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      <title>INCIPIT CALAMITA by ANTONELLA FRANZOI</title>
      <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx</link>
      <description>Raccolta di incipit che catturano il lettore e lo mantengono incollato al testo come una calamita</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-22 08:34:49 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-10-03 19:23:46 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Il sole fra le dita, di Gabriele Clima</title>
         <author>antonella_franzoi</author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/306943323</link>
         <description><![CDATA[<div><br>"<em>Dario non sapeva cosa ci facesse lì. Non aveva combinato granché stavolta, capirai, una maniglia rotta, con tutte le maniglie rotte che c'erano in quel liceo! Perfino quella dell'ufficio del preside in cui era appena entrato. Ma forse quegli idioti non se n'erano neanche accorti</em>."<br><br>Questo incipit presenta subito il personaggio principale, Dario, come una "piccola canaglia", uno studente combinaguai, per il quale una maniglia rotta è cosa da niente. Questo dettaglio mi ha incuriosita come lettrice, e mi ha invogliata a conoscere meglio la storia di Dario e il suo caratterino. <br>Mi sono chiesta: "Chissà che altro avrà combinato Dario, chissà che tipetto è!".  Ma la domanda che più di tutte mi ha invogliata a procedere nella lettura è stata: "Chissà cosa succederà ora, chissà cosa  dirà il preside e quale punizione infliggerà a Dario". <br>Per me è stato un perfetto incipit calamita!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-22 08:34:49 UTC</pubDate>
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         <title>Prima consegna</title>
         <author>antonella_franzoi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Inserisci nello spazio corrispondente al tuo nome l'incipit del romanzo che hai presentato in classe o di un altro romanzo a tua scelta purché sia un  INCIPIT CALAMITA, ossia un incipit che incuriosisce e cattura il lettore, lo mantiene incollato al testo come una calamita e lo invoglia ad entrare nella storia.&nbsp;<br>Spiega poi quali sono, secondo te, le caratteristiche che rendono coinvolgente l'incipit che hai riportato, ossia cosa ti ha incuriosito e invogliato ad entrare nella storia.&nbsp;<br>Infine, inserisci nel post la copertina del romanzo da cui l'incipit è tratto. Osserva il mio esempio nella colonna di fianco. <br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-09-20 12:28:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jacopodeconcini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo&nbsp;me è un incipit calamita perché invoglia il lettore a sapere di più su questo personaggio che la pensa diversamente dalle altre persone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-26 15:57:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Eroi dell&#39;Olimpo, l&#39;eroe perduto, di Rick Riordan</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima ancora che il fulmine lo colpisse, Jason stava avendo una pessima giornata. Si svegliò sull'ultimo sedile di uno scuolabus, senza sapere di preciso dove si trovasse mano nella mano con una ragazza che non conosceva. La ragazza era carina, ma Jason non riusciva a capire chi fosse né cosa lui ci facesse lì. Raddrizzò la schiena e si sfregò gli occhi, sforzandosi di pensare.<br>Sui sedili davanti c'erano diversi altri ragazzi che ascoltavano l'Ipod, parlavano oppure dormivano. Sembravano avere più o meno la sua età… quindici, sedici anni? Be', se non ricordava neppure quello, c'era davvero di che preoccuparsi.<br><br>L'incipit è di tipo descrittivo, dato che descrive il luogo, la situazione e le persone che lo circondano. Secondo me questo è un incipit calamita perché fin da subito ci fa chiedere come il protagonista si arrivato su quello scuolabus. Ci fa anche chiedere chi sia la ragazza affianco a lui: è la sua ragazza oppure è solo un'amica?<br>Leggendo la prima frase capiamo probabilmente che Jason è stato colpito da un fulmine che gli ha fatto perdere la memoria; quindi l'autore vuole probabilmente svelarci solamente un piccolo dettaglio, per invogliarci a leggere il resto del libro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-27 14:01:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;ultimo volo, Un caso del giovane SHERLOCK HOLMES, di Shane Peacock</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317483919</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>"Che cosa si prova a veder morire un uomo davanti ai propri occhi? Sherlock Holmes stava per scoprirlo. Lassù, incorniciato dalla cupola di vetro del Crystal Palace, c'è un uomo che sta precipitando rapidamente verso terra e grida. All'inizio era una figura molto più piccola, che si librava con grazia nell'etere, quasi al ritmo di un'orchestra di ottoni, senza il conforto di una rete di sicurezza. Poi ha cominciato a cadere e ora sta diventando enorme. Ha la bocca aperta, gli occhi sgranati e Sherlock ha l'impressione di riuscire a scrutarlo dentro. Monsieur Mercure, l'asso del trapezio, sta per perdere la vita."</blockquote><div><br>L'incipit di questo romanzo è in medias-res narrativo ed inizia dal CLIMAX, ovvero dal momento della morte di Monsieur Mercure.</div><div>Secondo me questo è un incipit calamita perché facendoti iniziare direttamente dal CLIMAX, ti sorge molte domande come ad esempio perché Monsieur Mercure è cascato, ma anche perché l'autore ti pone direttamente una domanda, ovvero "Che cosa si prova a veder morire un uomo davanti ai propri occhi?". Inoltre, l'autore utilizza alcuni dei cinque sensi, in particolare la vista, facendoti così vivere la scena come se la stessi guardando in un film.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 13:22:51 UTC</pubDate>
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         <title>I SEGRETI DELLA VILLA IN COLLINA di DANIELA SACERDOTI</title>
         <author>ariannaconci08</author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317683338</link>
         <description><![CDATA[<div>Sprofondai sulla sedia con un sospiro; il baccano della sala piena per il "mercoledì della famiglia" passava attraverso la porta. Finalmente era arrivato il momento della pausa caffè. Di solito ero piena di energie ma quell'insistenza monotona passata a servire ai tavoli mi stava succhiando ogni linfa vitale. Non prendevo una giornata libera da... non lo ricordavo nemmeno. Quel giorno mi pesava il modo particolare: era il mio ventunesimo compleanno e per la terza volta nella stessa settimana stavo facendo il doppio turno.<br><br>L'incipit di questo libro è di tipo narrativo, comincia a raccontare la storia senza dire troppi particolari, questo mi ha invogliata a continuare nella lettura di questo romanzo.<br>Secondo me è un incipit calamita perché spinge il lettore a continuare nella lettura ponendosi le seguenti domande: " Come festeggerà il suo compleanno?" "Continuerà a lavorare o chiederà il pomeriggio libero?"&nbsp;<br>"Come si chiama la ragazza?" "Perché il giorno del suo compleanno non si era presa una giornata libera, e perché questo giorno gli pesava in modo particolare?" Sicuramente l'autrice ha usato questo metodo per invogliarci a leggere il resto del libro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 15:00:15 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Cronache del Mondo emerso, nihal della terra del vento</title>
         <author>katiasicher04</author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317720907</link>
         <description><![CDATA[<div>"Il sole inondava la pianura. Era un autunno particolarmente clemente:&nbsp;<br>l'erba era ancora d'un verde vivido e ondeggiava contro le mura della città&nbsp;<br>come un mare in bonaccia.&nbsp;<br>Sul terrazzo in cima alla torre, Nihal si godeva il vento mattutino. Era il&nbsp;<br>posto più elevato di tutta Salazar: da lì si godeva la vista migliore sulla&nbsp;<br>piana, che si srotolava per leghe e leghe a perdita d'occhio. Su quella distesa sconfinata la città spiccava imponente con i suoi cinquanta piani di case,&nbsp;<br>botteghe e stalle. Un'unica immensa torre che conteneva una piccola metropoli di quindicimila persone, stipate nelle sue milleduecento braccia&nbsp;<br>d'altezza.&nbsp;<br>A Nihal piaceva starsene là sopra da sola, con la brezza a scompigliarle i&nbsp;<br>lunghissimi capelli. Si sedeva sulle pietre a gambe incrociate, con gli occhi&nbsp;<br>chiusi e la spada di legno appoggiata al fianco, come fanno i veri guerrieri.&nbsp;<br>Quando stava lassù era come pacificata. Poteva concentrarsi solo su se stessa, sui suoi pensieri più nascosti, su quella vaga malinconia che certe&nbsp;<br>volte l'abbracciava, sul mormorio lento che ogni tanto sentiva levarsi dal&nbsp;<br>fondo della sua anima.&nbsp;<br>Ma quello non era uno di quei giorni. Era un giorno di battaglia, e Nihal&nbsp;<br>guardava la pianura come un condottiero desideroso di battersi."<br>Questo è un incipit calamita, poiché invoglia il lettore a scoprire il luogo di cui si sta parlando e come mai alla protagonista piaceva così tanto quel luogo. Le ultime righe mi hanno invogliato a leggerlo ancora di più, perché dice che quello non era un giorno come gli altri, ma era di battaglia. In questo modo l'autore incuriosisce il lettore e lo invita a leggere il libro per scoprire in che modo si conclude la battaglia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 15:19:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Siddharta - Hermann Hesse</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317864706</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell'ombra della casa, sulle rive soleggiate del fiume presso le barche, nell'ombra del bosco di Sal, all'ombra del fico crebbe Siddharta, il bel figlio del Brahmino, il giovane falco, insieme all'amico suo, Govinda, anch'egli figlio di Brahmino. Sulla riva del fiume, nei bagni, nelle sacre abluzioni, nei sacrifici volti il sole bruniva le sue spalle lucenti. Ombre attraversavano i suoi occhi neri nel boschetto di mango, durante i giochi infantili, al canto di sua madre, durante i santi sacrifici, alle lezioni di suo padre, così dotto, durante le conversazioni dei saggi. Già da tempo Siddharta prendeva parte alle considerazioni dei saggi, si esercitava con l'arte oratoria, nonché dell'esercizio delle facoltà di osservazione e nella pratica della concentrazione interiore. Già egli sapeva come si pronuncia a l'Om, la parola suprema, sapeva assorbirla in se stesso pronunciandola silenziosamente nell'atto di espirare, con l'anima raccolta, la fronte raggiante dello splendore che emana da uno spirito luminoso. Già egli sapeva, nelle profondità del proprio essere, riconoscere l'Atman, indistruttibile, uno con la totalità del mondo.<br><br>L'incipit di questo romanzo è un descrittivo-narrativo, accompagna la storia del protagonista con la descrizione del suo aspetto e della sua abitazione. <br>Secondo me, questo è un incipit calamita poiché&nbsp;infonde curiosità ed invoglia a continuare la lettura. L'autore usa una sapiente alternanza delle parole "soleggiato" e "ombra", che attirano l'attenzione e che aiutano ad immaginare meglio l'ambientazione. Hesse usa verbi forti, come imbruniva, che rendono più piacevole la lettura. Immette nel testo anche parole esotiche, lontane dal mondo occidentalizzato in cui viviamo, come "Atman" e "Brahmino", che alimentano l'avidità di sapere del lettore</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 16:35:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Incipit &quot;La fattoria degli animali&quot; </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317879133</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo incipit mi catapulta immediatamente nell'ambiente di una fattoria; subito mi ritrovo immerso nella quotidianità del maniero.<br>Non è possibile intuire dal principio cosa sta accedendo e ciò mi invoglia vivamente a proseguire il racconto.<br>Posso considerare questo incipit come una descrizione, ricca di particolari ed aggettivi che consentono una profonda immersione da parte del lettore nel testo</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 16:42:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La grande estate, Ulysses Moore</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Il primo ricordo della casa è quello della fessura tra la porta e il muro. Mio padre parlava ad alta voce con il carrettiere che aveva trasportato i nostri bagagli in cima alla collina. Il povero cavallo sbuffava dalle grandi narici affaticato dalla salita. Il carrettiere gettava atterra i bauli e mio padre gli dava una mano."<br>Secondo me questo è un un incipit calamita perché mi invoglia a scoprire qualcosa di più su questa e usa delle parole che incuriosiscono come la parola "ricordo" che mi fa pensare che a questa casa sia successo qualcosa o che sia successo qualcosa dentro essa. Oppure la parola "fessura" che mi fa domandare cosa sia o perché fosse là. Inoltre in questo incipit sono utilizzate delle parole "dense" come "il povero cavallo SBUFFAVA" che mi fa sentire più dentro la storia e mi fa immaginare meglio la scene e il cavallo. Un altro esempio è "mio padre parlava ad ALTA VOCE" anche qua, l'utilizzo di queste parole dense mi fa immaginare di più la scena rispetto a se avesse scritte semplicemente "mio padre parlava". Questo, secondo me, è un incipit narrativo perché racconta un ricordo di questa misteriosa casa.<br>In conclusione, per me questo è è un incipit calamita grazie a tutti gli elementi che ho elencato qui sopra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 16:56:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317935442</link>
         <description><![CDATA[<div>"Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento, affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.<br>L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e logori stoini.<br>A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme ,grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli.<br>Winston si diresse verso le scale.<br>Tentare con l'ascensore ,infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente, e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell'odio, durante le ore diurne l'erogazione della corrente elettrica veniva interrotta.<br>(...)<br>Su ogni pianerottolo del condominio, di fronte al posso dell'ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete.<br>Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono.&nbsp;<br>IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso".<br>Secondo me questo è un incipit calamita perché se prima qualcuno era indeciso su quale libro scegliere ora non lo è più.<br>Orwell ha questa grande capacità di scrivere esattamente cosa vuole intendere conducendo comunque il tutto verso una destinazione reale.<br>Ha voluto scrivere un libro nel 1948 sull'anno 1984,perchè,volendo esagerare, prevedeva un futuro in cui non c'era più l'individuo ma altresì la società era l'individuo.<br>Secondo me è un libro che può piacere a molti.<br>Ecco la mia presentazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 17:13:32 UTC</pubDate>
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         <title>La corte di rose e spine, di Sarah J. Maas</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2317963088</link>
         <description><![CDATA[<div>La foresta era diventata un labirinto di neve e ghiaccio . Controllavo la situazione del bosco da un'ora , ma il mio punto di osservazione , la piega di un ramo , si era rivelato inutile . Le forti raffiche di vento e nevischio avevano cancellato le mie impronte , e con esse anche ogni traccia di una potenziale preda . La fame mi aveva spinta ad allontanarmi da casa più di quanto mi arrischiassi di solito , e l'inverno era il periodo più aspro . Gli animali si erano addentrati troppo nel bosco perché potessi seguirli , costringendomi a raccattare , uno dopo l'altro , quelli che erano rimasti indietro , pregando che ci bastassero fino a primavera . Non era successo . Mi strofinai gli occhi con le dita intorpidite per togliere i fiocchi che si erano depositati sulle mie ciglia . Non c'erano alberi senza corteccia a rivelare il passaggio dei cervi ; evidentemente non si erano ancora spostati . Sarebbero rimasti finché non ci fosse stata più scorza , per poi dirigersi a nord , oltre il territorio dei lupi , e magari fino a Prythian , la terra delle fate , dove i mortali non osavano entrare a meno che non desiderassero morire .<br><br>questo incipit è un incipit calamità secondo me perché inizia in media res, descrive bene l'ambiente, usa i cinque sensi e lascia delle domande al lettore, per esempio cos'è Prythian, la terra magica nominata dalla protagonista </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 17:29:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>annprofaizer</author>
         <link>https://padlet.com/antonella_franzoi/7duto6yf96gx/wish/2318056554</link>
         <description><![CDATA[<div>"Un pallido sole lasciava ormai posto alla luna; correvo a perdifiato tra gli alberi della foresta che mai avrei pesato di avere il coraggio di attraversare al calar della notte e per giunta da sola, ma dovevo avvisare al più presto Paul dell'accaduto..."<br>Secondo me questo è un incipit calamita perché inizia nel mezzo dell'azione. Inolte ti fa chiedere immediatamente: "Perché la ragazza ha acquistato tanto coraggio da correre nel bosco di notte? Cos'è successo?". Vengono usati i cinque sensi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 18:21:07 UTC</pubDate>
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         <title>Il principe crudele, di Holly Black</title>
         <author>lucpiffer</author>
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         <description><![CDATA[<div>"In una pigra domenica pomeriggio, un uomo con un lungo paltò indugiava davanti a una casa affacciata su una strada alberata. Non aveva parcheggiato l'auto e non era venuto in taxi. Nessun vicino lo aveva visto camminare sul marciapiede. Era spuntato così, come un'ombra."<br><br>L'incipit è di tipo narrativo, perché narra un fatto successo, ovvero, una domenica pomeriggio e la presenza di un uomo misterioso. Questo incipit, secondo me, è calamita, perché nella narrazione c'è una figura misteriosa che spinge la tua curiosità nel scoprirne l'identità e continuare la lettura. Questo incipit descrive in modo accurato il luogo dove si svolge il fatto. L'incipit lavora solo sull'aspetto visivo. Le domande che ci si pone sono: "Chi sarà mai questo signore?", "Come avrà fatto a raggiungere la casa?"</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 18:23:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fladangelo</author>
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         <description><![CDATA[<div>«Papà! Ma la mafia è pericolosa?» chiede inquieto il piccolo Arturo.&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;«Nooo, è come coi cani, basta che non gli dai fastidio.»&nbsp; &nbsp;&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;«Ma io ho letto che uccide le persone...»&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;«Cose che scrivono...»&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;«Ma può uccidere anche noi?»&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;«Tranquillo. Ora siamo d'inverno. La mafia uccide solo d'estate.»&nbsp;</div><div><br></div><div>Questo è un incipit calamita perché inizia con una domanda e con un dialogo dove ci sono dei paragoni con delle situazioni da svelare.</div><div>Questo incipit mostra l’azione con effetto zoom che ti fa immedesimare nel luogo e nelle situazioni.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 18:26:01 UTC</pubDate>
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         <title>Smart, di Kim Slater</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Sembrava proprio un mucchio di straccia che galleggiavano sull'acqua."<br>L'incipit di questo libro è descrittivo, secondo me questo è un incipit calamita perché la storia inizia in medias res e perché leggendolo ti poni delle domande come ad esempio: chi sarà morto nell'acqua? Cosa sarà successo? Di questo incipit mi piace molto che non venga esplicitato che è presente un cadavere nell'acqua, ma venga usata una metafora per farlo capire al lettore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 18:58:45 UTC</pubDate>
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         <title>BEBE VIO E LA SUA SQUADRA IN BEBLADE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Ero lì perché era proibito. E perché era pericoloso. Avevano cintato tutto il cantiere con quelle pareti di ferro, e il filo spinato, ma non l'avevano fatto bene: avevano lasciato un piccolo passaggio sotto al cavalcavia della superstrada. Roba che dovevi prima attraversare le corsie al momento giusto, buttarti giù, correre e saltare dall'altra parte senza farti prendere da uno dei Kamaz cinesi pieni di bamboline elettriche. E già lì Kevin se l'era quasi fatta sotto."<br><br>Secondo me l'incipit di questo romanzo è un incipit calamita che quindi ti invoglia a leggere il libro per capire come continua la storia.&nbsp; Ma perché questo può essere considerato un incipit calamita?</div><div>Prima di tutto il libro parte in medias res, saltando le solite parti morte che caratterizzano l'inizio di molti altri libri; qui infatti si parte già nel mezzo dell'azione. Inoltre ti viene voglia di proseguire il racconto per capire cosa stanno facendo i personaggi, dove sono e perché si ritrovano in quel luogo. Poi, a rendere il tutto ancora più coinvolgente, è l'utilizzo di questo termine sconosciuto "Kamaz cinesi". Chi sono questi "Kamaz"? E cosa sono queste "bamboline elettriche" in loro possesso? Per finire, anche se non vengono utilizzati i cinque sensi, si riesce comunque a immaginare la scena. <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 19:17:09 UTC</pubDate>
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         <title>Percy Jackson - Il ladro di fulmini</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Non ho scelto io di essere un mezzosangue.<br>Se state leggendo questo libro perché pensate di poterlo essere anche voi, vi do un consiglio: chiudetelo all'istante. Credete a qualsiasi balla i vostri genitori vi abbiano raccontato sulla vostra nascita e cercate di vivere una vita normale. Essere del mezzosangue è pericoloso. È terrificante. Nel maggor parte dei casi, si finisce ammazzati in modi orribili e dolorosi. Se invece siete dei ragazzi normali e pensate che questo sia solo un romanzo, pertetto. Continuate a leggere. Vi invidio per la possibilità di credere che niente di tutto questo sia accaduto. Ma se vi riconoscete in queste pagine - se vi smuovo-<br>no qualcosa dentro-smettete subito. Potreste essere dei nostri. E quando lo avrete capito, sarà solo questione di tempo perché se ne accorgano anche loro e vengano a cercarvi.<br>Non dite che non vi avevo avvertito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 19:31:30 UTC</pubDate>
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         <title>Perché è un incipit calamita?</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo incipit è di tipo riflessivo poiché l'autore ponendoti delle domande e dandoti delle indicazioni ti fa riflettere molto. L'incipit è calamita perché l'autore usa dei termini a noi sconosciuti i quali sicuramente incuriosiscono l'autore.<br>È anche interessante perché ti presenta i rischi del leggere questo libro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 19:33:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>regagabriel1</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Lentamente, strisciante, si diffuse nell’aria l’odore di bacon fritto con le uova. Julia si rigirò tra le lenzuola, arricciando il naso. Sorrise, ancora addormentata, e affondò il viso nel cuscino. Rimase immobile per alcuni minuti, poi, quando terminò l’aria disponibile, spalanco un occhio e si guardò intorno.<br>Dove si trovava?<br><br>Secondo me questo è un incipit calamita perchè all’inizio con la domanda “dove si trovava” lo scrittore aumenta la suspense e quindi spinge il lettore a continuare la lettura per scoprire di più.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 20:07:18 UTC</pubDate>
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         <title>Le sfide di Apollo-1. L&#39;oracolo nascosto di Rick Riordan</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>" Il mio nome è Apollo. Un tempo ero un dio.<br>Nei mie quattromila e seicentododici anni ho fatto molte cose. Ho scatenato un'epidemia tra i greci che assediavano Troia. Ho concesso a Babe Ruth tre home run di fila nella quarta partita della World Series del 1926. Ho abbattuto la mia ira su Britney Spears agli MTV Video Musical Awards del 2007.&nbsp;<br>Ma, in tutta la mia vita immortale, non&nbsp; mi ero mai schiantato in un cassonetto.&nbsp;<br>non so nemmeno come sia successo di preciso."<br><br><br>Per me questo è un incipit calamita perchè descrive qualcosa di buffo e fuori dall'ordinario e lo paragona a delle grandi cose che Apollo aveva fatto in passato. Mi hanno invogliato a leggerlo i fatti realmente accaduti che lui dice essere opera sua.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 21:11:36 UTC</pubDate>
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         <title>Glenn Cooper, I CUSTODI DELLA BIBLIOTECA</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-09-29 06:06:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-09-29 08:34:48 UTC</pubDate>
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         <title>Il mistero del London Eye, Siobhan Dowd</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Una delle cose che preferisco fare a Londra è un giro sul<br>London Eye.<br>In una giornata limpida puoi vedere a una distanza di quaranta chilometri in tutte le direzioni, perché ti trovi sulla piú grande ruota panoramica che sia mai stata costruita. Sei sigillato in una delle trentadue capsule, insieme agli sconosciuti che erano vicino a te in coda, e quando si chiudono le porte il suono della città rimane chiuso fuori. Incominci a salire. Le capsule sono fatte di vetro e d'acciaio e sono appese al bordo della ruota. Quando la ruota gira, le capsule sfruttano la forza di gravità per restare diritte. Ci vogliono trenta minuti per fare un giro completo.<br>Nel punto piú alto del nostro giro, Kat dice che Londra sembra una città giocattolo e che le macchine nelle strade sotto di noi sembrano palline di un abaco che vanno da sinistra a destra, si fermano e ripartono. Io penso che Londra sembra Londra e le macchine sembrano macchine, solo piú piccole. La cosa piú bella da guardare da lassú è il Tamigi. Puoi vedere come curva e si aggroviglia, mentre quando sei a terra pensi che sia diritto. La seconda cosa piú bella da guardare sono i raggi e i tiranti d'acciaio della ruota. Ti trovi sull'unica struttura sospesa di questo tipo del mondo. È progettata come una gigantesca ruota di bicicletta nel cielo, sostenuta da un'enorme struttura a forma di A.<br>È interessante anche guardare le capsule da entrambi i lati<br>della tua. Vedi degli sconosciuti che guardano fuori, proprio<br>come stai facendo tu. La capsula che sta sopra diventa piú<br>bassa della tua e la capsula che sta sotto diventa piú alta. Devi chiudere gli occhi perché provi una strana sensazione che ti sale per l'esofago. Sei contento che il movimento sia lento e regolare.<br>E poi la tua capsula arriva a terra e sei triste perché non<br>vuoi che il viaggio finisca. Ti piacerebbe restare lí e fare un altro giro, ma non è permesso. Allora scendi, e ti senti come un astronauta tornato dallo spazio, un po' piú leggero di com'eri prima.<br>Abbiamo portato Salim sulla ruota perché non ci era mai<br>salito prima. Uno sconosciuto si è avvicinato a noi in coda e<br>ci ha offerto un biglietto omaggio. Lo abbiamo accettato e lo abbiamo dato a Salim. Non avremmo dovuto farlo, ma lo abbiamo fatto. Salim è salito da solo alle 11.32 del 24 maggio e sarebbe dovuto scendere alle 12.02 dello stesso giorno. Si è girato e ha salutato me e Kat mentre stava salendo, ma non si riusciva a vedere la sua faccia, soltanto la sua ombra. Lo hanno chiuso dentro con altre venti persone che non conoscevamo.<br>Io e Kat abbiamo seguito con lo sguardo la capsula di Salim durante la sua orbita. Quando è arrivata nel punto piú alto<br>abbiamo detto insieme «ORA!» e Kat si è messa a ridere e io pure. È per questo che sapevamo che stavamo seguendo quella giusta. Abbiamo visto le persone riunirsi mentre la capsula scendeva, tutti rivolti a nord-est verso la fotocamera automatica per la foto ricordo. Erano soltanto pezzi scuri di giacche, gambe, vestiti e maniche.<br>Poi la capsula è arrivata a terra. Le porte si sono aperte e i passeggeri sono usciti a gruppi di due o tre. Si sono allontanati in diverse direzioni. Le loro facce erano sorridenti. Le loro strade probabilmente non si sarebbero mai piú incrociate. Ma Salim non era in mezzo a loro. Abbiamo aspettato la capsula seguente, e quella dopo. Ma lui non è comparso. Da qualche parte, in qualche modo, nei trenta minuti del giro sulla ruota, nella sua capsula sigillata, è svanito dalla faccia della terra. Ecco come il fatto di avere<br>uno strano cervello, su cui gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone, mi ha aiutato a capire che cosa<br>è successo.<br><br>Questo è un incipit narrativo. Parte col raccontare una vicenda accaduta sul London Eye. è un incipit calamita perchè ti lascia la suspence di sapere cosa è successo a Salim.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-01 14:47:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jacopodeconcini</author>
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         <pubDate>2022-10-20 09:09:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jacopodeconcini</author>
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