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      <title>Essere cittadini consapevoli by Rossella Celano</title>
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      <description>Valsinni. Cosa conoscere, tutelare e valorizzare del borgo e del territorio</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-13 10:02:33 UTC</pubDate>
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         <title>UN FITODEPURATORE OLTRE AL DEPURATORE: come Valsinni protegge il suo fiume da possibili contaminazioni derivanti dalle acque reflue. </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-30 09:15:08 UTC</pubDate>
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         <title>Valsinni: il Castello, il borgo e la sua storia.</title>
         <author>celanorossella</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Il paesaggio e il patrimonio storico e artistico del nostra Nazione va tutelato e valorizzato, così recita l’articolo 9 della Costituzione. Questo principio sacrosanto è valido per le città grandi e piccole d’Italia, nonché per i piccoli paesi come Valsinni, piccoli borghi ricchi di storia e di cultura.</div><div>Sospesa tra il mare e i monti, a piccolissima distanza dall’uno e dagli altri, Valsinni, fino al 1873 chiamata “Favale”, si adagia sulla riva destra del fiume Sinni.</div><div><br></div><div>ll romantico borgo è dominato dal castello feudale in cui nacque e visse, seppur per brevissimo tempo Isabella Morra, una poetessa del&nbsp; ‘500, assassinata dai suoi fratelli che ne osteggiarono la storia d’amore con lo spagnolo Diego Sandoval&nbsp; De Castro. Intorno al Maniero, si snodano, in file concentriche e sovrapposte, i vicoli del borgo antico, separati tra loro dai caratteristici “gafii”, aperture coperte a volta che passano sotto le abitazioni, consentendo il passaggio da una parte all’altra.</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div><div>Il bel comune di Valsinni sorge su un estremo prolungamento del Parco Nazionale del Pollino.&nbsp; Il paese è stato feudo di diverse famiglie, in particolare è appartenuto a Gian Michele Morra, padre della poetessa Isabella, finchè nel 1528, il feudo passò sotto la Corona di Spagna. Così, in seguito alla sconfitta delle truppe di Francesco I di Francia nei confronti di Carlo V, dal momento che il padre della poetessa era sostenitore del re francese, fu costretto ad emigrare a Parigi insieme ad uno dei suoi figli.</div><div><br></div><div>A Valsinni tutto ruota attorno ai luoghi, alle poesie, alle vicende legate alla giovane poetessa cinquecentesca Isabella Morra.</div><div>Oggi Valsinni ricorda la poetessa petrarchista Morra con spettacoli, e a questo proposito viene spontaneo ricordare Dacia Maraini che ha scritto un testo teatrale ispirato alla storia della poetessa. Il piccolo borgo la onora con letture e un parco letterario.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-30 09:38:36 UTC</pubDate>
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         <title>CONOSCIAMO IL NOSTRO FIUME </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Il bacino idrografico del fiume Sinni</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-30 09:42:55 UTC</pubDate>
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         <title>CONOSCIAMO IL NOSTRO FIUME</title>
         <author>celanorossella</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Dove nasce il fiume Sinni?</em></strong><br>Il fiume Sinni nasce dalla Serra della Giumenta, sul versante orientale del monte Sirino-Papa a 1380 metri e nei suoi 94km percorre da ovest ad est l’area meridionale della Basilicata, per sfociare poi nello Ionio .Il <strong>Sinni</strong> anticamente era chiamato <em>Siris</em>, (Σίρις in greco) e il monte Sirino deve il proprio nome al fiume che nasce dalle sue pendici.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-30 10:07:04 UTC</pubDate>
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         <title>IL FIUME COME RISORSA: VANTAGGI E CRITICITA&#39;</title>
         <author>mariamanolio</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Diga di MONTE CUTUGNO</strong><br><strong>Anno ultimazione lavori</strong> | 1983<br><strong>Stato</strong> | Esercizio Sperimentale<br><strong>Fiume</strong> | Sinni<br><strong>Altezza Diga </strong>&nbsp;65,5<br><strong>Capacità </strong>530<br><strong>Quota Max Invaso m.s.l.m.</strong> | 255,8<br><strong>Quota max di regolazione m s.l.m.</strong> | 252<br><strong>Volume utile di regolazione&nbsp; </strong>433<br><strong>Tipo di Diga</strong> | in terra<br><strong>Bacino Sotteso Kmq</strong> | 890<br><strong>Uso</strong> | Plurimo<br>La grande quantità di risorsa idrica che caratterizza il territorio è utilizzata mediante grandi opere idrauliche: invasi, traverse, opere di captazione di sorgenti e falde, reti di adduzione e distribuzione, impianti di sollevamento e potabilizzazione. Il sistema di infrastrutture fu concepito e realizzato in gran parte negli anni ‘50 e ’60, con l’obiettivo principale di sviluppare e valorizzare l’agricoltura, intesa quale fattore determinante per l’emancipazione socio-economica di contesti arretrati e sottosviluppati della Basilicata e della Puglia. Negli anni ’70 il sistema è stato ampliato e integrato mediante la costruzione di nuove opere al fine di soddisfare anche i fabbisogni civili ed industriali. Esso ha tuttavia comportato significative trasformazioni delle caratteristiche ambientali del territorio e generato alcune rilevanti criticità. Si pensi alle problematiche idrogeologiche connesse alla realizzazione di grandi infrastrutture idriche in un territorio particolarmente soggetto a movimenti franosi e ad alluvioni, nonché ai fenomeni di arretramento costiero dovuti alla variazione del trasporto solido, che hanno colpito aree ad alta vocazione turistica ed agricola con evidenti ripercussioni sull’economia locale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 06:54:00 UTC</pubDate>
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         <title>Il fiume come risorsa: attività sportive</title>
         <author>mariamanolio</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 07:09:17 UTC</pubDate>
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         <title>MONTE COPPOLO VALSINNI</title>
         <author>mariamanolio</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Un gigante verde dal cuore di pietra: Monte Coppolo </strong></div><div><br></div><div>Con un’altitudine di 890 m s.l.m., la montagna denominata Monte Coppola o Coppolo, svetta rendendosi visibile dalla costa ionica. Dalla sua sommità, protetta da ben tre antichissime cinte murarie, si vede tutto il golfo di Taranto, la piana costiera sottostante e il corso del fiume Sinni.&nbsp;</div><div><br></div><div>Parco Nazionale del Pollino</div><div>Monte Coppolo fa parte del Parco Nazionale del Pollino, il parco nazionale più grande d’Italia. Si trova tra Basilicata e Calabria, prende il nome dal massiccio Pollino, il parco è nella lista globale dei geoparchi dell’UNESCO. E’ stato istituito nel 1988 e attraversa ben 56 comuni.</div><div><br></div><div>Valenze ambientali&nbsp;</div><div>Percorrendo il sentiero ricavato sulle pendici del monte per raggiungere la cima, si incontrano diverse specie arboree: principalmente querce, cerri, agrifogli, aceri, pruni e castagni. La vegetazione di Monte Coppolo ha subito le conseguenze del disboscamento indiscriminato dell’800 e del più recente incendio che nel 2000 ha bruciato gran parte della montagna, determinando successivamente la formazione di una macchia incolta.</div><div>Questa montagna incantata non è totalmente disabitata: è possibile imbattersi in cinghiali, volpi, istrici, tassi e caprette al pascolo tra pietre e cespugli. Alzando lo sguardo al cielo, è possibile osservare la meraviglia del volo delle aquile, per lo più della specie <em>Milvus Milvus</em>, il magnifico nibbio reale, simbolo dei cieli della Basilicata.</div><div><br></div><div>Emergenze archeologiche</div><div>Sulla cima di Monte Coppolo si trovano i resti archeologici di una città fortificata. La prima occupazione del sito risale all’età del Bronzo. L’abitato antico, probabilmente enotro, è circondato da tre cinte murarie, costruite per evidenti esigenze di difesa e comprende nella parte più alta, un’acropoli come ve ne sono nelle città greche antiche.</div><div>Secondo il mito, l’insediamento coincide con l’antica città greca denominata Lagaria, fondata da Epeo, il costruttore del cavallo di 🤬.</div><div><br></div><div>Gole di Candela</div><div>Ai piedi di Monte Coppolo, sul versante orientale, agli&nbsp; inizi del Novecento si formò un lago di sbarramento, causato da una frana, a sua volta determinata dal precedente disboscamento indiscriminato dell’area. Oggi quel lago non c’è più. Restano a ricordarlo, la conformazione del luogo e le Gole di Candela, sito di particolare interesse dal punto di vista geologico e naturalistico.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 07:55:40 UTC</pubDate>
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         <title>Roma, RM</title>
         <author>profgiulianabuongiorno</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 14:39:42 UTC</pubDate>
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         <title>CONOSCIAMO E TUTELIAMO IL NOSTRO BIOMA: la &quot;Macchia mediterranea&quot;</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1582172864</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;È un bioma diffuso nelle regioni del bacino mediterraneo.<br>&nbsp;• Clima: è temperato, con inverni piovosi ed estati calde e secche. • Flora: la vegetazione presenta fusti spinosi e foglie spesse e coriacee, caratteristiche che la rendono particolarmente resistente ai periodi di siccità. Tra gli alberi spiccano olivo, alloro, leccio, quercia da sughero, ma anche carrubo, corbezzolo, pino, cipresso e ginepro; tra gli arbusti sempreverdi ginestra, mirto e rosmarino. • Fauna: molto variegata, presenta, accanto a cinghiali, caprioli, daini, conigli, lepri,tassi, volpi, anche molte specie di uccelli (merli, cardellini, fringuelli), insetti e rettili (lucertole, bisce e vipere).<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-03 10:59:35 UTC</pubDate>
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         <title>Maison de l&#39;Unesco, Place de Fontenoy Paris </title>
         <author>proframonalogiurato</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 01:20:10 UTC</pubDate>
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         <title>FLORA DELLA MACCHIA MEDITERRANEA</title>
         <author>mariamanolio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cipresso (<em>Cupressus sempervirens</em>):specie arborea.<br> Albero delle Cupressacee, conifera originaria della regione mediterranea orientale, introdotta in <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/italia/">Italia</a> all’epoca romana. Nella sua variante pyramidalis , con rami eretti, derivata dalla coltura, è largamente usato come pianta ornamentale, in parchi e cimiteri. Il c. è di lento accrescimento, ma raggiunge età millenaria. Dà un legname resinoso, duro e compatto, resistente ad agenti atmosferici e a insetti, adatto per costruzioni sia in ambiente secco che umido, per mobili, per telai di porte e di finestre ecc. I galbuli hanno proprietà medicinali. L'olio essenziale che si ottiene per distillazione delle foglie dei ramoscelli giovani del Cupressus sempervirens è un liquido giallo volatile di odore caratteristico  è impiegato contro le affezioni delle vie respiratorie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 06:34:45 UTC</pubDate>
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         <title>CONOSCIAMO LA FAUNA DELLA MACCHIA MEDITERRANEA</title>
         <author>mariamanolio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il riccio (Erinaceus europaeus): è un mammifero&nbsp; famoso per i sui aculei pungenti e perchè , in caso di pericolo si appollottola su se stesso, drizzando le spine e diventando cosi quasi invulnerabile. E'' molto diffuso in campagna, nei boschi e nei giardini e lungo i bordi di strade e sentieri. Si nutre di insetti, piccoli serpenti e invertebrati. Vive in una tana scavata nel terreno e d'inverno va in letargo. Ha un corpo tozzo, una coda corta e un musetto lungo e appuntito, zampe corte e tozze munite di lunghi piedi e 5 dita munite di unghie appuntite .Ogni riccio ha ben 6000 aculei che cambiano colore a seconda della stagione. Ha abitudini notturne e solitarie.&nbsp; il riccio è un animale prezioso per l’orto perché <strong>mangia vari insetti e in particolare </strong><a href="https://www.ortodacoltivare.it/insetti/lumache.html"><strong>lumache e limacce</strong></a>.&nbsp; Nell’ecosistema&nbsp; i ricci sono considerati come una specie protettrice, cioè quando si conserva il riccio difendendone l’habitat, si fa del bene anche ad altre specie animali, talvolta rare, con esigenze simili di habitat, fra cui: orbettini, toporagni, codirosso, calabroni, api selvatiche, occhio di pavone e sfinge del gallio. Il principale pericolo per il riccio è l'uomo: ogni anno vengono investiti lungo le strade 150.000 ricci&nbsp; inoltre costituiscono un pericolo per loro anche i lavori di giardinaggio, le reti per pascoli e viti, le recinzioni elettriche, le piscine.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 07:17:10 UTC</pubDate>
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         <title>La fauna della macchia mediterranea </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1584762889</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tasso (<em>Meles meles): mammifero.<br></em>Il <strong>tasso</strong> è un animale notturno che passa la sua giornata all'interno <strong>della</strong> sua tana. Le sue principali attività sono, infatti, il riposo nel periodo invernale e la manutenzione <strong>della</strong> propria tana in primavera e in estate. Il <strong>tasso</strong> è in grado di correre molto velocemente, si arrampica sugli alberi e può, anche, nuotare.<strong> il Tasso</strong> può essere definito un "collezionista" perché si alimenta raccogliendo quanto disponibile sul terreno, sia di origine vegetale che animale. Le categorie principali della sua dieta sono insetti e frutta, ma anche piccoli mammiferi.La pelliccia <strong>è</strong> folta <strong>e</strong> s su dorso <strong>e</strong> fianchi <strong>e</strong> meno densa sul ventre, con regione inguinale quasi glabra: essa <strong>è</strong> composta da lunghe setole di 7–8 cm di lunghezza, che coprono un soffice sottopelo lanoso. La colorazione del <strong>tasso è</strong> molto caratteristica <strong>e</strong> facilmente riconoscibile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 07:47:40 UTC</pubDate>
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         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Roverella <em>(Quercus pubescens): </em>specie arborea.<br>Specie a lento accrescimento, forma boschi puri o misti, in consociazione con il leccio e la sughera nelle zone meno elevate;&nbsp; tasso, agrifoglio, acero trilobo, carpino nero e orniello nelle zone più alte.<br><em>I boschi di roverella sono luminosi</em>, sia per le foglie caduche, sia la tendenza a formare <strong><em>boschi radi</em></strong> e perchè le chiome, anch’esse rade, lasciano filtrare la luce.&nbsp; Questi boschi sono governati tipicamente a fustaia rada, associate alle colture agrarie, o <strong><em>pascoli alberati</em></strong> con esemplari maestosi: diffusamente in Sardegna vegetano esemplari maestosi, veri e propri <strong><em>monumenti naturali</em></strong> e paesaggistici.&nbsp;<br>Il legno della roverella è molto duro e pesante, prevalentemente usato da ardere e per carbone; non è adatto per la lavorazione.&nbsp; Le ghiande costituiscono un ottimo alimento per la fauna selvatica e da allevamento.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 07:52:54 UTC</pubDate>
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         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1584776060</link>
         <description><![CDATA[<div>Ulivo (<em>Olea europaea)</em>: specie arborea<br>Utilità, bellezza, pace: tutto in una pianta sola.<br>L’ulivo è la pianta mediterranea per eccellenza. Coltivata nei paesi a clima mite e temperato, appartiene alla famiglia delle Oleacee e ha un portamento inconfondibile, contorta e cariata com’è. La coltivazione dell’ulivo prevede molte e complesse operazioni, volte a ottenere il maggior quantitativo possibile di frutti: le olive. Queste vengono poi spremute per ottenere l’olio o utilizzate come cibo. Ma l’albero viene usato da secoli anche per le foglie e per il legno. Pianta sacra presso tutte le civiltà mediterranee, è simbolo di pace dai tempi più remoti (Treccani, Enciclopedia sei ragazzi).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 07:58:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Castello di Valsinni, Via Vincenzo Gioberti, Valsinni, MT</title>
         <author>profannalisapennacchia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-05 10:54:10 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Sentiero VLS-01</title>
         <author>ClassePrima_2020_2021</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal centro abitato a Monte Coppolo</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-05 13:04:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Il kit dell&#39;escursionista</title>
         <author>ClassePrima_2020_2021</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cosa portare in escursione?</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-05 13:12:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1586951161</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cinghiale (<em>sus scrofa</em>):&nbsp;<br>mammifero.<br>Il cinghiale selvatico vive nelle foreste e nei sottoboschi vicino a sorgenti d'acqua. Nelle zone dove sono autoctoni sono un'ottima fonte di cibo per i grandi animali e per l'uomo, mentre nelle zone dove sono stati introdotti distruggono la vegetazione. I cinghiali possono trasmettere malattie agli esseri umani come trichinosi, cisticercosi e brucellosi, per contatto fisico o direttamente dalla sua carne poco cotta. Possono essere addestrati per cercare tartufi, ad esempio in Egitto vengono utilizzati in agricoltura per formare buche con gli zoccoli  dove vengono posti i semi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-05 13:44:54 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Valorizzare il Monte Coppolo</title>
         <author>ClassePrima_2020_2021</author>
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         <pubDate>2021-06-05 14:34:46 UTC</pubDate>
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         <title>LE SENTIER VALLE DELLE DONNE- MONTE COPPOLO</title>
         <author>proframonalogiurato</author>
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         <pubDate>2021-06-06 08:04:27 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Vers le sommet de Monte Coppolo</title>
         <author>proframonalogiurato</author>
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         <pubDate>2021-06-06 08:15:28 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Excursion à la découverte de Monte Coppolo</title>
         <author>proframonalogiurato</author>
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         <pubDate>2021-06-06 08:27:02 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il fiume come risorsa: le attività di spettacolo e intrattenimento all&#39;aperto</title>
         <author>proframonalogiurato</author>
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         <pubDate>2021-06-06 08:45:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;équipement du parfait excursionniste</title>
         <author>proframonalogiurato</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 09:25:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1587983225</link>
         <description><![CDATA[<div>Pino (<em>Pinus species</em>): specie arborea.<br>Il <strong>pino</strong> è una conifera che comprende oltre 100 varietà, è una pianta diffusa dalla pianura all’alta montagna. Appartiene alla famiglia delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinaceae">Pinacee</a>.<br><br></div><div>Ama la luce, predilige i terreni sciolti e sabbiosi dei litorali marittimi. È molto usuale infatti trovare pinete vicino alle spiagge e fra le dune, dove il pino si mescola con altre piante tipiche della macchia mediterranea.<br><br></div><div>Albero sempreverde maestoso che può vivere fino a 200-250 anni e raggiungere grandi dimensioni, fino a 30 m di altezza. Il periodo di fioritura è da marzo a maggio.<br>Ha molteplici utilizzi commerciali: dalla produzione di legname fino alla trementina ottenuta dalla sua resina e in cosmetica e <a href="https://www.tuttogreen.it/fitoterapia-piante-officinali/">fitoterapia</a> l’olio essenziale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 14:03:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>FLORA DELLA MACCHIA  MEDITERRANEA</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588017280</link>
         <description><![CDATA[<div>Lentisco (<em>Pistacia lentiscus</em>): specie arbustiva.<br>Piccolo arbusto sempreverde della famiglia anacardiacee , elemento caratteristico della macchia sempreverde mediterranea, comune anche in Italia, glabro, con forte odore di resina, foglie paripennate, fiori dioici, piccoli, e frutti costituiti da drupe ovoidali, prima rosse, poi nere, di circa 5 mm di diametro; nei frutti è contenuto un olio grasso, giallo-verde, di sapore aromatico, adoperato per ardere, per usi industriali, e in alcuni paesi anche come commestibile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 14:45:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588028735</link>
         <description><![CDATA[<div>Ginepro (<em>Juniperus communis</em>): specie arbustiva.<br>Il ginepro&nbsp; è un arbusto alto 1-2 m molto ramificato fin dalla base, ma può presentarsi anche come piccolo albero o arbusto strisciante. Presenta foglie lunghe da poco più di 1 cm ai 2 cm, larghe alla base 1 mm circa, appuntite e pungenti. La loro pagina inferiore presenta una linea sporgente e una scanalatura biancastra sulla superiore, tutta coperta da uno strato di cera. Le foglie sono inserite sul ramo in verticilli trimeri.</div><div>La fioritura avviene a marzo ed essendo una pianta dioica presenta fiori maschili e fiori femminili su individui diversi.</div><div>I fiori maschili sono ascellari disposti a spiga pendula (amenti), i femminili sono rappresentati da squame fertili (generalmente tre) che portano un ovulo ciascuno.&nbsp;<em>I&nbsp;</em>&nbsp;frutti sono simili a bacche di colore blu scuro e carnosi. Fin dai tempi antichi Ginepro è sempre stata utilizzata dall’uomo sia per le sue proprietà che per la sua parte più simbolica:&nbsp; frutti di ginepro sono stati trovati in tombe egizie utilizzate per le qualità balsamiche, i Greci lo consideravano pianta di grande protezione, nella cultura celtica era visto come il confine tra i due mondi ed era l’accesso al mondo invisibile della Natura e durante i periodi di grandi epidemie si bruciavano rami di ginepro sfruttando l’aspetto antisettico. Grazie alle sue proprietà, il Ginepro è un diuretico, antinfiammatorio, antireumatico, tonico, antisettico e digestivo.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 14:58:03 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588041058</link>
         <description><![CDATA[<div>Oleandro (<em>Nerium oleander): </em>specie arbustiva.<br>Originario del bacino del Mediterraneo,<strong> l’oleandro</strong> è un <strong>arbusto sempreverde</strong> dal <strong>portamento cespuglioso</strong> che cresce spontaneamente vicino ai letti dei fiumi. Si caratterizza per il <strong>fogliame verde scuro</strong> dalla forma affusolata e lunga, ma soprattutto per le <strong>ricche e variopinte fioriture estive</strong> che perdurano per diversi mesi. I fiori, in particolare, possono essere <strong>semplici, doppi e stradoppi, </strong>a seconda della varietà. Le colorazioni spaziano dai toni del <strong>bianco, rosa, albicocca, rosso e giallo;</strong>&nbsp;predilige climi caldi e temperati. Alcune varietà, infatti, temono il gelo e le temperature sotto i 2°. In generale, però, la resistenza dell’oleandro ben su concilia anche con <strong>climi più freddi. </strong>La caratteristica più distintiva di questo arbusto è la sua <strong>tossicità,</strong> che <strong>è presente in tutte le parti (aeree e non) della pianta</strong>.<strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 15:12:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588149834</link>
         <description><![CDATA[<div>Ginestra e Fico d'India (<em>Spartium junceum) e (Opuntia ficus indica</em>): specie arbustiva, la prima, succulenta la seconda.<br>GINESTRA: appartiene alla grande famiglia botanica delle <em>Leguminosae</em> però, i frutti della ginestra non sono commestibili, anzi, tutte le parti della pianta sono tossiche per l’uomo se ingerite. Caratteristica che accomuna invece tutte le leguminose, indicate anche come <em>Papilionaceae </em>(dal latino <em>papilionis</em>=farfalla), è quella di avere un fiore che ricorda nella loro struttura una farfalla ad ali spiegate.La ginestra odorosa è una pianta con portamento arbustivo-cespuglioso, con altezze variabili dai 70 cm ai 3 m.<br>Le altezze si raggiungono nel portamento ad alberello, con forma tondeggiante.<br>Nelle regioni meridionali dove è più diffusa, ossia Basilicata, Calabria e Isole, le ginestre possono assumere uno sviluppo gigantesco, arborescente.<br>Il fusto ha consistenza legnosa, forma cilindrica, con molte ramificazioni. E’ molto contorto, di colore marrone chiaro, con presenza di evidenti fenditure longitudinali di colorazione più scura .Le ramificazioni nel primo anno di formazione sono chiamate “vermene”, e da queste si estrazione la fibra. Sono giunchiformi, verde intense, comprimibili ma molto tenaci. La loro sezione è tondeggiante, inoltre sono ascendenti e sparse sul fusto. Si tratta di una pianta che, dopo aver colonizzato e migliorato i terreni nudi o degradati, lascia spazio ad altre specie, che altrimenti da sole non riuscirebbero a svilupparsi. Ha quindi un’importante funzione in ambito forestale.<br>Cresce bene in <a href="https://www.coltivazionebiologica.it/terreno-agricolo/">diversi tipi di terreno</a>, anche i più difficili.<br>Si incontra in quelli provenienti da rocce eruttive, in quelli acidi o calcarei, nelle arenarie e nelle silicee.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 17:17:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Esempio di valorizzazione del patrimonio culturale rappresentato dal sito di Monte Coppolo</title>
         <author>proframonalogiurato</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588152059</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 17:19:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588166311</link>
         <description><![CDATA[<div>Rosa canina (<em>Rosa canina): </em>specie arbustiva.</div><ul><li>Portamento: arbusto perenne alto fino a 2/3 metri con rami provvisti di spine e ricadenti nella parte superiore.</li><li>Foglie: caduche con margine dentellato e di forma ovale.</li><li>Fiori: sono di colore rosato e sono formati da 5 petali.</li><li>Frutti: dal punto di vista botanico il vero frutto è costituito dai semi (acheni) che si trovano all’interno della bacca, e non dalla bacca stessa che in realtà è un falso frutto. Il suo nome corretto è cinorrodo, è di colore rosso ed ha una consistenza carnosa.</li><li>cresce spontaneo dal mare alla montagna fino a 1500 metri in Europa, sud est asiatico ed America del Nord. Si trova soprattutto nei terreni incolti e nei boschi.</li></ul><div>Uso :l ’estratto delle bacche svolge un’azione protettrice sui vasi, lenitiva e sfiammante sulla pelle. Viene quindi usato in creme e prodotti ad uso esterno in caso di alterazioni del microcircolo, capillari rotti, pelli delicate e sensibili. Con le bacche si può preparare in casa una maschera di bellezza ad effetto tonificante e levigante per il viso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 17:37:25 UTC</pubDate>
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         <title>Flora della macchia mediterranea</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588166573</link>
         <description><![CDATA[<div>Tasso barbasso (<em>verbascum thapsum): </em>specie erbacea.<br>&nbsp;Appartiene alla famiglia delle Scrophulariaceae.&nbsp;<strong>Una volta fiorito</strong> il Verbasco non passa inosservato perché le sue spighe di fiori gialli&nbsp; svettano su lunghi steli che possono arrivare fino a 2 metri di altezza.</div><div>La pianta è biennale, molto grande e&nbsp; nel primo anno emette le grandi foglie a rosetta, molto tomentose, mentre la primavera del secondo anno i fusti, generalmente semplici fino all’altezza dell’infiorescenza. I <strong>fior</strong>i sono grandi e gialli, riuniti in numerose infiorescenze cimose, distribuite più o meno regolarmente lungo un grande asse fiorale. Fiorisce prima il fiore terminale della piccola cima inferiore, poi i fiori terminali delle infiorescenze superiori e allo stesso tempo i fiori laterali inferiori, mostrando così un’infiorescenza apparentemente disordinata. Il calice è diviso in cinque lacinie strette, la corolla è imbutiforme e larga circa due centimetri.</div><div>I <strong>frutti</strong> sono capsule lunghe circa un centimetro, i <strong>semi</strong> sono grigi e piccolissimi.</div><div>Le <strong>foglie</strong> radicali sono lunghe fino a trenta centimetri, larghe dodici centimetri, ellittiche, ristrette alla base. Le caulinari sono lungamente scorrenti sul fusto, e si rimpiccioliscono man mano che si sale lungo il fusto. Tutte le foglie sono piuttosto rigide, piane, con margine intero o a denti piccolissimi, nascosti dalla fittissima peluria della foglia. I peli sono bianco-grigiastri, lunghi un paio di millimetri o poco più, ramificati. Le corolle posseggono 5 stami, i 3 superiori con filamento più breve, incurvato, coperto da peli gialli, lunghi e molli, dal quale sporgono le tre antere di forma reniforme; mentre i 2 stami inferiori hanno un filamento dritto, glabro o poco tomentoso.</div><div>Il verbasco prospera su terreno secco, pietroso, ben drenato e in pieno sole. La pianta si propaga per seme e in condizioni favorevoli, si auto insemina.&nbsp;<strong>Il Verbasco</strong> ha proprietà espettoranti, depurative, sedative e diuretiche.</div><div><strong>Viene utilizzato nella cura delle malattie respiratorie</strong> quali bronchite, asma, tosse e sintomi da raffreddore. Grazie alle sue proprietà lenitive è un ottimo ingrediente per i prodotti cosmetici per il viso e il corpo.</div><div>Per uso esterno il verbasco aiuta a lenire le irritazioni cutanee e della bocca.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 17:37:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CONOSCIAMO IL FIUME SINNI</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588258521</link>
         <description><![CDATA[<div>Quanto è naturale il nostro fiume?</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 19:25:00 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;ECOSISTEMA FIUME</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588270417</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ecosistema fluviale è l'insieme dei fattori abiotici, corrispondenti alle caratteristiche dell'habitat fluviale (composizione dei fondali, temperatura, litologia e geomorfologia del bacino idrografico, fattori climatici, dei fattori biotici corrispondenti alle caratteristiche delle comunità che vivono l'habitat (uomo, fauna, flora) nonché l'insieme delle relazioni che li legano e dei processi dinamici a cui sono soggetti. L'acqua è dunque solo una delle componenti di un ecosistema fluviale che assieme alle rive, all'alveo ed agli apporti esterni influenzano la capacità di mantenimento degli equilibri consolidati della flora e della fauna. Il fiume è un ambiente estremamente complesso che scambia continuamente energia e materia con gli altri ambienti terrestri circostanti ed è per questo che viene considerato un "ecosistema aperto".<br>Gli ecosistemi in genere sono in evoluzione continua. Tale dinamismo interno al sistema ambientale è provocato sia da cause naturali, sia antropiche.</div><div>Ciò vale soprattutto per gli ecosistemi fluviali.</div><div>Il mutamento degli alvei per le continue erosioni o accrescimento delle sponde, le piene annuali, l’abbandono dell’alveo con la creazione di nuovi letti sono tutte mutazioni naturali che influenzano gli equilibri della flora e della fauna lungo le sponde o le aree vicine. Anche gli interventi dell’uomo ( costruzione di argini, derivazioni d’acqua per irrigare o per uso idroelettrico ) hanno alterato l’ambiente fluviale naturale, ed ancora, l’estrazione di inerti, l’edificazione all’interno delle aree vicine ai corsi d’acqua, la riduzione della vegetazione naturale sulle sponde, provocano mutazioni degli elementi di un ecosistema fluviale. &nbsp;</div><div>Un corso d’acqua in buone condizioni può ospitare una ricca varietà di organismi animali e vegetali&nbsp; in grado di utilizzare le risorse a disposizione mantenendo l’equilibrio quando, invece, l’assetto è perturbato, si assiste alla riproduzione o all'estinzione delle&nbsp; specie più sensibili con un dominio di quelle più resistenti, ma con una diminuzione della complessità dell’ecosistema, cioè una perdita della biodiversità.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 19:39:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CONOSCIAMO IL FIUME SINNI</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1588282538</link>
         <description><![CDATA[<div>Foce del fiume Sinni</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 19:54:23 UTC</pubDate>
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         <title>Fauna della macchia mediterranea</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1589203172</link>
         <description><![CDATA[<div>Volpe (<em> Vulpes vulpes </em>): mammifero.<br>La specie ha <strong>abitudini</strong> prettamente notturne, durante il giorno infatti le <strong>volpi</strong> preferiscono sonnecchiare pigramente nelle loro tane per poi svegliarsi e partire alla caccia solo al crepuscolo. Mammifero carnivoro con corpo snello, gambe basse, <strong>coda</strong> lunga e folta, orecchie grandi, dritte, muso aguzzo e pupilla allungata; scava gallerie sotterra, assale pollai, lepri, addenta e sbrana i topo, <strong>mangia</strong> insetti, ama l'uva e la frutta dolce. La volpe è un canide di medie dimensioni . Ha il muso lungo <strong>e</strong> affusolato, le orecchie dritte, appuntite <strong>e</strong> nere nella parte posteriore <strong>e</strong> le zampe corte.&nbsp; Il mantello <strong>è formato</strong> da peli molto lunghi, <strong>come</strong> ad esempio quelli della coda che possono misurare fino a 87 cm di lunghezza.&nbsp; Questi animali si distinguono per l'intelligenza e hanno una grande importanza pratica per l'uomo come gli altri animali da caccia e da pelliccia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 06:32:41 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Com&#39;è fatto e come funziona un fitodepuratore</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1589247039</link>
         <description><![CDATA[<div>La fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico costituito da un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e vegetato da piante acquatiche. <strong>All'uscita si ottiene esclusivamente acqua depurata a norma di legge, senza alcuna produzione di fanghi</strong>.</div><div>La depurazione avviene mediante l'azione combinata tra substrato ghiaioso, piante, refluo e microrganismi presenti. All'interno del letto di ghiaia, al passaggio delle acque reflue, si formano microrganismi che mettono in atto reazioni biochimiche di degradazione delle sostanze inquinanti. Le <a href="https://www.fitodepurazione.it/piante.htm">piante</a>, oltre a partecipare attivamente all'eliminazione degli inquinanti, forniscono l'ossigeno necessario alle reazioni trasportandolo dall'apparato foliare a quello radicale. Per questo motivo solo le specie vegetali che possiedono determinate caratteristiche possono essere impiegate negli impianti di fitodepurazione: in particolare le specie più utilizzate a livello internazionale sono <a href="https://www.fitodepurazione.it/piante.htm">Phragmites Australis</a>, <a href="https://www.fitodepurazione.it/piante.htm">Carex</a>, <a href="https://www.fitodepurazione.it/piante.htm">Juncus</a>, <a href="https://www.fitodepurazione.it/piante.htm">Typha</a>, <a href="https://www.fitodepurazione.it/piante.htm">Iris</a>.</div><div>Il sistema funziona in assenza di energia aggiunta e quindi di parti elettromeccaniche. Ciò permette di definire l'impianto "ecocompatibile".</div><div>Gli impianti di fitodepurazione opportunamente dimensionati e realizzati consentono un abbattimento del carico organico del refluo in entrata superiore al 90% e comunque conforme ai limiti di legge (D.Lgs. 152/06).<br>L'impianto di fitodepurazione si realizza mediante lo scavo di un bacino di dimensioni variabili a seconda della portata e della tipologia di scarico. Il bacino viene rivestito con un sistema di impermeabilizzazione e funzionalità ottenuto con flangie per tubi passa guaina in PVC a garanzia di tenuta .</div><div>Il bacino, una volta impermeabilizzato, viene riempito con materiale inerte selezionato sul quale saranno direttamente piantumate le diverse essenze vegetali macrofite atte alla depurazione.</div><div>Il livello del refluo all'interno del bacino di fitodepurazione è costantemente mantenuto 10/15 cm sotto la superficie della ghiaia mediante il sistema di regolazione del livello posto in uscita. <strong>L'impianto è calpestabile, senza affioramento di acqua in superficie</strong>. <strong>Viene garantita così la</strong> <strong>totale assenza di cattivi odori e di insetti molesti</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 06:56:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La fauna della macchia mediterranea </title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1589276431</link>
         <description><![CDATA[<div>Il lupo <em>(Canis lupus</em>): mammifero.<br><strong>Habitat:</strong> frequenta località boschive, steppe, cespugliati d'alto piano. L'habitat preferenziale del Lupo italiano è quello della dorsale appenninica al di sopra degli 800-1000 m. Nell'alto Lazio e nella bassa Toscana vive nella macchia mediterranea, alta dal livello del mare 600 m. In ogni caso l'ambiente deve avere un alto grado di selvaticità, presenza umana ridotta, ampi spazi boscati indisturbati, eventualmente pascolo brado. A livello mondiale la specie occupa le tundre artiche come le foreste tropicali indiane e i sub-deserti arabi.</div><div><br></div><div><strong>Abitudini:</strong> prevalentemente notturno, di giorno si limita al riposo, al gioco e talvolta a piccoli spostamenti. Forte, eccellente corridore, trotta, galoppa, salta ed è capace di nuotare; compie notevoli spostamenti per la ricerca del cibo (la distanza percorsa giornalmente varia da 1 Km fino ad un massimo di 10 Km). Animale sociale, vive in genere in branchi costruiti generalmente attorno ad una coppia ed alla sua progenie; in essi vige una precisa gerarchia continuamente rafforzata per mezzo di rituali, giochi e lotte. La grandezza del branco è in funzione della disponibilità alimentare. Territoriale per gran parte della sua vita, esistono però numerosi animali che vagano solitari lontano dalla normale area di distribuzione. Il territorio varia in genere da 70 a 200 Km2. L'alimentazione è attualmente legata agli Ungulati selvatici, ma anche ai rifiuti, agli Anfibi, Rettili, piccoli Roditori, Insetti e frutti. L'accoppiamento avviene a marzo, dopo un corteggiamento più o meno lungo; la gestazione dura 59-62 giorni. I piccoli, da 4 a 6, vengono partoriti in una tana scavata nel terreno o ricavata tra le rocce; nascono ciechi ed inetti, la femmina non si allontana dalla tana per almeno 45-60 giorni, durante i quali gli altri membri del branco provvedono a nutrirla portando alla tana il cibo necessario. I cuccioli aprono gli occhi al termine della seconda settimana, a 2 mesi cominciano a seguire la madre ed il branco negli spostamenti; la crescita si completa solo al termine del primo anno di vita; la maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno. Il Lupo in cattività vive anche 17 anni, ma in natura raggiunge al massimo i 10 anni di età. Il Lupo non ha predatori, se si eccettua l'uomo.</div><div><br></div><div><strong>Status:</strong> raro.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 07:12:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CONOSCIAMO LA FAUNA DELLA MACCHIA MEDITERRANEA</title>
         <author>mariamanolio</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1589286910</link>
         <description><![CDATA[<div>Il gufo (<em>Asio otus</em>):uccello.<br><br>Apertura alare sino a 96 centimetri, per 34 centimetri di lunghezza e oltre 250 grammi di peso, fanno del Gufo comune un rapace notturno di medie dimensioni. Caccia – esclusivamente di notte – una grande varietà di piccoli animali, topi, toporagni, talpe, scoiattoli, ratti, insetti e uccelli. Durante il giorno, dorme nelle cavità degli alberi o nei vecchi ruderi, perfettamente mimetizzato grazie alla livrea di colore bruno macchiettato.<br><br></div><div><br>Testa, collo e parti superiori delle ali mostrano, infatti, una colorazione fulvo-marroncino con macchiettature più scure che rendono nel complesso il suo aspetto piuttosto mimetico. Le parti inferiori e i fianchi variano da sfumature giallo-ocra al castano chiaro con strie e barre nerastre, che contrastano notevolmente con le parti dorsali più scure. Di notte, è possibile distinguere un Gufo comune in volo proprio dal candore della parte inferiore delle ali in cui sono evidenti delle semilune carpali nere. I due sessi sono simili e la specie è anche facilmente riconoscibile per i tipici “ciuffi” che presenta sulle orecchie.</div><div>La specie è ampiamente distribuita in Europa, dalle zone temperate a quelle boreali, dal Mediterraneo alle steppe asiatiche, dalla Penisola Iberica alla Russia. In Italia è parzialmente sedentario e nidificante, migratore regolare e svernante.</div><div>Come tutti i rapaci notturni, il Gufo comune ha gli occhi in posizione frontale all’interno di due dischi facciali divisi da un “V” centrale, bordata di bianco, che separa i due bulbi oculari giallo-arancioni. Frequenta zone boscate intervallate da radure o aree coltivate aperte. Nelle ore notturne, si spinge anche fino a campi coltivati e praterie, mentre durante il giorno resta a lungo immobile, mimetizzato nel fitto della vegetazione arborea. Spesso è facile osservarlo ai margini di una strada posato su cartelli stradali o bassi muretti, pronto a lanciarsi rapido e furtivo su una nuova preda.<br><br></div><div><br>Nidifica sugli alberi in vecchi nidi di altri uccelli, occasionalmente sul terreno. Tra marzo e maggio la femmina depone 3-5 uova, che cova per 25-30 giorni. A circa 2 mesi dalla schiusa i giovani diventano indipendenti. Di solito è esclusivamente la femmina ad occuparsi della cova e, in questo periodo, viene nutrita dal maschio. In annate particolarmente favorevoli le coppie possono portare a termine sino a due covate.<br>CURIOSITA':<br><em>l Gufo comune non può muovere gli occhi: in compenso, però, riesce a ruotare la testa di ben 270°. Durante l’inverno, questo interessante rapace notturno si riunisce, di giorno, su alberi usati come posatoi, probabilmente per assicurarsi protezione reciproca, e, da qui, prende il volo per cacciare, quando cala il buio. All’inizio della primavera, poi, le colonie si disperdono, per formare le coppie e nidificare. Nella tradizione fiabesca e nel mondo dell’animazione il Gufo è quasi sempre rappresentato come un animale saggio ed erudito, che diffonde la sua cultura a tutta la comunità animale – e talvolta umana – con cui entra in contatto; al tempo stesso, viene rappresentato come un essere dal carattere molto pignolo e permaloso. Secondo una leggenda popolare nord-europea, il Gufo era considerato l’uccello portafortuna delle principesse discendenti da una misteriosa dinastia detta “Clementinum”, insediatasi in Scandinavia intorno al 340 d.C. dal Mediterraneo</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-07 07:18:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Castello di Valsinni, Via Vincenzo Gioberti, Valsinni, MT</title>
         <author>vitogrieco</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1592974867</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-08 14:10:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cosa fare e cosa non fare in montagna (e non solo)</title>
         <author>ClassePrima_2020_2021</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1594941246</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-09 05:35:50 UTC</pubDate>
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         <title>Simboli segnaletica sentieri CAI</title>
         <author>ClassePrima_2020_2021</author>
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         <pubDate>2021-06-09 06:44:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title> 75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>ClassePrima_2020_2021</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1595972015</link>
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         <pubDate>2021-06-09 14:48:30 UTC</pubDate>
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         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1603254692</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 10:30:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il paese di Valsinni è quello della zona che ha il centro storico meglio conservato. Nella valle del Sinni, a 20 minuti da Senise, è dominato dal Castello di Isabella Morra ed è una sorpresa perdersi nei suoi vicoli in salita e trovare oltre alle classiche attrazioni turistiche, costumi e spettacoli, le più vere rappresentazioni di vita locale con famiglie riunite conversare davanti alle porte di casa sempre aperte.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 11:07:56 UTC</pubDate>
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         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>i vicoli di questo borgo incantato sembrano risuonare antichi versi dal tono dolente e malinconico. Refoli di vento di un lontano passato, che raccontano di una donna dall'estro poetico e dalla sensibilità fuori dal comune. Tra le mura del castello di Valsinni, chiamata Favale fino al 1873, si consumò la breve e dolorosa vicenda della poetessa Isabella Morra, vissuta nella prima metà del Cinquecento. La giovane fu prima segregata e poi barbaramente uccisa dai fratelli a soli 25 anni per una presunta relazione con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro, barone del vicino feudo di Bollita.<br><br>continua su: https://travel.fanpage.it/valsinni-un-romantico-borgo-che-risuona-di-poesia/<br>https://travel.fanpage.it/</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 11:31:59 UTC</pubDate>
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         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Camminare tra i suoi vicoli fiabeschi è un'esperienza unica. A causa dei dislivelli tra un'abitazione e l'altra, le strade sono collegate tra loro dai caratteristici "gafii", aperture coperte a volta che passano sotto le case stesse. Da vedere nel borgo anche&nbsp;Palazzo Melidoro,&nbsp;Palazzo Mauri, che spicca per il suo antico mulino, e la chiesa Madre,&nbsp;dedicata all'Assunta, che custodisce uno splendido crocifisso ligneo del Quattrocento. Imperdibile, naturalmente, la visita guidata al Castello di Valsinni, costruito intorno all'anno Mille e dimora della famiglia Morra.<br><br>continua su: https://travel.fanpage.it/valsinni-un-romantico-borgo-che-risuona-di-poesia/<br>https://travel.fanpage.it/</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 11:35:26 UTC</pubDate>
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         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Valsinni è incastonata in un territorio unico al mondo, sul versante lucano del Parco Nazionale del Pollino, che con i suoi 192.000 ettari è il più esteso di Italia. In quest'area naturale è possibile rivivere e ammirare i luoghi che hanno ispirato Isabella. In onore della poetessa, nel 1993, è stato istituito il Parco Letterario Isabella Morra,&nbsp;un percorso sentimentale che si snoda a partire dal cuore del borgo medievale fino al castello, dimora della giovane.<br><br><br>continua su: https://travel.fanpage.it/valsinni-un-romantico-borgo-che-risuona-di-poesia/<br>https://travel.fanpage.it/</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 11:37:48 UTC</pubDate>
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         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra i vicoli e le viuzze del centro storico, il visitatore sarà accompagnato da menestrelli e rappresentazioni teatrali, mentre i versi di Isabella scandiranno con grazia ogni passo. Un viaggio suggestivo nella poesia e nel sogno, costellato da numerosi eventi. Tra questi, a luglio e agosto si tiene la rassegna "L'estate di Isabella", con rievocazioni di vita rinascimentale, spettacoli teatrali e cenacoli sotto le stelle accompagnati dai "Menestrelli senza Re".<br><br>continua su: https://travel.fanpage.it/valsinni-un-romantico-borgo-che-risuona-di-poesia/<br>https://travel.fanpage.it/</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 11:39:53 UTC</pubDate>
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         <title>75029 Valsinni MT, Italia</title>
         <author>PatriziaStBonaro</author>
         <link>https://padlet.com/ClassePrima_2020_2021/7zx1lr6qeqq6qmcn/wish/1603300719</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Valsinni</strong>, centro urbano di antichissime origini, fu edificata da esuli <strong>greci</strong> sulla strategica vetta del monte “Coppolo” (montagna a guardia della piana della Siritide e del mare), sulla quale sono ancora visibili i resti di possenti mura di cinta fortificate con blocchi imponenti chiusi a filari sfalsati, con al suo interno una salubre sorgente d’acqua, testimonianza di un luogo abitato nel tempo da popolazioni insediatesi presumibilmente già dal <strong>XII secolo a.C</strong>.<br><br>https://www.esperienzeconilsud.it/fattoriadeglienotri/2020/04/29/conosciamo-il-territorio-valsinni/</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-13 11:42:36 UTC</pubDate>
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