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      <title>L&#39;esilio di Dante by </title>
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      <description>Ripercorriamo le tappe del poeta in esilio</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-09 19:59:00 UTC</pubDate>
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         <title>VIA DA FIRENZE...</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dante Alighieri, schierato con la fazione dei Guelfi Bianchi, fu eletto Priore nell’estate del 1300. Il priorato era la suprema magistratura cittadina. Alla fine del 1301 papa Bonifacio VIII, grazie all’appoggio dell’esercito francese, rovesciò il governo dei Bianchi. I Guelfi Neri, nemici dei Guelfi bianchi, una volta saliti al potere repressero brutalmente gli avversari con esili, condanne e confische. Dante, che era a Roma, in ambasceria dal papa, fu condannato a morte in contumacia il 10 marzo 1302. Da allora non vide&nbsp;più la sua città...</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 20:12:10 UTC</pubDate>
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         <title>A VERONA</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>La prima città che ospitò Dante fu Verona, e il primo Signore che accolse fu Bartolomeo Della Scala. A Verona Dante soggiornò due anni, dal 1302 al 1304. In questa città il poeta trovò una seconda patria, ma nel suo animo non si spense mai la speranza di tornare a Firenze: durante questo periodo veronese scrisse infatti una lettera al popolo fiorentino, che conteneva probabilmente una richiesta di condono della pena, che evidentemente non fu presa in&nbsp;considerazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 20:41:41 UTC</pubDate>
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         <title>IN LUNIGIANA</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la morte di Bartolomeo della Scala, Dante peregrinò senza posa tra Treviso, Bologna e Padova. Poi riuscì a stabilirsi in Lunigiana ospite dei Malaspina, signori della zona, forse presso il loro castello a Fosdinovo.<br>Nel Purgatorio Dante immaginerà di incontrare l’anima di Corrado Malaspina, morto nel 1294, cugino dei suoi protettori , e approfittò dell'episodio per fare un convinto elogio della fama onorevole della casata, diffusa in tutta Europa.<br>Il maggiore merito dei Malaspina è, secondo Dante, l'aver continuato il «pregio de la borsa e de la spada», cioè il coltivare ancora le due principali qualità che contraddistinguono il vero comportamento nobiliare: l’esercizio delle armi e la pratica della liberalità (generosità<br>nel donare).<br><br>Apri questo link:<br>https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_dantesco_lunigianese<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 20:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>A LUCCA, IN CERCA DI PACE</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1308 Dante si trasferì a Lucca, forse ospite di una nobildonna di nome Gentucca, con la quale potrebbe aver avuto una love story. Risale a quell'anno la testimonianza di un certo Frate Ilario: al Poeta che bussava alla porta del Convento di Santa Croce del Corvo, che gli aprì chiese che cosa cercasse. Dante, dopo un silenzio a rispose semplicemente : "Pace!"</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 20:54:48 UTC</pubDate>
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         <title>A POPPI (AREZZO): LA SPERANZA...</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal 1310 Dante è ospite del Conte Guido da Battifolle<br>nel Castello di Poppi, dove scrive a nome della Contessa due lettere alla moglie dell'imperatore Arrigo VII, affinché inducesse il marito ad aiutare gli esiliati fiorentini.<br>Imperatore del Sacro Romano Impero, Arrigo VII fu eletto ad Aquisgrana nel 1308 e scese in Italia nel 1310 su invito del papa con la speranza di porre fine alle contese fra<br>Guelfi e Ghibellini e ristaurare l'autorità imperiale sui Comuni ribelli dell'Italia del Nord. Il tentativo non andò a buon fine, sia per la debolezza del sovrano sia per il tradimento del papa che istigò contro di lui l'opposizione del partito guelfo e di varie città, tra cui Firenze. Morì improvvisamente il agosto 1313, a Buonconvento, presso Siena.<br>Prima di scrivere alla moglie dell'Imperatore, il Poeta aveva inviato dall'Imperatore in persona una lettera, in cui lo esortava a ristabilire l'autorità imperiale nell'Italia settentrionale. Dante si accese di entusiasmo alla discesa di Arrigo VI in Italia, e nutrì la speranza di poter rientrare a Firenze grazie a lui: speranza poi rimasta delusa.<br>È nell'Imperatore Arrigo VII che molti commentatori hanno identificato quel "Veltro" (cane da caccia, levriero) che, secondo quanto Dante scrive nel I Canto dell' Inferno, avrebbe scacciato le tre fiere (il leone, la lupa e la lonza) simboli della superbia, dell'invidia e della lussuria fra gli<br>esiliati fiorentini, restituendo pace e armonia al Mondo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 21:17:30 UTC</pubDate>
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         <title>A PORCIANO (PISTOIA)</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1311 il Poeta fu ospite del Conte Brandino nel Castello di Porciano<br>dove scrisse una lettera ai fiorentini per invitarli ad accogliere con i dovuti onori quell'Imperatore nel quale erano riposte le speranze non solo sue, ma di tanti spiriti amanti della pace in Italia.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 21:31:19 UTC</pubDate>
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         <title>DI NUOVO A VERONA</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1317 si recò di nuovo a Verona, stavolta presso il fratello minore di Bartolomeo, Cane, che la Storia ricorderà come Can Grande Della (nell'immagine, un monumento equestre a lui dedicato).<br>A Can Grande, Dante dedicò il Paradiso - a lui è infatti indirizzata la famosa Epistola (lettera) XIII, dove il poeta fornisce preziose indicazioni per l'interpretazione di tutto il poema.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 21:37:34 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ultimo &quot;porto&quot;: Ravenna</title>
         <author>paoladisabatino1933</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>https://www.youtube.com/watch?v=LlTcEW35zaI<br>Nel 1319 Dante passò a Ravenna, presso Guido Novello da Polenta, grande mecenate dell'epoca, che già aveva ospitato Giotto. A Ravenna, da lui chiamata "la seconda Roma" per il glorioso passato e la magnificenza di suoi monumenti e dei suoi mosaici, Dante visse i suoi ultimi anni. Vi morì nel 1321, poco tempo dopo aver terminato la sua Commedia. Ora, accanto alla sua tomba ravennate, arde una lampada votiva offerta dal Comune di Firenze come riparazione dell' ingiusto esilio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-09 21:42:02 UTC</pubDate>
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