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      <title>Il nostro albero nella letteratura  by Anna Merciai</title>
      <link>https://padlet.com/annamerciai2/7z56972gvhra</link>
      <description>Inferno, XIII</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-22 20:02:01 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2017-11-23 07:33:34 UTC</lastBuildDate>
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         <title>La selva dei suicidi</title>
         <author>annamerciai2</author>
         <link>https://padlet.com/annamerciai2/7z56972gvhra/wish/209544858</link>
         <description><![CDATA[<div>La selva dei suicidi è una foresta rappresentata nel XII canto dell’Inferno di Dante.<br>Dante e Virgilio si trovano nel secondo girone del settimo cerchio, zona infernale dove vengono puniti i violenti.<br>Attraverso esso si può notare l’importanza che Dante rivolge al suicidio, considerato da lui assai più grave dell’omicidio, poiché simboleggia un rifiuto alla vita, nonché rifiuto a un dono di Dio.<br>I peccatori di suicidio sono imprigionati in un albero e tormentati dalle Arpie, creature mitologiche, in segno di una libertà abusata in passato che viene punita, appunto, imprigionandola in balia di tutto e tutti.<br>La condizione interiore delle anime imprigionate viene riflessa dall’aspetto esteriori degli alberi della foresta, caratterizzati da rami tortuosi e inquietanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 20:05:45 UTC</pubDate>
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         <title>Il nostro albero nella letteratura</title>
         <author>annamerciai2</author>
         <link>https://padlet.com/annamerciai2/7z56972gvhra/wish/209545026</link>
         <description><![CDATA[<div>Individuate la valenza simbolica della selva dei suicidi di Dante<br> (If, XIII).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 20:06:17 UTC</pubDate>
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         <title>La selva dei suicidi</title>
         <author>annamerciai2</author>
         <link>https://padlet.com/annamerciai2/7z56972gvhra/wish/209545082</link>
         <description><![CDATA[<div>"Brievemente sarà risposto a voi.<br>Quando si parte l'anima feroce<br>dal corpo ond'ella stessa s'è disvelta<br>Minòs la manda alla settima foce.<br>Cade in la selva, e non l'è parte scelta;<br>ma là dove fortuna la balestra<br>quivi germoglia come gran di spelta.<br>Surge in vermena ed in pianta silvestra:<br>l'Arpie, pascendo poi delle sue foglie,<br>fanno dolore e al dolor fenestra.<br>Come l'altre verrem per nostre spoglie<br>ma non però ch'alcuna sen rivesta;<br>chè non è giusto aver ciò ch'om si toglie.<br>Qui le trascineremo, e per la mesta<br>selva saranno i nostri corpi appesi,<br>ciascuno al prun dell'ombra sua molesta."<br><br></div><div> <br>In questi versi è descritta in maniera magistrale tutta la violenza del suicidio e della conseguente pena a cui sono sottoposti i dannati.<br><br></div><div>L'anima è definita infatti con l'aggettivo "feroce", poichè decide di troncare il legame con la vita. Il verbo "disvellere" indica l'innaturalità del suicidio, che fa violenza al naturale istinto di conservazione dell'uomo.<br><br></div><div>Le anime germogliano e crescono casualmente ("là dove fortuna la balestra"), poichè Dio le ha abbandonate al proprio destino. <br><br></div><div>Dante successivamente descrive ciò che accadrà ai dannati dopo il giudizio universale: essi non riavranno più il loro corpo, poichè Dio rispetta il libero arbitrio dell'uomo ("non è giusto aver ciò ch'om si toglie"), ma il corpo rimarrà appeso ad un albero per l’eternità. <br>aisha1<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 20:06:39 UTC</pubDate>
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         <title>LA SELVA DEI SUICIDI</title>
         <author>annamerciai2</author>
         <link>https://padlet.com/annamerciai2/7z56972gvhra/wish/209545270</link>
         <description><![CDATA[<div><br>ALBERI NELLA SELVA DEI SUICIDI<br>I suicidi, che durante tutta la loro vita disprezzarono il loro corpo tanto da togliersi la vita, sono mutati e trasformati in alberi secchi e muniti di spine avvelenate. Essi sono straziati da Arpie, creature dal corpo di uccello e volto umano che creano i loro nidi fra i rami, poiché le anime straziarono loro stessi nella loro vita.<br>Glirlalmighty<br><br>DESCRIZIONE ALBERI SELVA DEI SUICIDI<br>Non fronda verde, ma di color fosco; <br>non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti; <br>non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco:                         6<br><br>non han sì aspri sterpi né sì folti <br>quelle fiere selvagge che ’n odio hanno <br>tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.                                  9<br><br>Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno, <br>che cacciar de le Strofade i Troiani <br>con tristo annunzio di futuro danno.                               12<br><br>Ali hanno late, e colli e visi umani, <br>piè con artigli, e pennuto ’l gran ventre; <br>fanno lamenti in su li alberi strani.                                 15<br>Flora14<br><br>Bloom04<br><br>LA SELVA DEI SUICIDI E L’ENEIDE<br>La selva dei suicidi di Dante è ispirata dall' episodio di Enea e Polidoro, nel libro III dell’Eneide. Dal ramo di un mirto che Enea aveva strappato, infatti, stillano gocce di sangue e dal cespuglio l’eroe ode la voce di Polidoro.<br>M’appressai, e tentando di svellere dal suolo un verde<br>25 cespuglio, per coprire le are di rami frondosi,<br> orrendo e mirabile a dirsi vedo un prodigio.<br> Infatti dall’arbusto che strappo dal suolo per primo,<br> spezzate le radici, colano gocce di nero sangue<br> e macchiano la terra di putredine. Un freddo brivido<br>30 mi scuote le membra, e il sangue si gela per il terrore.<br> Di nuovo insisto a strappare il fl essibile ramo<br> d’un altro, e a cercare a fondo le cause nascoste.<br> Anche dalla corteccia dell’altro sgorga nero sangue;<br>agitando molti pensieri nell’animo veneravo le agresti<br>35 Ninfe e il padre Gradivo che presiede ai campi getici,<br> perché propiziassero la visione e alleviassero il presagio.<br> Ma dopo che aff erro con maggiore slancio la terza<br> verga, puntando le ginocchia contro la sabbia<br> – devo parlare o tacere? –, s’ode un lacrimoso gemito<br>40 dalla base del cumulo, e una voce uscendone raggiunge gli orecchi:<br> “Perché laceri uno sventurato, o Enea? Risparmia un cadavere;<br> risparmia di profanare le pie mani. Troia mi ha generato<br> non estraneo a te, e il sangue che vedi non sgorga dal legno.<br> Oh fuggi terre crudeli, fuggi un avido lido.<br>45 Sono Polidoro. Qui mi trafi sse e mi coprì<br> una ferrea messe di dardi e crebbe di acute aste”.<br>Musa21<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 20:07:27 UTC</pubDate>
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