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      <title>Gli acquedotti romani by Roberta Paone</title>
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      <description>Realizzato da D&#39;angelo Chiara, Nuschese Perla e Ucci Ilenia della 3 G</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-10 14:32:04 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;INTRODUZIONE&quot;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[<div>I romani anticamente hanno cominciato a costruire acquedotti per portare acqua da sorgenti distanti nelle città rifornendo luoghi pubblici e abitazioni private. Alcuni acquedotti servivano per le operazioni di estrazione o per la macinazione del grano. La maggior parte si dimostrarono sicuri e affidabili,alcuni si sono mantenuti fino ai giorni d'oggi e altri sono ancora parzialmente in uso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-10 14:53:43 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;LE SORGENTI DI ROMA&quot;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[<div>I romani si affidavano a fonti d'acqua locali come sorgenti e corsi d'acqua, integrate da falde idriche, da pozzi di proprietà pubblica o privata, e da acqua piovana raccolta dai tetti e conservata in vasi di stoccaggio e cisterne. Le sorgenti erano di gran lunga le fonti più comuni per gli acquedotti e la maggior parte dell'acqua di Roma proveniva dalla valle dell'Aniene e dai vari altopiani. Se l'acqua proveniva da una certa distanza dovevano assicurarsi che nel percorso tra la sorgente e l'acquedotto ci fosse una certa pendenza per far scorrere l'acqua in modo adeguato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-10 15:09:38 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;PROBLEMI DI SALUTE&quot;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli acquedotti scorreva l'acqua del fiume Tevere, gravemente inquinata,e spesso venivano trasmesse malattie. Medici greci e romani erano alla luce degli effetti pericolosi e negativi del piombo,per questo si preferivano i tubi di ceramica a quelli di piombo</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 14:21:44 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;COMPOSIZIONE DEGLI ACQUEDOTTI&quot;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[<div>La maggior parte degli acquedotti avevano il fondo piatto e il tetto era composto da archi distanti 1 metro.I primi acquedotti all'aperto erano costruiti con il calcestruzzo (normalmente impermeabile) e rivestito da mattoni.Il condotto dove scorreva l'acqua era pieno per circa due terzi;<br>questi condotti avevano anche bisogno di manutenzione.gli addetti dovevano essere in grado di entrarvi senza causare il minimo disturbo alla struttura. Venivano costruiti con una leggera pendenza verso il basso all'interno di condotti di pietra o cemento. La maggior parte venivano costruiti sotto terra,e seguivano i suoi contorni. Molti sistemi di acquedotti comprendevano vasche di sedimentazione,paratoie e serbatoi di distribuzione,a seconda delle necessità. I condotti potevano essere sostenuti attraverso le valli o conche da archi in muratura,mattone o cemento. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 14:27:42 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;LA STORIA DEGLI ACQUEDOTTI&quot;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[<div>il più antico acquedotto romano risale al 312 a.C e permetteva la distribuzione dell'acqua in tutta la città. L'acqua veniva fatta scorrere lungo un canale di pietra,rivestito internamente di malta per evitare perdite d'acqua. Nel III secolo d.C la citta aveva undici acquedotti che riuscivano a mantenere una popolazione di oltre un milione di abitanti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 14:59:55 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;I PRIMI ACQUEDOTTI ROMANI&quot;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[<div>1)AQUA APPIA<br>L'acquedotto venne costruito da Appio Claudio Cieco e Caio Plauzio Venox nel 312 a.C. Il condotto era quasi interamente sotterraneo a circa 15 metri di profondità. <br>2)ANIO VETUS<br>Il secondo acquedotto romano venne costruito fra il 272 e il 270 a.C da Manio Curio Dentato e Flavio Flacco e a differenza dell'acquedotto "Aqua Appa" questo era completamente sotterraneo.<br>3)AQUA MARCIA<br>Il terzo acquedotto venne costruito nel 144 a.C da Quinto Marcio Re.<br>Oltre a questi ce ne sono altri,ma questi sono quelli più importanti e i primi ad essere costruiti,che fecero decollare questa invenzione.<br>Furono costruiti centinaia di acquedotti simili per rifornire tutto l'impero,anche se i sistemi nono erano cosi all'avanguardia come quello che riforniva Roma. Molti sono crollati o sono stati distrutti nel corso dei secoli,ma rimangono diverse parti intatte. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 15:05:18 UTC</pubDate>
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         <title>Altre immagini di acquedotti romani</title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 15:29:21 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;USO DEGLI ACQUEDOTTI NELL&#39; ANTICHITA&#39;</title>
         <author>roberta_paone67</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137146278</link>
         <description><![CDATA[<div>La maggior parte dei Romani riempiva secchi e contenitori nei bacini e portava l'acqua nelle loro case;i più ricchi facevano fare questo lavoro al proprio schiavo.<br>Altri acquedotti rifornivano acqua ai siti industriali,normalmente attraverso un canale scavato nel terreno.Molti erano costruiti per funzionare con le pendenze che potevano servire per le miniere. In queste ultime l'acqua veniva sfruttata per togliere il terreno superficiale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 18:05:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <pubDate>2016-11-12 18:33:07 UTC</pubDate>
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         <author>roberta_paone67</author>
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         <pubDate>2016-11-12 18:34:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>roberta_paone67</author>
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         <pubDate>2016-11-12 18:35:14 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;CURIOSITA&#39; SUGLI ACQUEDOTTI&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
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         <description><![CDATA[<div>La costruzione degli acquedotti fu una delle imprese più grandi e più impegnative della civiltà romana.<br>Frontino in qualità di "curatore degli acquedotti", nel suo tratto "Da aquae ductu urbis romae", ovvero "gli acquedotti della città di Roma".<br>&nbsp;La realizzazione degli acquedotti aveva inizio con l'importantissimo lavoro di ricerca delle sorgenti e delle vene acquifere da utilizzare, le quali, oltre alla qualità, all'abbondanza ed alla regolarità del flusso dell'acqua, dovevano rispondere anche all'essenziale requisito dell'altezza, indispensabile a fornire la giusta pendenza alla conduttura che doveva trasportare l'acqua fino a Roma. L'inizio dell'acquedotto, detto "<em>caput aquae</em>", era costituito, nel caso di sorgenti di superficie o di presa diretta da un fiume, da un bacino di raccolta, creato con dighe o sbarramenti artificiali, o, nel caso di sorgenti sotterranee, da un sistema articolato di pozzi e cunicoli che convogliavano la vena acquifera in un unico canale. All'inizio come alla fine dell'acquedotto vi erano le cosiddette camere di decantazione o "<em>piscinae limariae</em>", nelle quali l'acqua subiva un processo di purificazione grazie al deposito delle impurità più grossolane. Quindi aveva inizio il canale di conduzione vero e proprio detto "<em>specus</em>", costruito in pietra o in muratura e foderato di cocciopesto, un impasto impermeabile di calce e laterizi (tegole o anfore); lo speco, inoltre, doveva avere il requisito essenziale per mantenere una pendenza costante, che assicurasse all'acqua uno scorrimento continuo. Per ovviare ai dislivelli causati da zone depressive o da vallate l'unica alternativa era il sistema del sifone, o "sifone rovescio": l'acqua aumentava la propria pressione all'interno di una "torre" posta all'estremità della valle da attraversare, dopodichè scendeva in condotta forzata per risalire all'estremità opposta della valle con una pressione tale da consentire la prosecuzione del flusso. Ma l'aumento di pressione era anche il problema principale perché le tubazioni che venivano utilizzate, di piombo o di terracotta, erano poco adatte ad una pressione elevata: ecco spiegato il motivo per cui i costruttori furono costretti a scegliere tragitti lunghi e tortuosi ma che, seguendo strettamente la morfologia del terreno, avevano il merito di fornire al condotto una graduale ma costante pendenza. Il percorso dello speco era preferibilmente sotterraneo e solo eccezionalmente a cielo aperto e ciò avveniva quando attraversava dorsali collinari, corsi d'acqua o vallate, nel qual caso si appoggiava a muri di contenimento o di sostruzione o su arcuazioni, salvo rientrare, appena possibile, nel cunicolo sotterraneo. In entrambi i casi il condotto era accompagnato, in superficie, da cippi lapidei numerati, posti alla distanza di circa 70 metri uno dall'altro, che facilitavano la localizzazione in caso di necessità e garantivano una "fascia di rispetto" al canale: 1,45 metri se sotterraneo e 4,5 metri circa se in superficie. L'accesso ai condotti per la manutenzione, frequente soprattutto per la sedimentazione del calcare che tendeva ad ostruire lo speco, era garantita da tombini muniti di scalini per la discesa nel caso di canale sotterraneo o di opportuni portelli nel caso di canale sopraelevato, che consentivano inoltre di interrompere o diminuire il flusso dell'acqua che veniva scaricata all'esterno. L'acquedotto finiva con un "castello" terminale o principale, ossia una costruzione massiccia, a torre, contenente camere di decantazione ed una vasca dalla quale, per mezzo di prese o bocche, l'acqua veniva ripartita ed immessa nelle condutture urbane; inoltre il castello aveva il compito di garantire un flusso continuo nel caso di eventuali cali di pressione o di variazioni della velocità dell'acqua. Castelli secondari, all'interno della città, venivano utilizzati per la ripartizione dell'acqua. Talvolta il "castello" terminale terminava con una "mostra d'acqua", una fontana monumentale creata per solennizzare lo sbocco in città dell'acquedotto. Purtroppo non sono molte le "mostre" antiche pervenute fino a noi, perché quelle che oggi possiamo ammirare sono le fontane-mostra che accompagnarono i restauri ed i ripristini avvenuti nel periodo tardo-rinascimentale e nei secoli XVII e XVIII. La grande importanza che i Romani diedero agli acquedotti lo dimostra il fatto che alla "<em>cura aquarum</em>", ossia all'amministrazione delle acque, vi fu preposto un censore durante la Repubblica ed il "<em>curator aquarum</em>" durante l'Impero, un funzionario direttamente nominato dall'imperatore. Entrambi avevano il compito di gestire un "ufficio" che provvedesse a mantenere in efficienza, nonché puliti, gli impianti ed a sorvegliare la regolarità delle erogazioni e la corretta ripartizione delle acque. Questo "ufficio", denominato <em>Statio Aquarum</em>, aveva sede nella <em>Porticus Minucia Vetus</em>, corrispondente all'odierna <a href="http://www.romasegreta.it/pigna/largo-di-torre-argentina.html">Area Sacra di largo di Torre Argentina</a>. Esamineremo ora da vicino tutti gli acquedotti, secondo l'ordine cronologico fornitoci da Frontino:<br>Aqua Appia, Anio Vetus, Aqua Marcia, Aqua Tepula, Aqua Iulia, Aqua Virgo, Aqua Alsietina, Aqua Claudia,Aqua Novus, Aqua Traiana, Aqua Alexandrina e Aqua Felice.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:33:56 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Aqua Appia&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137156479</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il più antico acquedotto fu condotto a Roma, nel 312 a.C., dal censore Appio Claudio Cieco, lo stesso che creò la via che da lui prese il nome, la "Via Appia". Le sorgenti erano situate tra l'VIII ed il IX miglio della "via <em>&nbsp;Praenestina</em>", in un luogo mai individuato con esattezza, anche se molti ritengono che fosse nei pressi della località detta "La Rustica". Il condotto, quasi tutto sotterraneo, tranne un breve tratto all'altezza della Porta Capena , era lungo poco più di 16 km ed entrava a Roma, come molti altri, in una località chiamata "<em>ad Spem Veterem</em>" (ovvero "presso la Speranza Antica"), situata dove oggi è la Porta Maggiore. Da qui si dirigeva verso il Celio, che percorreva in tutta la sua lunghezza, sempre sottoterra, quindi attraversava la valle tra Celio ed Aventino su archi che si appoggiavano alle Mura Serviane della Porta Capena e, dopo aver attraversato l'Aventino in condotto sotterraneo, terminava in prossimità della "porta Trigemina", presso il Foro Boario.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:50:17 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Anio Vetus&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il secondo acquedotto risale al 272 a.C. e fu costruito dai censori Manio Curio Dentato e Flavio Flacco, due magistrati appositamente nominati dal Senato. Il nome di "<em>Anio Vetus</em>", ossia "Aniene Vecchio", evidenzia la sua origine dall'Aniene nella località di San Cosimato, tra Vicovaro e Mandela. Il nome di "<em>Vetus</em>" lo&nbsp;</div><div><a href="http://www.romasegreta.it/images/anio-vetus.jpg"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:127,&quot;url&quot;:&quot;http://www.romasegreta.it/cache/c/8ce0e256fdd3d21c95b30da0133f379d.jpg&quot;,&quot;width&quot;:200}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.romasegreta.it/cache/c/8ce0e256fdd3d21c95b30da0133f379d.jpg" width="200" height="127"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>ebbe soltanto tre secoli dopo, quando fu costruito il secondo acquedotto dell'Aniene, l'Anio Vetus. Dopo aver percorso i territori di Tivoli e Gallicano il condotto, lungo circa 63 km., fiancheggiava la "<em>via Praenestina</em>", raggiungeva la "<em>via Latina</em>" tra Casal Morena e IV Miglio, superava la "<em>via Tuscolana</em>" e lungo la "<em>via Labicana</em>" entrava in Roma nella località detta "<em>ad Spem Veterem</em>" (nella zona di Porta Maggiore), traversava l'Esquilino in condotto sotterraneo e finiva con il castello terminale all'altezza della "Porta Esquilina " (corrispondente all'odierno Arco di Gallieno).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:51:26 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Aqua Marcia&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
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         <description><![CDATA[<div> L'Aqua Marcia fu condotta a Roma dal pretore Quinto Marcio Re nel 144 a.C. e proviene dall'alta valle dell'Aniene, ma, diversamente dall'Anio Vetus , non attingeva dal fiume ma da sorgenti </div><div><a href="http://www.romasegreta.it/images/acquedotti-porta-tiburtina.jpg"><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.romasegreta.it/cache/f/7f212d169e55fa86100cb6a8ef32658f.jpg" width="144" height="180"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>abbondanti e di ottima qualità situate nei pressi di "Marano Equo", tra Àrsoli ed Agosta, dove ancora oggi attinge l'odierno Acquedotto della Marcia. Per consentire una migliore nonché maggiore distribuzione dell'acqua, questa aveva bisogno di arrivare in città ad una quota più elevata: fu così che per la prima volta si ricorse alla costruzione di archi che, con una fila ininterrotta di circa 9 km., fiancheggiando la "</div><div><em>via Latina</em>", giungevano fino alla località della "<em>Spem Veterem</em>" (nella zona di Porta Maggiore). </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:52:55 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>&quot;Aqua Tepula&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137156666</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;L'Aqua Tepula fu realizzata nel 125 a.C. dai censori Gneo Servilio Cepione e Lucio Cassio Longino. Il nome le fu attribuito a causa della temperatura "tiepida" dell'acqua che scaturiva dalle sorgenti identificate con quelle dette "delle Pantanelle" e "dell'Acqua Preziosa", tra Grottaferrata e Marino. L'acquedotto, fino all'età di Augusto completamente sotterraneo, aveva una lunghezza di 18 km ed era in parte comune a quello della Marcia. Ristrutturato e modificato da Agrippa nel 33 a.C., l'acquedotto fu unito in questa occasione al nuovo condotto dell'Aqua Iulia: entrambi, con un percorso sotterraneo, giungevano alla piscina limaria situata al VII miglio della "via Latina", nell'odierna zona delle Capannelle.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:54:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>&quot;Aqua Iulia&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137156710</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Aqua Iulia prese il nome dalla "gens iulia" in onore di Augusto e fu creato da Agrippa nel 33 a.C. L'acquedotto proveniva dalle sorgenti molto prossime a quelle dell'Aqua Tepula ed identificate con quelle che si trovano presso il ponte degli Squarciarelli a Grottaferrata. Il condotto correva unito a quello della Tepula in un condotto sotterraneo fino alla piscina limaria situata al VII miglio della "via Latina", nell'odierna zona delle Capannelle. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:55:50 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Aqua Virgo&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137156774</link>
         <description><![CDATA[<div>Leggendaria l'origine del nome dell' Aqua Vergine che, secondo Frontino, sarebbe stato dato da Agrippa stesso in ricordo di una fanciulla (in latino "<em>virgo</em>") che avrebbe indicato il luogo delle sorgenti ai soldati che ne andavano in cerca,&nbsp;</div><div><a href="http://www.romasegreta.it/images/acqua-vergine.jpg"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:150,&quot;url&quot;:&quot;http://www.romasegreta.it/cache/0/30e419dfa89d6e4c1a538b3c83f82a25.jpg&quot;,&quot;width&quot;:200}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.romasegreta.it/cache/0/30e419dfa89d6e4c1a538b3c83f82a25.jpg" width="200" height="150"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>ma più verosimilmente lo si deve alla purezza ed alla leggerezza delle acque prive di calcare. L'acquedotto fu creato da Agrippa nel 19 a.C. per alimentare le sue&nbsp;</div><div>Terme . Le sorgenti erano situate all'VIII miglio della "via Collatina", nell'odierna zona di Salone ed il percorso, lungo circa 20 km., dopo un lungo ed ampio giro, giungeva in città alle pendici del Pincio , dove si trovava la "<em>piscina limaria</em>" (dalla quale deriva molto probabilmente il nome di vicolo del Bottino).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:56:46 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Aqua Alsietina&quot;</title>
         <author>perlanusc</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137156820</link>
         <description><![CDATA[<div>L' Aqua Alsietina fu condotta a Roma da Augusto nel 2 a.C. (tanto che fu denominata anche Aqua Augusta) dal lago di Martignano (in latino "<em>lacus Alsietinus</em>") dal quale l'acquedotto prende il nome. Quest'acqua risultava di cattivo gusto e poco salubre, per cui si ritiene che fosse destinata già in partenza ad usi non potabili, ipotesi avallata dal fatto che l'acquedotto non aveva neanche una "<em>piscina limaria</em>". L'acqua in eccedenza veniva utilizzata a scopo irriguo o per alimentare fontane&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:58:08 UTC</pubDate>
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         <title>...</title>
         <author>perlanusc</author>
         <link>https://padlet.com/roberta_paone67/7839dr4vyqtl/wish/137156858</link>
         <description><![CDATA[<div>Nelle seguenti immagini sono rappresentati gli acquedotti più importanti di Roma con piccole caratteristiche e curiosità:</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-12 21:59:17 UTC</pubDate>
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