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      <title>Gli elementi dei processi migratori in Italia by Marco Accorinti</title>
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      <description>Ognuno, sulla base della lettura relativa alle caratteristiche dell&#39;immigrazione di un anno contenute nei materiali disponibili, indichi gli elementi principali che ha rilevato per quell&#39;anno.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-09-17 08:17:52 UTC</pubDate>
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         <title>Graziella Bianco</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Aumento progressivo dell'immigrazione soprattutto dal nord Africa. Gli immigrati spesso non rimangono in Italia. La loro distribuzione è disomogenea nelle diverse zone d'Italia.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:03:40 UTC</pubDate>
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         <title>Carla Gueli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>secondo i dati del Ministero degli Interni al 31 dicembre 1992, sono 925.172 i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, pari all'1.6 della popolazione italiana.&nbsp;</div><div>Di questi&nbsp; 84,1%, pari a 778.254 presenze, è costituito da cittadini extracomunitari.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:10:53 UTC</pubDate>
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         <title>stefania cataldo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Aumento dell'immigrazione ma anche delle nuove acquisizioni di cittadinanza italiana. 4.200.000 i residenti nel 2010. Distribuzione disomogenea con maggiori percentuali soprattutto in Lombardia e poi in Veneto, Emilia ed Umbria. Carattere urbano di tale immigrazione con eccezioni su territorio Ligure e Toscano, ovvero nelle zone costiere del nord dove vi sono maggiori attività turistiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:13:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal 1990-92 aumento delle presenze degli stranieri del 18,4<br>La comunità più grande è quella marocchina</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:15:04 UTC</pubDate>
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         <title>Graziella Bianco</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>-L'immigrazione va a compensare carenze nella natalità dovute a difficoltà nella procreazione e a matrimoni tardivi con decisioni di avere figli dopo alcuni anni di matrimonio. Calo dei matrimoni. Invecchiamento della popolazione. Necessità di forza lavoro.&nbsp; Tasso di mortalità più basso dovuto a miglioramento delle condizioni di salute della popolazione ed ad un abbassamento della mortalità che genera una aspettativa di vita più lunga. Determinando una popolazione più anziana. Tali fenomeni sono più presenti al nord. Aumento dell'immigrazione europea e diminuzione di Africa e America.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:16:49 UTC</pubDate>
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         <title>Carla Gueli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Si delinea una forte ambiguità, discussa già in questo documento, rispetto alla definizione di "extracomunitario". Sarà molto interessante osservare come nel tempo le cifre abbiano compreso quote significativamente diverse di popolazione sotto la stessa definizione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:18:07 UTC</pubDate>
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         <title>Miriam </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1989, dopo anni di rivoluzioni nei paesi dell’est, cadeva il muro di Berlino. Sia prima che dopo in Italia sembrava che arrivassero masse di gente che approdava sulle coste dell’adriatico con gommoni e mezzi di fortuna dai paesi dell’est. La percezione era che fossero loro gli immigrati che arrivavano in Italia. Il documento invece ci mostra dati che sono diversi da questa percezione. Gli immigrati arrivavano anche da molti altri paesi. Ecco fra la realtà documentata e quella percepita esiste una evidente diffrenza<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:18:43 UTC</pubDate>
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         <title> Roberta Bianchi, Silvia Bonaventura, Claudia Rizzaro, Federica Castraberte.                                  Il fattore demografico opera nel creare uno scenario sostanzialmente favorevole alle immigrazioni internazionali. Si evidenziano bassi tassi di natalità e il calo della fecondità con un conseguente marcato processo di invecchiamento della popolazione. Per cambiare la tendenza demografica era necessario un saldo migratorio positivo di 250-300mila persone. Il fenomeno migratorio diventa quasi un elemento necessario al mantenimento dei vari settori economici.  </title>
         <author>robertabianchi1981</author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748826677</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:21:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Si introduce la differenza tra extracomunitari provenienti da paesi "a sviluppo avanzato" e non. I non comunitari provenienti da paesi definiti "in via di sviluppo" sono il 71% della popolazione straniera<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:21:55 UTC</pubDate>
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         <title>Caruso Marilena</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>- Due tipologie di modelli di sviluppo e di insediamento nel territorio italiano della popolazione straniera: uno sviluppo "a macchia d'olio" per le collettività cinesi, ucraine e filippine; uno sviluppo ampiamente diffuso sul territorio che confonde e fa perdere importanza ai nuclei di insediamento originari per altre collettività come quelle marocchine, albanesi e romene;<br>- Permane nelle collettività migratorie uno squilibrio fra i sessi, con conseguente scarsa propensione alla formazione di nuove famiglie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:24:44 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Malafronte</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Meno di 1 milione di cittadini stranieri (1,6% della popolazione).<br>Differenza comunitari-extracomunitari meno valida di quella della provenienza da PVS (71%) e PSA.<br>Crescita rallentata rispetto al 1990-92 per 2 motivi:<br>1) legislazione interna inasprita;<br>2) cambio delle rotte migratorie.<br>Paesi di origine notevolmente cambiati: prevalenza dell'Est Europa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:26:23 UTC</pubDate>
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         <title>Graziella Bianco-</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Italia diventa uno dei paesi a grande flusso immigratorio insieme a Francia e Gran Bretagna. I dati derivano dall'aumento dei permessi di soggiorno. Via via aumentano i permessi per ricongiungimento del familiare già presente in Italia. Il flusso avviene in maggior parte dall' Europa (est).Aumentano i permessi per lavoro. Gli uomini vengono prevalentemente per lavoro, mentre le donne soprattutto per ricongiungimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:26:45 UTC</pubDate>
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         <title>Caterina Balli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>1- permane invariata la percentuale di stranieri in Italia (si arresta il trend crescente di aumento di stranieri di anno in anno);<br>2- popolazione segnata da processi di stabilizzazione e radicamento sul territorio italiano;<br>3- ben strutturati percorsi di inserimento nel tessuto economico-sociale;<br>4-incremento dell'acquisizione di cittadinanza;<br>5-crescente impatto delle seconde generazioni;<br>6-l'immagine dell'"emergenza" che danno i media è smentita dalla statistica: sono superiori gli stranieri che conquistano la cittadinanza italiana rispetto a quelli in fuga che arrivano via mare;<br>7-crescono i cittadini italiani che si trasferiscono all'estero ma anche quelli che decidono di tornare in patria;<br>8-la popolazione italiana è diminuita per il calo delle nascite e le donne straniere non riescono a compensare il calo a causa della crisi economica;<br>9- composizione delle circa 200 diverse nazionalità presenti sul territorio: 50% da paese europeo; circa il 20% da paese dell'Europa centro orientale; circa il 20% dall'Africa; circa il 20% dall'Asia. La maggior presenza di stranieri è rumena;<br>10-rapporto tra generi è abbastanza equilibrato;<br>11-risiedono prevalentemente al centro nord (84%);<br>12- età media è 33 anni<br>13- sono circa 3600 i minori stranieri non accompagnati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:27:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748843099</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Rizzaro, Castraberte, Bianchi e Bonaventura</strong><br>Si mantieme costante il flusso migratorio a prevalenza femminile dai paesi dell'est e la prevalenza maschile dai paesi del sud, nonostante i vari ricongiungimenti familiari.<br>La distribuzione delle varie collettività rispecchia i popolari luoghi comuni sui lavori svolti dai migranti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:27:12 UTC</pubDate>
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         <title>Claudia Nardicchia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Elementi principali in termini di distribuzione degli stranieri sul territorio italiano:&nbsp;<br><br>- distribuzione disomogenea<br>- localizzazione prevalente: nord/centro<br>- fenomeno prevalentemente urbano&nbsp;<br>- distribuzione urbana non dissimile da quanto registrato 10 anni prima<br><br>Principali cambiamenti:&nbsp;<br>Di natura quantitativa = fenomeno in crescita&nbsp;<br>Di natura qualitativa = caso Calabria&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:28:56 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Malafronte</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>3 diversi tipi di di comunità:<br>- decrescente: avranno sempre minor peso nella struttura sociale e politica italiana oppure (comunità cinese) hanno già raggiunto una configurazione stabile e gerarchica. Provengono soprattutto da PSA.<br>- stabile: daranno il volto all'immigrazione (Maghreb e Filippine).<br>- "comunità meteore": figlie di situazioni emergenziali che non è detto diventino eventi migratori stabili (Es. Albanesi nel 1991).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:30:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Giuseppe Malafronte</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748854919</link>
         <description><![CDATA[<div>Distribuzione:<br>Nord 46,3% - Centro 34,8% - Sud 11,1% - Isole 4%.<br>La crescita è più che doppia al nord con tassi addirittura di decrescita nel sud e nelle isole. Specchio della offerta lavorativa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:31:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaelisabettapisaturo</author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748855667</link>
         <description><![CDATA[<div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Rispetto all’anno precedente nuovi permessi di soggiorno concessi nel corso del 1999 presentano una particolare complessità (legata alla <strong>modalità di ottenimento del&nbsp; permesso</strong>: ottenuto da cittadini stranieri entrati per la prima volta nel e da quelli che erano già presenti e, dopo aver chiesto il beneficio della regolarizzazione</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Età è</strong> notevolmente più bassa ríspetto a quella rilevata nell’anno precedente, in particolare per la popolazione immigrata, che è arrivata ex novo dall'estero nel 1999 ( la fascia d'età 0/40 rappresenta il il 93% delle presenze)</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Genere:</strong> Tra i cittadini dell'Unione le donne sono percentualmente più numerose non UE,&nbsp; i maschi hanno complessivamente un'incidenza piu alta (56,4%) rispetto alle donne;&nbsp; i minori provengono per il 96% da paesi diversi dall'Unione Europea,</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Provenienza:</strong> Fra i nuovi permessi, la metà spetta all'Europa (135.150 nuovi permessi), quasi un quarto all'Africa (62,738) e il restante quarto all'Asia (41,096) e all'America (28,a29). In particolare la mafggior parte proviene&nbsp; dai Paesi dell'Est.&nbsp;</div><div>Fra gli immigrati già presenti la maggior parte proveninva dai seguenti paesii: Albania, Jugoslavia, Nigeria, Romania, Ecuador e Ucraina.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Tipologia di permesso:</strong>&nbsp; La maggioranza dei permessi è stata ottenuta per motivi di lavoro (57%), famiglia (circa 21%) e studio. Anche fra i minori è present un notevole numero di individuo che ha ottenuto permessi per lavoro (+ di 2000 minori).</div><div>Meno numerosi, ma in aumento,&nbsp; i permessi&nbsp; per asilo, in Italia raro rispetto ad altri paesi.&nbsp;</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Aree di insediamento:</strong> Nelle regioni del Nord sono stati ottenuti la metà dei permessi. Percentuale in calo rispetto all’ano precedente perché, essendo inclusi anche i permessi concessi agli immigrati regolarizzati, il Sud e le isole hanno avuto un maggior protagonismo.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:31:48 UTC</pubDate>
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         <title>Erika Sorci</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748856733</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 2015 si rileva un calo delle iscrizioni di cittadini stranieri all'anagrafe a causa di vari fattori:<br>- stranieri che rientrano nel proprio paese di origine;<br>- italiani che si trasferiscono all'estero;<br>- Decreto Flussi del 2014 che riduce la possibilità di entrare nel paese per motivi di lavoro.<br>Allo stesso tempo si è verificato un incremento delle acquisizioni di cittadinanza, il che rappresenta un segnale di inclusione e stabilizzazione soprattutto al Centro-nord.  Dunque l'insediamento degli stranieri in Italia ha carattere sempre più stabile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:32:12 UTC</pubDate>
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         <title>Iovine Giuseppina</title>
         <author>giusiovine</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>Solo in Italia e in Grecia la Polizia di Stato gestisce i permessi di soggiorno che hanno durata annuale.&nbsp;<br><br>Il rinnovo del permesso richiede tempi tecnici superiori a quelli richiesti dalla normativa vigente.&nbsp;<br><br>Le disposizioni sul contratto di soggiorno disincentivano l'assunzione dei lavoratori non comunitari.&nbsp;<br><br>Reclamo collettivo contro l'Italia della tendenza segregazionista razzista che interezza gli zingari.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:32:21 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Di Vincenzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel periodo 2011-2065, nello scenario centrale (quello ritenuto più probabile) delle proiezioni demografiche curate dall’Istat, la dinamica naturale in Italia sarà negativa per 11,5 milioni (28,5 milioni di nascite contro 40 milioni di decessi) e quella migratoria sarà positiva per 12 milioni (17,9 milioni di ingressi contro 5,9 milioni di uscite). Va sottolineato che da anni la popolazione in Italia è in diminuzione (un saldo netto complessivo di -130mila persone nel 2015 e di -142.000 per quanto riguarda la sola componente italiana, mentre per gli stranieri il saldo è stato attivo di 12.000 unità). Questa tendenza peggiorerà, trovando tuttavia un parziale temperamento nei flussi degli immigrati.<br><br></div><div>Quindi, a prescindere dai problemi operativi e finanziari che si stanno ponendo, la presenza degli immigrati è quanto mai positiva anche sotto l’aspetto previdenziale perché, specialmente per quanto riguarda le pensioni per invalidità, vecchiaia fornisce un copioso gettito contributivo (10,9 miliardi di euro nel 2015).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:35:25 UTC</pubDate>
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         <title>Daniela Seppia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:36:54 UTC</pubDate>
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         <title>Oriana Micheletti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>la presenza degli stranieri è fortemente legata all'economia italiana che ha subito una lunga crisi, ancora da superare nel 2016.&nbsp;<br>Le cittadinanze straniere sono variegate ma in correlazione alle politiche di apertura verso uno specifico Paese.<br>Il livello di istruzione è mediamente simile a quello degli italiani.<br>Si legge la nozione di "Capofamiglia"<br>La regolarizzazione è legata al contratto di lavoro (min. 5 anni) provocando un numero maggiore di persone che accetta pressoché qualsiasi contratto.<br>Il numero di migranti minorenni è fortemente aumentato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:38:31 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi Giordano e Lorenza Penza</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal documento emergono i seguenti aspetti significativi:<br>1) Gli stranieri risiedono soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro Italia (86,9% del totale);<br>2) Più di 1/3 degli stranieri risiede in un capoluogo di provincia (Roma, Milano, Torino);<br>3) Il fenomeno migratorio è mutato sotto l'aspetto quantitativo (passando dall'1,1% del 1994 al 7% del 2010);<br>4) Il fenomeno migratorio è mutato sotto l'aspetto qualitativo (a gruppi di antica presenza come marocchini e senegalesi si sono affiancate nuove collettività, come ucraini, romeni e bulgari);<br>5) Romeni, albanesi e marocchini rappresentano le etnie numericamente più presenti in Italia;<br>6) I gruppi etnici manifestano una diversa concentrazione a livello regionale (romeni nel Lazio, albanesi in Puglia, marocchini in Emilia Romagna, cinesi in Toscana, equatoriani in Liguria e ucraini in Campania);<br>7) Si evidenzia una fortissima crescita tra la popolazione straniera residente in Italia del popolo romeno: il loro numero è aumentato di ben 21 volte in appena dieci anni 2000-2010 (da 42 mila a 888 mila).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:39:13 UTC</pubDate>
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         <title>Elena Doria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>5 milioni di presenze, 8,2% del totale della popolazione. Ridotta attrattività dell'Italia. Azzeramento della programmazione dei flussi in ingresso.<br>Allo stesso tempo: anzianità migratoria, inserimento, seconde generazioni.<br>Quindi assenza di "emergenza" nel quadro proposto.<br>Riduzione drastica di ingressi di cittadini non comunitari per motivi di lavoro non stagionale.<br>Incremento di cittadini di stati sub-sahariani (30 mila).<br>Decrescita delle iscrizioni anagrafiche e aumento delle cancellazioni =&gt; saldo migratorio ridimensionato.<br>Calo demografico dei cittadini italiani -130mila. Migrazioni non compensano</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:39:19 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA LOIOTILE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Caratteristiche Immigrazione in Italia 1998: -Il contesto demografico risulta sostanzialmente favorevole allo sviluppo dei flussi migratori, sia per la diminuzione e l’invecchiamento della popolazione in età lavorativa, sia per la crescita degli anziani e il conseguente forte incremento nella richiesta di servizi d’assistenza e di cura;-	L’apporto migratorio non appare in grado di contrastare la tendenza alla diminuzione della popolazione e al suo invecchiamento.-	L’apporto migratorio pare un elemento necessario al mantenimento della funzionalità di più di un settore dell'economia e della qualità della vita di una larga parte della popolazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:39:42 UTC</pubDate>
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         <title>Pina Rapuano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'etichetta extracomunitari è imprecisa perchè viene applicata a condizioni dissimili tra loro.<br>Classificazione tra PSA e PVS.<br>Aumento dal Nord Africa.&nbsp;<br>Rispetto al 90/91 c'è stato un aumento però anche un rallentamento del ritmo di accrescimento per l'effetto, probabilmente, della legislazione interna che ha reso più difficile l'ingresso e non prevede più la regolarizzazione degli stranieri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:40:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Domenico Ciccone                 Il dato numerico, pari ad una percentuale di presenze molto ridotta e peraltro concentrata in aggregazioni provenienti in maniera massiccia solo da pochi paesi , aiuta a leggere un fenomeno tutto sommato ridotto, controllabile e contenuto.  Rappresenta una situazione sociale e politica che non  richiedeva alla società civile di riorganizzarsi e di dare risposte sistematiche. Le comunità straniere venivano gestite con il modello della straordinarietà. </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748878540</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:40:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Le Prime 30 comunità straniere nel 1990-1991-1992</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Carla Gueli</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:42:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Armenante Massimiliano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Un dato che mi stupisce è la folta presenza della comunità statunitense che dal 90' al 92' subisce un ulteriore incremento. Considerando gli USA un paese a sviluppo avanzato (PSA), anzi direi avanzatissimo, mi chiedo se questo incremento sia direttamente collegabile alla presenza di una folto contingente militare statunitense (e dalle loro famiglie)impegnato nel vicino conflitto dell'ex Jugoslavia. Tale considerazione è supportata dal dato dell'incremento della presenza straniera in regioni come il Veneto (+ 25,5%), Friuli (dato preciso non visibile causa fotocopie compromesse) e Trentino (+ 16,9%). Tali regioni sono geograficamente vicine alle zone di conflitto e inoltre sedi di importanti basi militari USA (Aviano) dalle quali partivano le principali operazioni e azioni militari.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:43:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PINA RAPUANO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>PSA tendono ad abbandonare il nostro Paese.<br>Le comunità meteore appaiono nei momenti di crisi dei Paesi di origine.<br>Il totale degli stranieri provenienti da PVS ha continuato a crescere. Sono aumentati anche i cittadini provenienti dai paesi extracomunitari.&nbsp;<br>Il 46,3% si è stabilito a Nord Italia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:43:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748887711</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Italia è uno dei grandi paesi europei di immigrazione in termini percentuali attesta una crescita dell’1,9%. Siamo quindi davanti a livelli di aumento ben inferiori a quelli che si era soliti registrare prima dell’imporsi della fase di crisi, quando la popolazione straniera residente cresceva secondo ritmi decisamente più sostenuti<br><br></div><div><strong>Stranieri in Italia, sono l’8,2 per cento della popolazione.</strong><br> <strong>Primi i romeni, </strong>seguiti dai cittadini dell’Albania, del Marocco, della Cina e dell’Ucraina<br><br></div><div><strong>Lavoro e discriminazione: </strong>Gli stranieri lavorano principalmente nel settore dei servizi (65,7 per cento), segue il settore dell’industria (29,2 per cento) e dell’agricoltura, pesca<br><br></div><div>Persistono i casi di discriminazione su base etnico-razziale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:43:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748887849</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>&nbsp;Rizzaro, Castraberte, Bianchi e Bonaventura </strong><br>Calo dei cittadini stranieri iscritti all'anagrafe ma aumento delle richieste di cittadinanza, nonostante la crisi.<br>Radicamento nel paese della popolazione straniera con nuclei familiari stabili e aumento dei nati in Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:43:51 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Claudia MANCINI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1998 si registra, in Italia, un calo della natalità che dura ormai da circa trent'anni, affiancato da un allungarsi delle aspettative di vira. La popolazione Italiana sta invecchiando, anche se segue ritmi diversi da regione a regione. Questo vuol dire che si creano nuove necessità nel campo assistenziale, e nel campo del lavoro in generale. I flussi migratori già in atto sono aumentanti del 13.2 % percento rispetto al1997. Variando le percentuali dei paesi di origine, in particolare aumentano quelli dall'Est Europa a causa delle recenti ( rispetto al 1998) guerre e dai balcani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:43:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Domenico Ciccone      </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748892062</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il dato degli stranieri residenti in Italia, che supera i cinque milioni di unità, impone alla società, alla politica, alla scuola ed a tutte le istituzioni, una risposta sistematica, ragionata e non più legata a modelli di gestione straordinaria. I flussi controllati non rimangono l'unica forma di ingresso in Italia e il continuo aumento di arrivi e di stabilizzazioni richiede un ripensamento organico e strutturale del contesto sociale e civile. In assenza di questi provvedimenti si innescano meccanismi di marginalizzazione che si rivelano molto più costosi da gestire richiedendo risorse ingenti per sostenere le continue emergenze.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:45:20 UTC</pubDate>
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         <title>Adriana Schiani</title>
         <author>schianiadriana</author>
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         <description><![CDATA[<div>oltre a quanto scritto dalle colleghe sulla composizione dei flussi (provenienza, sesso, motivo del soggiorno), ovvero l'aumento delle richieste di permesso rispetto all'anno precedente (i nuovi arrivi + quelli già presenti che ottengono regolarizzazione), la provenienza femminile (maggiore da paesi di religione cristiana) e l'abbassamento dell'età media, ho scelto l'anno 2000 in quanto precedente agli attentati di NY e alla guerra in Afghanistan. I flussi migratori sono infatti ancora prevalentemente europei (la disgregazione dell'URSS ha appena una decina di anni) ed è una fotografia credo quindi molto differente da quella attuale, in cui l'aumento dei conflitti (Libia, Sudan, Yemen, Siria, Afghanistan...) ha portato un aumento delle richieste da parte di questi paesi; in particolare mi ha colpito la bassa percentuale, tra le motivazioni delle richieste, di asilo politico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:47:01 UTC</pubDate>
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         <title>Teresa Balzano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia alla fine del 2015 i cittadini stranieri residenti sono circa 5 milioni (8,3%). Si riduce in questi anni l'attrattività del paese sui cosiddetti flussi di natura economica. Si assiste ad un calo di flussi in ingresso e un aumento di quelli in uscita, mentre per per quelli già insediati c'è un aumento delle acquisizioni di cittadinanza. Nonostante le notizie che ci pervengono attraverso i mass-media, sono poco meno di 154mila le persone sbarcate sulle coste italiane nel corso del 2015, un numero inferiore rispetto a quello degli stranieri che nello stesso arco di tempo hanno acquisito la cittadinanza nazionale (178mila).<br>Il tasso di natalità dei bambini stranieri è ben superiore rispetto a quelli della popolazione italiana.<br>La collettività che conta il maggior numero di stranieri è quella proveniente dalla Romania, questo è dovuto all'ingresso della Romania nella UE nel gennaio del 2007.  Per i Rumeni è necessaria la sola iscrizione anagrafica nel comune di residenza. Per quanto riguarda la presenza sul territorio di stranieri, il 52% circa è costituito da donne. Mentre l'età media degli stranieri è di circa 33 anni. In media il livello di istruzione degli stranieri laureati è di circa il 10,7% rispetto agli Italiani che corrisponde all'11,2%, questo è dovuto particolarmente all'efficienza del sistema educativo pubblico dei paesi di origine. Gli stranieri sono perlopiù presenti nel Centro-Nord e 3 su 5 ha un permesso di soggiorno illimitato. Alle presenze di radicamento in questi anni si sono affiancate quelle transitorie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:47:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Eleonora Book</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel corso degli anni i dossier della Caritas hanno posto una attenzione crescente ai nuovi permessi di soggiorno concessi anno per anno. Ciò permette di comprendere meglio le caratteristiche dei flussi in entrata. I cittadini stranieri arrivati ex novo sono quelli più bisognosi di interventi specifici al fine di agevolare il loro inserimento nella società. Il Ministero degli Interni nel fornire annualmente i dati relativi ai nuovi permessi, esclude i permessi con validità inferiore ad un anno (turismo, studio, ecc.). Nel 1999, nel numero dei permessi sono compresi sia le persone straniere entrate per la prima volta, sia quelle già presenti in Italia, che hanno chiesto la regolarizzazione entro il 15/12/1998. Sono stati quindi 268.007 i permessi nel 1999 (di cui 138.000 a seguito della regolarizzazione). Questo dato evidenzia che l'Italia, insieme alla Francia e alla Gran Bretagna, è tra i principali sbocchi delle nuove correnti migratorie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:47:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il Dossier Statistico Immigrazione descrive la situazione dell&#39;immigrazione nel nostro paese nel 1993. L&#39;immigrazione può essere governata solo nel contesto di una società che sia in grado di valorizzarne le opportunità nel reciproco interesse, salvaguardando la sicurezza sia negli italiani che nei nuovi venuti. Dal grafico riportato, si può osservare che nel 1993 i musulmani in Italia erano circa 318mila, un numero di poco superiore a quello dei cattolici stranieri presenti sul suolo nazionale. Su un totale di circa un milione di stranieri, i cittadini stranieri di fede islamica erano dunque circa un terzo della comunità immigrata.  </title>
         <author>profantoniaserra</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:47:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Anna Maria Repetto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel rapporto 1998, si evidenzia un generale abbassamento della fecondità ed un incremento della popolazione anziana. Il trend natalità/invecchiamento presenta un rapporto inversamente proporzionale. Contestualmente, si registra un declino delle nascite legittime dovute all'abbassamento del tasso di nuzialità.<br>Pur nell'incessante processo migratorio, la popolazione nel compleso subisce un calo e invecchia.<br>La composizione della popolazione immigrante è rappresentata da un aumento dei paesi dell'Est e dell'oriente, mentre si assiste ad un calo sostanziale dei paesi afferenti l'area africana ed americana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:48:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748901055</link>
         <description><![CDATA[<div>Ginosa Gabriella<br><br><br></div><ul><li>Stranieri risiedono prevalentemente nelle regioni del Nord e del Centro, principalmente nei capoluoghi di provincia.</li><li>In dieci anni la distribuzione è rimasta molto simile, ad eccezione di nuclei in Calabria e Sardegna (prima inesistenti).</li><li>Da un punto di vista quantitativo vi è stato un forte incremento, mentre da quello qualitativo nuove aree geografiche sono state coinvolte.</li><li>Sono comparse nuove collettività legate a motivi geo-politici (paesi UE di nuova adesione, recepimento nel 2007 della direttiva Europea sulla libera circolazione e sul soggiorno)</li><li>Collettività maggiori: romene, albanesi, marocchine.</li><li>Vi sono collettività presenti solo in alcune aree geografiche e legate ad alcune tipologie di lavoro.</li><li>I modelli di sviluppo sono stati a “macchia d’olio” o pervasiva.</li><li>Cittadini stranieri residenti sono pari al 7%, ed in crescita.</li><li>Classifica dei flussi in ingresso: paesi est-europei (UE); paesi est-europei (non-UE); paesi asiatici; paesi africani, America centro-meridionale</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:48:44 UTC</pubDate>
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         <title>Malvina Cirelli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Anno 1998. Si rileva l'importanza del&nbsp; rapporto tra demografia e migrazioni internazionali. Due sono i fattori principali che favoriscono la migrazione: il calo delle nascite e l'aumento del numero degli anziani.&nbsp;<br>Il basso tasso di nuzialità, il tasso di natalità più basso di quello di mortalità, l'allungamento della vita media, rendono necessaria la migrazione nel nostro paese per il mantenimento della funzionalità economica e per la qualità della vita.<br>I soggiornanti stranieri in Italia al 3<br>dicembre 1997 sono risultati 1.240.721 con un aumento del 13,2 o/o.<br>Si riscontra che i paesi dell'Est europeo sono passati dal 5% a quasi un quarto del totale, mentre i comunitari sono<br>scesi da quasi il 20%&nbsp; al &nbsp; l4&nbsp; o/o.<br>L'Estremo Oriente passa dal 13 al 16%.<br>Il Nord Afirica (17-18 % e l'America latina 8-9%) rimangono stabili.<br>Le presenze hanno un carattere diffuso permettendo scambi interculturali e una gestione politica del territorio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:49:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Si può notare un progressivo incremento dei flussi migratori costituito da un aumento di popolazione proveniente dai paesi in via di sviluppo ed un numero decrescente di popolazione proveniente da paesi a sviluppo avanzato. Inoltre, avvenimenti politici e guerre favoriscono  la migrazione verso paesi dove iniziare una nuova vita</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748904411</link>
         <description><![CDATA[<div>Rosa Cornacchia<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:49:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748904855</link>
         <description><![CDATA[<div>La distribuzione è disomogenea. Gli stranieri risiedono principalmente nel nord e nel centro soprattutto nei capoluoghi di provincia, con i piccoli e medi Comuni in cui la presenza degli stessi supera in termini di peso percentuale, i grandi comuni metropolitani.<br>In un generale quadro distributivo pressoché analogo a quello di 10 anni prima si è osservata l’emersione di nuove collettività presenti in territori precedentemente meno coinvolti nell’accoglienza, soprattutto nel caso di Calabria e Sardegna.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:50:06 UTC</pubDate>
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         <title>Daniela Picano</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748905464</link>
         <description><![CDATA[<div>Descrizione numerico-statistica dell'immigrazione in Italia in chiave geografica e territoriale, per distribuzione regionale e comunale; rappresentazione in termini statistici di dati incidentali e percentuali, di indici e confronti rispetto al decennio precedente in relazione alla popolazione italiana.&nbsp;<br>Analisi delle aree di distribuzione e 'occupazione'; dei tipi di collettività presenti e delle nazionalità specifiche rappresentate; della differenza di genere e dei mutamenti delle cittadinanze di provenienza nell'arco temporale considerato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:50:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pietro Scarpulla</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748905609</link>
         <description><![CDATA[<div>Il dossier prende in esame la popolazione straniera residente alla fine del 2015 e ne traccia il profilo demografico, evidenziando da una parte un processo di stabilizzazione della popolazione migrante, dall’altra la netta contrazione dei ritmi di aumento, dovuta anche al restringimento dei canali di ingresso per lavoro stabiliti dai Decreti Flussi. Il dossier sottolinea inoltre come, a fronte di un aumento significativo dei “migranti forzati” (provenienti dal Medio Oriente o dall’Africa Subsahariana), questi ultimi non costituiscano numericamente alcun “boom di presenze”, nonostante la martellante narrazione allarmistica e i costanti approcci emergenziali al problema. Inoltre, questa tipologia di migranti che evita le registrazioni delle anagrafi conferma la non attrattività del nostro Paese come meta finale di emigrazione. Dal profilo demografico degli immigrati residenti tracciato dal Dossier, emergono differenze anagrafiche, di genere e di istruzione tra le collettività maggiormente presenti, in funzione dei progetti migratori delle diverse nazionalità. Le collettività maggiormente presenti nel nostro Paese sono europee (UE e paesi non UE dell’est).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:50:23 UTC</pubDate>
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         <title>Adelaide Cufari</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748907231</link>
         <description><![CDATA[<div>Si riscontra una complessità assente in precedenza, relativa al fatto che molti primi permessi, di immigrati presenti in Italia da  anni precedenti, hanno avuto luogo nel 1999.&nbsp;<br><br></div><div>Nel 1999 è stato inserito un nuovo dato aggregato che include sia i nuovi arrivi che i regolarizzati. in conseguenza di ciò si registra  un aumento dei nuovi flussi migratori. A livello disaggregato, pur non potendo distinguere tra regolarizzati e nuovi permessi, risulta che più del 92% proviene da Paesi Terzi. Dato in linea con le rilevazioni precedenti. Si abbassa l’età dei neo titolari di permesso di soggiorno e la popolazione immigrata, sia essa già soggiornante o appena arrivata, risulta più giovane di quella italiana. La differenziazione per genere evidenzia che le immigrate dai Paesi UE sono percentualmente più numerose nella fascia d’età più giovane rispetto alle immigrate da altri Paesi.&nbsp;<br><br></div><div>Ripartizione geografica ½ Europa; ¼ Africa; 1/8 America; 1/8 Asia. La più consistente pressione migratoria, misurata dal tasso d’aumento, è relativa ai Paesi dell’Est Europa.&nbsp;<br><br></div><div>Sono percentualmente meno numerosi i permessi relativi per asilo e richiesta d’asilo, dato imputabile al sistema di rilevazione, notevolmente inferiore rispetto a quello utilizzato dalla Delegazione per l’Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.<br><br></div><div>Cambia la ripartizione della presenza di nuovi permessi tra Nord, Centro e Sud Italia, a causa della concessione nel 1999 dei permessi anche agli immigrati regolari già presenti i Italia. Emerge una  più elevata presenza rispetto al passato al Sud ed alle Isole.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:51:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;immigrazione in Italia si muove su tre direttrici, evidenziate dal ritmo e dalla regolarità di crescita delle comunità straniere. Ci sono quindi &quot;comunità ormai stabili&quot; (es.comunità cinese), &quot;comunità in crescita regolare e costante&quot;, destinate a diventare stabili (es.comunità filippina) e &quot;comunità con ritmi altalenanti e discontinui&quot;, spinte alla migrazione da situazioni di crisi dei paesi di origine (Somalia, ex-Jugoslavia,...). </title>
         <author>raffaellaerre27</author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748907280</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:51:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748907801</link>
         <description><![CDATA[<div>Antonio Palcich.<br><br>Mi ha molto colpito la distinzione, o meglio l'inutilità della distinzione fra migranti economici e migranti in fuga dalla guerra.<br>Una distinzione prevista dalla legge ma che, di fatto, raggruppa "migranti forzati" sotto due categorie diverse.<br>È evidente, infatti, che chi scappa dalla miseria più assoluta non può seguire l'iter di richiesta di un visto per l'ingresso in Italia. Sicché queste persone non possono fare altro che incanalarsi nel medesimo flusso migratorio dei richiedenti asilo. All'arrivo in Italia, è facile prevedere la loro fuga dai centri di accoglienza straordinari, che comporta più che il rischio la certezza di finire nel giro Delli sfruttamento da parte della criminalità organizzata.<br>Sarebbe dunque auspicabile una riforma complessiva delle leggi sulla migrazione, che non categorizzi in maniera diversa situazioni che invece possono essere accomunate. La litigiosità dei paesi membri dell'Unione europea, purtroppo, rende queste riforme molto difficili se non impossibili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:51:15 UTC</pubDate>
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         <title>Manuela Cavallaro e Beatrice Galeota</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748908457</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>2016<br></strong><br></div><div>Da una prima lettura emerge, rispetto agli anni precedenti, un calo dell’attrattività del Paese sui cosiddetti “flussi di natura economica”, a cui fanno però da contrasto il forte incremento delle acquisizioni di cittadinanza e il crescente impatto delle cosiddette “seconde generazioni”.&nbsp;<br><br></div><div>L’immigrazione appare perciò in una fase di netto ridimensionamento rispetto agli anni precedenti, anche se si conferma la tendenza della popolazione straniera a radicarsi nel Paese tramite un insediamento dal carattere stabile. Al 1 gennaio 2016, i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia risultano poco meno di 4 milioni; si tratta di una popolazione molto giovane che contribuisce a compensare l’elevata anzianità media della popolazione italiana.&nbsp;<br><br></div><div>Chi detiene un titolo di soggiorno sono generalmente i coniugati, che prevalgono su celibi e nubili. Le aree continentali di provenienza sono prevalentemente l’Africa e l’Asia. Circa i 2/3 degli immigrati africani provengono dal Marocco, seguito da Egitto, Tunisia, Senegal, Nigeria e Ghana. Tra i Paesi europei, invece, quelli maggiormente rappresentati sono l’Albania, l’Ucraina, la Moldova, la Serbia e il Kosovo. Tra i Paesi asiatici, la Cina. l’India, le Filippine, il Bangladesh e il Pakistan.&nbsp; Per quanto riguarda i soggiorni stabili, tre stranieri su cinque sono titolari di un permesso di durata illimitata.&nbsp;<br><br></div><div>Tra i titolari di permessi a tempo, un parte consistente punta a insediarsi stabilmente in Italia. A queste presenze più radicate si affiancano quelle transitorie o di passaggio (per esempio, i profughi).&nbsp;<br><br></div><div>In Italia, in particolare, si sono verificati “flussi misti” attraverso il Mediterraneo; accanto a chi fugge da persecuzioni e pericoli di vita, si assiepano sui barconi anche persone che avrebbero potuto ricevere un normale visto per motivi di lavoro.&nbsp;<br><br></div><div>In conclusione, la presenza di stranieri coinvolge anche un numero rilevante di migranti e figli di migranti, che rappresentano il carattere strutturalmente multi/interculturale assunto ormai da tempo dalla società italiana.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:51:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748908979</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla fine del 2015, i cittadini stranieri residenti in Italia sono nell’ordine dei 5 milioni e il dato non è sostanzialmente mutato rispetto agli anni immediatamente precedenti. La congiuntura economica negativa ha condizionato inevitabilmente anche il flusso migratorio e inoltre, occorre rivalutare quel principio di Emergenza “continua” che una certa informazione propone insistentemente anche e soprattutto se comparato con il numero di persone che conseguono la cittadinanza italiana.Nel 2015 le persone sbarcate sulle coste italiane sono 154 mila, un numero inferiore rispetto alle 178 mila, che sono il numero di stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Dunque emerge un profilo della popolazione di origine immigrata piuttosto distante dalle rappresentazioni più diffuse a livello dell’opinione pubblica, che sembra smontare alla base anche la consolidata retorica del “noi” e del “loro”A livello di nazionalità invece la collettività che conta il maggior numero di residenti in Italia è quella rumena (anche in seguito all’entrata nel 2007 della Romania nell’Unione Europea) Seguono i cittadini albanesi, marocchini, cinesi e ucraini e comunque anche in questo caso, al fine di una corretta analisi, occorre considerare il numero crescente di stranieri che acquistano la cittadinanza italiana.Altre variabili prese in esame dal dossier sono: il genere, l’età, il livello di istruzione e le strutture familiari (dove emblematico potrebbe risultare il primato della famiglia albanese, sicuramente più numerosa di quella cinese e rumena)Per quello che riguarda infine la distribuzione territoriale, emerge che&nbsp; l’84,1% risiede al Centro-Nord, con il Nord-Ovest a registrare il maggior numero di stranieri residenti e la Regione Lombardia a fare da capofila per numero assoluto, seguita dal Lazio e dall’Emilia Romagna. Emblematico è la polarizzazione di alcune cittadinanze straniere come per esempio quella ucraina che è concentrata nella Campania. ( Mi sono fermato a pag 12 di 21 perché volevo fare una pausa prima di riprendere alle 17:00 e perché, nonostante lo abbia zoommato a 200%, mi si intrecciano gli occhi a leggere questo file. E’ pur sempre il venerdì, a conclusione della prima settimana di scuola, ...e sono stanco. Antonello Tonti)</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:51:44 UTC</pubDate>
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         <title>Stefania Sanna</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748909290</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel rapporto IDOS viene riportata per l'anno in questione una netta contrazione dei ritmi d'aumento della popolazione straniera residente come effetto della congiuntura economica negativa; risulta dunque ridotta l'attrattività del paese nei confronti dei migranti economici. al calo dei flussi d'ingresso e all'aumento dei flussi in uscita si associano un forte incremento delle acquisizione di cittadinanza indicatore di una stabilizzazione e di un radicamento sul territorio italiano dei flussi migratori del ventennio precedente, e dunque di un processo di inclusione maturo, fenomeno rilevante sopratutto al centro nord.&nbsp;<br>Per l'anno 2015 si contano 154000&nbsp; persone sbarcate sulle coste a fronte di 178000 acquisizioni di cittadinanza.&nbsp;<br><br>Comparare questi dati ci permette di rilevare come nell'analisi del fenomeno migratorio sia di maggior rilievo la stabilizzazione di migranti da tempo sul territorio piuttosto che il fenomeno degli sbarchi, in relazione alla demografia del paese. La presenza di stranieri sul territorio italiano a fine 2015 è di 5026153 persone , circa l'8,3% della popolazione totale residente, in lieve aumento progressivo rispetto agli anni precedenti in cui era l'8,2% e l'8,1%.&nbsp;<br>Il decreto flussi 2015 stabiliva 17850 quote d'ingresso di cui la maggior parte sono utilizzate per la conversione di titoli di soggiorno gia emessi, ovvero relativi a persone già stabilizzate sul territorio., e quindi non si traducono in nuovi ingressi sul territorio.<br>E' quindi giusto sottolineare la discrepanza tra i numeri in ingresso, soprattutto quelli relativi agli sbarchi, e la loro effettiva influenza sulle statistiche di fonte anagrafica, sulle quali si riversano in piccola parte e comunque con un certo ritardo.<br>Aumentano i&nbsp; rientri in patria e le persone che decidono di spostarsi in altri paesi.<br>il 2015 è un anno di forte decremento anagrafico.<br>I bambini figli di stranieri incidono circa 1/7 sulle nascite, con un atsso dei natalità molto piu alto delle donne italiane.<br>L'eta media dei cittadini stranieri è di 33 anni, con un età minore per gli africani e maggiore per i paesi dell est Europa e russi.<br>L'84% della popolazione straniera risiede al centro-nord, con Lombardia e Lazio in testa, non necessariamente nelle grandi città.<br>Analizzando lo status giuridico circa 3 su 5 è titolare di<br>un permesso di soggiorno illimitato.<br>e importante sottolineare come il decreto flussi abbia fatto si che siano confluiti i flussi migratori di matrice economica con quelli umanitari.&nbsp;<br>i "profughi" pertanto arrivati attraverso le rotte "illegali" hanno pertanto una componente mista e dal 2014 sono aumentati rispetto agli anni precedenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:51:52 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>cinziaspaziani1</author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748910523</link>
         <description><![CDATA[<div>Seconda generazione nati e cresciuti in Italia parlano la nostra lingua e hanno gli stessi doveri eppure non hanno ancora diritto di cittadinanza. In questo momento 857.729 studenti non hanno la cittadinanza italiana ma frequentano ogni mattina le scuole del nostro paese. I ragazzi 2G, come vengono chiamati, sono i visionari del nuovo mondo essere in possesso di più culture, rappresentano una ricchezza perché intermediari , ponte tra i popoli, tessitori di legami tra spazi, donne, uomini radicalmente diversi. Il 1999 era l'anno dei nuovi cittadini con lo Ius soli che sostituisce lo Ius sanguinis. Dopo 23 anni i bambini di allora sono adulti e i 20 hanno dovuto aspettare per la cittadinanza i 18 anni con le garanzie offerte dai genitori in termini di assoluta continuità nella residenza. Il 2021 come sarà?</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:52:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Silvia Di Lembo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748910965</link>
         <description><![CDATA[<div>Il fenomeno migratorio in Italia si articola a partire da 3 direttrici fondamentali che ne delineano l'andamento:<br>- comunità transitorie<br>- comunità stabili, che alimenteranno la crescita migratoria in Italia<br>- comunità "meteore", che sopraggiungono in Italia in corrispondenza di momenti di crisi nel Paese di origine.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:52:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Lombardi Erika</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748911839</link>
         <description><![CDATA[<div>1- popolazione straniera sostanzialmente stabile (circa 5ml - poco più dell''8% della pop. totale)<br>2 - maggiore radicamento e stabilizzazione (ricongiungimenti, richieste cittadinanza, seconde generazioni)<br>3 - livelli di istruzione dei cittadini stranieri nella media di quelli italiani<br>4 - ingresso di circa 13.000 minorenni, accompagnati e non<br>5 - problemi a far emergere amministrativamente e tutelare i suddetti minori</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:52:48 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Silvia Bonaventura; Roberta Bianchi, Claudia Rizzaro, Federica Castrobene</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748915622</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 2005 l'immigrazione in Italia è ormai un fenomeno strutturale e va affrontato in maniera organica, a fronte invece di una serie bipartisan di interventi legislativi improvvidi. Questo l'appello del Dossier che percorre 35 anni di storia dell'immigrazione italiana. Il fenomeno immigratorio in Italia nel 2005 infatti è caratterizzato da: numero rilevante di immigrati, ritmo d'aumento continuo, distribuzione su tutto il territorio, normalizzazione dal punto di vista demografico, crescente tendenza alla stabilità, crescente esigenza di forza lavoro da parte del mercato, ruolo dei migranti insostituibile in alcuni settori</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:54:11 UTC</pubDate>
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         <title>Pinto Vincenzo.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Inizio anno 2000, l'aumento dei permessi, maggiori flussi con un pari al 18% con 20.000 nuovi ingressi in piu'.&nbsp; L'italia risulta tra i principali sbocchi europei. le donne protagoniste di questi nuovi flussi con motivazioni diverse. Dai dati rile vati emerge che la presenza di una popolazione giovanissima. Di nuovi permessi il posto di rilievo spetta a quelli originari dei Paesi dell'Est. Questo determina una&nbsp; presenza sempre meno comunitaria e sempre più europea. il Nord Africa, con con il protagonismo del Marocco quanto ai&nbsp; continuerà ad avere un ruolo di primo piano. tra i primi 10 paesi segnalatisi per i nuovi arrivi nel 1998: Albania, Marocco, Romania, Jugoslavia, Usa, Polonia, Cina, Germania, Russia, lraq. Nel 1999 tra i primi 10 non si trova alcun paese a sviluppo avanzato. Motivi degli ingressi sono, oltre che&nbsp; per famiglia e lavoro, anche per studio 12.605, turismo 10,800, motivi religiosi 4,146, adozione o affidamento 3.603 e 3.049 residenza elettiva. altro dato interessante risulta per i minori che hanno ottenuto il permesso di soggiorno nel 1999 provengono per il 96% da paesi diversi dall'Unione Europea. I provenienti dall'Unione Europea tendono a concentrarsi di più nel Nord (54,5%) e'nel Centro (35,4%)Il Meridione insieme a qualche regione del Centro (Toscana) e del Nord (Veneto) a distinguersi per una maggiore crescita dei permessi quindi di ingressi. Tuttavia in alcune province le donne prevalgono anche tra i cittadini non&nbsp; UE che hanno ottenuto i permessi per la prima volta. In conclusione l'Italia dimostra una maggiore apertura ai nuovi ingressi dai diversi paesi e per ragioni diverse ; ma come avrà&nbsp; inciso negli anni successivi?????</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:54:41 UTC</pubDate>
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         <title>Letizia Manzone</title>
         <author>ambrosya69</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1998 si sottolineava l’interdipendenza tra le tendenze demografiche e i fenomeni migratori considerando questi ultimi come una probabile via d’uscita per la risoluzione dei problemi legati alla diminuzione delle nascite, all’aumento della popolazione anziana e alla diminuzione della popolazione in età lavorativa.&nbsp;<br><br></div><div>Si riteneva comunque che anche un saldo migratorio positivo non avrebbe di certo sanato o contrastato tali problemi.&nbsp;<br>Da quello che si legge si guardava all’apporto migratorio come ad una plausibile risorsa necessaria al mantenimento degli standard economici .<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:54:51 UTC</pubDate>
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         <title>Sharon Sampaoli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Calo della fecondità; natalità inferiore alla mortalità; allungamento della vita media; maggior presenza delle donne nel mercato del lavoro e conseguente necessità di servizi di welfare che sostengano la maternità e la cura degli anziani.<br>Aumento dell'immigrazione europea, soprattutto dei paesi dell'Europa dell'Est; leggera diminuzione di Africa e America; stabile l'Asia con un incremento però dell'Estremo Oriente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:55:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il fenomeno migratorio, da presenza marginale diventa uno dei fenomeni più rilevanti.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748919054</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La situazione giuridica è&nbsp; insoddisfacente rispetto all'andamento del fenomeno che dovrebbe imporre di considerarlo ormai un fenomeno strutturale.<br>Anche a livello europeo&nbsp; la situazione risulta poco chiara e la commissione all'inizio del 2005 spinge per favorire una politica migratoria comune.<br>Michele Milelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:55:34 UTC</pubDate>
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         <title>Laura Bozzi</title>
         <author>lbozzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>1)A fine 2015 si registra una contrazione dei ritmi di aumento della popolazione straniera, dovuta agli effetti profondi della congiuntura economica negativa che si registra in Italia.<br>2)&nbsp; Si assiste ad un consolidamento dei processi di radicamento dei cittadini stranieri in Italia (aumentano i nati in Italia e le acquisizioni di cittadinanza).<br>3) Il saldo migratorio in ingresso è di circa 119 mila unità.<br>4) Nel 2015 per la prima volta negli ultimi 90 anni la popolazione complessiva residente in Italia è diminuita in modo considerevole (-13000 unità) a causa di:<br>- calo delle nascite<br>- aumento dei decessi<br>- diminuzione del contributo delle donne straniere alla natalità<br>5) Si confermano le percentuali di nazionalità straniere maggiormente rappresentate in Italia:<br>- Romeni&nbsp;<br>- Albanesi<br>- Marocchini<br>- Cinesi<br>- Ucraini<br>6) Le donne rappresentano il 52% del totale dei cittadini stranieri residenti in Italia.<br>7) L'età media degli stranieri in Italia è di 33 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:55:45 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Sartini</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Extracomunitario = tutti coloro di nazionalità non italiana, sia dentro sia fuori la CEE.<br>Provenienza variegata, in maggiorana da paesi in via di sviluppo. Tra questi in maggioranza sono europei, di seguito africani, infine asiatici, anche se la presenza maggiore dopo la comunità marocchina e quella statunitense.<br>Come distribuzione nella penisola italiana, la maggiore concentrazione si trova nel Nord, poco meno nel Centro e solo una minima parte nel Sud.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:55:59 UTC</pubDate>
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         <title>ORIENTAMENTO</title>
         <author>pameladilodovico</author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748920535</link>
         <description><![CDATA[<div>Emerge la necessità di un coinvolgimento sociale di tipo nuovo che possa realmente prendere in considerazione i percorso di vita dell'immigrato per orientarlo e renderlo un partecipante attivo della vita sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:56:08 UTC</pubDate>
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         <title>Rosanna Fumai </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il rapporto Caritas del ‘98 oltre ad evidenziare il bilanciamento offerto dalla presenza di popolazioni straniere (molte dall’Est Europeo) all’evidente diminuzione della natalità e al conseguente invecchiamento della popolazione in età lavorativa, offre spunti di riflessione interessanti relativi alle prospettive interculturali e politiche del fenomeno, visto il particolare andamento diffuso della popolazione straniera in Italia, la cui “presenza non è concentrata, ma policentrica”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:56:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748921443</link>
         <description><![CDATA[<div>Il rapporto residenti stranieri/cittadini italiani è maggiore, più che nelle grandi città, nelle città medio piccole (tra i 5 e i 25 mila abitanti). Dal 1994 al 2010 la presenza straniera è 7 volte maggiore e si è estesa anche nelle isole e in Calabria, inoltre, è aumentato anche il ventaglio delle nazionalità. Per esempio, a partire dall'entrata di Romania e Bulgaria all'interno dell'U. E. nel 2007, si registra un forte aumento della loro presenza in Italia. Nel complesso si registra una maggiore presenza di albanesi, marocchini e romeni che si stanziano lungo tutto il territorio italiano in modo pervasivo anche se i romeni&nbsp; sono maggiormente concentrati a Roma -180 mila nel 2010). Cinesi, filippini e ucraini, invece,&nbsp; si stanziano lungo il territorio italiano a macchia di leopardo: primi insediamenti a Roma, Firenze, Milano e Bologna e poi diramazioni verso le zone limitrofe. In particolare, i cinesi a Prato rappresentano il 38% di tutti gli stranieri (sviluppo settore tessile). In Liguria sono gli ecuadoriani a rappresentare la prima collettività straniera (sono impegnati nel terzo settore, nell'assistenza alle famiglie): infatti, la Liguria è un paese con un tasso di natalità molto basso -se non in riferimento a quella straniera di seconda generazione- e con presenza di molti anziani). In Sicilia il primato è della collettività tunisina (impegnata nel settore agricolo). Anche i filippini, come i cinesi, risiedono principalmente a Milano, Roma, Bologna e Firenze e si sono stanziati lungo lo stivale a macchia di leopardo; si occupano di assistenza alle famiglie. I marocchini tra il 2000 e il 2010 sono raddoppiati stanziandosi su tutto il territorio italiano e, principalmente, in aree sub urbane dove rappresentano la maggior forza lavoro del settore agricolo. Gli albanesi nello stesso arco temporale si sono triplicati e hanno seguito lo stesso modello di sviluppo sul territorio italiano perseguito da albanesi e marocchini. La collettività ucraina, invece, ha seguito il modello di sviluppo a macchia di leopardo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:56:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748923840</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:57:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748924648</link>
         <description><![CDATA[<div>Enrico Bulciolu&nbsp;<br>Cittadini extracomunitari sono anche gli europei al di fuori della CEE.<br>Gli aspetti comuni per evidenziarne una classificazione corretta sono quelli dove si considera lo sviluppo del paese di provenienza ovvero ( PSA) e PVS rispettivamente da paesi a sviluppo avanzato e paesi in via di sviluppo.<br>Nel periodo in questione PVS oltre 70% e PSA oltre il 10%.<br>179 paesi totali di provenienza ma solo 12 sono più del 50%.<br>Aree di provenienza maggiori sono in ordine Europa, Africa, Asia in fine America.<br>Aumento anni 90/92 circa del 18% tra cui in forte rialzo la Somalia (55%)&nbsp;<br>Nomadi oltre 100000 in prevalenza jugoslavi ( a partire dagli anni 60/70) arrivano circa in 5000 a seguito della guerra civile, distribuiti non uniformemente con particolare eccezione per la Calabria.&nbsp;<br>Le comunità più grandi sono quelle del<br>Marocco, Usa, Tunisia, ex jugoslavia.<br>La<br>Legislazione interna italiana e la burocrazia hanno comunque fatto da freno alla crescita di presenze.<br>Prime comunità da PSA&nbsp;tendono ad abbandonare il nostro paese negli anni successivi. Molte comunità mostrano ritmi irregolari, il totale delle presenze dai paesi PVS è continuato a salire mentre quello riferito ai PSA è andato scendendo. In generale in questi anni si conferma il trend ventennale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:57:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Massimiliano Angelo Patriarca</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>In questi ultimi anni, in tema di mobilità interna, è rappresentata dalla crescita degli spostamenti degli stranieri, il cui numero è ormai superiore a quello dei trasferimenti anagrafici tra le due grandi ripartizioni del paese. La popolazione straniera si presenta più concorrenziale, avendo meno margini di scelta, maggiore disponibilità ad accettare le condizioni di lavoro proposte e il vantaggio di essere spesso più vicina ai luoghi dove si presentano le opportunità lavorative.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:57:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Claudia Cuoco</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>1993: aumento delle presenze rispetto al biennio precedente, anche se la crescita rallenta. Diminuzione dei cittadini comunitari, aumento&nbsp; degli extracomunitari, in particolare da Est Europa, India, Sudamerica.<br>Comunità con più rappresentanti: Marocco, Stati Uniti, Tunisia. Comunità con trend decrescente: PSA e cinesi. Comunità stabili: Filippine e Maghreb. Paesi "meteore" Somalia, ex Jugoslavia, ex URSS, Albania.<br>Maggiori le presenze al nord (trend in crescita), segue il centro (stabile), seguono sud e isole (negativo).<br>Regioni con più presenze: Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, con crescita più che proporzionale di Veneto, Friuli e Trentino.<br>Rispetto al biennio precedente: "assestamento" e migrazioni interne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:58:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748926501</link>
         <description><![CDATA[<div>Maria Napoli<br><br>- Presenza delle diverse nazionalità in Italia e livello di istruzione.&nbsp; In particolare la presenza romena è particolarmente rilevante, soprattutto sul territorio romano.&nbsp;<br>L'istruzione è medio-alta, considerato soprattutto l'investimento del regime sovietico nell'istruzione<br>- Riscontro di una forte contraddizione tra le problematiche occupazionali del periodo e la legge Bossi-Fini<br>- Condizioni di ricattabilità dei lavoratori stranieri</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:58:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Laura Cubeddu</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748927319</link>
         <description><![CDATA[<div>In Italia, purtroppo, la riduzione di fecondità con la conseguente  diminuzione delle nascite e il miglioramento delle condizioni di vita hanno determinato una società di anziani. Pertanto il contributo degli immigrati,  che mediamente hanno due o tre figli, ha stabilizzato positivamente il numero della nostra popolazione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:58:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748928084</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo i dati del Ministero degli interni (1992) i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia sono pari al 1,6 della popolazione italiana, di essi il 15,9% è costituito da cittadini degli altri 11 Paesi della Comunità Europea, mentre il restante 84,1% è costituito da cittadini extracomunitari.<br>Il termine è utilizzato in questo periodo in modo inappropriato in quanto gli extracomunitari sono sia i cittadini provenienti dall'Africa, Asia o Marica, quanto i cittadini provenienti da Paesi europei al di fuori della CEE.<br>Più precisa appare la distinzione tra stranieri provenienti da Paesi a sviluppo avanzato e stranieri provenienti da Paesi ancora in via di sviluppo.<br>Questa distinzione appare importante in quanto ha il vantaggio di enucleare degli aspetti comuni nelle condizioni di partenza degli stranieri approdati in Italia.<br>Quelli che provengono da Paesi in via di sviluppo costituiscono il 71% di tutti gli stranieri mentre quelli provenienti da Paesi a Sviluppo Avanzato non comunitari costituiscono il restante 13%.<br>I dati aggregati per aree di provenienza troviamo al primo posto l'Europa con il 34,7% del totale, suddivisa i tre fasce:<br>1. i Paesi comunitari (45,7%) del totale degli europei<br>2. I paesi non comunitari a sviluppo avanzato (11,6% del totale degli europei<br>3. i Paesi dell'Est&nbsp; da cui provengono i restanti europei (42,7% ) con un peso totale di stranieri del 14,8%.<br>Al secondo posto è l'Africa con una percentuale del 30,8% di tutti gli stranieri (divisi nei 4 Paesi del Mediterraneo 61% dell'intero continente e altri 4 Paesi da soli (24%).<br>Nella posizione centrale è l'Asia (17% di tutti gli stranieri), strutturata in 4 fasce con gruppi di paesi aggregati tra loro.<br>Bassi valori presentano l'America con un 16,1% del totale degli stranieri (alta percentuale di persone dall'USA e Canada), Oceania (0,5% del totale).<br>Altre comunità contengono percentuali più basse.<br>102 comunità sono composte da meno di mille unità (Angola, Cuba,Indonesia, Burundi ecc).<br>Dal 1990 al 1992 il numero complessivo di stranieri è aumentato del 18,4% (Marocco, Tunisia, Filippine, Polonia, Brasile ecc)<br>Sono diminuite le comunità di Germania, Svizzera, Grecia, Iran e Austria.<br>Altri gruppi nomadi sono giunti in Italia dall'Albania e dalla Croazia sospinti dall'invasione turca nei Balcani.<br>Ci si trova di fronte ad una crescita della presenza straniera in Italia, ma anche davanti al rallentamento del suo ritmo di accrescimento, per effetto della legislazione interna che ha reso difficile l'ingresso degli stranieri, sia per effetto di cause esterne che negli anni precedenti hanno indirizzato Paesi di più forte emigrazione verso l'Italia.<br>Sono rimaste identiche o cresciute di poco le presenze degli europei, comunitari ed extracomunitari provenienti dai paesi sviluppati, mentr hanno fatto un balzo del 19% rispetto al 1990 gi europei provenienti da Paesi dell'Est.<br>Africa ritmo di crescita rispetto al 1992 nel suo complesso pari al 7,3% per i paesi del Mediterraneo, ma che raddoppia come percentuale per i Paesi del Corno d'Africa (Etiopia e Somali), si dimezza per i Paesi centrali dell'Africa (Ghana e Senegal).<br>L'Asia vede invece una crescita doppia delle presenze provenienti dai Paesi del subcontinente indiano, diminuzione comunità iraniana e un dimezzamento del tasso di crescita della comunità cinese.&nbsp;<br>In sostanza le linee di tendenza che emergono da questi dati evidenziano tre tendenze che caratterizzano l'immigrazione straniera in Italia:<br>1. Comunità che mostrano un tasso di crescita stabilmente inferiore a quello medio o negativo<br>2. Comunità che crescono regolarmente con un tasso vicino a quello medio.<br>3. Comunità che mostrano forti irregolarità da un anno all'altro con crescite eccezionali e poi con crolli successivi.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:58:49 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Sonia Iurato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748929394</link>
         <description><![CDATA[<div>Tendenze demografiche;  maggior presenza delle donne nel mercato del lavoro con conseguente necessità di servizi di welfare che sostengano la maternità e la cura degli anziani.<br>Aumento dell'immigrazione europea, soprattutto dei paesi dell'Europa dell'Est; leggera diminuzione di Africa e America; stabile l'Asia con un incremento però dell'Estremo Oriente<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:59:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Rosa Cornacchia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Si assiste all'inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto sociale del paese di arrivo e al delinearsi della seconda generazione di immigrati.<br>Cresce la percentuale di italiani che stabilisce all'estero</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:59:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 14:59:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marina_riva88</author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748932757</link>
         <description><![CDATA[<div>la parola che caratterizza il dossier è mosaico, tessere eterogenee in continua evoluzione , si è passati da una immigrazione europea ad una più asiatica</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:00:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>PSA e PVS sono ancora termini utilizzati?<br>Numeri inferiori in termini totali e anche percentuali rispetto ad oggi. Diversa anche la geografia di provenienza. Interessante il confronto!</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:04:02 UTC</pubDate>
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         <title>Di Carlo Valeria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il rapporto 1998 descriveva il fenomeno migratorio a partire da una dettagliata analisi demografica della popolazione italiana, mettendo in evidenza come già da allora l'Italia fosse uno dei Paesi con più bassa fecondità e con maggiore incidenza della popolazione anziana in Europa. <br>Nel rapporto si scriveva che, nonostante il saldo migratorio positivo, nel 2020 la popolazione italiana sarebbe stata composta di 55,9 milioni di individui.<br>Il rapporto evidenziava che la spesa pubblica era più alta per la popolazione anziana&nbsp; che per la popolazione attiva.&nbsp;<br>Si legge che il Ministero dell'Interno non sempre riusciva ad essere aggiornato sui numeri reali degli stranieri in Italia.<br>Circa il 22 % degli immigrati proveniva da Paesi sviluppati mentre il 78 % arrivava da Paesi in via disviluppo. La popolazione degli immigrati era molto varia e proveniva da molti Paesi diversi: le comunità più grandi erano quelle formate da persone provenienti dal Marocco, dall'Albania, dalle Filippine e, al quarto posto, dagli USA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:04:31 UTC</pubDate>
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         <title>Simona Marcelli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Italia a causa della crisi economica degli ultimi anni diventa una meta meno attraente per gli stranieri<br>La popolazione è caratterizzata da un processo di stabilizzazione&nbsp;<br>-anzianità migratoria<br>-italiani emigrano all'estero, gli stranieri tornano in patria o decidono di andare in altri paesi= cancellazioni anagrafe<br>Le comunità di stranieri presenti in Italia sono Romeni,albanesi, marocchini, cinesi, ucraini.<br>La maggior parte degli stranieri è concentrata nel centro-nord.<br>La regione con maggior presenza di emigrati è la Lombardia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:06:39 UTC</pubDate>
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         <title>Federica Pero</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1998, i giovani italiani, da una parte tendono a posporre la decisione di formare una famiglia subordinandola al raggiungimento di altre tappe (come ad esempio il completamento del ciclo degli studi e l'indipendenza economica), dall'altra il legame matrimoniale non induce in modo automatico a scelte procreative. Nello scenario, quindi, i decessi superano le nascite e l'immigrazione viene vista come un elemento necessario al mantenimento della funzionalità di più settori dell'economia e della qualità della vita. Riguardo l'immigrazione si rileva una maggioranza dai paesi dell'Est (soprattutto dall'Albania).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:06:45 UTC</pubDate>
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         <title>Paola Orlandi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Origine : il 92,4% dei nuovi permessi provengono da paesi extraeuropei; tuttavia&nbsp; i paesi dell'Est Europa, sono &nbsp; quelli che nel 1999 hanno esercitato una maggiore pressione migratoria.<br><br></div><div>Età: la popolazione immigrata soggiornante è più giovane rispetto alla popolazione italiana e per l'80% si concentra nella fascia 0-40 anni;<br><br></div><div>Genere: l'area di tradizione cristiana assegna alle donne un maggior protagonismo , così come l'area di tradizione islamica lo fa con gli uomini: questi dislivelli, dopo l'insediamento dei primi protagonisti, tendono a scomparire o comunque a ridursi a seguito dei ricongiungimenti familiari.<br><br></div><div>Tipologia dei permessi: prevalentemente&nbsp; lavoro e ricongiungimento familiare. Le richieste d’asilo sono in misura minore rispetto ad altri paesi europei.<br><br></div><div>Distribuzione in Italia: i nuovi permessi provenienti dall'Unione Europea tendono a concentrarsi di più nel Nord (54,5%) e nel Centro (35,4%), mentre per permessi concessi agli immigrati regolarizzati, il Sud e le lsole hanno avuto un maggior protagonismo.<strong>&nbsp;<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:07:05 UTC</pubDate>
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         <title>Vanda Faccenna</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 2016 si osserva una contrazione dei ritmi di aumento della popolazione straniera dovuta in parte agli effetti della congiuntura economica negativa in Italia, in parte al restringimento dei canali di ingresso. Le iscrizioni in anagrafe dei cittadini stranieri vengono ridimensionate e si riferiscono soprattutto a persone giunte in Italia attraverso la via del ricongiungimento familiare e solo in minima parte dovute ai flussi migratori attraverso la via del Mediterraneo. Di contro crescono i cittadini italiani che si trasferiscono all’estero ma anche gli stranieri che decidono di rientrare in patria. Nel 2015 la popolazione residente in Italia è diminuita a causa del calo delle nascite sia dei bambini con cittadinanza italiana che di bambini figli di donne straniere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:07:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748950237</link>
         <description><![CDATA[<div>Moretti Rita<br><br>E' il post anonimo che inizia co "Secondo i dati del Ministero degli interni (1992) i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia......ecc.<br>scusate ma mi sono dimenticata di inserire il nome.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:07:39 UTC</pubDate>
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         <title>Laura Quaglio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Si ha una contrazione dei ritmi d'aumento della popolazione straniera residente in Italia.</div><div>Si nota un aumento dei processi di stabilizzazione della popolazione straniera e del radicamento: aumentano i nati in Italia e le acquisizioni di cittadinanza.&nbsp;</div><div>La popolazione italiana presenta un calo delle nascite.</div><div>La popolazione straniera residente in Italia è composta molte collettività di nazionalità diverse, per il 50% proveniente dal territorio europeo ed in particolare dalla Romania.&nbsp;</div><div>L'età media della popolazione straniera è di 33 anni ma varia in base alle nazionalità.</div><div>Il fenomeno riguarda soprattutto il centro-nord Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:08:24 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> Cortopassi Ramona Dal DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2016 emerge una netta contrazione dei ritmi d’aumento della popolazione straniera (confermata anche nei due anni precedenti) ed una ridotta attrattività del paese sui c.d. flussi di natura economica. In riferimento alla popolazione straniera ( sono 5 026 153  i cittadini stranieri residenti in Italia)  viene confermato un processo di stabilizzazione e un radicamento sul territorio italiano attraverso una rilevante anzianità migratoria (che ha permesso la strutturazione di percorsi di inserimento nel tessuto economico e sociale del paese), un calo dei flussi in ingresso( e aumento di quelli in uscita) un forte incremento delle acquisizioni di cittadinanza (rilevato soprattutto al Centro-Nord; aumentano del 172 % le  richieste rispetto al 2012 ), aumento  delle seconde generazioni.Emerge  anche un quadro diverso da quello proposto dall’opinione pubblica, fermamente focalizzato su una continua “emergenza” dei flussi migratori che si muovono dal Mediterraneo verso l’Italia in cerca di protezione e sicurezza. La collettività che conta il maggior numero di residenti è quella romena, a seguire  i cittadini di Albania, Marocco, Cina e Ucraina.I cittadini stranieri residenti in Italia sono in prevalenza giovani.I cittadini non comunitari regolamente soggiornati in Italia sono poco meno 4 milioni (tra le aree di provenienza l’Africa prevale poco dull’Europa nonUe e sull’Asia); di questi oltre 3 su 5 hanno un permesso di soggiorno illimitato.Lo stato occupazionale degli stranieri, segnato da più precrietà rispetto a quello italiano, condanna soprattutto la manodopera  non comunitaria a impieghi di fatica, ad alto rischio e a basse tutele contrattuali, diffusamente sottoccupata e sottopagata, sempre al confine col lavoro nero o grigio.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748954967</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:09:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Rossana Marasco</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal Dossier 98 emerge una domanda di immigrazione dovuta al calo della natalità e della popolazione in età lavorativa e di conseguenza un aumento della popolazione anziana. Crescono di conseguenza la richiesta di servizi di assistenza&nbsp; e di cura.<br>Emergono le differenze nella popolazione immigrata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:11:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Stefano Colucci</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'immigrazione appare come un fenomeno che coinvolge le famiglie. La parola extracomunitario è nel lessico comune e di fin troppo largo uso. L'immagine propone un aspetto rassicurante di un fenomeno che invece si preannuncia drammatico, soprattutto per i migranti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:14:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>stefano colucci</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La foto restituisce un'immagine dell'immigrazione più sofferta e fa capolino l'idea che la provenienza geografica si abbini a lavori particolari.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:16:37 UTC</pubDate>
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         <title>stefano colucci</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Si affaccia la questione dell'immigrazione di seconda generazione: i bambini nati in Italia o immigrati piccolissimi entrano nelle nostre scuole. La scuola diventa un laboratorio complesso di multiculturalità</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:18:18 UTC</pubDate>
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         <title>stefano colucci</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'immagine evoca una forma di immigrazione matura. Spostamento per ragioni lavorative, frutto di scelta oltre che di necessità. Siamo prima della crisi, la fiducia nella forza della globalizzazione è ancora piena</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:20:57 UTC</pubDate>
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         <title>stefano colucci</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Immigrati, e immigrate soprattutto, nella folla di una città danno l'idea di un'inclusione attiva e in via di realizzazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:22:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>stefano colucci</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1748996731</link>
         <description><![CDATA[<div>L'immigrazione è un fenomeno quanto mai complesso: il tema ormai è la cittadinanza. Unica strada per dotare tutti di un corredo di diritti e doveri spendibile nella comunità dove si sviluppa il progetto di vita<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:25:50 UTC</pubDate>
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         <title>M. Farina</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1749036209</link>
         <description><![CDATA[<div>Farina_Esercitazione_Dossier 1993</div><div><br></div><div>Al 31/12/1992 gli stranieri regolarmente presenti in Italia erano circa 925000 (pari al 1,6% della popolazione italiana) dei quali il 20% provenienti da paesi della CE e l'80% extracomunitari. Tale distinzione è alquanto ambigua, infatti se invece si analizza la distinzione tra Paesi a Sviluppo Avanzato e quelli in Via di Sviluppo (le percentuali sono del 13% per i PSA e del 71% per i PVS). La provenienza degli stranieri vede l'Europa al primo posto con oltre 1/3 degli stranieri (quasi il 50% da paesi CE e il 40% dai paesi dell'Est), poi l'Africa con quasi un altro 1/3 e infine in minoranza Asia e a seguire America.</div><div>Tra le comunità presenti in Italia, quella marocchina supera il 10%&nbsp; del totale degli stranieri, seguono quella statunitense (6,7%) e la tunisina (5,4%); altre grandi comunità&nbsp; sono quelle dei paesi della ex Jugoslavia, delle Filippine e della Germania. Nel biennio 1990/1992 in Italia c'è stato un aumento degli stranieri pari al 18,4% provenienti soprattutto dal Marocco, Tunisia e Filippine; ci sono stati anche flussi di nomadi (oltre 100000) soprattutto dai paesi extra UE e in particolare dalla ex Jugoslavia. Alcune di queste comunità sono diventate "meteore" come quelle somale o della ex URSS ed ex Jugoslavia.&nbsp; Si è visto che l'andamento delle migrazioni è alimentato dalla stabilità delle comunità straniere in Italia, come quelle filippine e dei paesi del Bangladesh</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 15:41:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ridotta attrattività del paese sui flussi di natura economica.</title>
         <author>sandrapireddu65</author>
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         <description><![CDATA[<div>Popolazione segnata da processi di stabilizzazione e radicamento sul territorio italiano.<br>Al calo dei flussi in ingresso continuano ad associarsi: acquisizioni di cittadinanza, seconde generazioni.<br>Nel 2015 la popolazione complessiva in Italia è diminuita in modo consistente.<br>Criticità segnano il sistema di accoglienza nazionale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 16:10:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Nel 2005, i dati rilevano che i cittadini stranieri residenti in Italia sono circa 5 milioni (8,3%), poco più del 2004 (8,2%) e del 2003(8,1%). Ciò dimostra che vi è una netta contrazione dei ritmi di aumento( a causa della crisi economica). D&#39;altro canto emerge la tendenza della popolazione straniera a radicarsi nel paese tramite un insediamento stabile.  La realtà è ben diversa dall&#39;immagine prevalente nell&#39;opinione pubblica, basata sull&#39;idea dell&#39;emergenza &quot;sbarchi&quot;. Questo diffuso radicamento da parte degli immigrati è ben evidenziato dalla continua e netta crescita delle acquisizioni di cittadinanza (ciò a testimonianza di un maturo processo di inclusione), soprattutto nel centro-nord. Si evidenzia però un calo dei flussi in ingresso, accompagnato da un aumento dei flussi in uscita.  Molti cittadini italiani si trasferiscono all&#39;estero e molti stranieri tornano nel loro Paese di origine. La popolazione italiana presenta, inoltre, un calo delle nascite accompagnato da un aumento dei decessi, che i flussi migratori non riescono a compensare. Anche il contributo delle donne straniere alla natalità subisce un rallentamento, dovuto alla congiuntura economica negativa. Le acquisizioni di cittadinanza delle seconde generazioni sono elemento di fondamentale importanza nel bilancio demografico nazionale. </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1749386430</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 18:19:37 UTC</pubDate>
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         <title>LORENZO TACCINI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1749585121</link>
         <description><![CDATA[<div>E' molto interessante ed altrettanto difficile ricavare informazioni dai numerosi dati contenuti in codesti dossier. A maggior ragione risulta complicato farlo in chiave diacronica e comparativa, osservando come siano mutate le cose dal 1993 al 2016. Pur avendo una percezione reale del sentire "politico", sociale, o -come più ampiamente definibile- culturale tramite le informazioni e le notizie che quotidianamente incontriamo, leggere alcuni dati e approfondire determinati studi e commenti lascia intendere come la pressione sociale e politica si sia cacciata sempre più in un tunnel volto a studiare tempistiche e modalità di permessi di soggiorno e quant'altro, anziché accogliere serenamente e come un fenomeno antropologico "normale" quello delle migrazioni di popoli. Non è sede per dilungarsi, ma sintetizzo osservando come determinate problematiche ed ostacoli che strutturiamo quotidianamente nei nostri contesti sociali siano innegabilmente frutto di una stigmatizzazione, prima ancora di una inevitabile catalogazione della "diversità". Come se l'importante non fosse l'essere umano ed il fenomeno culturale ed antropologico, ma il "cartellino", la tipologia, la "scheda tecnica" del migrante (come, perché, da dove, per dove?).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-17 20:31:24 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Lo Bosco</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il numero dei permessi di soggiorno rilasciati è disomogeneo nel genere: colpisce come il dato che riguarda le femmine sia superiore a quello dei maschi per quasi tutte le classi di età, fatta eccezione per la classe 41-60 anni che mostra un’inversione di tendenza. La riflessione è che le donne migrano in autonomia anche senza congiunti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-23 13:14:58 UTC</pubDate>
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         <title>Orietta Maria Scappatura</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La popolazione italiana è segnata da un marcato processo di invecchiamento, effetto dell'intensissimo calo della fecondità e del notevole allungamento della speranza della vita che, secondo le ultime revisioni ISTAT, è di 78,3 anni per gli uomini e di 84,7&nbsp; per le donne nel 2000 a cui si aggiunge una lieve crescita del tasso di fecondità di 1,45 figli per donna e la probabilità&nbsp; costante di migrazioni interregionali e di un saldo migratorio con l'estero positivo di 56 mila unità all'anno. Anche se questo flusso migratorio non sembra in grado di contrastare la tendenza alla diminuzione della popolazione e al suo invecchiamento. Dal 2005 in poi si prevede una continua diminuzione della popolazione fino ad arrivare a 55,9 milioni nel 2020. Crisi demografica, dopo quella del seicento e della prima guerra mondiale, che si presenta anche attraverso cambiamenti nella struttura per età e le relative differenze territoriali ed è più evidente al Nord e al Centro mentre al Sud è leggermente in ritardo. Si manifesta, infatti, un aumento del processo di invecchiamento e la parte “più vecchia” della popolazione in età da lavoro verrà a pesare più di “quella giovane”. In tale contesto, che delinea una profonda modifica del profilo dimensionale e strutturale della popolazione, si verifica un apporto migratorio di 56 mila unità all’anno che non riesce a fronteggiare tale variazione. I cittadini comunitari e quelli provenienti da paesi diversi dall’Unione Europea sono stati 1.240.721 al 31 dicembre 1997 con un incremento del 13,2 % rispetto all’anno precedente, tenendo conto del 10% di possibili sopravvalutazioni nell’archivio centralizzato dei permessi di soggiorno del Ministero dell’Interno, gli stranieri presenti sarebbero, comunque, all’incirca 1.200.000.&nbsp;</div><div>Se analizziamo gli stranieri in entrata rispettivamente negli anno 1990, 1995 e 1997 notiamo che vi è stato un incremento della popolazione europea (+7 punti percentuali) con un aumento, in particolar modo, di quella proveniente dall’Europa dell’est e d dall’Estremo Oriente (+3 punti percentuali); una linea flessione per quanto concerne la provenienza dall’Africa e dall’America mentre rimangono sostanzialmente stabili il Nord Africa e l’America Latina. Per quanto concerne i transfrontalieri dai paesi delia penisola balcanica, la loro consistenza non si può rilevare dall'archivio dei permessi di soggiorno in quanto tali lavoratori mantengono il soggiorno nei paesi di origine.</div><div>Le aree di provenienza dei soggiornanti sono:</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Unione Europea - 13,6% (- 6 punti percentuali rispetto al 1990);</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; altri paesi 86,4%.</div><div>Il 21,6% proviene da aree di sviluppo, il restante 78,4% da paesi in via di sviluppo (+13 punti percentuali rispetto al 1990).</div><div>I Paesi di provenienza sono:</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Paesi comunitari (Germania, Francia, Gran Bretagna);</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Paesi a sviluppo avanzato (Svizzera);</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Africa (Marocco, Tunisia, Senegal,&nbsp; Egitto);</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Europa (Albania, Jugoslavia, Romania, Polonia, Croazia);</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Asia (Filippine, Cile, Sri Lanka, India);</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; America (Usa, Perù, Brasile).</div><div>La prima comunità è il Marocco con un’incidenza del 10,6%, a seguire l’Albania e le Filippine.</div><div>A causa della natura variegata di tali insediamenti l’Italia è un caso a sé nel panorama europeo ed, in futuro, l’andamento delle migrazioni dipenderà principalmente da questi due fattori:</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; la persistente pressione migratoria dei paesi presi in considerazione e la capacità di autoalimentarsi dei gruppi già presenti in Italia attraverso le catene migratorie;</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; la capacità dirigista insita della politica di programmazione per quote e l’influsso di accordi preferenziali con alcuni paesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-01 12:40:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1784056811</guid>
      </item>
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         <title>Fabio Vetrugno</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_accorinti_ROMATRE/7ci3rld7pmtg1ikw/wish/1784607602</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla fine del 2015 sono 5.000.000 i cittadini stranieri residenti in Italia e ciò evidenzia un calo di flussi in ingresso ed un&nbsp; aumento in uscita dovuti alla congiuntura economica negativa e al progressivo restringimento dei canali di ingresso. Vi è un forte incremento delle acquisizioni della cittadinanza soprattutto al Centro-Nord, un crescente impatto delle seconde generazioni che nascono e si formano in Italia anche se restano ancorate allo status giuridico dei propri genitori e all’esperienza migratoria dei loro genitori. Nonostante il percorso di inclusione&nbsp; e pian piano anche di partecipazione alla comunità nazionale, tutto questo spesso è oscurato dal processo mediatico degli “sbarchi”.&nbsp; L’ingresso nel Paese per motivi di lavoro non stagionale è di poco migliaia di unità l’anno sia di cittadini comunitari che non; il 68,9% delle iscrizioni in anagrafe sono persone giunte in Italia per ricongiungimento familiare, secondarie quelle dei protagonisti degli intensi flussi migratori di origine africana ed asiatica provenienti dal Mediterraneo sia a causa che una quota di queste persone attraversa il Paese evitando di essere identificata sia per i tempi lunghi per l’iscrizione anagrafica degli stessi richiedenti asilo che presentano in Italia la loro istanza di protezione. Contemporaneamente vi è un aumento dei cittadini italiani che si trasferiscono all’estero o stranieri che decidono di rientrare in patria o di continuare altrove il loro processo migratorio. Nel 2015 si consta una decremento della popolazione italiana (-130.000 unità) a cui si affianca un diffuso radicamento nella società italiana di ampi strati della popolazione immigrata o di origine immigrata evidenziato proprio dalla continua e netta crescita delle acquisizioni di cittadinanza. In Italia risiedono il 52% di cittadini di un paese europeo, il 21% da cittadini dell’Africa settentrionale e occidentale e il 20% proviene da paesi asiatici, una piccola minoranza di cittadini da paesi dell’America soprattutto centro-meridionale, dell’Oceania e degli apolidi. La maggior parte dei cittadini stranieri residenti è di nazionalità rumena a causa anche dall’ingresso della Romania nell’Unione Europea, a seguire i cittadini dell’Albania e dell’Ucraina; sono, comunque, aumentati i cittadini cinesi e ucraini, bangladesi, pakistani, egiziani, ….Al 31 dicembre 2015 le donne rappresentano il 52,6% del totale dei cittadini stranieri residenti in Italia, percentuale che varia in funzione della cittadinanza di origine; l’età media è di 33 anni. La variabile cittadinanza di origine costituisce una discriminante anche con riferimento al livello di istruzione della popolazione straniera residente in Italia; il livello di istruzione degli stranieri è comparabile con quello dei cittadini italiani. Differenze esistono anche nelle strutture familiari delle nazionalità residenti in Italia; tra le famiglie con capofamiglia straniero quelle con un numero medio di componenti maggiore sono le famiglie di albanesi, marocchini e cinesi (circa tre componenti per famiglia). Circa il doppio della dimensione media della famiglia ucraina, romeni e filippini si pongono in una situazione intermedia, con circa due componenti per famiglia. La maggior presenza di cittadini stranieri si concentra nelle regioni del Centro-Nord.</div><div>I cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia risultano essere poco meno di 4 milioni attestando una sostanziale invarianza numerica rispetto all'anno precedente. A questi si affianca una componente “transitoria”: i flussi migratori che hanno avuto un notevole incremento, in Italia e nell'Unione Europea, sia per numero di persone che per rotte battute e paesi coinvolti sono diventati un fenomeno epocale che scuote severamente le coscienze con le continue tragedie di massa. In Italia si parla di “flussi”&nbsp; misti sia quelli avvenuti via mare, il Mediterraneo, quelli dei “migranti forzati” sia quelli dei cosiddetti “migranti economici” a cui si aggiunge in misura crescente la partenza di minori ai quali l'ingresso e l'accoglienza sono dovuti in ogni caso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-01 16:09:25 UTC</pubDate>
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