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      <title>Arti e corporazioni by Maria Virginia LINO</title>
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      <description>mestieri medioevali</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-05 17:04:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il vinaio - Luca Polverini</title>
         <author>s0574luca_polverini</author>
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         <description><![CDATA[<div>I vinai appartenevano alle Arti Minori delle corporazioni. Fu nel Medioevo che al vino si cominciò a dedicare maggior cura col risultato di una produzione e qualità migliore. L’uva continuava ad essere pigiata con i piedi, ma il vino fece il suo primo salto di qualità con la selezione dei vitigni e con la separazione tra uve bianche e nere. Il vino non poteva essere annacquato e adulterato infatti, era un prodotto artificiale e come tale era soggetto a regole precise e sottoposto a un trattamento controllato nelle sue diverse fasi di produzione. Divenne ben presto una bevanda comune che tutti o quasi poterono assaporare senza distinzione di rango. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-05 20:35:08 UTC</pubDate>
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         <title> Grazie</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 13:59:50 UTC</pubDate>
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         <title>Il lanaiolo - Matteo Olivari</title>
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         <description><![CDATA[<div>La manifattura tessile e laniera era uno dei settori trainanti dell'economia cittadina. I membri dell'Arte della Lana si comportavano sia da mercanti che da imprenditori, acquistando la materia prima che poi veniva smistata tra le diverse categorie artigianali impiegate in un luogo processo di lavorazione per arrivare al prodotto finito, rivenduto nelle botteghe.<br>I lanaioli acquistavano la lana grezza sulle piazze estere europee o dell'Africa nord occidentale, che arrivava a Firenze imballata dopo aver compiuto un lungo viaggio a dorso di mulo; la materia grezza era sottoposta ad un processo di trasformazione suddiviso in più di venti fasi, prima di ottenere i panni rifiniti, tinti e marchiati destinati alla vendita botteghe.</div><div> <br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:57-aspetti_di_vita_quotidiana,_abbigliamento_lana,Taccuino.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img width="220" height="238" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/05/57-aspetti_di_vita_quotidiana%2C_abbigliamento_lana%2CTaccuino.jpg/220px-57-aspetti_di_vita_quotidiana%2C_abbigliamento_lana%2CTaccuino.jpg"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 14:05:57 UTC</pubDate>
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         <title>LO SPEZIALE- Margherita Amodio</title>
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         <description><![CDATA[<div>Lo speziale si occupava delle medicine, aveva una bottega , la "Spaezieria", dove si se effettuavano attività di vendita delle erbe medicinali. Nella bottega dello speziale si trovavano pure i profumi ed essenze, i colori usati in pittura e dai tintori, là cere e le candele, la carta e l'inchiostro e spesso anche dolci speziato preparati dallo speziale stesso. L'attività dello speziale era, nella rinascita del Medioevo, una delle più redditizie.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 14:31:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s0560lucia_ciberti</author>
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         <description><![CDATA[ 
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         <pubDate>2018-03-06 14:48:30 UTC</pubDate>
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         <title>La sarta-Lucia Ciberti</title>
         <author>s0560lucia_ciberti</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il Sartor è un mestiere fondamentale nel Medioevo ,infatti loro creavano nuove mode&nbsp; con materiali rari, stoffe e colori&nbsp; nelle isolate culture locali. Il mestiere era perlopiù praticato dagli uomini, i&nbsp; mastri bottegai, con manodopera femminile specializzata nel cucito, erano considerati dei&nbsp; mercanti&nbsp; benestanti .La figura del sarto (sartores)nel Medioevo era considerata un arte “lizéra”, perché per il suo esercizio e per aprire una bottega bastavano&nbsp; forbici, ago e filo, tuttavia necessitava di conoscenze approfondite,&nbsp; tramandate di generazione in generazione.&nbsp; Nella sua bottega il sarto tagliava le vesti, mentre i garzoni e i lavoranti&nbsp; avevano il compito di cucire e rifinire l’abito, ricamare e creare accessori. La lana e la seta erano considerate i tessuti più pregiati&nbsp;<br>Per applicare la tintura delle stoffe si bollivano i tessuti e si fissavano i colori con l’allume o il sale, più un capo presentava colori sgargianti più il proprietario era considerato ricco . Sia per gli uomini che per le donne i modelli di vestiti erano circa gli stessi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 14:49:51 UTC</pubDate>
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         <title>il falegname- Giacomo Figallo</title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Nel medioevo la produzione dei manufatti in legno veniva eseguita nella bottega del falegname. Nella stessa bottega si producevano mobili “<em>Selvatici ciò semplici </em>, come sgabelli a tre piedi, tavoli a fratina e cassoni, tutti mobili realizzati con legni di poco pregio e soprattutto privi di decorazioni; ma anche mobili “<em>Sfoggiati</em>”cioè mobili più complessi nella fabbricazione la cui costruzione era più accurata, con la superficie arricchita da intagli, intarsi e scene dipinte. La produzione dei mobili era fortemente controllata dalla corporazione dell’arte dei legnaioli: per realizzare mobili “<em>sfoggiati</em>” il falegname doveva chiedere autorizzazione alla corporazione e pagare &nbsp; una tassa particolare. Le corporazioni regolamentavano anche le dimensioni del mobile e le essenze da utilizzare; ad esempio, per i cassoni e i cofani esistevano delle misure autorizzate <figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:288,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b6/Schreiner-1568.png/220px-Schreiner-1568.png&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b6/Schreiner-1568.png/220px-Schreiner-1568.png" width="220" height="288"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 14:54:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 15:05:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 15:06:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il tintore - Carlotta Mandato</title>
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         <description><![CDATA[<div>La categoria dei tintori si divideva in tre gruppi: quelli dell'arte Maggiore, che tingevano i tessuti nei colori più vari, quelli dell'arte Minore specializzati in tinture di colore rosso e di una sostanza vegetale chiamata robbia.Infine quelli dell'arte del Guado, che tingevano con appunto il guado, una sostanza vegetale che permetteva una vasta gamma di azzurri.<br>Il colore più difficile era il "morato", ovvero il nero lucido, che era prodotto con il Gallato di ferro.A parte il rosso e il verde, ogni coloritura aveva un segreto.<br>Prima della tintoria i tessuti dovevano essere sgrassati completamente bollendo nel sapone, quindi c'era bisogno di acqua, e non a caso le tintorie sorgevano vicino ai fiumi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 15:50:57 UTC</pubDate>
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         <title>IL MUGNAIO-Martino Sisti</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il mugnaio è la persona che esercita il mestiere di macinare grano o granaglie al mulino; può essere proprietario o conduttore di mulino.<br>L’utilizzo del mulino per la macinazione dei cereali, è testimoniato fin dall'antico Egitto. Come pure in Grecia e a Roma, i mulini erano azionati principalmente da animali, ma anche da schiavi, cittadini poveri, delinquenti condannati. Un documento risalente al I secolo a.C. testimonia l’uso del mulino ad acqua, particolarmente diffuso nell'antica Roma, che troverà la sua massima espansione nel medioevo.<br>Solo nel XII secolo la tecnica di macinazione con il mulino a vento, originaria della Persia, venne introdotta in Europa. <br>Leggi severe regolavano l’uso del mulino: il grano veniva pesato prima della macinazione e, una volta trasformato in farina, si procedeva a pesarne i sacchi. Al proprietario del grano veniva restituita la corrispondente quantità di farina, decurtata del quantitativo trattenuto dal mugnaio come prezzo del suo lavoro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 17:24:27 UTC</pubDate>
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         <title>IL FORNAIO-Andrea lanino</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>l fornaio cuoceva il pane che preparavano le donne.Nelle città più grandi avevano dei veri e propri forni ed erano vincolati da rigide regole e da un giuramento che li obbligava a non mentire sulla quantità&nbsp; e&nbsp; sulla qualità. Se il fornaio non cuoceva bene il pane,oltre a pagare una multa era obbligato a rifare la cottura.Risale a questa epoca la superstizione che il pane in tavola capovolto portasse sfortuna:infatti i fornai,erano costretti a preparare il pane per i condannati a morte gratuitamente,lo consegnavano capovolto per disprezzo.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Tra gli attrezzi dei fornai quelli essenziali erano la pala per infornare il pane,il rastrello per spargere la brace e il riminatura &nbsp; per attizare la brace.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 18:17:36 UTC</pubDate>
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         <title>LO SCALPELLINO-Pietro Ravaschio</title>
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         <description><![CDATA[<div>Allo Scalpellino venivano commissionati lavori di ogni genere e per ogni uso, dai bassorilievi per abbellire chiese e palazzi, alle rifiniture interne ed esterne delle case, come le scale, i portali, le cornici delle finestre, le balaustre di terrazzi e balconi, le soglie di porte, e tanto altro ancora.<br>L’abilità dello scalpellino, tuttavia, non si esauriva solo nella capacità di portare a termine il suo compito, ma anche nel riuscire a scegliere la pietra più adatta al determinato scopo e sapere come tagliarla nel modo più consono ed efficace. Un’abilità che era considerata importante non meno delle peculiari capacità artistiche, perché consentiva di non sprecare nessun pezzo di un materiale considerato piuttosto costoso, allora quanto oggi. Perciò lo scalpellino doveva sapere esattamente dove posizionare le punte d’acciaio temperato per fare le cognare, ovvero quelle fessure verticali sulle quali, attraverso una sorta di scalpello chiamato ponciotto, doveva poi battere, con forza misurata, la pietra per tagliarla nella maniera desiderata. Egli conosceva bene la differenza tra una pietra e l’altra, l’importanza della venatura, il punto di rottura, la fragilità e la robustezza di ogni pezzo di materiale che gli passava tra le mani.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 18:24:07 UTC</pubDate>
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         <title>IL</title>
         <author>arisardi_cicci</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 18:38:04 UTC</pubDate>
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         <title>IL RILEGATORE - Arianna Sardi</title>
         <author>arisardi_cicci</author>
         <link>https://padlet.com/mariavirginia_lino1/7rbkliv9q6ft/wish/238808166</link>
         <description><![CDATA[<div>Fino a XIV - XV secolo l'arte della legatoria era riservata quasi esclusivamente ai monasteri. Questi erano,&nbsp; infatti, detentori di cultura e conoscenza. “Confezionare” un libro voleva dire forgiare un’opera d’arte, un gioiello. Non a caso i manoscritti erano portati in dono ai nobili, al Re o, addirittura, erano inclusi nelle doti delle giovani spose. Erano oggetti di pregio perché adornati di gemme, di metalli preziosi, di seta, ma soprattutto erano rari. Il materiale scrittorio, prima della comparsa della carta in Occidente, era la pergamena e prima ancora il papiro. Preparato in carte cucite assieme, veniva scritto a mano e miniato da&nbsp; amanuensi ed anche se l’argomento riportato era lo stesso, non c’erano mai due&nbsp; libri identici.&nbsp;<br>I fascicoli erano cuciti con l’aiuto di un&nbsp; telaio tramite robusti fili di cotone o canapa. A cucitura completata, le carte erano ulteriormente fissate sul dorso utilizzando colle (ottenute dalla&nbsp; bollitura degli scarti delle pelli) e materiali membranacei di reimpiego. Al volume così ottenuto erano aggiunte le assi lignee ancorate al corpo del libro&nbsp; tramite supporti di cucitura chiamati nervi. In epoca carolingia si trattava di tavolette di mm. 12 ca. di spessore, spesso tagliate a spigoli vivi. In qualche caso i bordi erano smussati o arrotondati e, in linea generale, verso la fine del Medioevo lo spessore delle assicelle diminuì. Le assi lignee erano poi coperte&nbsp; dal cuoio e fissato con colla di origine animale. Una volta asciutto, il cuoio era spesso decorato a seconda dell’importanza del suo destinatario. Le decorazioni erano varie: fregi metallici, pietre o motivi spiraliformi in rilievo ottenuti spingendo il cuoio della coperta su spaghi appoggiati alle assi in legno. In epoca carolingia e post-carolingia furono introdotte anche le&nbsp; incisioni a caldo mai utilizzate prima di questo momento. Poiché la pergamena dei manoscritti tendeva a deformarsi facilmente, le coperte in legno dei libri erano spesso fermate tramite cinghie o fibbie dette bindelle o da veri&nbsp; e propri fermagli metallici.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 18:38:05 UTC</pubDate>
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         <title>IL FABBRO - Andrea Schiaffino</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel medioevo si svilupparono in tutte le città le botteghe del fabbro e nacquero le prime corporazioni di arti e mestieri, tra cui quelle dei fabbri, che avevano il compito di realizzare armature e armi da guerra, ma anche di creare attrezzi per il lavoro nei campi e oggetti di uso domestico. I fabbri si occupavano anche della ferratura dei cavalli, che a quel tempo erano il principale mezzo di trasporto.&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il ferro veniva inserito nella fucina; con il fuoco ottenuto da carboni ardenti alimentati dal soffio del mantice, raggiungeva alte temperature grazie alle quali era ammorbidito e poteva essere battuto e&nbsp; sagomato nelle forme necessarie. Il mestiere del fabbro richiedeva forza e precisione. Gli arnesi del fabbro erano il mantice per ravvivare il fuoco nella fucina, l'incudine in acciaio temprato, una serie completa di utensili<strong> </strong>(martelli, tenaglie, scalpelli). Il fabbro comperava le barre di ferro dolce dai mercanti e acquistava il carbone vegetale o di legna dai contadini.<br><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:221,&quot;url&quot;:&quot;https://imgglb.padletcdn.com/v13/image?t=a_exif,c_limit,dpr_1.0,h_943,w_1920&amp;url=https%3A%2F%2Fpadlet-uploads.storage.googleapis.com%2F270049428%2F73a17e89fc9268b245f3155fc8bb37dc%2Fimmagine.png&quot;,&quot;width&quot;:189}" data-trix-content-type="image"><img src="https://imgglb.padletcdn.com/v13/image?t=a_exif,c_limit,dpr_1.0,h_943,w_1920&amp;url=https%3A%2F%2Fpadlet-uploads.storage.googleapis.com%2F270049428%2F73a17e89fc9268b245f3155fc8bb37dc%2Fimmagine.png" width="189" height="221"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>ILSALUMIERE-Federico Maggiolo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariavirginia_lino1/7rbkliv9q6ft/wish/238857995</link>
         <description><![CDATA[<div>    </div><div>Il suo lavoro nel Medioevo consisteva nella lavorazione delle carni di maiale; esse venivano tagliate a metà in senso orizzontale, costituendo due <em>mezzene</em> , di peso abbastanza limitato , conservate tramite salagione. In Francia pesavano circa trenta chili. Quando il maiale non era conservato intero, si salavano le parti più pregiate: coscia ,prosciutto e gambuccio.<br><br></div><div>L’importante ruolo del sale per la conservazione della carne mantenne sempre vivo un intenso commercio. <br><br></div><div>La lavorazione delle carni e la loro conservazione con il sale esigeva una determinata tecnologia.<br><br></div><div>Esso veniva conservato anche sotto forma di insaccati. Tra le spezie di cui l'uso era ampio si possono ricordare il pepe ed altre spezie d’origine orientale, oppure le erbe aromatiche : timo, maggiorana, salvia, anice, rosmarino, prezzemolo, ma soprattutto l’aglio .<br><br></div><div>Il maiale era inoltre una preziosa fonte di grasso.<br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 19:48:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariavirginia_lino1/7rbkliv9q6ft/wish/238904454</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.villanisalumi.it/wp-content/uploads/2014/08/maiale_01-300x328.jpg">http://www.villanisalumi.it/wp-content/uploads/2014/08/maiale_01-300x328.jpg</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 21:17:08 UTC</pubDate>
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         <title>IL VASAIO - Lorenzo Mantero Il mestiere del vasaio era molto comune nel Medioevo, perch gli oggetti di sua produzione servivano per conservare, cuocere e trasportare alimenti e liquidi.  Il vasaio, per realizzare i suoi oggetti, impasta l&#39;argilla e la modella con le mani e il tornio.Il tornio da vasaio è costituito da un&#39;asse verticale che collega un piatto circolare superiore con un disco inferiore in legno che viene fatto ruotare con i piedi, regolando la velocità per permettere la realizzazione del vaso.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariavirginia_lino1/7rbkliv9q6ft/wish/239318308</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-07 18:24:12 UTC</pubDate>
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