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      <title>3E by alessia d&#39;antonio</title>
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      <pubDate>2018-09-25 06:27:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <title>Una preghieraLa GayatriSignore di tutte le galassie,tu che sostieni l’universoda cui tutto nasce,e attraverso cui tutto ritorna,svelami il volto del vero sole spiritualeora nascosto da un disco di luce dorataaffinché io possa conoscere la veritàe svolgere correttamente il mio compitomentre faticosamente cammino,giorno dopo giorno,verso i tuoi sacri piedi.La gayatri è un antichissimo mantra, una formula il cui potere è racchiuso nella vibrazione del suono nella lingua originale e che pertanto non dovrebbe essere tradotta. Il testo, così come è stato tramandato dai testi indiani, suona così: OM… OM… OM…BHUR BHUVAH SVAH TAT SAVITUR VARENYAM BHARGO DEVASYA DHIMAHI DHYO YO NAH PRACHODAYAT OM… OM… OM… (ascolta)</title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <pubDate>2018-09-25 06:31:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <pubDate>2018-09-25 06:31:57 UTC</pubDate>
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         <title>Noi, induisti in ItaliaNoi induisti presenti in Italia siamo circa 115mila. Per la maggior parte siamo immigrati, ma ci sono anche numerosi italiani. In Italia ci sono circa 45 centri induisti di rilievo nazionale, i cui movimenti più numerosi sono quelli che fanno capo a Sathya Sai Baba  e alla meno nota maestra Amma (circa 2mila).L’Unione Induista Italiana è nata nel 1996, nel 2000 ha ottenuto il riconoscimento come confessione religiosa da parte del presidente della Repubblica e nel 2007 ha firmato l’intesa con la Repubblica Italiana, ai sensi dell’art. 8 della Costituzione. Oggi fanno riferimento all’Unione circa 25 centri e il Gitanda Ashram (in provincia di Savona) ne è in un certo senso il quartier generale.Anche nel Lazio, specialmente nelle aree periferiche delle città, si trovano piccoli centri induisti: alcuni sono frequentati soprattutto da immigrati indiani e bengalesi, altri (come il tempio Kalimandir a Roma) sono stati fondati da fedeli italiani che hanno abbracciato la religione induista.induismoIl destino del nome, della regista indiana Mira Nair, è un film sulla migrazione indiana che racconta le difficoltà delle nuove generazioni.</title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <title></title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <title>Siddhartha Guatama, nacque in India nel 600 a.c. Essendo ricco, visse in maniera lussuosa, considerando poco il mondo attorno. I suoi genitori volevano preservarlo dalle sofferenze del mondo esterno e non volevano che fosse influenzato da una qualche religione. Tuttavia, un giorno ebbe una visione di un cadavere, di un anziano e di un malato. Ebbe una quarta visione di un sacerdote ascetico, sereno perché aveva abbandonato il lusso. Vedendo la serenità del sacerdote, decise di diventare ascetico. Abbandonò la sua vita di benessere e ricercò l’illuminazione attraverso l’austerità ed era solito fare intense meditazioni. Divenne un leader per altri. È culminante un evento nella sua vita. Un giorno, seduto sotto un fico, ( chiamato l’Albero Bodhi), con una ciotola di riso, decise che avrebbe meditato fino al raggiungimento dell’illuminazione, anche fino alla morte, se necessario. Dopo tentazioni e travagli, raggiunse l’illuminazione il mattino seguente. Per questo fu chiamato “l’Illuminato” o il “Budda”. Dopo questa consapevolezza, iniziò ad insegnare ai suoi seguaci, tra i quali cinque divennero i suoi primi discepoli. Cosa ha scoperto Gautama? L’illuminazione è una via di mezzo, non si trova nel lusso estremo. Scoprì anche quattro nobili verità: 1) vivere è soffrire ( dukha), 2) soffrire è causato dal desiderio, (tanha, o “attaccamento”), 3) la sofferenza può finire quando si eliminano le passioni a cui si è attaccati, 4) e questo può essere raggiunto percorrendo un nobile sentiero. Il nobile sentiero consiste nell’avere 1) una giusta visione, 2) una giusta intenzione, 3) un buon dialogo, 4) giuste azioni, 5) essere un sacerdote, 6) impegno verso le giuste cose, 7) meditazione e 8) concentrazione, (focus). Gli insegnamenti di Budda son raccolti nella “Tripataka”; o i “tre cesti”.</title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <pubDate>2018-10-09 07:11:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia_dantonio77</author>
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         <pubDate>2018-10-16 06:16:50 UTC</pubDate>
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