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      <title>storia 3D by MARIA ROSARIA ANGELOME&#39;</title>
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      <pubDate>2018-09-15 12:06:31 UTC</pubDate>
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         <title>La Restaurazione</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <pubDate>2018-09-15 12:15:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <pubDate>2018-09-15 12:21:00 UTC</pubDate>
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         <title>Le idee rivoluzionarie e i moti de 1820-1830</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;LE IDEE CONTRO LA RESTAURAZIONE&nbsp;</div><div><br><br></div><div>&nbsp;Se il Congresso di Vienna aveva tenuto conto solo delle esigenze dei sovrani, le armate di Napoleone avevano diffuso tra tutti i popoli d’Europa le idee di libertà, di indipendenza che rendevano difficile il ritorno ad una situazione politica del passato come l’assolutismo del ‘700.&nbsp;</div><div>&nbsp;Le idee che maggiormente si diffusero tra il 1815 e il 1821 furono:</div><div><br></div><div>&nbsp; <strong>Liberalismo</strong> = Difende la libertà e i diritti dell’uomo alle opinioni politiche, alla fede, al lavoro. La forma di governo voluta dai liberali era la <strong>monarchia</strong> <strong>parlamentare ereditaria</strong> in cui il potere del re veniva limitato da un parlamento eletto dal popolo con <strong><em>suffragio universale ristretto.</em></strong><br><strong>Nazionalismo = q</strong>uesta corrente di pensiero nacque nel tra la fine del’700 e gli inizi dell’800 e sosteneva che ogni popolo avrebbe dovuto abitare un medesimo territorio, parlare la stessa lingua, provenire dalla stessa storia, condividere la stessa cultura e professare la stessa religione. Questi bisogni divennero più evidenti in quegli stati dominati da altre nazioni o divisi in tanti piccoli stati, come ad esempio l’Italia e la Germania. <br> <strong>Romanticismo =</strong> Il Nazionalismo diede vita a un movimento culturale che esaltava tutte le forme di arte influenzate dal sentimento e dall’immaginazione, i romantici abolivano le regole del bello e prediligevano le passioni, amavano la tradizione, la storia e la religione. Uno degli intellettuali Romantici italiani fu Alessandro Manzoni.<br> <strong>Massoneria</strong> = Negli stati della Restaurazione, gli intellettuali vennero banditi e perseguitati dalla polizia. Tutti i pensatori che agiscono in questo periodo furono costretti a lavorare in segreto riuniti in società segrete che spesso adoperavano linguaggi segreti. La debolezza di queste società fu proprio dovuto al fatto che non veniva coinvolto il popolo.</div><div><br></div><div><strong>I Moti degli anni 1820-1830&nbsp;</strong></div><div>Furono proprio le società segrete che in tutta Europa, dopo il Congresso di Vienna, fecero sentire la protesta degli intellettuali, che dopo aver sperimentato le idee della Rivoluzione francese, non volevano rinunciare alla partecipazione all’attività del governo dello stato.</div><div><strong>Le maggiori società segrete in Europa furono:</strong></div><div>in Grecia&nbsp; <strong>Eteria </strong>significa <strong>Fratellanza</strong><br>in Italia <strong>Carboneria</strong> venne così chiamata poiché si rifaceva al mondo dei minatori e chi ne faceva parte, a seconda del grado ricoperto si chiamava: apprendista, maestro, gran maestro e all’interno di questa organizzazione gli appartenenti, erano sottoposti ad un rigido cerimoniale.<br> in Spagna <strong>Comuneros<br></strong><br></div><div>In Europa tra il 1820 e il 1830 si svolsero alcune rivolte popolari che chiedevano sostanzialmente il ripristino delle Costituzioni che la Restaurazione aveva abolito. I primi furono gli Spagnoli, in seguito fu la volta dei Regni in Italia ( Regno delle due Sicilie e del Piemonte). Ovunque si manifestava il dissenso degli intellettuali, intervenivano i reparti degli eserciti della “Santa Alleanza”. L’unica ribellione che ottenne il cambiamento di governo, fu quella avvenuta in Grecia ad opera dell’Eteria. La Grecia ottenne l’indipendenza dall’impero ottomano anche grazie agli altri stati europei che accorsero in aiuto.</div><div>La seconda ondata di insurrezioni in Europa si ebbe tra il 1830-1831 e tutti questi moti rivendicarono:</div><ul><li><strong>diritti e libertà </strong>da parte della <strong><em>borghesia e degli operai</em></strong> contro i regimi assolutisti appoggiati dall’aristocrazia ( in Francia);</li><li><strong>l’indipendenza</strong> da parte di tutti <strong><em>quei popoli che erano sottomessi allo straniero</em></strong> ( in Belgio, Polonia e Italia centrale).</li></ul><div>Questi moti non ottennero nulla di rilevante se non l’indipendenza del Belgio dal Regno dei Paesi Bassi, mentre tutti gli altri tentativi furono repressi dagli eserciti degli stati assoluti.</div><div>L’unico stato in Europa che non fu toccato dai moti rivoluzionari, fu il Regno Unito che già tempo addietro si era assicurato un governo democratico con l’alternanza dei partiti: <strong>whigs</strong> Liberali (chiedevano moderate riforme) e i <strong>tories</strong> Conservatori ( favorivano gli interessi dell’aristocrazia fondiaria).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-15 12:22:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il Risorgimento </title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con il termine Risorgimento si indica quel periodo della storia italiana nell’Ottocento in cui gli intellettuali lottarono per l’affermazione di alcuni ideali:</div><ol><li><strong>l’Italia doveva diventare un Paese Unito,</strong> quindi bisognava superare le divisioni presenti al suo interno;</li><li><strong>l’Italia doveva diventare un Paese Indipendente,</strong> quindi bisognava cacciare lo straniero.</li></ol><div>Questi due principi vennero considerati fondamentali da coloro che volevano lo sviluppo economico dell’Italia.</div><div>Gli orientamenti politici principali che guidarono il Risorgimento in Italia furono :</div><ol><li>i <strong>Liberali Moderati</strong> propensi a riforme graduali e con un’Italia Unita governata da una <strong><em>Monarchia Costituzionale.</em></strong> I principali esponenti di questa corrente furono <strong>Gioberti</strong> e <strong>Balbo</strong>. Gioberti, partendo dal pensiero che tutti gli stati italiani fossero cattolici, teorizzò la nascita di uno stato italiano che fosse una federazione di stati guidata dal papa; Balbo,invece, vide nello stato Sabaudo quello stato italiano che poteva portare tutta l’Italia all’Unità e all’Indipendenza.&nbsp;</li></ol><div>2.&nbsp; &nbsp;<strong>Democratici,</strong> convinti che le innovazioni dovevano nascere da un’iniziativa popolare, furono convinti che l’Italia sarebbe dovuta diventare una <strong>Repubblica</strong> fondata sul principio della Sovranità popolare. Il principale esponente fu<strong> Mazzini</strong> che era convinto che per ottenere uno stato indipendente e unito bisognava educare e far propaganda presso il popolo, in quanto solo sensibilizzando gli animi degli italiani si poteva realizzare l’unità e l’indipendenza dallo straniero.</div><div><br></div><div>Nel <strong>1846 </strong>fu eletto come papa Pio IX che appena eletto attuò delle riforme e concesse anche l’ amnistia. Altri sovrani come Leopoldo II in Toscana e Carlo Alberto nel Regno di Sardegna seguirono l’esempio del papa neoeletto. Per un breve periodo si pensò che si potessero attuare le idee di Gioberti.</div><div>Nel <strong>1848</strong> anche in Italia si attuarono una serie di ribellioni, la prima si ebbe a Palermo il <strong>12 gennaio</strong> perché i siciliani volevano ottenere l’indipendenza dal Regno delle due Sicilie, ma anche i napoletani insorsero in quanto chiedevano al re Ferdinando II la Costituzione che fu concessa. La stessa cosa accadde in Toscana da Leopoldo II, e nei regni di papa Pio IX e di Carlo Alberto, che concesse lo Statuto Albertino.</div><div>Sulla scia dei moti scoppiati a Vienna il 13 marzo del 1848, il <strong>17 marzo </strong>Venezia e il <strong>18 marzo </strong>Milano si ribellarono al dominio austriaco e l’esercito asburgico fu costretto a lasciare le due città rifugiandosi nel quadrilatero ( Mantova, Peschiera, Verona e Legnago).&nbsp;</div><div>A Milano fu istituito un governo provvisorio che chiese l’intervento militare del re di Sardegna Carlo Alberto contro gli Austriaci.</div><div>Carlo Alberto dichiarò guerra agli Austriaci il 24 marzo 1848, iniziava così la <strong>Prima guerra di indipendenza. </strong>A sostegno dell’esercito sabaudo accorsero molti volontari provenienti da tutta Italia e anche gli eserciti di alcuni stati: Toscana, Regno delle due Sicilie, Stato della Chiesa.</div><div>Le truppe di Carlo Alberto vinsero a<strong> Goito </strong>e <strong>Peschiera</strong>, ma quando gli stati alleati richiamarono le proprie truppe, Carlo Alberto fu sconfitto a <strong>Custoza.</strong></div><div>Dopo questa esperienza militare promossa dai moderati, i democratici avviarono in alcuni stati italiani un’ondata di insurrezioni popolari con governi democratici, destinati però a durare poco tempo:</div><ul><li>La Repubblica Romana venne cacciato il papa Pio IX</li><li>La Repubblica di San Marco a Venezia</li><li>in Toscana venne cacciato il re Leopoldo II</li></ul><div>Nel regno di Sardegna Carlo Alberto, sconfitto a Novara il 27 marzo 1849, abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II.&nbsp;<br><br>Il Regno di Sardegna fu l’unico stato italiano in cui, dopo il fallimento delle insurrezioni del 1848 e della prima guerra di Indipendenza, rimase in vigore una costituzione ( Statuto Albertino), era quindi una monarchia costituzionale e i protagonisti del nuovo corso politico furono il re Vittorio Emanuele II e il primo ministro Camillo Benso conte di Cavour.&nbsp;</div><div>Camillo Benso conte di Cavour fu nominato primo ministro del Regno di Sardegna nel 1852 e condusse la sua politica per migliorare economicamente lo stato sabaudo convinto sostenitore di un liberismo aperto e dinamico quindi:</div><ul><li>ridusse le <strong>tariffe doganali</strong>;</li><li>strinse <strong>accordi commerciali</strong> con le principali nazioni europee;</li><li>finanziò per conto dello Stato la costruzione di <strong>strade e ferrovie</strong>;</li><li>favorì l’industria <strong>siderurgica e meccanica</strong>;</li><li><strong>ammodernò e riorganizzò l’esercito</strong>;</li><li><strong>incamerò i beni della Chiesa</strong></li><li>il porto di Genova divenne un porto moderno.</li></ul><div><br></div><div>Torino divenne il punto di incontro di molti patrioti italiani e rifugio per tutti coloro che sfuggivano alle persecuzioni dei governi reazionari.</div><div><br></div><div>Mazzini nel 1853 fondò il Partito d’Azione che avrebbe dovuto organizzare una serie di rivolte, convinto che, per ottenere l’unità e l’indipendenza, fosse necessario coinvolgere il popolo con la promessa di terre e di salari più alti. Fu proprio il Partito d’Azione che tra il 1853 e il 1856 organizzò moti insurrezionali in diverse parti dell’Italia settentrionale e nel 1857 Carlo Pisacane attuò una spedizione nel Regno dei Borbone che risultò un fallimento in quanto i patrioti furono scambiati dai popolani per pericolosi briganti.</div><div>Dopo tutti i fallimenti, fu chiaro per tutti, moderati e democratici, che il Regno di Sardegna era l’unico Stato in Italia in grado di guidare tutti i patrioti verso l’indipendenza.</div><div>Cavour, nonostante tutti i fermenti patriottici, era convinto che la situazione italiana poteva essere risolta solo attraverso alleanze ufficiali con gli stati ostili alla potenza austriaca e con una guerra diretta.</div><div>L’occasione fu offerta a Cavour dalla guerra in Crimea tra inglesi e francesi contro i russi. Il Piemonte vi partecipò al fianco dei francesi con un esercito di 10.000 bersaglieri; questa partecipazione permise al Regno di Sardegna di sedere come vincitrice al tavolo della Pace a Parigi nel 1856 e, in tale sede, Cavour sottopose la situazione italiana all’attenzione dei maggiori stati europei. Il Piemonte trovò un alleato in Napoleone III imperatore della Francia.&nbsp;</div><div>Il 20 luglio 1858 a Plombières località termale della Francia, furono firmati accordi tra Cavour e Napoleone III che prevedevano che la Francia sarebbe entrata in guerra a fianco del Piemonte, solo se l’Austria fosse stata la prima ad attaccare il Regno di Sardegna, in caso di vittoria si sarebbe formato un Regno dell’Alta Italia comprendente il Regno di Sardegna, il Lombardo-Veneto e l’Emilia-Romagna sotto la guida dei Savoia. Alla Francia sarebbero andate Nizza e la Savoia. Da questo momento in poi Cavour iniziò ad ammassare l’esercito piemontese lungo la sponda del Ticino ( fiume che segna il confine tra Piemonte e Lombardia). L’ Austria sentendosi in pericolo dichiarò guerra al Regno di Sardegna il 26 aprile 1859. <br>Iniziava così la <strong>Seconda guerra di Indipendenza</strong> che fu il segnale per la mobilitazione di numerosi volontari agli ordini di Garibaldi, numerosi furono anche gli aiuti forniti dai sovrani italiani al Regno Sabaudo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-19 13:39:18 UTC</pubDate>
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         <title>La prima guerra d&#39;indipendenza italiana</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <pubDate>2018-09-27 14:42:27 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita del Regno d&#39;Italia e la spedizione dei mille</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le vittorie si ebbero:</div><ul><li><strong>27 maggio1859 </strong>Como e Varese furono conquistate da Garibaldi</li><li><strong>4 giugno 1859 </strong>vittoria franco-piemontese a Magenta</li><li><strong>24 giugno 1859</strong> vittoria franco-piemontese a Solferino e San Martino</li></ul><div>Inaspettatamente Napoleone III firmò in segreto l’11 luglio con gli austriaci un armistizio a Villafranca. L’Austria cedette alla Francia la Lombardia affinché la consegnasse al Regno di Sardegna. Cavour giudicò l’azione francese un tradimento e si dimise; ma Napoleone III si era ritirato dalla guerra per questi motivi:</div><ol><li>questa guerra aveva provocato più morti del previsto;</li><li>era scoppiata un’epidemia tra le truppe francesi;</li><li>la Prussia, temendo il rafforzarsi della Francia, aveva minacciato un’alleanza con l’Austria;</li><li>il papa aveva protestato con la Francia, perché aveva appoggiato il Piemonte stato nemico.</li></ol><div><br><br></div><div>Dopo la vittoria di Magenta nell’Italia Centrale numerose città dell’Emilia-Romagna e della Toscana avevano rovesciato i governi legittimi e si erano dati governi provvisori retti da moderati della Società nazionale italiana, furono elette anche assemblee che votarono l’annessione al Regno di Sardegna. Cavour il primo gennaio 1860 ritornò al governo e ottenne da Napoleone III la promessa di non ostacolare le annessioni in cambio di Nizza e della Savoia. A marzo del 1860, in Toscana, a Parma, a Modena e nella Romagna si tennero dei plebisciti che votarono col 97 % l’annessione al Regno di Sardegna.</div><div><br><br></div><div>Anche nel sud Italia venne organizzata una lotta patriottica dai democratici per raggiungere l’unità dello stato italiano. Il<strong> 5 maggio 1860</strong> dallo scoglio di Quarto, in Liguria, partì Garibaldi con una spedizione di <strong>mille volontari</strong> provenienti da ogni parte d’Italia e che indossavano una camicia rossa:</div><ul><li>11 maggio 1860 i Mille sbarcarono a Marsala in Sicilia;</li><li>15 maggio 1860 i Mille si scontrarono con le truppe borboniche e vinsero;</li><li>27-30 maggio 1860 Garibaldi conquistò Palermo e numerosi furono i volontari che si unirono ai Mille;</li><li>20 luglio 1860 le truppe borboniche furono definitivamente sconfitte a Milazzo;</li><li>20 agosto 1860 Garibaldi sbarcò in Calabria e marciò rapidamente verso Napoli;</li><li>7 settembre 1860 Garibaldi entra a Napoli in modo trionfale;</li><li>1 ottobre 1860 Garibaldi sconfigge le truppe borboniche al Volturno.</li></ul><div><br><br></div><div>Se Garibaldi trionfava al sud, il re Vittorio Emanuele II iniziò la sua discesa verso l’Italia Centrale, dove guidò l’esercito piemontese</div><ul><li>18 settembre 1860 sconfisse le truppe pontificie a Castelfidardo occupando le Marche e l’Umbria e marciò verso Napoli;</li><li>incontro a Teano tra il re Vittorio Emanuele II e Garibaldi che gli consegna tutte le terre conquistate, salutandolo come re d’Italia;</li><li>Tra ottobre e novembre del 1860, le Marche, l’Umbria e tutto il Mezzogiorno votarono con dei plebisciti l’annessione al Regno di Sardegna;</li><li>18 febbraio 1861 si riunì a Torino il primo parlamento Italiano;</li><li>17 marzo 1861 nacque il Regno d’Italia e il primo re fu Vittorio Emanuele II, la capitale divenne Torino e lo Statuto Albertino la prima costituzione che si estese a tutto il territorio italiano. Mancavano tuttavia, ancora il Veneto ( degli Austriaci), il Trentino, la Venezia Giulia( Friuli ) il Lazio e Roma.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-29 14:55:50 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Italia dopo il 1861</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>A marzo del 1861 era nato il Regno d’Italia. Si era realizzato nel giro di tre anni il sogno di molti patrioti: la <strong>creazione di uno stato unito e indipendente</strong> che richiedeva la soluzione di numerosi problemi legati alle differenze territoriali e politiche. Non bisogna dimenticare che al completamento del territorio italiano mancavano di fatto:</div><ol><li>Trento, il Veneto, Trieste ancora sotto il dominio austriaco;</li><li>il Lazio e Roma governati dal papa.</li></ol><div>Il nuovo stato era nato da un insieme di realtà molto diverse tra loro per economia, cultura, organizzazione interna e per lingua.</div><div>Il primo governo che affrontò i problemi italiani fu quello della <strong>Destra Storica </strong>che ebbe il potere dal 1861 al 1876, ne facevano parte i seguaci di Cavour, cioè i moderati che volevano una monarchia costituzionale, all’opposizione c’erano i democratici e i seguaci di Mazzini e Garibaldi che presero il nome di <strong>Sinistra Storica</strong> e che avranno in seguito il potere dal 1876. All’epoca non c’era molta differenza tra Destra e Sinistra, in quanto i problemi che andavano risolti erano uguali e sentiti, allo stesso modo, dai due schieramenti.&nbsp;</div><div>La <strong>Destra Storica </strong>scelse, come prima fase di organizzazione, di estendere a tutti i territori annessi il sistema amministrativo e di governo esistente in Piemonte (questo fenomeno fu chiamato <strong>PIEMONTESIZZAZIONE</strong>). Questo volle dire che in ogni territorio del nuovo Regno d’Italia venne applicato:</div><ul><li>lo <strong>Statuto Albertino</strong> come costituzione;</li><li>nel 1865 vennero promulgate le leggi del <strong>Codice Civile</strong> e di pubblica sicurezza;</li><li>furono unificati su tutto il territorio italiano con quelli piemontesi i <strong>pesi, le misure e la moneta</strong>;</li><li>a capo di ogni provincia ( 59 in tutto) fu posto un <strong>prefetto</strong> nominato dal governo centrale che controllava: l’ordine pubblico, il sistema scolastico, la sanità, i lavori pubblici. I prefetti nominavano i sindaci dei comuni. I prefetti erano in maggioranza piemontesi e non conoscevano i problemi locali, né le usanze e neppure la lingua.&nbsp;</li></ul><div><br><br></div><div>Economicamente invece la <strong>Destra Storica </strong>attuò:</div><div><br><br></div><ol><li><strong><em>unificazione economica del Paese che si cercò di raggiungere con decreti</em></strong>:</li></ol><div>-1862 unificavano la moneta ( lira piemontese);</div><div>-1863 trattati commerciali con Francia e Inghilterra;</div><div>- abolizione dogane interne;&nbsp;</div><div><br><br></div><ol><li><strong><em>creazione di infrastrutture permise di migliorare le comunicazioni tra le regioni dello Stato italiano;</em></strong></li></ol><div>- venne migliorata la rete ferroviaria;</div><div>- furono ampliate le strade nazionali e provinciali;</div><div>- aumentarono gli uffici postali e telegrafici;</div><div>- aumentò la flotta mercantile e le navi a vapore</div><div><br><br></div><ol><li><strong><em>raggiungimento del pareggio del bilancio ( equilibrio tra entrate e uscite);</em></strong></li></ol><ul><li><strong>Entrate </strong>erano costituite dalle tasse che lo Stato italiano faceva pagare ai suoi cittadini in base al reddito ( <strong>imposte dirette</strong>) oppure sui beni di consumo ( <strong>imposte indirette</strong>).</li><li><strong>Uscite</strong> erano i soldi che lo Stato aveva speso per far guerra oppure per migliorare le infrastrutture su tutto il territorio della nazione.&nbsp;</li><li>Le imposte indirette facevano in modo che il peso finanziario del risanamento economico dello stato fosse sopportato dai ceti popolari che videro diminuire il loro reddito. Una imposta indiretta, fu la <strong>“Tassa sul macinato”</strong> nel 1868 che penalizzò fortemente i ceti più deboli in quanto aveva aumentato il prezzo della farina e quindi del pane, alimento base della dieta dei poveri.</li><li>Il raggiungimento del pareggio fu ottenuto nel 1876 dal ministro Quintino Sella.</li></ul><div>La politica della Destra aveva danneggiato soprattutto le regioni del sud Italia, le poche industrie del Meridione infatti avevano risentito della politica del libero scambio. Inoltre:</div><ol><li>Le tasse imposte dal Piemonte risultarono più onerose di quelle dei Borboni.</li><li>I contadini del sud che tante speranze avevano riposto in Garibaldi, non ottennero quei vantaggi ( nuove terre) sperati in effetti le terre rimasero nelle mani dei latifondisti.</li><li>Le leggi del nuovo stato prevedevano che i giovani delle famiglie contadine prestassero lontano da casa il servizio di leva obbligatorio della durata di sei anni penalizzando quindi numerose persone.</li></ol><div>Il Meridione rispose con una rivolta popolare che prese il nome di <strong>Brigantaggio</strong>:</div><div><br><br></div><ul><li>il fenomeno si diffuse nelle regioni montuose interne ( Abruzzo, Basilicata, Calabria, Sicilia)</li><li>il fenomeno fu reso possibile da gruppi di ex soldati borbonici, nostalgici del vecchio regime, semplici banditi o giovani renitenti alla leva;</li><li>lo stato combatté contro questi una vera e propria guerra civile dal 1861 al 1865 introducendo la legge marziale.</li></ul><div>Se dopo il 1865 il fenomeno poteva dirsi concluso, è anche vero che i problemi del Meridione continuarono, perché legati alla povertà che imperversava nel sud Italia e il nuovo stato veniva percepito come estraneo e distante dalle realtà locali.</div><div>In Sicilia nacque un altro fenomeno destinato col tempo ad accrescersi e a diffondersi: la <strong>mafia</strong> .</div><div>Nel sud oltre l’arretratezza economica, si aggiungeva quella sociale: l’analfabetismo era del 90%.</div><div>Fatta l’Italia, bisognava fare gli Italiani. Nel nuovo stato, infatti, non si parlava la stessa lingua, era necessario far nascere una nuova identità nazionale. Lo stato doveva essere laico.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 12:32:51 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Europa tra il 1848 e il 1870 (Francia)</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra il 1848 e il 1849, in Europa si verificarono numerosi movimenti che fecero crollare l’equilibrio imposto dalla Restaurazione in numerosi stati.</div><div>La causa principale va ricercata in una crisi agricola che interessò l’Europa dal 1845 al 1847 e che determinò un rialzo dei prezzi dei prodotti agricoli e una frenata dei consumi. Molte fabbriche fallirono e si ebbe un aumento della disoccupazione che interessò i ceti meno abbienti della popolazione come il <strong>proletariato</strong> ( termine che indica tutti coloro che non possiedono nulla se non la<strong> prole</strong> ossia i figli) agricolo e industriale e ne fu coinvolta anche la piccola e media borghesia. Alla crisi economica si aggiunse anche un profondo malcontento popolare contro i regimi politici assolutisti voluti dal Congresso di Vienna che innescarono una serie di rivoluzioni in alcuni stati europei: </div><ul><li>La <strong>Francia</strong> si presentava, dopo i moti del 1830, come una monarchia liberale anche se il re Luigi Filippo d’Orleans manteneva atteggiamenti conservatori e rifiutava ogni riforma vietando ogni manifestazione pubblica. Vista la fame che affliggeva il popolo, le opposizioni socialiste presero a organizzare banchetti pubblici in cui propagandare le loro idee. Quando il governo ne vietò uno, il popolo insorse innalzando barricate ( 22 febbraio 1848), poiché la situazione a Parigi non si normalizzava, il re abbandonò la città e a Parigi nacque un governo provvisorio che proclamò la nascita della <strong>Repubblica</strong>. Il nuovo governo fece alcune riforme importanti:</li></ul><div>- il suffragio universale maschile</div><div><em>- </em>la giornata lavorativa di dieci ore</div><div>- l’abolizione della pena di morte per i reati politici</div><div>- la nascita delle <strong>fabbriche nazionali</strong> aperte dallo stato per creare occupazione.</div><div>Le <strong>fabbriche nazionali</strong> non furono ben viste dalla borghesia in quanto vedevano in queste</div><div>una concorrenza sleale, anche i socialisti ricevettero un duro colpo alle elezioni dell’aprile</div><div>1848, perché vinsero i moderati i quali votarono una Costituzione che dava ampi poteri al</div><div>presidente che doveva essere eletto ogni 4 anni a suffragio universale. Fu eletto presidente </div><div>con la maggioranza dei voti <strong>Luigi Napoleone Bonaparte</strong> che dopo tre anni indisse un</div><div>plebiscito per portare la durata della carica presidenziale da 4 a 10 anni. Ottenne il 90% del</div><div>consenso e l’anno dopo ricevette dal parlamento pieni poteri a vita e la carica di</div><div>imperatore, diventò così <strong>Napoleone III</strong>. La sua politica fu:</div><div>- autoritaria e repressiva ( mise sotto controllo la stampa);</div><div>- limitò la libertà di associazione politica e sindacale;</div><div>- appoggiò lo sviluppo delle industrie;</div><div>- venne attuata la ristrutturazione urbana di Parigi; </div><div>- ampliò la rete ferroviaria nazionale;</div><div>- in politica estera combatté gli altri stati più forti per dare alla Francia un posto di rilievo.</div><div>Napoleone III combatté contro la Prussia nel 1870 in quanto voleva ostacolare il progetto di Bismark di creare una Germania unita, durante la disfatta di Sedan l’imperatore francese fu imprigionato e le condizioni di pace dettate dalla Prussia alla Francia furono molto dure: </div><div><br><br></div><div>- la Francia cedeva alla Prussia due regioni molto ricche di risorse minerarie l’Alsazia e la Lorena;</div><div>- la Francia doveva pagare alla Prussia una cifra molto elevata come indennità di guerra.</div><div><br><br></div><div>In Francia la situazione sociale era molto precaria a causa di una forte disoccupazione e il popolo francese era scontento delle conseguenze della guerra contro la Prussia. Il 18 marzo 1871 il popolo di Parigi insorse e creò la <strong>Comune </strong>( fu un esperimento significativo di una democrazia diretta, tutti i poteri erano affidati ad assemblee elettive). Il 21 maggio tale esperimento fu represso e il governo della città fu preso dal potere centrale. Nacque la terza repubblica che si presentava come un governo fragile. </div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-21 14:42:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;Europa tra il 1848 e il 1870 ( (Prussia)</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/296573974</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>La <strong>Germania </strong>era una Confederazione di stati nata dopo il Congresso di Vienna, era presieduta dall’impero Asburgico e si presentava come una struttura politica debole in quanto ogni stato manteneva la propria autonomia. Era nato un movimento liberale che chiedeva riforme costituzionali e l’unificazione della Germania, tra il 14 e il 18 marzo 1848 si ebbero una serie di rivolte a cui parteciparono liberali e operai. I sovrani tedeschi permisero la creazione di un’assemblea nazionale che, in previsione dell’unificazione nazionale, offrì la corona di re di Germania al sovrano della Prussia Federico Guglielmo IV che rifiutò tale titolo convinto che gli sarebbe dovuto essere offerto dagli altri principi, non da un’assemblea popolare. L’assemblea nazionale a giugno del 1848 si sciolse.</li></ul><div><br></div><ol><li>Nella Confederazione Germanica, lo stato più potente era la <strong>Prussia </strong>poiché<strong>:</strong></li></ol><div><strong>-</strong>era ricco di <strong>risorse minerarie</strong>;</div><div>- aveva un’efficiente <strong>rete ferroviaria</strong>;</div><div>- dal punto di <strong>vista sociale era compatto</strong>;</div><div>- era militarmente forte in quanto l’<strong>esercito</strong> fornito di <strong>armi modernissime e ben addestrato</strong>;</div><div>- aveva un’efficiente <strong>burocrazia fedele</strong> al governo dotata di proverbiale <strong>onestà</strong>;</div><div>-nel 1834 si era fatta promotrice di un<strong><em> “accordo doganale” </em></strong>tra quasi tutti gli stati dell’area germanica. La forza dello stato nasceva dall’alleanza tra la monarchia, l’esercito e la classe sociale dei grandi proprietari terrieri ( Junker).</div><div>Quando nel 1861 salì al trono <strong>Guglielmo I </strong>questa alleanza divenne più forte anche grazie alla nomina a Cancelliere di <strong>Ottone von Bismark</strong> leader degli Junker.</div><div><strong>Bismark </strong>era convinto che:</div><div>- l’unità e la forza dello Stato fossero più importanti delle libertà individuali;</div><div>- alla borghesia si doveva dare spazio nelle attività industriali e commerciali, ma non nella politica;</div><div>- mise fuori legge il partito socialista;</div><div>- fornì agli operai una legislazione sociale molto avanzata come l’assicurazione contro le malattie (1883); l’assicurazione contro gli incidenti sul lavoro (1884); l’assicurazione contro la vecchiaia e la malattia (1889);</div><div>- cercò di creare una Germania unita in cui la Prussia avesse un ruolo dominante e per far questo mosse nel 1866 guerra all’Austria avendo come alleato il Regno d’Italia. La guerra si concluse con la <strong>pace di Praga</strong>: la Confederazione Germanica venne sciolta e l’Austria fu estromessa dall’area tedesca e l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe volse le mire espansionistiche verso l’area danubiano-balcanica. Gli stati tedeschi settentrionali aderirono alla Confederazione del Nord, mentre gli stati tedeschi del Sud ne furono esclusi per l’opposizione di Napoleone III. Per realizzare l’unità della Germania Bismark nel 1870 fece in modo che la Francia dichiarasse guerra alla Prussia. Le truppe francesi subirono diverse sconfitte fino alla disfatta avvenuta a Sedan il 31 agosto in cui anche Napoleone III venne fatto prigioniero, le truppe prussiane arrivarono fino a Versailles e qui il 1 gennaio 1871 i sovrani dei 25 stati tedeschi incoronarono Guglielmo I imperatore del <strong>Secondo Reich tedesco</strong>i sovrani tedeschi mantennero i loro stati, ma tutti erano subordinati al governo centrale guidato da Bismark.</div><div>Per rafforzare il prestigio internazionale, Bismark strinse 2 alleanze:</div><ol><li> “<strong>dei Tre Imperatori”</strong> 1873 tra Germania, Russia e Austria-Ungheria;</li><li> “ <strong>Triplice Alleanza”</strong> 1882 tra Germania, Italia e Austria-Ungheria.</li></ol><div><br><br></div><div><br></div><ol><li><strong>Austria </strong>Il 13 marzo 1848 a Vienna vi fu una vasta insurrezione dovuta alla richiesta dei liberali che volevano la fine dell’assolutismo e la richiesta dei differenti popoli che facevano parte dell’<strong>impero austriaco </strong>e che volevano l’indipendenza. Il popolo viennese innalzò le barricate ma, allo stesso tempo, altre ribellioni erano sorte a Milano, Praga e Budapest. Le rivolte contemporanee spinsero l’imperatore a concedere il suffragio universale maschile, ma le divisioni tra le varie nazionalità permisero alle truppe austriache di domare ciascuna rivolta anche se il nuovo imperatore Francesco Giuseppe, salito al trono a dicembre del 1848, introdusse alcune riforme:</li></ol><div>- abolì la servitù della gleba;</div><div>- migliorò l’istruzione tecnica;</div><div>- varò un piano di ampliamento della rete ferroviaria;</div><div>- concesse una Costituzione;</div><div>- nel 1867 concederà agli ungheresi una maggiore autonomia in quanto era la nazionalità più numerosa;</div><div>- da quel momento l’Impero asburgico prese il nome di <strong>Impero austro-ungarico.</strong></div><div>l’antico Impero era molto debole economicamente, infatti, il suo bilancio era in passivo a causa delle enormi spese affrontate per la burocrazia e per l’esercito.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-24 17:09:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39; Europa tra il 1848 e il 1870 (L&#39; Inghilterra)</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/297748977</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Il <strong>Regno Unito, </strong>non fu coinvolto dalle rivoluzioni del 1848, perché con l’avvento dei liberali al governo era già iniziata una serie di riforme.</li></ul><div>Dal 1837 al 1901 si ebbe il lungo regno della <strong>regina Vittoria ( età vittoriana) </strong>che fu contrassegnato da grande prosperità, infatti, l’<strong>industria inglese</strong> era la più forte del mondo, la <strong>flotta britannica </strong>non aveva rivali e <strong>Londra </strong>era il <strong>centro finanziario</strong> e il suo <strong>porto</strong> non aveva rivali in quanto alle merci scambiate. Dal punto di vista sociale, lo sviluppo economico favorì la borghesia che si arricchì, le condizioni delle classi inferiori, invece, subì dei miglioramenti legati al relativo benessere e al progresso della legislazione sul lavoro:</div><ol><li>fu ridotto <strong>l’orario di lavoro</strong></li><li>si diffuse la <strong>“settimana inglese”</strong> cioè il riposo domenicale iniziava dal mezzogiorno del sabato</li><li>i <strong>salari</strong> aumentarono e il tenore di vita migliorò</li><li>il numero dei cittadini che avevano <strong>diritto al voto</strong> aumentò</li><li>nel 1871 vennero riconosciuti legalmente i <strong>sindacati ( Trade Unions)</strong></li><li>nel 1875 lo <strong>sciopero</strong> divenne legale</li></ol><div><br><br></div><div>In Inghilterra furono fondate le prime <strong>scuole elementari pubbliche</strong> destinate ai figli dei lavoratori.</div><div><br><br></div><div>Nei ceti più elevati si diffusero e si radicarono valori come l’onestà, la moralità, il pudore, l’attaccamento alla famiglia e la fedeltà alla patria e alla corona. </div><div>La democrazia nel Regno Unito, fu garantita dall’alternanza dei due partiti:</div><ol><li>I <strong>Conservatori, </strong>(tories)chesostenevano l’<strong>espansione coloniale</strong> e il <strong>protezionismo doganale,</strong> ebbero come esponente più importante <strong>B. Disraeli.</strong></li><li>I <strong>Liberali</strong>, ( whigs) che volevano il <strong>liberismo economico</strong> e <strong>l’allargamento dei diritti politici</strong>, furono a lungo guidati da W. <strong>Gladstone.</strong></li></ol><div>Durante l’età vittoriana, il Regno Unito si tenne lontano dalle vicende dell’Europa con eccezione della guerra di Crimea a cui partecipò per evitare che la Russia estendesse i suoi interessi sul Mediterraneo. Gli inglesi scelsero di rimanere nel loro “splendido isolamento” cioè di occuparsi del loro immenso impero coloniale costituito da:</div><div>- <strong>Indie Orientali</strong></div><div><strong>- Australia</strong></div><div><strong>- Sudafrica</strong></div><div><strong>- Canada</strong></div><div><strong>- Hong Kong</strong></div><div><strong>- Egitto </strong>( controllo commerciale)</div><div><strong>- Canale di Suez </strong>( controllo commerciale)</div><div><strong>- Malta e Cipro </strong>( controllo commerciale)</div><div><strong>- Stretto di Gibilterra </strong>( controllo commerciale)</div><div><strong>- numerose isole dell’Atlantico meridionale e alcune Antille <br></strong>( controllo commerciale).</div><div><br></div><div>Nel 1876 la regina Vittoria assunse il titolo di <strong>imperatrice d’India.</strong></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-28 13:37:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39; Europa tra il 1848 e il 1870 (Russia)</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/297749964</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Alle rivoluzioni rimasero estranei la <strong>Russia</strong> e il <strong>Regno Unito</strong>:</li></ul><div><br><br></div><ul><li>La<strong> Russia </strong>era lo Stato più grande al mondo e la parte europea era anche la più popolata del continente, ma era anche molto arretrata in quanto la sua economia era quasi esclusivamente agricola e le sue pianure sconfinate offrivano la maggior quantità di cereali, anche se la produttività era bassissima in quanto le tecniche di coltivazione e gli attrezzi erano antiquati. La società russa aveva una struttura feudale:</li></ul><div>zar </div><div><br></div><div> proprietari terrieri </div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div> servi della gleba </div><div><br><br></div><div>- Lo <strong>zar</strong> esercitava il potere assoluto. </div><div>- La ricca classe dei <strong>proprietari terrieri</strong> possedeva tutta la terra coltivabile.</div><div> - Il 90 % della popolazione era ancora costituita dai <strong>servi della gleba</strong> per i quali non esisteva speranza di migliorare la propria vita legata alla terra coltivata. Alcune volte i proprietari terrieri vendevano gli appezzamenti di terre compresi i contadini che vi lavoravano.</div><div> Mancava quasi completamente la borghesia.</div><div>Di fronte alla minaccia del contagio rivoluzionario del <strong>1848</strong>, lo zar <strong>Nicola I:</strong></div><ul><li>inasprì la repressione del dissenso;</li><li>pose la censura sulla stampa;</li><li>istituì una polizia segreta per individuare gli intellettuali oppositori del regime;</li><li>mise sotto controllo la scuola.</li></ul><div> L’Impero russo nella prima metà dell’Ottocento aveva tentato un’espansione sui Balcani approfittando della crisi dell’Impero Ottomano facendosi promotore della realizzazione della <strong>Fratellanza tra i popoli slavi.</strong> La guerra di Crimea del <strong>1856</strong> aveva posto fine, con la sconfitta dei russi, al progetto russo sui Balcani, che volsero le loro conquiste verso est. Nel 1864 la Russia sottomise le popolazioni del Caucaso e gli anni successivi conquistò Turkmenistan e Uzbekistan e la Siberia attraverso cui fu costruita una <strong>ferrovia</strong> che collegava Mosca a Vladivostok grande porto sul Pacifico: la <strong>Transiberiana.</strong></div><div>I russi occuparono anche l’<strong>Alaska</strong> ma nel 1867 la vendettero agli<strong> Stati Uniti</strong>.</div><div>Nel 1855 salì al trono il nuovo zar <strong>Alessandro II</strong> a cui parve che la sconfitta in Crimea fosse da attribuirsi all’arretratezza russa ( mancavano le strade e le ferrovie per il trasporto di uomini, non c’erano industrie d’armi e neppure la manodopera specializzata). Il nuovo zar si impegnò ad ammodernare il suo impero e prese alcuni provvedimenti:</div><ol><li>liberò i detenuti politici e allentò il controllo della polizia sui dissidenti;</li><li>attenuò la censura sulla stampa;</li><li>istituì assemblee elettive provinciali e comunali che dovevano organizzare l’istruzione, la sanità e la pubblica assistenza;</li><li>introdusse la coscrizione obbligatoria riducendo la durata del servizio militare a sei anni;</li><li>riformò il sistema giudiziario eliminando le pene più dure e rendendo i processi pubblici;</li><li>abolì la servitù della gleba il 19 febbraio 1861. Tale decreto non fu accompagnato da una riforma agraria realizzabile per i contadini, perché lo zar non voleva procurarsi l’inimicizia dell’aristocrazia.</li></ol><div>L’opposizione liberale si diffuse tra gli intellettuali russi che erano convinti che la democrazia potesse essere raggiunta anche in Russia con il coinvolgimento delle masse popolari, ma poiché in Russia le masse contadine non si sollevavano, si fece strada che fosse necessaria la lotta violenta, in quanto anche le riforme dello zar Alessandro II non erano riuscite a eliminare le tensioni sociali dovute al potere assoluto dello zar. Gli oppositori più radicali diedero vita a diverse organizzazioni terroristiche, una delle quali assassinò nel 1881 lo zar Alessandro II.</div><div>Il successore Alessandro III restaurò il potere assoluto dello zar e un’ondata di fanatismo si abbatté sulle minoranze. Sugli ebrei si abbatterono episodi di violenza popolare ( <strong>pogrom</strong>), inoltre volle russificare le popolazioni non russe del suo impero in Ucraina, Bielorussia, Lituania e Polonia fu proibito l’uso della lingua locale e fu imposto il russo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-28 13:47:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L’ITALIA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO tra il 1876 e il 1886 ( SINISTRA STORICA</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/305657864</link>
         <description><![CDATA[<div>Il “pareggio del bilancio”, raggiunto nel 1876 dalla Destra Storica, aveva da un lato sanato i conti dello stato, ma aveva anche impoverito pesantemente i ceti popolari, quindi, l’opinione pubblica richiedeva allo stato sia dei provvedimenti che sanassero il disagio sociale, sia misure che promuovessero lo sviluppo dell’industria. All’inizio degli anni ‘70 in tutta Europa, c’era stata una crisi economica che aveva determinato una notevole disoccupazione e un’ emigrazione ( si conta che tra il 1881 e il 1901 abbandonarono l’Italia più di due milioni di persone per andare verso il continente americano). </div><div>Molti stati europei industrializzati adottarono una politica protezionistica e anche in Italia la Sinistra Storica, andata al potere nel 1876, aveva operato in tal direzione favorendo però solo le industrie del nord Italia. Il primo Presidente del Consiglio della Sinistra Storica fu il suo leader cioè Agostino Depretis che avviò una serie di riforme:</div><ul><li><strong>Riforma Elettorale</strong>: ( 1882) venne innalzato a due milioni di persone il numero di coloro che potevano votare, ma ancora furono esclusi i più poveri, le donne e gli analfabeti;</li><li><strong>Riforma Fiscale</strong>: venne eliminata la <em>Tassa sul Macinato(1884)</em> che era stata il motivo della perdita del potere della Destra Storica;</li><li><strong>Riforma Scolastica</strong>: con la legge <em>Coppino( 1877)</em>l’obbligo scolastico passò da due a tre anni e i cinque anni delle Scuole elementari divennero gratuiti.</li><li>In <strong>politica Estera</strong> la Sinistra Storica per evitare l’isolamento internazionale in cui l’Italia si trovava da quando aveva invaso lo stato della Chiesa, aderì nel 1882 alla <strong><em>Triplice alleanza</em></strong> con Germania e Austria-Ungheria ( questa alleanza non era vista positivamente dai patrioti in quanto era stata fatta con l’Austria che possedeva alcuni territori che l’Italia rivendicava).</li><li>Si dette avvio alla <strong>politica di Conquista Coloniale</strong> e nel 1885 l’Italia conquistò Massaua in Eritrea e nel 1887 si cercò di conquistare l’Etiopia con l’occupazione di Dogali, ma le truppe italiane furono sconfitte. </li><li>In<strong> politica economica </strong>il governo Depretis, per proteggere i prodotti delle industrie italiane, aumentò<strong> i dazi doganali</strong> imposti sulle merci importate dall’estero.</li><li>Lo stato anticipò i capitali alle industrie ritenute strategicamente più importanti nella vita del Paese come quelle della produzione delle armi ( nacquero le <strong>acciaierie di Terni 1884</strong>, e altre industrie che operavano nel settore dei cantieri navali come l’<strong>Ansaldo e l’Orlando</strong>) alla<strong> Pirelli </strong>il governo commissionò importanti forniture di cavi telegrafici sottomarini. La nascita delle industrie italiane fu favorita dagli investimenti francesi e tedeschi e dalla nascita nel<strong> 1893 della Banca d’Italia</strong>.</li></ul><div>In questo periodo in Parlamento non ci fu più la netta divisione degli schieramenti politici tra Sinistra e Destra, tra maggioranza e opposizione, tra conservatori e progressisti, infatti nel periodo in cui governò Depretis i deputati furono invitati a votare per provvedimento più che per programma politico. Questa tendenza fu chiamata <strong>Trasformismo.</strong></div><div>Le maggioranze variavano sulla base dei singoli provvedimenti e la classe politica italiana attraversò un periodo di grave decadenza e a volte prevalevano gli interessi personali e tali atteggiamenti alimentarono il clientelismo e la corruzione infatti nella politica italiana prevalsero gli interessi personali piuttosto che l’interesse collettivo della nazione.</div><div>Le industrie presenti in Italia erano concentrate nel <strong>nord</strong> ( triangolo industriale Genova, Milano e Torino)in quanto la ricca borghesia era concentrata in queste zone e i costi del trasporto delle merci era più conveniente, perché erano zone vicine al confine, inoltre i settori industriali prevalenti erano: </div><ul><li>tessile= Rossi, Marzotto e Cantoni</li><li>agroalimentare= Cirio, Buitoni e Perugina </li><li>siderurgico e meccanico= Falck, Ansaldo e Breda</li><li>idroelettrico=Edison</li><li>chimiche=Montecatini, Pirelli</li><li>automobilistiche= Fiat</li></ul><div><br><br></div><div>Allo sviluppo economico italiano del nord-ovest, non corrispose un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, infatti, ciò era dovuto a paghe basse e orari di lavoro pesanti; in caso di vecchiaia e di malattia, non esistevano leggi che proteggessero i lavoratori. Il resto dell’Italia non fu coinvolta dallo sviluppo per cui le condizioni di vita erano peggiori. In Italia non esistevano associazioni di lavoratori per cui sperare di migliorare la propria condizione di vita era impossibile. Nell’Ottocento anche l’Italia, come gli altri paesi europei, ebbe un notevole sviluppo demografico passando da 18 a 33 milioni di abitanti. </div><div>La politica protezionistica della Sinistra Storica penalizzò notevolmente la produzione agricola del <strong>sud</strong> in quanto l’agricoltura italiana era attuata con metodi arretrati e i latifondisti non avevano nessun interesse a migliorare la produzione agricola, quindi, anche la produzione di cereali non fu incentivata e non era in grado di soddisfare la richiesta di cereali per tutti quindi il prezzo del grano aumentò. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-18 14:36:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L’ITALIA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO Crispi</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/305658637</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Alla morte di <strong>Depretis 1887</strong>, al governo salì Francesco <strong>Crispi</strong> che in gioventù aveva partecipato alla spedizione dei Mille poi era diventato anticlericale, era animato da un acceso nazionalismo ed era convinto sostenitore della conquista coloniale italiana, era convinto che i socialisti fossero i nemici dell’Unità nazionale e le lotte operaie e contadine erano considerate minacce da stroncare.</div><div>In Italia tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, cominciarono a svilupparsi movimenti di protesta degli operai al Nord e dei contadini al Centro-Sud, nacquero le prime <strong>associazioni</strong> <strong>sindacali di ispirazione socialista</strong> ( nel 1892 era nato il partito socialista italiano), le <strong>Camere del Lavoro. </strong>Nel 1906 nacque la <strong><em>Confederazione generale dei Lavoratori ( CGL) </em></strong>.</div><div>Crispi era convinto che per rendere grande l’Italia doveva governare in modo autoritario e così rafforzò il potere del governo rispetto al Parlamento e assunse personalmente oltre la carica di <strong>capo del governo,</strong> anche quella di <strong>ministro degli Interni</strong>e <strong>ministro degli Esteri.</strong></div><div>Attuò numerose riforme:</div><ul><li><strong>nuovo Codice penale</strong> ( Codice Zanardelli): aboliva la pena di morte, dava maggiori garanzie agli imputati, riconosceva il diritto di sciopero, ma non di associazione sindacale.</li><li><strong>Riforma della Sanità</strong> che sostituiva il concetto di “carità legale”, con quello di assistenza al cittadino svolta in ospedali finanziati dallo stato in cui si svolgeva la ricerca scientifica.</li><li><strong>Riforma della Pubblica assistenza</strong> soprattutto in favore dei più poveri in fatto di sanità, ma anche in fatto di istruzione e avviamento a qualche professione che ne poteva migliorare la condizione economica.</li><li>Nell’amministrazione dello stato la carica di<strong> sindaco</strong> divenne elettiva non più stabilita dal governo. Venne aumentato il potere dei<strong> prefetti </strong>e la polizia ricevette la facoltà di sorvegliare i facinorosi e di sciogliere le manifestazioni ritenute sovversive.</li><li>Aumentò il protezionismo fino a scatenare una <strong>guerra commerciale con la Francia</strong> (1888) e ne ebbero la peggio le colture pregiate del Meridione ( olio, vino e agrumi).</li></ul><div>Nel <strong>1891 </strong>divenne capo del governo <strong>Giovanni Giolitti</strong> che si trovò ad affrontare la protesta dei contadini e minatori siciliani tra il 1892-93 “<strong>Fasci Siciliani</strong>”, Giolitti, convinto che lo stato non dovesse usare i metodi repressivi, ma dovesse trovare una soluzione politica non riuscendo a risolvere la rivolta fu costretto a dimettersi anche per uno scandalo bancario.</div><div>Nel <strong>1894 Crispi,</strong> ritornato al governo, dichiarò lo Stato d’assedio (sospensione delle leggi di garanzia che sono previste dalla Costituzione) e dichiarò illegali tutte le organizzazioni operaie e i Fasci Siciliani furono repressi con la violenza che causò un centinaio di morti e duemila scioperanti furono condannati a pene repressive. </div><div>Crispi continuò la politica coloniale cercando di conquistare l’Etiopia, ma le truppe italiane furono pesantemente sconfitte ad Adua nel 1896. Crispi accantonò altri progetti di conquista e l’Italia conservò come colonie l’Eritrea e la Somalia acquisita tra il 1889-92. Crispi dette le dimissioni nel <strong>1896</strong> e il suo posto fu preso dal marchese <strong>Antonio di Rudinì</strong> che adottò, nei confronti delle manifestazioni di protesta del popolo un atteggiamento repressivo.</div><div>Nel 1898 c’era stata una cattiva annata del raccolto del grano con il conseguente aumento del prezzo del pane e in tutto il Paese si ebbero manifestazioni di protesta. Particolarmente violenta fu la repressione a Milano tra il 6 e il 9 maggio del <strong>1898</strong>dove il generale Bava Beccaris fece sparare cannonate sulla folla inerme, provocando un centinaio di morti, si ebbero anche numerosi arresti. Le proteste della popolazione non si fermarono e il capo di governo di Rudinì dette le dimissioni, fu sostituito da <strong>Luigi Pelloux</strong> che a sua volta adottò una politica repressiva, non trovando la maggioranza nel governo, anche Pelloux si dimise.</div><div>Le elezioni del <strong>1900 </strong>diedero la maggioranza ad una coalizione formata da liberali democratici, radicali, socialisti e repubblicani e venne nominato presidente del Consiglio <strong>G. Saracco</strong>, ma il 29 luglio del 1900 a Monza l’anarchico G. Bresci uccise il re Umberto I con l’intento di vendicare le vittime di Milano del 1898. Saracco, sostenuto dal nuovo re Vittorio Emanuele III, proseguì nel dialogo con le forze sociali. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-18 14:43:33 UTC</pubDate>
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         <title>L’ITALIA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO Giolitti  </title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>La vera svolta nella politica italiana si ebbe nel 1903, quando il re Vittorio Emanuele III nominò come capo del governo Giovanni Giolitti che era un liberale, convinto che le classi popolari dovessero partecipare alla vita politica, infatti se il popolo avesse avuto la possibilità di esprimersi, avrebbero adottato posizioni moderate e avrebbero abbandonato gli ideali rivoluzionari, era necessario che gli stipendi degli operai aumentassero.</div><div>In tutto il periodo in cui Giolitti governò non represse mai le manifestazioni popolari che avevano richieste economiche, perché lo stato doveva rimanere neutrale nei conflitti sociali a condizione che sia gli operai che i padroni rispettassero la legge. </div><div>Le riforme attuate da Giolitti furono:</div><ul><li><strong>tutela del lavoro delle donne e dei bambini</strong></li><li><strong>assistenza ai lavoratori per vecchiaia e in caso di infortuni</strong></li><li><strong>obbligo del riposo settimanale</strong></li><li><strong>controllo dello stato sull’obbligo dell’istruzione elementare </strong>passata da tre ai sei anni, in quanto non veniva rispettato soprattutto nelle zone più povere del Paese</li><li><strong>l’introduzione del suffragio universale maschile </strong>introdotto la prima volta nel 1913.</li></ul><div>Gli interventi politici di Giolitti miravano a migliorare le condizioni di vita degli operai delle industrie del nord, mentre le condizioni di vita dei contadini del sud e le loro richieste rimanevano spesso inascoltate, mentre cercava di soddisfare le richieste dei ceti sociali privilegiati. Giolitti adottò scelte politiche oscillanti: si avvicinò ai socialisti, ma compì anche scelte opposte.</div><div>Nel 1911 Giolitti riprese una politica coloniale, volta alla conquista della Libia ma senza che fossero chiari i vantaggi economici dell’impresa che venne fatta per soddisfare gli interessi delle forze politiche nazionalistiche, dei proprietari delle banche e delle industrie. Nel 1912 la Libia divenne Italiana.</div><div>Nel 1913 fu firmato il <strong>Patto Gentiloni</strong> con cui Giolitti si avvicinava ai cattolici per contrastare il Partito Socialista. Nel 1914 Giolitti abbandonò il governo alcuni mesi prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-18 14:51:04 UTC</pubDate>
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         <title>La seconda rivoluzione industriale</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1830 la Rivoluzione industriale si diffuse nel resto del continente europeo, a partire dal Belgio e in seguito in Francia e in Germania. L’industrializzazione fu favorita da operai e ingegneri meccanici che lasciate le industrie del Regno Unito, con la prospettiva di maggiori guadagni, insegnarono le nuove tecniche di produzione di macchine e processi di produzione del settore meccanico e siderurgico (produzione di ferro, ghisa e acciaio col carbon coke.</div><div>Questi settori furono alla base dello sviluppo industriale europeo in quanto gli stati emergenti cercavano di espandere la rete ferroviaria. La differenza tra la prima e la seconda Rivoluzione industriale fu sostanziale:</div><ul><li>la <strong>prima Rivoluzione industriale</strong> si era avuta in <strong>Inghilterra</strong> ed era stata avviata dall’aumento della richiesta dei<strong> beni di consumo</strong>.</li><li>la <strong>seconda Rivoluzione industriale</strong> si ebbe in alcuni stati del <strong>continente europeo</strong> e fu legata alla produzione di <strong>beni di investimento</strong>. </li></ul><div>In Inghilterra come negli stati europei interessati dallo sviluppo industriale, determinante fu la<strong> ferrovia </strong>infatti la rete ferroviaria permise all’industria estrattiva, siderurgica e meccanica, ma anche alle persone di diminuire i tempi e i costi del trasporto. </div><div>Anche l’<strong>agricoltura</strong> fu beneficiata dallo sviluppo industriale, infatti, diversi furono i tentativi di meccanizzazione delle diverse fasi agricole in quanto aumentando la popolazione urbana c’era una maggiore richiesta di generi alimentari. La <strong>popolazione europea </strong>aumentò in quanto si diffusero miglioramenti nella medicina e una maggiore igiene pubblica e privata dovuta all’aumento dei beni di consumo prodotti industrialmente e a prezzi più bassi. Si ebbe il fenomeno dell’<strong>urbanizzazione</strong> e le maggiori capitali ebbero un rapido sviluppo come Parigi e Londra in cui si potevano distinguere i quartieri più eleganti, centrali abitati dalla borghesia e i quartieri degli operai periferici, malsani e miserabili.</div><div>I ceti sociali che si imposero furono:</div><ol><li>la <strong>Borghesia imprenditoriale capitalista </strong>era quella che possedeva il <strong>capitale</strong> investito nei beni di produzione da cui ricavava il <strong>profitto</strong> che veniva reinvestito nell’acquisto di nuove macchine che potevano allargare l’impresa accrescendo i propri guadagni. Tale classe sociale divenne <strong>dominante</strong> dal punto di vista <strong>economico e politico</strong>. Impose anche i suoi valori basati sul lavoro e sul denaro.</li><li><strong>Il Proletariato</strong> era una classe sociale molto variegata, composta da chi non disponeva se non della propria capacità di lavorare e poteva essere o il <strong>proletariato agricolo </strong>chi lavorava la terra come bracciante ( colui che lavora la terra per conto di qualcuno)<strong> o industriale </strong>( chi lavorava come operaio nelle industrie). In tutte e due i casi il proletario riceveva un salario dal padrone. Vivevano tutti in una condizione di miseria e di sfruttamento:</li></ol><div>- i salari erano molto bassi</div><div>- lavoravano sei giorni la settimana</div><div>- la giornata lavorativa era di quindici ore</div><div>- l’ambiente era malsano e pericoloso</div><div>- in fabbrica c’erano dure regole ( orario, obblighi e punizioni).<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:01:06 UTC</pubDate>
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         <title>La società e i partiti di massa</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/307522028</link>
         <description><![CDATA[<div>Le condizioni di vita degli operai erano così misere e dure che iniziarono ad esserci le prime forme di rivolta. La prima fu la <em>rivolta contro le macchine</em> passata alla storia come <strong>movimento luddista</strong> infatti nel 1799 un certo<em> Ned Ludd</em> distrusse un telaio meccanico convinto che le macchine avessero tolto il lavoro agli artigiani.</div><div>Tra le prime forme di organizzazione operaia ci furono:</div><div>1) <strong>le cooperative </strong>che potevano essere</div><ol><li>le <strong>cooperative di consumo</strong> più soci si univano per acquistare e rivendere a prezzi più bassi generi alimentari o le abitazioni</li><li>le <strong>cooperative di produzione</strong> i soci erano anche lavoratori che partecipavano alla gestione dell’attività</li></ol><div>2) <strong>le società di mutuo soccorso</strong> erano associazioni che assicuravano i soci dal rischio di restare senza salario in caso di malattia, infortunio o vecchiaia. I lavoratori versavano dei <strong>contributi</strong>, che gestivano loro stessi, e che forniva una sorta di fondo che permetteva di pagare i salari mancati, di erogare assegni di studio ai figli dei lavoratori e, dopo un certo numero di anni, veniva corrisposta ai lavoratori anche una <strong>pensione</strong>.</div><div>3)<strong> i sindacati di mestiere </strong>( Trade Unions) che avevano come principali obiettivi:</div><ol><li><strong>l’aumento dei salari</strong></li><li><strong>la riduzione della giornata lavorativa</strong>all’inizio era di dodici ore. </li><li><strong>diritto di associazione </strong>in quasi tutti gli stati i sindacati erano associazioni fuori legge così come lo sciopero che veniva interpretato come violazione della proprietà privata. I salari potevano essere mantenuti bassi perché la manodopera disponibile era numerosa.</li></ol><div>Nacquero, accanto ai sindacati, anche movimenti politici e poi i partiti che si proponevano di modificare la legislazione favorevole alle classi lavoratrici. Tutti questi partiti furono indicati come <strong>Socialisti</strong>, in quanto anche se con obiettivi diversi tutti si occupavano dei lavoratori, che pur producendo ricchezza, vivevano in condizioni di miseria ed erano esclusi dal governo. I socialisti ritenevano che accanto all’uguaglianza dei diritti civili e politici si dovesse giungere all’uguaglianza sociale.</div><div>Il pensiero <strong>Socialista </strong>venne teorizzato dai tedeschi <strong>Karl Marx e Friedrich Engels </strong>secondo loro la solidarietà e l’uguaglianza tra gli uomini erano irrealizzabili. Le loro teorie furono esposte in una serie di opere tra cui la maggiore fu “ il Manifesto del partito comunista” pubblicato a Londra nel 1848. Per <strong>Marx edEngels </strong>tutta la storia dell’uomo era una lotta tra la classe sociale che detiene i mezzi di produzione e la classe sociale dei lavoratori (a partire dalla società feudale, fino alla Rivoluzione francese)anche la società industriale ha generato un conflitto tra borghesia e proletariato.</div><div>La proprietà privata dei mezzi di produzione fa sì che la ricchezza sociale prodotta sia nelle mani di una ristretta classe ( la borghesia capitalista) che la ottiene attraverso lo sfruttamento del lavoro operaio. </div><div>Era quindi inevitabile la lotta di classe che avrebbe portato a una rivoluzione che si sarebbe conclusa con:</div><ul><li>La classe operaia al potere</li><li>Abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, quindi la classe operaia avrebbe dovuto gestire attraverso lo Stato l’attività economica.</li><li>Realizzazione di una società senza classi senza lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.</li></ul><div><strong>Il Socialismo di Marx fu definito scientifico o semplicemente Comunismo</strong>.</div><div>Nel 1864 Marx costituì a Londra il primo movimento operaio chiamata anche la Prima Internazionale che riuniva i rappresentanti di tutti i partiti socialisti. Questa riunione aveva il compito di coordinare i movimenti operai e socialisti e di favorirne la diffusione in ogni Stato. Un’altra dottrina politica che si affermò nello stesso periodo fu l’<strong>anarchismo</strong> per opera di <strong><em>Bakunin,</em></strong> egli riteneva che solo una rivoluzione avrebbe consentito di costruire una società libera ed egualitaria, tuttavia la principale esigenza dell’uomo è la libertà intesa come assenza di ogni vincolo esterno, infatti per Bakunin sarà libera quella società che avrà eliminato completamente ogni coercizione esterna. Anche la Chiesa veniva vista come una minaccia alla libertà dell’uomo ed anche lo stato veniva inteso come origine di ogni forma di oppressione e ingiustizia sociale. Protagonisti della rivoluzione anarchica dovevano essere i più oppressi, i più sfruttati, non solo gli operai, ma anche la gran massa dei contadini poveri, dei braccianti, dei disoccupati e dei vagabondi. Questa dottrina ebbe e fece le sue vittime illustri come, il re d’Italia Umberto I, l’imperatrice d’Austria Elisabetta, lo zar di Russia Alessandro II. </div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=3FRtlVp9uNw" />
         <pubDate>2018-11-25 16:02:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;età dei progressi</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/307522137</link>
         <description><![CDATA[<div>Il sistema di produzione industriale si diffuse in differenti periodi:</div><ol><li>seconda metà del ‘700 in Gran Bretagna per la richiesta di beni di consumo;</li><li>prima metà dell’800 in alcuni stati come Belgio e Francia;</li><li>dal 1850 anche in Germania e negli Stati Uniti d’America.</li></ol><div>Gli<strong> elementi </strong>che favorirono la diffusione della produzione industriale furono:</div><ul><li>impiego di <strong>macchine efficienti</strong> che permettevano di ottenere in <strong>minor tempo</strong> delle <strong>quantità maggiori di beni</strong>;</li><li>suddivisione del lavoro in <strong>fasi di produzione </strong>tra gli operai;</li><li>aumento della rete ferroviaria.</li></ul><div>Tra il 1873 e il 1896 si ebbe un periodo chiamato “ grande depressione” in cui l’industrializzazione rallentò, infatti ad esempio, dopo che tutti i Paesi europei più ricchi avevano costruito la loro rete ferroviaria le industrie legate al settore non riuscivano a vendere i loro prodotti quindi si ebbe una crisi del settore. Con la “ grande depressione” le condizioni di vita della popolazione europea peggiorarono e molti soprattutto contadini, operai, artigiani e impiegati persero il posto di lavoro, quindi, molti preferirono emigrare verso altri continenti. Tra il 1870 e il 1910 circa 30 milioni di persone emigrarono dall’Europa. Oltre alla crisi economica l’emigrazione fu causata dall’aumento della popolazione europea generata dall’aumento della produzione agricola, industriale e dal miglioramento della salute.</div><div>La crisi ebbe termine verso gli anni novanta dell’800 con caratteristiche diverse rispetto alla Prima Rivoluzione Industriale:</div><ol><li><strong>crebbero le dimensioni delle industrie</strong> in quanto molte piccole o medie aziende dello stesso settore, durante la crisi, per resistere alla concorrenza si erano fuse formando grandi concentrazioni industriali che controllavano tutta o gran parte di un certo bene. Si parlava di <strong>monopoli</strong>. Nacque alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti d’America la <strong>Standard Oil</strong> un’unica industria che controllava il 90% della raffinazione del petrolio. Questa industria poteva decidere da sola quanto produrre e a quale prezzo vendere infatti non aveva concorrenti.</li><li><strong>ruolo dello stato nell’economia</strong>: se le industrie rimanevano pur sempre di proprietà privata, lo Stato partecipò contribuendo con:</li></ol><div>- l’istruzione dei cittadini</div><div>- diventando il principale cliente delle industrie pesanti;</div><div>- difendendo i prodotti delle industrie nazionali con politiche protezioniste;</div><div>- cercava di allargare i mercati per i propri prodotti nazionali con l’espansione coloniale. </div><ol><li><strong>introduzione di nuove tecnologie:</strong></li></ol><div><strong>- energia elettrica </strong>nell’800 le fonti di energia divennero l’acqua e il petrolio da cui si svilupparono i motori elettrico e a scoppio. Con il motore elettrico era possibile trasformare il movimento in energia elettrica e viceversa. In seguito nel 1869 venne costruito il primo impianto idroelettrico che sfruttava la caduta dell’acqua dall’alto per mettere in funzione un generatore di elettricità. Nel 1881 invece si scoprì che l’energia elettrica poteva viaggiare attraverso cavi.</div><div><strong>- petrolio </strong>ebbe successo come fonte di energia, in quanto venne inventato il <strong>motore a scoppio </strong>che nel 1886 venne utilizzato come motore di un’automobile. Grazie al petrolio furono prodotti altri materiali come l’alluminio, coloranti artificiali, fertilizzanti chimici e nuovi tessuti. Nel campo dell’industria meccanica vennero costruite nuove macchine utensili.</div><div><strong>- taylorismo</strong> è una tecnica di produzione industriale in base alla quale tutto il processo produttivo industriale viene suddiviso in fasi secondo criteri scientifici. Da qui nasce la catena di montaggio che avrà la sua prima realizzazione nell’industria automobilistica Ford. Ogni fase di lavoro veniva scomposta in piccole azioni che ciascun operaio avrebbe dovuto ripetere in maniera meccanica e ripetitiva. </div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=7DJrMSUfyMA" />
         <pubDate>2018-11-25 16:03:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Colonialismo e imperialismo</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/307522291</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L’IMPERIALISMO E IL COLONIALISMO </strong></div><div><br></div><div>L’<strong>espansione coloniale</strong> fu una scelta attuata dai maggiori stati europei per vari motivi:</div><div><br></div><ol><li><strong>motivi economici </strong>le colonie costituivano economicamente un serbatoio da cui attingere costantemente ricchezza viste le abbondanti materie prime, ma anche un mercato in cui esportare i propri prodotti.</li><li><strong>motivi politici </strong>spesso avere delle colonie era un vantaggio per trattative con altri stati o per stipulare alleanze.</li></ol><div><br></div><ol><li><strong>Prestigio</strong> in quanto espandersi in altri territori voleva dire mostrare la propria superiorità agli occhi degli stati stranieri (<strong>imperialismo</strong>) e la forza del proprio stato agli occhi dei propri cittadini (<strong> nazionalismo</strong>).</li></ol><div><br></div><ol><li><strong>Missione civilizzatrice </strong>spesso le conquiste coloniali venivano giustificate facendo riferimento al dovere che aveva la nazione più forte di civilizzare le popolazioni più arretrate quasi una missione cristiana di convertire i popoli selvaggi al cristianesimo o comunque alla civiltà e al progresso. I popoli che venivano sottomessi erano considerati inferiori e le civiltà degli altri continenti erano considerate arretrate e di conseguenza inferiori.</li></ol><div><br></div><div>- La <strong>prima colonizzazione </strong>aveva avuto come principale obiettivo, per le nazioni europee economicamente più forti, quello di controllare le merci di grande valore ( oro, argento) ma anche le colture di piante non coltivabili in Europa e in questo caso si erano formati grandi imperi.</div><div><br></div><div>L’<strong>Imperialismo </strong>di fine Ottocento, invece, fu una politica che ebbe come obiettivo la creazione di grandi imperi coloniali che si concretizzarono con<strong> l’occupazione di territori</strong> <strong>sia politicamente che militarmente</strong> in continenti extraeuropei, tale fenomeno fu agevolato dal fatto che le nazioni conquistatrici avevano:</div><ol><li><strong>nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione </strong>che permettevano di controllare facilmente vasti territori;</li><li>lo <strong>sviluppo tecnologico</strong> che dava agli eserciti europei una notevole superiorità rispetto ai popoli extraeuropei;</li><li>i <strong>progressi della medicina</strong> permettevano agli europei di recarsi nelle colonie con minori preoccupazioni per la loro salute.</li></ol><div><br></div><div>Tra i continenti quello maggiormente preda delle nazioni europee economicamente più forti, fu l’Africa. Fino al 1875 ( anno in cui l’Egitto passò sotto l’amministrazione di Francia, Germania e Gran Bretagna in quanto non era stato in grado di pagare i debiti che aveva contratto con gli stati europei per la costruzione del <strong><em>Canale di Suez</em></strong> nel 1869) l’Europa aveva esplorato solo le coste del continente africano, mentre dal 1875 iniziò una vera e propria corsa alla conquista dei territori più interni dell’Africa. La colonizzazione divenne quasi una competizione tra nazioni per accaparrarsi i territori ancora liberi come l’Italia che rivolse le sue attenzioni di conquista all’Etiopia(unico stato ancora indipendente). Gli italiani furono sconfitti dagli etiopi ad Adua nel 1896.</div><div>Tra il 1884-85 Bismark a Berlino organizzò un Congresso per la spartizione dell’Africa affinché fossero fissate le zone di influenza delle nazioni europee per assicurarsi le zone ancora libere del continente senza che potessero scoppiare guerre tra loro. La debolezza dell’Africa dipendeva dalla disorganizzazione delle società africane che permisero agli stati europei militarmente più forti di prevalere velocemente.</div><div><br>Fino all’Ottocento gli europei avevano assunto il controllo del continente asiatico solo in alcune parti costiere in modo da gestire il commercio di alcuni prodotti locali e le colonie venivano controllate da Compagnie Commerciali private che ottenevano così il monopolio del commercio. Nel corso dell’Ottocento tale organizzazione cambiò in quanto i territori, controllati prima dalle Compagnie mercantili, passarono sotto controllo diretto dei governi europei e il dominio divenne territoriale e politico.</div><div>Dal 1757 al 1858 l’India e la ricca regione del Bengala era sotto il controllo della Compagnia delle Indie Orientali, mentre dal 1858 ( quando si ebbe una rivolta dei sepoy) il governo inglese trasformò i territori indiani in un vero impero coloniale che progressivamente venne esteso. L’India, in origine produceva tessuti di cotone e di seta, ma divenuta colonia della Gran Bretagna, fu invasa nell’Ottocento dai tessuti inglesi ( frutto dello sviluppo industriale inglese) e si limitò a produrre solo materie prime e vaste aree agricole, sotto il controllo inglese furono destinate alla produzione del <strong>papavero da oppio</strong>, che gli inglesi iniziarono a esportare in Cina sebbene tale prodotto fosse proibito dal governo cinese. Dopo la rivolta indiana il governo inglese mandò un proprio funzionario ( il viceré) che rispondeva direttamente al governo di Londra.</div><div><br><br></div><div>Contrari al colonialismo furono gli Stati Uniti d’America che nel 1823 per rafforzare questa loro posizione affermarono la <strong>dottrina di Monroe</strong>. Il Presidente Monroe sostenne che gli Stati Uniti si sarebbero opposti a qualsiasi intervento delle potenze europee nelle faccende degli Stati del continente americano. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento anche gli Stati Uniti d’America però iniziarono la loro colonizzazione con una guerra contro la Spagna alla fine della quale nel 1898 occuparono le Filippine e Porto Rico e nel XX secolo il presidente Roosevelt affermò che la dottrina di Monroe dava la possibilità agli Stati Uniti di intervenire all’interno degli altri Stati Americani ogniqualvolta lo ritenessero necessario alla difesa dei propri interessi politici ed economici. Questa affermazione si tramutò con un atteggiamento semicoloniale avuto dagli Stati Uniti sui restanti Stati americani.</div><div><br><br></div><div>Il Giappone, arcipelago del Pacifico, avviò una politica imperialistica legata strettamente a motivi economici, infatti, aveva bisogno di materie prime per il suo sviluppo economico. Il Giappone, dopo una guerra contro la Cina nel 1895 ottenne la Corea e alcune isole del Pacifico.</div><div>Lo scontro fu inevitabile anche con la Russia nel 1904-05 dopo il quale il Giappone vinse e ottenne la Manciuria regione cinese.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:04:24 UTC</pubDate>
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         <title>La prima guerra mondiale         ( cause)</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/307522400</link>
         <description><![CDATA[<div>Cominciò il <strong>28 luglio del 1914</strong> un mese dopo l’attentato che a Sarajevo aveva causato la morte dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando. Il governo austriaco accusò il governo della Serbia di aver appoggiato l’attentato e sebbene i serbi dichiarassero il contrario, il governo austriaco dichiarò guerra alla Serbia.</div><div>Se quello di Sarajevo fu la causa immediata, i motivi veri furono altri:</div><ol><li><strong>La Corsa agli armamenti </strong>alla fine dell’Ottocento la Germania e altre nazioni avevano preso ad acquistare armi e a rafforzare i loro strumenti di difesa in quanto ogni stato voleva rafforzare il suo predominio in Europa. Le armi non erano comprate perché fossero necessariamente usate ma dovevano servire a dissuadere gli altri Stati a portare guerra. Un po’ alla volta gli <strong>ufficiali dell’esercito</strong> iniziarono ad avere maggior influenza nella politica dei governi dei loro stati ed anche le <strong>industrie belliche</strong> crebbero maggiormente. </li><li><strong>La diffusione delle ideologie nazionaliste </strong>si diffusero non solo tra i capi politici ma anche tra la popolazione che accolse con entusiasmo l’idea della guerra che veniva vista come un’opportunità di rivoluzione sociale.</li><li><strong>Le tensioni diplomatiche </strong>i rapporti tra gli stati non erano più pacifici come ai tempi di Bismark, ma quando era salito al potere in Germania l’imperatore Guglielmo II, i rapporti si erano fatti tesi in quanto il nuovo imperatore voleva conquistare nuovi territori a scapito delle altre potenze europee come la Gran Bretagna e la Russia. La Francia invece rivendicava alcuni territori persi durante la guerra franco-prussiana del 1870.</li><li><strong>Il meccanismo delle alleanze</strong></li></ol><div>In Europa c’erano due grandi alleanze:</div><ol><li>La <strong>Triplice Alleanza 1882 tra Austria, Germania e Italia</strong>. Si erano aggiunte la Turchia e la Bulgaria. Tale alleanza era <strong>difensiva</strong> cioè era valida se uno dei tre stati firmatari veniva attaccato, ma l’Italia aveva fatto un’alleanza con la sua nemica storica.</li><li>la <strong>Triplice Intesa 1907 tra Francia, Gran Bretagna e Russia</strong>. Si era aggiunta la Serbia</li><li><strong>I Balcani all’inizio del Novecento</strong>erano un’area che apparteneva all’impero Ottomano, il quale essendo molto debole, aveva provocato una notevole tensione tra Russia e Austria, in quanto tutte e due queste nazioni volevano avere un varco diretto sul Mediterraneo. Per far questo ciascun stato cercava ogni scusa per espandersi nel territorio dei Balcani. </li></ol><div>Questa guerra venne chiamata “ <strong><em>mondiale</em></strong>” in quanto pur essendo combattuta per la maggior parte in Europa entrarono nel conflitto anche alcuni tra i più potenti stati extraeuropei come Giappone e Stati Uniti d’America che entrarono a fianco dell’Intesa.</div><div>Questa guerra venne chiamata anche “ <strong><em>Grande Guerra</em></strong>” in quanto furono coinvolti molti stati quindi circa 90 milioni di soldati.</div><div>Questa guerra venne chiamata “ <strong><em>totale</em></strong>” in quanto pur svolgendosi lungo la linea di confine dei diversi stati, fu coinvolta anche la popolazione civile che doveva produrre tutto quello che serviva ai soldati al fronte, tanto che mancando gli uomini che lavoravano in fabbrica vennero utilizzate anche le donne che per la prima volta lavoravano con compiti di responsabilità.</div><div>La guerra ebbe come principali scenari le linee di confine dove i soldati combattevano nelle trincee poste l’una di fronte all’altra in diverse fasi: </div><ol><li>l’<strong>artiglieria</strong> bombardava la trincea nemica</li><li>la <strong>fanteria</strong> usciva dalla propria trincea e avanzava contro la linea nemica sparando e lanciando bombe contro i nemici che si riparavano dietro sacchi di sabbia e filo spinato.</li><li>Se gli attaccanti raggiungevano la linea nemica iniziava un <strong>combattimento corpo a corpo.</strong></li></ol><div>Questa guerra fu chiamata di <strong>posizione o di logoramento</strong> perché fu combattuta tra una trincea e un’altra. I soldati erano costretti a vivere in dure condizioni igieniche e sanitarie e quando si verificavano gli assalti tra una trincea e l’altra i soldati morivano numerosi. Per evitare questi problemi si iniziò a costruire nuove armi come il <strong>carrarmato</strong> che facilitava la pericolosità degli scontri frontali e proteggeva i soldati durante gli assalti. Altra arma di attacco furono gli <strong>aerei</strong> che permettevano i bombardamenti dall’alto in quanto trasportavano bombe, ma potevano trasportare anche <strong>mitragliatrici</strong> e così potevano avvenire duelli aerei. Si ebbe l’impiego anche di <strong>gas tossici </strong>che furono impiegati nel 1915 dai tedeschi contro i francesi. Anche i <strong>sommergibili</strong> furono impiegati in questa guerra e migliorati dai tedeschi che li usavano per distruggere le navi anche statunitensi  che rifornivano Francia e Gran Bretagna.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:05:17 UTC</pubDate>
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         <title>La prima guerra mondiale gil avvenimenti</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>1914 28 giugno </strong>attentato a Sarajevo</div><div>23 luglio Austria invia un ultimatum alla Serbia</div><div>28 luglio Austria dichiara guerra alla Serbia </div><div>01 agosto Germania dichiara guerra alla Russia</div><div>02 agosto Italia dichiara la propria neutralità</div><div>03 agosto Germania dichiara guerra alla Francia</div><div>4 agosto Germania invade il Belgio e il Regno Unito dichiara guerra alla Germania</div><div>11/12 agosto Francia e Regno Unito dichiarano guerra alla Germania</div><div>17 agosto Russia inizia l’invasione della Prussia Orientale </div><div>23 agosto Giappone dichiara guerra alla Germania</div><div>29 ottobre l’impero ottomano attacca la Russia a fianco degli imperi centrali</div><div>25 dicembre tregua di Natale: soldati tedeschi e britannici si incontrano per celebrare il </div><div>Natale in maniera spontanea</div><div>I tedeschi penetrano nel Belgio ( stato neutrale) per arrivare in Francia, ma vengono fermati presso il fiume Marna da francesi, che si erano organizzati grazie alla resistenza attuata dai belgi, e dagli inglesi che nel frattempo erano riusciti a giungere in Francia attraverso la Manica. Sul fronte orientale le <strong>truppe russe vengono fermate</strong> ai <strong>Laghi Masuri </strong>da tedeschi e austriaci e vennero sconfitte a <strong>Tanneberg</strong>, ma<strong> i russi </strong>sconfissero gli austriaci a <strong>Leopoli </strong>e controllarono la Galizia. </div><div><strong>1915 4 febbraio </strong>Germania dichiara la guerra sottomarina indiscriminata al R. U.</div><div>22 aprile I tedeschi attaccano le linee francesi facendo uso, per la prima volta, dei gas</div><div>tossici </div><div>26 aprile l’Italia riceve la promessa che se fosse entrata in guerra con l’Intesa e ci fosse stata </div><div>vittoria, avrebbe ricevuto il Trentino e la Venezia Giulia territori posseduti dall’Austria.</div><div>7 maggio un sommergibile tedesco colpisce il transatlantico americano Lousitania e gli</div><div>U.S.A. , ancora neutrali, protestano contro i tedeschi.</div><div>24 maggio entra in guerra l’Italia che era rimasta neutrale, ma entra a fianco della Triplice </div><div>Intesa con il “Patto di Londra” </div><div>31 maggio Londra viene bombardata, per la prima volta con il dirigibile tedesco Zeppelin</div><div>23 giugno al 5 dicembre iniziano le battaglie dell’Isonzo, le truppe italiane sono bloccate da</div><div>quelle austriache</div><div><strong>1916 </strong>battaglie in territorio francese di Verdun e della Somme. Sul fronte orientale si combattono quattro battaglie dell’Isonzo.</div><div><strong>1917 6 aprile </strong>gli Stati Uniti d’America dichiarano guerra alla Germania</div><div>24 ottobre l’Italia subisce una pesante sconfitta a Caporetto da parte austriaca che riconquista gran parte della Venezia Giulia. </div><div>Novembre la Russia si ritira dalla guerra </div><div><strong>1918 </strong>Il 3 marzo la Russia firma con la Germania un trattato di pace a Brest-Litovsk con cui perdeva i territori: Polonia, Lettonia, Estonia, Lituania, Finlandia, Georgia e Ucraina che andavano alla Germania. </div><div>24 ottobre gli italiani vincono a Vittorio Veneto le truppe austriache. </div><div>4 novembre l’Austria firma un armistizio con l’Italia </div><div>11 novembre l’armistizio viene firmato tra Germania e Francia. </div><div>Poiché la guerra richiedeva ingenti risorse, i governi di tutti i Paesi coinvolti imposero alla popolazione civile ( tutti coloro che facendo parte di uno stato non combattono) lo “stato di guerra” che prevedeva il <strong>razionamento</strong> (una diminuzione dei consumi di beni primari a favore dei soldati al fronte). Gli operai lavoravano in modo più intenso. I <strong>giornali e i cinema</strong> avevano il compito di esaltare i gesti eroici contro il nemico e anche a <strong>scuola</strong> i maestri raccontavano episodi significativi di guerra. </div><div>Non c’era spazio per notizie negative né per opinioni contrarie alla guerra, tutto era sottoposto alla <strong>censura</strong> anche le lettere dei soldati ai familiari.</div><div>Quando la guerra finì nulla fu come prima, infatti, numerosi furono i morti che la guerra aveva provocato circa 9 milioni, in tutti gli stati si ebbe una crisi economica dovuta:</div><ul><li>Le industrie avevano prodotto, fino al 1918, solo beni necessari per la guerra, mentre dopo bisognava con dispendio di molti soldi trasformare<strong> le industrie da belliche a industrie produttrici di beni per la popolazione civile.</strong></li><li>Gli stati, per mantenere i soldati al fronte avevano dovuto sostenere molte spese e stampare molta carta moneta e questo aveva provocato in seguito un aumento dei prezzi quindi <strong>l’inflazione.</strong></li><li>Visto che non c’era più grandissima richiesta di beni, le industrie producevano di meno, quindi si ebbe una <strong>notevole disoccupazione</strong> soprattutto tra i reduci che tornando dalla guerra si videro tagliati fuori dalla produzione industriale. Molti stati, durante la guerra avevano promesso ai loro soldati che, al ritorno a casa, avrebbero ricevuto salari più alti o terre da coltivare, riconoscimenti, ma al loro ritorno nessuno si ricordò delle promesse fatte. </li><li>Coloro che ritornavano dalla guerra cioè i reduci, tornavano convinti che la guerra nondovesse essere più fatta oppure altri ritenevano la violenza come un’abitudine, ma in generale <strong>molti paesi misero in cattiva luce i nemici,</strong>cioè i popoli contro cui avevano combattuto, perché considerati come barbari con i quali non poteva esserci nessun compromesso. </li><li>l’<strong>esempio della Russia</strong> fu preso come motivazione da parte dei socialisti per ogni manifestazione di protesta in tutte le nazioni europee.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:08:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il primo dopoguerra ( le coneguenze)</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>A gennaio del 1919 iniziarono a Versailles vicino a Parigi le trattative e gli accordi di pace tra i rappresentanti delle nazioni che avevano vinto la guerra ( Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Italia):</div><ol><li>Nacquero nuovi stati come la<strong> Cecoslovacchia, Austria, Ungheria e Polonia</strong>;</li><li>L’Italia ricevette il <strong>Trentino e la Venezia- Giulia con l’Istria;</strong></li><li>la Francia ricevette dalla Germania la<strong> Lorena e l’Alsazia</strong>;</li><li>fu formata la <strong>Jugoslavia</strong> che comprendeva anche la <strong>Serbia, il Montenegro.</strong></li><li>L’<strong>Impero Ottomano</strong> cessò di esistere e al suo posto venne creata la <strong>Repubblica Turca</strong> (1923) che divenne uno stato laico infatti la religione musulmana venne separata dallo Stato e tutte le minoranze vennero schiacciate o represse.</li><li>L’ <strong>Impero Russo</strong> cessò di esistere sostituito dall’<strong>Unione Sovietica</strong> e si formarono i nuovi stati della<strong> Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania. </strong></li></ol><div><br><br></div><div>Gli Stati Uniti, che partecipavano alla Conferenza di pace con il loro presidente Wilson, si fecero portatori di un documento che fissava in quattordici punti il principio per cui ogni popolo ha la libertà di decidere autonomamente il suo destino politico e venne creata la <strong>Società delle Nazioni </strong>che era un organismo che doveva essere consultato ogni volta che c’erano delle controversie tra gli stati.</div><div>La Germania fu pesantemente punita per i danni provocati in guerra infatti non solo perse dei territori, ma anche fu costretta da Francia e Regno Unito a pagare una multa pesantissima come risarcimento per i danni provocati, ma ciò costituì un errore in quanto creò un forte risentimento popolare che in seguito sarà alla base del futuro conflitto mondiale.</div><div>La Germania perse tutte le sue colonie e sul lato orientale la regione della “ Prussia Orientale” fu separata dalla Posnania e da una sottile striscia di terra che sarà chiamata “ <strong>Corridoio polacco</strong>”.</div><div>La città portuale di<strong> Danzica fu dichiarata città libera.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:11:08 UTC</pubDate>
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         <title>La Rivoluzione russa</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/307523376</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L’impero russo partecipò alla prima guerra mondiale con risultati catastrofici per la popolazione che non trasse alcun giovamento da questa guerra in quanto le condizioni di vita peggiorarono, infatti, la maggior parte dei soldati russi erano poco armati e poco equipaggiati e lo stato non era in grado di affrontare una guerra così lunga. </div><div>La popolazione iniziò a chiedere allo zar di uscire da una guerra troppo faticosa per un paese così arretrato e poco fornito. Si ebbero quindi una serie di manifestazioni e di proteste nel 1917 che portarono alla <strong><em>Rivoluzione di febbraio</em></strong> che nacque in modo spontaneo, non fu cioè organizzata dall’opposizione, l’8 marzo in occasione della giornata della donna, manifestarono gruppi di donne che chiedevano la parità dei diritti ma anche il pane e la cessazione della guerra, in seguito a manifestare furono gli operai e i soldati. Lo zar inviò un reparto di soldati per bloccare i manifestanti, ma alcuni soldati si schierarono con i rivoltosi essendo anche loro dei contadini. </div><div>Il 13 marzo 1917, lo zar abdicò e si formò un governo repubblicano che doveva affrontare due problemi l’uscita dalla guerra e la riforma agraria per i contadini, che chiedevano terre. Questo progetto era di difficile realizzazione perché la terra era posseduta soprattutto dai latifondisti. </div><div>Il governo provvisorio, che era formato soprattutto dagli aristocratici e da alcuni borghesi, temeva le idee rivoluzionarie dei socialisti ( si dividevano in <strong>menscevichi= di minoranza </strong>che sostenevano graduali riforme della società e i <strong>bolscevichi = di maggioranza </strong>che volevano la dittatura del proletariato), quindi non voleva assecondare le richieste del popolo.</div><div>Oltre il governo provvisorio si rafforzarono sempre di più i <strong>soviet</strong> cioè i <strong>consigli degli operai, dei soldati, dei contadini</strong> che premevano per poter partecipare di più alle decisioni del governo provvisorio. I soviet, pur non partecipando al governo del paese, teneva sotto controllo le vie di comunicazione come: poste, telefoni, telegrafi, stazioni ferroviarie, tipografie. </div><div>Nell’aprile del 1917, tornò dal suo esilio in Svizzera Lenin capo dei<strong><em> bolscevichi </em></strong>che voleva dare il governo dello stato ai soviet.</div><div>Lenin organizzò le guardie rosse cioè un esercito formato da 10.000 operai che tra il 24 e il 25 ottobre del 1917 dettero vita a una nuova <strong>rivoluzione</strong> ( <strong>di ottobre)</strong> che dette il potere a un nuovo governo e il partito bolscevico divenne l’unico partito ammesso. Lenin divenne il nuovo presidente e fu affiancato da Trotzkij e Stalin suoi collaboratori. Allo stato sovietico fu dato un’efficace riorganizzazione politica, economica e amministrativa attraverso i soviet. Furono varate alcune importanti riforme:</div><ul><li>la <strong>riforma agraria</strong> che toglieva le terre ai grandi proprietari terrieri per darle ai contadini;</li><li>fu firmato un armistizio con la Germania e in seguito fu conclusa una pace molto penalizzante per la Russia marzo 1918 ( <strong>pace di Brest- Litovsk);</strong></li><li>mise le <strong>fabbriche </strong>sotto il controllo diretto degli operai e degli impiegati;</li><li>la giornata lavorativa fu ridotta a<strong> otto ore</strong> ;</li><li>riconobbe l’<strong>uguaglianza tra le diverse nazionalità</strong> che formavano lo stato russo;</li><li><strong>nazionalizzò</strong> ( trasferì allo stato le attività svolte di solito dai privati) le <strong>banche, le ferrovie e alcune fabbriche;</strong></li><li><strong>vietò il libero mercato </strong>quindi non si poteva più vendere liberamente i prodotti.</li></ul><div>La Russia, dopo la  rivoluzione di ottobre si avviava a diventare una dittatura e dopo l’uscita dalla guerra, tra il 1918 e il 1920, scoppiò una guerra civile infatti i sostenitori del regime zarista miravano a riprendere il potere e costituirono un esercito <strong>l’Armata bianca</strong> che si contrappose al numeroso e nuovo esercito rivoluzionario <strong>l’Armata Rossa </strong>e Lenin rafforzò i poteri della polizia segreta <strong>la Ceka </strong>che scatenò il terrore rosso in quanto veniva condannato a morte chi era solo sospettato di idee controrivoluzionarie. L’armata bianca ebbe successi iniziali in quanto ricevette rinforzi da alcune nazioni straniere, ma vinse nel 1919 l’armata rossa, che continuò a combattere questa volta contro la Polonia a cui cederà nel 1921 la Bielorussia e parte dell’Ucraina.<br>Il 30 dicembre 1922 il governo proclamò la nascita del nuovo stato russo: <strong>URSS ( Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche). </strong>La prima guerra mondiale e poi la guerra civile avevano messo a dura prova il popolo russo. La produzione industriale era crollata e Lenin, visto che le industrie erano di proprietà dello stato, impose una disciplina durissima che provocò scioperi e proteste, anche nelle campagne il governo ricorse alle requisizioni forzate dei raccolti, mentre ai contadini veniva lasciato il necessario per vivere. Tutto questo, perché i soldati dell’armata rossa combattevano. Questa procedura straordinaria fu chiamata dal governo <strong>Comunismo di guerra. </strong>Nel 1921 si ebbe una carestia che colpì soprattutto i contadini visto che il governo continuava a requisire beni dalle campagne.</div><div>Nel 1921 Lenin, dopo gli scioperi e le proteste dei contadini, varò una <strong>Nuova Politica Economica ( NEP): </strong>non furono più attuate requisizioni forzate dei raccolti, ma i contadini avevano l’obbligo di versare una certa quantità di derrate alimentari, mentre tutto quello che producevano in più poteva essere venduto liberamente. Lo Stato era proprietario delle industrie e delle banche.</div><div><strong>Nel 1918 nacque il Partito Comunista Russo.</strong></div><div><strong>Nel 1924 Lenin morì </strong>ma prima di morire Lenin avvisò i membri del partito comunista di stare in guardia a Stalin in quanto non era adatto a prendere il potere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:12:38 UTC</pubDate>
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         <title>Lo stalinismo</title>
         <author>mr_angelome</author>
         <link>https://padlet.com/mr_angelome/7mrd6qq3jnrx/wish/307523900</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nel 1924 Lenin morì </strong>ma prima di morire Lenin avvisò i membri del partito comunista di stare in guardia da Stalin in quanto non era adatto a prendere il potere, perché lo considerava un uomo vendicativo e desideroso solo di prendere il potere.</div><div>Stalin ( aveva questo soprannome che in russo vuol dire <strong><em>Acciaio</em></strong>) riuscì a sbarazzarsi dei nemici e soprattutto di Trotzkij che aveva una visione differente dell’Unione Sovietica, infatti:</div><ol><li><strong>Trotzkij</strong> riteneva che l’Unione Sovietica dovesse adoperarsi per diffondere il Comunismo in tutti gli stati industrializzati d’Europa così che in seguito l’avrebbero aiutata nella crescita economica.</li><li><strong>Stalin</strong> riteneva che l’Unione Sovietica dovesse raggiungere l’autosufficienza economica da sola senza il ricorso di nessun altro stato rafforzando così al suo interno il socialismo.</li></ol><div>Stalin riuscì a isolare i propri avversari politici, rafforzando la sua linea politica e in seguito li eliminò anche fisicamente e tra il 1927 e il 1929 instaurò la sua dittatura personale.</div><div>Preso il potere e volendo rafforzare l’Unione Sovietica, Stalin attuò la sua politica:</div><ul><li><strong>pose fine alla NEP</strong> che aveva permesso una parziale ripresa di un’economia di mercato ma che limitava il controllo dello stato sulla produzione agricola;</li><li>varò la politica dei <strong>piani quinquennali</strong> cioè fissava degli obiettivi economici che dovevano essere raggiunti nell’arco dei successivi cinque anni; </li><li>avviò <strong>un’industrializzazione forzata</strong> soprattutto nei settori meccanico, siderurgico metallurgico nei campi militare e agricolo, tuttavia, se curò scrupolosamente il settore militare con l’impiego di manodopera specializzata e grandi risorse finanziarie, nel settore civile la produzione dei mezzi meccanici, fu di pessima qualità in quanto invece di operai specializzati vennero impiegati contadini privi di dimestichezza con le macchine, alla competenza fu preferita la fedeltà al partito;</li><li><strong>incentivò la produzione agricola</strong> ( soprattutto grano) e creò le fattorie di stato con la collettivizzazione: i <strong>Kolchoz </strong>( cooperative agricole) che dovevano consegnare allo stato ogni anno una certa quantità di prodotto. I contadini ricevevano in cambio una retribuzione dallo stato per le giornate lavorate e ciascun contadino possedeva un piccolo appezzamento di terra che gli permetteva di ricavare beni per la propria famiglia. C’erano poi i <strong>Sovchoz</strong> ( fattorie statali) tutto quello che veniva prodotto veniva consegnato allo stato e i contadini ricevevano lo stipendio dallo stato.</li></ul><div>Stalin creò un <strong>regime totalitario</strong> in cui la sua persona veniva stimata come un benefattore dei cittadini, attuò un <strong>controllo poliziesco</strong> e fu fatto <strong>uso massiccio del terrore</strong>. Dal 1936 al 1939 molti protagonisti della rivoluzione furono processati per tradimento con processi falsi e prove inesistenti. Molti furono deportati nei <strong>campi di lavoro forzati GULAG</strong> oppure condannati a morte.</div><div>Stalin si valse di una imponente <strong>macchina della propaganda</strong> con cui si esaltava, la dedizione allo stato e al lavoro un esempio per tutto fu lo <strong>Stacanov (da cui lo stacanovismo)</strong> un minatore che riuscì in sei ore a estrarre un quantitativo di carbone pari a 14 volte il volume normale. Tale fenomeno divenne di massa in quanto lo stato a questi lavoratori dava premi o ricompense in denaro. Il culto della personalità di Stalin si concretizzò con la costruzione di statue, manifesti in cui il dittatore veniva raffigurato come il condottiero del suo paese e comunque uomo sempre saggio, buono e generoso</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:16:30 UTC</pubDate>
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         <title>Il fascismo
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         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la fine della prima guerra mondiale l’Italia era chiamata a risolvere alcuni problemi interni economici e sociali:</div><div>  | Problemi economici | - le spese affrontate dallo stato per la guerra avevano richiesto uno sforzo notevole; - le uscite erano state più delle entrate; - la moneta era stata svalutata, in quanto l’Italia importava molti prodotti dall’estero. –----------------------------------------------------------------------------------------- era aumentata la disoccupazione;le industrie che avevano prodotto armi si dovettero convertire per produrre altri beni che servivano alla popolazione;lo stato non mantenne le promesse fatte durante la guerra.<br> | Contrasti sociali | Contadini &gt;&gt;&gt;&gt;terre operai &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;venivano licenziati ufficiali&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;non ricevevano un lavoro di responsabilità donne&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;persero il lavoro che avevano svolto durante la guerra. </div><div><br><br></div><div>Tra il 1919 e il 1920 ( biennio rosso), in Italia si ebbero una serie di manifestazioni fatte sia dagli operai che dai contadini. Al nord, gli operai chiedevano:</div><ul><li><strong>aumenti salariali;</strong></li><li><strong>diminuzione dell’orario di lavoro;</strong></li><li><strong>partecipazione al controllo delle fabbriche.</strong></li></ul><div>I proprietari risposero con la chiusura delle fabbriche (<strong>serrata</strong>), mentre gli operai organizzavano le occupazioni armate delle industrie. Giolitti, che in quel periodo governava in Italia, rifiutò la richiesta degli imprenditori di mandare l’esercito per sopprimere le rivolte operaie, ma preferì la <strong>trattativa</strong> e alla fine gli operai ottennero un miglioramento salariale. La forza e la determinazione degli operai convinse alcuni socialisti: Gramsci e Togliatti, a dar vita al <strong>Partito Comunista Italiano</strong> che nacque nel 1921 a Livorno. Anche i contadini manifestarono e occuparono le terre dei padroni. Nacque nel 1919 a Roma anche il <strong>partito popolare Italiano</strong> fondato dal sacerdote don Luigi Sturzo e fu il primo partito dei cattolici approvato dal Vaticano.</div><div>Nel 1919 si svolsero le elezioni con il suffragio universale maschile che consegnò all’Italia un parlamento in cui prevalevano tre forze politiche: </div><ul><li><strong>liberali</strong> partito di governo capeggiato da Giolitti;</li><li><strong>socialisti;</strong></li><li><strong>popolari.</strong></li></ul><div>In Italia vi era anche il malcontento dei nazionalisti che consideravano poco equa la ripartizione delle terre ricevute alla fine della Prima guerra mondiale, infatti l’Italia non aveva ricevuto la città di Fiume e la Dalmazia che erano andate alla Jugoslavia, così come era stato stabilito nel Patto di Londra del 1915. </div><div>I nazionalisti rimproveravano il governo di Giolitti di debolezza. In questa situazione di incertezza e di malcontento ebbe successo Benito Mussolini ex socialista che, approfittando della richiesta da parte dei proprietari terrieri e degli industriali, di una mano forte, fondò nel 1919 i “<strong> Fasci italiani di combattimento</strong>”. Il programma di questo partito era poco chiaro, confuso e contraddittorio e dopo poco tempo prese il nome di <strong>Partito Fascista</strong> e trovò suoi sostenitori maggiormente tra gli studenti nazionalisti e i reduci disoccupati. Si avvalse delle <strong>Squadred’azione o Camicie Nere</strong> che perseguitavano le sedi dei sindacati e dei socialisti con azioni violente.</div><div>Il Partito Fascista ottenne alle elezioni del 1921 35 seggi in parlamento, all’inizio Mussolini tenne un atteggiamento conciliante e ragionevole con gli avversari politici anche se nelle strade e nelle piazze imperversava la violenza fascista. Tra il <strong>27 e il 28 ottobre 1922</strong> i capi fascisti e le camicie nere decisero di <strong>marciare su Roma</strong> per prendere il potere. </div><div>I fascisti occuparono le vie e le piazze più importanti della capitale, ma il re Vittorio Emanuele III, che avrebbe potuto far intervenire l’esercito per impedire tale invasione, non lo fece anzi il 30 ottobre incaricò Mussolini, che era rimasto a Milano, di formare un <strong>nuovo governo</strong>, in quanto il capo del governo dell’epoca Luigi Facta aveva dato le dimissioni.</div><div>Il successo di Mussolini in tale impresa fu dovuto al fatto che era sostenuto dai grandi industriali del nord e l’opinione pubblica in generale vedeva con favore questo uomo che avrebbe potuto portare ordine. all’inizio Mussolini governò con apparente legalità, infatti aveva formato un governo di coalizione con liberali, popolari e nazionalisti, ma operò graduali trasformazioni delle strutture dello stato che avrebbero permesso l’avvio verso la dittatura. Le tappe principali del passaggio furono:</div><ul><li>inquadrò le Camicie Nere nella <strong>Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale;</strong></li><li>istituì <strong>il Gran Consiglio del Fascismo </strong>che all’inizio era l’organo direttivo del Partito fascista ma poi divenne il vero governo.</li></ul><div>Alle elezioni del 1924, il fascismo ottenne la maggioranza assoluta e così Mussolini potè instaurare la dittatura. In parlamento il deputato socialista Matteotti ebbe il coraggio di denunciare apertamente i brogli elettorali fatti dai fascisti e fu così che il deputato fu rapito il 10 giugno del 1924 e ucciso. Fu ritrovato il 16 agosto. I deputati dell’opposizione decisero per protestare contro Mussolini, che in una lettera aveva appoggiato l’omicidio, di abbandonare l’aula del parlamento <strong>(secessione dell’Aventino). </strong>In tale maniera lasciarono ancora più libero Mussolini di creare una dittatura.</div><div> </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-25 16:20:08 UTC</pubDate>
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         <title>Il regime fascista</title>
         <author>mr_angelome</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per rafforzare il suo potere, Mussolini, tra il 1925 e il 1926, varò una serie di leggi chiamate <strong>“fascistissime”, </strong>che ridussero notevolmente le libertà personali degli Italiani:</div><ul><li>Mussolini avrebbe risposto del suo operato solo al re e non più al Parlamento;</li><li>non potevano essere pubblicati giornali se non quelli approvati dal regime;</li><li>il Gran Consiglio del Fascismo ebbe più poteri rispetto al Parlamento, poteva emanare leggi;</li><li>a capo dei Comuni vennero messi dei <strong>Podestà </strong>nominati dal governo e non ci fu più il sindaco nominato dal popolo;</li><li>lo sciopero fu proibito così come i sindacati tranne quelli permessi dal fascismo;</li><li>fu istituito il<strong> Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato </strong>che doveva giudicare gli oppositori del regime. I condannati potevano avere anche la <strong>condanna a morte,</strong> una semplice opinione contraria al regime veniva punita con il<strong> confino;</strong></li><li>fu istituita la polizia segreta per indagare sugli oppositori al regime;</li><li>con una nuova legge elettorale venne prevista un’unica lista elettorale formata solo da candidati fascisti che gli elettori dovevano votare con voto palese ( non esisteva più il voto segreto);</li><li>i partiti di opposizione vennero sciolti;</li><li>tutti i dipendenti pubblici dovevano essere <strong>iscritti al Partito Fascista</strong> altrimenti erano licenziati.</li></ul><div>Il Fascismo pur volendo controllare ogni aspetto della vita pubblica del Paese voleva assumere il controllo anche della vita privata dei cittadini, questo obiettivo non fu raggiunto in pieno a causa di due forze presenti in Italia all’epoca che risultarono poco influenzabili dal Fascismo: la monarchia e la Chiesa, infatti le forze armate erano fedeli al re, mentre la Chiesa poteva contare sul favore del popolo italiano che era cattolico.</div><div>Molti aspetti della vita privata dei cittadini furono condizionati da Mussolini, egli infatti per guadagnarsi le simpatie degli Italiani, ricorse al cinema e alla radio con un’intensa propaganda che metteva in luce solo gli aspetti positivi del Regime, mentre ne taceva altri, Mussolini a volte era il principale protagonista.</div><div>Il regime organizzò strutture che coinvolgevano l’intera popolazione:</div><ol><li>vennero organizzati viaggi a Roma con adunate di fronte a palazzo Venezia in occasione di discorsi di Mussolini;</li><li>vennero fondate Organizzazioni di massa come i Dopolavori o L’Opera Nazionale Balilla o l’Organizzazione delle massaie rurali; </li><li>nel 1929 fu fatta la Riforma dell’istruzione grazie a Giovanni Gentile che istituiva una scuola meritocratica;</li><li>l’11 febbraio 1929, vennero firmati i “Patti Lateranensi” tra Stato italiano e Chiesa. Veniva risolta l’antica divergenza tra stato italiano e chiesa e si stabiliva che :</li></ol><div>- il Cattolicesimo diventava “religione di stato”;</div><div>- la religione cattolica era insegnata in tutte le scuole pubbliche;</div><div>- i sacerdoti erano esonerati dal servizio militare;</div><div>- il matrimonio religioso aveva validità civile.</div><div>Il fascismo richiamava nella sua politica tanti elementi dell’antica Roma:</div><ul><li>Mussolini si fece chiamare<strong> duce </strong>( guida, condottiero); </li><li>tutti i ragazzi vennero inquadrati con degli appellativi che si rifacevano al passato grandioso di Roma antica ( <strong>i figli della lupa</strong>).</li><li>Mussolini voleva far ritornare l’Italia agli splendori della Roma imperiale e voleva che tutti i cittadini maschi fossero pronti per la guerra tanto che nella divisa dei piccoli figli della lupa c’era anche un piccolo fucile. Ogni sabato dopo le tredici nelle strade e nelle piazze, si svolgevano attività sportive e paramilitari.</li><li>Anche le donne vennero inquadrate in organizzazioni giovanili, ma la loro funzione principale era quella di fare figli. All’epoca il regime premiava le famiglie numerose e quelle con figli maschi. Per incoraggiare la natalità, vennero introdotti, per le famiglie con tanti figli, <strong>assegni familiari</strong> cioè somme di denaro in aggiunta allo stipendio. Fu istituita anche l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia che gestiva consultori aperti alle donne in attesa.</li></ul><div><br>Le prime iniziative di Mussolini in campo economico furono rivolte verso il Liberismo in quanto lasciava libertà d’azione ai proprietari terrieri e agli industriali. Vennero abolite molte norme a tutela dei lavoratori e l’azione dei sindacati fu condizionata dal regime, tanto che per tutto il periodo fascista i salari dei lavoratori dipendenti rimasero piuttosto bassi.</div><div>Nel 1925 Mussolini per diminuire la dipendenza dell’Italia dall’estero per l’importazione del grano, attuò la “ <strong>battaglia del grano</strong>”, ponendo a coltura di grano tutto il terreno che poteva essere coltivato. Per aumentare lo spazio agricolo fece bonificare le paludi presenti soprattutto nel Lazio, questa iniziativa permise di debellare la malaria in queste zone ( agro Pontino). Dopo questa iniziativa il grano italiano coprì il fabbisogno interno.</div><div>Nel 1926 fu la volta della “ <strong>battaglia della lira</strong>” ottenuta rivalutando la lira rispetto alla sterlina. Questa iniziativa ebbe come risultato quello di rendere più cari i prodotti italiani all’estero e per far abbassare il prezzo delle merci italiane, Mussolini fece diminuire i salari degli operai del 30%.</div><div>Nel 1929 anche l’Italia fu colpita dalla crisi economica più ampia che aveva interessato gli Stati Uniti d’America e poi anche tutta l’Europa, ma gli effetti non furono così devastanti come all’estero. Le industrie e le banche entrarono in crisi, ma il regime intervenne fondando nel 1931 l<strong>’Imi </strong>e più tardi nel 1933 l’<strong>Iri </strong>con quest’ultima lo stato diventava proprietario di tutte quelle imprese ritenute strategiche: quelle degli armamenti, quelle siderurgiche, cantieristiche, telecomunicazioni, energia elettrica.</div><div>Mussolini attuò la politica dell’<strong>autarchia</strong> ( bastare a se stesso) in base alla quale gli italiani avrebbero dovuto acquistare e consumare solo prodotti italiani.</div><div>Per quanto riguarda la politica estera, l’Italia era alleata con la Francia e il Regno Unito, ma a differenza delle due alleate, l’Italia possedeva colonie in misura limitata: Libia riconquistata nel 1931, l’Eritrea e la Somalia. Nel 1935 iniziò la nuova spedizione per la conquista coloniale dell’Etiopia, unica nazione africana ancora non colonizzata dagli europei. L’annessione avvenne nel 1936 e l’Italia fu, di conseguenza, isolata dalla Società delle Nazioni ( di cui l’Etiopia faceva parte) e subì delle sanzioni economiche: le fu proibito di esportare i suoi prodotti all’estero e di importare materie prime. Non avendo alleati in Europa, Mussolini si avvicinò alla Germania di Hitler che nel frattempo aveva instaurato un regime totalitario. Nell’ottobre del 1936, fu firmato tra Italia e Germania un trattato di amicizia l’ <strong>“ Asse Roma-Berlino”</strong> a cui seguirà nel 1939 il “ <strong>Patto d’Acciaio” </strong>che impegnava le due nazioni in caso di guerra a entrarvi qualora un alleato avesse deciso di farlo.</div><div>Negli anni Trenta anche per influenza tedesca, in Italia si ebbe l’introduzione di un’ideologia razzista, prima fu la volta delle persone di colore provenienti dalle colonie che furono penalizzate, in seguito fu la volta degli ebrei che pur essendo cittadini italiani, furono obbligati a non poter condurre una vita come gli altri, furono allontanati da scuola, dagli uffici, non potevano entrare nei negozi degli ariani.</div><div><br></div>]]></description>
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         <title>L&#39; America e la crisi del &#39;29</title>
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         <title>Il Nazismo</title>
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         <title>La seconda guerra mondiale</title>
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         <title>La seconda guerra mondiale</title>
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         <title>La seconda guerra mondiale ( le conseguenze e la shoah)</title>
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