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      <title>La battaglia di San Martino by Stefano Finocchi</title>
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      <description>Progetto la storia in miniatura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-09 14:07:43 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La battaglia di Solferino e San Martino venne combattuta il 24 giugno 1859 in Lombardia nel contesto della Seconda guerra d'indipendenza italiana dall'esercito austriaco da un lato e da quello francese e piemontese dall'altro. Vide la sconfitta dell'Austria, che con essa perse la guerra e la Lombardia. <br><br></div><div>I motivi per ricordarla sono tre:<br><br></div><div>- per la storia italiana perché è stato il primo concreto passo verso l'unità nazionale;<br><br></div><div>-  per le statistiche storiche, perché fu l'ultima volta che in mezzo ai combattimenti si trovarono, a cavallo, nel raggio di pochi chilometri tre capi di stato: Francesco Giuseppe, Napoleone III e Vittorio Emanuele II;<br><br></div><div>- per la storia dell’umanità, per aver ispirato a Henry Dunant l'idea che segnò la nascita della  Croce Rossa Internazionale.<br><br></div><div>L’esercito francese e quello del Regno di Sardegna erano alleati e i piemontesi formarono l'ala sinistra dello schieramento. <br><br></div><div>Fu la prima grande battaglia dopo quelle napoleoniche, avendovi preso parte, complessivamente, 235.000 uomini circa. Il fronte dello scontro si estese dal lago di Garda fino a Castel Goffredo per circa 20 km. La vittoria alleata fu determinata principalmente dall'impiego oculato del corpo d'élite della Guardia Imperiale francese, da un uso migliore della cavalleria e dall'impiego dei nuovi cannoni a canna rigata francesi, più precisi e potenti di quelli austriaci.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:14:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il settore di San Martino </title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>La storiografia post-risorgimentale separò l'azione dei piemontesi isolandola come un evento a sé stante al quale si diede il nome di battaglia di San Martino.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:16:15 UTC</pubDate>
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         <title>Il primo assalto piemontese</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>I soldati delle quattro divisioni piemontesi che costituivano l'ala sinistra dello schieramento alleato erano lontani dal pensare di incontrare il nemico in forze. Erano anzi convinti di avere dinnanzi a loro le retroguardie della ritirata austriaca. Sul fronte opposto&nbsp; invece c’era l'8º Corpo della 2ª Armata austriaca del generale Benedek.&nbsp; Egli disponeva di 5 brigate ma, in vista dell'imminente battaglia, il giorno prima gliene era stata assegnata un'altra proveniente da un corpo in difesa del Südtirol. Durante il corso della battaglia, inoltre, ottenne dal 5º Corpo altre due brigate, per un totale di 8; esattamente quante l'armata piemontese riuscì ad impiegarne contro di lui.<br><br></div><div>La prima ricognizione piemontese a partire, alle 3,00 del 24 giugno, fu quella della 5ª divisione. Alle 7,00&nbsp; i bersaglieri della ricognizione segnalarono la presenza del nemico che fu subito attaccato e respinto verso Pozzolengo. Ma il grosso delle truppe dell'8º Corpo era ormai sul posto, poiché Benedek alle 6,30 aveva ordinato di occupare le alture a nord del paese.<br><br></div><div>Attaccata da forze soverchianti, la ricognizione ripiegò sulla collina della <strong>chiesetta di San Martino</strong>, dove venne raggiunta da unità minori della 3ª Divisione di Mollard. Ancora sovrastate, le truppe piemontesi alle 8,15 si ritirarono. Sopraggiunse però la Brigata “Cuneo” della 3ª Divisione che alle 9,00&nbsp; attaccò le posizioni austriache conquistando momentaneamente San Martino. Contrattaccata da forze superiori, la brigata dovette infatti abbandonare la posizione che fu ancora conquistata dai piemontesi dopo un successivo assalto. Al termine di quest'ultimo scontro fu ferito mortalmente il comandante della "Cuneo", il generale Matteo Annibale Arnaldi. Le truppe di Benedek si ritiravano di mezzo chilometro.<br><br></div><div>Alle 9,30, due nuove brigate austriache intervennero nella lotta e la “Cuneo” dovette a sua volta retrocedere intorno alle 10.00 verso la linea ferroviaria, dove si riordinò.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:23:59 UTC</pubDate>
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         <title>Il secondo assalto piemontese</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Benedek non si preoccupò di inseguire i piemontesi quanto di rafforzarsi sulle alture, in modo da resistere ai nuovi attacchi che giudicava imminenti. Intanto, la 5ª Divisione piemontese del generale Cucchiari ricevette notizia che la propria ricognizione e truppe della 3ª Divisione erano impegnate con il nemico. Diede subito disposizioni per sostenere la ritirata della “Cuneo” e attaccare le alture.<br><br></div><div>Ma delle due brigate della 5ª Divisione era giunta solo la “Casale”, che assaltò il nemico senza esitazioni alle 11,00 circa. L'attacco fu condotto con veemenza da 5.300 uomini e 16 cannoni, mentre Benedek disponeva in loco di 10.000 soldati e 53 pezzi d'artiglieria, per di più in posizione migliore. Nonostante ciò, grazie anche all'attardarsi di ulteriori rinforzi austriaci, San Martino fu riconquistata alle 11,30.<br><br></div><div>Fu presa con gravi sacrifici anche la <strong>Cascina di Controcania</strong>, in posizione strategica a 500 metri a sud-ovest della chiesetta di San Martino. All'arrivo tuttavia dei rinforzi austriaci della brigata del generale Philippović, Benedek fu in grado di riprendere la controffensiva e la Brigata “Casale” dovette ripiegare sulle posizioni dalle quali era partita. Ciò avveniva verso mezzogiorno, proprio quando la seconda brigata della 5ª Divisione, la “Acqui”, raggiungeva il campo di battaglia.<br><br></div><div>Come le altre, anche le unità della “Acqui” furono mandate subito all'assalto e riconquistarono le alture. Benedek raggiunse allora la linea del fuoco per ricondurre parte delle truppe sconfitte al contrattacco. Le altre brigate austriache sulle ali pure contrattaccarono e i piemontesi dovettero retrocedere. Ma all'arrivo del secondo reggimento della “Acqui” gli austriaci furono fermati e i piemontesi conquistarono ancora temporaneamente la chiesa di San Martino. Superati ancora nel numero, dovettero però ancora cedere, nonostante l'arrivo di un reggimento della Brigata “Pinerolo” della 3ª Divisione di Mollard. Erano le 13,20.<br><br></div><div>Entrambe le parti erano esauste e Benedek era preoccupato per le minacce che gli venivano da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scoperta_%28Lonato_del_Garda%29">Madonna della Scoperta</a> dove, a 2 km. a nord-est di Solferino, i piemontesi avevano impegnato gli austriaci che combattevano con i francesi. Sul fronte di San Martino si ebbe così una sosta.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:25:08 UTC</pubDate>
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         <title>Il terzo assalto piemontese</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre con tanto accanimento le brigate piemontesi combattevano presso San Martino, la battaglia infieriva lungo tutto il fronte. La 1ª Divisione piemontese, al comando del generale Durando, combatteva a Madonna della Scoperta contro parte del 5º Corpo austriaco di Stadion, e i francesi, erano impegnati a Solferino, Medole e Guidizzolo.<br><br></div><div>Vittorio Emanuele II si trovava a Lonato e fin dalle prime ore del mattino sentì in lontananza tuonare i cannoni. Si preparò a partire ma decise di aspettare notizie. Alle 7,30 una missiva di Napoleone III gli chiese una divisione per il fronte di Solferino. Il Re diede ordine di partire alla 2ª Divisione di Fanti, ma quando gli pervennero le notizie degli scontri di San Martino inviò un contrordine, disponendo che una delle due brigate della divisione marciasse su Madonna della Scoperta e l'altra su San Martino.<br><br></div><div>La Brigata “Aosta” della 2ª Divisione arrivò sul campo di battaglia intorno alle 15,30, assieme agli ordini di Vittorio Emanuele II per la 5ª Divisione di Cucchiari di tornare in linea e di attaccare con le 5 brigate riunite (una della 2ª Divisione, due della 3ª e due della 5ª) San Martino. Invece, i due reggimenti della Brigata “Pinerolo” (della 3ª) per una infinità di incidenti e difficoltà attaccarono per primi dalle 16,45 in due attacchi separati e furono respinti; poi attaccò la Brigata “Aosta” (della 2ª) che, dopo una tenace resistenza, dovette ugualmente cedere; mentre solo alle 17,00 la 5ª Divisione riusciva a partire da Rivoltella, dove si era ritirata, per raggiungere il campo di battaglia. Intanto era scoppiato un forte temporale, che impose una pausa negli assalti.<br><br></div><div>Sull'altro fronte Benedek, verso le 16,00&nbsp; aveva ricevuto l'ordine da Francesco Giuseppe di ritirarsi in conformità con l'andamento della battaglia a Solferino. Ma il comandante dell'8º Corpo, lungi dal voler lasciare ai piemontesi le posizioni difese con tanti sacrifici, aveva ignorato l'ordine.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:26:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il quarto assalto piemontese</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Così, alle 19,00 , le forze piemontesi si prepararono per l'ultimo, decisivo attacco. Erano pronte forze corrispondenti a 3 brigate: a sinistra un reggimento della Brigata “Casale” e uno della “Acqui” (entrambe della 5ª Divisione), al centro la Brigata “Aosta” (2ª Divisione), e a destra un reggimento della Brigata “Cuneo” e uno della “Pinerolo” (3ª Divisione). Dall'altro lato attendevano 5 brigate austriache, perché una era stata ritirata dalla lotta da Benedek, probabilmente in parziale ottemperanza agli ordini ricevuti. Alle 19,30 ci fu l'ultimo assalto piemontese, ancora una volta si cercò la vittoria solo a prezzo di molto sangue. Il centro e la sinistra piemontesi avanzarono impadronendosi delle posizioni nemiche, mentre l'ala destra trovò ancora una tenace resistenza.<br><br></div><div>Solo alle 20,00 i piemontesi posero definitivamente piede sulle alture così contestate. Non pago, mezz'ora dopo, Benedek, con elementi di due brigate tentò un ultimo disperato assalto, respinto dai piemontesi che catturarono 5 cannoni e 200 austriaci. La stanchezza impedì tuttavia ai vincitori l'inseguimento<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Solferino_e_San_Martino#cite_note-Pieri-618-84"><sup>[</sup></a>.<br><br></div><div>Alle ore 3,00 del giorno successivo tutto l'8º Corpo austriaco era raccolto sulla riva sinistra del Mincio. Per quasi 14 ore 22.000 piemontesi, a successive riprese, con 48 cannoni, nonostante le gravi perdite avevano attaccato 20.000 austriaci con 80 cannoni.<br><br></div><div> Nello scontro di San Martino avevano combattuto forze di 5 brigate piemontesi (di cui una di rinforzo arrivata in un secondo momento) contro quelle di 6 brigate austriache.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:27:37 UTC</pubDate>
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         <title>Il contributo piemontese alla vittoria</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il contributo piemontese alla vittoria alleata fu notevole. Quantunque mancò un coordinamento unitario,&nbsp; fu invece un'azione slegata e le truppe piemontesi pagarono con il loro sacrificio le mancanze del comando.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:28:25 UTC</pubDate>
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         <title>Perdite e conseguenze</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>La battaglia di Solferino e San Martino fu la più sanguinosa dai tempi delle guerre napoleoniche. I francesi lamentarono 1.622 morti e 8.530 feriti, oltre a 1.518 fra dispersi e prigionieri; i piemontesi contarono 869 morti, 3.982 feriti e 774 dispersi o prigionieri. In totale le perdite degli alleati ammontarono a 2.431 morti e 12.152 feriti. Dal canto loro gli austriaci ebbero 2.292 morti e 10.807 feriti, oltre a 8.638 dispersi o prigionieri.<br><br></div><div>Napoleone III, così come a Magenta, non inseguì il nemico in ritirata, dopo 10 ore di battaglia, i suoi nervi erano allo stremo. Mentre sempre più grave appariva la sconfitta austriaca. Il 25 giugno il capo di stato maggiore austriaco von Hess ordinò la ritirata fino al fiume Isonzo, il che voleva dire abbandonare il Veneto al nemico. Due giorni dopo, però, nell'attraversare l'Adige, l'ordine fu sospeso e, vista l'inazione franco-piemontese, il 30, fu annullato.Dopo 11 giorni di stasi, per decisione unilaterale di Napoleone III, costui, Francesco Giuseppe e il giorno dopo Vittorio Emanuele II, firmarono l'armistizio di Villafranca, che poneva fine alla seconda guerra d'indipendenza. Il Re di Sardegna acquisiva la Lombardia, deludendo le aspettative di coloro che speravano in una vittoria completa che comprendesse anche il Veneto, così come stabilito da Cavour e Napoleone III a Plombières.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:29:50 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita della Croce Rossa</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>La presenza di moltissimi morti e feriti sul campo, le devastazioni alle coltivazioni, alle case, e soprattutto l'inadeguatezza dei servizi sanitari dei tre eserciti ispirarono al ginevrino Jean Henri Dunant, presente sul posto, l'ideazione della Croce Rossa: le sofferenze a cui assistette furono così toccanti che volle raccontare la sua esperienza nel libro <em>Un Souvenir de Solférino</em>.<br><br></div><div>Da questo testo, che è una vibrata denuncia delle atrocità della guerra, e all'impegno di Dunant di formare un servizio sanitario che si occupasse dei feriti a prescindere dalla loro nazionalità, nacque nel 1863 il Comitato internazionale della Croce Rossa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-09 14:30:48 UTC</pubDate>
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         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <pubDate>2017-05-09 14:33:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <pubDate>2017-05-09 14:35:46 UTC</pubDate>
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         <title>Rievocazione storica Battaglia di San Martino</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <pubDate>2017-05-09 14:39:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <pubDate>2017-05-09 14:44:56 UTC</pubDate>
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         <title>Superquark - battaglia di Solferino e San Martino</title>
         <author>stefano_finocchi_02</author>
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         <pubDate>2017-05-09 14:46:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>annapelosi7</author>
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         <description><![CDATA[<div>UNA GRANDE BATTAGLIA!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-16 14:09:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariacristinasalcini</author>
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         <pubDate>2017-05-16 14:13:44 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini d&#39;arte</title>
         <author>elena_salvatori</author>
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         <pubDate>2017-06-04 07:24:36 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini d&#39;Arte</title>
         <author>elena_salvatori</author>
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         <description><![CDATA[<div>Affresco Museo la Torre</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 07:27:29 UTC</pubDate>
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