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      <title>Padlet sull&#39; Epitaffio di sicilo, Inno ad Apollo ed Inno a Nemesis by </title>
      <link>https://padlet.com/matoneandrea/8ar3wwn46bgg</link>
      <description>Fatto da Andrea Matone</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-05 15:26:33 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2017-04-05 15:51:55 UTC</lastBuildDate>
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         <title>                      Epitaffio di Sicilo</title>
         <author>matoneandrea</author>
         <link>https://padlet.com/matoneandrea/8ar3wwn46bgg/wish/164912536</link>
         <description><![CDATA[<div>è un documento musicale dell'antica Grecia, costituito da 12 righe di testo, di cui 6 accompagnate da notazione alfabetica greca di una melodia musicale frigia in otto misure, scolpite su una stele funeraria di marmo.<br><br></div><div>Tradotto in notazione moderna, dà questo risultato:<br><br></div><div>Il testo recita:</div><div><br></div><div>« Finché vivi, mostrati al mondo,</div><div><br></div><div> non affliggerti per nulla:</div><div><br></div><div> la vita dura poco.</div><div><br></div><div> Il tempo esige il suo tributo. »<br><br><br>                         <strong>     Inno ad Apollo<br></strong><br>La prima parte dell'inno è costituita da una scena celeste, raffigurante Apollo che arriva armato d'arco sull'Olimpo. Ad essa segue un saluto a Leto generatrice e quindi, introdotta da una Priamel,  la narrazione mitica vera e propria, ossia la nascita di Apollo a Delo. In essa il catalogo delle terre attraversate da Leto è seguito da un dialogo fra la dea e l'isola, poi dal racconto del parto divino. La conclusione di questa sequenza del canto, proiettata nel presente, comprende la descrizione della festa di Delo e la presentazione della figura del cantore, il “cieco di Chio”. La sezione pitica, dopo un breve raccordo, si apre pure con una scena celeste che esalta questa volta le doti artistiche di Apollo in quanto suonatore di cetra ed ispirato poeta. Essa riprende la presentazione iniziale del dio e insieme l'atmosfera festiva del congedo che conclude la sezione delia. Una seconda Priamel introduce, in accordo con lo schema contenutistico comune al componimento, il brano mitico. Esso è incentrato sui prodigi compiuti dal dio a Crisa nella Troade, sulla metamorfosi di quest'ultimo in delfino, sul salvataggio della nave cretese e sulla costituzione dell'oracolo a Delfi in seguito all'uccisione del mostro ctonio Pito, l'atto che segna la ricostituzione di una sorta di nuovo ordine cosmico. L'affinità strutturale con la sezione precedente si riscontra nella cura con la quale vengono riportate le località geografiche, scenario delle imprese del dio e nel dialogo tra quest'ultimo e la ninfa traditrice Telfusa, poi trasformata in fonte. L'ultima scena, seguita poi dal distico formulare di commiato, si sofferma sul reclutamento dei primi sacerdoti delfici e sulla modalità del rito pitico.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-05 15:27:20 UTC</pubDate>
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