<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Gruppo 7 ISO by flavia accarino</title>
      <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-11-14 11:47:51 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-12-12 12:52:34 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>CHE COSA È L&#39;ANTROPOLOGIA?</title>
         <author>accarino2108128_</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3217501241</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-11-14 16:53:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3217501241</guid>
      </item>
      <item>
         <title>SPIRITI, ENTITÀ E DIVINITÀ</title>
         <author>accarino2108128_</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219312800</link>
         <description><![CDATA[<p>La tradizione religiosa greco-romana, riconosce una grande importanza al sogno e alla visione onirica, per il valore assunti nel rapporto tra veglia e l’incoscienza del sonno, quanto per il simbolismo che i sogni posso esprimere. Il sogno è spesso sentito come verità quando non è confuso con la realtà stessa, il sonno è il massimo momento di incoscienza dell’uomo. Può essere indotto dagli dei, per esaltare, ingannare o stupire l’animo, si può trasformare in un teatro di apparizioni di realtà ed entità, che nella veglia sarebbero più o meno invisibili.&nbsp;</p><p>La visione onirica, quindi, diventa il campo privilegiato per la comparsa di figure strettamente connesse al sacro, come: divinità, eroi, o figure che si caricano di un specifico valore sacrale.&nbsp;</p><p><br/></p><p>Animismo: termine annunciato da Edward Burnet Tyler nel 1871, dove dice che la credenza negli esseri soprannaturali è stata la prima forma di religione.</p><p>Gli Ojibwa si riferiscono per esempio, non solo alle anime umane ma anche ad altre entità fisiche e non fisiche, viste come partecipanti attivi nel gruppo sociale, reali come altre persone umane.&nbsp;</p><p>Fantasmi, spiriti e anime, tre cose che possono sembrare molto simili tra loro, ma che in realtà sono totalmente diversi.&nbsp;</p><p>Spiriti: forza vitale di un essere vivente la parte non fisica della persona, il centro di coscienza dell’essere umano o altro. Quando l’essere vivente muore, alcuni spiriti passano ai mondi degli spiriti, altri invece, rimangono attaccati al mondo fisico e diventano fantasmi.&nbsp;</p><p>Fantasmi: una persona morta, o essere disincarnato.</p><p>Anima: coscienza o volontà dell’individuo che muove il corpo, entità immateriale separa dal corpo ma che in qualche modo funzionalmente attaccata ad esso per animarlo, forza vitale e personalità di una persona o animale mentre occupa il corpo.</p><p>Parlando di Entità ci sono anche quelle&nbsp; sovrannaturali o quelli che di solito se ne parla nei miti o leggende, ovvero gli: Angeli, Demoni, Ancestrali e Santi. Essi sono appunto gli intermediari tra umani e divinità , tengono inoltre dei attributi che gli elevano al di sopra dell’umano.</p><p>Ci sono diverse teorie a riguardo: la prima è: Teorie Sociali dove gli esseri sovrannaturali sono costrutti sociali prodotti dalla società a beneficio della società. La seconda teoria, ovvero: Teorie Psicologiche dove la credenza nell’esistenza di esseri sovrannaturali è il risultato del bisogno umano di stabilità in un mondo transitorio e imprevedibile, poiché forniscono spiegazioni per eventi naturali, malattie, fortuna e sventura. La terza teoria è chiamata Teorie Cognitive, dove gli esseri sovrannaturali sono il prodotto di un processo cognitivo mal interpretato e frainteso.</p><p>Si sono riscontrati, oltre a queste teorie, degli approcci fenomelogici, fatti da David Hufford, dove dice che la credenza negli essere sovrannaturali nasce da esperienze personali dirette, ma&nbsp; né suggerisce che le esperienze possono essere un prodotto di allucinazioni, malattie o interpretazioni errate.</p><p><br/></p><p>Un esempio di Divinità è Minerva ovvero la divinità romana della saggezza, medicina, commercio, artigianato, arti in generale e successivamente della guerra. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.worldhistory.org/uploads/images/2205.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:21:15 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219312800</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>falangone2151427</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219317865</link>
         <description><![CDATA[<p>L’antropologia culturale è la disciplina che studia&nbsp; i diversi modi di vita e di pensare nelle varie società umane. In particolare, si può affermare che l’antropologia presta molta attenzione al gruppo.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-11-15 17:25:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219317865</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il senso del soprannaturale e della magia in Asia. 
</title>
         <author>falangone2151427</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219324680</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036903107/f4f2f855de93bd6df5d7964fa0854dfc/IMG_9671.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:31:35 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219324680</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cielo, Uomo E Terra: La Magica Triade Della Cultura Cinese.</title>
         <author>falangone2151427</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219330611</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036903107/915c6fbc107608fdd74f6dfb7dd61d05/IMG_9672.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:36:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219330611</guid>
      </item>
      <item>
         <title>“Vedere”</title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219335811</link>
         <description><![CDATA[<p>“Parthenope” ci introduce nel cuore di una Napoli mitica e tragica, che diventa cornice e protagonista di una narrazione complessa e provocatoria: la storia ruota attorno alla figura di Parthenope Di Sangro, una giovane donna che attraversa le tensioni della sua famiglia e della sua città, in una ricerca incessante di senso e identità. Centrale in questo viaggio è l’incontro con il professore universitario Devoto Marotta, docente di antropologia che incarna una visione disincantata e profonda della disciplina. Tra i due si instaura un rapporto intenso e sfaccettato, con momenti di sfida intellettuale che toccano la natura dell’antropologia stessa, aprendo uno spazio di riflessione sulla visione che questa disciplina offre sul mondo.</p><p>La domanda “cos'è l'antropologia” si ripropone in varie fasi del film, verso la fine, arriva la tanto attesa risposta del personaggio interpretato da Silvio Orlando: «L’antropologia è vedere». Personalmente, è un altro momento a rappresentare la risposta a questa domanda, ovvero quando il professore e Parthenope stringono un patto: «Io non la giudicherò mai e lei non mi giudicherà mai». Questa frase, esprime un principio fondamentale dell’antropologia: la sospensione del giudizio.&nbsp;</p><p>Essa rappresenta una sfida metodologica fondamentale, propria di una disciplina che richiede un continuo riesame di sé e delle proprie affermazioni.&nbsp;</p><p>L’antropologia culturale è la disciplina che si propone di esplorare e comprendere le diverse modalità con cui le società umane rispondono ai bisogni fondamentali e costruiscono il proprio rapporto con l’ambiente. In altre parole, essa analizza come le culture danno senso all’esistenza, creando risposte uniche e originali alle sfide universali della vita.&nbsp;</p><p>Un aspetto fondamentale dell’antropologia culturale è il suo carattere dinamico. Le società umane, infatti, non sono entità statiche: mutano costantemente, influenzate da fattori interni (come le tensioni sociali o le trasformazioni dei valori) ed esterni (come le interazioni con altre culture, i cambiamenti climatici e tecnologici, le migrazioni).&nbsp;</p><p>Di conseguenza, l’antropologo culturale deve essere sempre pronto a osservare queste modifiche e a interrogarsi su come i gruppi sociali rispondano alle nuove sfide, riscoprendo vecchie tradizioni o inventando di nuove.</p><p>Mettendo al centro la “sospensione del giudizio”, l’antropologia culturale ritiene che ogni cultura abbia una propria coerenza e razionalità interna, non bisogna solo osservare e descrivere le differenze, ma anche entrare in empatia con le altre visioni del mondo.&nbsp;</p><p>Nell’esperienza concreta, avvicinandosi all’“altro” l’antropologo individua affinità e divergenze con le sue stesse prospettive culturali, comprendendo così meglio la varietà dell’esperienza umana.</p><p>L’antropologia, dunque, non si limita a collezionare curiosità esotiche, ma aspira a rivelare l’unità dell’esperienza umana attraverso la diversità delle forme culturali: conoscere l’altro è un modo per conoscere anche noi stessi, poiché ogni incontro interculturale mette in luce i pregiudizi e le assunzioni che spesso diamo per scontate.</p><p>Ha ragione il professore di “Parthenope”, «l’antropologia è vedere», nel senso che mira ad andare oltre la superficie delle cose.</p><p>Che sia piaciuto o meno, il film di Paolo Sorrentino offre un’occasione unica per riflettere sulla natura e sul ruolo dell’antropologia, proprio grazie ai dialoghi tra Parthenope e il suo professore.</p><p>L’opera apre spunti preziosi su cosa significhi studiare l’essere umano nelle sue molteplici espressioni: attraverso la narrazione visiva e simbolica, il regista riesce a evocare il cuore dell’antropologia, cioè l’incontro con l’alterità e il tentativo di interpretare e trasmettere il significato profondo delle esperienze umane, anche quando sono difficili da catturare a parole.</p><p>Penso che la figura di Parthenope sia il punto di connessione tra realtà diverse, tra mondi sociali altri, tra passato e presente, tra sacro e profano, tra il conosciuto e l’ignoto. Chiudere il film con la frase «l’antropologia è vedere» suggerisce che il compito dell’antropologo&nbsp; e forse del cinema stesso non è giudicare o catalogare, ma piuttosto avvicinarsi, osservare e permettere a ciascuno di esplorare nuovi modi di vedere e capire il mondo.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036918753/38c1574f6d1e5de106e616fbe60d8942/IMG_0830.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:40:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219335811</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Medicina cinese. </title>
         <author>falangone2151427</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219337448</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036903107/59b95e52e66f2bd7a20097aad1cf8d11/IMG_9673.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:42:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219337448</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Antropologia visiva </title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219340506</link>
         <description><![CDATA[<p>L'antropologia ha sempre fatto uso di mezzi audio-visivi per le sue ricerche, inizialmente erano le fotografie ed in seguito, con l’avvento delle cineprese, i video. Tuttavia in un primo momento le foto ed i filmati erano solo un supporto in più per la ricerca, e non un vero e proprio metodo. Margaret Mead e Gregory Bateson gettarono le fondamenta per il prosperare della disciplina.</p><p>L’antropologia visiva venne istituzionalizzata negli anni ’70. Nel 1973 se ne discusse al convegno biennale dell’American Anthropology Association, da cui verrà tratto il testo curato da Paul Hockings “Principi di Antropologia Visuale”(1975). Un nuovo interesse si venne sviluppato poi negli anni ’90, illustrato nel testo “Rethinking Visual Anthropology” (1997) curato da Markus Banks e Howard Morphy, dove si suggerisce un allargamento del campo dell’antropologia visiva allo studio delle espressioni visive della cultura, ma anche allo studio antropologico di qualsiasi forma culturale visibile.</p><p>È interessante notare come molti di coloro che hanno utilizzato i mezzi audiovisivi per dare delle rappresentazioni antropologiche si siano avvicinati alla disciplina solo in un secondo momento: inizialmente, infatti, i cineasti seguivano gli antropologi e le antropologhe sul campo.</p><p>Come dicevamo poco fa, furono Bateson e Mead a dare una spinta alla disciplina, i due infatti hanno filmato moltissimo durante le loro ricerche, tra cui numerosi rituali. Un filmato molto celebre è sicuramente “Trance e Dance in Bali”, girato negli anni ’30 durante il loro periodo di ricerca in Indonesia, in cui viene mostrato lo stato di trance indotto dalla danza.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036918753/4ec3f8d20753d59f919abf7605360a96/IMG_0831.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:44:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219340506</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Aspetti magici del costruire secondo la tradizione indiana.</title>
         <author>falangone2151427</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219341262</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036903107/7c2637154ae25472a787c830e1a696b2/IMG_9674.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:45:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219341262</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Scienza e magia nello sciamanesimo nepalese: la karga puja (‘cerimonia dell’arma’).</title>
         <author>falangone2151427</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219343344</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036903107/ac1c370573f60fee288576863b53f3d5/IMG_9675.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:47:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219343344</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Trance e Dance in Bali</title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219343831</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Trance and Dance in Bali è un breve film documentario girato dagli antropologi Margaret Mead e Gregory Bateson durante le loro ricerche su Bali negli anni '30. Mostra ballerine con affilati pugnali Kris che ballano in trance, alla fine pugnalandosi senza ferirsi. Il film non venne distribuito fino al 1951. Ha attirato elogi da parte degli antropologi successivi per i suoi risultati pionieristici e critiche per la sua attenzione alla performance, omettendo dettagli rilevanti come la conversazione dei ballerini.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036918753/98b933ecd1f37d8de418f57d07b34af6/IMG_0832.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 17:47:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219343831</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lo sciamanesimo.</title>
         <author>falangone2145461</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219358474</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036932254/f2a4bbc0cdd26e20a23ab5e493cc7a2d/IMG_0157.png" />
         <pubDate>2024-11-15 17:59:40 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219358474</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lo sciamanesimo in Corea.</title>
         <author>falangone2145461</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219367714</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036932254/7584aa164ad22573e78fde0c17cba459/IMG_0155.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 18:07:45 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219367714</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lo sciamanesimo al giorno d’oggi.</title>
         <author>falangone2145461</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219372209</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036932254/62199c23898bf5cf0f979b6cbcf8f061/IMG_0159.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 18:11:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219372209</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>falangone2145461</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219376679</link>
         <description><![CDATA[<p>L'antropologia altro non è che la disciplina che studia l'essere umano, considerato sia come soggetto o individuo, sia come membro di una comunità; essa si pone domande quali: ‘come conosciamo, pensiamo, immaginiamo, percepiamo, agiamo, ricordiamo, apprendiamo, parliamo attraverso il linguaggio e viviamo con gli altri in modi distintivi eppure diversi?’.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-11-15 18:15:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219376679</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Divinità nel mondo</title>
         <author>accarino2108128_</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219391283</link>
         <description><![CDATA[<p>Le divinità che conosciamo meglio, sono  quelle greche e romane, tramite ai miti e leggende che li circondano. Ma ci sono altre divinità altrettanto importanti nel mondo, un esempio: è Gea dal Greco antico, Terra, madre dell’universo. Gea è la prima dea al mondo greco ( poi romano ).</p><p>Secondo Esiodo, prima di Gea esisteva solo il Caos: l'oscura e indistinta confusione del tutto. Gea nasce spontaneamente e da vita a molte divinità legate agli elementi naturali o entità mostruose. La figura di Gea si lega alla terra, all’agricoltura, ma anche alla donna nel ruolo di madre di tutti i viventi. </p><p>Dangun Wanggeom (단군왕검) è il fondatore di Gojoseon, il primo regno della Corea. Si ritiene che abbia fondato Gojoseon nel 2333 a.c. Il nonno di Dangun, Hwanin, (화닌) era il "Signore dei cieli", mentre suo padre, Hwanung, (화눙) discese sulla terra e fondò una società sulla penisola coreana. Quando un orso e una tigre arrivarono da Hwanung chiedendo di essere resi umani, egli diede a ciascuno un fagotto di cibo sacro da mangiare e disse loro di rimanere in una grotta per cento giorni, dopodiché sarebbero diventati umani. Mentre la tigre si arrese, l'orso seguì le indicazioni di Hwangung e fu trasformato in una donna umana di nome Ungnyeo. Essa poi si accoppiò con Hwangung e diede alla luce Dangun, che governò Gojoseon per 1.500 anni prima di diventare un dio della montagna. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://elvis.padletcdn.com/1/fetch/e_in/cdn2.picryl.com/photo/2016/12/31/portrait-of-dangun-124b53-1024.jpg" />
         <pubDate>2024-11-15 18:29:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3219391283</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Rituale medico-religioso in Sardegna: Sa mejighina e &#39;s&#39;oju.</title>
         <author>cabiddu2141935</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220017878</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>"</em>Sa mejighina e 's'oju", </strong>o<strong> "Abba precantada", </strong>tradotta letteralmente, "medicina dell'occhio" o "acqua benedetta" è una pratica molto diffusa in tutta la Sardegna usata per eliminare il malocchio dai corpi delle persone tramite la preghiera. Chi è colpito da <strong><em>"s'ogu malu"</em></strong>, energia negativa che si trasmette agli altri anche solo con lo sguardo, spesso involontariamente, può sentirsi afflitto da un senso di spossatezza, malessere, mal di testa, febbre. </p><p>Il sentimento alla base dell'occhio è l'invidia, non solo quella negativa e si dice che anche la capacità di <strong><em>“occiare” </em></strong>sia ereditaria. </p><p>Una volta fatta la medicina, si somministra facendo segni della croce sui polsi, dietro le orecchie, sulla fronte e facendone bere un sorso. </p><p>Per prevenire s'ogu malu è tradizione indossare oggetti benedetti come <strong><em>"Su coccu"</em></strong> la cui funzione è proprio quella di tenere lontane le energie negative.</p><p>Su coccu può essere tradizionalmente indossato come ciondolo sul petto, ai bambini viene attaccato con una spilla alla culla oppure si porta come bracciale, di solito con un nastro verde. </p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3035424480/87f32b7785d767887b60e5e2dc4b71c2/sa_mexina_de_sogu_3_1536x864_jpg.webp" />
         <pubDate>2024-11-16 15:40:53 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220017878</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Sacralità e Paganesimo</title>
         <author>cabiddu2141935</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220044740</link>
         <description><![CDATA[<p>Un luogo considerato sacro ma che si mischia a culti pagani si trova in Sardegna ed è conosciuto come "<strong><em>Monte Gonare"</em></strong>. </p><p>Questo santuario dedicato alla Madonna, già famoso nel Cinquecento e frequentato dagli abitanti dell'isola è situato in un' area circondata da simboli arcaici legati al culto delle pietre magico-devozionali. </p><p>Secondo la leggenda, Gonario, di ritorno dal pellegrinaggio in Terra Santa, colto da una tempesta, per scampare il naufragio, fece voto alla Vergine di costruirle un tempio sul primo luogo su cui si sarebbero posati i suoi occhi. Non appena fatta la promessa, Gonario scorse la cima di un monte azzurro dove ora si situa proprio il Santuario di Gonare. </p><p>Si dice anche che Maria, avendo gradito l'omaggio, andò in Sardegna per visitare il suo nuovo santuario e lungo il sentiero si possono chiaramente vedere i punti associati alle soste della Madonna col bambino Gesù, nella quale ci si ritrova in preghiera: "<strong><em>su brazzolu</em></strong>", la culla dove Maria avrebbe posato il bambino, &nbsp;"<strong><em>s’imbaradorgiu"</em></strong><em> </em>dove si sarebbe seduta a riposare e una piccola conca dove avrebbe posato la mano dalla quale ancora oggi viene estratta una polvere bianca simile al talco con proprietà curative miracolose. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3035424480/8d6eca332dd1249b96ffb37f15317406/010_monte_gonare_sarule_25.jpg" />
         <pubDate>2024-11-16 16:29:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220044740</guid>
      </item>
      <item>
         <title>TRADIZIONI</title>
         <author>cabiddu2141935</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220083479</link>
         <description><![CDATA[<p>Chiara Vigo anche conosciuta come "<strong>La signora del bisso</strong>" è ormai forse l'unica persona rimasta a raccogliere il bisso o "seta dell'acqua" in un'oasi a Sant'Antioco, in Sardegna. Il Bisso è un tessuto molto resistente ottenuto da filamenti ricavati dalla bava di un&nbsp;mollusco conosciuto col nome di “Pinna Nobilis” o più semplicemente "nacchera". È un mollusco che si sviluppa nel mare pulito e incontaminato, ormai difficile da trovare. In passato era usato negli arredi sacri, per le vesti di Re e Regine e alti&nbsp;dignitari, per decorare gli abiti tradizionali o in gioielli e accessori. Si ottiene con antichi procedimenti naturali che vengono ripetuti più volte fino ad ottenere un filo finissimo e resistente che dura nel tempo. È un tessuto prezioso dal valore inestimabile non esistente in commercio. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3035424480/23bd96e5c4cd20f2a9969f05acbae3d9/02_foto_Chiara_Vigo_intenta_allOCOorditura_dellOCOantico_telaio_nel_suo_museo_laboratorio_a_SantOCOAntioco_scaled_1.jpg" />
         <pubDate>2024-11-16 17:59:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220083479</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ABITI TRADIZIONALI </title>
         <author>cabiddu2141935</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220110158</link>
         <description><![CDATA[<p>Il costume sardo varia da paese in paese. Un tempo venivano indossati quotidianamente e variavano anche a seconda della classe sociale, oggi è indossato alle sagre prevalentemente dal gruppo folk. L'antico costume femminile è costituito da: copricapo in lino o cotone che avvolge capo e mento, la tunica in canapa e lino nero che donano al costume lucentezza, il corpetto, il giubbetto, la camicia bianca molto ampia e il grembiule. Il tutto accompagnato da bottoni e gioielli tipici d'oro. L'abbigliamento tipico maschile è invece costituito da: camicia bianca in lino o cotone, giubbetto, calzoni bianchi, gonnellino nero fortemente increspato in vita e cintura di cuoio.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3035424480/e3c0f856bb57cbbf784046fdd95c1143/ab784f2f15fe33f17380961b0909e826.jpg" />
         <pubDate>2024-11-16 19:01:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220110158</guid>
      </item>
      <item>
         <title>TALISMANI</title>
         <author>cabiddu2141935</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220115565</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>Μάτι,</em></strong> (máti) l'occhio greco, anche chiamato occhio di Medusa è un amuleto contro il malocchio che protegge chi lo indossa o chi lo ha in casa. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3035424480/af69fd05cfee10f046b9a7d2f4836867/Unknownnn.jpeg" />
         <pubDate>2024-11-16 19:17:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220115565</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Memoria sensoriale</title>
         <author>melgiovanni2121111</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220847229</link>
         <description><![CDATA[<p>La memoria sensoriale è il primo stadio della memoria capace di registrare, tramite i sensi, ciò che avviene intorno a noi e ricordarlo per un brevissimo lasso di tempo. Seppur fortemente limitata, questo tipo di memoria può "riaffiorare" in presenza di determinate condizioni: capita quindi di ricordare un determinato episodio della nostra vita dopo aver sentito un profumo particolare, o dopo aver assaggiato un cibo che ha riportato alla mente svariati ricordi. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3037135644/c0a89507430a886642cd6e8987b582af/profumo.jfif" />
         <pubDate>2024-11-17 20:16:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220847229</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Etnografia ed esperienza sul campo</title>
         <author>melgiovanni2121111</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220903206</link>
         <description><![CDATA[<p>La memoria sensoriale è uno strumento indispensabile per la vita dell'etnografo, che deve annotare ciò che accade sul campo, che sia un gesto particolare compiuto ad esempio durante un rito di iniziazione o una pratica quotidiana o ancora gli odori che si fondono in un luogo, o un canto particolare che ha suscitato in lui delle emozioni che vanno al di là della sua professionale e personale ricerca. Paradossalmente queste percezioni sono così veloci e talvolta inconsce da essere incredibilmente complesse da annotare e descrivere a parole, perciò cercare di far capire al lettore cosa ha sentito precisamente lo studioso è spesso difficile, ma non impossibile. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3037135644/5a40237962b369225f47dc309ee25bb4/etno.jfif" />
         <pubDate>2024-11-17 22:09:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3220903206</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cos è l’Antropologia?</title>
         <author>binci2146000</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3221849577</link>
         <description><![CDATA[<p>L’Antropologia è una scienza che studia l’essere umano sotto diverse prospettive, ovvero sociale, culturale, morfologica, psicoevolutiva, sociologica, artistico-espressiva e </p><p>filosofico-religiosa, indagando i suoi comportamenti nella società.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-11-18 09:23:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3221849577</guid>
      </item>
      <item>
         <title>SERIE TV E ANTROPOLOGIA: Squid Game, il sadismo coreano spiegato bene.</title>
         <author>binci2146000</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3221871569</link>
         <description><![CDATA[<p>In breve, per chi ancora non conoscesse il tema di questo korean drama, tratta la storia di un gruppo di disperati, soffocati dai debiti, a cui viene offerta la possibilità di partecipare a una serie di sfide aventi in palio un montepremi che li riabiliterebbe nella società. Le competizioni riguardano vari giochi dell’infanzia.</p><p><br></p><p>Questa serie ha avuto tanto successo non solo perché assomiglia ad una specie di video game, ma viene anche da pensare che il successo è nel modo in cui parla, attraverso la Corea e i suoi problemi, che sono anche nostri. Inoltre ci mostra una soluzione a questi problemi, ovvero che la salvezza è nei rapporti umani.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-11-18 09:39:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3221871569</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cosa c’è in Squid Game della K Culture?</title>
         <author>binci2146000</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3221931559</link>
         <description><![CDATA[<p>La cultura coreana può essere sintetizzata in tre termini, Han, Chaemyoun e Confucianesimo. Attraverso una loro disamina possiamo comprendere le divisioni sociali che la serie Netflix racconta nella storia.</p><p><br></p><p><strong>HAN</strong></p><p>Questo termine indica la rabbia coreana: sentimento collettivo di frustrazione e collera, posto a fondamento della loro idea di Nazione.</p><p>Le persone vivono un sentimento nazionale molto forte, che, mischiato alla straordinaria omogeneità etnica, si converte spesso in razzismo.</p><p>Han è un vero e proprio stato emotivo, che secondo gli antropologi rappresenta un unicum culturale tra le Tigri dell’Asia. Per questa ragione risulta difficile tradurlo nelle altre lingue e per gli altri popoli, se non specificando origini ed effetti che questo risentimento rabbioso produce.</p><p>La Corea è stata il target di tutti i popoli vicini (e lontani) che hanno finito per trasformarla in un insieme diffidente e altamente competitivo. I coreani sono molto esigenti, ognuno vive il dovere di realizzare obiettivi socialmente ritenuti motivo di orgoglio, a perfezionismo crescente. Chi non riuscisse a concretizzare questi desideri, oltre a sentirsi pervaso dallo Han, perderebbe la faccia.</p><p><br></p><p><strong>CHAEMYOUN</strong></p><p>I Coreani pensano al viso come un’interfaccia essenziale tra vissuto e mondo, tale che, può definire la propria influenza e il proprio onore.</p><p>Se il viso assume una valenza sociale così importante, imporre nell’Oriente sistemi biometrici che monitorano e identificano i tratti della faccia potrebbe avere ripercussioni morali, e sociali deleterie, andando a incentivare la tendenza coreana a creare divisioni basate sull’apparenza.</p><p>In Oriente la faccia è una chiave di lettura necessaria e sufficiente dell’identità.</p><p>La questione del Chaemyoun ci chiarisce perché non tutti esibiamo in maniera uniforme le emozioni. Il concetto di “provare uno stato emotivo” incorpora regole sociali, esperienze, attività molto differenti. Un’educazione allo stoicismo asiatico e all’imperturbabilità mimica finirebbe per non identificare l’emozione ma solo secondo il nostro significato di stato affettivo. Invece, secondo la cultura coreana, se il sistema identificasse l’emozione costruita, non sarebbe un caso di malfunzionamento. Anzi, avrebbe riconosciuto il corretto senso del loro “provare un’emozione”, la loro Chaemyoun.</p><p>Ecco perché è così frequente la chirurgia estetica.</p><p>Solo chi lavora e soffre per una faccia socialmente adeguata è una persona rispettabile, un individuo che sa resistere allo stress e quindi alla competizione del mercato del lavoro.</p><p><br></p><p><strong>CONFUCIANESIMO</strong></p><p>Si tratta dell’acculturazione su cui Cina, Corea, Singapore si sono plasmati.</p><p>Il Confucianesimo basa la propria etica sulle relazioni e sulla gerarchia asimmetrica che riguarda ogni rapporto. Ciascuno ha un proprio posto nella società e ciascuno è obbligato a rispettare il suo ruolo. Il superiore deve mostrare benevolenza verso l’inferiore. Il welfare ha senso solo se si parte da un’idea di individui uguali per nascita, per i quali le disuguaglianze dipenderebbero solo da circostanze di cui non si ha responsabilità. Ecco che lo Stato risponde con il liberismo ma anche con un intervento correttivo tale da concedere a tutti quanti gli stessi mezzi per competere da uguali e la garanzia di avere garantiti i servizi essenziali e una mutua assistenza.</p><p>Il Capitalismo coreano, non sarebbe il risultato del calvinismo, bensì deriverebbe da una tendenza a competere per avere riscatto sulle potenze vicine, per dimostrare finalmente la superiorità economica. Nei secoli è maturato un profondo senso di inferiorità che i coreani cercano di risolvere.</p><p><br></p><p>Han, Chaemyoun e Confucio spiegano bene l’inquadratura di Squid Game e il sadismo nei confronti propri e altrui raccontato dalla serie. Nella realtà quotidiana i coreani sfidano davvero la morte, Netflix non fa altro che creare uno storytelling intorno a una reale situazione ai limiti. Chi resta a galla lo fa a prezzo della vita e chi soccombe né otterrà aiuti sociali né li potrebbe mai accettare con gratuità. La gerarchia è un qualcosa di cui si ha merito e responsabilità.</p><p>Non è un caso che ci siano soggetti mascherati a guidare il tutto. Oltre a dare quel quid di mistero, che rende la serie più enigmatica, l’assenza di connotati ci riporta al senso di Chaemyoun.</p><p>Il Master è chiunque e nessuno: dietro non c’è una decisione individuale, un nome e cognome che struttura la competizione. A guidare Squid Game, come per il corso degli eventi, c’è una specie di Mano Invisibile necessaria e quindi come tale anche il Front Man deve restare invisibile ma necessario.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-11-18 10:22:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3221931559</guid>
      </item>
      <item>
         <title>The many faces of a Venezuelan goddess</title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3246970755</link>
         <description><![CDATA[<p>&nbsp;“ The many faces of a Venezuelan goddess”, è un film di Roger Canals basato sul culto di María Lionza, una delle dee più venerate in Venezuela. Numerosi individui appartenenti a circoli sociali molto diversi (un pittore socialista, una scultrice, un'attrice di teatro, un'artista visiva e una giovane medium, tra gli altri), mantengono legami particolari con la sua immagine. Nell'universo mitologico venezuelano questa dea costituisce un caso eccezionale perché, a seconda delle rappresentazioni, viene raffigurata come una donna indiana, di razza mista, bianca o nera. A volte è ritratta come una figura benevola o caritatevole e talvolta come una figura malvagia. Le persone presenti in questo documentario forniscono un ritratto del ricco simbolismo di María Lionza ed evidenziano alcuni dei ruoli che la sua immagine gioca nella società venezuelana contemporanea, così come alcuni dei conflitti etnici, religiosi e sociali che caratterizzano questa società. Alla fine del film, in occasione dell'inaugurazione di una mostra su María Lionza a San Felipe, tutte le immagini proiettate durante il film compaiono in un unico spazio per rivelare la vicinanza tra il mondo religioso e quello artistico.&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036918753/a6c612965e6584d2b0573a8757d3d3b5/IMG_1680.jpg" />
         <pubDate>2024-12-04 19:03:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3246970755</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Intervista ad un amico che studia infermieristica all’università Cattolica Cattolica del Sacro Cuore di Roma</title>
         <author>binci2146000</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250006574</link>
         <description><![CDATA[<p>In questa intervista non strutturata, ho intervistato un mio amico, che attualmente frequenta il corso di infermieristica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. L’argomento su cui mi sono soffermata è la cura spirituale. Ho trovato molto interessante questo argomento, affrontato nella lezione del 03/11, dalla prof.ssa Stefania Palmisano; avendo questo mio amico, ho deciso di intervistarlo.</p><p><br></p><p><strong>Come viene vista la cura spirituale nella tua università?</strong></p><p>Innanzitutto bisogna dire che la cura spirituale si fa in determinati ambienti sanitari.</p><p>È appurato che la essa non è una cura medica specializzata, bensì una cura, come suggerisce laggettivo, della mente e dello spirito.</p><p><br></p><p><strong>Studi/studierai la cura spirituale?</strong></p><p>Nell’università che frequento, ovvero la Cattolica, la studieremo in uno dei corsi degli anni successivi. Questo però solamente perché, essendo un’università cattolica, ha come prassi quella di insegnare non solo discipline mediche, ma anche discipline spirituali e religiose.</p><p><br></p><p><strong>Avendo parenti che sono medici, hanno loro studiato la cura spirituale?</strong></p><p>Sinceramente non credo che i miei parenti possano aver studiato la cura spirituale.</p><p>I miei genitori ad esempio, a differenza mia, non hanno ottenuto la laurea attraverso corsi universitari, tuttavia hanno studiato attraverso dei corsi statali. Questi corsi statali consistono in seminari di due anni, al termine dei quali non si otteneva una laurea, ma un attestato. Ovviamente quest’esperienza non metteva a disposizione una preparazione consona come quella del giorno d’oggi.</p><p><br></p><p><strong>Conclusioni</strong></p><p>In conclusione possiamo avvalorare le parole dette dalla prof.ssa Stefania Palmisano nella lezione del 03/11. Lei dichiara che oggigiorno le volontà di apprendere questa cura non ci sono, quando al contrario sono presenti le pratiche per applicarla.</p><p>In questa breve intervista possiamo quindi confermare queste sue idee.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-12-06 17:02:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250006574</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250645957</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3036918753/16c1d31c9ef16cde47577ea84129f512/v24044gl0000csvn00vog65h4rdbv2s0.mp4" />
         <pubDate>2024-12-07 14:24:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250645957</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Maria Lionza </title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250650582</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/cip0mkWhdNA?si=TQhHNOWlzTREx2HX" />
         <pubDate>2024-12-07 14:32:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250650582</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Trance e Dance in Bali</title>
         <author>lamanna2126182</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250652750</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/Z8YC0dnj4Jw?si=Ns7ygsb3IUljXxPt" />
         <pubDate>2024-12-07 14:36:12 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250652750</guid>
      </item>
      <item>
         <title>SPIRITUAL CARE.</title>
         <author>accarino2108128_</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250664840</link>
         <description><![CDATA[<p>A partire dagli anni '80, gli studi sulla religione e la spiritualità e quelli sulla salute, si intrecciano aprendo nuove prospettive sul contesto clinico. </p><p>Molti studi, hanno messo in luce come religione e spiritualità possano essere delle risorse per situazioni di crisi connesse alla malattia, infatti, contribuiscono a fornire orientamenti di valore che modellano: - credenze di salute, e stili di vita - adesione alle terapie - gestione della malattia - capacità di fronteggiare il dolore.</p><p>Altri studi affermano come la religiosità e la spiritualità tendano ad avere migliori condizioni di salute, sia fisiche che mentali. </p><p>Dando uno sguardo alle cure spirituali possiamo vedere come esse che migliorano, oltre alla salute delle persone sofferenti, anche a quella degli operatori sanitari, proteggendoli dal burn-out. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://cdn.creazilla.com/digital-illustrations/1696252/meditate-meditating-spiritual-illustration-xl.jpeg" />
         <pubDate>2024-12-07 14:54:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250664840</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>cabiddu2141935</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250677685</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3035424480/6be57945d75857cc7213d3cafa38a4fc/Su_coccu.jpg" />
         <pubDate>2024-12-07 15:15:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250677685</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Riti religiosi in Puglia</title>
         <author>melgiovanni2121111</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250697322</link>
         <description><![CDATA[<p>I riti religiosi pugliesi sono un aspetto fondamentale della cultura regionale, riflettendo la profonda devozione spirituale della popolazione e le tradizioni legate al cristianesimo, che si intrecciano con influenze locali e storiche.</p><p>Tra i riti più rilevanti, troviamo quelli legati alla religiosità popolare, le tradizioni delle feste patronali, e quelli agricoli, che hanno radici nei cicli stagionali.</p><p><br></p><p><strong>1. Riti religiosi e spirituali</strong></p><p><strong> </strong>La Puglia è una terra profondamente legata alla religiosità, con numerosi santi patroni e feste liturgiche. La Settimana Santa, con le celebrazioni che si svolgono in diverse città come Taranto, Ostuni e Lecce, è un momento centrale caratterizzato da processioni solenni, canti sacri e riti di penitenza. Questi eventi sono spesso accompagnati dalla partecipazione di confraternite che indossano abiti tradizionali coperti da mantelli bianchi o neri, a seconda della località, e portano in processione statue di santi e croci.</p><p><br></p><p><strong>2. Feste patronali</strong></p><p>Ogni paese pugliese celebra la propria festa patronale, in onore del santo protettore, con riti religiosi che si mescolano a celebrazioni popolari. </p><p>Ad esempio, la città di Lecce celebra Sant'Oronzo come suo patrono. Si festeggia ogni anno il 26 agosto, anche se le celebrazioni iniziano già alcuni giorni prima.</p><p>La statua del santo, custodita nel Duomo di Lecce, viene portata in processione attraverso le vie della città, accompagnata da una folla di fedeli e dalla presenza delle confraternite. Durante la festa si alternano anche eventi musicali, spettacoli e fuochi d'artificio, rendendo l'occasione un momento di celebrazione collettiva.</p><p><br></p><p>Un altro esempio è la festa di San Nicola a Bari, uno degli eventi più significativi della regione, dal forte valore ecumenico, essendo la figura del santo un punto di incontro tra le tradizioni cattoliche e ortodosse.</p><p>La festa si svolge ogni anno il 6 dicembre, con una grande processione che si snoda attraverso le strade della città, partendo dalla Basilica di San Nicola. Pellegrini da tutto il mondo si recano a Bari per onorare il santo, mentre la città si riempie di eventi folkloristici, fuochi d'artificio e musiche tradizionali. </p><p><br></p><p>Altro aspetto centrale della religiosità pugliese è il culto mariano. </p><p>La Madonna è una figura molto venerata in tutta la regione, e le feste a lei dedicate sono numerose. Tra le celebrazioni mariane, la più conosciuta è la festa della Madonna della Coltura a Minervino Murge.</p><p><br></p><p><strong>3. Riti agricoli</strong></p><p>La Puglia, grazie alla sua agricoltura, è ricca di ritualità legate alla raccolta dei prodotti stagionali. I più noti sono i riti legati alla vendemmia e alla raccolta delle olive. Le tradizioni agricole sono spesso accompagnate da danze popolari e canti che celebrano la fatica del lavoro nei campi.</p><p><br></p><p><strong>4. Il tarantismo</strong></p><p>Un fenomeno particolarmente noto in Puglia è il "tarantismo", una pratica rituale che ha radici antiche, legata al culto della taranta, un ragno velenoso che si credeva causasse frenesia, isteria e alienazione mentale, oltre che a febbre, convulsioni e svenimenti.</p><p>Il rito del tarantismo prevedeva danze sfrenate accompagnate da musica dai ritmi veloci e ripetitivi che si riteneva potessero liberare la persona, assistita da un "guaritore", dai sintomi provocati dal morso del ragno.</p><p>Questo rito è stato storicamente una risposta a fenomeni di malessere psicofisico, e anche se poi venne successivamente considerato un fenomeno puramente psicosomatico, legato a disturbi psicologici o a forme di isteria collettiva, ancora oggi viene preservato nelle aree più interne della regione come una tradizione culturale che mescola elementi di spiritualità popolare, medicina e folklore. L'esempio principale che denota forte apprezzamento verso il tipo di musica tradizionale e danza frenetica, è la Notte della Taranta, un festival itinerante che si festeggia ogni anno nel mese di agosto e che culmina col Concertone finale tenuto a Melpignano.</p><p><br></p><p>In sintesi, i riti religiosi pugliesi sono un intreccio di tradizione cristiana e di pratiche popolari, che coinvolgono tutta la comunità in momenti di intensa spiritualità e di festa. Questi riti non sono solo atti di devozione, ma anche eventi sociali e culturali che definiscono e rafforzano l’identità della regione.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3037135644/326a80577f2378214848fa6f424c9b81/20220826_232109_1.mp4" />
         <pubDate>2024-12-07 15:46:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3250697322</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Gerarchie nelle religioni dell&#39;America Latina</title>
         <author>melgiovanni2121111</author>
         <link>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3256167235</link>
         <description><![CDATA[<p>La struttura gerarchica nelle religioni dell'America Latina è profondamente influenzata dalla storia coloniale, dalle tradizioni indigene e dall'evoluzione delle pratiche religiose nel corso dei secoli. Le religioni più diffuse nella regione, come il cattolicesimo, il protestantesimo e le religioni indigene, presentano diverse strutture gerarchiche che riflettono le loro tradizioni e influenze.</p><p><br></p><p><strong>1. Cattolicesimo</strong></p><p>Il cattolicesimo ha storicamente avuto una forte influenza sull'America Latina, a causa della colonizzazione spagnola e portoghese. La gerarchia ecclesiastica cattolica è tradizionalmente molto strutturata, con il Papa al vertice, seguito dai cardinali, arcivescovi, vescovi e sacerdoti. La Chiesa cattolica ha un ruolo importante non solo in ambito spirituale, ma anche nelle questioni politiche e sociali, specialmente nelle aree rurali. In molti paesi latinoamericani, il clero cattolico è stato tradizionalmente visto come una figura di autorità, e la sua influenza nelle decisioni politiche e sociali è stata considerevole. Tuttavia, negli ultimi decenni, la Chiesa cattolica ha dovuto affrontare sfide, come la crescente diffusione delle denominazioni protestanti e il cambiamento delle dinamiche sociali.</p><p><br></p><p><strong>2. Protestantesimo</strong></p><p>Il protestantesimo è cresciuto rapidamente nell'America Latina, soprattutto a partire dal XX secolo, con denominazioni come i pentecostali, i baptisti, e altre chiese evangeliche. Le strutture gerarchiche nelle chiese protestanti variano a seconda della denominazione, ma molte di esse presentano una gerarchia meno centralizzata rispetto al cattolicesimo. Ad esempio, molte chiese pentecostali adottano una struttura pastorale, con il pastore al vertice, che ha un ruolo di leadership spirituale e decisionale. Alcune chiese protestanti hanno una struttura più "democratica", con decisioni che coinvolgono l'intera congregazione. In generale, il protestantesimo latinoamericano tende a essere più decentralizzato rispetto alla gerarchia rigida del cattolicesimo.</p><p><br></p><p><strong>3. Religioni indigene </strong></p><p>Le religioni indigene in America Latina variano notevolmente tra i diversi gruppi etnici e culturali, ma in generale hanno una struttura gerarchica meno formale rispetto alle religioni abramitiche. Spesso, le pratiche religiose indigene sono organizzate attorno a figure spirituali come i capo spirituali, i guaritori o shamans, che svolgono un ruolo centrale nelle comunità. Questi leader spirituali sono visti come mediatori tra il mondo umano e quello spirituale e sono rispettati per la loro conoscenza delle tradizioni, delle pratiche religiose e della natura. Sebbene non esista una gerarchia rigida, l’autorità di queste figure è ampiamente riconosciuta all’interno delle comunità indigene.</p><p><br></p><p><strong>4. Sincretismo religioso </strong></p><p>Un elemento importante nelle religioni dell'America Latina è il fenomeno del sincretismo religioso, che mescola elementi del cattolicesimo con tradizioni indigene, africane e altre credenze locali. Le strutture gerarchiche in queste pratiche possono essere più fluide, poiché spesso si combinano diverse tradizioni religiose. Ad esempio, nelle religioni afro-latinoamericane come la Santería e il Candomblé, ci sono figure di autorità come i padri e madri spirituali, che guidano i fedeli attraverso pratiche rituali e di guarigione, ma la gerarchia può variare anche a seconda della specifica comunità.</p><p><br></p><p>In sintesi, la struttura gerarchica nelle religioni dell'America Latina è diversificata: il cattolicesimo e il protestantesimo seguono modelli gerarchici più tradizionali, mentre le religioni indigene e quelle sincretiche sono più flessibili e radicate nelle comunità. Tuttavia, tutte riflettono la pluralità culturale e storica della regione.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3037135644/f504f24e7133857526e85e1465103747/cattolica_gerarchia_vecchio_della_religione_della_chiesa_antica_nero_swarthy_jetblack_j92f7m.jpg" />
         <pubDate>2024-12-11 19:21:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/accarino2108128_/6snwt3dffdpd63th/wish/3256167235</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
