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      <title>Cosmonauti del Garibaldi - Numero Unico - Gennaio - Giugno 2024 by Liceo Classico G. Garibaldi</title>
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      <description>Redazione: Chiara Conti, Simone Raia, Giuliana Crimi, Gaia Pirico&#39;, coordinamento scolastico Prof.ssa Marianna Di Giorgi. In questo numero: Con il volontariato siamo In Onda! I podcast del Liceo Garibaldi! (Bonus track e podcast a cura degli studenti e delle studentesse delle classi 3 e 5 E)  - Il racconto dell&#39; evento di premiazione #lascuoladelvolontariato, a cura di Giovanni Mantia - Esami di stato in vista! Il Garibaldi a TGS Sette! -Intervista al magistrato Nicola Aiello a cura di Chiara Conti - Al posto mio - Racconto liberamente tratto dal capitolo IV dei &quot; Promessi sposi&quot;, a cura di Adriana Alessi, della II D -  Femminicidio : noi giovani siamo scoraggiati (A cura di Gaia Pirico&#39;) - Pizza, Brik e Attiéké a casa di Aylan  (Classe 2 I) -  Riflessioni sugli ignavi (Dante dì 2024) A cura di Andrea Dominique Salanitro e Mykola Marhulis IDI DI MARZO -A cura di Umberto Messina, classe II D -  Hanz, un uomo che cambiò la sua vita - (Giornata della Memoria 2024 - Scrittura Creativa a cura della classe III E); Auschwitz, di Francesco Guccini - Recensione di Davide Gaudesi; Notte nazionale dei licei classici a cura di Chiara Conti e Giuliana Crimi - Media: Pirandello che passione! a cura di Maria Rita Sanfilippo; Podcast Beyond the wall, a cura di Sara Noto, Aurora Cosenza, Noemi Paglino e Jennifer D&#39;Alia; Settima edizione di Educarnival a cura di Chiara Conti;Notte Nazionale del Liceo Classico (dal Giornale della Consulta Giuliana Crimi e Chiara Conti) - Sguardi su Palermo - Progetto Cinema, Fotogallery e rassegna stampa, a cura della prof.ssa Mari Carmen Tranchina - Podcast a cura degli studenti della III E, intervista a Guglielmo Triscari e Lorenzo Cutrona - Media ed editing video Maria Rita Sanfilippo e Lucrezia Labruzzo -  Momenti forti che ci hanno uniti! #Flashmob I Ragazzi non si toccano! -Un ponte d’amicizia tra Palermo e Firenze #Marzo2024 (a cura di Giuliana Crimi)-  Podcast e interviste alla Biblioteca Sociale Cesvop a cura di Simone Raia - L&#39; esperienza dell&#39; amore a partire dal  filosofo Umberto Galimberti,  di Alice Caronna- Classici in strada a cura di Chiara Conti - Festa d&#39;istituto di fine anno a cura di Chiara Conti -La mia esperienza alla XXIV Rassegna di Narrativa e Poesia &quot;Anna Malfaiera&quot;, a cura di Davide Gaudesi- Con Rosalia Pellegrina di Speranza, premiati concorso  scolastico in occasione del 400mo anniversario   della santa patrona di Palermo. Ringraziamenti:   La Dirigente Scolastica del Liceo Classico G. Garibaldi, Prof.ssa Lucia Assunta Ievolella, lo staff di vicepresidenza: prof.ssa Domenica Città, prof. Andrea Ferruggia, prof.ssa Francesca Cimò, prof. Giuseppe Marino; la prof.ssa Valeria Trapani, la prof.ssa Francesca Mattaliano, la prof.ssa Francesca Faraci, il prof. Giulio Bari,la prof.ssa Giovanna Pancucci, la prof.ssa Antonietta Grammatico, la prof.ssa Alessandra Provenzano, la prof.ssa Marina Barbaro, il prof . Ezio Ciappa,la prof.ssa Loredana Lipari, la prof.ssa Gabriella Paredes, la prof.ssa Annalisa Visicchio, la prof.ssa Rosanna Carbonaro, la prof.ssa Silvia Arnetta, la prof.ssa Mari Carmen Tranchina,  la prof.ssa Eleonora Pecorella, la prof.ssa Patrizia Alessi, la prof.ssa Maddalena Calì, la prof.ssa Rossana Palermo, la prof.ssa Silvia Scimeca, la prof.ssa Carmen Bonanno, la prof.ssa Carla Miraglia, la  la prof.ssa Teresa Gambina,  il prof. Raimondo Augello, la prof.ssa Alba Pandolfo, la prof.ssa Lucia Carollo, il prof. Marcello Tranchina, il prof. Giuseppe Ferraro, la prof.ssa Adelina Romano ,  la prof.ssa Teresa Gambina, il prof. Francesco Giardina, la prof .ssa Irma Giaccone, il prof. Emanuele Lanzetta,la prof.ssa Neva Galioto, la prof.ssa Adele Vegna, il prof . Cosimo Cannata, la prof.ssa Tiziana Croce, la prof.ssa Benedetta Mannino.Per la disponibilità e collaborazione creativa i formatori del Cesvop Danilo Conigliaro, Michela Uzzo, Nunzio Bruno, Valeria Perricone.  Per le interazioni virtuose lungo quest&#39; anno Mauro Biani Edoardo Purgatori Marina Turco Giovanni Villino Salvo Palazzolo Giuliana Vernengo Associazione Utopia Eletta del Castillo Teatro Biondo Stabile di Palermo Consuelo Valenza </description>
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      <pubDate>2024-04-10 14:20:47 UTC</pubDate>
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         <title>Ascolto: La canzone dell&#39;acqua</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-04-22 12:02:52 UTC</pubDate>
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         <title>La scuola del volontariato al Garibaldi! #Maggio2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Giovedì 16 Maggio</strong> si è tenuto al Teatro Jolly di Palermo l'evento di premiazione e consegna degli attestati  su vari progetti e Pcto svolti col Cesvop nell'anno 2023/2024 da vari istituti superiori del territorio di Palermo, una giornata ricca di emozioni che ha coinvolto ragazzi delle scuole Garibaldi, Medi, Ninni Cassarà e De Cosmi.</p><p>Iniziato l'evento é Michela Uzzo, la collaboratrice referente del Territorio del Cesvop, a prendere la parola, affermando che l'organizzazione si é fatta promotrice dello sviluppo delle competenze trasversali dei ragazzi riguardo il volontariato.</p><p>La formazione é stata "completa e ologrammatica, e&nbsp; i ragazzi hanno partecipato con grande voglia".</p><p>La presidente del Cesvop, Giuditta Petrillo, interviene dichiarando che i giovani saranno il futuro, ma anche il presente, puntualizzando l'importanza delle competenze che il volontariato è capace di formare che riguarderanno anche ciò che sceglieremo in futuro. Fare il volontariato é utilizzare quindi il tempo libero per sviluppare competenze, ma portano anche ad un altro possibile obiettivo: creare un associazione di volontariato, un qualcosa di non astratto, ma più che realizzabile con un reale impegno.</p><p>Ne è un esempio la testimonianza di uno degli ospiti, Enrico Fiordiponti, ragazzo toscano, che si é appassionato insieme ai suoi coetanei alla storia del suo paese, sull'<strong>A</strong>ppennino toscano romagnolo, e hanno iniziato ad avere idee mirate a riqualificare il loro territorio. Come prima cosa hanno recuperato un luogo abbandonato, una discarica, e, dopo averlo ripulito&nbsp; si sono accorti della ricchezza immensa sul piano storico artistico rappresentata da quello che era originariamente un monastero benedettino, che rischiava di crollare, e scoprendone anche la storia. Come&nbsp;secondo step&nbsp; si sono costituiti come associazione giovanile, e hanno camminato 400 km con zaino in spalla, dal loro paese fino al Gran Sasso, per esplorare altre realtà nella stessa prospettiva . Come gesto concreto hanno chiesto un prestito di 75,000 € con cui hanno creato una foresteria, dove si é creata una realtà lavorativa, oltre che una esperienza&nbsp;di volontariato ambientale, mettendo in luce come&nbsp; da un azione di volontariato sia nata una realtà lavorativa, che loro desideravano, una realtà lavorativa creatasi soltanto dopo aver agito, perché tutti loro mettendosi in gioco e partecipando non hanno avuto paura. É uno sprono agli altri a non fermarsi per i no ricevuti, ma utilizzarli per crearsi una strada. ( A cura di Giovanni Mantia)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 13:44:15 UTC</pubDate>
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         <title>Femminicidio : noi giovani siamo scoraggiati (A cura di Gaia Pirico&#39;)</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>103 donne vittime di femminicidio: questi i numeri del 2023 in aggiornamento. Un aggiornamento che non vede la fine del tunnel sulla violenza sulle donne. Mentre langue il sostegno alla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne non c’è da aspettarsi molto cosi’ come c’è chi afferma, ricoprendo un ruolo politico, che il patriarcato non esiste. Giulia Cecchettin, laureanda in Ingegneria biomedica, è stata ammazzata dall’ex fidanzato Filippo Turetta, le piazze hanno “fatto rumore”: a Padova con diecimila persone hanno detto basta ai femminicidi. E noi giovani? Siamo scoraggiati. Si’:l’aggettivo esatto è che siamo scoraggiati, noi giovani in particolare, per il futuro che ci aspetta, perché la realtà attuale non solo sta mostrando la rapidità della diffusione del fenomeno, ma purtroppo in troppi casi quanto non venga riconosciuto come tale, e questo incide negativamente sulla consapevolezza che si deve avere su quello che è avvenuto e che sta avvenendo, senza portarci quindi a trovare delle misure e delle soluzioni efficaci per arginare il problema.<br>Noi ragazze siamo terrorizzate di poter essere le prossime Giulie e la sua morte è stata emblematica:, racchiude tutte le vittime di femminicidio.<br>Questa paura è una paura insidiosa, ci accompagna tutti i giorni, in semplici gesti dalla scelta del vestiario, ai luoghi da frequentare o della quantità di birre da bere in una sera.<br>Il patriarcato compromette la nostra vita, lede la nostra libertà sociale, lavorativa ed economica: la nostra dignità viene schiacciata sotto i piedi, minimizzata ai minuti di uno stupro, che se sono pochi, come ci ha detto una corte giudiziaria svizzera negli ultimi giorni, fanno sì che l’accusato ottenga uno sconto di pena.<br>La cosa più triste è che noi donne, autrici di tanta bellezza, arte, vita e luce, siamo discriminate per qualche spregevole convinzione che si è radicata nella testa dell’universo maschile e protratta nel corso dei secoli, partendo dalla narrazione del Peccato Originale.<br>Sembra surreale la nostra vita, portiamo questo fardello enorme dell’essere donne, come una colpa da espiare attraverso la sofferenza o la morte; per questo oggi non vogliamo più vivere in questa condizione, per questo chiediamo un grido di lotta comune, per questo si deve parlare di patriarcato, per questo si deve parlare di violenza di genere.<br>Per far sì che culturalmente qualcosa possa cambiare abbiamo bisogno che per una volta non sia una battaglia delle donne, ma che sia una battaglia per le donne e con le donne, se tanto ci si vuole distinguere dai vari e fin troppo frequenti Filippi Turetta.<br>Si deve decostruire la visione prevenuta, negativa, che rende oggetto la donna e al tempo stesso condannare la cultura del possesso, che poi inevitabilmente sfocia in violenza.<br>Noi donne siamo infinitamente stanche ma continueremo a lottare affinché il nostro valore venga riconosciuto come tale senza distinzioni di genere, e lo stiamo facendo anche per tutte le Giulie che non hanno potuto continuare a combattere al nostro fianco (Da www.pernientenews.it)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 14:18:52 UTC</pubDate>
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         <title>Hanz, un uomo che cambiò la sua vita - (Giornata della Memoria 2024 - Scrittura Creativa a cura della classe III E) #Gennaio2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>È l’8&nbsp; gennaio del 1943, mi trovavo in casa mia, situata in un piccolo vicolo nel centro di Varsavia; era piccolina, ma accogliente, adeguata per la vita di uno solo, su due piani, con un salottino dotato di TV, rigorosamente a muro, un piccolo tavolino in vetro e due poltrone in velluto verdi, abbinati a quella orribile carta da parati, con cui, il vecchio proprietario, aveva tappezzato l’intera casa. Poi una cucinetta con lo stretto, strettissimo indispensabile; un frigorifero, due fornelli, una finestra, senza tende, ovviamente, che affacciava sul lato della strada, in cui solitamente stavano i cassonetti dell’immondizia e una piccola dispensa, nella quale vi si potevano trovare solo cibi senza lattosio e senza glutine, perché, purtroppo, mamma e papà mi avevano dato questo grande dono.Poi una piccola stanzetta, più che altro una nicchia, la mia nicchia religiosa, nella quale avevo riposto la menorah, che da generazioni apparteneva alla famiglia, d’argento anche un po’ ossidato per via del tempo. Infine, al piano superiore, la mia camera da letto ed un piccolo bagnetto, ma la parte più “vissuta”, se posso dire, della mia piccola, a volte squallida, ma accogliente dimora era sicuramente il piano inferiore. Ero appena tornato dal lavoro; avevo un negozio di calzature, sia invernali che estive, offrivo anche un ottimo servizio di lucidatura di quelle in pelle, camoscio e anche cuoio. Non ho mai avuto grandi ambizioni nella mia vita, non ho avuto alcuna moglie, né tantomeno il figlio, e meno male!, se c’era una cosa di cui ero certo era che non fossi portato né per la vita di coppia, né per potere sopportare tutte quante le immense e innumerevoli responsabilità genitoriali. Non&nbsp; avevo alcun interesse politico, non mi interessava neanche minimamente, anzi, a dir la verità, non avevo alcun interesse, in particolare, tiravo solo a sopravvivere, perché così mamma e papà mi avevano fatto, così ero sempre stato abituato fin da piccolo. Passavo le giornate a ingraziarmi i clienti più importanti, a guardare la gente scegliere qualcuna delle scarpe che vendevo, rigorosamente consigliando, con un tono di una voce “carino” come non lo sarebbero mai stato in nessun’ altra situazione, le scarpe più costose, e puntualmente ci riuscivo. Non mi importava di nessuno, non avevo alcun amico, nessuna questione in sospeso. Le uniche cose che adoravo, ma con tutto il mio gelido e avaro muscolo che è il cuore, erano; uova, salmone e aceto a colazione e la mia nicchia religiosa che con tanta cura avevo realizzato e composto in questi anni. La religione per me era sacra, la mia unica ragione di vita e mai l’avrei rinnegata. Non&nbsp; avevo alcun problema, o meglio, pensavo di non averlo…&nbsp; Sono le 7 di sera quando alla porta sentii bussare; mi alzai dalla poltrona, mi sistemai la mia folta chioma, effettivamente senza alcun consenso, perché era ovvio che non aspettassi nessuno, mi diressi verso la porta e…, senza pensarci due volte, la aprii. Erano venuti a prendermi!, si, quei mascalzoni frustrati che già da tempo, avevano popolato il ghetto della nostra città di uomini, donne e bambini ebrei che nulla avevano fatto per meritarsi tutto questo orrore. Due grandi omoni divisa tutti “incappottati”, mi presero per le braccia e mi trascinarono tra un vicolo e l’altro, senza alcuna pietà, la gente mi guardava, mi sentiva urlare, ma rimase impassibile, quasi quanto mi stesse accadendo non fosse reale. Passammo dal mio negozio, ovviamente avevano ridotto in frantumi i vetri, smantellato le porte, buttato giù le scarpe dagli scaffali e penso proprio che lo avessero pure bruciato, sì, penso proprio di sì, perché la cenere sul marciapiede era dovunque. Arrivammo davanti quel cancello tanto temuto, con le inferriate di ferro, con il filo spinato ai lati, e con una scritta, quella famosa scritta, con cui, quella bestie cercavano di ingannare tutti noi: “il lavoro rende liberi“. La gente camminava per le vie di questa “nuova città“ ebraica, per così dire, senza scarpe, senza nulla per potersi proteggere dal freddo, con le facce sfinite, segnata dal dolore, dalla paura, dai 1000 pensieri che, giustamente, assalivano la loro mente e adesso anche la mia. Ero finito in&nbsp; un edificio pieno di bambini e donne incinte, il mio incubo, ma era l’unico in cui mi avevano accettato, senza alcun lamento, senza alcun grugnito, senza aprire bocca. Stetti lì per&nbsp; poco tempo&nbsp; per fortuna, che poi tanta fortuna non ho avuto, ma questo io ancora non lo sapevo, come potevo sapere che, di lì a qualche settimana, sarei morto? Di una morte lenta e dolorosa, come molti, moltissimi altri insieme a me, che poi dolorosa sì, ma per una buona causa ne sarebbe valsa la pena!. Feci amicizia, o meglio conobbi nuova gente, ma c’era qualcuno in particolare che era entrato nel mio cuore, così all’improvviso; il giovane Hanz. Un&nbsp; bimbo così bello da togliere il fiato; biondo, occhi azzurri, di circa otto o nove anni, non lo sapevo con esattezza, sorridente, qualche volta anche fin troppo, e con un umorismo da Guinness World record. Era rimasto orfano di madre e padre, anche loro commercianti, mi aveva detto in una delle nostre lunghe chiacchierate giornaliere. Avevamo una buona intesa, nonostante apparentemente potessimo essere gli opposti; io lo consideravo come un figlio, lui considerava me come un padre. Io John Smith avevo dei sentimenti, avevo un cuore che non era solo un muscolo, mi preoccupavo per qualcuno che non fosse me stesso, un evento più unico che raro! (<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/scrittura-creativa-6e0oxxga1ipqcjno">A cura di Alice Caronna, classe III E</a>. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/scrittura-creativa-6e0oxxga1ipqcjno">Per leggere i racconti prodotti dagli altri studenti clicca qui</a>)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 14:26:16 UTC</pubDate>
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         <title>Pirandello che passione!#Febbraio2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-05-24 14:43:51 UTC</pubDate>
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         <title>Educarnival #Febbraio 2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-05-24 14:45:02 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista magistrato Nicola Aiello a cura di Chiara Conti  #Febbraio2024</title>
         <author>chiaraconti5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Cari amici di Cosmonauti del Garibaldi bentrovati da Chiara in una nuova nuova puntata del nostro podcast Beyond the wall! Oggi siamo qui con un ospite importante: il magistrato Nicola Aiello. Nell'ambito delle attività di educazione alla Legalità infatti, le classi 2F e 3F, giorno 26 febbraio 2024, hanno accolto il magistrato che è stato molto disponibile nell'illustrarci il suo ruolo di giudice all'interno del tribunale per i minorenni e, oltre a questo, ci ha parlato di noi giovani, di violenza, del diritto di manifestare in sicurezza e dell'uso di droghe. Sono tutti argomenti di cui sentiamo sempre più spesso parlare e, grazie alla disponibilità del magistrato, abbiamo ricevuto il parere di un'autorità che si occupa quotidianamente di questo tipo di problematiche. Buon ascolto!</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 14:59:17 UTC</pubDate>
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         <title>Al posto mio - Racconto liberamente tratto dal capitolo IV dei &quot; Promessi sposi&quot;, a cura di Adriana Alessi, della II D.</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>Essere in una relazione tossica è una delle cose più difficili da affrontare, soprattutto se la persona cui sei legata la ami sul serio. Chi è esterno alla relazione si accorge di quello che succede: di quanto lui alzi la voce se scopre che sei uscita sola con le tue amiche; dell’aggressività che viene fuori se il vestito che indossi è troppo corto e a lui non va bene; della possessività, perché lui ha il diritto di imporsi sulla tua vita, ma tu non sulla sua; della gelosia che diventa sempre più cieca.</p><p>Tu non potrai mai accorgertene, perché hai gli occhi offuscati dall’amore, e tutto quello che lui fa, le cose dalle quali le altre persone ti mettono in guardia, ti sembrano normali, perché pensi che lo faccia solo per perché ti ama.</p><p><br></p><p>Sono stata impegnata in una relazione tossica per sette anni, sette lunghi anni nei quali non mi era permesso di uscire con le mie amiche, di chattare con i miei amici o di indossare vestiti succinti. Pensavo che il suo atteggiamento rientrasse fra le attenzioni che mi dedicava, che lo facesse perché mi amava, proprio come facevo io. Eravamo andati a vivere insieme, perché eravamo sicuri del nostro sentimento e lui aveva promesso di amarmi per sempre.&nbsp;</p><p>Alessandra, la mia migliore amica, cercava di convincermi della tossicità della nostra relazione sin dal secondo anno di fidanzamento, quando lui, Giorgio, aveva iniziato a non essere più il ragazzo dolce e gentile che era all’inizio. Per anni le avevo detto di non intromettersi nella mia storia d’amore, fino a quando, tre mesi fa, si verificò un episodio che mi ha fatto riconsiderare tutti gli avvertimenti ricevuti in quei sette anni di relazione.&nbsp;</p><p>Dovevamo uscire insieme, io e Giorgio, quella sera, e per l’occasione avevo deciso di indossare una minigonna bianca e una maglietta che di rivelatore non aveva proprio nulla. “Cambiati o non esci”, mi disse.</p><p>Per la prima volta quell’affermazione, ripetutami troppe volte durante la nostra relazione, era giunta alle mie orecchie come quello che era: una mancanza di rispetto, all’interno della quale non c’era nessun “ti amo” mascherato.</p><p>Gli dissi che avevo intenzione di rimanere vestita in quel modo, e lui si arrabbiò; litigammo, ed era la prima volta in cui ad alzare la voce ero anche io. Pensavo di poter vincere la discussione e a quel punto sarei rimasta vestita come volevo, ma qualcosa andò diversamente rispetto a tutti gli altri litigi. Gli stavo urlando in faccia quando una fitta lancinante allo stomaco mi fece piegare in avanti: mi aveva sferrato un pugno. Chiusi gli occhi, ma li riaprii subito quando sentii il rumore di una serratura.&nbsp; Mi ritrovai chiusa a chiave nel ripostiglio della nostra casa: i riscaldamenti spenti perché non voleva sprecare gas, la luce non funzionante perché aveva smesso da un pezzo di pagare le bollette, il telefono rotto in mille pezzi a causa della caduta che avevo fatto quando lui mi aveva colpita ed una gonna troppo corta per potermi riscaldare in quella stanza buia e gelida.</p><p><br></p><p>Quell’accaduto mi è rimasto in mente per gli ultimi tre mesi, facendomi chiedere se fosse il caso di ascoltare Alessandra e di lasciare Giorgio, una volta per tutte.</p><p>Solamente oggi, tre mesi dopo, ho capito di aver preso la decisione migliore. La notte scorsa ho preparato le valige mentre lui dormiva e gli ho lasciato un biglietto in cui spiegavo le mie ragioni di tutto e gli dicevo che era tutto finito. Ho paura di affrontarlo, quindi il biglietto, che avrebbe trovato al risveglio, quando io sarei già stata lontana da lui, mi è sembrata la scelta più adatta.&nbsp;</p><p><br></p><p>È ora di pranzo, e da questa mattina fino ad adesso Giorgio ha provato a chiamarmi una trentina di volte, ma non ho intenzione di rispondergli. Subito dopo averlo lasciato ho chiamato Alessandra e ci siamo organizzate per uscire di pomeriggio, insieme ad altre nostre amiche, così da non pensare tutto il giorno a quanto accaduto.</p><p>Adesso sono con loro, passeggiando per il centro di Palermo mi sento spensierata più che mai. Non lo avrei mai pensato, ma questa rottura mi ha fatta sentire libera, libera dopo sette anni di totale oppressione.</p><p>Io e le mie amiche stiamo chiacchierando del più e del meno, quando a tutte inizia a venire un certo languorino; propongo di andare a mangiare qualcosa nel nuovo bar che ha aperto da poco in centro, leggermente distante rispetto al luogo in cui ci troviamo. Le ragazze accettano, una di loro afferma di conoscere una scorciatoia che ci farà arrivare prima al bar, quindi in breve, ci ritroviamo a percorrere una stradina isolata mentre parliamo di quello che potremmo prendere da mangiare una volta arrivate.</p><p>Stiamo già camminando da un po', quando sentiamo improvvisamente un rumore di passi pesanti.</p><p>&lt;&lt;Tu sei Asia, giusto?&gt;&gt;, una graffiante voce maschile giunge dalle nostre spalle.</p><p>Ci voltiamo e quello che vediamo subito mi turba: un gruppetto di sei ragazzi, all’incirca tutti trentenni, ci accerchiano e si parano davanti all’uscita della stradina, impedendoci di allontanarci da loro.</p><p>Annuisco piano con la testa, un movimento quasi impercettibile per la paura che mi ha improvvisamente paralizzata. La stessa voce che ha fatto la domanda mi giunge nuovamente alle orecchie; a parlare è l’uomo che si trova proprio davanti a me.</p><p>&lt;&lt;Bene bene&gt;&gt;, continua l’uomo, mentre nel frattempo incrocia le braccia all’altezza del petto e mi squadra. &lt;&lt;Io sono Massimo, il fratello di Giorgio&gt;&gt;, un ghigno che mi fa venire i brividi gli incurva le labbra. Al ricordo di Massimo ho la pelle d’oca; ne ho sentito parlare solo una volta, e questo perché è uscito dal carcere cinque mesi fa.</p><p>A quell’affermazione le mie amiche fanno tutte un passo indietro, intimorite; io deglutisco a fatica e continuo a guardare Massimo negli occhi.</p><p>&lt;&lt;So che non ci siamo mai visti, ma so anche quello che hai fatto al mio fratellino, e sono qui per fartela pagare, ragazzina&gt;&gt;, un perfido sorriso di denti d’oro gli compare sul volto e in men che non si dica mi ritrovo il fratello del mio ex ragazzo addosso.</p><p>Si avventa su di me e mi fa cadere rovinosamente a terra. Un mio calcio lo colpisce dritto nello stomaco, facendolo indietreggiare; a questo punto fa un segno ai suoi amici, che si avventano a loro volta sulle mie amiche, mentre lui mi indica e afferma: &lt;&lt;A lei ci penso io&gt;&gt;.</p><p>Continuo a lottare con tutte le mie forze, fino a quando Massimo, adirato, esclama con tono feroce: &lt;&lt;Okay, ora basta!&gt;&gt;. La paura mi porta a chiudere gli occhi, finché il rumore forte e secco di una pallottola me li fa riaprire; la scena che vedo, però, mi sconvolge: il fratello di Giorgio ha un braccio a mezz’aria e regge una pistola; i suoi corrono via- non è così che pensavano sarebbero andate le cose-; le mie amiche urlano e piangono.&nbsp;</p><p>Non capisco finché non abbasso lo sguardo a terra, davanti a me, e vedo il corpo di Alessandra, inerte in un lago di sangue. Realizzo e…non ci vedo più.</p><p>Percepisco di avere gli occhi bagnati dalle lacrime, ma non mi accorgo di stare piangendo; quello che faccio dopo, lo faccio non essendo in me, ma vedo come dall’alto tutto quello che accade: io che prendo un tubo di ferro da terra e lo scaravento sulla testa di Massimo, la mia voce che ordina alle mie amiche di chiamare aiuto e loro che corrono a farlo, io che cado in ginocchio davanti al corpo della mia amica, mentre con tutta la forza che ho stringo ciocche di capelli tra le mani, disperata.</p><p>Ad un certo punto rimango da sola, due cadaveri davanti a me.</p><p>Guardo in lacrime il corpo di Alessandra, spostando a fatica lo sguardo anche sull’altro cadavere, poco distante da noi.&nbsp;</p><p>“Io non sono questa ragazza”, queste parole mi rimbombano in testa mentre guardo il corpo di Massimo.</p><p>Quando stavo con Giorgio, Alessandra mi aveva ripetuto fino allo sfinimento che se fossi rimasta con lui, durante uno dei suoi tanti attacchi di gelosia morbosa, mi avrebbe uccisa.&nbsp;</p><p>Ripenso con dolore a cosa sarebbe successo se non avessi lasciato Giorgio, questa mattina: la mia amica sarebbe ancora viva, e sarei io la donna che in questo momento giace a terra davanti ai miei occhi.</p><p>Sarebbe dovuto toccare a me. Lei mi ha difesa e ora è morta. Al posto mio.</p><p>Tra i mille pensieri che mi travolgono come in un turbine, in un attimo mi tornano in mente gli anni del liceo, quando io e Alessandra frequentavamo la stessa classe; ricordo le ore di matematica, passate a fare disegnini stupidi una sulla mano dell’altra; le ore di educazione fisica, quando giocavamo a basket con i compagni; le lezioni di letteratura, l’unica materia che appassionava veramente entrambe, al punto da farci amare- credo fossimo le uniche in classe- i <em>Promessi sposi</em>…</p><p>E di quest’opera- adesso- mi torna in mente una precisa scena: lo scontro tra Lodovico, accompagnato da due bravi e un tal Cristoforo, e un nobile arrogante seguito da quattro bravi; il risultato di quello scontro fu la morte imprevista di Cristoforo, caro a Lodovico, non voluta da nessuno dei due sfidanti. Eppure è così che andarono le cose.</p><p>Lodovico per rabbia aveva ucciso il nobile e i bravi erano scappati. Era rimasto solo, con il corpo di colui che era morto per mano sua e quello di colui che era morto a causa sua.</p><p>“Lodovico non aveva mai, prima d’allora, sparso sangue…pure l’impressione ch’egli ricevette dal veder l’uomo morto per lui, e l’uomo morto da lui, fu nuova e incredibile”.</p><p>Ripenso a questa frase di cui soltanto adesso m’è davvero chiaro il senso.</p><p>Con sguardo perso osservo il corpo di chi è morto <em>per me</em> e di chi è morto <em>da me</em>...&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 17:48:52 UTC</pubDate>
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         <title>IDI DI MARZO - A cura di Umberto Messina, classe II D #marzo2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 17:51:07 UTC</pubDate>
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         <title>Pizza, Brik e Attiéké a casa di Aylan  (Classe 2 I) #SettimanadelloStudente #marzo2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>Durante la “Settimana dello studente”, ci siamo recati per un’attività di orientamento a “casa di Aylan”, un centro accoglienza per minori non accompagnati, facente parte del progetto Sistema Accoglienza integrazione-Sai del Comune di Palermo e del Consorzio “Sale della terra”, sito in viale Michelangelo.&nbsp;</p><p>Quando siamo arrivati, eravamo molto curiosi e desiderosi di conoscere i mondi lontani di alcuni nostri coetanei ospiti del centro. Abbiamo infatti incontrato culture diverse, ci siamo confrontati sul tema dell'accoglienza, sulle difficoltà e le implicazioni emotive nell'arrivo delle persone costrette a migrare e sulla vita quotidiana in una comunità che non è solo "una struttura" ma “una città intera”, come dice Barbara Bavone che coordina "Casa Aylan". I ragazzi incontrati hanno lasciato intuire “la fragilità che si cela dietro alla grande forza di lasciare i loro paesi, le loro famiglie, la loro la loro casa”. Gli operatori del centro hanno invece spiegato le mansioni che li vedono coinvolti, dalla presa in carico dei minori alla loro gestione sotto tutti i punti di vista. Ci hanno mostrato il centro, le ale riservate alle mamme con bambini, gli spazi comuni e ci hanno descritto la giornata-tipo del centro accoglienza.</p><p>🍕Dal "Garibaldi" sono arrivati "strumenti di avvicinamento" universali: pizza e cioccolato 🍫 “Casa Aylan” ha risposto con "strumenti di meraviglia" come il Brik e l'Attiéké e accogliendo i coetanei palermitani con un cartellone che riportava tutte le bandiere delle loro nazionalità. 🍲</p><p>Abbiamo poi dedicato ampio spazio ad un momento di condivisione musicale, proprio per la sua grande potenzialità comunicativa e coinvolgente. Ci siamo divertiti a suonare insieme ai musicisti, tre percussionisti che ci hanno coinvolto in&nbsp; danze tipiche africane.&nbsp;</p><p>L'incontro non finisce qui: ci impegniamo a ricambiare l'accoglienza in una nuova giornata di festa.</p><p><br><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 18:10:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Siamo In Onda! I podcast del Liceo Garibaldi! (A cura degli studenti e delle studentesse delle classi 3 L e 5 E)</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
         <link>https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/6ldfck9ygew5lv5c/wish/3006714420</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>I podcast del Liceo Garibaldi</strong></p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="inline-flex items-center text-yellow-700 dark:text-yellow-500 font-semibold text-sm hover:transition hover:duration-300 hover:underline underline-offset-4" href="https://www.spreaker.com/episode/il-salotto--60034078"><strong>Il salotto</strong></a></p><p>14 MAG 2024 · Flavio, Marta, Asaria, Federico parlano di volontariato</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="inline-flex items-center text-yellow-700 dark:text-yellow-500 font-semibold text-sm hover:transition hover:duration-300 hover:underline underline-offset-4" href="https://www.spreaker.com/episode/intervista-a-marco-d-amico-retake-palermo--60034104"><strong>Intervista a Marco D'Amico - Retake Palermo</strong></a></p><p>14 MAG 2024 · Flavia, Costanza, Marta ed Elena intervistano Marco D'Amico di Retake Palermo</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="inline-flex items-center text-yellow-700 dark:text-yellow-500 font-semibold text-sm hover:transition hover:duration-300 hover:underline underline-offset-4" href="https://www.spreaker.com/episode/le-interviste-volanti--60034195"><strong>Le interviste volanti</strong></a></p><p>14 MAG 2024 · Giuseppe, Marta, Eleonora, Manfredi e Rosario intervistano i passanti in via Libertà a Palermo parlando di volontariato</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="inline-flex items-center text-yellow-700 dark:text-yellow-500 font-semibold text-sm hover:transition hover:duration-300 hover:underline underline-offset-4" href="https://www.spreaker.com/episode/giovanni-racconta-la-sua-esperienza-ai-microfoni-dei-cosmonauti-del-garibaldi--60051576"><strong>Giovanni racconta la sua esperienza ai microfoni dei COSMONAUTI DEL GARIBALDI</strong></a></p><p>15 MAG 2024 · Giovanni racconta la sua esperienza al Progetto Radio 100 Passi ai microfoni di Simone Raia dei Cosmonauti del Garibaldi</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="inline-flex items-center text-yellow-700 dark:text-yellow-500 font-semibold text-sm hover:transition hover:duration-300 hover:underline underline-offset-4" href="https://www.spreaker.com/episode/nicoletta-e-flavia-ospiti-a-radio-spazio-noi--60019286"><strong>Nicoletta e Flavia ospiti a Radio Spazio Noi</strong></a></p><p>14 MAG 2024 · Nicoletta e Flavia raccontano la loro esperienza pcto alla scoperta del Volontariato ai microfoni della trasmissione “Linea Aperta” condotta dal direttore di Radio Spazio Noi Luigi Perollo</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 18:21:12 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Con-il-volontariato-siamo-in-onda</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p><strong>La scuola del volontariato - </strong>Fra gennaio e Marzo del 2024 i ragazzi e le ragazze del Liceo Classico Garibaldi di Palermo, protagonisti a Radio 100 Passi&nbsp;di un innovativo percorso di comunicazione e radiofonia per raccontare il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.youtube.com/hashtag/volontariato"><strong>#volontariato</strong></a><br><br>In questa bonustrack, i ragazzi e le ragazze raccontano la loro esperienza, le loro competenze acquisite e intervistano i formatori del percorso.</p></li></ul>]]></description>
         <enclosure url="https://www.spreaker.com/episode/con-il-volontariato-siamo-in-onda--60019444" />
         <pubDate>2024-05-24 18:29:02 UTC</pubDate>
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         <title>Auschwitz, di Francesco Guccini - Recensione di Davide Gaudesi #Gennaio2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’orrore dell’Olocausto ha colpito un mondo intero, generazione per generazione, un tema di cui hanno parlato in molti ma soprattutto un tema che è stato affrontato da grandissimi autori e tra questi il cantante Francesco Guccini. la canzone che andremo ad analizzare ,infatti, si intitola “ Auschwitz (canzone del bambino del vento) “ risale al 1964. È un brano c’è nel punto di vista metrico è “semplice”, strutturata in sei quartine con rime ABAB, ma il contenuto è molto efficace. Il linguaggio adoperato da Guccini è molto comune così da far sentire le persone che leggono ascoltano il testo di questo brano, più vicine possibile al dramma dell’Olocausto. La canzone ha inoltre il triplice significato, ma l’analizzeremo strofa per strofa. Le prime tre strofe, in linea generale, ci pongono davanti un’immagine in maniera anche “violenta” da parte di Guccini. Lui stesso vuole mostrarci quest’immagine così forte con lo scopo di fare emozionare sempre e , soprattutto ,tende di far immedesimare il pubblico all’interno di ciò che accadeva nell’inferno dell’Lager. Tutto accade sotto gli occhi di un bambino che, per quanto innocente, si trova a subire e ad affrontare una realtà atroce. Un bambino, che come afferma Guccini, non ha mai imparato a sorridere, nonostante, come noi ben sappiamo, sorridere per un bambino dovrebbe essere semplice. Un’immagine molto molto cruda, soprattutto nella prima strofa che ci spiega, appunto, come morissero così tante persone; persino i bambini non furono mai risparmiati ed ora si trovano, metaforicamente parlando, nel vento. Nella quarta e nella quinta quartina, invece, Guccini ci permette di entrare e di comprendere il suo stato d’animo. Lui stesso denuncia la cattiveria umana con una rabbia inesauribile ed incontenibile, forse anche mescolata ad un grande senso di amarezza e di disperazione. La la frase più rappresentativa del brano, a parer mio, è “come può un uomo uccidere un suo fratello “: queste parole le definirei come universali. Ancora oggi nel 2024, continuiamo a puntarci il dito contro, come se la Terra fosse un qualcosa di nostro, come se noi sapessimo distinguere il bene dal male, il vero del falso, il giusto dell’ingiusto. Guccini,dunque, è riuscito cogliere già sessant’anni fa un concetto che ripercorriamo oggigiorno. Nell’ultima strofa l’autore volge una domanda a se stesso, ma anche al pubblico che legge il brano, ovvero: “quando l’uomo riuscirà a vivere in pace senza dover uccidere altro uomo ?” la frase finale di Guccini esorta sicuramente la speranza ma lui stesso con la speranza la vede molto lontana. Io penso di aver già la risposta a questa domanda di Guccini, ovvero che per salvare questo mondo dalle atrocità che è in grado di compiere, bisogna commettere un “omicidio “, ovvero quello di uccidere l’ignoranza. Inoltre, si potrebbe accostare il testo di Guccini all’inferno dantesco. Possiamo assolutamente affermare infatti che il Lager  tedesco come l’inferno dantesco perché elementi come il fuoco, le anime perdute, il luogo lugubre, Le bestie, la porta infernale sono tutti elementi che possiamo rispecchiare nel Lager. Perché coloro che varcavano quei cancelli lasciava ogni speranza e diventavano anime soggette ad una punizione continua, nonostante, però, fossero innocenti. Sono tutti immagini agghiaccianti, che ci fanno comprendere quanto Dante possa essere contemporaneo a noi. I fraudolenti, ad esempio, coloro che ingannavano con la parola come Hitler oppure ignavi coloro che nonostante le atrocità a cui assistevano rimanevano indifferenti. Come ho già detto precedentemente la maniera per fermare le guerre, l’odio e le atrocità che avvengono ancora oggi è eliminare completamente l’ignoranza perché, in caso contrario,  il tempo continuerà a procedere e ad avanzare, ma noi continueremo a restare fermi</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 18:44:59 UTC</pubDate>
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         <title>Rassegna Stampa</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.liceogaribaldi.edu.it/progetto-cinema-sguardi-su-palermo-a-s-2023-24/" />
         <pubDate>2024-05-24 18:59:23 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni sugli ignavi (#Dante dì 2024)</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>A cura di Andrea Dominique Salanitro e Mykola Marhulis</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 19:01:52 UTC</pubDate>
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         <title>Fotogallery Sguardi su Palermo! #Febbraio2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Grazie per la collaborazione per l'articolo alla referente del progetto la prof.ssa Maria Carmen Tranchina. Foto del prof Ezio Ciappa</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.ilmediterraneo24.it/unaula-senza-confini/sguardi-su-palermo-in-un-documentario-il-racconto-degli-studenti-del-garibaldi/">Rassegna stampa articolo di Consuelo Valenza su Il Mediterraneo 24</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 19:03:51 UTC</pubDate>
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         <title>Progetto Cinema: &quot;Sguardi su Palermo&quot;, a.s. 2023/24 - Liceo Classico &quot;G. Garibaldi&quot;</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-05-24 19:04:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-05-24 19:07:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 19:07:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>La squadra dei prof di Sguardi su Palermo</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 19:08:02 UTC</pubDate>
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         <title>I &quot;migranti climatici&quot; premiati all&#39;Università di Perugia - (Da  Il Mediterraneo 24) #Aprile2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 19:12:38 UTC</pubDate>
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         <title> Momenti forti che ci hanno uniti! #Flashmob I Ragazzi non si toccano! #Febbraio2024</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.instagram.com/p/C33SVkSLWou/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">Plesso Centrale</a></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.instagram.com/p/C33YW1PLk77/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">Plesso Succursale</a></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.instagram.com/p/C33TY7JrAkN/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">Plesso Duca degli Abruzzi Fotogallery</a></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-24 19:15:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-05-24 19:28:03 UTC</pubDate>
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         <title>Un ponte d’amicizia tra Palermo e Firenze #Marzo2024 (a cura di Giuliana Crimi)</title>
         <author>giulianacrimi30</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’11 marzo di quest’anno io e la mia classe siamo andati a Firenze per fare un gemellaggio con una classe seconda del liceo classico “G.Galilei” di Firenze. Il progetto consisteva nell’essere ospitati da uno studente o da una studentessa fiorentina e dalla sua famiglia per cinque giorni.&nbsp; Nel corso di questi giorni abbiamo girato la città e visto i suoi luoghi più significativi, come la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Palazzo Vecchio e la Basilica di Santa Maria Novella. Inoltre, dato che il tema del gemellaggio era “Palermo e Firenze città delle scienze”, abbiamo visitato la mostra “Splendori Celesti” su Galileo Galilei, allestita nell’ex dormitorio di Santa Maria Novella in occasione dei 400 anni dalla pubblicazione del “Saggiatore” di Galilei, dove vengono raccontate le fondamentali scoperte dello scienziato come le montagne della Luna, le macchie solari, le fasi di Venere, i satelliti di Giove e le infinite stelle della Via Lattea. Oltre ad avere girato la città di Firenze siamo andati anche a Pisa, dove abbiamo visitato il Museo degli Strumenti per il Calcolo di Pisa, dove sono esposte le prime calcolatrici e i primi computer per il calcolo.</p><p>Da questo gemellaggio mi porto, oltre al bagaglio culturale, dei ricordi bellissimi e indimenticabili vissuti sia con i miei compagni sia con i ragazzi fiorentini, con cui ho fatto amicizia nel corso di quella settimana.</p><p>Nei prossimi giorni i ragazzi del liceo “G.Galilei” di Firenze verrano qua a Palermo. Io e i mie compagni li aspettiamo e siamo pronti ad accoglierli e mostrare loro le bellezze della nostra città.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-01 15:44:51 UTC</pubDate>
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         <title>L’esperienza dell’amore a partire dal testo del filosofo Umberto Galimberti</title>
         <author>alicecaronna</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Amore": una parola così bella quanto il contrario, un sentimento così desiderabile quanto odioso, un concetto in continuo evoluzione nel corso dei secoli, del tutto soggettivo per ognuno di noi, fatto di infinite sfumature in continua opposizione tra loro, come, d’altronde, qualsiasi mondo. In questa nostra nuova società dominata dalla tecnica e dalle necessità di adattamento alle regole del sistema cui l’uomo contemporaneo appartiene, uomini e donne che, nei secoli passati, si univano in matrimonio non per una scelta individuale, non in nome dell’amore, non incompleta autonomia, ma solo ed esclusivamente per favorire sicurezza economica per la propria famiglia, per garantire degli eredi, quasi si trattasse di una famiglia reale, ad ampliare il proprio patrimonio, ma anche e soprattutto il proprio e dell’intera famiglia prestigio. A tal proposito il filosofo Umberto Galimberti si è espresso a riguardo nel saggio “Le cose dell’amore” in cui ci presenta l’amore contemporaneo come qualcosa di assolutamente diverso, nella sua forma, nei suoi modi, nelle sue funzionalità.È anche comprensibile che questo possa essere accaduto, viste le novità che, con il tempo, sono state apportate alla nostra società, ma, nonostante questo radicale cambiamento, non vuol dire che oggi nella nostra concezione di amore, quella più generica e comune un po’ a tutti, non ci sia nulla di sbagliato, di obiettabile in tal senso.</p><p>In una società dominata dalla frenesia, dalla continua corsa contro il tempo, in cui ognuno di noi è alla continua ricerca il successo, inteso come il raggiungimento di certi obiettivi preposti, spesso tendiamo a dimenticare ciò che è davvero importa affinché sia garantita la nostra “sopravvivenza”. A mio parere è giusto che ognuno di noi abbia degli obiettivi nella vita, anzi, fondamentale perché non si venga definiti ignavi, come il nostro Dante li definiva, o inetti, è altrettanto importante prendersi cura di noi stessi, preoccuparsi della propria persona, del proprio io. Ed è per questo che ci viene in aiuto amore, amore visto come una personificazione, come colui che ci permette di trovare qualcuno in cui, vicendevolmente, potersi ritrovare, poter realizzare il proprio sé profondo, come Galimberti precisa. La nostra società, un luogo di radicale individualismo, si concede all’amore come non era mai stato fatto prima, dal momento che le condizioni economiche, la classe sociale, la famiglia o lo Stato di appartenenza non esercitano più alcun potere sul singolo, in grado di scegliere in completa libertà il proprio compagno di vita. A tal proposito penso sia necessario esporre anche ciò che non va in questo nostro concetto di un sentimento, che è stato in grado di resistere alla tempesta, attraverso centinaia, se non migliaia di anni, da uomo a uomo, da donna a donna, da animale ad animale, e, fidatevi, potrei continuare all’infinito… </p><p>Qualsiasi cosa a questo mondo possiede due facce per una sola medaglia, e per questo l’amore potrebbe avere infinite facce ed infinite medaglie.</p><p>Un giorno potrebbe svegliarsi buon umore, lavarsi, sistemarsi il viso, guardarsi allo specchio e vedersi proprio bene con se stesso, pronto ad un’altra nuova splendida giornata. Il giorno successivo, invece, potrebbe accadere il contrario, potrebbe svegliarsi dal verso sbagliato, arrabbiato, ma così tanto arrabbiato, che neanche lui ne conosce il motivo, ma comunque essere costretto ad uscire di casa, rischiando che a questo suo inspiegabile malessere possa sostituirsi in qualcosa di davvero esplosivo. Ecco, questo è ciò che potrebbe accadere nel momento in cui ci addentriamo in una foresta così tanto oscura così rigogliosa di ostacoli, così sconosciuta qual è l’amore. Spesso, infatti, ciò che è frutto di una nostra scelta individuale, compiuta in nome dell’amore, può congelarsi in altrettanta autonomia. Per carità, sono la prima che ritiene necessaria la separazione e il divorzio, nel momento in cui ciò che si era verificato fra due individui, quella scintilla che c’era stata, effettuato il primo sguardo, detta la prima tremante e colma di vergogna parola,  sia per varie motivazioni svanita, ma questo non mi preclude dal credere che, nella vita, la migliore scelta che si possa fare, sia trovare un amico, un amante, nell’uomo da cui non vivrai mai distante, da cui potrai sempre ricevere una parola di conforto. C’è una frase che spesso mi ripeto, che da tempo è alla base di ciò che penso perché io mi concedo all’amore, si debba verificare: “ Come accade che due persone si incontrino? "Un giorno la terrà giro sul suo asse, e così lo facciamo anche noi, in modo tale che potessimo incontrarci”. Un pensiero banale, potreste dire in molti, ma per me è fondamentale per comprendere il concetto di anima gemella. Anche essa sottovalutata: trovare qualcuno che ti completi, qualcuno da cui non dover scappare, anzi, qualcuno da cui correre per potersi rifugiare in un suo abbraccio, così genuino, così profondo, non è cosa da poco. Ed è per questo che io mi sento in dovere di sottoporvi una domanda che spesso mi si ripete, che mi rimbomba in testa come un pensiero fisso, è qualcosa di cui non riesco, per nessuna, ma neanche minima, ragione e capacitarmi: “ Perché accontentarsi?” Perché accontentarsi, perché ritenere giusto e altrettanto normale, rendersi il forse, il semmai, il dove sei improvviso alle prime luci dell’alba di qualcuno che non ti merita affatto, che non è stato in grado di rendersi conto di ciò che il tuo amore, ma soprattutto la tua persona potesse realmente desiderare o esprimere. Ecco questo è quello che molti intendono per amore, non tutti, ma una grande, enorme percentuale di noi. Io credo nell’amore, ci ho sempre creduto, mi ostino a farlo, nonostante in svariate occasioni mi sia stata data la prova concreta, che "questa" personcina, sia solo simbolo di bugie, malumori, tormenti interiori. L’amore è qualcosa di profondo, qualcosa che non può essere preso così, di traverso, di sbieco, è necessaria una certa maturità perché questo non possa essere preso con poca superficialità, come invece molti fanno. Allora io penso, come d’altronde ribadisce il nostro Galimberti, che l’obiettivo sia cercare nel tu  il proprio io. Anche qui c’è un fatto che non riesco a spiegarmi: “ Come non possono essere lealtà, fiducia e rispetto alla base di un rapporto degno di questo nome?”, “ Come possono certi individui non sentirsi eternamente in colpa per qualcosa come "come tradire"?”, “ Come possono dormire tranquilli la notte?”. Credo inoltre che l’amore non debba però trasformarsi in qualcosa di monotono, troppo scontato, fin troppo svelato, talvolta anche monotono, privo di quell’adrenalina che tale sia necessaria per mantenere vivo quel sentimento. Per questo credo fermamente che sia necessario trattare l’amore, proprio come un bimbo, che d’altronde ne è il frutto;  curarlo, prendersene cura, stabilire le regole che questo debba rispettare, che non siano estreme, né da un lato né dall’altra, riservargli continue attenzione affinché questo possa crescere sano, dotato di buoni principi, e che si distingue da tutta quella gente cattiva, manipolatrice, egoista che, purtroppo, popola in quantità smisurate il nostro pianeta che è la terra . Io non smetterò mai di sperare, sono convinta che prima o poi riuscirò a trovare qualcuno che riesca a completarmi, che sia la mia esatta parte mancante, che sia folle tanto quanto ma che riesca a gestire i miei continui sbalzi di umore, che mi illumini il cammino anche quando tutto sembra impossibile, e che come io per lui, non possa fare a meno di me, proprio come luna e sole.</p><p><br></p><p>Alice Caronna 3E</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-03 11:54:07 UTC</pubDate>
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         <title>Classici in strada 2024!</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-06-08 13:05:00 UTC</pubDate>
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         <title>La festa di fine anno scolastico : noi performers in teatro, danza, musica e... tanta gioia di condivisione!</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <pubDate>2024-06-08 13:08:18 UTC</pubDate>
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         <title>CLASSICI IN STRADA #Giugno2024 (a cura di Chiara Conti)</title>
         <author>chiaraconti5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Quest’anno si è tenuta la decima edizione di <em>Classici in Strada</em>, una manifestazione il cui obiettivo è quello di portare per le vie e le piazze delle città, brani tratti dai classici della letteratura. La prima edizione dei <em>Classici in Strada</em> si è tenuta a Ballarò, nel 2013, per iniziativa di Isabella Tondo ed Andrea Cozzo. Di anno in anno sempre più scuole hanno preso parte a questa iniziativa e quest’anno a Palermo hanno aderito più di 30 scuole.</p><p>A seguito del tradizionale corteo a cui partecipano tutte le scuole e gli istituti che aderiscono alla manifestazione, gli studenti di ogni scuola occupano la propria postazione assegnatagli lungo le vie e le piazze del Cassaro.</p><p>Con il coordinamento delle prof.sse Maria Chiara Scarpaci, Annalisa Visicchio, Marinella Emanuele e Rossana Palermo, gli alunni delle classi 2F, 3F, 3M, 4F e 4M del Garibaldi si sono esibiti, davanti la cattedrale, recitando versi di Catullo, Ludovico Ariosto, Dante, Tito Livio, Machiavelli, Saffo e anche Shakespeare, nella performance dal titolo “Cunti di donne, amori e inganni”: il fil rouge dei brani tratti dalle opere di tutti questi autori è proprio l’amore.</p><p>Ma <em>Classici in Strada</em> continua anche nel pomeriggio! Infatti i ragazzi del laboratorio teatrale inter scolastico del teatro Atlante si sono esibiti in uno spettacolo davvero originale dal titolo “Cunto di li cunti”, tenutosi presso Piazza Croce dei Vespri.</p><p>Questi ragazzi grazie al loro grande talento, la loro bravura ed anche grazie alla valida regia di Emilio Ajovalasit e di Preziosa Salatino, sono riusciti a far appassionare, divertire e affascinare grandi e piccoli spettatori, facendo incuriosire anche chi abita nei palazzi che circondano la piazza che si sono affacciati dal balcone per assistere allo spettacolo.</p><p>Gli attori hanno inscenato storie, miti ed eventi storici realmente accaduti della tradizione siciliana come la storia di Colapesce, alcuni racconti di Giufà, le tragiche storie di Giovanna Bonanno e delle Teste di Moro, i Vespri siciliani e il mito di Alfeo ed Aretusa rivisitato in chiave ironica: è una storia d’amore o di stalking?</p><p>Con questa bellissima rappresentazione teatrale si è conclusa la decima edizione di <em>Classici in Strada</em> per quest’anno, sperando di essere sempre più numerosi l’anno prossimo!</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-10 15:15:14 UTC</pubDate>
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         <title>FESTA D’ISTITUTO DI FINE ANNO (a cura di Chiara Conti)</title>
         <author>chiaraconti5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Giorno sei giugno si è tenuta presso la tensostruttura della sede centrale del nostro liceo la festa d’istituto di fine anno, un momento di unione della comunità studentesca grazie alle esibizioni dei ragazzi che ne hanno preso attivamente parte.</p><p>L’evento è iniziato con la rappresentazione teatrale della tragedia <em>Alcesti</em> di Euripide con la regia di Antonino Ilardi, Rita Longo e Michele Genovese.</p><p>Il cast composto da Marco D’Acquisto (Eracle), Giulio Marretta (Admeto), Matteo Pirro (Apollo), Matilde Santoro (Serva), Raffaella Spedale (Thanatos), Marta Spinnato (Alcesti) ed Eleonora Traina (Alcesti, serva) ha commosso, emozionato ed affascinato tutti gli spettatori. I ragazzi, grazie al loro talento, sono stati talmente bravi da far rivivere al pubblico la stessa emozione che si prova ad assistere ad una tragedia al teatro greco di Siracusa. In soli tre quarti d’ora, ci hanno regalato l’opportunità di assistere alla loro interpretazione da brividi di questa bellissima tragedia d’amore!</p><p>Successivamente gli Outsider ci hanno divertiti e travolti con il loro ballo in stile hip hop e con la coreografia finale tanto da far alzare tutti in piedi per ballare.</p><p>Con i The Sonic Lighters abbiamo cantato tutti in coro sulle note e il testo di <em>Until I found you</em> e molte altre canzoni.</p><p>Un particolare ringraziamento alla prof.ssa Pecorella per avere permesso la realizzazione di tutto questo. Si ringraziano inoltre tutti i ragazzi che hanno partecipato alle varie esibizioni, il servizio d’ordine, i presentatori delle varie performance e i fotografi che hanno documentato l’evento.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-10 18:03:23 UTC</pubDate>
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         <title>SETTIMA EDIZIONE DI EDUCARNIVAL #Febbraio 2024</title>
         <author>chiaraconti5</author>
         <link>https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/6ldfck9ygew5lv5c/wish/3024734014</link>
         <description><![CDATA[<p>Giorno 10 Febbraio 2024, presso l’aula magna del Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II sito in via Simone di Bologna a Palermo, si è tenuto l’evento che da diversi anni era stato sospeso a causa della pandemia.</p><p>Istituito proprio in occasione del Carnevale, <em>Educarnival</em> è un momento per riunire alunni e alunne di tutte le scuole di Palermo che aderiscono a questo progetto che si esibiscono in spettacoli dal canto al ballo alla musica e anche in sfilate.</p><p>L’evento cominciato con un’ora e mezza in ritardo rispetto all’orario previsto, si è aperto con discorsi di ringraziamento da parte del direttore dell’Ufficio scolastico Regionale Giuseppe Pierro, la Dirigente Scolastica del Vittorio Emanuele II, il direttore del pronto soccorso pediatrico dell’Ospedale dei Bambini Domenico Cipolla e il direttore del reparto di Ematologia Giovanbattista Ruffo, definendo e ribadendo, tutti quanti più volte durante i propri interventi, Educarnival come <em>“un momento importante e formativo per i nostri ragazzi”</em>.</p><p>I discorsi però si sono protratti un po’ troppo a lungo e hanno così tolto tempo agli studenti, i quali hanno dovuto affrettarsi a presentare le proprie esibizioni per concludere l’evento nell’orario previsto da programma.</p><p>Nonostante questo contrattempo, ogni spettacolo è stato unico e in alcuni casi ha fornito importati spunti di riflessione, come nelle esibizioni di canto presentate dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo Duca Abruzzi – Libero Grassi, “<em>Zombie”</em> dei The Cranberries e in <em>“Immagine”</em> di Jhon Lennon, due brani simbolo dell’inno alla pace e lotta alla guerra, cosa di cui purtroppo soprattutto in questi ultimi anni si sente troppo parlare.</p><p>Successivamente il Liceo Classico Statale G. Garibaldi ha presentato:</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; “Cu ti lu dissi” di Rosa Balistreri, con la dolce voce di Susanna Lombardo e il coro del Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II e la ritmata e allegra coreografia di danza contemporanea di Giulia Madonia;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; “Sicilienne” in sol minore op 78 di Gabriel Fauré, con Giulia Madonia e Susanna Lombardo al ballo accompagnate da Maria Luciana Coppolino al pianoforte e Ginevra Lombardo al violoncello;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ballata n.4 op. 52 di Frederich Chopin, al pianoforte Maria Luciana Coppolino che è stata capace di catturare l’attenzione ed emozionare il pubblico nonostante la confusione in sala;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Preludio dalla Suite n.1 in sol maggiore di Johann Sebastian Bach, interpretata dalla giovane Ginevra Lombardo che ha espresso la delicatezza del brano con il suo violoncello;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Infine il Valzer n.2 dalla Jazz Suite n.2 di Dmitrij D. Sostakovic, brano interpretato da Maria Luciana Coppolino, Maria Vittoria di Grigoli e alle punte la ballerina Giulia Madonia.</p><p>Maria Luciana Coppolino, Ginevra Lombardo, Susanna Lombardo e Giulia Madonia ci hanno emozionato dimostrando il loro talento nel canto, nel ballo e nella musica. Le performance delle alunne del nostro liceo, sono state presentate da Costanza Maria Cuttitta, Anghelina La Rocca e Simone Marsala.</p><p>L’evento di giorno 10 si è concluso con balli e danze in maschera davanti l’entrata del Vittorio Emanuele II di fronte la Cattedrale, dal momento che la sfilata prevista è stata rimandata al giorno dopo a causa delle precarie condizioni metereologiche che ne hanno impedito lo svolgimento.</p><p>Educarnival però non è finito qui, infatti giorno lunedì 12 febbraio i nostri compagni e le nostre compagne si sono recati presso l’Ospedale dei Bambini “Giovanni di Cristina” di Palermo e si sono esibiti in spettacoli teatrali, ballo e tanto altro, portando un mondo di gioia e allegria nei reparti pediatrici e nei cuori dei bambini ricoverati. Tutti sappiamo che ridere fa bene ed è proprio il messaggio che voleva essere trasmesso dalle scuole e soprattutto dai ragazzi e dalle ragazze che hanno partecipato.</p><p>Grazie alla disponibilità degli studenti del laboratorio di fotografia del Liceo Classico Statale G. Garibaldi Chiara Conti, Sara di Pieri, Paolo Madonia, Rachele Pandolfo e Francesca Tomasello, è stato possibile documentare tutte le animazioni dei ragazzi del liceo Garibaldi e non solo che si sono tenute giorno 10 e 12 febbraio 2024.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-11 15:34:44 UTC</pubDate>
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         <title>Con Rosalia Pellegrina di Speranza!</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Giorno 7 giugno presso il Palazzo Arcivescovile di Palermo alla presenza dell' Arcivescovo Corrado Lorefice e della prof.ssa Maria Butera del comitato organizzatore del concorso scolastico "Rosalia Pellegrina di Speranza" anche il nostro gruppo classificato al secondo posto per la sezione scuola superiore (qui in foto una rappresentanza del nutrito gruppo che ha lavorato e collaborato al progetto).</p><p><br/></p><p>Qui di seguito i link al progetto e al video che ha coinvolto e innescato un circuito virtuoso!</p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/santa-rosalia-devozione-e-tradizione-nel-tempo-9w2sjuej7jrxgczt/wish/2960444041">https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/santa-rosalia-devozione-e-tradizione-nel-tempo-9w2sjuej7jrxgczt/wish/2960444041</a></p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/santa-rosalia-devozione-e-tradizione-nel-tempo-9w2sjuej7jrxgczt">https://padlet.com/Liceo_Classico_Garibaldi/santa-rosalia-devozione-e-tradizione-nel-tempo-9w2sjuej7jrxgczt</a></p><p><br/></p><p><br/></p><p>Hanno partecipato al progetto alunni delle classi 1^E, 3^E, 4E^,5^E, 3^L e la classe 2^E.</p><p><br/></p><p>Santa Rosalia: devozione e tradizione nel tempo (video Santa Rosalia Project) </p><p><br/></p><p>Conduzione, consulenza ideativa, organizzazione della scenografia e delle clip: Alice Butera, Elena Ficano, Claudio Fortunato, Lucrezia Labruzzo, Giuseppe La Placa, Giulia Maresca, Federico Pasion Espa, Angelica Sciacca, Flavio Scorsone, Flavia Tomaselli.   </p><p><br/></p><p>Testo: "Cosa ha da dire santa Rosalia al nostro tempo" - Riflessioni degli studenti coordinati da Claudio Fortunato.</p><p><br/></p><p>Hanno inoltre partecipato al progetto:&nbsp; Clarissa Alaimo, Domenico Barba, Giulia Blasco, Alessio Aldo Bucca, Caterina Battaglia, Chiara Catalano, Diletta Conciauro, Chiara Conti,&nbsp; Giulia Ferrante, Ludovica Fiore, Mattia Fiore, Davide Gaudesi,&nbsp; Giulia Gagliardotto,&nbsp; Lorenzo Guzzo, Virginia Marchese, Mykola Marhulis, Paola Rita Riccobono, Roberta Romeo, Michela Sala, Gloria Maria Sapienza.</p><p><br/></p><p>Riprese, editing, montaggio e scelta delle colonne sonore: Lucrezia Labruzzo</p><p><br/></p><p>Referente del progetto: prof.ssa Teresa Gambina.</p><p><br/></p><p>Gruppo di lavoro: prof. Francesco Bonanno, prof.ssa Joselita Ciaravino, prof.ssa Marianna Di Giorgi, prof.ssa Teresa Gambina, prof. Gabriella Paredes, prof.ssa&nbsp;&nbsp;Adelina Romano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-16 14:27:45 UTC</pubDate>
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         <title>Foto della festa di fine anno e di Classici in Strada (a cura di Chiara Conti)</title>
         <author>chiaraconti5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-06-16 20:41:20 UTC</pubDate>
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         <title>Esami di stato in vista ! Il Garibaldi a TGS Sette!</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Conto alla rovescia all' Esame di Stato...Emozioni e ricordi di questi cinque anni trascorsi nella comunità scolastica del Liceo Classico Garibaldi, ma anche progetti, sogni e obiettivi per il futuro! Sono alcuni dei temi che la giornalista Marina Turco caporedattrice del TGS Giornale di Sicilia ha proposto nell' ambito del rotocalco domenicale da lei condotto "TGS Sette" ad alcuni nostri compagni maturandi intervistati : Matteo Corona, Matilde Cammilleri, Mattia Cassara', Cristiano Tschinke, Andrea Atanasio, Lorenzo Impastato, Giuseppe Tre Re, Tancredi Ronzi e Marco Tortorici !</p><p>E grazie al direttore dell' USR Sicilia Giuseppe Pierro per il suo sguardo di stima e fiducia a tutti noi giovani e a questo giro di maturandi!</p><p><br></p><p>Cliccando sul link potrete ascoltare questa emozionante intervista andata in onda il 16 giugno alle 13.10 e in replica alle 19.50 su @telegiornalediSicilia !</p><p><br></p><p>Buon ascolto!</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-16 21:10:19 UTC</pubDate>
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         <title>La mia esperienza alla XXIV Rassegna di Narrativa e Poesia &quot;Anna Malfaiera&quot;</title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Roberta Romeo della classe V E e Davide Gaudesi della classe III E sono stati premiati per la loro partecipazione alla prestigiosa Rassegna nazionale di Narrativa e Poesia "Anna Malfaiera", giunta ormai alla XXIV edizione.</p><p><br></p><p>Qui di seguito la testimonianza sull' esperienza di Davide Gaudesi:</p><p><br></p><p>"In un giorno di Inverno la mia professoressa di italiano ha proposto alla classe se qualcuno avesse </p><p>voluto partecipare ad un concorso di scrittura, nel quale si poteva scegliere se scrivere una o due </p><p>poesie oppure un testo narrativo.</p><p> Il concorso, organizzato dalla casa editrice "La Dante Alighieri" è intitolato ad Anna Malfaiera, poetessa italiana, dal temperamento sensibile e impetuoso, vissuta tra il 1926 e il 1996, nata a Fabriano, la cui opera si snoda fino a metà degli anni Novanta. Ho deciso di partecipare con due testi alla sezione poesie: la prima, che ho scritto di getto, senza pensarci troppo, parla della fragilità delle persone e del loro vivere continuo di immagini</p><p>dunque di continui pensieri e fantasie che magari non ritrovano nella loro stessa vita e cercano tutto </p><p>questo nelle vite altrui per dare un senso di completezza a se stessi, una ricerca continua del proprio </p><p>io che, per quanto sconosciuto e misterioso, si cerca nelle vite altrui. Inoltre un aspetto importante è </p><p>sicuramente l’emozione, poiché credo che le persone fragili vivano di quest’emozione continua che </p><p>muta in tante forme diverse ed è per questo che siamo differenti e abbiamo delle pareti instabili, perché, </p><p>quando qualcosa ci attraversa, veniamo presi alla sprovvista e ricomincia la continua ricerca di se </p><p>stessi. </p><p><br></p><p>La seconda poesia riguarda in primo luogo i disturbi alimentari, un problema che non deve </p><p>essere assolutamente sottovalutato soprattutto al giorno d’oggi, in cui il mondo cerca sempre di </p><p>definirci, darci un modello e avere degli standard con cui essere posti continuamente a paragone . A </p><p>me piace tanto scrivere, sarà perché vedo la scrittura come un modo per sfogarsi e soprattutto ho la </p><p>speranza che le persone, che leggono ciò che scrivo, si sentano comprese e si ritrovino in ciò che dico. </p><p><br></p><p><br></p><p>Entrambe sono state scelte e pubblicate in una raccolta. </p><p><br></p><p><br></p><p>Sono stato invitato a Fabriano, un paesino delle </p><p>Marche, famoso centro di produzione della carta, per ritirare il premio. Il luogo di incontro era il teatro locale dove, dopo una lunga fila, poiché </p><p>erano presenti persone da tutta Italia, hanno fatto accomodare i presenti nei rispettivi palchetti. Poiché  il volo di ritorno purtroppo incalzava, i membri del comitato organizzativo e del </p><p>teatro sono stati assai disponibili, infatti, invece di seguire la ‘’scaletta’’ hanno fatto in modo di farmi premiare per primo, cosa che ho apprezzato molto. Subito dopo </p><p>aver ritirato il premio ho dovuto fare infatti una corsa contro il tempo per non perdere l’aereo e ci sono </p><p>arrivato letteralmente all’ultimo secondo!"</p><p><br></p><p>(A cura di Davide Gaudesi)</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-17 16:01:25 UTC</pubDate>
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         <title>La Notte Nazionale del Liceo Classico </title>
         <author>Liceo_Classico_Garibaldi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Anche se, per motivi dovuti alla nostra permanenza su tre plessi per i lavori di adeguamento sismico,non abbiamo partecipato pubblichiamo l'articolo di Chiara e Giuliana per il Giornale della Consulta: "Quest’anno ricorre la decima edizione della notte nazionale dei licei classici. Si tratta di un’iniziativa ideata nell’anno scolastico 2014/2015 dal docente di latino e greco del liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale, in provincia di Catania, Rocco Schembra. Di anno in anno si sono sviluppate sempre più attività che hanno coinvolto e unito la comunità scolastica di tutta Italia. Lo scopo principale di questo evento è promuovere la cultura classica e valorizzare il programma di studi offerto dai licei classici.</p><p><br></p><p>A partire dalle ore sei di questo pomeriggio fino alla mezzanotte gli studenti e gli insegnanti presenteranno nelle proprie scuole, aperte al pubblico, esibizioni musicali, poetiche, cinematografiche, di danza e teatrali mettendo in scena le opere più note della letteratura classica.</p><p><br></p><p>Negli ultimi anni la partecipazione da parte delle scuole è notevolmente diminuita, si dà il caso che rispetto al 2019 quest’anno parteciperanno circa cento scuole in meno: questo dato dimostra come purtroppo si stia perdendo una tradizione che, da diversi anni ad oggi, ha spinto i ragazzi ad esprimere le proprie passioni e a vedere la scuola sotto una prospettiva più spensierata, mettendo da parte l’aspetto più formale.&nbsp;</p><p><br></p><p>Nella nostra provincia, dove l’evento in questione è ancora molto sentito, quest’anno parteciperanno vari licei come: il Meli, il Maria Adelaide, il Francesco Scaduto l’Umberto I e il Vittorio Emanuele II. Questi ultimi concluderanno entrambi la serata con la lettura della poesia “Alla Luna” di Giacomo Leopardi.&nbsp;</p><p><br></p><p>Oltre a presentare spettacoli che riguardano la cultura greca e latina, durante questo evento vengono affrontati anche importanti temi di attualità come la parità di genere, bullismo e cyberbullismo, la legalità". (Giuliana Crimi e Chiara Conti dal Giornale della Consulta degli studenti)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-06-18 07:26:57 UTC</pubDate>
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