<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Inghilterra e Risorgimento by </title>
      <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-03-10 11:42:23 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-03-21 09:40:15 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title> Lettera di Lord Palmerston alla regina Vittoria: 10/01/1861</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833267262</link>
         <description><![CDATA[<p>Il documento mostra come Lord Palmerston modifichi la sua posizione sull’Italia: inizialmente favorevole a un Sud indipendente, arriva poi a sostenere l’unificazione come soluzione più conveniente per il Regno Unito. Questa scelta deriva da motivi strategici. Il Regno delle Due Sicilie non era considerato affidabile sotto i Borbone, mentre si escludeva anche un sovrano legato a Napoleone III per evitare l’influenza della Francia. Le imprese di Giuseppe Garibaldi rendono inevitabile l’unificazione, che viene vista come utile per creare uno Stato forte, capace di mantenere l’equilibrio europeo e resistere alle pressioni francesi, anche in relazione alla presenza dell’Impero austriaco nel Veneto.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:40:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833267262</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La politica inglese in Italia n.2</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833268806</link>
         <description><![CDATA[<p>Questo testo mostra che l’Italia, prima dell’Unità, era vista come la parte più debole d’Europa. Secondo Palmerston, proprio dall’Italia poteva nascere una guerra capace di coinvolgere altre potenze come Francia, Austria e Russia. Il brano fa capire che la questione italiana non riguardava solo gli italiani, ma tutto l’equilibrio europeo. Ci ha colpito come l’Italia rispetto al resto dell’Europa non fosse ancora uno Stato forte e indipendente, ma invece viene chiamata la parte debole d’Europa.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:42:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833268806</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Palmerston a Lord Ponsonby, A Vienna (12 agosto 1847)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833270036</link>
         <description><![CDATA[<p>Il documento, una lettera del 1847 di Lord Palmerston, riflette sulla situazione italiana alla vigilia del 1848. Da un lato difende l’ordine del Congresso di Vienna e la stabilità tra le potenze; dall’altro riconosce il diritto dei sovrani di attuare riforme per il bene dei popoli.</p><p>Emergono così una tensione e una consapevolezza: in molti Stati italiani esiste un “profondo, popolare e ben fondato malcontento”, che non può essere ignorato. Le riforme diventano quindi necessarie per evitare rivoluzioni.</p><p>Il testo mostra che la vera stabilità non dipende solo dall’equilibrio politico, ma anche dalla capacità dei governi di rispondere ai bisogni della popolazione.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:43:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833270036</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il memorandum di Lord Russell sul 1848 in Italia </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833270772</link>
         <description><![CDATA[<p>Una frase particolarmente significativa del testo è:<br>“<strong>I lombardi da parte loro non desiderano influenza francese o tedesca nei loro affari ed è ovvio il nostro interesse di favorire i loro sentimenti di indipendenza.</strong>”</p><p>Questa frase è interessante perché rivela bene il modo in cui ragiona la diplomazia dell’epoca. Lord John Russell riconosce che i lombardi vogliono essere indipendenti, cioè liberi dall’influenza di potenze straniere come la Francia o l’Austria. Questo sembra un appoggio sincero ai movimenti nazionali italiani.</p><p>Tuttavia, la parte più importante è quando dice che favorire questa indipendenza è anche “nel nostro interesse”. Questo significa che l’Inghilterra non agisce solo per ideali, ma soprattutto per convenienza politica: sostenere l’indipendenza lombarda serve a evitare che altre grandi potenze diventino troppo forti in Italia.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:44:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833270772</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il regno di Sardegna alleanza con Francia e Inghilterra per la guerra di Crimea</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833271079</link>
         <description><![CDATA[<p>Il documento riguarda gli accordi tra il Regno di Sardegna, la Francia e l’Inghilterra durante la guerra di Crimea. Ciò che ci ha colpito è il fatto che la Sardegna, pur essendo uno Stato relativamente piccolo, si impegni a inviare ben 15.000 uomini in una guerra lontana (la guerra in Oriente, cioè la Guerra di Crimea). Questo sacrificio non era tanto per interesse diretto, ma per ottenere visibilità e sostegno internazionale.Inoltre, ci ha colpito anche la parte finanziaria, cioè il prestito inglese: dimostra che la guerra era anche una questione economica e che la Sardegna aveva bisogno di aiuti concreti per sostenere lo sforzo mi 1 ?</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:45:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833271079</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Nota di lord J. Russell ministro degli Esteri della regina a Sir J.Hudson ambasciatore a Torino </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833271309</link>
         <description><![CDATA[<p>La nota del 27 settembre 1860 di Lord John Russell giustifica la politica del Regno di Sardegna durante il processo di unificazione italiana. Il governo britannico sostiene che non è importante discutere questioni formali (come i diritti del Papa o del re delle Due Sicilie), ma piuttosto capire se le popolazioni italiane avessero il diritto di ribellarsi.</p><p><br/></p><p>Secondo la nota:</p><p><br/></p><ul><li><p>i popoli dell’Italia centrale e meridionale si ribellarono spontaneamente contro governi inefficienti e oppressivi;</p></li><li><p>il Regno di Sardegna intervenne per aiutarli, non per conquistarli;</p></li><li><p>gli italiani stessi sono i migliori giudici dei propri interessi;</p></li><li><p>quindi, l’unificazione è vista come un processo legittimo, basato sulla volontà popolare e non su un’imposizione esterna.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p>Si sottolinea anche che il successo di Giuseppe Garibaldi (con poche migliaia di uomini) dimostra quanto i governi precedenti fossero poco sostenuti dal popolo.La parte più significativa è quando si afferma che “gli italiani sono i migliori giudici dei loro propri interessi”.</p><p><br/></p><p>Questa idea è molto importante perché:</p><p><br/></p><ul><li><p>introduce il principio di autodeterminazione dei popoli, cioè il diritto di decidere da soli il proprio destino;</p></li><li><p>giustifica moralmente le rivoluzioni e l’unificazione italiana;</p></li><li><p>mostra che una grande potenza come il Regno Unito appoggiava questa visione, dando legittimità internazionale all’unità d’Italia.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p>In pratica, non è solo una difesa politica, ma un’affermazione di principio: non conta tanto chi ha “diritto” secondo le vecchie regole monarchiche, ma ciò che vuole il popolo. Questo segna un passaggio fondamentale verso una visione più moderna della politica.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:45:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833271309</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lettera I</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833279985</link>
         <description><![CDATA[<p>Da Carlton Gardens pubblicata 11/07/1851</p><p>Per Lord Aberdeen.</p><p><br/></p><p><br/></p><p>Il passaggio più celebre è quello in cui Gladstone descrive il governo di Ferdinando II come "la negazione di Dio eretta a sistema di governo". Con questa frase, Gladstone non intendeva solo criticare la crudeltà del re, ma denunciare un sistema che calpestava deliberatamente ogni principio morale e religioso per mantenere il potere.</p><p><br/></p><p>Gladstone descrive con precisione gli orrori visti di persona:</p><p>I Prigionieri politici di alto lignaggio e cultura (come Carlo Poerio) che erano legati giorno e notte con pesanti catene a criminali comuni, Descrivendo anche i sotterranei bui, umidi e sovraffollati dove i detenuti morivano di stenti e malattie senza alcuna assistenza.</p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2026-03-20 09:56:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariaantoniettamarasco1/7qofu45ire3on4qs/wish/3833279985</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
