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      <title>TFA I2 - SITUAZIONI DI VITA SCOLASTICA by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-09 18:41:24 UTC</pubDate>
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         <title>Gilda Finà, Manuela Piga, Dalia Piga, Silvia Peru, Simona Dussoni, Sabina Biddau, Margherita Betza, Sabine Johanna Pareik, Cristina D&#39;Amicis, Annamaria Cubeddu.</title>
         <author>sabinejohannapareik</author>
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         <pubDate>2018-02-10 11:17:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silvia_peru</author>
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         <pubDate>2018-02-10 11:23:51 UTC</pubDate>
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         <title>Secondo me si può</title>
         <author>tfasostegno_1718</author>
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         <description><![CDATA[<div> DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE COMPLESSA E PROBLEMATICA Secondo me si può La situazione risale a quattro anni fa alla mia prima esperienza di sostegno, nel mese di ottobre. La sezione omogenea era composta da circa 23 bambini con due bambini anticipatari. Il bambino diversamente abile di quattro anni era al secondo anno di frequenza e presentava un danno al cervello (celebrolese). Soffriva di crisi epilettiche che venivano tenute sotto controllo con una terapia farmacologica. Stava in un passeggino fatto a doc per lui legato stretto all'altezza del bacino. Non camminava, non parlava, non masticava. Non aveva il controllo sfinterico. Riusciva con difficoltà ad afferrare un oggetto con la mano sinistra è lanciarla in dietro, il braccio destro era quasi sempre contratto. Aveva acquisito il controllo del tronco da poco, pero si lanciava spesso all'improvviso in dietro rischiando di farsi male. Nella sezione non era presente un angolo morbido che avrebbe permesso al bambino di stare per terra sia in posizione prono o supino, che seduto con il dovuto sostegno. Alla mia richiesta mi veniva riferito dalle colleghe che nell’anno precedente le insegnanti di sostegno avevano messo un materasso in sezione che è stato tolto perché veniva calpestato dai compagni e che non c’era sufficiente spazio nella sezione. Di conseguenza avrei dovuto portare fuori il bambino ogni volta dall'aula per poter offrirgli la possibilità di movimento e occasioni di fare esperienze con il proprio corpo e l’ambiente ma anche interagire e socializzare con i compagni. A partire da questa prima situazione di confronto sono poi emersi altri problematiche legate al bambino diversamente abile, che vorrei chiamare Thomas, ritenuto ormai irricuperabile da parte delle colleghe (mischineddu). Le aspettative nei miei confronti erano di dare una mano alla gestione della classe e durante le attività strutturate che venivano svolte in gruppi divisi per età, giustificando tale attese con il presupposto che ero insegnante di classe e ignorando il fatto che Thomas non poteva comunque seguire la programmazione. Un’altra questione, sicuramente non meno grave riguardava l’assistente fisica che si era letteralmente “impossessato” del bambino intromettendosi nel lavoro dell’insegnante di sostegno in continuazione. Soluzione parziale: Ho lavorato per tre mesi con il bambino e sono riuscita ad apportare solo parzialmente miglioramenti purtroppo non durature, in quanto una volta terminata la supplenza i comportamenti nei confronti di Thomas e la classe sono ritornate al punto di partenza. Qui descrivo solo quella legata alla possibilità di socializzare tra bambini. Ho ricuperato tramite il segretario due materassini pieghevole che avevano un’età di forse trent'anni, che mi permettevano, anche se non nel miglior modo, ad allestire un angolo morbido alla ricorrenza. Così ogni mattina facevo l’accoglienza sui materassini con gli altri bambini che si avvicinavano spontaneamente e si sono create momenti di gioco condiviso ma anche di conversazione e riflessioni con i coetanei anche sullo stato di saluto di Thomas. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 20:18:20 UTC</pubDate>
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         <title>Alice e la sua autonomia</title>
         <author>tfasostegno_1718</author>
         <link>https://padlet.com/tfasostegno_1718/GI2_1002/wish/231276835</link>
         <description><![CDATA[<div>TITOLO SITUAZIONE DI BUONA PRATICA INCLUSIVA Ce la faremo!!! <br>DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE DI BUONA PRATICA INCLUSIVA <br>Obiettivo iniziale: riuscire a soddisfare il bisogno fisiologico durante le ore scolastiche. Prassi n°1: vista la paura della bambina di cadere dentro la tazza sprovvista di tavoletta, con il team docenti abbiamo deciso di farla entrare nel bagno delle insegnanti dove la tavoletta è presente. Nel frattempo c’è stata una richiesta ufficiale di una tavoletta per almeno un bagno degli alunni. Nonostante ciò la bambina inizialmente continua a rifiutarsi di sedersi. Quotidianamente l’insegnate di sostegno, con la quale ha instaurato un rapporto di fiducia reciproca, porta la bambina in bagno, senza che ci sia, da parte sua, la richiesta verbale o non verbale. Finalmente dopo vari tentativi Alice si siede e riesce a soddisfare il bisogno, il tutto avviene abbracciata alla maestra, la quale si abbassa in ginocchio davanti a lei per darle sostegno e sicurezza. Prassi n°2: dopo l’arrivo della tavoletta nel bagno riservato agli alunni, Alice con l’insegnante di sostegno cambiano bagno, e la bambina non trova nessun problema nel cambiamento, ma continua per diverse settimane a soddisfare il bisogno con le stesse modalità indicate nella prassi n°1. Prassi n°3: la bambina viene guidata nel svestirsi prima e nel vestirsi dopo. Ma ancora continua a sedersi abbracciata alla maestra. E a non fare la richiesta. Prassi n°4: dopo che l’insegnante valuta che la bambina ha raggiunto sufficientemente confidenza con l’ambiente, e ha acquisito sicurezza, la maestra, dopo averla seduta si scosta e lascia che la bambina soddisfi il suo bisogno autonomamente senza il suo abbraccio. Oggi dopo 5 mesi Alice entra in bagno, sempre accompagnata dalla sua insegnante, si spoglia da sola, si siede da sola e dopo aver soddisfatto il suo bisogno si riveste da sola. Ancora sono presenti dei punti critici: 1) Alice non fa la richiesta, ma è sempre l’insegnante che propone di andare in bagno. 2) Va in bagno solamente con la stessa insegnante. I prossimi obiettivi da raggiungere si baseranno sulla soluzione di queste criticità. Prassi punto 1 : Vista la difficoltà di esprimersi, si proporrà di formulare la richiesta in modi diversi, anche proponendo delle immagini, si predisporranno attività di gruppo includendo “la richiesta” nelle consegne. Si è già iniziato, in collaborazione con l’insegnate di classe, a dare delle piccole consegne dove è prevista la richiesta, come per esempio mandare Alice a fare le fotocopie con la consegna di dire al collaboratore scolastico il numero delle quantità. Prassi punto 2: L’insegnante e la collaboratrice hanno deciso che si andrà insieme in bagno per far si che, Alice prenda confidenza anche con lei, e non abbia nessun problema ad andarci da sola con lei qualora la sua insegnante fosse assente.  <br>TITOLO SITUAZIONE COMPLESSA E PROBLEMATICA <br>Alice e la sua autonomia. DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE COMPLESSA E PROBLEMATICA Quando ho conosciuto Alice (nome fittizio) aveva ancora 5 anni, la scuola era iniziata da appena 8 giorni, arrivava dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria con tutti i suoi compagni. Alice è DOWN, l'entrata a scuola non è stata posticipata per scelta dei genitori. Quindi Alice si ritrova in classe con i compagni della stessa età biologica. Alice riscontra diverse difficolta tra le quali, ne cito alcune, ritardo nello sviluppo del linguaggio, ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo psicomotorio e per ciò che concerne l'autonomia presenta difficoltà nei compiti e funzioni proprie per l’età. La situazione complessa e problematica che prendiamo in esame oggi sarà sull'Area dell'autonomia: Alice , vista anche la difficolta nel linguaggio e nel finalizzare la richiesta per soddisfare un bisogno , non chiede di andare in bagno e quando la si porta lei si rifiuta di sedersi sulla tazza per paura di caderci dentro, la tazza si presenta senza la tavoletta. Alice, per diverse settimane è rientrata a casa senza soddisfare i bisogni fisiologici. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 20:20:28 UTC</pubDate>
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