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      <title>Arthur Schopenhauer by Michela Setola</title>
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      <description>&quot;La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-05 21:02:10 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author>michelasetola_98</author>
         <link>https://padlet.com/michelasetola_98/6senc8fnn2q1/wish/145607640</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Arthur Schopenhauer</strong> nasce a Danzica nel 1788.  di agiati commercianti. Il padre, un banchiere, lo indirizza al commercio: lo invia a studiare le lingue in giro per l’Europa.</div><div>Nel 1805, il padre muore suicida; la madre, una donna molto eccentrica, scrittrice di romanzi d’avventura dallo stile popolare, si trasferisce con il giovane <strong>Arthur</strong> a Weimar, dove tiene un circolo letterario alla moda e molto frequentato. <strong>Schopenhauer</strong>, grazie all’eredità lasciatagli dal padre, diviene ricco e può così dedicarsi alla propria formazione culturale, che è di carattere umanistico e scientifico. Studia a Gottinga con un maestro di <strong>Kant</strong>, <strong>Schulze</strong>, e a Berlino con il celebre teologo <strong>Schleiermache.</strong> Inoltre a Berlino assiste alle lezioni di Fichte e</div><div>nel 1813 si laurea a Jena con una tesi sul <strong>“Principio di ragion sufficiente”</strong>. Fra il 1814 e il 1818 scrive il suo capolavoro, <strong>“Il mondo come volontà e rappresentazione”</strong>, pubblicato nel 1818, che si rivela un grande insuccesso.</div><div>Insegna come libero docente a Berlino, ma le sue lezioni sono deserte: tutti vanno a seguire quelle di <strong>Hegel</strong> e dei professori di stampo hegeliano, che egli inizia a odiare.</div><div>Si trasferisce a Francoforte e non si sposerà mai, fino alla morte, sopraggiunta nel 1860.</div><div>Nel 1844 pubblica una revisione de <strong>“Il mondo come volontà e rappresentazione”</strong>, ma il successo vero gli arriverà solo nel 1851, grazie a un’altra sua opera, i <strong>“Parerga e paralipomena”</strong>. Enorme sarà la sua influenza su grandi personaggi come <strong>Wagner</strong>, <strong>Nietzsche</strong>, <strong>Tolstoj</strong> e <strong>Freud</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-05 21:38:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelasetola_98</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-01-05 21:54:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelasetola_98</author>
         <link>https://padlet.com/michelasetola_98/6senc8fnn2q1/wish/145608942</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>La vita umana</strong>,  è come <strong>un pendolo</strong> che oscilla incessantemente tra il <strong><em>dolore</em></strong> e la <strong><em>noia</em></strong>, passando attraverso l'intervallo  fugace,e per di più illusorio, del <strong><em>piacere</em></strong> e della <strong><em>gioia</em></strong>.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-05 21:55:16 UTC</pubDate>
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         <title>Dolore, piacere, noia.</title>
         <author>michelasetola_98</author>
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         <description><![CDATA[<div> Affermare che l'essere umano è la manifestazione di una volontà infinita significa dire che<em> l</em><strong><em>'essenza della vita è il dolore.</em></strong> Infatti, volere significa<em> </em><strong><em>desiderare</em></strong> e <em>desiderare</em> significa trovarsi in una condizione di tensione per la mancanza di qualcosa che si vorrebbe avere, quindi il desiderio è in sé stesso assenza, vuoto e dolore. Inoltre nell'uomo, rispetto a tutti gli altri esseri viventi, la volontà è più  cosciente quindi risulta il più bisognoso e mancante, destinato a non trovare mai un appagamento definitivo, infatti nella sua opera "Il mondo come volontà rappresentazione" :  </div><blockquote>Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l'appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all'infinito; l'appagamento è breve e misurato con mano avara.<br>Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole... bensì rassomiglia soltanto all'elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.</blockquote><div><br></div><div>Ciò che gli uomini chiamano<em> "godimento"</em> o <em>"gioia" </em>non è altro che cessazione del dolore, ossia lo scaricarsi di una tensione preesistente quindi perché ci sia piacere deve esserci per forza uno stato precedente di tensione o dolore; mentre il<em> dolore</em>, che è la struttura stessa della vita, è un dato primario e permanente, il piacere perciò è solo una funzione derivata dalla vita,che vive unicamente a spese di esso. Infatti il piacere riesce a vincere il dolore solo a patto di annullare se stesso. La<em> noia </em>subentra invece quando viene meno il desiderio oppure quando cessano il frastuono delle attività e le preoccupazioni infatti afferma :  "Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole... "</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-05 22:05:07 UTC</pubDate>
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         <title>Il pessimismo </title>
         <author>michelasetola_98</author>
         <link>https://padlet.com/michelasetola_98/6senc8fnn2q1/wish/145656666</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo il filosofo, il dolore non riguarda soltanto l'uomo, ma investe ogni creatura ma <em>l'uomo soffre di più </em>rispetto alle altre creature perché, a loro differenza , l'uomo è destinato a sentire in modo più accentuato la spinta  della volontà e  soprattutto a patire l'insoddisfazione dei propri desideri.</div><div>Per questo motivo il genio, avendo maggiore sensibilità rispetto agli altri uomini comuni, è destinato a una sofferenza più intensa , infatti Schopenhauer dice  <em>&lt;&lt;più intelligenza avrai, più soffrirai&gt;&gt;</em></div><div>In tal modo il filosofo perviene a una forma di<strong> pessimismo cosmico </strong>o metafisico e afferma che il male non è solo nel mondo , ma nel principio stesso da cui esso dipende. <br>Il pessimismo di Schopenhauer deriva quindi dalla constatazione che l'essere è dolore, in quanto l'universo è solo <em>volontà inappagata</em>, ossia il teatro di una vicenda di cui la sofferenza costituisce la legge immanente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-06 11:29:43 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;amore </title>
         <author>michelasetola_98</author>
         <link>https://padlet.com/michelasetola_98/6senc8fnn2q1/wish/145661312</link>
         <description><![CDATA[<div>L'amore è un fenomeno che Schopenhauer ritiene basilare per l'individuo perché è <strong>uno dei più forti stimoli dell'esistenza</strong> : </div><blockquote> ...scioglie i vincoli più stretti, conduce a sacrificare a volte la vita o la salute, la ricchezza, il rango e la felicità, anzi priva di coscienza l'onesto e rende traditore il fedele.</blockquote><div>Ma il vero fine dell'amore, o lo scopo per cui esso è voluto dalla natura, è solo l'accoppiamento. Infatti l'individuo nel momento in cui crede di realizzare  maggiormente il proprio godimento e la propria personalità, è un realtà lo "zimbello"  della natura. Se l'amore è un puro strumento per perpetuare la vita della specie, allora non c'è amore senza sessualità, ed è per questo insieme di ragioni che l'amore procreativo viene inconsapevolmente avvertito come "peccato" e "vergogna". </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-06 12:19:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>michelasetola_98</author>
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         <pubDate>2017-01-06 15:15:44 UTC</pubDate>
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         <author>michelasetola_98</author>
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         <pubDate>2017-01-06 15:57:25 UTC</pubDate>
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