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      <title>Schiavitù nell&#39;antica Grecia by Francesca Viola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-05-15 08:38:20 UTC</pubDate>
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         <title>Schiavitù moderna</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il commercio degli uomini così come avveniva nell’antica Grecia esiste anche ai giorni nostri; se prima protagonista di questo orribile mercato era il mar Mediterraneo, ad oggi l’Oriente fa da padrone, ad esempio il 58% delle persone schiave al mondo vivono proprio tra India, Cina, Pakistan e Bangladesh. Se nell’antica Grecia gli schiavi venivano reputati premi di battaglia, per affermare la propria supremazia sul popolo vinto, come testimonianza della forza del vincitore e con stime che ammontano a quasi 1 schiavo per famiglia, ad oggi la figura dello schiavo è riconducibile al binomio ricchi-poveri, per cui le civiltà più ricche e civilizzate rimarcano il proprio potere economico e sociale. Il concetto rimane invariato: l’uomo non è visto in quanto umano ma in quanto oggetto di commercio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 08:45:09 UTC</pubDate>
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         <title>Ieri e oggi</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il punto intermedio tra ieri ed oggi, è senza dubbio il periodo di colonialismo americano con la tratta degli schiavi, raccontata egregiamente dal film di Steve McQueen “12 anni schiavo” (<a href="https://youtu.be/8PQYQ_Cfz0U">https://youtu.be/8PQYQ_Cfz0U</a>) e nel grottesto “Django Unchained” di Quentin Tarantino (<a href="https://youtu.be/uALPPuJcnGQ">https://youtu.be/uALPPuJcnGQ</a>), con la figura di Django Foreman, primo (se non unico, in quel mondo) uomo&nbsp; nero ad essere “liberato” dalla sua condizione di schiavitù, viaggiando al fianco di un uomo bianco suo protettore ma trattato ugualmente da schiavo dai più, nonchè visto di cattivo occhio dai suoi stessi simili. La donna, invece, viene affrontata come tema in “The help” (<a href="https://youtu.be/52UYjEs72tw">https://youtu.be/52UYjEs72tw</a>), ambientato, a differenza dei due film precedenti, nel 1963, con protagonista un gruppo di donne nere a servizio domestico nella casa di una ricca famiglia bianca americana.<br><br>Questi 3 film, ambientati rispettivamente a inizio dell’800, metà 800 e secondo dopoguerra del ‘900, ci mostrano quanto la storia sia fatta di un susseguirsi di eventi che si ripetono continuamente.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 17:54:01 UTC</pubDate>
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         <title>Le donne</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>In particolar modo le donne, fra tutti gli schiavi, erano quelle costrette a vivere nelle condizioni più disumane, considerate come parte del patrimonio/eredità familiare e destinate non solo alle attività strettamente casalinghe (come pulizie, agricoltura ecc..) ma anche&nbsp; costrette ad essere fisicamente “a disposizione” del padrone e dei maschi presenti in casa. La condizione comune era quella di una privazione totale di alcun diritto, partendo da quello a sposarsi fino a quelli dei loro stessi figli: nascere da un’unione tra schiavi rendeva automaticamente schiavo dalla nascita anche il bambino.</div><div>Nonostante la condizione di ineguagliabile disagio in cui versavano le schiave donne nel mondo antico, anche ai giorni nostri ci sono stime europee che spaventano non poco: si attesta infatti che, al di là della condizione strettamente legata ad un possesso “materiale”, almeno il 20% delle donne abbia subito violenza nelle relazioni familiari e che questa stima rientri tra una delle principali cause di decesso per le donne.<br><br>Fonte <a href="https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2021/03/24.03.2021-allegato-5-La-Schiavitu.docx">qui</a>.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-05-15 17:58:13 UTC</pubDate>
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         <title>I bambini</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda i bambini, anche in questo caso la logica mercantile ne ha mosso ingenti masse, reclutati (come per le donne) sia per scopi di soddisfacimento sessuale e di lavori agricoli / nella casa, sia per scopi militari. L’economia dell’antica grecia, infatti, si è basata a lungo sugli introiti di questi scambi, tant’è che Atene, nonostante la nomea di civiltà “buona”, aperta e lungimirante a differenza di Sparta, si conta che per un periodo ebbe più schiavi che uomini liberi, non favorendo in alcun modo l’uguaglianza e la libera espressione dei diritti civili per i cittadini (le donne, ad esempio, sia schiave che non, non potevano partecipare attivamente alla vita della polis).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 18:01:10 UTC</pubDate>
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         <title>Gli errori passati non ci insegnano</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli uomini oggi continuano ad essere ancora oggetti di nuove forme di sfruttamento estremo e violazioni dei diritti umani, attraverso la tratta violenta, lo sfruttamento sessuale, il lavoro forzato, la servitù domestica e l'accattonaggio. Si può parlare sempre di schiavitù perché coloro che ne “usufruiscono” fanno uso coercitivo della forza, minacce (fisiche e non) e soprusi di vario genere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 18:02:44 UTC</pubDate>
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         <title>Schiavitù nella letteratura greca</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’uomo in Euripide, ad esempio, è figurativamente schiavo degli dei, si macchia di peccato al posto loro, è una semplice pedina. Se da un lato, quindi, la grecia “si macchia” di uno schiavismo in senso stretto caratterizzato da violenza e sfruttamento da uomo a uomo, centrale è anche il tema degli dei.<br><br>La visione comune per molti degli autori tragici greci, che a lungo rifiutarono di riconoscersi come uno dei primi popoli di natura schiavista, è stata tuttavia quella per cui il grande popolo greco era nato per essere libero, i barbari (persiani inclusi) per essere schiavi.<br><br></div><div>Questa visione ci riporta all’inferiorità vista dai colonizzatori in Africa, con lo sfruttamento dei territori e della popolazione locale che, ad esempio, ha portato all’Apartheid nel 1948, con una politica di stretta segregazione razziale in Sudafrica ai danni di numerosi neri resi schiavi e immessi nel sistema di mercato tra africa e Americhe, o ancora prima il genocidio dei nativi americani, dove chi non morì nei duri scontri con le truppe colonialiste americane finì ad essere sfruttato e schiavizzato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 18:05:28 UTC</pubDate>
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         <title>Ippolito portatore di corona e I Persiani</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Nell'omonima tragedia di Euripide, un esempio di questa visione deterministica lo troviamo nella figura di Ippolito, schiavo mosso da passione a causa della noia di Afrodite e “riscattato” da morte certa (e dall’onore) da Artemide che interviene in suo aiuto.</li></ul><div><br></div><ul><li>Ancora, nell’opera “I Persiani” di Eschilo, ad esempio, l’autore mette in scena un dialogo tra la regina Atossa e il capo del coro (che parla a nome del popolo) ed emblematica è la frase ripetuta più volte “Di nessun uomo son detti schiavi né sudditi”. La condizione di schiavitù, giuridica e contrattuale, nasce così intesa proprio nell’antica Grecia, e popoli come quello persiano ne sono estranei.</li></ul>]]></description>
         <pubDate>2021-05-15 18:07:20 UTC</pubDate>
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         <author>francescaviola2203</author>
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         <pubDate>2021-05-15 19:49:18 UTC</pubDate>
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         <author>francescaviola2203</author>
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         <pubDate>2021-05-15 19:50:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <pubDate>2021-05-15 19:50:31 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>francescaviola2203</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con la tragedia greca, la schiavitù viene affrontata nell’ottica del determinismo teologico: sono gli dei a muovere gli uomini e le loro azioni, e gli schiavi diventano “il braccio” delle azioni più criminose richieste dai padroni mossi dalle volontà degli dei. Atene in particolar modo, dal punto di vista storico, si dice che contasse oltre i 150mila schiavi, considerati estranei, barbari rispetto la polis.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 21:25:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedenitro1999</author>
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         <pubDate>2021-05-15 21:58:14 UTC</pubDate>
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         <title>Lo stile di vita schiavile.</title>
         <author>fedenitro1999</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante i tratti disumani che ha sempre assunto la pratica della schiavitù nella storia, la società greca antica era estranea alle visioni negative che condividiamo noi uomini moderni. Difatti non solo la schiavitù era accettata e condivisa dai più, ma legittimata e consentita dalle istituzioni, garantita, ad esempio, da contratti tra padrone e schiavo, e una serie di diritti e doveri a cui bisognava sottostare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 22:01:39 UTC</pubDate>
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         <title>E&#39; troppo povero il materiale tragico: il lavoro richiedeva maggiormente l&#39;analisi delle forme di schiavitù trattate nelle tragedie.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescaviola2203/6rhtay43n6tlmvql/wish/1549711490</link>
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         <pubDate>2021-05-22 05:03:29 UTC</pubDate>
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