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      <title>Empatia e Sensibilità by Andrea Conzadori</title>
      <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks</link>
      <description>Ci sono stati d&#39;animo che non si possono spiegare. Per comprenderli occorre essere simili.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-02 13:27:39 UTC</pubDate>
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         <title>Edith Stein</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/545569460</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://youtu.be/LLo29ShirjY">https://youtu.be/LLo29ShirjY</a><br>Martire, patrona d’Europa, attivista per i diritti delle donne, santa, la “creatrice dell’empatia” o meglio, il massimo esponente di essa. Semplicemente una donna magnifica.<br><br></div><div> <br><br></div><div>Nata nel 1891 a Breslavia, Edith Stein concluse gli studi nel 1915, in questo periodo diventò atea a causa di diversi fattori:<br><br></div><div>Il padre morì quando lei era piccola e la madre fece fatica a mantenere i figli, questo causò su di lei una profonda mancanza di fede, che si completò con diversi studi filosofici e psicologici, che la fecero dichiarare all’ateismo nonostante avesse una madre ebraica molto fedele.<br><br></div><div>Durante i suoi studi universitari incontrò anche il filosofo Edmund Husserl, il quale diventò il suo “maestro” e lei la sua “discepola”. Durante la Prima Guerra Mondiale Edith prestò servizio in un ospedale militare austriaco, finita la guerra diventò l’assistente di Husserl, ruolo che mollò perché desiderava lavorare indipendentemente.<br><br></div><div>Edith desiderava lavorare come docente, ma all’epoca era cosa impossibile per una donna, e allora dopo esseri battuta senza successo torna in Breslavia.<br><br></div><div>Una sera estiva del 1921, Edith trovò in una libreria l’autobiografia di Teresa d’Avila. La lesse tutta la notte. Tra sé e sé si disse: questa è la verità. Il 1° gennaio 1922 si fa battezzare, e la prima cosa che fa è correre a dirlo alla madre… si misero a piangere entrambe.<br><br></div><div>Edith avrebbe voluto subito unirsi in convento ma le viene sconsigliato, In considerazione della grande influenza che avrebbe potuto esercitare dalla sua posizione di filosofa già conosciuta.<br><br></div><div>In questi anni scoppia l’odio per gli ebrei da parte dei nazisti… Edith è costretta a scrivere i suoi libri e le sue biografie in tutta fretta.<br><br></div><div>Il 2 agosto 1942 la Gestapo la porta via, il 9 agosto muore ad Auschwitz. <br><br></div><div> | Il 1° maggio del 1987, la Chiesa onorò, per esprimerlo con le parole del Pontefice Giovanni Paolo II, " una figlia d'Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede ed amore al Signore Crocifisso, Gesù Cristo, quale cattolica ed al suo popolo quale ebrea". Edith, oltre a tutta la sua vita e di ciò che ha fatto, è famosa per un altro motivo, essa è in fatti considerata come la massima esponente o “creatrice dell’empatia”. Iniziò i suoi studi sull’empatia durante l’università e chiese a Husserl di farle da relatore per la sua tesi. La prima persona che le parlò dell’empatia fu Husserl, però Alla Stein sembrava che c’era una lacuna da colmare: Attraverso i suoi studi Edith ricostruisce l’empatia, la definisce un unico processo conoscitivo per farci cogliere l’intersoggettività. Secondo la filosofa tedesca le parole ci nascono proprio nel momento in cui è necessario renderci conto: una parola chiave dell’empatia, che ci scuote nel momento in cui arriva alla nostra sensibilità, è l’annuncio che qualcun altro sta vivendo qualcosa. La Stein però chiarisce molto bene che cosa è l’empatia, secondo lei non è l’immedesimazione con l’altro. Per Edith nell’empatia non c’è un noi, ma due che si mantengono distinti soggettivamente. L’empatia è quando io incontro il dolore direttamente presso il luogo dove è posto, cioè presso l’altro che lo prova, e non mi abbandono né proietto in lui le mie qualità. L’empatia è l’acquisizione emotiva della realtà del sentire altrui , e amore per la sua struttura.  </div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-02 13:46:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il cervello</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 16:30:15 UTC</pubDate>
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         <title>Il baskin</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Di solito nelle cellule di una persona ci sono 46 cromosomi, ma a volte ne sono presenti 47. Questa è la sindrome del down.<br><br><br>Questo eccesso di materiale genetico è responsabile di disordini nello sviluppo dell’individuo ed è la causa delle caratteristiche fisiche e mentali riconoscibili nelle persone colpite.<br>Alcune persone con questa disabilità frequentano centri per l'assistenza dove vengono avviati all'inserimento nel mondo del lavoro ed ad altre attività formative. Alcuni di essi possono anche essere assunti dalle aziende.<br>Non è sempre facile l'integrazione di queste persone, non tutti se ne preoccupano, ma per fortuna, è stato inventato, tra l'altro a Cremona, uno sport che vede giocare e stare insieme persone disabili (qualunque disabilità essi abbiano), persone down, ragazzi, adulti e anziani senza problemi, tutti insieme.<br>Questo sport è il baskin. <br>A Sospiro c'è la squadra di baskin Pepo Team, che partecipa al campionato provinciale. Questa squadra dà la possibilità di integrare le persone con disabilità della Fondazione Sospiro, quelle del territorio, ma anche tutti i cittadini sensibili ed empatici che si sentono parte della comunità attiva del territorio e che vogliono contribuire alle attività di questa squadra. In questo modo, anche essi arricchiscono la loro esperienza di vita.<br>Anche la nostra scuola porta avanti da anni il progetto baskin, che fa giocare tutti insieme: ragazzi con e senza disabilità. Gli alunni che si fanno coinvolgere in questa attività sono, di fatto, dei ragazzi molto sensibili ed empatici.<br>Anch'io ho fatto questa esperienza l'anno scorso:<br>è stato, oltre che divertente, molto educativo, ti fa conoscere queste persone e ti fa affezionare a loro, facendoti capire quanto sono diverse da noi, sono più gentili e più buoni.<br>Avrei voluto partecipare a questo progetto anche quest'anno, ma purtroppo con gli impegni personali non ce la facevo, conservo però quello che ho imparato da loro l'anno scorso, che in certi casi sono migliori di noi.<br>                     <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 16:36:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;elefante indiano</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/555314716</link>
         <description><![CDATA[<div>In ogni posto dove c'è cattiveria, c'è sempre amore.<br>Anche se l'India è un paese dove i bambini vengono resi schiavi, essa ospita l'animale più empatico del mondo, l'elefante indiano.<br><br>Fisicamente l'elefante indiano è simile a quello africano a eccezione di qualche particolarità:<br>orecchie più piccole e proporzionali alla testa, quattro zoccoletti rispetto ai tre di quello africano, la sua proboscide è liscia invece che ruvida e il cranio diverso, infatti esso ha due prominenze e un'insellatura interna.<br>Ma questo animale è diverso anche emotivamente.<br>Alcuni scienziati hanno infatti scoperto, studiando il comportamento degli animali, che l'elefante indiano è l'animale più sensibile del mondo.<br>Per scoprirlo hanno esaminato se le specie animali confortano i loro coetanei quando sono stressati o sofferenti e se si aiutano a vicenda nelle situazioni difficili.<br>In questo "esperimento" è stato anche studiato il comportamento degli animali verso gli umani, ed è risultato che l'elefante indiano simpatizza per l'uomo.<br>L’elefante indiano vive sulle zone costiere e montuose dell’India, le quali hanno una ricca vegetazione di tipo tropicale, la tipica giungla che ospita diversi animali.</div><div>Il clima è caratterizzato dai monsoni, venti che in India dividono l’anno in due stagioni: la stagione delle piogge, dove i venti sono carichi di umidità e la stagione secca, durante la quale i monsoni sono freddi e determinano tempo sereno.<br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-06 16:41:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il romanticismo, Giacomo Leopardi e La Ginestra</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/559728628</link>
         <description><![CDATA[<div>Quindi come la musica è in grado di suscitare emozioni con l'ascoltatore, la poesia è capace di suscitarle con la poesia. In particolare il romanticismo è il genere che valorizza le emozioni, e i suoi seguaci sono chiamati romantici.<br><br><br></div><div>I romantici contrastavano gli ideali illuministi, che sminuivano elementi importanti della personalità umana, come i sentimenti, le emozioni e l’emotività che a volte agiscono più potentemente della ragione nell’indirizare le scelte delle persone. <br><br></div><div>I temi principali della letteratura romantica furono la contemplazione del paesaggio, la soggettività del poeta e dei suoi sentimenti e le riflessioni esistenziali.<br><br></div><div>Una delle principali tendenze del Romanticismo italiano fu quella della lirica e della soggettività, dove il massimo esponente fu Giacomo Leopardi.<br><br></div><div>Giacomo Leopardi nacque nel 1798 a Recanati, la sua vita venne colmata già durante l’infanzia da una profonda infelicità. Leopardi cercò allora sollievo alla sua solitudine nello studio che gli fornì una cultura eccezionale.<br><br></div><div>La sua poesia esprime una visione pessimistica della vita e della condizione umana, per lui ogni uomo ha un desiderio di felicità irraggiungibile.<br><br></div><div>Inoltre, sempre per Leopardi, la Natura si comporta nei confronti dell’uomo come una crudele matrigna: illude, specialmente nell’età giovanile, le persone per poi far crollare tutte le proprie illusioni nell’età adulta.<br><br></div><div>La felicità è negata a tutte le creature viventi, quindi il suo diventa un pessimismo cosmico, cioè che include tutti gli esseri del creato.<br><br></div><div><em>La Ginestra </em>è il testo più lungo dei <em>Canti</em> di Giacomo Leopardi, il quale inizia la poesia scegliendo come interlocutrice proprio la ginestra, fiore solitario che cresce sulle pendici del Vesuvio, dove un tempo si ergevano città fiorenti e ora sono deserte e ricoperte di rovine e cenere. Questo è lo spazio che simboleggia il tragico destino dell’uomo. In questa strofa prevale il sarcasmo. <br><br></div><div>Nella seconda strofa continua la polemica, questa volta contro l’Ottocento, definito il secolo superbo e sciocco, che ha costituito una regressione nella testa dell’uomo.<br><br></div><div>Qui inizia la terza strofa, dove Leopardi spiega esplicitamente che una persona nobile non è quella che accetta la miseria e dichiara di essere creata per essere felice, ma, al contrario, quella che dichiara che il male è stato assegnato agli uomini, un animo nobile è quello che nella sofferenza si mostra forte e dà la colpa al vero nemico degli uomini: la Natura. Leopardi propone allora una soluzione di riscatto alla misera condizione umana: l’unione e la collaborazione di tutti gli uomini contro la comune nemica.<br><br></div><div>Andando avanti viene descritta la vastità e l’infinità dell’universo, rispetto alla quale l’uomo non è che un insignificante e minuscolo punto di luce fioca.<br><br></div><div>Viene anche descritta la forza distruttrice della Natura, di fronte alla quale l’uomo non può nulla; viene quindi ricordata l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano, la Natura assume l’immagine di una forza indistruttibile e insensibile.<br><br></div><div>L’opera si conclude con ancora l’immagine della ginestra, il docile fiore che si erge contro la Natura crudele e la stoltezza degli uomini.<br><br></div><div>In questo delicato momento di diffusione del Coronavirus, “la Ginestra” è più che mai attuale: testimonia il potere della natura e la debolezza della condizione umana.<br><br></div><div>L’uomo non può controllare le malattie, la vecchiaia, le sofferenze, la morte.<br><br></div><div>L’uomo può sfruttare le risorse della natura ormai scarse, può trasformare in senso negativo l’ambiente e inquinarlo ma, alla natura, basta poco per riprendersi una rivincita.<br><br></div><div>Il Covid-19 ha attaccato la popolazione mondiale, dalla Cina alla Lombardia, dal Regno Unito agli Stati Uniti, zone dove l’inquinamento atmosferico ha già logorato il sistema respiratorio.<br><br></div><div>Si è visto che, per vincere la guerra al Covid-19, l’unica arma a disposizione dell’uomo, almeno finché non viene trovata una cura valida, è quella della solidarietà, della fratellanza, come quella mostrata dai medici, dagli infermieri, dai volontari della Croce Rossa e di tutte le altre associazioni di volontariato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-08 13:09:00 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;inquinamento atmosferico</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/561124073</link>
         <description><![CDATA[<div>Seppur ci siano degli animali che riescono a percepire gli stati d'animo dei loro simili, e a volte anche degli umani, sembra che noi non sappiamo fare altrettanto nei loro confronti  o verso l'ambiente.<br><br><br>L'inquinamento atmosferico si manifesta soprattutto in Asia, anzi, più specificatamente, i paesi più contaminati dallo smog sono Bangladesh, Pakistan, Mongolia, Afghanistan e India. Mentre la città più inquinata al mondo è Ghaziabad, a causa della polvere sottile che c'è nella città. questo per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, ma ne esiste un altro causato dall'uomo al quale difficilmente si può rimediare:<br>L'inquinamento dell'acqua.<br>L'uomo ha inquinato gli oceani, i mari, i laghi, e i fiumi principalmente con la plastica.<br>Ora, se una bottiglietta di plastica impiega 100 anni per decomporsi vuol dire che se non interveniamo seriamente subito, le prossime generazioni potrebbero trovarsi un mare fatto di plastica.<br>Ma questi due inquinamenti non solo causano danni all'umanità e ambiente, ma anche agli animali:<br>nell'acqua i pesci, gli uccelli e le tartarughe mangiano la plastica e quindi di conseguenza muoiono. Ma anche lo smog nelle città fa tutt'altro che bene agli animali domestici (inoltre con il fattore "cambiamento climatico" questo danno che subiscono inconsapevolmente si moltiplica).<br>Ci possono essere delle soluzioni per rimediare all'ambiente:<br>per quanto riguarda lo smog lo si può diminuire con la crescita della mobilità sostenibile e l’utilizzo di impianti di riscaldamento più efficienti, ma anche con la vegetazione nelle città, magari sui tetti dei palazzi la vegetazione può pulire l'aria.<br>per diminuire l'inquinamento dell'acqua invece bisognerebbe impegnarsi a non utilizzare più la plastica.<br>Se vogliamo veramente aiutare gli animali, l'ambiente e noi stessi ci conviene farlo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-09 07:55:27 UTC</pubDate>
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         <title>Me</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/561394528</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-09 12:51:28 UTC</pubDate>
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         <title>La comunicazione emotiva</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/564406272</link>
         <description><![CDATA[<div>Anche per le persone che possono far fatica ad esprimersi o a capire c'è una cosa che può comunicare i sentimenti, si chiama musica.<br>E trasmette alle persone delle emozioni tramite la comunicazione emotiva.<br><br><br>La comunicazione emotiva costituisce un aspetto delle interazioni sociali di cui facciamo  esperienza ogni giorno. Ogni nostra frase o discorso veicola significati emotivi precisi e fornisce perciò ai nostri ascoltatori informazioni importanti su come ci sentiamo in un dato momento. esattamente per come funziona con il linguaggio, anche la musica è in grado di trasmettere emozoni all'ascoltatore.<br>Si può dimostrare con un esempio:<br>ascolta il brano ma non guardare la risposta sotto e prova ad indovinare.<br><br></div><div>https://youtu.be/Y66j_BUCBMY<br><br>Questa canzone rappresentava l'ottimismo, che ha bisogno di felicità (infatti è molto simile ad un brano "felice") e di un ritmo sicuro. <br>Quindi con questo esperimento si dimostra che la musica esattamentre come il linguaggio può far suscitare emozioni forti.<strong><br></strong><a href="https://www.stateofmind.it/2013/01/linguaggio-musica/"><strong><br></strong></a><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-11 10:03:09 UTC</pubDate>
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         <title>Viandante in un mare di nebbia</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/564407482</link>
         <description><![CDATA[<div>Caspar David Friedrich è da molti considerato come il simbolo del romanticismo in arte, e una delle sue opere più famose è: "viandante in un mare di nebbia".<br><br>I temi rappresentati nel dipinto sono quelli dell’infinito, del sublime e dello smarrimento<br>empatico attraverso l’ immedesimazione con il paesaggio naturale sottoposto ad un<br>importante evento meteorologico.<br>La natura viene, quindi, assunta come un protagonista vivente, forse più importante del<br>viandante che rimane di schiena.<br>L’uomo, il viandante in questo caso, è indifeso e misero di fronte al meraviglioso infinito<br>naturale.<br>Il Viandante si perde nella contemplazione del mare di nebbia e questa perdita annulla la<br>sua individualità in una sorta di meditazione mistica (lo stato di non coscienza).<br>Il protagonista del quadro essendo posto di schiena permette una identificazione con<br>ognuno di noi. Ogni osservatore può identificarsi con il Viandante riflettendo<br>filosoficamente sulla propria esistenza umana che viene assorbita dall’ immensità della<br>natura.<br>La grandezza di Friedrich, però, sta nel far empatizzare  colui che quarda quest'opera con il viandante, cioè anche se lo vediamo di schiena, riusciamo a capire cosa sta provando.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-11 10:03:44 UTC</pubDate>
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         <title>Kailash Satyarthi</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/573062775</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei campi di concentramento i bambini li uccidevano, oggi invece, in alcuni paesi del mondo, i bambini sono resi schiavi, strappati o venduti dalle loro famiglie, per ottenere soldi o sdebitarsi. </div><div><br> Kailash Satyarthi è un attivista dei diritti umani impegnato da anni nella lotta contro il lavoro minorile. Nasce in India, precisamente a Vidisha, l'11 gennaio 1954 e nel 2014 riceve, insieme a Malala Yousafzai, il Premio Nobel per la Pace.</div><div>Ha dedicato il l’importante premio ai bambini che vivono in schiavitù.<br> L'India è uno di quei paesi dove i bambini vengono resi schiavi e dove ogni otto minuti scompare un bimbo.</div><div>Questo accade nonostante nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proclamata nel 1948, si affermi quanto segue:  </div><div><br> <em>“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.”</em></div><div><em><br> “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.”</em></div><div><em><br> "Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti."</em></div><div><br> Questi citati sono gli articoli n.3, 4, 5 della Dichiarazione, la quale comprende i diritti che una persona ha, qualunque etnia, sesso, religione, opinioni politiche, condizioni sociali ed economiche abbia.</div><div><br> Ovviamente essi non sono rispettai ovunque, specialmente nei paesi più poveri del mondo, dove, molto probabilmente, i bambini o gli stessi adulti non li conoscono neanche.<br><br></div><div><br> Kailash Satyarthi è contrario a qualsiasi forma di schiavitù e si è battuto e si batte ancora oggi per far cessare nel mondo il lavoro minorile.<br><br></div><div><br> Nel 1980 abbandonò la sua vita di tutti i giorni, la sua carriera da insegnante, per diventare segretario del Bonded Labor Liberation Front (Fronte di Liberazione della Schiavitù per Debiti);<br> Nello stesso anno fondò anche il movimento Bachpan Bachao Andolan (Missione Salvare l'Infanzia). Satyarthi ha partecipato a numerose campagne internazionali come la Marcia globale contro il lavoro minorile.<br><br></div><div>Kailash ha ricoperto anche il ruolo di presidente della coalizione internazionale “Campagna Globale per l'Educazione”, di cui è anche uno dei quattro fondatori.<br> Inoltre ha fondato il Network Rugmark, che è la prima associazione, formata da volontari, che si preoccupa di monitorare e certificare che i tappeti fabbricati in Asia meridionale non siano realizzati da bambini.<br><br></div><div><br> Come già detto, Kailash Satyarthi, nel 2014, ha vinto il Nobel per la pace insieme a Malala, della quale ha detto: “Conosco Malala personalmente e la inviterò a lavorare con me. <br><br></div><div>In oltre 25 anni di difesa dei diritti dei minori e dei diritti umani, la sua azione ha permesso di liberare più di 80.000 bambini, favorendone la reintegrazione sociale.<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 15:54:08 UTC</pubDate>
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         <title>I campi di concentramento</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/601721193</link>
         <description><![CDATA[<div>Come Edith Stein milioni di uomini, donne, bambini, anziani hanno patito i campi di concentramento.</div><div> <br><br></div><div>Fabio Arfini è un collega di mia madre, dalla sua intervista emerge il disagio di raccontare un’esperienza così dolorosa vissuta in prima persona da suo padre.<br><br></div><div>Francamente lo capisco, i campi di concentramento andavano ben oltre la morte, le persone, infatti, venivano torturate, obbligate a lavori forzati, nutrite in modo inadeguato e poi uccise per divertimento o perché ormai inutili. <br><br></div><div>Capisco che una persona preferirebbe provare a dimenticare ciò che ha visto e vissuto e pregare per fare in modo che nessun altro lo veda e lo provi mai.<br><br></div><div>Ma c’è anche chi preferisce ricordarlo e trasmettere ai più giovani ciò che è avvenuto in passato, per metterli in guardia e per fare in modo che non si verifichi mai più.<br> "<strong>Ammettere il genocidio ebraico serve a stimolare empatia. Uno strumento fondamentale per la risoluzione dei conflitti."</strong><br> Questa frase fu detta da Mohammed S. Dajani, un professore palestinese e attivista per la pace che ha ottenuto il riconoscimento internazionale per la sua vasta esperienza nell'accrescere la consapevolezza sull'olocausto.<br> Nel 2014 Mohammed ha portato 27 studenti universitari palestinesi a visitare i campi di sterminio di Auschwitz; in questo progetto erano coinvolte anche due università di studenti israeliani che, a loro volta, hanno visitato  un campo profughi vicino a Betlemme.<br> Lo scopo del professore era quello di suscitare empatia tra gli studenti palestinesi e israeliani, per far capire cosa ha sofferto l’altro popolo e quanto pesa nella sua coscienza, per non commettere più gli stessi errori in futuro .<br><br></div><div>Personalmente penso che i nazisti nei campi di concentramento fossero pazzi o sempre ubriachi, colpire una persona con un bastone con la volontà di ammazzarlo, perché? Perché appartenente a un etnia diversa? E allora? <br><br></div><div>Hai un briciolo di sensibilità nel cuore? Penso che abbia ragione Mohammed S. Dajani quando afferma che è preferibile far sapere cosa è successo per evitare che non si ripeta mai più una simile barbarie. <br><br></div><div>Due anni fa ho visitato il campo di concentramento di Dachau, vicino a Monaco, in Germania. Fu il primo campo di concentramento nazista, l’unico che esistette per tutti i dodici anni del Terzo Reich. Fu inaugurato il 22 marzo 1933, appena due mesi dopo la nomina a cancelliere di Adolf Hitler. <br><br></div><div>La visita mi ha emozionato molto perché tocca il cuore vedere i forni crematori, le camere a gas e leggere i nomi di tutte le persone morte lì.<br> <br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 18:28:25 UTC</pubDate>
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         <title>La sensibilité</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/608826065</link>
         <description><![CDATA[<div>La sensibilité est une condition psychologique, provoquée par la stimulation des sentiments: c’est la sensibilité émotive.<br><br></div><div>On peut analyser la sensibilité émotive à travers un exemple: un garçon sensible est reproché par son chef à cause d’un erreur qu’il a fait. C’est probable que le garçon prouvera une émotion triste et déplaisante importante, il aura honte, les tons musculaires diminueront et il deviendra rouge.<br><br></div><div>À ce point, son état émotif de honte le portera à accepter le reproche et à ne pas agir impulsivement.<br><br></div><div>Peu à peu cet état diminuera jusqu’à disparaître.<br><br></div><div>Dans le cas où le garçon ne soit émotivement sensible, il aurait pu utiliser le colère pour sortir de cet état de honte, sans l’accepter. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-03 12:55:07 UTC</pubDate>
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         <title>Empathy</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/608831002</link>
         <description><![CDATA[<div>Empathy is the ability to understand the emotions and feelings of other people. <br><br></div><div>Personally, I think that I am an empathetic person, because I am quite good at understanding how my friends or the people in my family are feeling. <br><br></div><div>But empathy is not just understanding one’s emotions, but also feeling like that person. For example, if one of my friends is sad for some reasons, I feel sad as well, just like him. Empathy is particularly important in a friendship, in a family and in all the relationships that we have in our life.<br><br></div><div>Not everyone has this ability, and maybe I myself am not so empathic as well, but I know that many people can’t be empathic: is this the reason why the world is falling apart?<br><br></div><div>Maybe yes, maybe not, but the important thing is being empathic towards the people we love, friends and family, and I know that they will help me and return when I need. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-03 12:57:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il percorso</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/611627816</link>
         <description><![CDATA[<div>Finisce questo percorso, spero di essere riuscito a far capire che l'empatia e la sensibilità sono qualcosa di necessario nella vita, in qualunque contesto, con gli amici, famiglia, sconosciuti, al lavoro o a scuola. <br>E veramente, con queste due cose si possono fare azioni di bene e cambiare il mondo, non è solo ciò che proviamo o che trasmettiamo agli altri, è un modo di vivere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-04 17:55:07 UTC</pubDate>
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         <title>Dachau</title>
         <author>conzadoriandrea</author>
         <link>https://padlet.com/conzadoriandrea/Bookmarks/wish/614037828</link>
         <description><![CDATA[<div>Queste sono le foto del campo di concentramento di Dachau, scattate da me.<br>Nella prima foto è rappresentato il cancello con la famosa scritta <em>il lavoro rende liberi,</em> nella seconda invece un monumento in onore delle tante vittime. <br>La terza foto raffigura il filo spinato, l'unica cosa originale e non ricostruita.<br>Nelle due seguenti foto ci sono i forni crematori e le camere a gas. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-06 08:42:09 UTC</pubDate>
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