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      <title>Uda di orientamento (mi presento) by MANUEL CARCILLO</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-06-05 14:25:59 UTC</pubDate>
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         <title>italiano</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi chiamo Manuel Carcillo, ho 15 anni e vivo a Pozzilli, un piccolo paese in Molise, immerso nella natura e nella tranquillità. Abito con la mia famiglia e con il mio cane, Luna, una compagna fedele che mi segue ovunque e riesce sempre a strapparmi un sorriso anche nelle giornate più difficili.</p><p>La mia famiglia è composta da mia madre, mio padre e, ovviamente, da me. Mia madre si chiama Marisa e ha 45 anni. È una donna forte, dolce e molto attenta a tutto ciò che riguarda la nostra casa e il nostro benessere. Lavora con impegno e si prende sempre cura di noi, senza mai farci mancare nulla. Quando le ho chiesto di raccontarmi qualcosa di sé, mi ha detto che da giovane aveva tanti sogni, tra cui viaggiare. Mio padre, invece, si chiama Carlo e ha 49 anni. È un uomo serio ma anche molto affettuoso, soprattutto quando si tratta di famiglia. Lavora da molti anni, con grande responsabilità, e mi ha sempre insegnato il valore del sacrificio e della costanza. Durante la nostra chiacchierata, mi ha raccontato della sua giovinezza, di quando andava in giro in motorino con gli amici per le vie del paese e di quanto fossero diversi i tempi. “Non avevamo internet o telefonini”, mi ha detto, “ma sapevamo divertirci con poco”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 14:38:24 UTC</pubDate>
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         <title>inglese</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>My name is Manuel Carcillo, I’m 15 years old and I live in Pozzilli, a small village in Molise, surrounded by nature and the peaceful silence typical of the countryside. It’s a quiet place where everyone knows each other and where people still live at a simple, genuine pace.</strong></p><p>Physically, I’m about 1.65 meters tall, and even though I’m not the tallest in my class, I feel good about myself. I’m a curious, friendly guy who’s always ready to discover new things. I have many interests, but one in particular I’m really passionate about: riding my scooter.</p><p>My scooter is an <strong>MBK Booster R</strong>, and for me, it’s not just a means of transport—it’s a true passion. Every time I start it and take off, I feel a sense of Freedom that’s hard to put into words. I especially love riding around with my friends and taking a spin all around <strong>Venafro</strong>. For me, riding my scooter is also a way to disconnect, think, reflect, and sometimes just relax.</p><p>In my free time, besides riding my scooter, I enjoy listening to music, hanging out with my friends, and spending time with my dog <strong>Luna</strong>, who is part of the family. I have a special bond with her—she’s always there when I need company, and she understands me even when I don’t speak.</p><p>At school, I try to do my best, even though—I'll admit—it’s easier with the subjects I enjoy more, and harder with those I like less. Still, I know that everything I learn today could be useful in the future, so I try to give it my all, even when it’s tough.</p><p>Talking about myself isn’t easy, because at 15 you’re still on a journey—you change, you grow, and you try to find your place in the world. But if I had to describe myself in a few words, I’d say I’m a simple guy, with dreams to achieve and a big desire to live life my way—maybe... with the roar of the Booster R beneath me.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 14:51:23 UTC</pubDate>
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         <title>geostoria</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Molise è una delle regioni più piccole d’Italia, ma possiede una storia antica e complessa, radicata nelle vicende delle popolazioni italiche e profondamente intrecciata con quella dell’intera penisola.</p><p>Fin dalla preistoria, il territorio molisano fu abitato da comunità umane, ma è con l’arrivo dei Sanniti, un popolo italico di stirpe osco-sabellica, che la regione entra nella storia. I Sanniti erano noti per la loro organizzazione militare e per la resistenza che opposero alla conquista romana durante le tre guerre sannitiche (343-290 a.C.). Tra le tribù più importanti vi erano i Pentri, che abitavano l’area corrispondente all’attuale Molise interno. Nonostante l’eroica resistenza, i Sanniti furono infine sconfitti e il territorio fu romanizzato.</p><p>Durante l’epoca romana, il Molise fu integrato nella <strong>Regio IV Samnium</strong> e conobbe un periodo di sviluppo urbano, economico e infrastrutturale. Città come <strong>Saepinum</strong> (oggi Altilia), <strong>Bovianum Vetus</strong> (Bojano) e <strong>Venafrum</strong> (Venafro) divennero importanti centri amministrativi e commerciali.</p><p>Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, il Molise fu attraversato da una serie di dominazioni: prima i Goti, poi i Bizantini, quindi i Longobardi, che lo inserirono nel Ducato di Benevento. Più tardi, nel corso dell’XI secolo, la regione fu conquistata dai Normanni, che la riorganizzarono in feudi. Proprio da uno di questi feudi, quello di <strong>Molise</strong>, appartenente alla famiglia normanna de Moulins, deriva il nome attuale della regione.</p><p>Durante il periodo angioino e aragonese, il Molise visse momenti di crisi, aggravati da pestilenze, terremoti e razzie. In età moderna, con la dominazione spagnola, la regione diventò parte del Regno di Napoli e successivamente del Regno delle Due Sicilie. Numerosi terremoti, come quello disastroso del <strong>1805</strong>, devastarono città e campagne, contribuendo allo spopolamento e a difficili condizioni economiche.</p><p>Dopo l’Unità d’Italia (1861), il Molise fu incluso nella regione amministrativa “Abruzzi e Molise”. L’emigrazione verso il Nord Italia, le Americhe e l’Australia fu massiccia, soprattutto tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’50 del Novecento, e contribuì a svuotare progressivamente borghi e campagne.</p><p>Il <strong>1963</strong> segna un momento fondamentale: il Molise ottiene il riconoscimento come <strong>regione autonoma a sé stante</strong>, separandosi ufficialmente dall’Abruzzo. Nasce così la ventesima regione italiana, con <strong>Campobasso</strong> come capoluogo e <strong>Isernia</strong> come capoluogo della seconda provincia istituita nel 1970.</p><p>Oggi il Molise è una regione di grande valore storico, paesaggistico e culturale, seppur poco conosciuta. Il territorio montuoso e collinare, i piccoli borghi medievali, i resti archeologici sanniti e romani e le tradizioni ancora vive ne fanno una terra autentica, spesso raccontata attraverso lo slogan ironico “<strong>Il Molise non esiste</strong>”, che ha finito per rilanciarne l’immagine in chiave turistica e culturale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 14:57:40 UTC</pubDate>
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         <title>informatica</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 14:58:13 UTC</pubDate>
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         <title>disegno e storia dell&#39;arte</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’autoritratto ha rappresentato, nel corso della storia dell’arte, una delle forme più profonde e personali di espressione artistica. La sua evoluzione è legata a molteplici fattori: da elementi tecnici e innovazioni materiali, a trasformazioni culturali e sociali che hanno ridefinito il ruolo dell’artista nella società.</p><p>Dal punto di vista tecnico, la nascita e lo sviluppo dell’autoritratto furono resi possibili dall’invenzione e dal perfezionamento degli specchi, in particolare durante il Rinascimento. Gli artisti poterono così osservare il proprio volto con maggiore nitidezza e riprodurlo con fedeltà. Parallelamente, i miglioramenti nei materiali pittorici — come pigmenti più stabili, tele più resistenti e strumenti di disegno più precisi — permisero una resa più accurata dei tratti fisici e delle emozioni. Questi progressi tecnici fornirono agli artisti gli strumenti per esplorare una nuova dimensione: quella dell’identità personale.</p><p>Sul piano culturale, l’autoritratto si affermò in un’epoca segnata dall’Umanesimo e dal Rinascimento, che ponevano l’uomo al centro dell’universo e valorizzavano l’individualità. L’artista non era più solo un artigiano al servizio della committenza, ma iniziava a essere riconosciuto come intellettuale e creativo, capace di riflettere sul mondo e su sé stesso. In questo contesto, rappresentarsi divenne un atto significativo: un modo per affermare la propria esistenza, la propria interiorità e il proprio ruolo nel mondo.</p><p>L’autoritratto, dunque, divenne uno strumento per indagare la propria identità, non solo fisica ma anche psicologica. Basti pensare ad Albrecht Dürer, che nel 1500 si rappresentò con un’espressione ieratica e simmetrica, quasi a evocare l’iconografia cristologica, elevando la figura dell’artista al rango di creatore. Oppure a Rembrandt, che lungo tutta la sua vita realizzò decine di autoritratti, trasformandoli in un diario visivo del proprio volto e delle proprie emozioni.</p><p>Le ragioni sociali sono altrettanto importanti. In un’epoca in cui non esistevano fotografia o strumenti di comunicazione di massa, l’autoritratto era anche un mezzo di promozione e riconoscimento. Esporre la propria immagine significava affermare il proprio valore come artista, inserirsi nella memoria collettiva e costruire una sorta di “marchio personale”. Con il passare del tempo, il ruolo sociale dell’artista cambiò radicalmente: da esecutore a figura autonoma e talvolta controversa. Questo nuovo status si riflette negli autoritratti, che diventano anche affermazioni di libertà, ribellione o introspezione.</p><p>Nel XX secolo, l’autoritratto assume nuove forme e significati. Frida Kahlo, ad esempio, utilizzò l’autoritratto come mezzo per esprimere il dolore fisico e l’identità culturale, combinando elementi del surrealismo con simboli della tradizione messicana. Negli anni Ottanta e Novanta, l’artista Cindy Sherman si autorappresenta in mille ruoli femminili diversi, smascherando stereotipi sociali e culturali. Con l’avvento dell’era digitale, infine, l’autoritratto è diventato un fenomeno quotidiano e globale: il selfie, seppur spesso superficiale, conserva alcune delle funzioni originarie dell’autoritratto artistico, come la costruzione dell’identità e il bisogno di riconoscimento.</p><p>In conclusione, l’autoritratto è una pratica artistica che ha attraversato i secoli, evolvendosi insieme alle trasformazioni tecniche, culturali e sociali. Da strumento di autoanalisi a mezzo di comunicazione, da atto privato a gesto pubblico, esso riflette non solo il volto dell’artista, ma anche quello della società in cui vive.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 15:13:30 UTC</pubDate>
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         <title>matematica</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>Anche se spesso non ci faccio caso, <strong>matematica e calcoli</strong> fanno parte della mia giornata in moltissimi momenti. La matematica non è solo quella che studio a scuola, fatta di formule, problemi e teoremi. È una parte concreta della realtà che mi circonda, e i <strong>calcoli</strong> sono lo strumento con cui la metto in pratica.</p><p>Ogni volta che vado a fare la spesa, per esempio, uso la matematica per capire se ho abbastanza soldi, per calcolare uno sconto o per scegliere il prodotto più conveniente. Se un pacco di pasta costa 0,89 € e ne devo comprare 4, faccio un calcolo veloce nella mia testa per sapere quanto spenderò. In quel momento, non sto solo “facendo conti”: sto applicando la matematica alla mia vita reale.</p><p>Anche quando cucino qualcosa, la matematica è presente. Se devo seguire una ricetta per 4 persone ma siamo in 2, devo fare delle proporzioni per dimezzare le dosi. O, al contrario, se siamo in 6, devo moltiplicare tutto. Allo stesso modo, se il forno va acceso per 35 minuti e l’ho acceso alle 18:10, devo calcolare quando sarà ora di spegnerlo.</p><p>Un altro esempio è il tempo. Ogni giorno organizzo la mia routine in base agli orari: calcolo quanto tempo ci metto per andare a scuola, quanto mi resta per studiare, riposarmi o uscire. Sono piccoli calcoli quotidiani che mi aiutano a gestire meglio la giornata.</p><p>Anche quando uso il cellulare, la matematica è lì. Le app che usiamo, i giochi, i social, tutto funziona grazie a calcoli programmati. E se penso a quando devo gestire una ricarica telefonica o capire se una promozione è conveniente, di nuovo mi affido alla matematica per prendere una decisione giusta.</p><p>Insomma, la relazione tra matematica e calcoli nella mia vita quotidiana è strettissima. La matematica mi dà le basi, i calcoli mi permettono di metterla in pratica. Anche se a volte non me ne rendo conto, ogni giorno faccio piccoli ragionamenti matematici che mi aiutano a vivere in modo più organizzato, consapevole e intelligente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 15:15:56 UTC</pubDate>
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         <title>fisica</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>ciao, mi chiamo Manuel Carcillo, ho 15 anni, 38 giorni e 13 ore.</p><p>sono alto 1,65m, la mia massa è di 56kg e il mio peso è 549,36N.</p><p>ogni giprno compio molto lavoro, usanso il motorino, camminando e anche studiando.</p><p>ogni settimana trascorriamo 27H a scuola, cioè 1620 minuti, oppure 388800 secondi in un mese, e 3.110.400 secondi in un anno.</p><p>dato che ogni giorno utilizziamo il telefono, consumioamo energia e inoltre il telefono ha la potenza di 33W, con 256 giga e 2,56 x 10^14 Byte</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 15:26:46 UTC</pubDate>
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         <title>scienze</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>Conoscere il proprio corpo significa anche scoprire il meraviglioso mondo della biologia che lo compone, a partire dall’unità fondamentale di ogni essere vivente: la <strong>cellula</strong>. Il nostro corpo è formato da miliardi di cellule, piccole “fabbriche” che lavorano instancabilmente per mantenere in vita e in salute ogni nostra funzione.</p><p>Le cellule si organizzano in tessuti, organi e sistemi, che collaborano per permetterci di muoverci, respirare, pensare e sentire. Conoscere il proprio corpo dal punto di vista scientifico significa capire come queste cellule comunicano tra loro, come si rigenerano e come reagiscono agli stimoli esterni.</p><p>Ad esempio, il sistema muscolare è formato da cellule specializzate, le fibre muscolari, che si contraggono e rilassano per permettere il movimento. Il sistema nervoso invece è composto da cellule chiamate neuroni, che trasmettono segnali elettrici e chimici, consentendoci di percepire il mondo, controllare il corpo e riflettere.</p><p>Conoscere la struttura e la funzione delle cellule ci aiuta a comprendere come il corpo mantiene l’<strong>omeostasi</strong>, ovvero l’equilibrio interno necessario per la vita. Le cellule lavorano insieme per regolare la temperatura, il pH, il livello di zuccheri nel sangue e molto altro.</p><p>Inoltre, la biologia cellulare ci mostra quanto sia importante uno stile di vita sano per preservare la salute delle cellule. Alimentazione equilibrata, attività fisica e riposo permettono alle cellule di funzionare al meglio e di rigenerarsi. Al contrario, abitudini scorrette possono danneggiare le cellule, causando malattie o invecchiamento precoce.</p><p>Infine, conoscere il proprio corpo a livello cellulare è anche un modo per apprezzare la complessità e la bellezza della vita. Ogni cellula è un piccolo miracolo di organizzazione e precisione, che lavora in sinergia con le altre per permetterci di essere chi siamo.</p><p>In sintesi, la scienza ci offre strumenti preziosi per capire il corpo dall’interno, facendoci scoprire un universo di cellule che, invisibili a occhio nudo, sono fondamentali per la nostra esistenza e il nostro benessere.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 15:28:36 UTC</pubDate>
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         <title>ed. fisica</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>Lo sport riveste un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, non solo per mantenersi in forma, ma anche per migliorare il benessere mentale, sociale ed emotivo. Praticare regolarmente un’attività sportiva aiuta a rafforzare il corpo, migliorare la resistenza e aumentare la coordinazione, prevenendo molte malattie legate a uno stile di vita sedentario.</p><p>Oltre ai benefici fisici, lo sport insegna valori importanti come la disciplina, la costanza e il rispetto delle regole. Attraverso lo sport impariamo a gestire le vittorie con umiltà e le sconfitte con spirito di crescita, sviluppando così una mentalità positiva e resiliente di fronte alle sfide della vita.</p><p>Dal punto di vista sociale, lo sport è un’occasione preziosa per incontrare persone, fare squadra e costruire relazioni. Che si tratti di sport individuali o di gruppo, l’interazione con gli altri favorisce il senso di appartenenza e la capacità di collaborare.</p><p>Nella mia esperienza personale, lo sport occupa un posto speciale, e la mia attività preferita è il <strong>tennis</strong>. Amo questo sport perché unisce abilità fisiche e strategia mentale: richiede agilità, velocità e resistenza, ma anche concentrazione, tattica e capacità di anticipare le mosse dell’avversario. Giocare a tennis mi aiuta a scaricare lo stress, a migliorare la coordinazione e a mantenere alta la motivazione.</p><p>Il tennis è anche uno sport che mi permette di socializzare e di mettermi alla prova in modo sano e divertente. Ogni partita è una sfida con me stesso e con gli altri, un’occasione per crescere e migliorare continuamente. Per me, lo sport non è solo un’attività fisica, ma un modo per vivere meglio, con energia, equilibrio e passione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 15:30:37 UTC</pubDate>
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         <title>religione</title>
         <author>manuelcarcillo</author>
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         <description><![CDATA[<p>I valori sono come una bussola interiore: ci guidano nelle scelte, ci aiutano a distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, e definiscono il nostro modo di stare al mondo. Ognuno ha i suoi, ma ci sono alcuni valori che per me sono fondamentali e che cerco di mettere in pratica ogni giorno.</p><p>Uno dei valori più importanti per me è il <strong>rispetto</strong>: verso le persone, le opinioni, l’ambiente e le regole. Cerco di dimostrarlo ascoltando gli altri senza giudicare, trattando tutti con educazione e cercando di non ferire nessuno con parole o comportamenti. Anche quando non sono d’accordo con qualcuno, provo a esprimermi in modo calmo e costruttivo.</p><p>Un altro valore a cui tengo molto è la <strong>responsabilità</strong>. Per me significa prendermi cura di ciò che faccio, portare a termine gli impegni presi, essere puntuale e affidabile. A scuola, ad esempio, cerco di studiare con costanza e di non rimandare. A casa, do una mano quando posso, perché so che ognuno deve contribuire.</p><p>Credo molto anche nell’<strong>onestà</strong>. Essere sinceri, ammettere i propri errori, dire la verità anche quando è difficile, è qualcosa che mi fa sentire bene con me stesso. So che sbagliare è umano, ma cerco sempre di essere corretto e trasparente.</p><p>Un altro valore che cerco di vivere è la <strong>gentilezza</strong>. A volte basta poco: un sorriso, un gesto, una parola gentile per migliorare la giornata di qualcuno. Mi piace aiutare gli altri, offrire supporto se vedo qualcuno in difficoltà o semplicemente fare qualcosa per far star bene chi mi è vicino.</p><p>Infine, metto molta importanza alla <strong>determinazione</strong>. Quando mi metto un obiettivo, cerco di non mollare. A volte è difficile restare motivati, ma credo che la forza di volontà e l’impegno possano portarmi lontano, soprattutto nello sport, nello studio e nei miei sogni per il futuro.</p><p>In conclusione, i miei valori non sono solo parole: cerco ogni giorno di trasformarli in azioni concrete. Non sono perfetto, e sbaglio come tutti, ma so che vivere secondo i miei valori mi aiuta a essere una persona migliore, più consapevole e coerente con ciò in cui credo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 15:35:45 UTC</pubDate>
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