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      <title>Presentazione su Dante Alighieri by Francesco Trocciola</title>
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      <description>Fatto da: Giuseppe Pennino, Antonio Sbordone, Francesco Trocciola, Angelo Penna
(2°BIN
Docente di Italiano: Angela Nespoli
IT G.C. Falco)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-22 08:40:55 UTC</pubDate>
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         <title>La Vita</title>
         <author>francitrocciola</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Dante Alighieri</strong>, o <strong>Alighiero</strong>, battezzato <strong>Durante di Alighiero degli Alighieri</strong> e anche noto con il solo nome <strong>Dante</strong>, della famiglia Alighieri (Firenze, tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265, Ravenna, notte tra il 13 e il 14 settembre 1321), è stato un poeta, scrittore e politico italiano. Il nome "Dante", secondo la testimonianza di Jacopo Alighieri, è un ipocoristico di Durante; nei documenti era seguito dal patronimico Alagheri o dal gentilizio <em>de Alagheriis</em>, mentre la variante "Alighieri" si affermò solo con l'avvento di Boccaccio.<br>È considerato il padre della lingua italiana; la sua fama è dovuta alla paternità della <em>Comedìa</em>, divenuta celebre come Divina Commedia e universalmente considerata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale. Espressione della cultura medievale, filtrata attraverso la lirica del Dolce Stilnovo, la <em>Commedia</em> è anche veicolo allegorico della salvezza umana, che si concreta nel toccare i drammi dei dannati, le pene purgatoriali e le glorie celesti, permettendo a Dante di offrire al lettore uno spaccato di morale ed etica. Importante linguista, teorico politico e filosofo, Dante spaziò all'interno dello scibile umano, segnando profondamente la letteratura italiana dei secoli successivi e la stessa cultura occidentale, tanto da essere soprannominato il "Sommo Poeta" o, per antonomasia, il "Poeta". Dante, le cui spoglie si trovano presso la tomba a Ravenna costruita nel 1780 da Camillo Morigia , è diventato uno dei simboli dell'Italia e nel mondo, grazie al nome del principale ente della diffusione della lingua italiana, la Società Dante Alighieri, mentre gli studi critici e filologici sono mantenuti vivi dalla Società Dantesca.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 08:43:55 UTC</pubDate>
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         <title>Divina Commedia</title>
         <author>francitrocciola</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Comedìa, o Commedia, conosciuta soprattutto come Divina Commedia, è un poema allegorico-didascalico] di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di endecasillabi (poi chiamate per antonomasia terzine dantesche) in lingua volgare fiorentina. L'opera non esiste nella sua forma originale: essendo stata prodotta prima della diffusione della stampa in Europa, veniva scritta e ricopiata a mano; tra tutti i manoscritti giunti a noi oggigiorno non esistono due versioni uguali, come per tutti i testi antichi, i casi di diversificazione sono tantissimi e variano da semplici modifiche ortografiche, (diritta via o diricta via) fino all'uso di versi simili ma diversi, o parole completamente differenti che danno anche significati diversi, ad esempio il ruscello che esce dalle sorgenti di acqua bollente ..esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici che fu analizzato e commentato con il presupposto che ci fossero delle donne peccatrici, forse prostitute (?), lasciando molti dubbi, ma con un significato completamente stravolto rispetto al più ragionevole pettinatrici o pettatrici o pectatrici cioè le operaie che lavoravano la cardatura e la pettinatura dell lino nelle acque termali. Il titolo originale, con cui lo stesso autore designa il suo poema, fu Comedia (probabilmente pronunciata con accento tonico sulla i); e così è intitolata anche l'editio princeps del 1472. L'aggettivo «Divina» le fu attribuito dal Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante, scritto fra il 1357 e il 1362 e stampato nel 1477. Ma è nella prestigiosa edizione giolitina, a cura di Ludovico Dolce e stampata da Gabriele Giolito de' Ferrari nel 1555, che la Commedia di Dante viene per la prima volta intitolata come da allora fu sempre conosciuta, ovvero "La Divina Comedia".</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 08:59:20 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice</title>
         <author>francitrocciola</author>
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         <description><![CDATA[<div>Beatrice è in realtà Bice, figlia di Folco Portinari, nata a Firenze nel 1266 e che a diciannove anni sposò Simone dei Bardi, morendo  ventiquattrenne nel 1290. All’età di nove anni la incontrò, solo uno sguardo. Poi la rivide quando entrambi avevano appena compiuto i diciotto anni e durante quel secondo incontro tutto nella sua vita cambiò. Pur non avendole mai rivolto parola, da quello sguardo nacque il suo amore per lei, una donna realmente vissuta, ma anche una creatura indefinita. Il nome che passò presto alla storia fu Beatrice (un senhal in realtà, ovvero, secondo la tradizione della lirica provenzale, un nome fittizio dal significato “Colei che rende beati”), ma la donna che esistette veramente si chiamava Bice, nata a Firenze nel 1266, figlia di Folco Portinari e sposa a diciannove anni di Simone dei Bardi. Lui, Dante, l’amò dal primo momento, descrivendone la sua bellezza, il suo volto. Ogni cosa in lei emanava candore e purezza. L’amò profondamente seguendo i canoni dell’amor cortese. L’amò pur mantenendo intatto quel legame di amor platonico che avrebbe per sempre caratterizzato la loro storia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 09:03:38 UTC</pubDate>
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         <title>Paradiso (Divina Commedia)</title>
         <author>francitrocciola</author>
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         <description><![CDATA[<div>La struttura del Paradiso è costruita sul sistema geocentrico di Aristotele e di Claudio Tolomeo: al centro dell'universo sta la Terra, nella regione sublunare, e intorno ad essa nove sfere concentriche, responsabili del movimento dei pianeti. Mentre l'Inferno è un luogo presente sulla Terra, il Paradiso è un mondo immateriale, etereo, diviso in nove cieli: i primi sette prendono il nome dai corpi celesti del sistema solare (nell'ordine Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno), gli ultimi due sono costituiti dalla sfera delle stelle fisse e dal Primo mobile. Il tutto è contenuto nell'Empireo. Il rapporto tra Dante e i beati è molto diverso rispetto a quello che il poeta ha intrattenuto coi dannati e i penitenti: tutte le anime del Paradiso, infatti, risiedono nell'Empireo, e precisamente nella Candida Rosa, dal quale essi contemplano direttamente Dio; tuttavia, per rendere più comprensibile al viaggiatore l'esperienza del Paradiso, le figure gli appaiono di cielo in cielo, in una precisa corrispondenza astrologica tra la qualità di ogni pianeta e il tipo di esperienza spirituale compiuta dal personaggio descritto: così, nel cielo di Venere appaiono gli spiriti amanti, e in quello di Saturno gli spiriti contemplativi e via dicendo. All'ingresso del Paradiso terrestre, situato sulla cima della montagna del Purgatorio, Virgilio, che secondo l'interpretazione figurale rappresenta la Ragione, scompare (Purgatorio, canto XXX) e viene sostituito da Beatrice, raffigurante la Grazia della fede, la Teologia. Ciò simboleggia l'impossibilità per l'uomo di giungere a Dio per il solo mezzo della ragione umana: sono necessari uno scarto intuitivo e un diverso livello di "ragione divina" (ossia di verità illuminata), rappresentati appunto dall'accompagnatrice. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 09:07:36 UTC</pubDate>
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         <title>Inferno (Divina Commedia)</title>
         <author>francitrocciola</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il racconto di Dante inizia quando il poeta si smarrisce in una salva che viene immaginata nelle vicinanze di Gerusalemme; lo salva l’anima di Virgilio che accompagna Dante nel lungo viaggio tra i regni dell’inferno e del purgatorio. Virgilio non riesce ad andare in Paradiso, dove c’è Beatrice come guida, perché è morto senza conoscere la fede cristiana. L’inferno si presenta come una grande voragine a forma di cono il cui vertice si trova al centro della terra,formatosi quando Dio fece precipitare il capo degli angeli ribelli,Lucifero. L’ingresso dell’inferno è segnato dal fiume Acheronte, sulle rive del quale si trovano le anime di coloro che sono morti nel peccato e qui, in base alla gravità del peccato commesso, si decide la pena che dovrà subire l’anima per l’eternità. Lungo le pareti del cono ci sono dei vasti cerchi sui quali si trovano posto le anime dei dannati. Il male, cioè il peccato secondo la chiesa cristiana, nasce da tre atteggiamenti: l’incontinenza (l’abbandonarsi)</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 09:08:46 UTC</pubDate>
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         <title>Purgatorio (Divina Commedia)</title>
         <author>francitrocciola</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal centro della Terra Dante e Virgilio si arrampicano per uno stretto passaggio fino ad arrivare alla superficie di Gerusalemme dove si trova la montagna del Purgatorio, in cui vengono purificate le anime che hanno commesso peccati di poca importanza prima di raggiungere la perfezione necessaria per accedere al Paradiso. Per l’ordinamento morale Dante immagina sette gironi in ciascuno delle quali si purifica uno dei sette vizi capitali e dove l’anima deve soggiornare per un tempo proporzionale alla gravità del vizio. Anche il purgatorio ha un ordinamento tripartito: infatti, fissata un’ampia zona al di fuori del purgatorio vero e proprio, l’Antipurgatorio, nella quale sono costretti a soggiornare coloro che si sono pentiti in ritardo, e per questo sono stati “negligenti”, i sette gironi sono suddivisi in tre zone.Il parametro fondamentale che viene assunto è quello dell’amore verso Dio, e gli spiriti penitenti sono collocati a seconda del vizio che ha reso imperfetto il loro amore. In cima al monte del purgatorio è collocato il Paradiso: lì Dante viene lasciato da Virgilio e incontra Beatrice.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 09:10:52 UTC</pubDate>
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