish/2420398521</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda la pratica 10 (“<em>Fornire le ragioni</em>”) del criterio validità logica, attribuirei alle studentesse un punteggio di 3/4 (in via di sviluppo), perché hanno provato a spiegare, anche con tono molto convincente, il loro pensiero e come mai non erano d’accordo con quanto detto dalla controparte.&nbsp;</div><div>L’argomentazione però è rimasta fondamentalmente la stessa per tutto il dibattito e poco sviluppata, hanno fatto raramente esempi e non son riuscite a fornire prove, fonti e diverse argomentazioni solide su quanto detto.&nbsp;</div><div>Focalizzandomi invece sulla pratica 11 (“<em>Valutare le inferenze</em>”) del criterio validità logica, darei alle studentesse un punteggio di 3 (in via di sviluppo), poiché le studentesse non sempre collegano ragioni, argomenti e posizioni.&nbsp;</div><div>In particolare, una delle due studentesse fatica a ribattere alle affermazioni della controparte ed al contrario, quando ha l’occasione di parlare, continua il discorso che aveva iniziato precedentemente, senza rispondere direttamente a quanto detto dall’altro. L’altra studentessa, invece, nonostante sia intervenuta meno, è riuscita meglio a controbattere, rispondendo in maniera più diretta, precisa e concisa alle affermazioni.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-14 11:00:55 UTC</pubDate>
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