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      <title>IL MASTRO DON-GESUALDO by Serena</title>
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      <description>Giovanni Verga</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-06 19:46:41 UTC</pubDate>
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         <title>1889</title>
         <author>dipaola_serena</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo romanzo del Ciclo dei Vinti, comparso a puntante sulla rivista "Nuova Antologia"</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 19:55:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipaola_serena</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 19:58:21 UTC</pubDate>
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         <title>Intreccio</title>
         <author>dipaola_serena</author>
         <link>https://padlet.com/dipaola_serena/7ipk5ladqy4w/wish/228833536</link>
         <description><![CDATA[<div>La vicenda è ambientata a Vizzini, in Sicilia. Vede come protagonista Gesualdo Motta, un muratore, che grazie alla sua intelligenza, è riuscito ad accumulare numerose fortune. Si sposa con Bianca Trao, per elevarsi di livello sociale e spera di entrare a far parte del mondo aristocratico del paese e stringere legami con "quelli che contano". In realtà, Gesualdo resta escluso da questo mondo, che, anzi, lo disprezza per le sue origini. <mark>Il disprezzo è testimoniato dal modo con cui viene&nbsp; chiamato: "don" era l'appellativo destinato ai signori, al quale però viene accoppiato "mastro", a indidicare la provenienza umile dell'arricchito.<br></mark>La moglie non lo ama e nemmeno la figlia Isabella lo amerà. In realtà non si sa nemmeno se sia il frutto della loro relazione, o se il frutto della relazione di Bianca con un cugino. Lei si vergognerà delle umili origini del padre.&nbsp;<br>Gesualdo oltre alla figlia e la moglie, deve subire altri disavventure, tra cui le gelosie del padre per le sue fortune e quelle del fratello che vorrebbero privarlo dei suoi beni. Inoltre Isabella si sposa con un povero cugino e fugge via con lui e Gesualdo la dà in moglie al duca de Leyra. Tutte queste amarezze compromettono la salute di Gesualdo, che si ammala di cancro al piloro. Va dalla figlia a Palermo, ma per le sue maniere rozze viene relegato in disparte. Gesualdo trascorre i suoi ultimi giorni in solitudine, angosciato al vedere lo sperpero del palazzo nobiliare. Muore solo, disprezzato anche dalla servitù.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 20:01:31 UTC</pubDate>
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         <title>La morte di mastro-don Gesualdo</title>
         <author>dipaola_serena</author>
         <link>https://padlet.com/dipaola_serena/7ipk5ladqy4w/wish/228845355</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella prima parte Gesualdo, da spettatore, osserva la vita del palazzo nobiliare, riuscendo a coglierne gli aspetti negativi. Giudica la vita aristocratica, secondo i valori borghesi, che si fondano sulla laboriosità, sulla capacità di far fruttare le ricchezze e di produrre altri beni, in un processo senza fine. I valori dell'aristocrazia si fondano invece sulla sterilità, l'improduttività, lo sperpero insensato di beni senza alcun frutto. Il suo disprezzo si rivolge anche verso il "ceto parassitario dei servi", che ozia si ingrassa di quella ricchezza sperperata (negazione dell'ideale di lavoro accanito).<br>Gesualdo coglie la falsità, l'inautenticità di quel mondo e dei suoi rituali, che sono impostati su una recita di facciata. <br>Importante è il rapporto di Gesualdo con Isabella: lui ha il culto dei valori famigliari, vorrebbe trovare nella figlia affetto e intimità, vorrebbe alleviare i suoi dolori, ma di fronte a sè trova un muro. Questo è il fallimento di un uomo che ha finalizzato tutta la sua vita alla conquista della "roba", finendo per trascurare la propria famiglia.&nbsp; Proprio per difendere la "roba", Gesualdo, ha condannato la figlia all'infelicità, impedendole di sposare l'uomo che amava e obbligandola ad unirsi con il duca di Leyra. Per Gesualdo questo rapporto è dovuto al sangue plebeo di lui e quello aristocratico di Isabella.<br>Nell'ultima parte, il punto di vista cambia e il protagonista viene visto in una prospettiva diversa, estranea. Verga affida&nbsp; la morte di Gesualdo ad un servo, indifferente, annoiato e insensbile, per sottolineare suo fallimento: Gesualdo muore da solo senza alcuna persona cara che gli stia vicino.<br>Gesualdo è un <strong>vinto</strong>: è vero che lui è riuscito ad accumulare ricchezze ed è riuscito ad elevarsi socialmente, ma questa scelta di vita lo ha portato al fallimento sul piano umano.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 20:18:33 UTC</pubDate>
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         <title>Impianto narrativo</title>
         <author>dipaola_serena</author>
         <link>https://padlet.com/dipaola_serena/7ipk5ladqy4w/wish/228863112</link>
         <description><![CDATA[<div>- principio dell'impersonalità<br>&nbsp;Rispetto ai Malavoglia, il livello sociale si eleva: infatti l'ambiente è quello borghese e aristocratico--&gt; il livello del narratore si innalza e torna a coincidere con quello dell'autore reale (non ci sono più gli effetti di straniamento, il narratore riprende i suoi diritti, ha uno sguardo lucido, è sarcastico nella descrizione degli ambienti e delle figure). Rimane comunque fedele al principio dell'impersonalità, infatti non dà informazioni sugli antefatti, nè descrive i personaggi.&nbsp;<br>-principio dell'eclisse dell'autore<br>- vi è la figura di un protagonista --&gt; focalizzazione interna il cui strumento è il discorso indiretto libero&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 21:01:31 UTC</pubDate>
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         <title>Scompare la bipolarità tra personaggi</title>
         <author>dipaola_serena</author>
         <link>https://padlet.com/dipaola_serena/7ipk5ladqy4w/wish/228865498</link>
         <description><![CDATA[<div>Il conflitto valori-economicità ruota intorno ad un'unica figura, quella di Gesualdo: è depositario di valori, quali la famiglia, l'altruismo.. Ma non arriva mai  a praticare questi valori fino in fondo. Il fine primario della sua esistenza è infatti la "roba", che lo porta ad essere disumano.<br>In Verga non vi è più alcuna tentazione idealistica: la logica dell'economicità, dell'interesse egoistico e della forza diventa l'unico modello di comportamento. Scompaiono del tutto i residui di idealismo romantico. Approda definitivamente nel verismo e il suo pessimismo diventa assoluto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 21:09:06 UTC</pubDate>
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         <title>Critica alla &quot;religione della roba&quot;</title>
         <author>dipaola_serena</author>
         <link>https://padlet.com/dipaola_serena/7ipk5ladqy4w/wish/228867215</link>
         <description><![CDATA[<div>Russo ha parlato di celebrazione di una nuova religione: la religione della roba --&gt; religione di Gesualdo, non di Verga. Lui infatti non celebra l'accanimento del suo eroe nell'accumulare ricchezza, ma lo presenta in una luce critica e negativa. Riconosce quanto vi sia di eroico nello sforzo di Gesualdo, però ne rappresenta soprattutto il rovescio negativo: l'alienazione della roba, la durezza disumana, le sofferenze provocate... La sua lotta ha come fine un totale fallimento esistenziale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 21:14:49 UTC</pubDate>
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