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      <title>TFA I5 - SITUAZIONI DI VITA SCOLASTICA by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-10 09:51:18 UTC</pubDate>
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         <title>gruppo 5</title>
         <author>nina_dettori</author>
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         <description><![CDATA[<div> ManghinaLina , Dettori Antonina, Piga Giovanna Angela, Milia Paola, Masia Agnese, Bonu Maria Giovanna, Muresu Natalia, Derudas Tiziana, Derudas Irene</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 11:23:40 UTC</pubDate>
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         <title>ASPETTI PROBLEMATICIIn breve vorrei presentare la situazione di un’esperienza da me realmente vissuta in una sezione omogenea, della Scuola dell’infanzia composta da 19 bambini, di cui una certificata. La bambina che chiameremo Lucia è affetta da una sindrome genetica, datratti autistici e da disprassia. La bambina ha sei anni ed è inserita in un contesto dibambini di cinque anni. Dal Pei risulta che Lucia segue la programmazione dellaclasse, infatticiò che mi colpisce maggiormente è che durante le attività, nonostante le difficoltà,alla bambina spesso sono proposte attività molto simili a quelle dei compagni, sirichiedono tempi lunghi di attenzione, forse troppo lunghi per la sua capacitàattentiva, tanto che inevitabilmente va in confusione. Nell’attività grafico-pittorica leviene richiesto di completare uno schema corporeo o un viso e le viene indicato dovetracciare le linee. I suoi disegni a volte vengono cancellati con la gomma sin che nonriproduce ciò che le viene indicato di fare. Nell’ambito logico matematico sirichiedono prestazioni come se fosse normale averle raggiunte ma che suppongonon ci sia da stupirsi se non sono state raggiunte.Le insegnanti si domandano come mai in questo periodo la bambina sia insicurarispetto al passato, mostri indecisione e timore al dare risposte alle domande fatte.Credo che probabilmente le vengano fatte troppe richieste e al di sopra delle suecapacità e che sia sottoposta a uno stress eccessivo che va a inficiare il risultatoottenuto e la sua autostima.TITOLO SITUAZIONE DI BUONA PRATICA INCLUSIVALa musica che unisceDecidiamo di presentare un&#39;attività sulla musica. Nella sezione eterogeneadi quattro e cinque anni sono presenti due bambini di cultura diversa, Asiaproveniente dalla Cina e Francesco dalla Nigeria. Asia è una bambinamolto timida, non parla bene in italiano ma quando i genitori vengono aprenderla si scatena un vero effluvio di parole nella loro lingua, mentreFrancesco è un bambino certificato come oppositivo-provocatorio edisturbi del linguaggio. I bambini sono seduti in un cerchio moltoampio, gli chiediamo di ascoltare con attenzione le musiche chesentiranno e alzarsi spontaneamente muovendosi all&#39;interno del cerchio seguendo la musica. E&#39; importante non alzarsi tutti insieme e muoversisenza sbattersi l&#39;un l&#39;altro. I bambini sono molto incuriositi e ben dispostiall&#39;attività.La musica inizia e i bambini si alzano e si muovono liberamente cercandodi seguire il ritmo. Tutto avviene in un clima rilassato e sereno. Asia eFrancesco non partecipano e anche se stimolati ad alzarsi restano seduti aguardare i compagni.La prima musica finisce, i bambini aspettano la successiva e, a sorpresa, sisente una famosa canzoncina cinese. La sorpresa è grande, i bambinirimangono disorientati e non sanno come muoversi. Asia sorride, si vedeche riconosce le parole della canzone. Le chiedo di cosa parla e lei mirisponde, seppur solitamente restia a parlare. Le chiedo come si balla e leisi alza e si muove a ritmo, dapprima titubante poi sempre più sicura. Ibambini la affiancano e un piccolo gruppo la segue nei movimenti. Asiasorride, è felice. Dopo un pò si sente una musica africana, molto ritmica.Francesco dapprima restio, si alza e si muove seguendo il ritmo dellamusica, i compagni lo circondano e cercano di imitarlo, Francesco si senteprotagonista, sorride. Alla fine tutti i bambini della sezione chiedono dipoter riascoltare le musiche straniere.</title>
         <author>tfasostegno_1718</author>
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         <pubDate>2018-02-13 20:36:45 UTC</pubDate>
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