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      <title>Una lettera dal fronte by Valentina Felici</title>
      <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3</link>
      <description>Laboratorio di scrittura creativa sulla Grande Guerra classe 3E a.s. 2016/2017</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-03-12 07:35:36 UTC</pubDate>
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         <title>Note della Prof. Valentina Felici</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3/wish/159474219</link>
         <description><![CDATA[<div>Percorso interdisciplinare sulla Grande Guerra<br>– Lettura e interpretazione delle poesie di Giuseppe Ungaretti: <em>Fratelli</em>, <em>Soldati</em>, <em>Veglia</em>, <em>Sono una creatura</em>, <em>San Martino del Carso</em>. <br>– Visione dello spettacolo teatrale <em>Friendly Feuer</em>, produzione di Isola Teatro,<em> </em>presso il teatro Argot di Roma (3 marzo 2017).<br>– Campo Scuola a Rovereto: Museo della Grande Guerra, Trincee dell'Asmara, Campana dei Caduti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 07:40:21 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Friendly Feuer&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.isolateatro.com/friendly-feuer-una-polifonia-europea/">http://www.isolateatro.com/friendly-feuer-una-polifonia-europea/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 07:46:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 07:50:16 UTC</pubDate>
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         <title>Jacopo Majnardi</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cari mamma e papà,</div><div>Sono io il vostro caro figlio Marcello vi scrivo da una trincea da qualche parte sulle Alpi aspettando la morte improvvisa.</div><div>Qui sto come un mulo frustato nei campi, vedo compagni cadere come sorci nelle miniere uno dopo l'altro sapendo che dopo toccherà a me.</div><div>Sentendo le bombe cadere come foglie e compagni urlare dal dolore, penso sempre a voi e alla mia fidanzata Siena che sarà adesso forse ad aiutare il padre visto che il fratello Piero è andato a combattere nelle trincee del Piave.</div><div>Adesso non sto combattendo, ma sorveglio le misere provviste che sono principalmente di pane secco e acqua non fresca con qualche pezzo qua e là di crosta ammuffita senza formaggio.</div><div>L'altro ieri non ho chiuso occhio perché l'anonimo nemico ci ha fatto un agguato con i cannoni facendoci rimanerne in allerta senza dormire.</div><div>Vorrei tanto tornare a casa nel mio comodo letto invece di dormire sulla fredda e bagnata terra come un cane, di usare un vecchio straccio come coperta e lo zaino come cuscino.</div><div>Spero tanto dì tornare da voi e da Siena, invece di stare qui a soffrire aspettando piano piano di cadere gravemente ferito o di uccidere un altro soldato che sta soffrendo quanto me.</div><div>Domani vorrei tanto che questa inutile guerra finisse e tutti i soldati amici o nemici tornassero nelle loro case dai loro cari e ricominciare di nuovo la vita di tutti i giorni come una volta.</div><div><em>Firmato da Marcello Salviani il 28 ottobre 1916&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 07:52:36 UTC</pubDate>
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         <title>Eleonora Guerriero</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>24 luglio 1915</div><div>Cari mamma e papà,<br>come state? <br>Finalmente ho trovato un attimo di tempo per darvi mie notizie. <br>Sono qui in trincea credo da più di un mese, perché ho perso la cognizione del tempo. <br>Non ricordo nemmeno il giorno che ci siamo salutati, però le vostre lacrime e il profumo di casa e della cucina sono impressi nella mia memoria. Ho portato con me una vostra foto che custodisco gelosamente nel mio portafoglio.<br>Appena siamo arrivati, abbiamo costruito una trincea circondandola di filo spinato. Siamo partiti in tanti ma molti di noi non so che fine abbiano fatto, non li vedo da giorni. <br>Qui la vita è faticosa, tutti i giorni sono uguali, si dorme poco, la paura ci assale perché tutt’intorno si ode il rumore delle mitragliatrici.<br>Le scarpe sono talmente dure che la sera, quando le tolgo, ho i calzini bucati ed i piedi rossi. La camicia è di un cotone duro e ha un odore sgradevole. Come rimpiango quel buon profumo di biancheria della mamma!  <br>Alla fine della giornata sono talmente stanco che a volte mi addormento senza neanche mangiare il rancio che viene distribuito. Le mie forze stanno svanendo: non so quanto ancora resisterò.<br>Sono qui per combattere per la mia patria, ma rimpiango i giorni che la mamma mi svegliava presto per andare a scuola e giocavo con i miei amici felice ed ignaro del mio destino. <br>Come mi piacerebbe tornare indietro con il tempo, diventare bambino e stare con voi! Vorrei svegliarmi e pensare che sia tutto un brutto incubo.<br>Vi penso ogni giorno ed aspetto una vostra risposta in modo da sentirvi più vicini a me. <br>Spero di rivedervi presto.<br>Un abbraccio.                                                                                               <br>Vostro figlio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 07:55:18 UTC</pubDate>
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         <title>Leila Benevento</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3/wish/159474757</link>
         <description><![CDATA[<div>Madre, padre,<br>La guerra è difficile, troppo.</div><div>Il cibo ancora scarseggia, ma non mi lamento né di questo, né del vestiario che ci danno, né di ogni altro minimo dettaglio che può sembrare non confortevole... perché tutto ciò lo stiamo facendo non per fare un favore alla nostra patria, ma per dimostrare ad essa che noi combattiamo per la dignità e la gloria.</div><div>Qui la vita è ogni giorno più dura. </div><div>Io e i miei compagni iniziamo a credere che tutto ciò non avrà mai una fine, o che, quando sarà finita, noi non ci saremo più.</div><div>Paura, angoscia, ansia e terrore ci tormentano continuamente e ci impediscono di rimanere lucidi. </div><div>Per un soldato è normale uccidere: stringe forte al petto il suo fucile,  abbassa l'elmo sul viso per non guardare e, senza pensarci troppo, ecco un altro proiettile che parte. </div><div>Ma per un semplice ragazzo, al quale si danno delle armi senza dargli nemmeno il tempo di riflettere, non è così semplice.</div><div>C'è stata un'esplosione qualche settimana fa, qui in trincea.</div><div>Non riconosco più molti suoni, il mio udito è danneggiato. Ma il suono di un'esplosione lo riconoscerei lontano mille miglia. Un suono inconfondibile. Il suono della morte.</div><div>Questa mattina in trincea abbiamo sentito altri colpi di fucile, e altre bombe esplodere. È così che il mio migliore amico, Andrew, mi ha lasciato. Si è addormentato fra le mie braccia mentre cercavo di portarlo in salvo. </div><div>Ricordo ancora che sulla camicia una macchia di sangue si ingrandiva sempre di più. Era stato colpito all'addome.</div><div>Piangeva. Ma allo stesso tempo sorrideva.</div><div>Gli chiesi quale fosse il motivo e lui fece giusto in tempo a sussurrarmi all'orecchio: "Di' a mia madre che ora sono finalmente felice!".</div><div>E anche io penso che lo sia davvero. </div><div>Fra guerra e morte c'è poca scelta... in una, le probabilità di sopravvivere sono assai poche, e vivresti come se fossi già morto.</div><div>Nell'altra non soffriresti minimamente, e, come diceva Andrew, giungeresti nell'aldilà. </div><div>Franz, il capo, sostiene che siano tutte baggianate. Ma, nonostante ciò, anche lui preferirebbe morire. Rimane in vita solo per l'amore che prova per sua figlia e per sua moglie.</div><div>Io resto in vita per voi. E cercherò di farlo fino a quando il proiettile nemico non mi punterà il petto.</div><div>A presto,</div><div>Spero questo non sarà l'ultimo addio,</div><div>Il vostro caro Daniel</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 07:58:12 UTC</pubDate>
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         <title>Vinicio Farioli Vecchioli</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cari mamma e papà,<br><br></div><div>Sono io a scrivervi, il vostro Vinicio, la mia presenza sono certo che vi sta mancando. Ma ormai io sono di questa guerra, da cui cerco di fuggire in tutti i modi. Cerco di vivere il più normalmente che posso, ma ho capito che di normale qui non c’è proprio nulla. Questo è il mondo che nessuno di noi si augura mai di vivere, che tramuta tutto, che ci fa perdere secoli di evoluzione per riportarci a lottare per la nostra sopravvivenza. Tutto qui cambia: le persone non sono più le stesse, si vede in loro solo paura e disperazione. Non so se coloro che spingevano per questa guerra siano ancora rimasti della loro idea. Cambia la terra, che si sporca del sangue di persone innocenti che a loro volta hanno ucciso solo per non morire. La terra, che porta il peso di milioni di caduti in nome di un qualcosa in cui non credevano. Cambiano i paesaggi: da verdi vallate si sono trasformati in grigi mattatoi senza più natura, se non quella della paura provata dall’uomo. <br>Onestamente, cari genitori, non penso ci sia niente che non sia cambiato a parte il mio animo e il mio amore verso la vita, che aumenta di giorno in giorno. Questa guerra ti insegna a non amare proprio nulla perché aspetta solo il momento giusto per togliertelo, come fa con ogni altra cosa. Prima qui, sulle Alpi, potevi alzare lo sguardo e ammirare la bellezza della pace e della tranquillità. Ormai solo guardare ciò che ho di fronte mi fa piangere: migliaia di uomini costretti a morire per un qualcosa che non ci porterà mai a nulla, come ogni qualsiasi altra guerra. </div><div>Oh! cari mamma e papà, credo proprio che sto per lasciarvi. <br>Tranquilli, non sarà la morte a prendermi, bensì saranno le mie idee a portarmi lontano da voi. Infatti i sostenitori di questo massacro pensano che il mio disprezzo per la guerra debba essere <em>guarito</em>. Mi porteranno per un po’ di tempo al manicomio perché dicono che il mio mancato valore e coraggio nella trincea, il fatto che al comando della carica io non vada verso la morte con orgoglio, siano dovuti alla depressione. <br>Le uniche cose che realmente mi stanno tenendo in vita sono il pensiero di voi ed i ricordi della mia infanzia che riemergono dalla memoria. Le mie amicizie, qui, sono state distrutte. </div><div>Ma, cari genitori, devo darvi ancora brutte notizie: quando mi riporteranno al fronte, una volta tornato dal manicomio “in buona forma”, mi manderanno nelle prime linee. </div><div>Allora le mie parole verranno portate via con me dal fuoco, perché alla fine sono un soldato come tanti, che morirà senza mai aver provato le vere gioie della vita. <br>Ma rimarrò sempre il vostro unico figlio che vi ha voluto bene più di qualsiasi altra cosa, neanche la trincea o la morte potranno mai portarmi lontano da voi.</div><div> Con Amore </div><div>Vinicio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 08:06:49 UTC</pubDate>
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         <title>Claudio Scotti</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cara madre e caro padre,<br>Sono già tre mesi dal mio arrivo in trincea ed è un vero miracolo che io sia ancora in vita.<br>Questo non è un saluto per dirvi che sto bene, ma molto probabilmente un addio…le mie ultime parole. Ricordo ancora il giorno in cui abbandonai la vostra bella casa e con essa tutti coloro a cui voglio bene per venire qui, all’inferno e per aspettare con ansia la mia ora, come carne da macello.</div><div>Vi starete sicuramente chiedendo perché sono partito, e perché non ho fatto come gli altri, che sicuro ora staranno meglio, con una gamba o un braccio in meno certo ma…meglio…beh meglio per modo di dire, perché secondo me non c’è disonore più grande di fuggire in questa maniera! Per questo sono partito, perché io preferirei morire che fuggire come un lurido ratto…anche se, ora che ho vissuto e sto vivendo la guerra di persona, riconosco che forse l’unico mezzo di salvezza è la fuga. Infatti le condizioni qui in trincea sono estremamente disastrose e insopportabili: gli ufficiali ci trattano come bestie, chiamandoci e trattandoci come tali, infliggendoci ad ogni minima infrazione alle regole da parte nostra (ovviamente loro sono esclusi da ciò) pene corporali assurde tali che a volte alcuni soldati sono stati picchiati fino ad essere uccisi. Poi c’è il problema del cibo, per il quale si verificano all’incirca due-tre morti al giorno, per non parlare poi dello scarsissimo equipaggiamento.<br>Vorrei aggiungere che quello che viene fatto ai corpi dei soldati è scandaloso e squallido… ma in fondo, essendo in guerra, è irrilevante.</div><div>Questo è tutto ciò che son riuscito a scrivervi, per narrarvi al meglio e brevemente le condizioni qui in trincea…<br>Vi prego inoltre di non riporre speranza in questa lettera…<br>Vi prego di non aspettarmi…<br>Addio!</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 09:31:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3/wish/159571794</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 06:07:54 UTC</pubDate>
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         <title>Caterina Scandone</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3/wish/159571829</link>
         <description><![CDATA[<div>Cari genitori,<br>Ormai ho perso il conto dei giorni passati qui. La vita qui non è come mi avevano raccontato. Ogni minuto che passa, muoiono soldati. Sfortunatamente mi hanno posizionato in trincea. Qui non hanno pietà, non i soldati, ma i generali, coloro che ordinano a noi cosa fare. Per tutto questo tempo non ho parlato con nessuno per paura di affezionarmi quel poco che basta per rimpiangere la morte di ogni singolo soldato. Io ho rischiato di morire due volte, perdendo prima la gamba, poi la mano sinistra. Questi giorni li ho trascorsi in ospedale, dove ho avuto la possibilità di riposare per quanto le ferite sono gravi. Forse mi riportano da voi. Giorno per giorno avevo riempito pagine e pagine intere del mio diario per raccontare la vita in trincea e per far capire ai futuri ragazzi cosa si prova, per convincerli a non fare la guerra! Sfortunatamente una bomba è scoppiata sopra il mio diario!<br>Spero di tornare presto e spero che questa lettera vi arrivi.<br>Salutatemi la mia sorellina.<br><br><em>La lettera non fu mai spedita. Il soldato morì quattro giorni dopo averla scritta a causa dell'infezione alla gamba.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 06:08:29 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna Costantini</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3/wish/159572219</link>
         <description><![CDATA[<div>Cari genitori, <br>Questa potrebbe essere la mia ultima lettera, quindi voglio essere sincero. <br>Non so più se attaccarmi alla speranza della vita o di una morte non troppo dolorosa. Sappiate che vi voglio bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto, per tutto l'affetto con cui mi avete cresciuto.<br>Promettetemi però che quando verrà la mia ora, e spero presto perché questa non è degna di essere chiamata vita, continuerete ad andare avanti e a vivere. Sforzatevi di vivere per vendicare la mia morte ormai certa, vi prego, non voglio essere la causa della vostra tristezza.<br>Questa guerra non ha un senso e solo ora mi rendo conto che il patriottismo è un infantile desiderio di appartenenza a qualcosa. E me ne rendo conto vedendo morire migliaia di "nemici" diversi da me solo per il colore della divisa. Siamo tutti fratelli, e veder morire delle persone, amici, conoscenti, soldati nella tua stessa situazione, è orribile, ma succede tutti i giorni, tanto da diventare abitudine. Ed è ancora più orribile la consapevolezza di aver premuto quel grilletto a ripetizione, e ogni volta aver tagliato il filo di tante esistenze.<br>Le nostre vite dipendono dalle parole e dalla volontà di un uomo come noi,<br>solamente etichettato con un grado superiore al nostro, a cui viene concesso il diritto di trattarci come bestie, di perforarci i timpani, di ucciderci in base al suo umore. Da quando sono partito non ho cambiato i vestiti, nè la biancheria. Non posso andare in bagno nè riposare. Ormai il desiderio di ribellione è impossibile, perché qua muoio ogni giorno un po' di più. <br>Per favore, non credete a tutto quello che vi viene detto, tenete sempre conto che siamo tutte persone e il nostro valore non dipende da un nome. Godetevi i giorni che verranno sapendo che non ritorneranno.  <br>Io vi ho amato tanto e vi sarò sempre grato di tutto.<br>Con affetto,<br>Vostro figlio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 06:16:08 UTC</pubDate>
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         <title>Simona Miss Sultana</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/6vb8v3oahje3/wish/159572371</link>
         <description><![CDATA[<div>Cari genitori,<br>Sono qui ad aspettare che la guerra finisca potrò ritornare. Molte persone hanno promesso alle loro madri, alle loro mogli, alle loro sorelle, ai loro figli, dicendo che sarebbero tornati, ma nessuno è ritornato.<br>Qui mi sento solo, non ho amici, non ho nessuno con cui posso condividere i miei sentimenti. Ne avevo trovato uno che mi trattava come se fossi suo fratello, ma è morto pochi giorni fa. Mi aveva detto di scrivere una lettera alla sua famiglia, ma credo che nemmeno io vivrò per tanto tempo. Sto scrivendo questa lettera, sperando che un giorno vi arrivi, forse non vi arriverà mai... ma è l'unico modo per sfogarmi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 06:18:32 UTC</pubDate>
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         <title>Martina Petta</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cari genitori,<br>Sono vostro figlio e vi scrivo da un rifugio segreto, di cui non posso dire la posizione. <br>Vi scrivo perché voglio raccontarvi gli orrori ai quali noi soldati siamo sottoposti ogni giorno: la mattina non abbiamo un orario per alzarci perché il nemico è sempre in agguato e potrebbe sorprenderci da un momento all'altro. Passiamo la giornata tutta in trincea. L'unico pasto che abbiamo sono delle patate che mangiamo solo di sera perché quello è l'unico momento della giornata in cui ci permettono di mangiare. La notte è un incubo dietro l'altro ed è per questo che non dormo da quando sono qui: ho paura di non riuscire a sopravvivere e di essere ucciso in qualche modo orribile prima che sorga il sole. "I nemici sono sempre dietro l'angolo!" ci dicono i comandanti, ma si comincia a capire che anche loro non ce la fanno più. Ho paura di non riuscire a sopravvivere per la fine della guerra perciò la mia è una lettera d'addio per dirvi che il mio primo e ultimo pensiero siete stati voi, le persone più care che ho.<br>Vostro figlio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 07:05:19 UTC</pubDate>
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         <title>Laura Molino</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Altopiano del Carso, dicembre 1917.<br>Cari genitori,<br>ieri siamo ritornati in prima linea, in trincea, dopo due settimane di riposo nelle retrovie. Lì devo dirvi che ho potuto mangiare finalmente qualcosa di commestibile. Ci hanno dato addirittura la cioccolata!<br>Ho conosciuto una bellissima ragazza friulana di nome Carla, se tornerò vivo da questa guerra maledetta, forse riuscirò a sposarla. Ieri, appena ritornati nelle trincee, gli Austriaci ci hanno accolto con una serie di bombardamenti e con una raffica di colpi di mitragliatrice! È stato un vero e proprio inferno.&nbsp;<br>Mamma, papà, mi mancate tantissimo! Non c'è giorno in cui non pensi a voi. Non mi ricordo se vi ho mai parlato del mio amico Giovanni che è appena stato rimandato all'ospedale per un proiettile che ha colpito la sua gamba. Lui è il mio più grande amico, ma ora non potrò più parlare con lui e scambiarmi le sigarette.<br>Mi manca il profumo del pane appena sfornato preparato dalla mamma, i giochi di gruppo che facevamo con Giada, le mille sciarpe lavorate a maglia dalla nonna e la legna da spaccare con papà.<br>Appena potrò, vi scriverò di nuovo.<br>Un abbraccio a tutti,<br>Giacomo</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 07:13:46 UTC</pubDate>
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         <title>Flavia Travaglini</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carissimi genitori,<br>la vita in trincea è durissima. I giorni sono tutti uguali: sveglia alle cinque del mattino, ginnastica mattutina, fucili da lucidare e poi buttarsi verso la morte. È dura lasciare i propri amici che ti sono accanto. Alcune volte ci sono momenti scherzosi in cui si ride per cose stupide, nonostante la guerra. Suoniamo la chitarra e la sera ci leggiamo storie... quelli sì che sono momenti belli!<br>Ma di giorno bisogna ricominciare. Ci nascondiamo dietro i cespugli, pronti a sparare fuoco, il campo è pieno di uomini stesi a terra senza alcun segno di vita e io che inciampo continuamente cerco di non guardare in basso perché è troppo doloroso!<br>Il sole cocente splende sulle nostre teste e si sente l'odore pesante nell'aria, la polvere, l'odore di marcio.&nbsp;<br>Ora sono qui in trincea: è sera, è l'una di notte e vorrei dirvi che mi mancate! Mi mancano i vostri rimproveri e soprattutto i vostri abbracci.<br>Spero di ritornare presto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-13 08:14:34 UTC</pubDate>
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