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      <title>antiche feste e riti Abruzzesi by </title>
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      <description>Realizzato con magia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-10 09:35:19 UTC</pubDate>
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         <title>la festa degli zingari</title>
         <author>abelli736</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>A Pacentro (AQ), paese medievale adagiato tra il monte Morrone ed il massiccio della Majella, si svolge nella prima domenica di settembre, in onore della festa della Madonna di Loreto, un rituale molto particolare denominato «corsa degli zingari», dove zingaro non sta come nomade, ma in dialetto arcaico pacentrano stava ad indicare colui che cammina a piedi nudi.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 09:38:24 UTC</pubDate>
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         <title>fest del Calendimaggio</title>
         <author>abelli736</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Abruzzo conserva una lunga consuetudine di usanze e feste legate alla vegetazione, alla pastorizia e al culto dei santi. È una terra segnata dai tratturi e dalla transumanza, elementi che hanno determinato carattere e usi e costumi degli abruzzesi. Un viaggio tra rituali e leggende che accarezza l'inizio della primavera. Anticamente, nel mese di maggio e più propriamente il primo del mese (calendimaggio) – si celebrava il risveglio della natura, fondato su antichi culti agrari e riti magici attuale. Con la perdita del loro significato magico e pagano, nei secoli molti riti contadini sono stati trasformati in festività religiose legate al santo patrono.Spesso, questi rituali sono stati "declassati" in semplici sagre o feste folkloristiche . Un esempio di questo tipo è "ju Calenne". Si tratta di un rito antichissimo che si rinnova ogni anno nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio. Un gruppo di giovani taglia un albero, che poi viene piantato prima dell'alba nel sagrato della chiesa parrocchiale. L'albero viene tolto il 31 maggio, venduto all'asta e il ricavato viene devoluto per sostenere le feste patronali. Dal fatto di discendere da riti pagani è scaturita una certa avversione da parte della Chiesa. Negli statuti aquilani del 1300 si parla di divieto del rito de "ju calenne" e, di tanto in tanto, qualche parroco rispolvera dissapori, tra le proteste dei parrocchiani affezionati all'appuntamento. RITI DI MAGGIO. Accanto alle celebrazioni della vegetazione, del risveglio della natura e delle fioriture, nel tempo hanno avuto ampio sviluppo le tradizioni legate alla fauna, soprattutto a quegli animali temuti per secoli perché predatori degli animali domestici, tanto importanti nell'economia familiare. Parliamo ad esempio del lupo e del serpente. Le tradizioni dei serpari a Cocullo, nell'Aquilano, e Pretoro, nel Chietino, lo dimostrano. In entrambi i paesi si festeggia San Domenico protettore dal morso dei serpenti. Per la festa, la statua del Santo viene portata in processione, addobbata con serpentelli aggrovigliati, innocui e particolarmente conosciuti sui monti attorno al paese, tra questi saettoni, cervoni, biacchi e bisce. I cosidetti "serpari" raccolgono proprio nei monti attorno al paese questi serpenti nella stagione fredda, durante il loro letargo. Prima della processione sono questi uomini a mostrare i serpenti ai visitatori, permettendo loro di toccarli e maneggiarli, mentre si intonano canti popolari per le vie del paesino. Dopo la santa messa, in tarda mattinata, la statua del santo viene ricoperta dai serpenti e la processione ha inizio. Il corteo si allunga per le strette vie di Cucullo trasmettendo agli astanti immagini suggestive ed emozionanti. Una giornata diversa che riconcilia gli animi con la natura, rasserena i cuori con le suggestioni che offre un piccolo borgo di montagna incontaminato, conduce alla condivisione nella devozione impastata al folklore. L'incontro con i serpari, la possibilità di accarezzare un serpente e superare le paure, accalcarsi dietro la statua del santo chiedendo soccorso per la salute, o restare semplicemente ai margini, spettatore di fronte a un evento così particolare, suscita inevitabilmente un fremito profondo, che vale la pena di provare. Maggio è anche il mese di importanti feste patronali, come Santa Gemma e San Vincenzo a Goriano, nel cuore della Valle Subequana, San Pasquale, San Bernardino e San Pietro </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 09:54:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>abelli736</author>
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         <description><![CDATA[<div>feste del calendimaggio d'Abruzzo</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 10:08:41 UTC</pubDate>
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         <title>San Domenico a Cocullo</title>
         <author>abelli736</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni anno a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maggio">maggio</a> si celebra a Cocullo un antichissimo rito, trasformatosi oggi in una festa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sacro">sacra</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Profano">profana</a>. Tutto ha inizio con i serpari che alla fine di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marzo">marzo</a> si recano fuori paese in cerca dei serpenti. Una volta catturati, vengono custoditi con attenzione in scatole di legno (in tempi remoti dentro dei contenitori di terracotta) per 15-20 giorni nutrendoli con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mus_musculus">topi</a> vivi e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_(alimento)">uova</a> sode. Questa usanza è legata ai riti pagani dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marsi">Marsi</a>, antico popolo italico. In epoca contemporanea viene celebrata in onore di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_di_Sora">San Domenico</a> che è ritenuto protettore dal mal di denti, dai morsi di rettili e dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rabbia">rabbia</a>. San Domenico era un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monaco_benedettino">monaco benedettino</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Foligno">Foligno</a> che attraversò il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lazio">Lazio</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abruzzo">Abruzzo</a> fondando <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monasteri">monasteri</a> ed eremitaggi</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-15 09:33:52 UTC</pubDate>
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         <title>mamma li Turchi-Tollo</title>
         <author>abelli736</author>
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         <description><![CDATA[<div>In occasione dell’iniziativa Abruzzo Open Day viene riproposta la Battaglia, che ci fu tra "Turchi e Cristiani", questo è un evento unico nel suo genere, suggestivo ed emozionante, sicuramente tra i più antichi D'Abruzzo e d'Italia, ogni anno viene montata una torre di ferro e legno a simboleggiare la roccaforte, andata distrutta da anni, sotto la quale si sviluppa la "battaglia" al ritmo incalzante del rumore delle scimitarre, le grida dei turchi che attaccano il paese, il rullo dei tamburi, i cristiani che difendono la roccaforte con lanci di acqua, pasta e pezzi di cocomero, che stanno a simboleggiare l'olio bollente e le pietre incandescenti, l'angelo che appare dall'alto della torre, e Lei, la Madonna del Rosario che con il suo sguardo luminoso e miracoloso ci guarda dall'alto, a ricordo della liberazione di Tollo dall'invasione dei Turchi del 1566. Il tutto accompagnato da un corteo di 100 figuranti circa, che ha luogo per le vie del paese il sabato sera, composto da Dame e Cavalieri, che simboleggiano la corte presente a Tollo; l'Angioletto che durante la Rievocazione esce dall'alto della torre a simboleggiare l'intervento della Vergine del Rosario per mettere fine agli scontri; i Tamburini, i Cristiani, i Turchi; le Turche, le ragazze che accompagno i turchi in corteo; i Teutoni, una piccola rappresentanza della comunità dei monaci teutoni, insediata a Tollo, che accorsero alla difesa della roccaforte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-15 09:37:12 UTC</pubDate>
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