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      <title>Il Novecento  by </title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Rosa ARTE | Giallo LETTERATURA | Azzurro CULTURA E SOCIETÀ | Verde SCIENZA E TECNICA | Viola STORIA DEL PENSIERO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Einstein e la teoria della relatività</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1916 <strong>Albert Einstein</strong> espone la propria <strong>teoria della relatività</strong>. Secondo tale teoria, per studiare qualsiasi fenomeno bisogna innanzitutto tenere conto della <strong>posizione dell’osservatore</strong>: sia il tempo sia lo spazio sono infatti percepiti in maniera diversa a seconda che l’osservatore sia fermo o in movimento. Per esempio se l'osservatore è un passeggero di un treno fermo in stazione, alla partenza di un treno vicino, egli deve controllare un punto di riferimento immobile (il marciapiede della stazione o un segnale), per capire se a muoversi sia l'altro treno o il proprio. Ma se questi punti di riferimento non ci fossero, non sarebbe così semplice capirlo, perché il <strong>moto</strong> è un concetto <strong>relativo</strong>, non assoluto.<br>La teoria della relatività porta una vera e propria <strong>rivoluzione nella scienza</strong> e nel modo di intendere i concetti di spazio e di tempo.<br><br>Nell'immagine: Ferdinand Schumtzer, <em>Albert Einstein durante una conferenza a Vienna nel 1921</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Gli USA entrano in guerra</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sia per difendere i propri <strong>interessi economici </strong>sia per fermare gli attacchi indiscriminati dei <strong>sottomarini tedeschi</strong>, che affondano anche navi mercantili statunitensi, gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania il <strong>6 aprile del 1917</strong>. Il <em>casus belli</em> è fornito dall’affondamento del transatlantico britannico <strong>Lusitania</strong>: tra le 1400 vittime ci sono anche 128 Americani.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nell'immagine: L'affondamento del Lusitania.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La Rivoluzione d&#39;ottobre in Russia</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1917</strong>, prima a <strong>febbraio</strong> e poi a <strong>ottobre</strong>, in Russia si scatenano delle <strong>rivolte antizariste</strong>, che chiedono un’immediata cessazione dell’attività bellica. Inizialmente, dopo la <strong>Rivoluzione di febbraio</strong>, si instaura in Russia un governo provvisorio, formato da liberali moderati e presieduto da Kerenskij. Questo governo però non vota per l’uscita dalla guerra, cui aspira invece la popolazione. Così, il <strong>24 ottobre</strong> dello stesso anno, i <strong>bolscevichi</strong>, guidati da <strong>Lenin</strong>, attuano un vero e proprio colpo di Stato, la cosiddetta <strong>Rivoluzione d’ottobre</strong>. I bolscevichi prendono il potere e tra i loro primi provvedimenti vi è la firma dell’armistizio con la Germania. Con il <strong>trattato di Brest-Litovsk</strong>, nel marzo 1918, la Russia esce ufficialmente dalla guerra.<br><br>Nell'immagine: Lenin arringa la folla.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La disfatta di Caporetto</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>A seguito del ritiro dalla guerra della Russia, l’Austria può spostare le proprie truppe sul fronte italiano. Riesce così il <strong>24 ottobre 1917 </strong>a sfondare la linea dell’esercito italiano a <strong>Caporetto</strong> e a penetrare in profondità nel Friuli e in Veneto. La disfatta di Caporetto porta alla sostituzione delle più alte cariche dell’esercito: al generale <strong>Luigi Cadorna</strong> si sostituisce <strong>Armando Diaz</strong>, che riesce a infondere nuova energia ai soldati, promettendo loro ampie ricompense.<br><br></div><div>Nell'immagine: Italiani in ritirata dopo la disfatta di Caporetto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;modello T&quot;</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1909</strong> lo statunitense <strong>Henry Ford</strong> inizia la produzione di una nuova automobile, il “<strong>Modello T</strong>”. La novità introdotta da Ford consiste nell’avere realizzato un prodotto che non si configura più come un bene di lusso, acquistabile quindi solo da un’élite benestante. Il “Modello T” infatti ha un prezzo ridotto ed è pensato appositamente per la <strong>classe media</strong> americana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Esposizione universale</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con l’<strong>Esposizione universale</strong> di <strong>Parigi</strong> del <strong>1900</strong> si dà convenzionalmente inizio a quella fase storica conosciuta come <strong><em>Belle époque</em></strong>, conclusasi nel <strong>1914</strong> con lo scoppio della Prima guerra mondiale. La grande fiera della scienza, organizzata nella capitale francese, vuole celebrare da una parte il lungo periodo di <strong>pace</strong> assicurato dalla politica del cancelliere tedesco Bismarck, dall’altra lo <strong>sviluppo tecnologico</strong> degli ultimi anni, prodotto della Seconda rivoluzione industriale.<br><br></div><div>Nell'immagine: A passeggio sotto la Tour Eiffel durante l'Esposizione universale</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;uccisione di Umberto I</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1898, a fronte dell’aumento vertiginoso del prezzo del pane, migliaia di cittadini si riversano nelle piazze per protestare. Alle manifestazioni di protesta il governo risponde con ferocia: a Milano, il generale <strong>Bava Beccaris</strong> spara sulla folla, compiendo una strage. Il re <strong>Umberto I</strong>, reo di aver elogiato pubblicamente il comportamento del generale, viene ucciso dall’operaio anarchico <strong>Gaetano Bresci</strong> il 29 luglio del <strong>1900</strong>, a Monza.</div><div><br></div><div>Nell’immagine: La prima pagina della <em>Domenica del Corriere</em> sull'attentato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La rivolta dei Boxer in Cina</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel XIX secolo gli Europei riescono a penetrare in Cina, costringendo la debole dinastia Manciù, allora al potere, ad aprire i porti agli stranieri, in particolare agli Inglesi. Progressivamente la Cina viene spartita in vere e proprie “<strong>zone d’influenza</strong>”, in mano alle varie potenze occidentali. Nel 1900 una setta religiosa, i <strong>Boxer</strong>, tenta di opporsi alla penetrazione straniera, ma la rivolta viene sedata facilmente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La Rivoluzione russa del 1905</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>La povertà dilagante e l’esito negativo della guerra contro i Giapponesi spingono operai e contadini russi alla rivolta. È il <strong>22 gennaio del 1905</strong>: a <strong>San Pietroburgo</strong> la folla manifesta per la concessione di un governo liberale e la fine della Guerra russo-giapponese. Lo zar Nicola II ordina all’esercito di sparare sulla folla, causando la morte di circa 1000 manifestanti. La protesta si estende a questo punto a tutta la Russia, tanto che si parla di “<strong>Rivoluzione del 1905</strong>”. Dopo un anno di rivolte, tutte terminate nel sangue, l’unica cosa che i Russi ottengono è la creazione della <strong>Duma</strong>, un parlamento privo di reale potere.<br><br></div><div>Nell’immagine: I manifestanti sfilano per le vie di San Pietroburgo, davanti alla cavalleria dello zar in attesa</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La Triplice Intesa</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1907 <strong>Francia</strong>, <strong>Regno Unito </strong>e <strong>Russia</strong> si legano nella <strong>Triplice Intesa</strong>, un’alleanza militare dovuta alla crescente preoccupazione per la politica imperiale tedesca. L’Europa si ritrova così divisa tra due blocchi contrapposti: la <strong>Triplice Alleanza</strong> (Germania, Impero austro-ungarico e Italia) e la Triplice Intesa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Italia occupa la Libia</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante l’Età Giolittiana, nel <strong>1911</strong>, l’Italia riprende la propria corsa alle colonie e invia le sue truppe in <strong>Libia</strong>, parte dell’Impero ottomano e uno dei pochi territori africani non ancora spartiti tra le potenze occidentali. Il 18 ottobre 1912, con il <strong>trattato di Losanna</strong>, si conclude<strong> </strong>una guerra più impegnativa del previsto e all’Italia viene riconosciuto il possesso della <strong>colonia libica</strong> e delle <strong>isole del Dodecanneso</strong> nel Mar Egeo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Scoppia la Guerra russo-giapponese </title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di fronte alle mire espansionistiche dello <strong>zar Nicola II</strong>, che aspira a porre sotto il controllo russo la regione cinese della <strong>Manciuria</strong>, il <strong>Giappone</strong> si oppone dichiarando guerra alla Russia nel <strong>1904</strong>. I Giapponesi riescono a infliggere due pesanti sconfitte all’esercito russo, prima a <strong>Port Arthur</strong>, poi a <strong>Mukden</strong>. Lo zar Nicola II è così costretto a rinunciare alla Manciuria, che finisce sotto il controllo giapponese.<br>È la prima volta che una potenza europea è sconfitta dall’esercito di un Paese asiatico.<br><br>Nell'immagine: L'assalto delle truppe Giapponesi in un giornale dell'epoca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Giolitti al governo</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1903</strong> diviene presidente del Consiglio il liberale piemontese <strong>Giovanni Giolitti</strong>, che rimarrà alla guida del Paese con alterne vicende fino al 1914. Questi anni sono tradizionalmente indicati per questo motivo “<strong>Età Giolittiana</strong>”.<br>A Giolitti si deve un avvicinamento della politica alle esigenze dei lavoratori, grazie a una serie di riforme sociali e una maggiore democratizzazione del Paese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Suffragio universale maschile</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il governo di <strong>Giolitti</strong> alle riforme sociali si aggiunge un’importante riforma politica: l’estensione del diritto di voto a tutti i cittadini maschi non analfabeti al di sopra dei ventun’anni e a tutti i cittadini maschi che, pur analfabeti, avessero svolto il servizio militare o compiuto i trent’anni di età. Viene cioè istituito il <strong>suffragio maschile quasi universale</strong>, che porta a un allargamento dell’elettorato da 3 a <strong>8 milioni e mezzo</strong> di persone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce la Repubblica cinese</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di fronte alla debolezza dimostrata dalla dinastia imperiale Manciù alla penetrazione straniera in Cina, nel 1911 scoppia una rivolta, guidata dal medico cantonese <strong>Sun Yat-sen</strong>. Deposto l’imperatore, la Cina diventa una <strong>Repubblica</strong> nel 1912. Sun Yat-sen viene eletto presidente provvisorio, ma rimane in carica per pochi mesi: allo scopo di evitare la guerra civile, lascia il potere nelle mani di un generale manciù. Fino al 1917 sono i “signori della guerra” ad avere il controllo della Cina. Sun Yat-sen riesce infine a istituire un governo nel 1923. Alla sua morte, nel 1925, a capo del suo partito, ossia il partito nazionalista del <strong>Kuomintang</strong>, si pone <strong>Chiang Kai-shek</strong>. Questi interrompe la collaborazione con i comunisti, dando così inizio a una guerra civile tra i nazionalisti e i comunisti, guidati da <strong>Mao Zedong</strong>.<br><br></div><div>Nell’immagine: Il ritratto di Mao Zedong in piazza Tienanmen, a Pechino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Italia entra in guerra</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la mobilitazione austriaca, la Russia, anch’essa interessata alla penisola balcanica, si pone a difesa della Serbia. Scatta il sistema delle alleanze e ben presto la maggior parte dei Paesi europei si trova coinvolto nel conflitto.<br>L’Italia dichiara inizialmente la propria <strong>neutralità</strong>. Nel frattempo, però, il presidente del consiglio <strong>Antonio Salandra</strong> tratta con entrambi gli schieramenti e il 26 aprile del 1915 arriva a concludere il <strong>Patto di Londra</strong> con le potenze dell’Intesa (Russia, Francia e Inghilterra).<br>Il <strong>24 maggio 1915</strong> l’Italia dichiara guerra ai suoi ex alleati, gli Imperi centrali (Germania e Austria).</div><div><br></div><div>Nell’immagine: In una cartolina del 1915 l’Italia è rappresentata come una donna corteggiata dagli Imperi Centrali, a sinistra, e dalle potenze dell’Intesa, a destra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;introduzione della catena di montaggio</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1913 <strong>Henry Ford</strong> applica nella sua fabbrica automobilistica i princìpi teorizzati da <strong>Frederick Taylor</strong>, padre del cosiddetto “<strong>taylorismo</strong>” Si tratta di un nuovo modo di organizzare il lavoro portando alle estreme conseguenze la teoria della divisione del lavoro di Adam Smith.<br>Viene così introdotta la <strong>catena di montaggio</strong>, un nastro trasportatore in cui ogni operaio svolge sempre la stessa operazione. La catena di montaggio permette la <strong>produzione in serie</strong> e quindi un’enorme riduzione dei costi di produzione.<br><br></div><div>Nell’immagine: Operai della Ford impegnati nella catena di montaggio del "modello T".</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;attentato di Sarajevo</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>28 giugno del 1914</strong>, a <strong>Sarajevo</strong>, l’<strong>arciduca Francesco Ferdinando</strong>, erede al trono asburgico, e sua moglie Sofia vengono uccisi dallo studente <strong>Gavrìlo Prìncip</strong>, affiliato all’organizzazione terroristica e nazionalista serba conosciuta come la “Mano Nera”. L’imperatore austriaco Francesco Giuseppe accusa la Serbia di aver organizzato l’attentato e, dopo un ultimatum parzialmente ignorato dal governo serbo, gli austriaci dichiarano guerra il 28 luglio del 1914: è l'inizio della <strong>Prima guerra mondiale</strong> o <strong>Grande guerra</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita della Società delle Nazioni</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per volontà del presidente degli Stati Uniti <strong>Woodrow Wilson</strong> nasce la <strong>Società delle Nazioni</strong>, fondata sui princìpi espressi dallo stesso presidente nei suoi <strong>Quattordici punti</strong> presentati alla conferenza di pace di Versailles dopo la Prima guerra mondiale. Un concetto fondamentale dei Quattordici punti, che viene peraltro ignorato durante la stesura del Trattato di Versailles, è quello dell’<strong>autodeterminazione dei popoli</strong>: ogni popolo può scegliere liberamente le proprie leggi e il proprio governo.<br><br></div><div>Nell’immagine: Woodrow Wilson (a sinistra) insieme al presidente francese Poincaré.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La Battaglia di Vittorio Veneto</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'autunno del 1918 l’esercito italiano scatena una pesante controffensiva sul corso del fiume Piave e riesce a sconfiggere l’esercito austriaco nella <strong>battaglia di Vittorio Veneto</strong>, il <strong>24 ottobre 1918</strong>. <br>Il <strong>4 novembre </strong>l’Austria è costretta a firmare l’<strong>armistizio</strong>, ponendo fine alla guerra contro l’Italia.<br><br></div><div>Nell'immagine: La fuga precipitosa degli Austriaci dall'Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>La fine della Prima guerra mondiale</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo cinque anni di guerra, la Germania si trova ormai allo stremo delle forze. Dopo la sconfitta nella <strong>battaglia di Amiens</strong>, nel Paese sono sempre di più coloro che chiedono la fine della guerra. Si forma quindi un <strong>governo di unità nazionale</strong>, in cui cattolici e socialdemocratici sono chiamati ad avviare le trattative di pace con l’Intesa, mentre il kaiser Guglielmo II è costretto all’esilio. L’<strong>11 novembre 1918</strong> la Germania firma l’<strong>armistizio</strong> che pone fine alla Prima guerra mondiale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 06:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Il Biennio rosso</title>
         <author>caterinazucaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il dopoguerra europeo è caratterizzato da una <strong>forte instabilità economica e politica</strong>. Così anche in Italia il governo, presieduto dall’ormai anziano Giovanni Giolitti, deve affrontare le tensioni economiche e sociali dovute al forte aumento dei prezzi e alla delusione dei reduci di guerra. Queste tensioni sfociano nel cosiddetto “<strong>biennio rosso</strong>”: tra il 1919 e il 1920 operai e contadini occupano fabbriche e terre e organizzano la produzione attraverso <strong>consigli di fabbrica</strong> su modello dei <em>soviet</em> russi.<br><br></div><div>Nell’immagine: Una fabbrica milanese occupata con le armi durante il “biennio rosso”</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-05 10:45:41 UTC</pubDate>
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