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      <title>Città ideale: Ferrara by Flavio Ronzani</title>
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      <description>Ci fermammo quel giorno in Ferrara, la quale invero è una bella città in apparenza: ha da ogni parte palazzi grandi e magnifici; le strade dritte, lunghissime e molto larghe (Andrea Minucci)</description>
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      <pubDate>2023-02-19 19:24:19 UTC</pubDate>
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         <title>Perché Ferrara è una città ideale</title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div>La città di Ferrara è sicuramente l’esempio di città ideale del Rinascimento grazie all’Addizione Erculea,un ampliamento della città avvenuto nel 1492 sotto il piano dell’architetto Biagio Rossetti il quale concepì la prima città moderna d’Europa.L’Addizione si basò sulla progettazione delle strade che si rifacevano al modello romano che si basava su uno schema cardo-decumanico parallelo a due assi ortogonali principali.Ferrara è inoltre il connubio perfetto tra bellezze naturali ,quali la foce del suo delta del Po o il parco Bassani, considerato come il polmone della città, e artificiali primo fra tutti il Palazzo dei Diamanti,Palazzo Massari e molti altri. Durante il Rinascimento Ferrara fu la patria di molti artisti come Ludovico Ariosto che venivano ospitati dalla corte estense e ciò la rese uno tra i più importanti centri umanistici e culturali. Anche oggi la città è un grande esempio di multiculturalità come dimostra la comunità ebraica che è parte fondamentale dell’essenza ferrarese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:07:40 UTC</pubDate>
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         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.ferraraterraeacqua.it/it/rinascimento/itinerario-1-ferrara-citta-ideale">https://www.ferraraterraeacqua.it/it/rinascimento/itinerario-1-ferrara-citta-ideale</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:09:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ferrara fu la prima città ad aver avuto un vero piano regolatore per opera degli Estensi. La città divenne in quel periodo un importante centro umanistico, ospitando alla corte estense i maggiori poeti italiani del Quattrocento e Cinquecento, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, nonché i grandi pittori del tempo, tra i quali Tiziano, nella stagione del cosiddetto Rinascimento Francese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:11:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ferrara patria della letteratura</title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://blog.italotreno.it/idee-di-viaggio/da-giorgio-bassani-a-ludovico-ariosto-ferrara-letteraria-e-artistica/">https://blog.italotreno.it/idee-di-viaggio/da-giorgio-bassani-a-ludovico-ariosto-ferrara-letteraria-e-artistica/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:15:01 UTC</pubDate>
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         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <pubDate>2023-02-19 21:15:59 UTC</pubDate>
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         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Più di 8000 bugne, a forma di piramide o di “diamante”, in marmo bianco e rosa, ne coprono le due facciate, dando il nome al Palazzo dei Diamanti . L’architetto <strong>Biagio Rossetti</strong> ne fece un <strong>capolavoro urbanistico</strong>, soprattutto ponendo la decorazione principale sull’angolo: un artificio destinato a sottolineare l’importanza dell’incrocio e a fare dell’edificio un’opera del tutto originale, creata per la veduta prospettica anziché di facciata. L’angolo, infatti, è impreziosito da splendide candelabre scolpite da Gabriele Frisoni e da un grazioso balconcino, di poco posteriore, che accentua la direttrice visiva verso la vicina Piazza Ariostea. La struttura interna si sviluppa su tre ali, con una pianta ad U originariamente simmetrica, ma alterata dai rifacimenti successivi. Il <strong>palazzo </strong>è oggi sede di musei: - ospita al piano nobile la Pinacoteca Nazionale e al piano terra lo Spazio espositivo <strong>, </strong>in cui si tengono le rinomate<strong> mostre del Palazzo dei Diamanti organizzate daFerrara Arte</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:20:38 UTC</pubDate>
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         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>A metà del ‘400, nonostante gli ampliamenti e le modifiche precedenti, Ferrara era ancora una città medievale, l’aumento enorme della popolazione aveva portato a concentrare un fitto assembramento di abitazioni in un cerchio di mura piuttosto limitato. Le strade erano strette e tortuose e non vi erano piazze.<br>Per le nuove esigenze della signoria estense, mancavano gli spazi di rappresentanza ed i percorsi al suo interno rallentavano i movimenti dell’esercito, rendendo la città poco gestibile in caso di difesa.<br>Ercole I decise di realizzare una radicale trasformazione della città, con l’ampliamento urbanistico, la costruzione di una nuova cinta di mura difensive e la razionalizzazione del sistema viario. Venne quindi avviata la “seconda addizione”, conosciuta anche come Addizione Erculea, un intervento urbanistico di grande respiro che raddoppiò l’area urbana e ridisegnò l’assetto delle strade. Non si è trattato, quindi, semplicemente di trasformare il centro medievale, ma piuttosto di sviluppare un nuovo centro urbano<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:23:12 UTC</pubDate>
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         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <title>Corte degli Estensi</title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://emiliaromagnaturismo.it/it/arte-cultura/citta-darte/estensi-ferrara">https://emiliaromagnaturismo.it/it/arte-cultura/citta-darte/estensi-ferrara</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:25:06 UTC</pubDate>
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         <title>Ercole I D’Este</title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <title>Ferrara come esempio dell’obiettivo 11 nell’Agenda 2030</title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://unric.org/it/obiettivo-11-rendere-le-citta-e-gli-insediamenti-umani-inclusivi-sicuri-duraturi-e-sostenibili/">https://unric.org/it/obiettivo-11-rendere-le-citta-e-gli-insediamenti-umani-inclusivi-sicuri-duraturi-e-sostenibili/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:28:31 UTC</pubDate>
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         <title>Ferrara e l’inclusione della comunità ebraica</title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <title></title>
         <author>ronzaniflavio12</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Unione delle comunità ebraiche italiane ha scelto Ferrara come città capofila per la 23esima Giornata Europea della Cultura Ebraica<br><br><a href="https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2022/09/ferrara-custode-della-cultura-ebraica-0b67ca14-773e-41ce-b476-39d2fb3cca8c.html">https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2022/09/ferrara-custode-della-cultura-ebraica-0b67ca14-773e-41ce-b476-39d2fb3cca8c.html</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:32:45 UTC</pubDate>
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         <title>Ferrara Ebraica</title>
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         <description><![CDATA[<div>La storia della presenza ebraica a Ferrara si dipana lungo circa sette secoli ed è intimamente intrecciata a quella della città; i primi insediamenti risalgono agli anni attorno al 1100 mentre i documenti ricordano attività commerciali di ebrei a partire dal 1227.Nel corso del Quattrocento, grazie alle politiche illuminate dei duchi d'Este, la comunità si ingrandisce accogliendo gli esuli cacciati da altri Paesi, in particolare gli ebrei spagnoli (1492), portoghesi (1498) e tedeschi (1530). La seconda metà del XV secolo e il Cinquecento segnano l'età d'oro degli ebrei di Ferrara, vero e proprio centro della cultura ebraica in Italia e si aprono varie sinagoghe fra cui quelle del complesso di via Mazzini 95. Degna di nota la Scola Spagnola, fondata dagli ebrei originari della penisola iberica, giunti in seguito all'invito del duca Ercole I d'Este a stabilirsi a Ferrara e a esercitare i propri commerci e le proprie attività, contribuendo così alla fortuna della città. Fra gli ebrei sefarditi che raggiungono la città ci sono stampatori, medici e mercanti.Con il passaggio di Ferrara allo Stato della Chiesa, nel 1598, inizia la decadenza della comunità. Nel tempo si moltiplicano limitazioni e proibizioni che culminano con la segregazione nel ghetto (1627), individuato nella zona tra via Sabbioni (oggi via Mazzini), via San Romano e via Gattamarcia (oggi via Vittoria). La chiusura del ghetto dura oltre un secolo, con una temporanea apertura durante l'occupazione francese, nel 1796. La segregazione cessa definitivamente con l'Unità d'Italia.All'inizio del Novecento la comunità conta oltre 1000 iscritti, partecipi della vita civile e culturale. Nel 1938, con la promulgazione delle leggi razziali, hanno inizio le persecuzioni e, tra il 1941 e il 1945, i fascisti razziano e distruggono i beni della comunità. 156 ebrei vengono deportati nei campi di sterminio.Le tracce della presenza ebraica in città non si sono mai perse, semmai sono rimaste sopite, incluse nel patrimonio culturale della città. Non è un caso, quindi, che proprio a Ferrara sia istituito, nel 2003, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), il cui scopo è far conoscere la storia, il pensiero e la cultura dell’ebraismo italiano e di offrire testimonianze delle persecuzioni razziali e delle tragiche vicende della Shoah in Italia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-19 21:33:59 UTC</pubDate>
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