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      <title>Area tematica 3 – Sicilia dei saperi by 500 giovani Mibact Gruppo B Cricd</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-05-25 08:59:35 UTC</pubDate>
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         <title>Vito Fulco – Alcamo (TP)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112477041</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Vito Fulco costituisce un caso unico in Sicilia di riproposizione dell'antica arte della decorazione a freddo di superfici vitree alla maniera dei cosiddetti pincisanti, tecnica molto fiorente e richiesta tra XVIII e XIX secolo soprattutto a Palermo e a Trapani. La sua caratteristica peculiare consiste nel fatto che produce i suoi dipinti devozionali utilizzando materiali, stili e temi iconografici uguali agli originali; Fulco di fatto esercita il mestiere di pincisanti del terzo millennio proponendosi come testimone di iconografie oggi desuete. I dipinti su vetro siciliani costituiscono nel loro complesso un documento prezioso per la conoscenza di uno dei tratti più significativi della cultura tradizionale, quello relativo alla religiosità e alle forme di devozione domestica. La pittura su vetro siciliana predilige dunque soggetti sacri ed è caratterizzata dall'assenza di perfezionismi dettati dalla complessità e particolarità della tecnica esecutiva. Per la funzione a cui le opere sono destinate ciò che conta non è tanto la buona realizzazione quanto l'incisività, la chiarezza e l'immediatezza del messaggio dal punto di vista devozionale.<br><br>Approndimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/199">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:54:52 UTC</pubDate>
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         <title>Raffaele La Scala carradore – Agrigento </title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112491454</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Raffaele La Scala è stato uno degli ultimi rappresentanti dei Carradori siciliani e il suo lavoro ha costituito un prezioso documento della storia della Sicilia. La collezione oggi vanta la presenza di cinque carretti che vedono raffigurati famosi pezzi di storia. La collezione è arricchita da altri tre piccoli carretti e da una carrozza unica nel suo genere e di gran valore per le rifiniture e sculture. A questi si aggiungono svariate parti di carretto insieme a tutti gli attrezzi adoperati per la costruzione e la mano d’opera. Ha lasciato al figlio Marcello una collezione di cinque carretti in ottimo stato di conservazione, risultato di un artigianato che racchiude schegge di una millenaria tradizione in una maestria sapiente ed affinata.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/157">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 10:54:41 UTC</pubDate>
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         <title>Arte del papiro – Siracusa  </title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112491476</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Per scongiurare la dispersione della memoria dell’antica lavorazione del papiro, nel centro siceliota di Siracusa, il Museo del Papiro porta avanti un’intensa attività di ricerca, formazione e promozione della tecnica. Siracusa è menzionata nelle fonti storiche come centro di produzione e lavorazione di questa particolare pianta già a partire dal 250 a.C, ma allora i manufatti scrittori presentavano una discreta qualità rispetto a quelli realizzati nei maggiori centri attivi in Egitto. Soltanto alla fine del ‘700, con il recupero dell’antica tecnica pliniana, Siracusa torna in auge assicurandosi una produzione di qualità maggiore e una diffusione della tecnica tra le élite del tempo. Oggi viaggiando a Siracusa non si può non soffermarsi sulla presenza e la storia di questa pianta che ne connota paesaggio e storia. <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/149%20">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 10:54:49 UTC</pubDate>
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         <title>Arte della Falconeria di Antonio Centamore</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112491499</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La falconeria, arte antichissima e legata alla figura dell'Imperatore Federico II di Svevia, è una pratica venatoria basata sull'uso di falchi o altri uccelli rapaci per catturare prede, solitamente altri uccelli. In Italia, la caccia con il falco è regolamentata dalla legge 157 del 1992, che inserisce il falco tra i mezzi di caccia consentiti. Grazie alla falconeria, i rapaci possono essere addestrati anche per svolgere lavori socialmente utili come, ad esempio, tenere lontani gli stormi di uccelli che potrebbero creare pericoli nelle aree aeroportuali. Antonio Centamore, maestro falconiere, opera in località Castelmola.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/129?Itemid=">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 10:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>Domenico Di Mauro – Aci Sant&#39;Antonio (CT)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Domenico Di Mauro (1913-2016) fin da piccolo ha vissuto ad Aci Sant'Antonio, importante centro della Sicilia Orientale per la decorazione dei carretti, apprendendo quest'arte in diverse botteghe di importanti pittori di carri che hanno lasciato un segno profondo nella sua formazione. Gli anni di esercizio, lavoro e passione l’hanno raffinato e, grazie al suo talento, il “suo carretto” è diventato una ricercata opera d’arte. Oltre alla decorazione con motivi geometrici e/o fitomorfi e antropomorfi, sono da ricordare le sue colorate sponde di carretto che riproducono sia scene religiose ma anche e soprattutto racconti cavallereschi: i Paladini di Francia, la Cavalleria Rusticana, la Gerusalemme Liberata. Tutte le scene sono ambientate in luoghi e paesaggi di ispirazione chiaramente siciliana: non è raro, per esempio, vedere sullo sfondo l'Etna in eruzione. Fino al giorno della sua morte, ha continuato a dipingere nella sua bottega ad Aci Sant'Antonio, circondato da collaboratori ed apprendisti. Le opere dell'artista sono visibili in tutta la Sicilia, altre sono sparse in tutto il mondo: Parigi, Washington, Mosca, Leningrado, Tokyo.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/180%20">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 10:55:04 UTC</pubDate>
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         <title>Ceramica e presepe artistico – Caltagirone (CT)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112496661</link>
         <description><![CDATA[<div><br>"Caltagirone: la città della ceramica": è così che si è soliti presentare la cittadina in provincia di Catania.  È a Caltagirone che la maestria si congiunge a un spiccato senso estetico nelle decorazioni delle maioliche, le quali vennero adoperate non solo per un uso quotidiano, ma anche per i rivestimenti architettonici dell'impianto urbano e delle chiese del paese. Inoltre, Caltagirone è nota anche per le figurine devozionali dei suoi presepi, arte che trae origine sia da un forte sentimento religioso che da quella tecnica artistica volta alla produzione di vasellame antropomorfo. La tecnica utilizzata per la produzione figulina si diffuse magistralmente da Caltagirone ai maggiori centri di tutta l'Europa. I figulinai calatini, anziché plasmare la figura per intero, la rivestivano di sottili foglie di creta, sovrapponendole ai corpi, antecedentemente modellati, creando lievi e fluttuanti panneggi.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/125">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 11:42:10 UTC</pubDate>
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         <title>Arte della Ceramica – Collesano (PA)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112496677</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il sapere della lavorazione della ceramica viene tramandato da secoli nel paesino delle Madonie.  Depositari di questo sapere erano gli stazzonari o i fornaciai che si distinsero per la loro duttilità nella produzione manuale, che erano soliti trasmettere da padre a figlio o genero, e per la caratteristica colorazione cinnirina (color cenere). <br>La robba grossa (di cui facevano parte le tegole, i catusi (tubi), i mattoni grossi e longhi, i larerizzi, gli imbrici, la terracotta non smaltata, le stoviglie stagnate d'uso domestico, le maioliche a produzione popolare, il vasellame d'aromateria e i mattoni stagnati e colorati) fu la prima produzione di ceramica collesanese nata per soddisfare le esigenze del mercato locale. Con il passare del tempo si assistette a un progressivo diversificarsi della produzione della ceramica con la comparsa delle lucerne antropomorfe e delle maioliche per la pavimentazione o per le decorazioni da esterno delle chiese.    <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/135">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 11:42:19 UTC</pubDate>
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         <title>Franco Liberto – Cefalù (PA)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Francesco Liberto, detto Ciccio, apprese fin da bambino il mestiere del calzolaio lavorando nella bottega dello zio. La sua arte e la sua passione per l'automobilismo hanno segnato la sua fortuna. Il suo nome è legato alla ditta di calzature fondata negli anni '60, nota in tutto il mondo per le scarpe da corsa in pelle, realizzate a mano e su misura, che hanno calzato i piedi dei più noti piloti automobilistici: nel 1965 realizzò il primo paio di scarpe da corsa per Ignazio Giunti, pilota di Formula 1, e da allora ha servito i piloti della Targa Florio per 30 anni e quelli della Ferrari. Ancora oggi basta inviare l'impronta del proprio piede e Ciccio si mette al lavoro per realizzare calzature su misura, che possono anche essere decorate a mano su richiesta grazie alla sua collaborazione con artisti dell'Accademia di Brera. Le sue creazioni sono esposte in diversi musei legati al mondo dell'automobilismo tra i quali il Museo Ferrari di Maranello. Ciccio ha infine ottenuto il premio “Eccellenze d'Italia” assegnato dal Gruppo Poligrafico e Zecca dello Stato in occasione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/171%20">REIS</a><br>Vedi anche <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/52">Targa Florio e Giro di Sicilia</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 11:42:25 UTC</pubDate>
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         <title>Antonino Amato argentiere – Palermo</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/112496722</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il Maestro Antonino Amato, classe 1941, all'età di nove anni e contemporaneamente agli studi scolastici, inizia la sua formazione artistica presso la bottega del nonno materno Antonino Siddiolo, apprezzato e conosciuto artigiano del tempo, dove acquisisce le tecniche di lavorazione dei metalli e della lavorazione a banchetto della tradizione argentiera palermitana. Tra gli argentieri palermitani ancora attivi e garanti della continuità della nobile tradizione argentiera palermitana, è “tesoro umano vivente” dal 2011, inserito nel Registro delle Eredità Immateriali. La maestria e il sapere di Antonino Amato si esprimono in una creatività artistica che coniuga sapientemente le antiche tecniche con le ultime innovazioni tecnologiche del<br>&nbsp;settore delle argenterie.</div><div><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/175">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 11:42:41 UTC</pubDate>
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         <title>Arte orafo-argentiera  – Palermo </title>
         <author>500giovanitoureis</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>In Sicilia il settore dell'arte orafa e argentiera rappresenta una realtà fortemente connotata. Lungo un percorso di millenni sono state acquisite e tramandate conoscenze ancora utilizzate quotidianamente e che, grazie alla dimensione artigianale conservata a Palermo, risultano ancora applicate e applicabili consentendo la commissione di pezzi unici o piccole serie senza i vincoli e i parametri della produzione industriale. Tutto risulta da un’eccezionale combinazione di eventi che hanno tenuto a debita distanza l'industrializzazione del settore e hanno favorito una stretta correlazione con il territorio, conservando parte della localizzazione di botteghe e strutture della filiera (fonditori, tornitori, cesellatori, incisori) all'interno del centro storico, spesso sugli stessi assi viari. Tra i maestri attivi nel panorama palermitano si ricordano, solo per citarne alcuni, l'argentiere Antonino Amato, l'<a href="http://www.accardi.eu/">argentiere Piero Accardi</a>, l'argentiere Emilio Marchesini, il cesellatore Benito Gelardi, l'orafo Giuseppe Amodeo, l'orafo Pietro Maniscalco, il gioielliere Giorgio <a href="http://fecarotta.it/it/prodotti-gioielleria-palermo/Gioielli-Fecarotta,198">Fecarotta</a>, il gioielliere Silvano <a href="http://gioielleriabarraja.com/">Barraja</a>.</div><div><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/142">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 11:42:51 UTC</pubDate>
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         <title>
Gioacchino
Cataldo: rais della tonnara - Favignana (TP)
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         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/114199810</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Gioacchino Cataldo, nato nel 1941 a Favignana (isola a sud-ovest di Trapani, la maggiore tra le Isole Egadi), è profondo conoscitore dell'arte della mattanza dei tonni, un rito millenario le cui prime memorie storiche risalgono agli ultimi anni bui del Medioevo. Ex rais (dall'arabo ra’īs, ossia “capo”, in quanto appunto il capo delle operazioni di pesca), Gioacchino Cataldo è un grande divulgatore della tradizione millenaria della pesca del tonno; è anche profondo conoscitore dei numeri della mattanza, ossia cime, reti, barche, tonni, giorni e uomini, i cosiddetti “tonnaroti”. Conosce tutte le sue reti: quelle che vengono disposte per prime, a croce, secondo i quattro punti cardinali; e poi, via via, le altre, a maglie sempre più fitte sino a sembrare tappeti, issate o calate dai tonnaroti, mentre canti del lavoro d’antica origine araba assecondano la fatica di un lavoro che coniuga forza fisica e intelligenza umana. <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/176">REIS</a><br>Vedi anche <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/151?Itemid=">Pesca del tonno a Favignana</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-09 11:41:32 UTC</pubDate>
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         <title>Venera Chiarenza – Aci Sant&#39;Antonio (CT)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/114219949</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Venera Chiarenza, detta Nerina, ha raccolto l’eredità di almeno quattro generazioni di fabbricanti di carretti siciliani dai quali, fin da bambina, ne ha appreso l'arte. In ogni suo pezzo trapela l'amore e la passione per il suo lavoro. Da sempre appassionata di disegno e pittura, ha iniziato la sua carriera professionale negli anni ‘70, destando notevole scandalo poiché era impensabile per un piccolo paesino che una donna lavorasse, soprattutto in un campo tradizionalmente maschile come quello del carretto. Nonostante ciò, ha proseguito nella sua attività e raggiunto alcuni importanti traguardi, partecipando a varie esposizioni sia in Italia che all'estero. Nei suoi carretti, oltre alla classica decorazione con motivi geometrici e/o fitomorfi e antropomorfi di tutti gli elementi, di particolare pregio risultano le sponde, in cui riproduce principalmente racconti cavallereschi: costante è la presenza del paladino, eroe fedele ai propri principi e innamorato della bella Angelica.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/194%20">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-09 14:03:30 UTC</pubDate>
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         <title>Platimiro Florenza: maestro del corallo - Trapani</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area3/wish/114915510</link>
         <description><![CDATA[<div>Maestro d’arte trapanese, Platimiro Fiorenza è uno fra i più apprezzati orafi siciliani capaci di tener viva la secolare tradizione della lavorazione del corallo. Da annoverare tra le eccellenze del patrimonio artistico siciliano, il valore della ricerca di Platimiro Fiorenza è stato recentemente riconosciuto anche a livello internazionale con il suo inserimento nel 2013 come “tesoro umano vivente” nel Libro omonimo facente parte del Registro delle Eredità Immateriali.</div><div>La ricerca di Platimiro Fiorenza si inserisce egregiamente nella tradizione in cui si distinsero gli artigiani trapanesi, abili “scultori” specializzati nell’incastonatura di piccoli coralli su oggetti sacri e di uso domestico. Per secoli la città di Trapani è stata capace di eccellere nel settore della lavorazione artistica del corallo grazie all’attività di botteghe artigiane specializzate nella realizzazione di oggetti sacri, come capezzali e acquasantiere, di oggetti di uso domestico, come vassoi, zuccheriere, lampadari, paliotti, sculture, e naturalmente presepi e gioielli in corallo.</div><div><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/177%20%20%20%20">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-17 13:48:43 UTC</pubDate>
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