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      <title>CONCEPT PLANNING by Andrea Cosco</title>
      <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem</link>
      <description>Diario di bordo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-13 11:02:29 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-09 01:24:38 UTC</lastBuildDate>
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         <title>MUTAZIONE E LEGGEREZZA</title>
         <author>Onesto</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-13 11:03:38 UTC</pubDate>
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         <title>Ice Watch - Olafur Eliasson</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1305174869</link>
         <description><![CDATA[<div>Olafur Eliasson è riuscito a creare un ambiente MUTEVOLE a Parigi affrontando al tempo stesso un tema molto importante ai giorni nostri. L'ha realizzata proprio nei giorni i cui a Parigi era in corso la Conferenza Mondiale sul Clima.<br>I blocchi di ghiaccio sono stati trainati dalla Groenlandia tramite l'ausilio di imbarcazioni e di corde dotate di arpioni. Per mesi le persone si sono trovate d'innanzi ad un ambiente mutevole, questo permetteva di acquisire consapevolezza del fatto che il ghiaccio che si stava sciogliendo a Parigi era esattamente lo stesso che si stava sciogliendo al nord a causa dei cambiamenti climatici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-13 11:07:28 UTC</pubDate>
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         <title>Amacario - Stalker</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1305202065</link>
         <description><![CDATA[<div>Opera profondamente relazionale ed interattiva.<br>Questa installazione è stata realizzata al mattatoio di Roma e sono stati usati 1,5 km di tessuto.<br>Nel momento in cui qualcuno si sdraia o si siede in un punto dell'opera, le altre persone si alzano o si abbassano di conseguenza perché è tutto collegato.<br>Mette in connessione le persone e le cose tramite la LEGGEREZZA. Anche l'amacario del gruppo Stalker è uno spazio MUTEVOLE: ogni persona vivrà un'esperienza diversa dalle altre. Viene descritta come un'architettura del sonno, ma è allo stesso tempo agorà (quindi un luogo di scambio).<br>La difficoltà maggiore è stata riscontrata nell'eseguire i nodi di giunzione delle tele, infatti dovevano garantire una certa flessibilità, ma al tempo stesso dovevano permettere alla tela di rimanere ben salda.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-13 11:31:32 UTC</pubDate>
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         <title>La pozzanghera - Studio Azzurro</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1305229730</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutti da bambini abbiamo ceduto alla tentazione di saltare nelle pozzanghere, per questo motivo Studio Azzurro nel 2006 ha progettato all'Arengario di Monza una pozzanghera virtuale interattiva dedicata ai più piccoli.<br>La pozzanghera era realizzata tramite video proiezioni sul pavimento ed invitava ad interagire con essa.<br>Si tratta di una pozzanghera capace di trattenere e restituire le fantasie di colore che interagivano.<br>La superficie reagisce grazie al pavimento sensibile producendo suono ed immagini che si trasformano in storie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-13 11:57:13 UTC</pubDate>
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         <title>Border Tuner - Rafael Lozano-Hemmer</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1423352975</link>
         <description><![CDATA[<div>Border Tuner è un'installazione artistica partecipativa su larga scala progettata per collegare le città di El Paso (Texas) e Ciudad Juárez (Chihuahua).<br>I potenti riflettori creano "ponti di luce" che aprono canali audio dal vivo per la comunicazione attraverso il confine tra Stati Uniti e Messico.<br>L'opera crea un fluido baldacchino di luce che può essere modificato dai visitatori in sei stazioni interattive, tre collocate a El Paso e tre a Juárez.<br>Ciascuna delle stazioni interattive dispone di un microfono, un altoparlante e una grande rotella o quadrante. Quando un partecipante gira il quadrante, tre proiettori vicini creano un "braccio" di luce che segue il movimento del quadrante, scandendo automaticamente l'orizzonte. Quando due di queste “braccia di luce” si incontrano nel cielo e si intersecano, automaticamente viene aperto un canale di suono bidirezionale tra le persone nelle due stazioni remote. Mentre parlano e si ascoltano, la luminosità del "ponte di luce" si modula in sincronia, un barlume simile a una scintillazione in codice Morse.<br>Ogni stazione interattiva può sintonizzarsi su qualsiasi altra, quindi ad esempio un partecipante in Messico può connettersi alle tre stazioni con sede negli Stati Uniti o alle altre due in Messico, come desidera.<br>Border Tuner non è solo progettato per creare nuove connessioni tra le comunità su entrambi i lati del confine, ma per rendere visibili le relazioni che sono già in atto: amplificando le relazioni, le conversazioni e la cultura esistenti.<br>L'opera vuole essere un visibile “centralino” di comunicazione dove le persone possono auto rappresentarsi. Il progetto cerca di fornire una piattaforma per una vasta gamma di voci locali e un'opportunità per attirare l'attenzione internazionale sulla coesistenza e l'interdipendenza tra le città gemelle che creano la più grande area metropolitana bi-nazionale nell'emisfero occidentale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 22:52:09 UTC</pubDate>
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         <title>RELATIONAL INSTALLATION</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1447887378</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 15:41:21 UTC</pubDate>
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         <title>Harmonic Motion / Rete dei draghi - Toshiko Horiuchi MacAdam</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1447891826</link>
         <description><![CDATA[<div>Giocosa, colorata, interattiva: la grande installazione <strong>“Harmonic Motion / Rete dei draghi” </strong>che l’artista giapponese <strong>Toshiko Horiuchi MacAdam</strong> ha realizzato al MACRO - Museo dìArte Contemporanea Roma, nella sede di via Nizza, per la settima edizione di Enel Contemporanea, è un’opera d’arte tutta da scoprire. Da dicembre 2013 e per tutto il 2014, il pubblico ha potuto ammirare e sperimentare.<br>Si tratta di un grande e colorato playground interattivo interamente realizzato e intrecciato a mano dal sapore tradizionale, che rievoca l’antica lavorazione all’uncinetto abbinata a forme contemporanee, ideato per un pubblico di tutte le età e in particolare per i bambini, dove è possibile entrare, saltare, rotolare, arrampicarsi, strisciare, appendersi e muoversi attraverso livelli successivi. Un invito a vivere l’arte contemporanea da vicino in un intreccio fra arte e gioco.<br>Sospesa nella grande Hall del Museo, sarà allo stesso tempo opera d’arte, scultura tessile e aerea, spazio gioco, rete intrecciata e installazione, dove vivere un’esperienza sicuramente insolita e sorprendente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 15:42:10 UTC</pubDate>
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         <title>NATURALE E ARTIFICIALE</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1447962982</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 15:54:10 UTC</pubDate>
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         <title>Cloud - Caitlind Brown e Wayne Garrett</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1447966826</link>
         <description><![CDATA[<div>L’artista <strong>Caitlind Brown,</strong> in collaborazione con <strong>Wayne Garrett, </strong>ha creato questa meravigliosa installazione/scultura su larga scala intitolata <strong>CLOUD</strong>, esposta alla <strong>Nuit Blanche</strong> del 2012 a <strong>Calgary.<br></strong>È una <strong>scultura interattiva</strong> realizzata con <strong>6.000 lampadine</strong> funzionanti e bruciate donate dal pubblico.<br>Gli spettatori erano invitati ad accendere le 1.000 lampadine funzionanti tirando catene di metallo.<br>Quando il pubblico attiva la sfera interna delle lampadine della nuvola crea l’illusione di fulmini sulla superficie della nuvola. <strong>CLOUD</strong> è innanzitutto uno studio sulla luce: la sua magica capacità di creare spazio effimero, la sua risonanza nelle tenebre e la sua importanza sociale sono i veri scopi. A livello fisiologico, gli esseri umani sono attirati alla luce come falene alla fiamma.<br>La luce artificiale non potrebbe esistere senza le innovazioni dell’uomo.<br>La lampadina è la testimonianza della civiltà, una fonte di chiarezza nella notte e una sicurezza.<br>CLOUD è stato il primo lavoro pubblico del duo Brown-Garrett che ha richiesto al pubblico di cedere le proprie inibizioni, rovesciando la politica di “Please Do Not Touch” degli spazi tradizionali della galleria.<br>Le persone sono necessarie per completare il pezzo.<br>Senza persone, il CLOUD è completo solo a metà.<br>Tre mesi dopo l’installazione è stata allestita a Mosca per il Garege Museum of Contemporary Art.<br>In luoghi diversi, CLOUR è stato celebrato, maledetto e abusato con entusiasmo, ma ha anche aperto porte e finestre nelle menti incoscienti delle città.<br>Nel 2013, CLOUD è stato nominato per il premio Innovation by Design da Fast Company (New York).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 15:54:50 UTC</pubDate>
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         <title>The Deep Dark - Caitlind Brown e Wayne Garrett</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1448054610</link>
         <description><![CDATA[<div>Ambientato in una strada tranquilla nello Stephen Juba Park, separata dal traffico automobilistico e dai lampioni da un lungo e alto muro di contenimento.<br>Lo spazio è completamente buio di notte e alcune persone avrebbero potuto non visitare l'opera d'arte a causa della sua posizione, quindi è stato percorso il tratto di sentiero sterrato diverse notti prima, ed è stato come entrare in una tenue oscurità. Lungo il bordo del fiume, forme sfocate si muovevano nell'oscurità.<br>Lo spazio era spaventoso.<br>The Deep Dark è incentrato sul nostro rapporto umano con l'oscurità. Negli spazi urbani le persone temono il buio per varie ragioni. The Deep Dark è stato installato come tributo al rapporto tra metropoli e oscurità, come riconoscimento della realtà intrecciata di quelle paure che sono immaginarie, psicologiche e astratte, e quelle che sono solide, tattili e pericolose.<br>Per gli spettatori, The Deep Dark è diventato una soglia necessaria, uno spazio che traccia un passaggio.<br>Gli spettatori sono stati in grado di creare una connessione intuitiva tra l'oscurità e se stessi.<br>Parte della magia di eventi come questo è l'effetto di trasformazione che la notte ha sugli spazi della città, soprattutto se combinata con l'arte contemporanea.<br>Ogni ingresso di The Deep Dark è diventato uno spazio sociale luminoso, il piccolo sentiero sterrato di Stephen Juba Park si è sentito trasformato.<br>C'era un'autoconsapevolezza di quell'oscurità.<br>Gli spettatori hanno esplorato ogni aspetto dell'installazione, muovendosi in entrambe le direzioni, fermandosi per scattare fotografie e lasciando che i telai delle porte a LED li accecassero.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 16:09:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Wrapped Reichstag - Christo e Jeanne-Claude</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1502153962</link>
         <description><![CDATA[<div>Un gruppo di cittadini tedeschi sostenne senza successo il progetto nel 1978, infatti l'edificio, che aveva un profondo simbolismo dell'identità nazionale tedesca prima della riunificazione, richiedeva un'approvazione politica non disponibile per permettere di incartarlo.<br>Rita Süssmuth, la neoeletta presidente del Bundestag, ha espresso interesse per il progetto nel 1989, accelerandone l'approvazione. Il progetto era stato respinto tre volte da sei presidenti del Bundestag.<br>Il Reichstag avvolto è stato montato nel 1995 per due settimane mentre 100.000 metri quadrati di tessuto d'argento fissato con una corda blu hanno drappeggiato l'edificio.<br>Il Reichstag, che non era stato utilizzato, è stato successivamente ricostruito per uso parlamentare nel 1999. Divenne il simbolo della Germania unificata e segnò il ritorno di Berlino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 13:18:57 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>INVISIBILITA&#39;, SENSUALITA&#39; E SUGGESTIONE</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1502224798</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 13:34:31 UTC</pubDate>
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         <title>Big Air Package - Christo e Jeanne-Claude</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1502237266</link>
         <description><![CDATA[<div>Un progetto per il Gasometro di Oberhausen, in Germania, è stato concepito nel 2010 ed è stato possibile visitarlo dal 16 marzo al 30 dicembre 2013.<br>La scultura è stata installata all'interno del Gasometro.<br>È stata realizzata con 20.350 metri quadrati di tessuto in poliestere semitrasparente e 4.500 metri di corda in polipropilene. L'involucro gonfiato era alto 90 metri, con un diametro di 50 metri, un volume di 177.000 metri cubi e un peso totale di 5.300 chilogrammi.<br>Il Gasometro è stato costruito nel 1928/29 per immagazzinare il gas di altoforno generato come sottoprodotto della lavorazione industriale del minerale di ferro.<br>È uno dei serbatoi di gas più grandi del mondo, con un'altezza di 117 metri e un diametro di 68 metri.<br>Il progetto Big Air può essere vissuto dall'esterno e dall'interno. Copriva quasi la distanza da parete a parete del Gasometro, lasciando solo un piccolo passaggio per camminare intorno alla scultura.<br>Le camere d'aria consentivano ai visitatori di entrare nel pacco, che era autoportante e tenuto in posizione verticale da due ventilatori d'aria creando una pressione costante di 27 pascal. Il pacchetto Big Air era la busta più grande mai gonfiata senza uno scheletro; illuminata attraverso i lucernari del Gasometro, l'opera d'arte era una cattedrale d'aria, creava una luce diffusa in tutto l'interno, attutendo i rumori abituali e generando così un'atmosfera di silenzio e tranquillità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 13:37:14 UTC</pubDate>
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         <title>On Space Time Foam - Tomas Saraceno</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1502308237</link>
         <description><![CDATA[<div>Il titolo nasce da un’espressione del fisico Paul Davies, che risale a un concetto riferito all’idea di particelle subatomiche in rapidissimo movimento, in grado di provocare mutamenti della materia spazio-temporale.<br>Proprio la relazione dell’uomo con lo spazio e, in modo più esteso, delle popolazioni con l’ambiente, è al centro delle situazioni che Saraceno vuole mettere in gioco.<br>È un’installazione che insegna all’uomo a essere responsabile verso gli altri e verso l’ambiente, per cui è necessario rispettare alcune condizioni: si può accedervi a piccoli gruppi di venti, senza indossare scarpe o accessori appuntiti, mantenendo la giusta distanza l’uno dall’altro per poterla vivere al meglio.<br>"On Time Space Foam" è un corpo organico che respira, modificato dalla temperatura ambientale, si muove, si dilata e si contrae in relazione alla postura, al comportamento e all’interazione del pubblico, che può strisciare, gattonare, rotolarsi e relazionarsi a chi sta abitando lo stesso livello, a chi sta sopra o sotto.<br>L’esperienza ai piani alti del cubo comincia con un tuffo, con un coraggioso salto nel vuoto, e prosegue con un’alternanza di faticose scalate e morbide discese sulla superficie di questo enorme cuscino, a tratti vertiginoso e disorientante, in grado di mettere in discussione le certezze percettive.<br>Inizialmente doveva chiamarsi "Airship", perché doveva trasmettere l’idea del viaggio di un dirigibile temporaneamente sospeso nel cubo dell’Hangar.<br>È un’installazione costituita al 99% di aria, i cui flussi la fanno vibrare come uno strumento musicale: si riconosce in questa caratteristica la volontà dell’artista di richiamare l'"Architecture de l'air" elaborata nel 1958 da Yves Klein e con Werner Ruhnau, uno spazio immateriale dove le pareti, il tetto e gli arredi sono trasparenti e composti d’aria compressa e nel quale le persone sono libere di muoversi a diretto contatto con la terra e il cielo. "On Time Space Foam" può essere sia praticata, ma solo dopo aver firmato una liberatoria, sia osservata dal basso, con la testa all’insù e lo sguardo interrogativo, curioso e meravigliato. Tomás Saraceno dichiara poi che la sua installazione prende spunto, oltre che dalla teoria di Paul Davies già accennata, anche dalla teoria delle stringhe, che afferma che il Big Bang è nato dallo scontro di due enormi membrane, sprigionando un’energia luminosissima che caratterizza la nascita del nostro schiumoso pianeta, infatti "On Time Space Foam" ti abbraccia<br>proprio come una schiuma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 13:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>CASUALITA&#39; E INDETERMINATEZZA</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1601433147</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-11 16:13:04 UTC</pubDate>
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         <title>Il nuotatore - Studio Azzurro</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1601436075</link>
         <description><![CDATA[<div>Apparentemente tutto è quiete. Un’atmosfera azzurrata e una musica avvolgente accolgono lo spettatore. I monitor, accostati l’uno all’altro, sono attraversati dalle bracciate di un nuotatore che si sposta di schermo in schermo. Dodici videocamere fissate sul bordo di una piscina, a pelo d’acqua, hanno reso possibili le riprese.<br>Con gesti ripetuti e affaticati, il nuotatore attraversa i televisori, instancabilmente. Una miriade di microeventi (una palla che cade, un’ancora che affonda…) si inseriscono nella scena principale, rimanendo relegati nei singoli schermi. È proprio in questa alternanza di eventi che si verifica la prima partecipazione diretta dello spettatore all’interno dell’installazione, elemento che caratterizzerà tutto il lavoro successivo di Studio Azzurro. Lo spettatore non assiste a una narrazione, ma è partecipe dell’evento che si svolge in quell’istante e che non sarà mai uguale a se stesso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-11 16:14:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Blur Building - Swiss Expo 2002</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602502341</link>
         <description><![CDATA[<div>E' un'architettura basata sull'atmosfera, una massa di nebbia risultante da forze naturali e artificiali. L'acqua viene pompata dal lago di Neuchâtel, filtrata e spruzzata come una sottile nebbia attraverso 35.000 ugelli ad alta pressione. Un sistema meteorologico intelligente legge le mutevoli condizioni climatiche di temperatura, umidità, velocità e direzione del vento e regola la pressione dell'acqua in una varietà di zone. Entrando in Blur, i riferimenti visivi e acustici vengono cancellati. Contrariamente agli ambienti immersivi che puntano alla fedeltà visiva in alta definizione con un virtuosismo tecnico sempre maggiore, Blur è decisamente a bassa definizione. In questo padiglione espositivo non c'è niente da vedere se non la nostra dipendenza dalla visione stessa. Il movimento all'interno non è regolamentato. Il pubblico può salire al cosiddetto "Angel Deck" tramite una scala che emerge attraverso la nebbia nel cielo azzurro. L'acqua non è solo il luogo e la materia prima dell'edificio; è anche un piacere culinario. Il pubblico può bere l'edificio. La struttura misura 300 piedi di larghezza per 200 piedi di profondità per 75 piedi di altezza ed è supportata da quattro colonne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-12 13:27:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602502341</guid>
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         <title>Ring Bell - Tomas Saraceno</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602510161</link>
         <description><![CDATA[<div>Tomás Saraceno ha costruito un aquilone.<br>L'aquilone con una larghezza di circa 13 metri è una struttura altamente sofisticata: un foglio laminato copre un anello di fibra di carbonio, che è collegato a un sistema audio. I suoni generati durante il volo possono quindi essere registrati, mixati e riprodotti, rendendo il volo dell'aquilone un'esperienza anche udibile. L'"energia silenziosa" del processo diventa una sinfonia.<br>Mentre l'oggetto d'arte con la sua forma di base a forma di anello ricorda un tradizionale, anche se monumentalizzato, aquilone volante. L'aquilone simboleggia la conquista dell'universo ed è progettato per aprire nuovi spazi di contemplazione, ispirando allo spettatore visioni e concetti utopici del futuro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-12 13:38:22 UTC</pubDate>
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         <title>Waterfall - Olafur Eliasson</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602519164</link>
         <description><![CDATA[<div>Una cascata alta e stretta precipita nel bacino del Canal Grande, lungo l'asse visivo principale dei Giardini di Versailles. La cascata è sostenuta da una torre a traliccio costruita con travi di acciaio giallo; le pompe trasportano l'acqua attraverso spessi tubi neri fino a una piattaforma in cima alla torre, da cui scende precipitando nel canale molto più in basso. L'infrastruttura visibile della cascata richiama l'attenzione sulla natura costruita sia dell'opera stessa che dei giardini circostanti, mentre l'acqua scrosciante evidenzia la presenza di maggiori forze naturali che giocano su questo ambiente artificiale: la forza e la direzione del vento, le condizioni della luce in un momento particolare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-12 13:51:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602519164</guid>
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         <title>The Weather Project - Olafur Eliasson</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602525532</link>
         <description><![CDATA[<div>Creata per la Turbine Hall della Tate Modern di Londra, questa installazione utilizzava uno schermo semicircolare, un soffitto di specchi e una nebbia artificiale per creare l'illusione di un sole. I telai in alluminio rivestiti con lamina a specchio sono stati sospesi al soffitto per creare uno specchio gigante che raddoppiava visivamente il volume della sala, insieme allo schermo semicircolare montato sulla parete di fondo, con il suo lato lungo a ridosso del soffitto a specchio. Retroilluminato da circa 200 luci monofrequenza, il semicerchio e il suo riflesso hanno creato l'immagine di un imponente tramonto indoor visto attraverso la nebbia artificiale emessa nella stanza. Camminando fino all'estremità opposta della sala, i visitatori potevano vedere come era stato costruito il sole e il retro della struttura dello specchio era visibile dall'ultimo piano del museo. In preparazione alla mostra, Eliasson ha ideato un questionario per i dipendenti della Tate Modern che includeva domande come: "Un fenomeno meteorologico ha mai cambiato radicalmente il corso della tua vita?" "Pensi che la tolleranza verso gli altri sia proporzionale al tempo ?"; "In che misura sei consapevole del tempo fuori dal tuo posto di lavoro?"; i risultati sono stati pubblicati nel catalogo che accompagna la mostra, che includeva anche una tavola rotonda sulla comunicazione dell'arte, rapporti meteorologici di eventi anomali, statistiche meteorologiche, e una serie di saggi sul tempo e sullo lo spazio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-12 13:59:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602525532</guid>
      </item>
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         <title>PERIPHERAL AWARNESS ED EVOCAZIONE E SINESTESIA</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602530332</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-06-12 14:05:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602530332</guid>
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         <title>IX Mirrors - Ron Gilad</title>
         <author>Onesto</author>
         <link>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602531145</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Ron Gilad</strong> è famoso per i suoi oggetti di design. Gli oggetti ibridi, che uniscono l’intelletto materiale con il gioco estetico, si trovano sulla linea di congiunzione tra l’astratto e il funzionale. Gilad è affascinato dalla filosofia degli oggetti comuni con cui viviamo. Il suo lavoro, che varia dalle sculture al pezzo da produzione, non ha “data di scadenza” e risiede in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. <strong>Ron Gilad</strong> ha però anche un lato fortemente artistico e una volontà di connettere i propri lavori al pubblico, facendolo interagire nelle sue installazioni. Esposti alla <strong>Fiera del Mobile di Milano</strong> nel 2011, Gilad presenta per la <strong>Galleria Dilmos</strong>nove specchi tutti differenti e con delle peculiarità. Gli specchi di Gilad sono semplici telai di legno rettangolari iniettati da storie. Il riflesso dello spettatore non è più solo obiettivo, ma contiene più del presente. L’aspetto funzionale e il design diventano secondari. Le corde sopra il vetro, i telai dorati e la cornice in bronzo davanti al volto del visitatore non sono decorazioni. Alcuni degli specchi contengono riferimenti storici che combinano il presente con il passato; un riferimento ad altre vite oltre alla nostra. Altri specchi giocano con la struttura, distorcendo la nostra percezione dello specchio come oggetto. La collaborazione con la <strong>Galleria Dilmos</strong> ha portato Gilad ad esplorare il passato artistico e culturale dell’Italia. Nei suoi specchi incorpora tessuti antichi veneziani, mosaici bizantini realizzati a Ravenna, figure intagliate a mano secondo le classiche sculture romane, pur mantenendo la propria autenticità artistica.<br>Per lui, l’atto di citare il passato ha due ruoli: gli da rispetto e lo ridefinisce giocosamente. Nella serie “<strong>IX Mirrors</strong>” Gilad suggerisce che l’immagine specchiata contenga un’ipocrisia che riflette solo la parte esteriore di noi. Ci chiede di contemplare una possibilità più complessa e poetica della realtà. Il titolo, come le nove vite di un gatto, rappresenta la possibilità della vita interiore o dell’anima dello specchio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-12 14:06:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/Onesto/6us1e0zht4tilrem/wish/1602531145</guid>
      </item>
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