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      <title>✈️ Staff Mobility Unipd 2026 🌐 – Le nostre esperienze 🎙️ by Staff Mobility Ari</title>
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      <description>📌 Clicca sulle destinazioni e scopri le testimonianze di chi è partito nel 2025 📢</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2026-01-21 09:20:44 UTC</pubDate>
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         <title>Kongsberg, Norvegia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>Una settimana a Kongsberg: il mio diario dalla Staff Week dell'Alleanza EDUC sul Community Engagement</mark></strong></p><p><br></p><p>Quando mi sono iscritta alla <strong>EDUC Staff Training Week</strong> presso la <strong>University of South-Eastern Norway (USN)</strong>, sapevo che il tema centrale sarebbe stato il community engagement. Non immaginavo però che, oltre a workshop e discussioni, avrei vissuto una settimana fatta di sferraglianti trenini in miniera, escursioni notturne nella neve, camminate in equilibrio precario sul ghiaccio e molto più calore — sia reale che metaforico — di quanto mi sarei mai aspettata dalla Norvegia a fine novembre.</p><p><br></p><p><strong>Lunedì – Arrivo e primi incontri</strong></p><p>Arrivo a Kongsberg dopo un breve soggiorno a Oslo, giusto in tempo per fare il check-in e raggiungere la cena informale di benvenuto. La cucina era ufficialmente chiusa, ma lo staff ha comunque trovato una soluzione: un piccolo gesto, il primo assaggio della gentilezza che avrebbe caratterizzato l’intera settimana.</p><p>La sala era già animata. Con alcuni dei partecipanti ci eravamo già conosciuti l'anno precedente ad un'altra staff week in Ungheria, e la serata è scivolata via tra abbracci, risate e racconti: un allegro alternarsi di “Ancora tu!” e “Ma dimmi tutto, cos’è successo da allora?”.</p><p><br></p><p><strong>Martedì – Community engagement, in stile norvegese</strong></p><p>La giornata si apre con il benvenuto dei team di Relazioni Internazionali e Comunicazione di USN, seguito da un icebreaker energizzante (di quelli in cui fai finta che parlare davanti a tutti prima del caffè non ti disturbi affatto).</p><p>Le presentazioni del mattino offrono una panoramica dell’ecosistema USN: collaborazioni solide con l’industria, le imprese locali e i servizi pubblici, come EURES. Il contesto norvegese è particolare, ma molte idee risultano immediatamente trasferibili. </p><p>Presto mi ritrovo a riflettere:</p><p><br></p><blockquote><p><em>"se un giorno le Alleanze europee riuscissero davvero a diventare ponti transfrontalieri tra laureati qualificati e mondo del lavoro, sarebbe un traguardo davvero enorme."</em></p></blockquote><p><br></p><p>Nel pomeriggio, il World Café entra subito nel vivo del tema. Spostarsi da un tavolo all’altro permette di ascoltare prospettive diverse — studenti, staff, partner territoriali — restituendo un’immagine dinamica e molto concreta del community engagement in Europa.</p><p><br></p><p><strong>Serata nelle miniere d’argento</strong></p><p>Nulla mi aveva preparata all’esperienza del trenino dei minatori. Un piccolo vagone metallico che avanza a scatti in un tunnel stretto e buio, abbastanza da farti chiedere se stai andando a una cena ufficiale o se stai per entrare nelle Miniere di Moria. Mancava solo qualcuno che dicesse: “<em>Parla, amico, ed entra</em>”.</p><p>A 342 metri sotto terra, però, ci aspetta una sorpresa: una sala illuminata da candele, lunghi tavoli di legno e una cena tradizionale norvegese dall’atmosfera quasi fiabesca. Surreale, leggermente inquietante, ma incredibilmente accogliente.<br>Mentre risaliamo in superficie, penso che non avevo mai mangiato così in profondità — e che, la prossima volta, potrei aspettarmi di vedere comparire Frodo da un momento all’altro.</p><p><br></p><p><strong>Mercoledì – Condividere il metodo Arqus</strong></p><p>La mattina è dedicata al modello di <strong>coinvolgimento studentesco dell'alleanza EDUC</strong> ed è, senza dubbio, la parte che mi colpisce di più. A emergere non sono tanto le strategie quanto le persone: gli <strong>student ambassadors</strong>. Parlano con un’autenticità e un entusiasmo che nessuna slide potrà mai sostituire. Il messaggio è chiarissimo: se vogliamo raggiungere gli studenti, dobbiamo fare in modo che siano gli studenti a parlare.</p><p>Il loro approccio ha mostrato quanto possa essere efficace la comunicazione peer-to-peer — tramite ambassador, brevi video o contenuti creati direttamente dagli studenti per altri studenti. È qualcosa che mi piacerebbe vedere sviluppato con più coraggio anche in Arqus: non solo dare agli studenti uno spazio nelle attività, ma una voce capace di influenzare il modo in cui le raccontiamo.</p><p><br></p><p>Poi è toccato a noi: una <strong>sessione congiunta con colleghi di quattro università Arqus</strong> per condividere buone pratiche e sfide comuni. Raccontiamo con onestà ciò che funziona e ciò che è ancora in fase sperimentale; la trasparenza viene apprezzata e apre a un confronto autentico.</p><p><br></p><p>Nel pomeriggio, i gruppi misti del workshop stimolano nuove riflessioni. In particolare, gli interventi dei colleghi di <strong>EUTOPIA</strong> offrono spunti molto lucidi e orientati al futuro, di quelli che ti fanno riempire il quaderno di appunti.</p><p><br></p><p><strong>Sera – Nel bosco innevato</strong></p><p>Per l’attività serale scelgo l’escursione verso una baita nel bosco. Il sentiero parte tranquillo, ma presto ci ritroviamo immersi in una vera cartolina invernale: neve profonda, alberi ghiacciati, un silenzio quasi irreale. Camminiamo alla luce delle torce, cercando di non scivolare sul ghiaccio e ridendo dei nostri tentativi più o meno riusciti di restare in piedi.</p><p>Le baite che incontriamo lungo il percorso sembrano uscite da una fiaba natalizia. Quando arriviamo alla nostra — già calda grazie alla stufa interna e con un fuoco acceso all’esterno — la sensazione è quella di aver scoperto un rifugio segreto.</p><p>Il barbecue è un’avventura improvvisata. Senza utensili adeguati, mi ritrovo a girare carne e salsicce con due forchette, accettando che bruciarmi le dita faccia ormai parte dell’esperienza norvegese. Ma stare lì, a –8°C, circondata da neve, buio e ottima compagnia, è sorprendentemente perfetto.</p><p>Poi arriva il momento più inatteso: qualcuno tira fuori una bottiglia di plastica piena di pálinka ungherese alla pesca fatta in casa. Ce la passiamo come un piccolo tesoro segreto. È uno di quei momenti spontanei, caotici e profondamente umani che nessuna agenda potrà mai prevedere — e proprio per questo indimenticabili.</p><p><br></p><p><strong>Giovedì – Uno sguardo al 2035</strong></p><p>La giornata inizia con una presentazione di <strong>FOREU4ALL</strong> sulla collaborazione tra alleanze, utile per contestualizzare il lavoro comune in un ecosistema più ampio.</p><p>Ma la sessione che cattura completamente l’attenzione è quella di <strong>Armando Uribe Echeverría</strong> sul futuro della comunicazione nelle Alleanze universitarie europee. Per 45 minuti la sala resta immobile. Lo scenario “2035” che propone è chiaro e ambizioso: le alleanze non più come progetti temporanei, ma come vere meta-organizzazioni al centro dell’istruzione superiore europea.</p><p>L’idea più forte è che la comunicazione non sarà più un semplice supporto, ma una funzione strategica centrale: costruzione della fiducia, contrasto alla disinformazione, dialogo con la società, interfacce tra scienza e politiche pubbliche. Un invito esplicito a superare la logica delle campagne per passare a un coinvolgimento continuo, co-creativo, centrato sull’esperienza.</p><p>Siamo usciti dalla sala pieni di idee, ispirati, un po’ sopraffatti e con il segreto desiderio che Armando possa tenere questo intervento a ogni conferenza da qui al 2035.</p><p><br></p><p>Nel pomeriggio visitiamo i <strong>laboratori di USN</strong>, incluso quello di fibra di carbonio: sedili per sci paralimpici, droni e maschere realizzati con materiali riciclati. Un esempio concreto di come innovazione, sostenibilità e competenze tecniche possano convivere.</p><p><br></p><p><strong>Sera – Una vera esperienza nordica</strong></p><p>Con alcuni dei partecipanti decidiamo di provare anche l'esperienza della sauna (sarebbe finlandese ma a quanto pare ormai è popolarissima in tutta la Norvegia). </p><p>La sfida principale non è il calore, ma arrivarci senza scivolare sul ghiaccio come in un cartone animato. A un certo punto non stavamo più camminando, ma “scivolando con dignità”, sperando che nessuno notasse le nostre tecniche improvvisate di pattinaggio. </p><p>Una volta dentro la piccola baita di legno lungo il fiume, però, tutto cambia: la sauna era calda, l’aria densa di vapore, e l’atmosfera si è subito rilassata. Abbiamo condiviso una birra, racconti e tante risate.</p><p>Il tuffo nel fiume gelido è uno shock totale — prima svuota la mente, poi regala una sensazione di energia incredibile. Un’esperienza che crea un legame immediato, autentico, tra persone provenienti da contesti molto diversi.</p><p>Qualcuno dice, mezzo scherzando:</p><p><br></p><blockquote><p>“Nella vita non si rimpiangono le cose fatte, ma le occasioni perse.”</p></blockquote><p><br></p><p>e in quel momento, con le guance arrossate dal freddo, mi sembra una verità assoluta.</p><p><br></p><p><strong>Considerazioni finali</strong></p><p>Quella a Kongsberg non è stata solo una settimana di formazione, ma un’esperienza fatta di apprendimento, confronto e vita vissuta. Sono tornata a casa ispirata, con nuove idee, relazioni rafforzate e la sensazione che la cooperazione europea sia viva, concreta e in continua evoluzione.</p><p>Cinque giorni che per alcuni versi sono sembrati un mese: si sono creati legami profondi e abbiamo condiviso moltissimo. E se c’è una cosa che porterò con me, è questa: il community engagement non accade solo nelle sale riunioni, ma anche attorno a un tavolo, in una miniera sotterranea, lungo un sentiero innevato o lungo un fiume ghiacciato, nel buio dell’inverno norvegese.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-21 10:30:11 UTC</pubDate>
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         <title>Valencia, Spagna</title>
         <author>alicebacchin1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Percorso di mobilità che ha ampliato la mia visione lavorativa, permettendomi di apprendere e integrare <strong>nuove pratiche e prospettive </strong>da diversi contesti professionali europei.  Ho imparato inoltre a valorizzare le differenze culturali come <strong>motore di crescita</strong> e a immergermi con più sicurezza in contesti lavorativi internazionali. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-21 15:34:14 UTC</pubDate>
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         <title>Yeditepe Üniversitesi, İnönü, Kayışdağı Caddesi, Ataşehir/İstanbul, Turchia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Lo scorso luglio sono stata ospite dell'Università di Yeditepe ad Istanbul, partner UniPD. Si è trattato di 5  giorni di studio e approfondimento ma soprattutto di scambio di esperienze sia a livello lavorativo e professionale che umano.  Dalle foto potete vedere che ci siamo impegnati molto, sia in aula che ...fuori!</p><p>Ho partecipato ad una Staff Week dedicata all'internazionalizzazione, facendo parte dell'International Desk di GEO  I colleghi e le colleghe con cui ho condiviso l'esperienza venivano da tutta Europa. Ricopio qui sotto i commenti di un paio di persone che ben hanno riassunto i sentimenti comuni:</p><p><br/></p><p>"You can trust me the following lines:</p><p>A week ago we were strangers. People from different parts of the world, personalities with their own opinions and attitudes. Despite all our differences, we were able to respect each other, we were able to work together and often even became friends.&nbsp;</p><p>I am very glad that I was able to meet all of you and I will be happy if we meet again.</p><p>Ondrej"</p><p><br/></p><p>"I cannot omit a few words about the organisers.&nbsp;</p><p>Gülce, Burcu, Müge, Elif and everyone from Yeditepe University who participated in our program - I send a huge thank you and I believe I speak for everyone. You have done an exceptional job not only to make this event happen, but to bring it to the highest level and you are doing a great job! I hugely appreciate what you have put together and that you are constantly taking steps to meet our expectations. Well, you are not meeting them, you are exceeding them tremendously.&nbsp;</p><p>Thank you!</p><p>Greg"</p><p><br/></p><p>E' stato particolarmente interessante conoscere da vicino il sistema universitario turco per capire meglio il background accademico da cui provengono moltissimi dei nostri studenti internazionali. Allo stesso tempo, il confronto con i colleghi di altri Paesi si è rivelato utilissimo per lo stesso motivo.</p><p>Abbiamo sempre da imparare e l'Erasmus Staff Week è uno dei modi migliori per farlo</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-21 16:20:19 UTC</pubDate>
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         <title>Vancouver, Columbia Britannica, Canada</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La settimana di Staff Mobility for Training presso la University of British Columbia (UBC) a Vancouver è stata per me un’esperienza intensa e stimolante, che ha unito crescita professionale, confronto internazionale e scoperta di un contesto accademico e culturale diverso dal nostro.</p><p>Ho avuto la possibilità di vivere all’interno del campus universitario, in un ambiente straordinario dal punto di vista paesaggistico, a pochi passi dall’oceano e da una spiaggia molto bella.</p><p>Questo mi ha permesso di immergermi completamente nella vita dell’Ateneo, osservandone non solo l’organizzazione del lavoro, ma anche il clima relazionale, l’attenzione al benessere e il forte senso di comunità che caratterizzano UBC.</p><p>Durante la settimana ho incontrato numerosi colleghi, con i quali si è instaurato un dialogo aperto e informale. Oltre agli incontri professionali, mi sono state proposte e suggerite diverse iniziative per conoscere la storia del Canada, dell’Università stessa e il contesto storico e sociale in cui UBC si è sviluppata. Questo aspetto è stato particolarmente significativo: l’attenzione al background culturale, al territorio e alle comunità locali è parte integrante dell’identità dell’Ateneo e contribuisce a dare senso anche alle scelte organizzative e strategiche.</p><p>Gli incontri tematici hanno rappresentato il cuore formativo dell’esperienza. Ho potuto approfondire il modello di gestione delle risorse umane adottato da UBC, basato su una struttura decentralizzata ma fortemente coordinata, sostenuta da piattaforme digitali integrate e da un approccio strategico orientato allo sviluppo organizzativo. Particolarmente interessante è stato il confronto sui processi di standardizzazione e sull’utilizzo dei dati per monitorare e migliorare l’efficienza dei servizi.</p><p>Un altro momento di grande interesse è stata la visita al Cloud Innovation Centre, un laboratorio congiunto tra UBC e Amazon Web Services, che promuove la co-creazione di soluzioni digitali a supporto di progetti ad alto impatto sociale. Qui ho potuto osservare un modello concreto di innovazione applicata, basato sulla collaborazione tra università, istituzioni pubbliche e partner tecnologici.</p><p>Infine, il confronto con l’area IT e con chi si occupa della governance delle applicazioni e dei dati ha offerto una visione molto chiara di come l’integrazione tra sistemi, l’automazione dei flussi e l’uso di dashboard e indicatori di performance possano supportare decisioni strategiche e migliorare la qualità dei servizi amministrativi, nel rispetto della sicurezza e della privacy.</p><p>Nel suo insieme, questa esperienza mi ha permesso di guardare con maggiore consapevolezza al ruolo delle strutture amministrative nei processi di innovazione e trasformazione delle università. Il modello osservato a UBC, pur inserito in un contesto diverso da quello italiano, offre numerosi spunti di riflessione e possibili applicazioni anche per l’Università di Padova, soprattutto in termini di digitalizzazione, interoperabilità dei sistemi, valorizzazione delle competenze e sviluppo di una cultura organizzativa condivisa.</p><p>La staff mobility a Vancouver è stata quindi non solo un’occasione di formazione, ma anche un’esperienza umana e culturale significativa, che ha rafforzato il valore del confronto internazionale e della collaborazione tra istituzioni universitarie. </p><p>Ilenia</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-21 16:30:58 UTC</pubDate>
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         <title>ERASMUS STAFF STRASBURGO 2025</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/staffmobilityari/7ije4k2g7w30pntl/wish/3760075904</link>
         <description><![CDATA[<p>La mia esperienza Erasmus a Strasburgo è stata molto positiva.  Ho conosciuto lo staff amministrativo di una struttura universitaria molto simile alla mia perché si tratta di studi geologici e ambientali.  L'Università è una grande struttura che comprende diversi edifici in zone diverse della città ma tutte vicine tra loro. Gli spazi didattici e laboratoriali sono organizzati molto bene.   Lo staff amministrativo è stato molto accogliente e mi ha guidato in un esperienza conoscitiva, non solo di carattere lavorativo ma anche di conoscenza della città e degli usi e costumi della comunità. Devo dire che mi hanno fatto sentire "in famiglia".  Il vantaggio dell'esperienza è stato un utilissimo confronto tra il nostro ateneo padovano e quello francese in generale e ho potuto prendere spunti diversi per confrontare e migliorare dal punto di vista lavorativo, nonché ampliare le conoscenze per future collaborazioni e scambi studenteschi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-22 08:33:04 UTC</pubDate>
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         <title>Siviglia, Spagna</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La mia esperienza è stata molto positiva!</p><p>Ho avuto la possibilità di confrontarmi con colleghi che svolgono ruoli diversi all'interno dell'Università ospitante e ciò mi ha permesso di avere nuove prospettive sulle tematiche che affronto abitualmente, anche dal punto di vista della loro gestione pratica. Al mio ritorno, sono stata felice di condividere con i miei colleghi gli spunti di miglioramento che ho colto.</p><p>La mobilità è stata un'ottima occasione per mettermi alla prova e per sviluppare maggiori competenze comunicative. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-22 10:29:51 UTC</pubDate>
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         <title>Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Place du Panthéon, Parigi, Francia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La mia partecipazione al progetto <strong>Erasmus+</strong> presso l’<strong>Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne</strong>, all’interno dell’<strong>Ufficio Fundraising</strong>, ha rappresentato un’esperienza estremamente formativa e stimolante, sia dal punto di vista professionale che umano.</p><p>Durante il periodo di mobilità ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente alle attività dell’Ufficio, entrando a pieno titolo nella vita lavorativa del team. In particolare, ho potuto prendere parte alle riunioni operative e al <strong>Consiglio di Amministrazione della Fondazione</strong>, acquisendo una visione diretta dei processi decisionali e strategici legati alla raccolta fondi in ambito universitario. Ho inoltre avuto modo di confrontarmi singolarmente con tutti i membri dello staff che si occupano di fundraising, approfondendo i rispettivi ruoli, le competenze specifiche e la suddivisione delle attività all’interno dell’Ufficio.</p><p>L’esperienza è stata particolarmente significativa perché l’Ufficio Fundraising dell’Université Paris 1 presenta una <strong>struttura molto simile a quella dell’Università di Padova</strong>, permettendomi un confronto concreto e immediatamente applicabile al mio contesto lavorativo. Questo ha favorito l’accrescimento delle mie competenze professionali, grazie allo scambio diretto di pratiche, metodologie e strumenti di lavoro.</p><p>Un altro aspetto di grande valore è stato la <strong>costruzione di relazioni professionali durature</strong> con colleghe e colleghi che operano nello stesso settore ma in un contesto universitario internazionale. Questo scambio si è rivelato proficuo non solo durante la mia permanenza a Parigi, ma pone le basi per future collaborazioni e per un continuo confronto sulle strategie di fundraising.</p><p>Infine, la possibilità di <strong>esaminare le best practices adottate dall’Università parigina</strong> mi ha consentito di riflettere su nuove strategie e approcci alla raccolta fondi, offrendo spunti concreti per il potenziamento delle attività nel mio ente di appartenenza.</p><p>Nel complesso, l’esperienza Erasmus+ si è rivelata <strong>entusiasmante e altamente arricchente</strong>, confermando il valore della mobilità internazionale come strumento di crescita professionale, di innovazione e di apertura verso modelli organizzativi differenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-22 14:24:23 UTC</pubDate>
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         <title>Braga, Portogallo</title>
         <author>filomenasoriano</author>
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         <description><![CDATA[<p>La mia prima esperienza Erasmus come personale tecnico amministrativo è stata breve ma intensa. Nonostante il periodo limitato, questa opportunità si è rivelata incredibilmente preziosa per il mio sviluppo professionale.</p><p>Durante questa settimana, ho avuto l'opportunità di osservare e interagire con colleghi di un'altra università europea, scambiando best practices e confrontando metodologie di lavoro. Questo scambio di conoscenze mi ha permesso di acquisire nuove prospettive su come affrontare le sfide comuni nel nostro settore.</p><p>Ho partecipato a workshop e incontri focalizzati su temi rilevanti per il mio ruolo, come l'internazionalizzazione dell'istruzione superiore e l'ottimizzazione dei processi amministrativi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:11:10 UTC</pubDate>
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         <title>Göttingen, Germania</title>
         <author>samirabonucci</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ho partecipato alla ERASMUS+ / ENLIGHT Staff Training Week 2025 "“Shape the future of teaching and learning in global education" a Göttingen. Durante l'evento, ho approfondito l'implementazione di programmi congiunti e la gestione degli stakeholder interni per l'internazionalizzazione dei curricula. L'esperienza ha rafforzato i legami con l’Alleanza ENLIGHT, promuovendo una collaborazione più stretta tra le università partner.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 13:29:43 UTC</pubDate>
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         <title>Liegi, Belgio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono Cecilia Furlani e lavoro alla <strong>Biblioteca Beato Pellegrino</strong> di Studi Letterari, Linguistici, Pedagogici e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Padova, dove mi occupo dei servizi al pubblico, dei collaboratori, cioè dei Volontari del Servizio Civile e degli studenti con collaborazione a tempo parziale, di Terza Missione, della Formazione agli utenti.</p><p><br></p><p>Ho svolto la mia mobilità Erasmus dal 30 giugno al 3 luglio 2025 presso la <strong>ULiège Library</strong> della Université de Liège (Belgio).</p><p>Ho scelto tra le offerte di <strong>staff week</strong> disponibili, di area biblioteche. L’iter burocratico ed amministrativo, anche per i pagamenti e la rendicontazione, è stato semplice e seguito con efficienza dai nostri uffici e dall’università che mi ha ospitato.</p><p>Eravamo <strong>23 bibliotecari</strong> provenienti da<strong> 9 Paesi europei</strong>: Austria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna.</p><p>Ogni giorno dalle 9 alle 17 abbiamo partecipato ad una carrellata di <strong>presentazioni dell’organizzazione del sistema bibliotecario di Ateneo di Liegi</strong>, con i responsabili dei servizi: risorse umane, acquisizioni, gestione delle collezioni, conservazione, digitalizzazione, Open Access, servizi all’utenza, information literacy, monitoraggio. Inoltre, abbiamo visitato due biblioteche del campus ed il centro per la digitalizzazione.</p><p><br></p><p>L’esperienza è stata una grossa opportunità di <strong>crescita professionale</strong> per varie ragioni. Durante gli incontri ho potuto confrontarmi con le <strong>buone pratiche</strong> di un altro sistema bibliotecario di Ateneo, quello ospitante, ma anche con gli altri colleghi in mobilità. Con alcuni di loro c’è ancora un legame occasionale di scambio e confronto.</p><p>Spesso sono emerse <strong>criticità comuni</strong>, per cui è stato utile il confronto tra noi, sia durante i momenti strutturati che durante quelli liberi. Tra le criticità, ricorderei il nodo cruciale di come rendere efficace la formazione agli utenti e la percezione dell’utilità dei servizi bibliotecari per la didattica e la ricerca.</p><p>Alcune suggestioni che ho raccolto, anche concrete o piccole, sono entrate nella mia <strong>pratica quotidiana</strong> di lavoro.&nbsp;</p><p>Altri stimoli raccolti in Erasmus li abbiamo applicati, poi, con i colleghi della biblioteca dove lavoro, adattandoli ad alcune occasioni specifiche. Ad esempio, la variegata modalità di conduzione degli incontri è stata utile di per sé per le attività di formazione agli utenti a cui ho collaborato successivamente in sede.&nbsp;</p><p>Inoltre, ho condiviso le riflessioni più ampie e di più lunga portata in una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://docs.google.com/document/d/1Ntr55oZezJwprGTDrioGgalwSvn78i5MplZuRULgxaA/edit?usp=sharing"><strong>relazione</strong></a><strong> </strong>dettagliata, che ho comunicato ai responsabili delle strutture in cui sono incardinata, che hanno apprezzato.</p><p><br/></p><p>Ecco alcuni esempi di riflessioni lavorative e stimoli professionali raccolti dalla mobilità Erasmus.&nbsp;</p><p><br/></p><p><strong>Personale</strong></p><p>Nel confronto con l’Università di Liegi mi ha colpito la <strong>dimensione molto inferiore degli investimenti in personale per il Sistema Bibliotecario Patavino</strong>. Pur essendo Liegi un Ateneo molto più piccolo di Padova, con circa 27.000 studenti, i bibliotecari sono oltre 88, mentre a Padova, a fronte di circa 70.000 studenti, i bibliotecari sono circa 156: il rapporto Liegi / Padova, quindi, è di 1 : 306 contro il nostro 1 : 447. Inoltre, com’è prassi all’estero, alcuni bibliotecari, i <strong>“Subject Librarian”</strong>, sono inquadrati come <strong>personale scientifico al pari dei docenti:</strong> questo profilo garantisce un rapporto più efficace con la didattica e la ricerca (nodo cruciale del servizio di biblioteca) e una competenza maggiore nel supporto agli utenti e nello sviluppo delle collezioni disciplinari.</p><p><br/></p><p><strong>Spazi</strong></p><p>Alcune soluzioni d’arredo nella gestione degli spazi favoriscono all’ULiège Library un’<strong>articolazione</strong> dell’offerta che risponde alle varie esigenze di studio: dalla postazione individuale, allo spazio relax, alle sale per il lavoro di gruppo. La percezione dell’ambiente e le occasioni di socialità sono noti per essere un criterio importante di valutazione delle biblioteche. Sono allestiti anche servizi extra, come una ciclofficina.</p><p><br/></p><p><strong>Automazione e servizi web</strong></p><p>La ULiège Library adotta lo <strong>stesso gestionale di Padova</strong> e alcune personalizzazioni potrebbero essere valutate anche da noi. Ad esempio, in generale, Liegi ha un approccio più aperto agli studenti, per cui ha impostato il rinnovo automatico dei prestiti per tutti (non solo per utenti @<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://unipd.it">unipd.it</a> come da noi), oppure fa scattare il blocco al prestito durante il periodo di ritardo, non alla restituzione come da noi, ma lo toglie alla riconsegna, senza blocchi successivi come a Padova: in sostanza, si dà priorità alla circolazione dei libri e si premia chi, comunque, restituisce il libro, anche se in ritardo.</p><p>L’<strong>interfaccia grafica web è uniforme</strong>, cioè è curata per non far percepire all’utente il passaggio da un gestionale all’altro, come quelli usati per il catalogo, il sistema di prenotazioni, o l’archivio di deposito dei lavori di ricerca.</p><p>La ULiège Library ha adottato alcuni accordi e <strong>software avanzati</strong> per una gestione efficace della richiesta e invio di scansioni o per le prenotazioni, di appuntamenti, corsi o posti a sedere.</p><p><br/></p><p><strong>Formazione agli utenti</strong></p><p>La ULiège Library offre una <strong>proposta molto varia ed articolata</strong> di formazione agli utenti. Oltre a <strong>corsi strutturati</strong> e obbligatori all’interno dei corsi, offre <strong>corsi informali</strong>, specifici, brevi, a richiesta, ad es. con la formula del <em>coffee meeting</em>. Inoltre, affianca la formazione, con <strong>tutorial e video</strong> sviluppati in modo professionale con i servizi di comunicazione dell’Ateneo. Infine, collabora attivamente con funzioni di <strong>supporto alla ricerca bibliografica</strong>, anche per le pubblicazioni dei ricercatori. Le modalità didattiche sono sempre interattive.</p><p><br/></p><p><strong>Terza Missione e attività per gli studenti</strong></p><p>In generale, l’Università di Padova è più attiva per la Terza Missione. E’ notevole la collaborazione della ULiège Library per attività di digitalizzazione e promozione di fondi storici della municipalità.&nbsp;</p><p>La ULiège Library propone nelle sedi molte attività di coinvolgimento degli studenti, per creare quel <strong>clima partecipativo</strong> che favorisce la socialità e la percezione della biblioteca come propria da parte degli utenti, oltre a rompere il ghiaccio con i bibliotecari. Tra le attività, sono state illustrate le tradizionali presentazioni di libri e incontri con gli autori, o la partecipazione ad eventi dei Dipartimenti e delle Facoltà, ma anche <strong>attività più leggere, ludiche o rilassanti</strong>, in particolare durante le sessioni d’esami, come cacce al libro, il concorso <em>“Ugly Christmas Sweater Contest”</em>, sessioni di yoga o di giochi da tavolo.</p><p><br/></p><p>Per concludere: consiglio a tutti l’esperienza della mobilità Erasmus!</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-26 09:13:54 UTC</pubDate>
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         <title>Vancouver, Columbia Britannica, Canada</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>A Giugno ho avuto l'opportunità di partecipare a un periodo di mobilità presso il campus della University of British Columbia (UBC) a Vancouver scegliendo la formula "Job shadowing". </p><p><br/></p><p>Ho apprezzato moltissimo l' agenda che UBC ha predisposto per me: gli incontri erano diversificati e programmati ad hoc per me includendo diversi Director e, in alcuni casi, membri dei team.&nbsp;</p><p>Ho potuto confrontarmi con uffici afferenti a varie discipline legate al mio ambito professionale: Strategy, Data Analytics,  VP Finance &amp; Operations portfolio e Digital Transformation.</p><p><br/></p><p>Mi sono inserita in un contesto multiculturale che mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti, scambiare best practices e osservare le cose da un'altra prospettiva. </p><p>Questa esperienza mi ha arricchita moltissimo sia da un punto di vista professionale che personale e porto con me splendidi ricordi!</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-26 13:53:45 UTC</pubDate>
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         <title>Stuttgart, Germania</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>My experience during the International Days at the Faculties 4, 5 and 7 of the <strong>University of Stuttgart</strong> from the 25<sup>th</sup> to the 27<sup>th</sup> of November 2025.</p><p>Faculty 4 – Energy-, Process- and Bio-Engineering<br>Faculty 5 – Computer Science, Electrical Engineering and Information Technology<br>Faculty 7 – Engineering Design, Production Engineering and Automotive Engineering</p><p><strong>My name is Zoltan Denes</strong> and I work at the Students’ Secretariat Office of the <strong>Department of Information Engineering</strong> of the <strong>University of Padova</strong> (Italy). One of my tasks involves the topic of International Relations with the goal to strengthen agreement for exchange mobility of students. In 2023 our department has made an Erasmus Agreement with the University of Stuttgart and I have been invited at the beginning of 2025 at the international days in November.</p><p>At the International Days I had the possibility of meeting colleagues and professors from other universities, from Bergamo, Bologna, Rome, Nantes, Vietnam and Brazil, which gave me possibility to make some networking with them and in fact my department is now on the way to sign an agreement with Nantes.</p><p>A part from the networking opportunities and the meetings done in person with the other participants, I also had the opportunity to participate in an International Fair organized by the colleagues in Stuttgart for their students. During this occasion I had the possibility to advertise Padova and my university to future potential Erasmus students from Germany. So, I met the students and we discussed not just about the possible exams that they could do in Erasmus but also simply about where is Padova, which type of city it is, which opportunities Padova offers to incoming Erasmus students from accommodation to social life and leisure. This is mainly another important point that I can consider successful in trying to attract Erasmus incoming students to Padova since the response of the students from Stuttgart was very enthusiastic.</p><p>The colleagues from Stuttgart have been excellent hosts since they have organized also some tours at specific research laboratories and buildings of their faculties. So, I had the chance to visit research laboratories within the domain of control engineering, of photonics and also of electronics sensors used in the aerodynamics sector of the automotive industry. The visit gave me a glimpse of the possible thesis topics and research topics for master’s degree students which are available at the University of Stuttgart and which I share with students in Padova who are interested in Stuttgart.</p><p>In addition to that, the closure of the International Days was the Inter-Cultural Evening, which brought together the international students of the faculties 4, 5 and 7 to share their local tradition and expressions through the means of music, of food and of national dressing habits. It was an extraordinary example for me on how to find solutions also for my department and university on the means by which we can try involve more the international students in socializing together and, in the same time, to feel more part of the local cultural context of Padova which, for many of them, is way distant.</p><p>To summarise my experience, I could say that:</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I saw Stuttgart and it is a top city for Erasmus students, full of innumerable opportunities from the simple consideration of the exams, the accommodation to find, the means of public transportation to use until the cultural and social events that the city offers them and I can share all this with the students of my university;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I visited laboratories and building where our outgoing students can go, do their thesis and research, internships and not just exams</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I have brought at home new agreement opportunities</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I had the chance to make my university and my city better known to the eyes of a future incoming Erasmus student</p><p>I experienced new activities that my department can put in place in order to make our international students feel at home in Padova.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-27 16:35:25 UTC</pubDate>
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         <title>Münster, Germania</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono stata ad un Erasmus+ Staff Week dedicata alla leadership nelle università. Ho trovato il corso super interessante, lo scambio di idee e opinioni con le colleghe incontrate al corso, oltre che con il docente, è stato fondamentale per aprire le mie idee e il modo di gestire il personale nel mio dipartimento. In particolare, i case study emersi durante il corso sono stati utilissimi e alla fine ci siamo anche scoperte molto simili sia nelle problematiche che nelle possibili gestioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-29 11:26:53 UTC</pubDate>
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         <title>Università di Oslo, Problemveien, Oslo, Norvegia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Ho svolto il periodo di mobilità nell'ambito di un progetto internazionale della Commissione Europea MSCA COFUND, l'Università di Oslo ha vinto un progetto simile a quello che gestivo presso l'Università di Padova. E' stato molto interessante confrontare le due gestioni amministrative e le modalità di svolgimento del progetto in un'altro contesto universitario ed internazionale. I colleghi che mi hanno accolto sono stati disponibili e molto accoglienti, organizzando incontri e scambi con personale PTA e ricercatori coinvolti nel progetto e in progetti simili nelle azioni MSCA. E' stata un'esperienza molto arricchente che ha permesso sia di portare la mia esperienza e confrontarla con la loro, sia di apprendere nuove modalità e possibilità di gestione. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-03 10:19:53 UTC</pubDate>
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         <title>St Andrews, Regno Unito</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Bella opportunità per vedere un posto nuovo e migliorare la lingua inglese. Utile per confrontare i sistemi organizzativi, gli aspetti legati alla sicurezza, e poter familiarizzare con tecniche sperimentali implementabili nel mio Dipartimento. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-07-27 08:50:49 UTC</pubDate>
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         <title>University College Dublin, Belfield, Dublin 4, Ireland</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>BIP Summer School NICE, consortium meeting, getting to know UCD, insides of the BIP programme and its organization, outlook of the programme for the future and financiation possibilities, especially for NON EU partners and UK</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-07-27 08:52:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Vancouver, BC, Canada</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>1. Obiettivi e Contesto della Mobilità</p><p>La mobilità si è inserita all'interno delle attività del nostro Ufficio finalizzate all'innovazione della didattica digitale e al miglioramento continuo dei processi di progettazione e produzione dei corsi online. L'obiettivo principale dell'esperienza presso la <strong>University of British Columbia (UBC)</strong> è stato il confronto tecnico e metodologico con le strutture tecnologiche e pedagogiche dell'ateneo canadese.</p><p>In particolare, il programma si è focalizzato su quattro assi principali:</p><ol><li><p><strong>Instructional Design:</strong> Analisi dei flussi di lavoro in team per lo sviluppo e la revisione di corsi online, blended e MOOC.</p></li><li><p><strong>Accessibilità e Universal Design for Learning (UDL):</strong> Integrazione dei criteri di accessibilità digitale e inclusione nei contenuti didattici.</p></li><li><p><strong>Integrazione dei principi EDID:</strong> Studio dell'applicazione pratica delle politiche di <em>Equity, Diversity, Inclusion, and Decolonization</em> (EDID) nella didattica e nei supporti informativi.</p></li><li><p><strong>Produzione Multimediale e Tecnologie:</strong> Analisi dei modelli di produzione video sostenibili e della gestione delle piattaforme digitali a supporto dei docenti.</p></li></ol><p>2. Sintesi delle Attività Svolte</p><p>Durante la settimana di permanenza a Vancouver, il programma ha previsto una serie di sessioni di lavoro, job shadowing e incontri mirati con responsabili e specialisti dei principali centri tecnologici e didattici di UBC:</p><ul><li><p><strong>Learning Design &amp; Digital Innovation (LDDI) - Faculty of Education:</strong> Partecipazione alle attività del <em>Summer Institute 2025</em>, incentrato sull'innovazione pedagogica, e confronto sui modelli di formazione continua e supporto metodologico rivolti ai docenti.</p></li><li><p><strong>Centre for Teaching, Learning and Technology (CTLT):</strong> Incontri tecnici dedicati all'applicazione del <em>Universal Design for Learning</em> (UDL) e all'analisi dell'architettura di supporto tecnico-didattico integrata nel <em>Learning Technology Hub</em>.</p></li><li><p><strong>Equity and Inclusion Office:</strong> Sessioni di lavoro volte a comprendere come i principi EDID vengano operativamente integrati nella redazione dei syllabus, nella scelta delle risorse multimediali e nello sviluppo di toolkit dedicati all'inclusione e all'accessibilità web.</p></li><li><p><strong>UBC Studios:</strong> Visita operativa alla struttura di produzione multimediale dell'ateneo. La sessione ha consentito un confronto diretto con i produttori video su processi di lavoro, standard di accessibilità multimediale (sottotitolazione, trascrizioni, contrasti), gestione degli spazi e sostenibilità operativa.</p></li><li><p><strong>Governance e Relazioni Internazionali:</strong> Incontro istituzionale con l'<em>Office of Global Engagement</em> per la gestione delle procedure amministrative del programma e per discutere possibili sviluppi di collaborazione tra i due atenei.</p></li></ul><p>3. Valore Aggiunto e Ricadute per UniPd</p><p>Il valore principale di questa mobilità risiede nel confronto diretto con una realtà universitaria che applica in maniera strutturata i principi della <strong>multiculturalità, dell'inclusione e dell'accessibilità</strong> sia nei contenuti sia nelle metodologie di insegnamento.</p><p>Tra i principali elementi di interesse esportabili nel contesto del nostro Ateneo:</p><ul><li><p><strong>Framework di progettazione inclusiva:</strong> Raccolta di linee guida e buone pratiche applicative in ambito UDL per strutturare ambienti di apprendimento online accessibili a una platea di studenti sempre più variegata.</p></li><li><p><strong>Ottimizzazione dei flussi multimediali:</strong> Spunti operativi per affinare le fasi di pre-produzione e post-produzione dei materiali video destinati alla didattica digitale, con particolare attenzione alla sostenibilità delle risorse e all'accessibilità dei media.</p></li><li><p><strong>Approccio metodologico alla formazione docenti:</strong> Modelli di consultazione e supporto continuo per affiancare i docenti nella revisione inclusiva dei propri insegnamenti.</p></li></ul><p>L'esperienza ha fornito strumenti concreti e riferimenti operativi per aggiornare e rafforzare le procedure interne dell'Ufficio Digital Learning e Multimedia, contribuendo al processo di ammodernamento e internazionalizzazione dei servizi didattici dell'Università di Padova.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-07-29 08:46:53 UTC</pubDate>
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         <title>Berlino, Germania</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La Staff Week "More Open Than Before, Yet Increasingly Restricted: Navigating Contradictory Trends in the Internationalization of Research", organizzata dalla Berlin University Alliance presso la Freie Universität Berlin, è stata un'importante occasione di formazione e confronto sui temi dell'internazionalizzazione della ricerca in un contesto geopolitico in continua evoluzione.</p><p><br/></p><p>Attraverso seminari, tavole rotonde e attività partecipative (World Café e discussioni di gruppo), durante la Staff Week abbiamo approfondito argomenti quali la cooperazione scientifica equa tra Nord-Sud e Sud-Sud, l'Open Science, la sicurezza della ricerca (research security), la costruzione di partenariati internazionali responsabili e i principi dell'Africa Charter for Transformative Research Collaborations. </p><p><br/></p><p>Uno degli aspetti più interessanti è stato il cambio di prospettiva proposto dagli organizzatori. Il concetto di Global South non è stato presentato come una semplice categoria geografica, ma come una chiave di lettura per ripensare gli attuali equilibri nella produzione della conoscenza e promuovere collaborazioni scientifiche basate su reciprocità, responsabilità e beneficio reciproco. Questo approccio ha costituito il filo conduttore dell'intera Staff Week.</p><p>Oltre ai contenuti formativi, uno dei principali punti di forza dell'esperienza è stato il networking. La Staff Week ha rappresentato un'opportunità per entrare in contatto con professionisti che operano nell'ambito della ricerca e dell'internazionalizzazione, creando relazioni che potranno favorire future collaborazioni e lo scambio di buone pratiche.</p><p><br/></p><p>L'esperienza è risultata particolarmente utile per chi opera nella gestione di progetti di ricerca internazionali, offrendo strumenti concreti, spunti di riflessione e una prospettiva aggiornata sulle sfide e le opportunità della cooperazione accademica globale. Consiglierei questa Staff Week a tutto il personale coinvolto nell'internazionalizzazione, nella progettazione e nel supporto alla ricerca, sia per l'elevata qualità dei contenuti sia per le preziose opportunità di networking internazionale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-07-29 10:21:14 UTC</pubDate>
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         <title>Maynooth University, Maynooth, County Kildare, Irlanda</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>A maggio ho trascorso 4 giorni presso l'Università di Melbourne dove ho avuto modo di partecipare alla quarta edizione della Digital Health Summer School e visitare e confrontarmi con professori e colleghi dell'Innovation Value Institute. La Summer School mi ha permesso di allargare e approfondire le mie conoscenze sulla digitalizzazione e la transizione tecnologica nella sanità mentre l'IVI mi ha permesso di iniziare delle conversazioni su possibili azioni in comune per favorire il trasferimento di conoscenza e la formazione imprenditoriale di studenti e phd.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-07-30 07:42:39 UTC</pubDate>
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         <title>Madrid, Spagna</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>In primavera ho svolto la mia mobilità con formula job shadowing presso la Universidad Politécnica de Madrid, un ateneo che ho scelto perché rappresenta un riferimento internazionale per l'approccio integrato ai temi dell'accessibilità e della valorizzazione/riqualificazione del patrimonio universitario — ambiti di cui mi occupo quotidianamente.</p><p><br/></p><p>Durante la settimana sono stata accolta e accompagnata attraverso le diverse scuole del campus (Diseño Industrial, Minas y Energía, Industriales, Arquitectura, Montes, Telecomunicación, Ingeniería Civil), incontrando di volta in volta docenti, direttori e tecnici di dipartimento, in un'agenda ricca e diversificata che ho costruito insieme all'Adjunto alla sostenibilità (persona davvero disponibile e generosa) e che mi ha permesso di osservare l'accessibilità da molteplici punti di vista: architettonico, didattico e sociale.</p><p><br/></p><p>Ciò che più mi ha colpita è la coerenza con cui la UPM affronta il tema dell'inclusione in ogni ambito: dai percorsi accessibili negli edifici storici, dove le barriere vengono superate -quando possibile- e comunque affrontate con attenzione alla persona quando non lo sono, fino alla didattica, con esperienze come quella della Escuela de Arquitectura, dove gli studenti sperimentano in prima persona - tramite carrozzine, bende o pesi - le difficoltà di una disabilità, per poi progettare soluzioni concrete. Particolarmente significativa è stata la visita a un laboratorio in cui, da quindici anni, viene sviluppato un prototipo di casa completamente accessibile, testato direttamente dalle associazioni di persone con disabilità che ne segnalano le criticità: un esempio molto concreto di co-progettazione tra università, imprese e utenti finali (<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://hogardigitalaccesible.etsist.upm.es/">https://hogardigitalaccesible.etsist.upm.es/</a>).</p><p><br/></p><p>Ho apprezzato molto anche l'attenzione diffusa verso gli spazi di vita degli studenti - aule studio, aree relax, arredi realizzati con materiali di riuso, forme di arte introdotte nei dipartimenti, scacchiere in ogni angolo - e il forte legame tra l'università e il territorio, con numerose collaborazioni con associazioni locali e amministrazione comunale.</p><p><br/></p><p>È stata un'esperienza estremamente arricchente, sia dal punto di vista professionale che umano: ho raccolto spunti concreti da portare nel mio lavoro quotidiano a Padova, e ho potuto conoscere realtà e persone con la stessa sensibilità verso l'architettura e l'inclusione, in un clima di grande apertura e disponibilità al confronto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-07-31 12:08:18 UTC</pubDate>
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         <title>Dublino, Irlanda</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Ho partecipato a un'esperienza di <strong>Staff Mobility</strong> presso il Dorset College di Dublino, dove ho seguito un corso sull'Intelligenza Artificiale. È stata un'esperienza che mi sento di consigliare a tutti i colleghi che hanno la possibilità di partecipare a una mobilità di questo tipo.</p><p>Il corso è stato interessante e coinvolgente: abbiamo esplorato i diversi utilizzi dell'IA attraverso esempi pratici e abbiamo avuto l'opportunità di sperimentare direttamente alcuni strumenti. È stato un ottimo modo per conoscere nuove applicazioni e raccogliere spunti utili da riportare nel nostro lavoro.</p><p>Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stato il confronto con colleghi provenienti da università e Paesi diversi. Condividere esperienze, idee e approcci differenti è stato davvero arricchente e rappresenta, secondo me, uno dei punti di forza della Staff Mobility.</p><p>Anche l'organizzazione è stata ottima. Il Dorset College ha proposto, oltre alle attività in aula, alcuni momenti di aggregazione, tra cui una visita guidata del centro di Dublino, un'escursione al monastero di Glendalough e una serata in un tipico pub irlandese con musica e danze tradizionali. Sono state occasioni perfette per conoscersi meglio e creare un bel clima di gruppo.</p><p>Conoscevo già molto bene Dublino, ma è stato un piacere tornarci. Ritrovare questa città in un contesto internazionale ha reso l'esperienza ancora più piacevole.</p><p>Porto a casa nuove competenze, tanti spunti interessanti e soprattutto il valore del confronto con colleghi provenienti da realtà diverse. Se avete la possibilità di partecipare a un'esperienza di <strong>Erasmus+ Staff Mobility</strong>, il mio consiglio è di coglierla: è un'opportunità di crescita professionale e personale che vale davvero la pe</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-08-03 15:35:33 UTC</pubDate>
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         <title>Rovaniemi, Finlandia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L'esperienza da me condotta presso la Biblioteca del consorzio delle Università della Lapponia è stata estremamente formativa e umanamente preziosa. Ho avuto a che fare con persone straordinarie che hanno mostrato la loro professionalità e con cui ho condiviso la mia in uno scambio di idee e opinioni lavorative che, per me, è stato estremamente arricchente. Ho trascorso l'intera settimana confrontandomi con loro sui vari aspetti lavorativi delle biblioteche, portando a casa idee e suggerimenti per cercare di migliorare l'offerta verso l'utenza, ma anche per migliorare il clima lavorativo interno. Ho apprezzato molto la loro disponibilità a rendermi parte del gruppo. Non solo una ospite, ma una di loro in tutto e per tutto. Ho partecipato alle loro attività di formazione staff e provato l'esperienza del loro front office e della loro ricollocazione a scaffale. Ho inoltre avuto modo di visitare oltre alla loro sede, anche la biblioteca civica di Rovaniemi e il museo Arktikum dove ho potuto apprezzare al di là delle collezioni, le molteplici strategie inclusive per persone con diversi tipi di disabilità.</p><p>E' sicuramente un'esperienza preziosa ed importante e come dico ai miei colleghi, consiglio sinceramente di fare almeno un Erasmus nella propria carriera lavorativa, per testare come  il mondo intorno a noi possa essere fonte di scambio di idee e spunto per nuovi percorsi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-08-05 08:39:02 UTC</pubDate>
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         <title>Edmonton, Alberta, Canada</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L’esperienza di mobilità per Staff Training presso la <strong>University of Alberta (UofA)</strong> è stata spettacolare sia dal punto di vista della crescita professionale sia come arricchimento personale.</p><p>Grazie a un programma intenso e ben strutturato, concordato con il collega canadese che ha coordinato la mia permanenza, la settimana si è articolata in diverse attività chiave, tra cui:</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Esplorazione dei campus:</strong> ho visitato sia il campus principale della UofA sia il Campus Saint-Jean, la sede francofona dell'ateneo, entrambi a Edmonton.</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Network e scambio di buone prassi:</strong> ho incontrato colleghi di numerose strutture amministrative e didattiche. Il confronto è stato stimolante e non sono mancati momenti di grande ironia, quando ci siamo resi conto che le dinamiche lavorative quotidiane sono incredibilmente simili anche a migliaia di chilometri di distanza.</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Promozione delle iniziative di Unipd:</strong> ho presentato e approfondito con il team canadese le nuove <em>Linee Guida per i Partenariati Internazionali</em> del nostro Ateneo, riscuotendo grandissimo interesse.</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Visione strategica:</strong> ho preso parte a un meeting di pianificazione strategica dell’ “Area Relazioni Internazionali” della UofA, che mi ha consentito di osservare da una prospettiva privilegiata i processi decisionali dell'ateneo che mi ha ospitato.</p><p><br/></p><p>Tuffarsi in una realtà accademica così diversa da quella europea è stato un esercizio di contaminazione culturale preziosissimo. Sono rientrata a casa con un bagaglio ricco di spunti e con la consapevolezza di aver portato anche io un contributo concreto ai colleghi canadesi. In particolare, in un contesto competitivo come quello nordamericano, è stato molto apprezzato l’approccio collaborativo e di apprendimento tra colleghi di atenei diversi.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-08-21 08:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>Budapest, Ungheria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 23-25 marzo 2026 ho partecipato alla EUF training week dedicata alla gestione dei progetti Erasmus+ KA2 Lump Sum. Questa esperienza permetterà di offrire una consulenza tecnica sempre più qualificata a docenti e staff, introducendo innovazioni metodologiche come gli 'Intake Meetings' istituzionali per supportare l'avvio dei nuovi progetti. Questa iniziativa contribuirà a rafforzare la competitività e la reputazione dell'Ateneo nel panorama della progettazione europea.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-08-21 11:21:27 UTC</pubDate>
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         <title>Monash University Clayton Campus, Wellington Road, Clayton Victoria, Australia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La mobilità svolta presso Monash College e Monash University a Melbourne rappresenta un tassello cruciale nel percorso di rafforzamento della dimensione internazionale dell'Università di Padova e nello sviluppo di un'amministrazione della ricerca moderna, proattiva e orientata ai risultati. In qualità di Responsabile Amministrativo del Dipartimento dei Beni Culturali l'esperienza si è configurata come un'opportunità strategica per coniugare l'accrescimento delle competenze gestionali e di leadership cross-culturale con la definizione di nuove traiettorie di cooperazione scientifica. </p><p>L'esperienza formativa si è articolata in due momenti distinti e complementari, a partire dalla prima settimana trascorsa presso il Monash College dove il lavoro svolto con Ellie Jalali Karveh e Jennifer Coster ha permesso di approfondire temi legati alla consapevolezza interculturale, alla comunicazione d'impatto e alle dinamiche della cultura aziendale australiana, caratterizzata da una spiccata attenzione alla trasparenza, al rispetto dei tempi, al tracciamento accurato dei processi e al rigore procedurale. Un elemento centralissimo del contesto istituzionale australiano è rappresentato dal profondo rispetto per le comunità indigene e dalla valorizzazione della multiculturalità, principi che si riflettono costantemente nelle pratiche trasversali di lavoro e nella gestione delle relazioni umane e professionali. </p><p>La successiva immersione nelle realtà dei campus di Clayton e Caulfield della Monash University ha consentito un confronto diretto con i modelli organizzativi e di governance di un grande ateneo pubblico ad alta intensità di ricerca. Monash si distingue per un'elevata capacità di reperimento e gestione delle risorse economiche, affiancata da un decentramento delle responsabilità gestionali verso le singole Facoltà. Particolarmente significativi sono apparsi i rigorosi protocolli di conformità normativa e due diligence prescritti dal Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiano per l'attivazione di accordi internazionali, oltre alla centralità dell'analisi dei dati e del posizionamento nei ranking internazionali come leva per la programmazione pluriennale e per l'attrazione di talenti scientifici. L'intensa attività di job shadowing e gli incontri condotti presso le strutture della Faculty of Arts e della Faculty of Art, Design and Architecture hanno consentito di identificare precise aree di convergenza scientifica tra la Monash University, il Dipartimento dei Beni Culturali e il Centro Interdipartimentale CIBA. Le sinergie più promettenti riguardano il campo del patrimonio digitale e delle tecnologie applicate alla conservazione, con focus sulla creazione di digital twins, modellazione 3D e GIS, la resilienza del patrimonio culturale e dei paesaggi storici rispetto ai cambiamenti climatici, lo storytelling digitale per i musei e la valorizzazione archeologica, nonché le prospettive comparative tra l'archeologia del Mediterraneo e quella dell'area Indo-Pacifica. L'integrazione tra la consolidated esperienza dell'Ateneo padovano sui programmi di finanziamento europei, come Horizon Europe, Marie Skłodowska-Curie e ERC, e la forte presenza di Monash nei network di ricerca dell'Asia-Pacifico offre una solida base per la costruzione di partenariati internazionali competitivi a livello globale. </p><p>Il valore aggiunto di questo percorso si traduce in ricadute organizzative ben definite per il Dipartimento dei Beni Culturali nel triennio 2026-2028, con l'obiettivo di trasformare la struttura amministrativa in un facilitatore dello sviluppo scientifico. Per conseguire questo risultato si prevede l'istituzione di una Task Force Progetti per affiancare il personale docente nella stesura e gestione di bandi competitivi internazionali, l'attivazione di momenti di coordinamento sistematico tra personale tecnico-amministrativo e docenti per individuare percorsi di fundraising, e l'ottimizzazione dell'intero ciclo di vita dei progetti al fine di massimizzare il recupero dei costi indiretti. </p><p><br/></p><p>In conclusione, la mobilità presso la Monash University ha confermato come la combinazione tra visione strategica, competenze gestionali avanzate e un'amministrazione proattiva sia il requisito essenziale per valorizzare l'eccellenza scientifica del Dipartimento dei Beni Culturali e proiettarla con successo nello scenario internazionale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-08-21 15:58:50 UTC</pubDate>
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         <title>Edmonton, Alberta, Canada</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La mia mobilità presso la University of Alberta (UofA) ha superato ogni aspettativa. Fin dal primo giorno mi sono sentita accolta e parte di un ambiente multiculturale, stimolante e all'avanguardia dal punto di vista tecnologico. L'esperienza si è articolata in un job shadowing presso la facility di spettrometria di massa del dipartimento di biochimica, dove ho potuto mettere le mani su strumentazioni di altissimo livello e confrontarmi e discutere di scienza con ricercatori esperti.</p><p>È stata un'esperienza estremamente arricchente: mi ha permesso di misurarmi con una realtà scientifica diversa, ampliare la mia rete di contatti e tornare a casa con un bagaglio ricco di esperienze sia lavorative che personali. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-08-28 09:32:17 UTC</pubDate>
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