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      <title>Un pezzetto di noi! by Francesca Alessi</title>
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      <description>Perchè è più bello se ci conosciamo davvero</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-14 13:34:51 UTC</pubDate>
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         <title>Arte </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>Rinascita<br></mark></strong>Un giorno d’estate su un pesco altissimo, una <em>Pesca</em> si distingueva per la sua superbia e per la presunzione di essere migliore delle altre, per questo veniva spesso esclusa, le altre si tenevano ben distanti da lei pur accontentandosi della parte ombreggiata della pianta; lei restava la maggior parte della giornata con la sola compagnia del <em>Sole</em> che, nonostante ne fosse insofferente, non aveva altro da fare che intrattenersi con le lunghe e accese discussioni con la Pesca; il tema principale e più frequente dei loro litigi era la solitudine, entrambi la conoscevano bene ma la vivevano in modo diverso e la causa non era affatto la stessa; il Sole disprezzava quell’abbandono che non derivava da una sua scelta ma dalla sua condizione naturale, lui era solo dalla nascita; la pesca invece sapeva di non essere sola, lei era tra mille altre eppure sembrava fare di tutto per emarginarsi, erano invidiosi e non erano felici; finché il Sole, esausto, decise di prendere un imprevedibile provvedimento e dare una punizione più che sgradevole alla Pesca; nascondendosi dietro qualche nuvola iniziò a fischiare, era così che comunicava&nbsp; con tutti i <em>Venti</em>; da Nord-Est vide velocissimo il Maestrale precipitarsi verso di lui, anche la Tramontana ed il Grecale apparivano progressivamente ma fu il primo, con la stessa prepotenza della Pesca, a scagliarsi forte proprio sul suo albero; la Pesca non poté proteggersi in alcun modo, cadde staccandosi con violenza dal ramo; il vento avvolse e continuò a scuotere e scrollare il pesco per diverso tempo, sembrava non stancarsi mai, nessuno poteva fermarlo. La pesca rimase sofferente a terra, lontana dal suo albero, il tempo per pensare non le mancò, finché di lei rimase poco, solo un seme, la sua anima era la stessa ma non era più appesantita; la sua fu una vera e propria rinascita, lei divenne un albero, fu la casa di milioni di pesche, i suoi occhi non vedevamo il mondo come prima, la sua visione era cambiata, guardava il Sole e lo vedeva a forma di cuore; era come indossare <em>Magici Occhiali</em>.<br>Letizia, Simone, Sofia, Giancarlo</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-17 21:06:04 UTC</pubDate>
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         <title>DA QUA SU</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni giorno da qua su vedo sempre la stessa monotonia, la stessa storia ripetersi, Tancredi, l’Ippopotamo Pigmeno cammina in compagnia del libro nero che ha sempre con se. Un libro cosi grande da pesare cosi tanto sul dorso dell’animale.<br>Tancredi così cupo e solitario non era l’unico a crogiolarsi nel suo dolore infatti ogni giorno dall’altra parte della foresta un’ombra sconsolata piangeva, anzi urlava, vicino ad un albero forte, molto forte.&nbsp;<br>Ho pensato a come la solitudine, le angosce e le paranoie a volte possano unire e mi sembró questo il giorno perfetto per rovesciare le giornate di Pigmeo e del ragazzo; infatti mentre Pigmeo tornava a casa un albero fatto cadere a terra da me, lo costringe a cambiare&nbsp; percorso; avrà sicuramente pensato a quanto quel giorno fosse brutto, senza sapere che quel giorno gli avrebbe cambiato la vita.<br>Pigmeo e il ragazzo si incontrano e dopo un primo momento di imbarazzo e confusione i due iniziano ad aprirsi. Il ragazzo stringe tra le braccia un’agenda dove segna ogni minimo dettaglio delle sue giornate.&nbsp;<br>Quel libro e quell’agenda per loro non sono altro che un cespuglio di rose con spine.&nbsp;<br>A volte basta cambiare il punto di vista per cambiare in meglio la vita. Ho provato a proteggerli e ho pregato per loro, ora continuo a osservare, da qui ho una visuale stupenda di questo mondo crudele.<br><br>Gruppo rosso<br>Lavinia, Giulia, Ivan, Federico, Asia</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-18 11:30:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>C'era una volta un ragazzo, un ragazzo insoddisfatto del mondo e di quello che poteva offrire. Era sempre annoiato e aveva smesso di meravigliarsi. L'unica cosa che lo teneva ancora legato a qualcuno era un segnalibro, glielo aveva regalato la nonna anni prima, quando era piccolo e ancora in grado di divertirsi. Non si separava mai da quel segnalibro.</div><div><br></div><div>Il ragazzo aveva un unico interesse, se così lo si può definire: la sua moto, il suo strumento magico in grado di portarlo ovunque volesse. Insieme al segnalibro era sempre stata la sua unica compagna.</div><div>Quando si sentiva solo e sconfortato, saliva in sella alla moto e viaggiava, percorreva chilometri e chilometri correndo sull'asfalto. Fermandosi però, ogni volta, si rendeva conto che per quanto veloce potesse andare rimaneva annoiato e infelice.</div><div><br></div><div>Durante uno dei suoi viaggi, una notte, il ragazzo fu distrutto dalla strada. Sul margine di un bosco aveva percepito con la coda dell'occhio un lampo argentato, qualcosa che brillava illuminato dall'unico raggio di luna che riusciva a passare tra i rami degli alberi. Una chiave.&nbsp;</div><div>Il ragazzo la raccolse e se la mise in tasca intento a ripartire.</div><div><br></div><div>Viaggiò ancora un altro poco prima di fermarsi in un piccolo paesino solitario. Qualche casa rovinata e alcuni negozi abbandonati gli fecero pensare che fosse disabitato. Chiamò a gran voce aspettando che qualcuno rispondesse ma quando il silenzio risuonò intorno a lui si convinse di essere solo.</div><div><br></div><div>Entrò in quella che una volta doveva essere stata una piccola biblioteca di paese, con 2 librerie sulle pareti opposte e molta polvere sugli scaffali. Era l'unico edificio su cui la luna aveva deciso di riflettersi. Stanco e assonnato decise di riposare. Si guardò intorno, studiando il posto in cerca di un po' di cibo per l'indomani ma nella sua indagine trovò solo libretti stracciati dalla copertina consumata. Un volume però era pulito, in bella vista sulla mensola più alta; era bianco, impolverato ma ancora brillante, senza titolo.&nbsp;</div><div>Bianche erano anche le pagine al suo interno, completamente vuote.</div><div><br></div><div>Non dandosi per vinto alla fine della sua ispezione aveva trovato solo un po' d'acqua. Era insoddisfatto ma dal momento che la stanchezza cominciava a farsi sentire decise che sarebbe stato meglio riposarsi prima di ripartire.&nbsp;</div><div>Andò a posare il libro, nel mentre però si accorse che la parete della libreria aveva qualcosa di strano, una serratura sulla cornice.&nbsp;</div><div><br></div><div>Questo dettaglio fece passare del tutto il sonno al ragazzo che non desiderava altro che aprire quella serratura. Riprese a cercare tra quelle 4 mura cercando stavolta la chiave che aprisse la libreria ma senza successo, dopo tempo speso a spostare libri e polvere, si arrese a mani vuote. Non aveva visto alcuna chiave.</div><div><br></div><div>Il ragazzo si ricordò poi della chiave trovata durante la notte e di come fosse strano averl trovata in mezzo al bosco in quella zona remota e isolata. Decise di provare, come ultimo tentativo disperato, ad aprire la parete con quella chiave brillante ma un po' arrugginita.&nbsp;</div><div><br></div><div>Dopo aver provato la sua strana teoria e aver visto che non funzionava se ne andò a dormire deluso. Mentre stava per addormentarsi però la chiave scattò, e il suono rimbombò per la stanzetta vuota, arrivando presto anche alle orecchie del ragazzo che saltò in piedi come un molla.&nbsp;</div><div><br></div><div>Corse verso la libreria che lentamente si stava affossando nella parete, rivelando mano a mano raggi di luce chiara. Raggi di luce che diventando più nitidi si rivelarono essere un paesaggio mozzafiato, con monti sullo sfondo e praterie davanti a sé. Il ragazzo rimase senza parole e per la prima volta dopo molto tempo si sentì di nuovo felice di vivere in un posto diverso.&nbsp;</div><div><br></div><div>D'istinto prese dallo zaino che aveva portato con sé il diario bianco che alla fine aveva tenuto. Lo aprì, volendo scrivere o disegnare ciò che si era appena trovato di fronte ma non poté farlo.&nbsp;</div><div>Le pagine del libro si erano riempite, adesso c'erano disegnati monti e valli, il cielo azzurro e l'erba verde, come la vista che aveva davanti.&nbsp;</div><div>Sfogliò le pagine, ognuna conteneva un panorama diverso: c'erano spiagge sconfinate con l'oceano trasparente, foreste piene di animali che non aveva mai visto, fiumi tra immense distese di prati.</div><div>Ma la cosa più strana, più inaspettata, più meravigliosa era che il luogo in cui lui si trovava cambiava come cambiavano le pagine, seguiva gli scenari disegnati sul libro.</div><div><br></div><div>Il ragazzo visse così per anni, sfogliando il libro e segnando il paesaggio in cui voleva stare per più tempo con il segnalibro della nonna. Non stava mai più di 2 giorni nello stesso posto e per diverso tempo la sua noia di vivere passò.</div><div><br></div><div>Un giorno però, quando il ragazzo era ormai diventato un uomo anziano, sfogliando l'ultima pagina si accorse che il libro era giunto al termine, non c'erano più pagine né disegni di luoghi magici. Preso dalla paura tornò all'inizio del libro per cambiare di nuovo paesaggio ma le pagine erano tornate bianche e vuote, non c'era più niente.&nbsp;</div><div>Ormai disperato cercò dovunque la pagina che lo facesse tornare da dove era venuto, al mondo reale ma era sparita anche quella.</div><div><br></div><div>Si arrese, non poteva più tornare indietro né andare avanti e la tristezza riprese a dominare i suoi stati d'animo. Si annoiava di nuovo, passava le giornate non facendo niente e da solo.&nbsp;</div><div>Dopo qualche giorno di monotonia l'anziano si mise a riflettere sulla sua vita, alle persone che aveva lasciato indietro senza mai più poterle incontrare, a tutti i suoi viaggi che non l'avevano portato a niente se non alla solitudine di partenza.</div><div>Nel giro di pochi istanti si rese conto di aver sprecato la sua vita, sempre infelice e insoddisfatto, solo con sé stesso e la sua moto.&nbsp;</div><div>Si ricordò della sera in cui era arrivato al paesino e di come la luna sembrasse avergli indicato proprio quella strada.</div><div>Si pentì di tutto, di ogni scelta fatta in vita sua.<br><br>Letizia, Elisa, Massimo, Marco, Beatrice</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-20 05:33:51 UTC</pubDate>
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