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      <title>My sublime padlet by Matilde Carli</title>
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      <pubDate>2017-04-20 13:07:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_polidori</author>
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         <description><![CDATA[<div>Caterina II di Russia</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 13:11:55 UTC</pubDate>
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         <title>Caterina II di russia</title>
         <author>s_polidori</author>
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         <description><![CDATA[<div>Caterina II di Russia, passata alla storia anche con l'appellativo di Caterina "la Grande", nasce il 21 aprile del 1729 a Stettino. Imperatrice di Russia dal 1762 fino alla morte, colta e intelligente, è nota per essere stata un esempio di sovrana illuminata. La futura imperatrice nasce però come Sofia Federica Amalia, figlia del principe germanico di Cristiano Augusto, e di Giovanna di Holstein-Gottorp. Sin dalla sua adolescenza, pur non essendo particolarmente bella, dà prova della sua vivacità, dimostrando molti interessi culturali e rifiutando l'educazione pessimistica e di stampo luterano che le viene impartita.Il 20 giugno del 1762 Caterina  sale al potere con il nome di Caterina II.</div><div>La sua vita si intreccia indissolubilmente, com'era consuetudine nelle famiglie dinastiche europee, con quella di altri casati nobiliari e, nel suo caso, con quella dell'imperatrice Elisabetta. Nel 1742 infatti, avviene la designazione, proprio per mano di Elisabetta, del duca di Holstein, il giovane Pietro, figlio della sorella Anna. È lui, infatti, il successore al trono di Russia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 14:14:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_polidori</author>
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         <description><![CDATA[<div>mappa concettuale</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 14:49:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_polidori</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pietro Leopoldo</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 14:51:31 UTC</pubDate>
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         <title>            PIETRO                   LEOPOLDO              Leopoldo, durante la sua reggenza sulla Toscana, aveva dimostrato una tendenza a speculare per garantire allo Stato una costituzione. Nel 1790 egli ereditò il trono imperiale alla morte del fratello Giuseppe II, e iniziò a preoccuparsi attivamente delle innovazioni introdotte da questi pur contrastando alcuni ideali del precedente governo. Egli riconobbe gli Stati di governo quali &quot;colonne della monarchia&quot;, pacificò ungheresi e boemi e acquietò gli insorgenti dei Paesi Bassi austriaci (attuale Belgio) con diverse concessioni. Quest&#39;ultima prova però ebbe esito negativo e Leopoldo II fu costretto a far marciare le proprie truppe nel paese per ristabilire l&#39;ordine e l&#39;autorità austriaca. Egli continuò ad ogni modo a sostenere che nessuna bolla papale potesse essere pubblicata entro i suoi domini senza il regio assenso (placetum regium). Per placare altre incombenze create dal regno del fratello, egli dovette emanare un decreto il 9 maggio 1790 che forzava centinaia di servi boemi liberati dal fratello a tornare in servitù dei loro vecchi padroni.Malgrado questi inconvenienti, il suo regno fu sostanzialmente un periodo contraddistinto da una pacificazione generale dell&#39;Impero, anche se bisogna ammettere che il risultato non fu strabiliante e riformatore come in Toscana, data forse anche la breve durata del suo governo che fu di appena due anni.</title>
         <author>s_polidori</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 14:57:16 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Teresa D&#39; austria</title>
         <author>s_polidori</author>
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         <title>CARLO III</title>
         <author>s_polidori</author>
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         <title>DESPOTI ILLUMINATI</title>
         <author>s_polidori</author>
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         <pubDate>2017-04-20 15:31:15 UTC</pubDate>
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         <title>              Maria Teresa  D&#39; Austria                 Maria Teresa, nata a Vienna nel 1717, salì al trono d’Asburgo nel 1740 alla morte del padre Carlo VI privo di eredi maschi. Si trovò a governare un vasto complesso di territori, formato sia dai paesi ereditari, così chiamati perché facevano parte dell’antico patrimonio degli Asburgo (province di Austria, Boemia, Moravia, Slesia), sia dai domini acquisiti dagli Asburgo nel corso della straordinaria espansione di fine Seicento inizio-Settecento (Ducato di Milano, Paesi Bassi, Ungheria, Transilvania, Belgrado e vicina area del Danubio). A questo aggregato di paesi Maria Teresa aggiungeva il titolo di imperatrice del Sacro Romano Impero e il controllo indiretto del Granducato di Toscana per il tramite del marito, Francesco Stefano di Lorena.Fu da subito impegnata a fronteggiare l’ostilità di diversi sovrani europei che, convinti della sua incapacità a governare così estesi territori, pensarono di contestare i titoli con cui aveva ottenuto l’eredità paterna. L’avversario più pericoloso fu Federico II, re di Prussia, che nel 1740 occupò la Slesia e organizzò un’alleanza internazionale per sconfiggere l’imperatrice. Nel conflitto che ne seguì, noto come guerra di Successione austriaca (1740-48), Maria Teresa mise in mostra inattese qualità di sovrana così che, grazie anche a una serie di intese con diversi Stati europei a lei favorevoli, poté concludere vantaggiosamente il conflitto.La pace firmata ad Aquisgrana nel 1748 riconobbe a Maria Teresa tutti i domini dinastici, con l’esclusione della Slesia passata ai Prussiani, e il titolo imperiale che Maria Teresa condivise col marito incoronato imperatore come Francesco I.L’opera di riforma della monarchiaNegli anni che seguirono Maria Teresa si dedicò a una grande opera di riforma dello Stato, intesa a rafforzare la propria autorità e a promuovere la crescita economica e civile dei suoi sudditi. Con la collaborazione di nobili fedeli alla corona, in particolare di Friedrich Wilhelm Haugwitz e Wenzel Anton Kaunitz, attuò una completa trasformazione dell’amministrazione pubblica che sotto di lei divenne un sistema burocratico efficiente e centralizzato.Maria Teresa promosse anche una serie di riforme religiose ed ecclesiastiche con cui cercò di ridurre i privilegi della Chiesa cattolica, sottoponendo il clero al pagamento dei tributi e limitando la sfera d’azione dei tribunali ecclesiastici. Tale orientamento si mostrò particolarmente vivace nei domini italiani della Lombardia, che divennero il laboratorio privilegiato della sua politica riformatrice, messa in atto da funzionari illuminati, quali il lombardo Carlo Beltrame e l’austriaco Karl Joseph von Firmian.Devotissima cattolica, non accettò mai il principio della tolleranza religiosa entro i confini dell’impero, procedendo a ripetute deportazioni dei sudditi protestanti in Ungheria e in Transilvania, dove il loro culto era regolato da precise disposizioni emanate da Carlo VI. Emise anche un decreto di espulsione degli ebrei (1744) che fu poi costretta a ritirare.</title>
         <author>s_polidori</author>
         <link>https://padlet.com/s_polidori/6uu5tk3yhmdw/wish/167301377</link>
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         <pubDate>2017-04-20 15:42:38 UTC</pubDate>
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         <title>Carlo III di Borbone</title>
         <author>s_polidori</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>CARLO</strong> <strong>III</strong> di Borbone, re di Spagna. Primogenito di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, nacque il 20 gennaio 1716. Già prima di nascere gli era destinato un principato in Italia, grazie ai diritti della madre, nata da un Farnese figlio d'una Medici, a lui bambino riconobbero quei diritti le potenze coi trattati dell'Aia e di Londra <br>Le prime riforme avevano il compito di migliorare la struttura economica e politica della Spagna. Tentarono di modernizzare l'agricoltura, rendere efficiente la costruzione delle navi, e sviluppare un'infrastruttura per monitorare ed incitare l'integrazione economica e lo sviluppo a livello regionale e nazionale. Purtroppo il tentativo fallì in Spagna. Le riforme lasciarono lo stato quasi senza capitale da investire. Questo rallentò la nazionalizzazione delle industrie e produsse un effetto collaterale, distruggendo il sistema delle classi. Scomparve il ceto medio, ed il gap tra nobiltà e popolo si ampliò. Lo stato continuava a peggiorare, ed il grado di sviluppo era decisamente inferiore a quello delle nazioni vicine, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Bretagna">Gran Bretagna</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>.<br><br></div><div><br>Il fallimento divenne evidente quando la Spagna, governata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_III_di_Spagna">Carlo III</a>, perse la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_sette_anni">Guerra dei sette anni</a> contro la Gran Bretagna (1756 - 1763). I consiglieri del re ottennero numerose indicazioni dalle colonie, e ne tennero conto in futuro. La nuova ondata delle riforme comprendeva le tante spedizioni nelle colonie, l'aumento delle tasse, l'apertura di nuovi porti che avrebbero favorito il commercio con la madre patria, e l'istituzione di numerosi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monopolio">monopoli</a> di stato.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 15:54:32 UTC</pubDate>
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