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      <title>Timeline by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-19 11:12:16 UTC</pubDate>
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         <title>L’economia italiana dal dopoguerra ai giorni nostri </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:13:02 UTC</pubDate>
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         <title>1945</title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’Italia appare come un paese fortemente segnato dalle devastazioni della guerra: la produzione industriale del paese era scesa a meno di un terzo rispetto all’inizio del mentre quella agricola era dimezzata; il sistema dei trasporti era collassato e la condizione degli edifici pubblici e privati gravemente compromessa. La forte disoccupazione e le numerose tensioni sociali completano il quadro delle tante difficoltà che il nuovo sistema democratico si trovava ad affrontare.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:16:00 UTC</pubDate>
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         <title>Piano Marshall, l’aiuto delle Nazioni Unite </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il primo consistente aiuto alla ripresa economica italiana venne dall’estero: l’inserimento dell’Italia nel blocco capitalista dei paesi occidentali a guida USA consentì l’inizio dell’intervento statunitense finalizzato a favorire la ripresa dell’intera economia europea.&nbsp;</p><p>L'European Recovery Program, meglio noto come “<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/topic/piano-marshall.html">piano Marshall</a>” dal nome del suo ideatore, venne varato nel giugno del 1947 e nel corso del triennio successivo, fino al 1951, riversò <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/miracolo-economico-italiano-1958-1963-storia-origini-conseguenze.html?google-amp=1#198105_nota_1">13 miliardi di dollari</a>, più aiuti materiali d’ogni genere, sulle economie europee e su quella italiana.&nbsp;</p><p>Tra il 1948, quando concretamente iniziarono i finanziamenti, fino al 1952, <strong>gli Stati Uniti sostennero la ripresa economica europea con 17 miliardi di dollari</strong>. Il denaro servì:&nbsp;</p><ul><li><p>per l’<strong>acquisto</strong> di macchinari, combustibili, derrate agricole e materie prime;</p></li><li><p>per <strong>incentivare la produzione</strong> agricola e industriale;</p></li><li><p>per la <strong>concessione di prestiti</strong> a fondo perduto.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:22:04 UTC</pubDate>
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         <title>La ripresa economica degli anni ‘50 e ‘60 </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra la <strong>fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60</strong>, l’economia capitalistica mondiale attraversò una vera e propria <strong>“età dell’oro”</strong>, con il raggiungimento di livelli di crescita mai sperimentati fino a quel momento per intensità ed ampiezza. Sostenuto da un forte <strong>incremento demografico</strong>, questo processo di grande <strong>espansione economica industriale</strong> aveva preso avvio negli Stati Uniti subito dopo la fine del conflitto, per coinvolgere il resto d’Europa nel decennio successivo, fino a garantire per quasi 25 anni una<strong> fase quasi ininterrotta di benessere</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:33:58 UTC</pubDate>
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         <title>Il boom economico </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Pienamente inserita in questo processo di espansione economica mondiale,<strong> l’Italia</strong> alla fine degli anni ‘50 iniziò a<strong> crescere in maniera vertiginosa</strong>: tra il 1958 e il 1963 il <strong>prodotto interno lordo</strong> italiano si attestò su un<strong> incremento del 6,3% annuo</strong>, inferiore solamente a quello tedesco, ottenendo un<strong> record</strong> mai ottenuto prima nella storia dello Stato unitario.</p><p>Nello stesso periodo la produzione industriale risultò più che raddoppiata, mentre<strong> le esportazioni </strong>aumentarono mediamente di circa il 14% all’anno. Nell’ambito dell’economia europea, l’Italia nel 1965 giungeva a coprire il <strong>12% della produzione continentale</strong>, appena sotto Francia, Inghilterra e Germania.</p><p>Il <strong>“miracolo economico”</strong> avvenne per diverse ragioni: la generale ripresa dell’economia mondiale, la creazione del <strong>Mercato comune europeo</strong> (1957), <strong>il basso costo della manodopera e delle materie prime</strong> e la costruzione di infrastrutture volute dai governi centristi (nel 1959 fu inaugurato il primo tratto dell’Autostrada del Sole). </p><p>La crescita riguardò soprattutto l’industria e permise un benessere inimmaginabile solo pochi anni prima, testimoniato dalla diffusione di beni di consumo di massa, quali <strong>automobili</strong>, <strong>elettrodomestici</strong> e dalla nascita <strong>dell’industria del tempo libero.</strong></p><p><strong>La televisione</strong>, nata nel 1954, fu l’elettrodomestico più desiderato in quegli anni e quello che più di tutti favorì la diffusione di consumi di massa e l’unificazione culturale del paese.</p><p>Questo boom però non interessò tutta l’Italia nello stesso modo, anzi si inasprì lo storico divario tra Nord e Sud e questo portò un enorme spostamento di popolazione, una migrazione interna dalle campagne meridionali alle città industrializzate del Nord che cambiò profondamente la demografia del Paese.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:43:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il divario tra Nord e Sud </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
         <link>https://padlet.com/pg7ny9wsm2/7tnjoqj2gve8g1re/wish/2829479602</link>
         <description><![CDATA[<p>La crescita economica non riguardò solo il cambiamento dei consumi privati ma determinò anche altri <strong>profondi cambiamenti</strong>. Anzitutto la grande maggioranza dell’espansione economica non riguardò tutto il paese, e a beneficiarne furono le <strong>grandi aree industriali del centro-nord</strong> e in particolare il <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="jq_css_nota" href="https://www.studenti.it/miracolo-economico-italiano-1958-1963-storia-origini-conseguenze.html?google-amp=1#198137_nota_1"><strong>triangolo industriale</strong></a><strong> del nord-ovest</strong>.</p><p>Il <strong>Meridione</strong>, salvo alcune eccezioni, rimase <strong>escluso da questo processo</strong>: le regioni del Sud, pur vivendo un momento di crescita, restarono ben lontane dallo sviluppo delle aree del Nord; inoltre le imprese esistenti nel Meridione spesso non riuscirono a reggere la concorrenza, <strong>aumentando il divario già esistente</strong> tra le diverse zone del paese.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:47:15 UTC</pubDate>
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         <title>Anni ‘60 e ‘70; la prima battuta d’arresto </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>All'inizio degli anni 60 si determinò una <strong>crescita del costo del lavoro </strong>superiore agli incrementi di produttività, ciò generò inflazione e fughe di capitali.</p><p>Dopo aver vissuto un periodo di crescita ininterrotta, già<strong> nel 1965</strong> l’economia italiana accusò una <strong>prima battuta d’arresto</strong>, e i livelli produttivi del paese gradualmente si assestarono su <strong>ritmi di crescita più contenuti </strong>rispetto al passato. </p><p>Le <strong>fine del boom economico</strong> lasciò un paese profondamente trasformato sotto tutti i profili, certamente più ricco e moderno, ma segnato dall’<strong>esplosione di nuovi conflitti sociali e politici </strong>legati alle distorsioni di un modello di sviluppo non adeguatamente pianificato.</p><p>Nei fatti, con la fine del boom, iniziarono a manifestarsi i primi <strong>segnali di una crisi </strong>che si sarebbe rivelata in tutta la sua ampiezza nel <strong>decennio successivo</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 11:55:18 UTC</pubDate>
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         <title>Anni ‘80 </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Superata la crisi degli anni precedenti, ridotta l’inflazione e ristrutturata la grande impresa, l’economia cresce in modo moderato</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 12:05:00 UTC</pubDate>
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         <title>Le crisi degli anni ‘90 </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
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         <description><![CDATA[<p>In estrema sintesi dai primi anni '90 l'Italia si è avviata in un periodo di <strong>declino economico </strong>dovuto alle difficoltà competitive dei suoi prodotti tradizionali, prodotti in cui la componente tecnologica è ridotta e l'incidenza del costo di manodopera elevato. Le tradizionali strategie di recupero della competitività basate sulla compressione dei salari e la svalutazione della lira che hanno permesso lo sviluppo italiano a partire dagli anni '50 sono controproducenti o non più attuabili, per <strong>cui è necessario sviluppare la produzione e il commercio di beni ad alta componente tecnologica</strong>. Questo è possibile solo con un impegno consapevole e diretto di governo e parti sociali e con una serie di misure descritte dal saggio.</p><p>Dal 1950 al 1990 l'Italia ha conosciuto un periodo di forte sviluppo economico, reso possibile soprattutto dai bassi salari e dalle frequenti svalutazioni della lira. Il declino dall'inizio degli anni '90 è dovuto all'accresciuta concorrenza di Paesi con costi salariali più bassi e alla stabilizzazione della lira seguita poi dall'<strong>introduzione dell'euro</strong>.</p><p>Secondo la maggioranza degli economisti l'adesione dell'Italia all'euro era comunque <strong>necessaria per evitare instabilità finanziarie </strong>dovute al rilevante debito pubblico italiano dei primi anni '90) .</p><p>Dall'inizio degli anni '90 la quota italiana del <strong>commercio internazionale è progressivamente</strong></p><p><strong>diminuita</strong> e dal 2004 le importazioni italiane superano le esportazioni . Le difficoltà si sono manifestate soprattutto nei beni ad alta tecnologia (dal 1990 al 2003 la quota italiana del commercio internazionale è diminuita del 40%, mentre solo del 15% per i beni a bassa e media tecnologia)</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 12:11:21 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>La situazione attuale </title>
         <author>pg7ny9wsm2</author>
         <link>https://padlet.com/pg7ny9wsm2/7tnjoqj2gve8g1re/wish/2829502370</link>
         <description><![CDATA[<p>Attualmente, l'Italia si caratterizza per: ridotti investimenti in ricerca scientifica; elevato costo del lavoro; elevato prelievo fiscale sui redditi di impresa; burocrazia pubblica inefficiente; sistema di istruzione e di formazione che produce risultati formativi non brillanti; alto costo dell'energia e dei trasporti</p><p>delle merci.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 12:20:08 UTC</pubDate>
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