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      <title>Divina Commedia-Canto XVI del Paradiso by monia_ignazi</title>
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      <description>Made with panache</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-03 12:53:59 UTC</pubDate>
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         <title>COMMENTO DEL CANTO XVI</title>
         <author>monia_ignazi</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/164312923</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il canto ha intenzione di sottolineare la contrapposizione tra l'attuale corruzione di Firenze e il momento precedente a questo, ovvero quando la città viveva in pace e in prosperità.<br>Dante rivolge una serie di domande a Cacciaguida con l'intenzione di scoprire qualcosa sul passato di Firenze e sul passato dei suoi antenati di cui va molto fiero tant'è che si rivolge al suo avo con reverenza e dandogli del "voi".<br>Attraverso il dialogo con Cacciaguida, Dante coglie l'opportunità per poter esprimere la sua opinione in merito alle cause dell'attuale degenerazione della città di Firenze.<br>Ci spiega che la colpa va imputata all'emigrazione dei ricchi proprietari terrieri che si sono spostati dalle campagne verso la città. Dante motiva quest' emigrazione spiegando che questi nobili non avendo più il sostegno militare da parte dell'impero hanno preferito vendere ai comuni limitrofi le loro proprietà e il denaro guadagnato è stato investito nel commercio e nell'usura.<br>Altro colpevole di tale degrado secondo il poeta fiorentino è la Chiesa che ha cercato in tutti i modi di ostacolare per i propri tornaconti l'autorità dell'impero invece di sostenerlo.<br>Nell'ultima parte attraverso le parole del suo antenato Dante esprime tutto il suo odio per i nuovi potenti a capo di Firenze.<br>In quest'occasione viene ripercorsa l'origine della spaccatura tra guelfi e ghibellini, causa del degrado della città, creatasi dall'omicidio di Buondelmonte dei Buondelmonti da parte della famiglia Amidei.<br>Questo dialogo è importante per il fatto che fa da base a ciò a cui Dante vuole davvero aspirare a parlare cioè discutere del destino da esule a cui lui e i suoi figli sono stati costretti a causa di queste lotte intestine.<br>Il canto perciò oltre che sul tema della corruzione si incentra anche su quello della "rimembranza"<br>Questo canto è stato oggetto di studi da diversi critici letterari come ad esempio Attilio Momigliano che ne fa una nuda cronaca definendolo "Troppo irto di nomi" a causa della mole di questi presenti nel canto.<br>Ernesto Giacomo Parodi invece afferma che l'elencazione dei nomi fatta da Cacciaguida è uno stupendo pezzo di poesia che però al lettore moderno può sembrare un elencazione priva di emozione.<br>Secondo Bruno Maier il tono utilizzato da Cacciaguida nel parlare delle famiglie fiorentine diventa quasi profetico e infine diventa anche sentenzioso quando esprime la sua opinione in merito al destino di Firenze.<br><br><br></div><div><br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-03 12:55:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carolafiliaci</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165169137</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>FIGURE RETORICHE PRESENTI NEL CANTO XVI DEL PARADISO<br></strong><br></div><div><br> <br><br></div><div><br>°   v.25  perifrasi  ‘l’ovil di San Giovanni’<br><br></div><div><br>°   v. 58  perifrasi   ‘ la gente ch’al mondo più traligna’<br><br></div><div><br>°   v. 71-72  enjambement  ‘e molte volte taglia più e meglio’<br><br></div><div><br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:12:05 UTC</pubDate>
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         <title>INTRODUZIONE AL XVI CANTO DEL PARADISO</title>
         <author>chiara_cossignani</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165170309</link>
         <description><![CDATA[<div>Il XVI canto del Paradiso si svolge nel cielo di Marte, governato dalle virtù. I beati di questo Cielo sono disposti lungo i bracci di una croce, che simboleggia il trionfo di Cristo e della fede. Qui Dante incontra gli spiriti militanti  per la fede, tra cui il suo trisavolo Cacciaguida, con il quale continua il colloquio iniziato nel canto precedente. Argomenti del dialogo sono: l'anno di nascita di Cacciaguida, gli antenati, la popolazione dell'antica Firenze e le principali famiglie fiorentine. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:15:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiara_cossignani</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165170943</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:17:22 UTC</pubDate>
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         <title>Riassunto</title>
         <author>dianadigiacinti</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165178103</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel canto XVI prosegue il colloquio tra Dante e Cacciaguida iniziato nel canto precedente.Dante-poeta è orgoglioso di discendere da una  stirpe nobile, pur essendo consapevole della decadenza dei beni terreni e della gloria della stirpe. Sottolinea poi di esser passato dal "tu" con cui si era rivolto inizialmente a Cacciaguida (XV, v.85-87) ad un "voi". Racconta quindi di aver espresso all'antenato la sua grande gioia e di avergli posto quattro domande: quali furono i suoi antenati; in che anno nacque; quanti erano i Fiorentini a quel tempo; quali erano allora le famiglie più importanti.<br><strong>Cacciaguida risponde alle prime tre domande nei</strong>  <strong>vv. 28-48<br></strong>Cacciaguida risponde brevemente alle prime tre domande poste da Dante. Indica il suo anno di nascita nel 1091; gli antenati risiedevano all'interno della più antica cerchia di mura, il che è segno di antichissima origine della stirpe; gli abitanti di Firenze allora erano un quinto rispetto al presente.                                                                                                                                          <strong>Cacciaguida parla della decadenza delle famiglie nei  vv. 49-154</strong> <br>A quel tempo, prosegue Cacciaguida, la cittadinanza era ancora "pura" (v.51) fino al più umile artigiano, mentre ora si è mescolata con gente proveniente dalla campagna di Certaldo e di Fegghine. Esprime poi il disprezzo per i "villani" che pensano solo ad arricchirsi. Afferma inoltre che se il Papa e i vescovi di Roma non fossero stati ostili all'Impero, i nuovi fiorentini, invece di dedicarsi alla finanza e alla mercatura, si sarebbero limitati a umili mestieri nei paesi di cui erano originari. La distruzione di Luni e Orbisaglia e la decadenza di Chiusi e Sinigaglia sono indicate come prova della inevitabile fine di tutte le realtà umane: come le città, anche le stirpi e le famiglie. Ha inizio qui un lungo elenco di nomi delle famiglie illustri conosciute da Cacciaguida (vv.88-111), che ostentavano potenza ma erano già avviate verso declino. La rievocazione continua con  altre famiglie ancora, emblemi di una città che ora non esiste più, e culmina con il richiamo alle due casate di Amidei e Buondelmonti  dal cui conflitto derivò la scissione e la lotta fra Ghibellini e Guelfi. Ma Cacciaguida ha conosciuto Firenze prima di quei fatti sanguinosi, quando la bandiera cittadina era ancora intatta come segno di onore e giustizia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:35:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dianadigiacinti</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165182447</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.princeton.edu/~images/dante/image/paradiso/par16-143-145.jpg" width="523" height="640"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:48:44 UTC</pubDate>
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         <title>Sequenze narrative</title>
         <author>chiara_cossignani</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>vv. 1-9 --&gt; <strong>vanto per la propria nobiltà. </strong>Dante è appagato nell'udire da Cacciaguida l'origine nobile della propria famiglia, ma afferma che la nobiltà del sangue perde il suo valore se non viene onorata dalla virtù dei discendenti;</li><li>vv. 10-27--&gt; <strong>domande di Dante a Cacciaguida. </strong>Dante chiede l'epoca della nascita del suo trisavolo, gli antenati, la popolazione dell'antica Firenze e le principali famiglie fiorentine;</li><li>vv. 28-45--&gt;<strong> notizie sulla famiglia. </strong>Cacciaguida dà informazioni a Dante riguardo le sue domande;</li><li>vv. 46-72--&gt; <strong>la popolazione antica.</strong> Cacciaguida spiega che nella sua epoca la popolazione era solo un quinto di quella attuale, ma più pura perché non era ancora mescolata con le famiglie provenienti dal contado. Egli sostiene che la mescolanza di stirpi diverse sia sempre stata l'origine del male della città;</li><li>vv. 73-135--&gt; <strong>decadenza delle antiche famiglie fiorentine. </strong>Cacciaguida elenca i nomi delle principali famiglie fiorentine, molte dimenticate o cadute in rovina;</li><li>vv. 136-154--&gt; <strong>divisione della città in Guelfi e Ghibellini. </strong>Cacciaguida ricorda l'uccisione di Buondelmonte dei Buondelmonti da parte degli Amidei, episodio che segnò la divisione tra Guelfi e Ghibellini </li></ul><div><strong>                  </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:52:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dianadigiacinti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni di Paolo, <em>Dante e Cacciaguida</em>, miniatura, anni '40 del XV secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:56:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carolafiliaci</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>TEMI PRINCIPALI DEL CANTO <br></strong><br></div><div><strong><br> <br></strong><br></div><div><br>Il tema della <strong>corruzione di Firenze</strong>, che percorre tutto il poema a partire dal canto VI <strong> dell'</strong><strong><em>Inferno</em></strong>, è con evidenza uno dei motivi ispiratori di più ampio respiro e si lega, in questo "trittico di Cacciaguida" alla funzione che Dante assume come poeta-profeta di una società più giusta. Lo sguardo di Cacciaguida (e naturalmente del poeta stesso) si volge a considerare la trasformazione di Firenze nel corso di due secoli, dal tempo di Cacciaguida a quello di Dante.<br><br></div><div><br>Secondo Dante, la causa principale del declino di Firenze è l’ingresso nella vita cittadina di esponenti della nobiltà rurale,( vv.67-68 ‘sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade’),  che dopo aver ceduto i loro territori al comune, avevano investito le loro ricchezze nel commercio e nell’usura, dando il via a quella dissoluzione etica e morale descritta nel canto precedente. <br><br></div><div><br>Tale tema era già stato affrontato da Dante nel canto <strong>XVI dell’Inferno</strong>, in cui aveva incontrato tre personaggi illustri del tempo antico: a loro il poeta aveva esposto le ragioni della rovina di Firenze con una terzina che contiene già l’idea che sta alla base del canto XVI  del Paradiso.<br><br></div><div><br>Altra causa generale è il conflitto tra Chiesa e Impero, che se la Chiesa non avesse ostacolato l’impero, questo avrebbe continuato a garantire il suo sostegno ai piccoli feudi rurali ; privi dell’appoggio militare dell’impero, la maggior parte dei nobili proprietari finì col cedere il proprio territorio al più grande comune limitrofo e si stabilì in città, dando origine al fenomeno della ‘gente selvaggia’ e della ‘gente nuova’.<br><br></div><div><br>Inoltre il disprezzo per i nuovi potenti della Firenze di Dante è evidente nelle parole di Cacciaguida e raggiunse il suo culmine alla fine del canto. Qui viene ripercorsa l’origine delle lotte civili a Firenze, l’omicidio di Buondelmonte dei Buondelmonti da parte della famiglia degli Amidei.<br><br></div><div><br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 15:59:14 UTC</pubDate>
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         <title>vv. 136-138 canto XVI PARADISO</title>
         <author>carolafiliaci</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165187699</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.cinematicleo.com/_Media/dante_paridiso_canto_16_med.jpeg" width="356" height="245"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 16:02:34 UTC</pubDate>
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         <title>Buondelmonte dei Buondelmonti</title>
         <author>carolafiliaci</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165190195</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Buondelmonti,</strong> Buondelmonte. - Nobile cavaliere della famiglia fiorentina dei Buondelmonte, è considerato l'involontaria causa iniziale della lotta delle fazioni in Firenze e delle discordie che videro per molti decenni la città e tutta la Toscana, lacerate dalle guerre civili fra guelfi e ghibellini. Dante, infatti fa risalire tutti i guai di Firenze a Buondelmonte, e con le parole di Cacciaguida depreca il disonore portato alla casa Amidei; rivolgendosi quindi direttamente al colpevole esclama nei vv. 140-141 del canto XVI del Paradiso 'O Buondelmonte, quanto mal fuggisti- le nozze sue per li altrui conforti! '. Concludendo poi con un'invettiva, quasi rimpiangendo la mancata morte di Buondelmonte che avrebbe risparmiato tanti lutti: 'Molti sarebbero lieti, che son tristi,&nbsp; se Dio t'avesse conceduto ad Ema&nbsp; la prima volta ch'a città venisti' . vv.142-143-144.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 16:10:11 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti:</title>
         <author>carolafiliaci</author>
         <link>https://padlet.com/monia_ignazi/81n9n0totjo2/wish/165191668</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Bibliografia</em></strong><br>-Antologia della Divina Commedia, 'visibile parlare' di Marta Sambugar e Gabriella Salà<br>-La Divina Commedia-Introduzione Bianca Garavelli, Note di Lodovico Magugliani<br><strong><em>Sitografia</em></strong><br>-www.edu.lascuola.it<br>-divinacommedia.com<br>-Enciclopedia Treccani.com</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 16:14:32 UTC</pubDate>
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         <title>Statua del volto di Dante realizzato da Salvador Dalì</title>
         <author>monia_ignazi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 17:05:37 UTC</pubDate>
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         <title>Amidei</title>
         <author>chiara_cossignani</author>
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         <description><![CDATA[<div>Antica famiglia fiorentina caratterizzata da una notevole ricchezza, influenza sociale e importanza politica, sulla quale si vuole far cadere la responsabilità della morte di Buondelmonte dei Buondelmonti, avvenuta nel 1215, che aveva rifiutato di sposare la figlia di <em>Lambertuccio</em> (preferendo una Donati). Dell'offesa e della relativa vendetta, che forse da allora divise la città nelle due fazioni dei guelfi e dei ghibellini, si legge nel <em>Paradiso</em> dantesco al canto XVI.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 17:09:24 UTC</pubDate>
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         <title>Torre degli Amidei</title>
         <author>chiara_cossignani</author>
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         <pubDate>2017-04-06 17:19:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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