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      <title>Il nostro viaggio di istruzione alla scoperta dell&#39;isola di Ventotene by CLAUDIA CARDINALI</title>
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      <description>Un&#39;avventura dentro le radici dell&#39;Europa</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-01 11:06:34 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-06-06 06:47:27 UTC</lastBuildDate>
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         <title>                          AREE PROTETTE </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>L' isola di Ventotene e quella di S. Stefano sono due perle nel Tirreno meridionale. Queste isole sono un vero patrimonio di cultura, storia e natura; per questi motivi da circa dodici anni questa realtà è diventata Riserva Naturale Statale ed Area Marina Protetta, per preservare, conoscere e donare a tutti la possibilità di visitare e conoscere questi luoghi unici.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</blockquote><div><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong><mark>&nbsp; FINALITA'</mark></strong><br><br>L'area Marina Protetta "Isole di Ventotene e Santo Stefano"<br>ha lo scopo di proteggere l'ambiente ( fauna, flora, ecosistemi),&nbsp; tutelando e valorizzando le risorse biologiche della zona. <br>Si promuove lo sviluppo&nbsp; di attività economiche come la pesca sostenibile e il turismo responsabile. <br>Si effettuano programmi di studio e di ricerca scientifica nei settori dell' ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell' area.<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <br>                         &nbsp; &nbsp; <strong><mark>BIOLOGIA MARINA</mark></strong></div><div><br></div><div>La biologia marina di Ventotene presenta fondali caratterizzati da ristringimenti e recessi, favoriti anche dal processo erosivo che causa molte frane. La presenza di grotte e di franate crea ambienti pallidi a bassa profondità che ospitano specie tipiche di fondali più profondi.<br><br></div><div>Nelle acque di Ventotene ci sono colori come il verde scuro, il rosso cupo e il violetto; questi colori sono stati stabiliti dalla presenza di celenterati, poriferi e varie specie di alghe incrostanti.&nbsp;<br><br></div><div>Le volte delle grotte sono ravvivate dal colore arancio delle margherite di mare, dove è possibile incontrare animali notturni come polpi e morene.<br><br></div><div>Nelle zone sabbiose ci sono praterie di POSIDONIA OCEANICA, importante pianta, perché svolge la funzione di “effetto barriera”,<br><br></div><div>impedendo l’erosione del litorale. &nbsp;<br><br></div><div>Queste praterie ospitano numerosi tipi di invertebrati, alghe, microrganismi e pesci (triglie, pesci pettine, rombi…)<br><br></div><div>L’isola, essendo lontana dalla terra ferma, permette di incontrare anche grossi pesci, come: ricciole, tonni, lampughe …<br><br></div><div>Sono stati segnalati anche cetacei: capodogli, stenelle e delfini comuni.<br><br></div><div>È stata avvistata anche la tartaruga comune (Caretta Caretta)&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong><mark>&nbsp; &nbsp;VEGETAZIONE</mark></strong><br><br></div><div>L’isola anticamente era ricoperta da lecceta e lungo la costa da macchia mediterranea, oggi la vegetazione è cambiata a causa&nbsp; dalle attività umane: come il disboscamento, gli incendi, le coltivazioni agricole (lenticchie).<br><br></div><div>&nbsp;Sono state introdotte anche piante esotiche (fico d’india, agave, aloe…).<br><br></div><div>Nelle aree più degradate domina la ginestra, i cardi selvatici, i rovi, la carota selvatica…<br><br></div><div>Nei pendii e nelle zone non coltivabili vi è presente la vegetazione originaria, quindi troviamo il leccio, il ginepro, il mirto, il rosmarino, l’euforbia… e piante rare come la Palma Nana, il Fiordaliso delle scogliere…<br>&nbsp; <br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong><em><mark>ORNITOLOGIA<br><br></mark></em></strong>In primavera, gli uccelli migratori che hanno trascorso l'inverno in Africa si dirigono verso nord per nidificare; dal 1988 l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) coordina il PROGETTO PICCOLE ISOLE (PPI), che si basa su una fitta rete di stazioni insulari e costiere distribuite nel Mediterraneo. La tecnica dell'inanellamento consente il marcaggio individuale degli uccelli mediante un leggerissimo anello posto alla zampa. Nell'ambito di questo&nbsp; progetto Ventotene è sin dall'inizio risultata un sito di straordinaria importanza ornitologica.&nbsp; L'isola accoglie enormi numeri di uccelli. Ventotene è visitata da uccelli diretti verso aree geografiche vastissime. Tra le specie che invece nidificano sull'isola, quelle di particolare valore naturalistico sono la Berta maggiore, la Berta minore ed il Falco Pellegrino.<strong><em><mark><br><br></mark></em></strong><br><br><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-11 08:58:00 UTC</pubDate>
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         <title>Ventotene</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ventotene è un comune italiano di 715 abitanti in provincia di Latina.<br>Ventotene è la più meridionale delle isole Pontine, ed è bagnata dal mar Tirreno è Situata a metà della rotta tra Ponza e Ischia.<br>&nbsp;Ventotene ha una forma allungata in direzione nordovest-sudest, con una lunghezza massima di 2900 m e una larghezza massima di 900 m.&nbsp;<br>Il porto d'imbarco principale per raggiungere l'isola è quello di Formia, La spiaggia di Cala Nave è la più estesa e rinomata di Ventotene, essa è situata nella zona nord-orientale dell'isola, vicino al porto, gli abitanti di Ventotene hanno origini campane e si sente nel dialetto e nella cucina tradizionale. Chi arriva a Ventotene con il traghetto oppure attracca al porto con barca privata è tenuto<br>a pagare una tassa di sbarco di 1,50 euro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-11 09:01:08 UTC</pubDate>
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         <title>MONUMENTI </title>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong><mark>ANTICHITA’</mark></strong></div><div>Ventotene è ricca di monumenti, oggi parleremo del Porto Romano, le Cisterne Romane, Villa Giulia e la Peschiera Romana.&nbsp;</div><div>Ventotene, come anche le isole nei suoi dintorni, fu colonizzata dai Romani. Le tracce più significative dell’ epoca romana sono quelle del Porto Romano. Nella galleria di tufo si possono vedere costruzioni moderne come negozi e uffici turistici. Infine, non mancano i resti di sontuose ville romane, per esempio quella dell’Imperatore Ottaviano Augusto.</div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;IL PORTO ROMANO</mark></strong></div><div>Il porto vecchio di Ventotene è stato costruito dagli antichi Romani. È stato realizzato in una rientranza artificiale che consente l’entrata d’imbarcazioni di tutte le dimensioni.</div><div>Questa è un’opera ingegneristica di grande valore storico che testimonia il livello di civiltà e di competenze dei Romani. Per la realizzazione dell’approdo fu necessario asportare circa 60.000 metri cubi di tufo. I romani scolpirono bitte, depositi e banchine per consentire l’ancoraggio delle imbarcazioni. Appena scesi dall’aliscafo o dal traghetto possiamo vedere il porto di Ventotene di cui i depositi sono occupati da negozi, bar e centri diving, ma la struttura è ancora quella realizzata millenni prima. Il Porto Romano è un bacino scavato nel tufo a scopo protettivo, ancora oggi, la struttura è un importante riparo per le imbarcazioni da vento e condizioni metereologiche avverse.&nbsp;</div><div>Il porto moderno è stato costruito in perfetta armonia con quello romano. È l’attracco per i traghetti e gli aliscafi, mentre il porto vecchio è il luogo dei pescherecci e delle imbarcazioni.</div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;LE CISTERNE ROMANE</mark></strong></div><div>Le Cisterne Romane sono un due vasche realizzate per la raccolta dell’acqua piovana e per garantire all’isola un adeguato approvvigionamento idrico, visto che l’isola è priva di sorgenti adeguate. L’acquedotto Romano consisteva in sei grandi cisterne scavate nel tufo, ma oggi ne restano solo due ovvero la Cisterna di Villa Stefania e quella dei Detenuti. Si trovano vicino a Piazza Castello e sono ancora intatte grazie all’utilizzo del coccio pesto di cui sono rivestite. Furono riutilizzate nel corso dei secoli ed inoltre sono ricche di segni della presenza dell’uomo con dipinti, firme e graffiti.</div><div><br><br></div><div><strong><mark>VILLA GIULIA</mark></strong></div><div>Villa Giulia si trova sul promontorio di Punta Eolo, a nord di Ventotene. Essa è una villa enorme lunga ben 300 metri e larga 100. Era nata come residenza estiva imperiale, ma presto trasformatisi in un luogo d’esilio.&nbsp;</div><div>Giulia fu una delle 5 donne che visse in esilio dorato a Ventotene, le altre furono Agrippina Maggiore, Livilla, Ottavia e Flavia Domitilla. Questa villa prese il nome da Giulia. Avevano a disposizione ,oltre agli schiavi, all’allevamento ittico e ai generi alimentari di ogni tipo, anche un reparto termale tutto per loro. Durante la visita guidata si possono vedere ancora i resti di questa villa. Nel corso dei dei secoli, a partire dal ‘600, furono portati via colonne, marmi e statue.&nbsp;</div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;LA PESCHIERA ROMANA</mark></strong></div><div>Vale la pena visitare anche la Peschiera Romana, che si trova ai piedi del faro di Ventotene ed è poco distante dal porto. È raggiungibile anche a nuoto ed è stata realizzata dai romani. Nella Peschiera Romana venivano allevati i pesci per la dieta delle persone che soggiornavano nell’isola per esilio o per ozio imperiale. È formata da tre vasche scavate nel tufo&nbsp; collegate al mare tramite canali e separate da saracinesche con minuscoli fori che garantivano il ricambio d’acqua ma impedivano il passaggio dei pesci.&nbsp; Ogni vasca corrisponde a un momento diverso dell’allevamento: cibo, riproduzione, periodica pulizia degli ambienti ad opera degli schiavi. Oggi la maggior parte della costruzione è sommersa dall’acqua.</div><div><br><br><br></div><div><strong><mark>PER QUANTO RIGUARDA L'EPOCA ODERNA, POSSIAMO TROVARE...</mark></strong></div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;IL CASTELLO E IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI VENTOTENE</mark></strong></div><div>E’ stata costruito durante la dominazione borbonica nel&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; XVIII secolo. Oggi è sede del Municipio e del Museo Archeologico di Ventotene. Si può ammirare la ricostruzione dell’isola all’epoca dei Romani e si possono apprezzare i reperti archeologici esposti, che testimoniano l’importanza dell’isola nelle rotte economiche del Mediterraneo.</div><div>&nbsp;</div><div><br></div><div><strong><mark>&nbsp;CARCERE DI SANTO STEFANO</mark></strong></div><div>Il carcere di Santo Stefano si trova nell’isola di Santo Stefano ed&nbsp; è stato realizzato tra il 1794 e 1795, durante l’epoca borbonica.&nbsp;</div><div>Questa struttura fu realizzata dall’architetto Francesco Carpi su richiesta di Ferdinando IV di Borbone. Dopo nove anni morirono 1.250 detenuti, di cui solo 200 di morte naturale, il carcere è stato chiuso nel 1960. Oggi si parla di progetti per farne un Hotel o un Centro Congressi. &nbsp;<br>Ora il carcere non è più in uso e si può visitare con dei tour privati. Recentemente (giugno 2022) una parte dell’isola ha preso fuoco.</div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;RAMPE BORBONICHE</mark></strong></div><div>Il centro storico è unito al Porto Romano tramite sei rampe coloratissime e suggestive realizzate in epoca borbonica. Inoltre è una scalinata a zig-zag che porta velocemente tra le strade di Ventotene.</div><div><br><br></div><div><mark>&nbsp;</mark><strong><mark>PIAZZA CASTELLO</mark></strong></div><div>Piazza Castello è la piazza principale di Ventotene e si affaccia sul castello Borbonico, oggi municipio e museo archeologico. Ci sono bar e libreria “ l’Ultima spiaggia ", ricca di volumi e fumetti sulla storia di Ventotene e sulla nautica.</div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;IL FARO DI VENTOTENE</mark></strong></div><div>Anche se il faro non è un’attrazione è un luogo perfetto per chi volesse avere una bellissima vista del tramonto sull’isola. Ai piedi del faro ci sono interessanti strutture, ovvero tre vasche ricavate dalla roccia. Prima c’era un tempio dedicato a una dea.</div><div><br><br></div><div><strong><mark>&nbsp;DIVING</mark></strong></div><div>Il relitto del Santa Lucia è un piroscafo abbattuto il 25 luglio 1943 dall’aviazione inglese. Oggi si trova a 50 metri di profondità, poco distante da Punta Eolo. La nave era partita da Ponza ed era diretta a Gaeta, si sarebbe dovuta fermare a Ventotene, ma non fece in tempo a causa dei bombardamenti che la fecero affondare. Questo relitto è diventato anche uno dei punti di immersione più famosi di Ventotene, per questo l’isola è una delle mete preferite dagli amanti del diving, che hanno a disposizione diversi punti dove immergersi alla scoperta di fondali meravigliosi.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-13 10:26:33 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/claudiacardinali/8810mqdbkeyktfo4/wish/2591735509</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>LEGGENDA<br></strong><br></div><div>Ventotene è conosciuta come isola delle sirene; infatti, secondo l’Odissea è proprio qui che Ulisse stringendo i denti è riuscito a resistere al potente canto delle sirene, ripensando alla sua bellissima moglie Penelope da cui voleva tornare. &nbsp;<br><br></div><div>Le sirene durante le loro giornate cantano e incantano gli uomini che passano da quelle parti, per poi imprigionarli e riservargli il loro stesso destino (quello di restare sull’isola per il resto della loro vita).<br><br></div><div>Ulisse però a differenza degli altri uomini è molto furbo e sa cosa gli sarebbe accaduto se non avesse fatto niente: riempie di cera le orecchie di tutti i suoi compagni così da non sentire il canto infernale delle sirene.<br><br></div><div>Di seguito si fa legare dai suoi compagni all’albero della nave.<br><br></div><div>Alla fine, tutto questo funziona e Ulisse riesce a sfuggire alle sirene.<br><br></div><div>&nbsp;Dopo, l’isola venne utilizzata per l’esilio di lusso di persone reali non gradite a corte.<br><br></div><div>Tra questi possiamo riconoscere Giulia, figlia di Augusto e successivamente, altre quattro donne romane: Agrippina Maggiore, Livilla, Claudia Ottavia e Flavia Domitilla.<br><br></div><div>Giulia tra queste fu la prima ed oggi è la più famosa, tanto che a Ventotene la villa in cui lei ha alloggiato durante l’esilio è ancora esistente e porta il suo nome (si trova a punta Eolo). Per quanto riguarda la vita, Giulia ricevette un’educazione molto severa e nel 2 a.C., fu arrestata per adulterio e accusata di aver complottato contro l’imperatore. Augusto non ebbe il coraggio di condannare la sua amata figlia a morte e la esiliò sull’isola. Giulia rimase a Ventotene cinque anni poi però ottenne il permesso per andarsene, ma non poté mai tornare a casa, infatti, di seguito fu esiliata a Reggio Calabria. Per suo padre inoltre rimase sempre una persona non grata; Infatti, dopo la sua morte le sue ceneri non furono nemmeno ammesse al mausoleo di famiglia. Tutti possiamo immaginare una prigione ma ci resta più difficile immaginare che un’intera isola possa esserlo.&nbsp;<br><br></div><div><strong>MEDIOEVO<br></strong><br></div><div>Più recentemente Ventotene nel Medioevo e nel Rinascimento ospitò una comunità di cistercensi cioè un ordine monastico di diritto pontificio, probabilmente legato all’abbazia di Santa Maria di Ponza. Dal punto di vista ecclesiastico apparteneva alla Diocesi di Ischia già nella prima metà del XIII secolo. Fu affidata da Papa Sisto IV ai Carafa, poi ai conti Petrucci e infine nel 1542 alla famiglia Farnese.<br><br></div><div><strong>PERIODO BORBONICO<br></strong><br></div><div>Nel 1734, dopo la morte di Elisabetta Farnese, il potere passa nelle mani di Carlo III di Borbone e le isole pontine divennero patrimonio del Re di Napoli ma purtroppo inizia anche la spoliazione del patrimonio archeologico da parte in particolare dell'ambasciatore inglese presente a Napoli. Federico IV di Borbone nel 1772 attiva il ripopolamento dell'isola di Ventotene. Trasporta sull'isola ventotto famiglie provenienti da Torre del Greco, Torre Annunziata, Ischia, Napoli, Amalfi e da Gioia del Cilento. Agli agricoltori viene dato un terreno, la casa e degli strumenti agricoli, mentre ai pescatori le barche e gli strumenti per pescare, con l'impegno che successivamente potevano anche optare per l'agricoltura. Il progetto di urbanizzazione venne seguito da Antonio Winspeare (maggiore del genio militare) e dall'ingegnere Francesco Carpi, che restò a Ventotene per vent'anni e partecipò alla costruzione del carcere sull'isolotto di Santo Stefano, realizzò le rampe di accesso che collegano la chiesa al porto e il nuovo carcere circondato da un fossato.&nbsp; Nel luglio del 1768 vengono iniziati i lavori per la costruzione del borgo e nel 1769 viene costruita la chiesa di Santa Candida che sarà poi consacrata nel 1774. L’ isola viene destinata inizialmente a ospitare forzati ed ex cortigiane, poi a partire dal 1772 ospiterà principalmente coloni provenienti da Napoli e dalla penisola sorrentina. Il 13 ottobre 1770, tramite un decreto legge del re di Napoli, la diocesi di Ischia cedette l’isola di Ventotene all’arcidiocesi di Gaeta. Nel 1795 viene completata la costruzione del carcere sull’isola di Santo Stefano dove vengono rinchiusi gli ergastolani e dal 1813 i prigionieri politici. Mentre nel 1806 il Regno Di Napoli cadeva sotto il governo di Giuseppe Bonaparte, le isole di Ponza e Ventotene rimasero sotto controllo borbonico. Solo nel 1808, con l’ascesa al potere di Gioacchino Murat le Isole Ponziane entrarono nel dominio napoleonico. Ciò permise nel 1810 l’istituzione del comune di Ventotene. Il comune verrà confermato anche da Ferdinando IV, tornato sul trono napoletano, nel 1816. Durante gli anni del Risorgimento a Santo Stefano vengono rinchiusi diversi patrioti che si opponevano al dominio borbonico, fra i quali Luigi Settembrini (scrittore e patriota italiano).<br><br></div><div><strong>REGNO ITALIA<br></strong><br></div><div>Qui soggiornavano persone non gradite al regime, come come Sandro Pertini, Eugenio Colorni, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi.Furono Rossi e Spinelli a scrivere i testi fondanti dell’UE, uno dei quali noto come Manifesto di Ventotene, che a portarlo in Italia fu la moglie di Colorni: Ursula Hirschmann.<br><br></div><div>Nel 1861 l’isola passa sotto il regno d'Italia, mantenendo però, insieme all’isola di Santo Stefano,&nbsp; il titolo di colonia penale destinata agli ergastolani. Qui sconterà la sua pena l’anarchico Gaetano Bresci, responsabile dell’assassinio del re&nbsp; Umberto I di Savoia avvenuto a Monza nel 1900,<br><br></div><div>A partire dal 1926, durante il periodo fascista, l’isola di Ventotene diventa un confino politico, alcuni anni dopo, precisamente nel 1934 passa dalla provincia di Napoli alla provincia di Latina.<br><br></div><div>Nel 1941 i tre confinati di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni scrissero il manifesto “ PER UN’EUROPA LIBERA E UNITA”&nbsp; noto in seguito&nbsp; con il, nome di MANIFESTO DI VENTOTENE che, durante le guerre mondiali, richiedeva l'unione tra i paesi europei.&nbsp;<br><br></div><div>Questa richiesta fu poi fonte di ispirazione per il processo di integrazione europea terminato con la nascita dell'attuale UNIONE EUROPEA avvenuta nel 1992.<br><br></div><div>&nbsp;Il 24 luglio del 1943, mentre era in atto la seconda guerra mondiale, quattro aerosiluranti Bristol Beaufighterm affondarono la nave postale “Santa Lucia", in cui persero la vita da 60 a 100 persone e solo cinque di loro furono sopravvissuti .<br><br></div><div>Tre giorni dopo, con la caduta del fascismo, i confinati presero il controllo dell'isola istituendo “la Repubblica di Ventotene”.<br><br></div><div>Intorno alla fine del 1943 l’isola era utilizzata come ripostiglio per i 114 soldati dell’esercito tedesco che difendevano una stazione radar da eventuali attacchi degli alleati della seconda guerra mondiale.<br><br></div><div>Nella notte dell’8 dicembre del 1943, un’imbarcazione PT boat&nbsp; americana sbarcò al porto romano di Ventotene con 46 uomini del 509º Battaglione Paracadutisti, guidati dal capitano della Marina statunitense, Douglas Fairbanks , che riuscirono a convincere il capitano tedesco di cessare ogni resistenza, mentendo sul numero reale delle truppe e delle navi che circondavano l’isola.&nbsp;<br><br></div><div>I soldati tedeschi, spaventati, distrussero l’avamposto e le loro armi prima di accorgersi di essere caduti in pieno nella loro trappola. E’ così che l’isola di Ventotene fu liberata alle tre del mattino del 9 dicembre 1943 senza la necessità di uno scontro armato.<br><br></div><div>In seguito alla liberazione d’Italia del 25 aprile 1945, Ventotene passa di nuovo all’Italia.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><strong>DAL SECONDO DOPOGUERRA<br></strong><br></div><div>Nel 1965 il carcere di Santo Stefano viene definitivamente chiuso. Negli anni del dopoguerra si assiste a sono una forte emigrazione e anche la popolazione isolana cala sensibilmente. Nel 1986 nel piccolo cimitero dell’isola viene sepolto per sua espressa volontà, Altiero Spinelli, politico e scrittore italiano, considerato padre fondatore dell’Unione Europea per la sua influenza sull’integrazione europea post-guerra. Sull’isola venne scritto uno dei testi fondanti dell’Unione europea che passerà alla storia come il “Manifesto di Ventotene”. Il Manifesto di Ventotene aveva come titolo originale “PER UN’ EUROPA LIBERA E UNITA”, esso è un documento originariamente articolato in quattro capitoli diffuso clandestinamente, con lo scopo di promuovere l’unità europea. Fu scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni nel 1941 durante il periodo di confino presso l’isola di Ventotene; Colorni ne scrisse personalmente la prefazione. Il Manifesto è oggi considerato uno dei testi fondanti dell’Unione europea in quanto prefigura la necessità di istituire una federazione europea dotata di un parlamento e di un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali quali l’economia e la politica estera. Nel 1944, poco prima di essere ucciso, Eugenio Colorni ne curò la redazione in tre capitoli: il primo (La crisi della civiltà moderna) e il secondo (Compiti del dopoguerra: l’unità europea) interamente elaborati da Spinelli, come anche la seconda parte del terzo (Compiti del dopoguerra: la riforma della società), mentre la prima parte di quest’ultimo venne definita da Rossi. Il Manifesto venne diffuso prima in Italia e poi in Europa grazie ad alcune donne, tra le quali Ursula Hirschmann la donna dagli occhi neri sposata con Colorni e Ada Rossi. Accanto alla lapide di Spinelli, vi è quella del federalista Luciano Bolis, morto nel 1993. Qui si trovano inoltre la lapide di Antonio Saggio, avvocato generale alla Corte di Giustizia Europea e presidente del tribunale di prima istanza alla Corte di Lussemburgo (primo e finora unico italiano che sia stato tale). Nel 1997 viene istituita l’area naturale marina protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano. Nel maggio 2006 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano compie a Ventotene la sua prima visita istituzionale, in occasione dei vent’anni dalla morte di Altiero Spinelli.<br><br></div><div><strong>IL CONFINO<br></strong><br></div><div>L'isola di Ventotene è da sempre un luogo ideale di segregazione, che fu individuata nel periodo fascista, come colonia di confino politico.Il regime fascista per non causare pericolo allo Stato decise di inviare sull' isola donne e uomini coraggiosi, allontanandoli dalle loro attività e umiliandoli nella loro dignità. Ma inconsapevolmente il regime fascista trasformò l'isola in un occasione unica e irripetibile&nbsp; per la storia futura. L'isola si trasformò divetando un luogo di testimonianza e di riscatto per tutti coloro che si opponevano alla violenza.Il confino politico era regolato da articoli del 1926 ,leggi che avevano abolito i Partiti e i Sindacati e le associazioni antifasciste. Con queste leggi fu istituito il Tribunale Speciale per la difesa dello stato e la Commissione&nbsp; Provinciale che assegnava il confino.Lo scopo del confino era di allontanare gli individui pericolosi per lo stato e per la sicurezza pubblica, cosi finirono al confino anche gli Omosessuali,i religiosi di fede diversa,i testmoni di Geova e gli Evangelisti.Per finire al confino bastava poco, come si ricava dalle 12000 ordinanze emesse dalle Commissioni Provinciali: partecipare al funerale di un comunista, deporre fiori sulla tomba di un antifascista, ironizzare o raccontare barzellette sul fascismo, diffondere notizie ascoltate da una radio straniera, leggere libri ritenuti rivoluzionari, cantare inni considerati rivoluzionari, anche in abitazioni private. Festeggiare il primo maggio era poi considerata un oltraggio per il regime fascista.Reati sufficenti per finire al confino.Diversamente dal vecchio domicilio coatto, il confino era una misura proventiva volta a liberarsi degli oppositori politici senza ricorrere ad un processo.La durata del confino era di cinque anni ,ma spesso allo scadere del periodo si utilizzava il meccanismo del rinnovamento ,perchè se il confinato non si pentiva costituiva ancora un pericolo.Per attuare le misure di soffocamento contro gli antifascisti il governo si dotò di una nuova forza ,una polizia segreta l’OVRA, mentre la milizia fascista, M.V.S.N., fu individuata come colonia confinante.La storia della colonia di confino politico inizia nel 1930, quando il Ministero degli Interni decise di chiudere la colonia di Lipari, anche inseguito alla fuga di Carlo Rosselli, Emilio Lussi e Fausto Nitti. Il Ministero degli Interni individuò nell’ isola di Ventotene ,il luogo che meglio rispondesse, date le ridotte dimensioni e la scarsa accessibilità delle coste, alle ragioni di sicurezza, il più adatto ad “ospitare” i confinati più pericolosi ed irriducibili, comunisti ed anarchici. La colonia divenne veramente importante, dal punto di vista quantitativo, per i nomi dei suoi confinati, solo a partire dal 1939. Da quella data il capo della polizia, Arturo Bocchini, progettò per l’isola la nascita di una vera e propria colonia confinaria dove concessare i più pericolosi avversari dello stato. Fu costruita a tale scopo una cittadella confinaria, con un’imponente caserma per gli agenti di PS, 12 padiglioni,&nbsp; e uno che fù destinato alle donne, uno ai tubercolotici e un’infermeria e fu trasferito.<br><br></div><div>La storia della colonia di confino politico iniziò nel 1930, quando il Ministero degli interni chiuse la colonia di Lipari a causa della fuga di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti che dalla Sicilia fuggirono a Ventotene l’ isola che gli sembrava più adatta per nascondersi. La colonia divenne importante nel 1939 quando fu ridimensionata la colonia di Ponza. Da quell’ anno il capo della polizia Arturo Bocchini, progettò per l’ isola la nascita di una vera colonia dove mandare i più pericolosi del regime. Nell’ isola si creò una città, con una caserma con 12 padiglioni per le donne e&nbsp; per i tubercolotici, con un’ infermeria e con un reparto di milizia volontaria. Le persone che facevano il controllo lungo le coste e per mare erano più di 350 e su 800 confinati la metà era costituita da comunisti, anarchici e&nbsp; socialisti.&nbsp; Il confinato una volta arrivato a Ventotene veniva sottoposto a molti controlli, gli venivano tolti i documenti personali e gli veniva dato il libretto rosso, che conteneva le pene che avrebbero dovuto scontare.Esso poteva passeggiare in un percorso limitato, al centro del paese, senza superare il limite di confino. Il confinato aveva molti obblighi tra cui, rispettare gli orari di uscita ed entrata nei cameroni e rispondere, agli appelli; non poteva avere nessun rapporto con gli abitanti comuni, non poteva entrare nei locali, non poteva partecipare a riunioni o intrattenimenti, non poteva parlare di politica, ascoltare la radio, non poteva avere carta se non dalla direzione e poteva scrivere, con le persone autorizzate dalla direzione, una lettera a settimana. Alcuni confinati speciali, avevano anche&nbsp; un milite che li seguiva ovunque.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-15 18:13:32 UTC</pubDate>
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         <title>ASPETTO FISCO</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ventotene è un'isola del Mar Tirreno, posta al confine tra Lazio e Campania. L'isola ha origini vulcaniche, essa ha una forma allungata, misura circa 1,9 chilometri quadrati ed un'altitudine massima di 139 metri. La formazione di Ventotene ebbe inizio circa 1.700.000 anni fa da grandissime eruzioni vulcaniche e si concluse circa 500.000 anni fa. Il mare a Ventotene è pulito ed è protetto, anche se solo in parte, da una riserva. Il fondale è scuro, a causa delle rocce tufacee e basaltiche dell’isola e l’acqua ha un colore intenso e blu; La costa di Ventotene è per lo più rocciosa, c’è però qualche bella spiaggia.</div><div>L’area marina protetta di cui fanno parte Ventotene e Santo Stefano è visitabile</div><div>attraverso le escursioni che si possono prenotare al porto di Ventotene sono vietate la pesca e la navigazione. Il clima dell’isola fi ventotene è assi mite, di tipo mediterraneo caratterizzato da inverni miti e poco piovosi con scarse escursioni&nbsp; termiche giornaliere, e da estati calde e umide sebbene ventilato.Ventotene ospita anche un importantissimo museo e&nbsp; osservatorio ornitologico per le osservazioni degli uccelli che migrano dall’africa all’europa.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-24 15:02:27 UTC</pubDate>
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         <title>FESTA E GASTRONOMIA</title>
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         <description><![CDATA[<div>LA FESTA DI SANTA CANDIDA<br><br>Ogni 20 settembre, nell’isola di Ventotene, si festeggia Santa Candida, patrona del paese.<br>La statua di Santa Candida viene portata in processione per le vie dell’isola, a spalla, e si conclude con l’arrivo della Santa al porto, dove si tiene la processione in mare con i fuochi d’artificio, infine, si reca la statua nella caletta dove, presumibilmente venne ritrovata la salma. Si comincia con la gara delle mongolfiere di carta, meglio conosciute a Ventotene come <em>“o’ pallon”</em>, in cui le varie scuole dell’isola si sfidano sul pallone di carta più bello, si continua poi con i giochi, Infine i fuochi a mezzanotte.<br><br>LA STORIA DI SANTA CANDIDA<br><br>Santa Candida era una fanciulla di Cartagine e gli editti contro il cristianesimo portarono all’arresto di molti fedeli tra cui lei. La leggenda narra che lei fu torturata e martirizzata a Ponza, il corpo gettato a mare e rinvenuto a Cala Pozzillo a Ventotene, il 20 settembre.<br><br>COSA MANGIARE A VENTOTENE?<br><br>Prodotti di mare e di terra freschissimi sono alla base della cucina isolana. Dalla loro fusione nascono piatti davvero unici. Tra i piatti tipici, vale la pena provare gli gnocchi di mare e le famose lenticchie di Ventotene, spesso servite in una squisita zuppa, non mancano gustosi vini locali.<br>Il menù di un’isola non può mancare di una vasta offerta di piatti a base di pescato di giornata e a Ventotene solo molto apprezzati i crostacei.<br><br>Come primi piatti da non perdere abbiamo:</div><ul><li><em>Linguine con granchio fellone.</em></li><li><em>Spaghettoni terra e mare (vongole e asparagi).</em> </li><li><em>Paccheri con pescatrice e capperi.</em></li><li><em>Zuppa di lenticchie di Ventotene.</em></li></ul><div><br>Come secondi piatti:</div><ul><li><em>Calamari ripieni.</em></li><li><em>Murena in scapece.</em></li><li><em>Polpo e lenticchie.</em></li><li><em>Cianfotta di Ventotene.<br></em><br></li></ul><div>&nbsp;&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-31 14:33:01 UTC</pubDate>
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