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      <title>La biodiversità by ABATE LORENA</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-27 23:47:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div>l termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward O. Wilson.<br>La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera.<br>Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema. <br>In altre parole, all’interno degli ecosistemi convivono ed interagiscono fra loro sia gli esseri viventi sia le componenti fisiche ed inorganiche, influenzandosi reciprocamente. <br>Infine, la biodiversità arriva a comprendere anche la diversità culturale umana, che peraltro subisce gli effetti negativi degli stessi fattori che, come vedremo, agiscono sulla biodiversità.<br>La biodiversità, quindi, esprime il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi varino da un ambiente ad un altro nel corso del tempo.<br>La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello <em>genetico</em>, di <em>specie</em> e di <em>ecosistema</em>.<br>La <em>diversità di ecosistema</em> definisce il <em>numero</em> e l’<em>abbondanza</em> degli <em>habitat</em>, delle comunità viventi e degli ecosistemi all’interno dei quali i diversi organismi vivono e si evolvono.<br>La <em>diversità di specie</em> comprende la <em>ricchezza</em> di specie, misurabile in termini di numero delle stesse specie presenti in una determinata zona, o di <em>frequenza</em> delle specie, cioè la loro rarità o abbondanza in un territorio o in un <em>habitat</em>.<br>La <em>diversità genetica</em> definisce la differenza dei geni all’interno di una determinata specie; essa corrisponde quindi alla totalità del patrimonio genetico a cui contribuiscono tutti gli organismi che popolano la Terra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 23:49:20 UTC</pubDate>
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         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div>La natura è riuscita, nel corso degli anni, a sviluppare nel regno animale una variabilità genetica incredibilmente vasta. <strong>Tutelare la Biodiversità animale significa proteggere le nicchie ecologiche, fare in modo che la natura riesca a percorrere il proprio corso, senza gli ostacoli dell'uomo e dello sviluppo industriale</strong>. La crescita e il mantenimento dell’equilibrio ecosistemico del nostro Pianeta si basa soprattutto sulle abitudini alimentari delle specie animali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 23:58:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/ispra-e-la-biodiversita/attivita-e-progetti/conservazione-della-biodiversita-vegetale<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:00:18 UTC</pubDate>
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         <title>Biodiversità vegetale e delle piante</title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La Biodiversità vegetale è fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi. Tutelarla significa prendersi cura della qualità dell’aria e dell’acqua, della fertilità dei suoli</strong>. La biodiversità vegetale, sia nelle piante coltivate sia selvatiche, costituisce la base dell’agricoltura, consentendo la produzione di cibo e contribuendo alla salute e alla nutrizione di tutta la popolazione mondiale. Le risorse genetiche hanno consentito in passato il miglioramento delle specie coltivate e allevate e continueranno a svolgere in futuro questa loro funzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:03:10 UTC</pubDate>
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         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:04:17 UTC</pubDate>
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         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La biodiversità marina rappresenta la varietà degli esseri viventi che popolano i mari a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi</strong>. Essa si basa su fragili equilibri: dalla sopravvivenza di una singola specie può dipendere il destino di un intero ecosistema. <strong>La perdita degli habitat costieri, il surriscaldamento globale e l’attività umana possono alterare l’equilibrio ecosistemico marino</strong>. Lo stesso discorso può essere applicato per la <strong>biodiversità terrestre, che comprende la ricchezza di vita presente sulla terra rappresentata da piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono</strong>, i quali insieme formano i complessi ecosistemi presenti nella biosfera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:14:56 UTC</pubDate>
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         <title>La foca monaca mediterranea</title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un mammifero pinnipede della famiglia delle foche. È una specie minacciata di estinzione, di cui sopravvivono in natura meno di 700 esemplari. Si tratta di una specie ancor più minacciata del Panda, fino all’ ‘800 presente lungo tutte le coste italiane. Essendo consumatore di pesce, la foca monaca in passato è stata combattuta dai pescatori, costringendo la specie a trovare rifugio nelle grotte, ed a sopravvivere lungo tratti di coste poco frequentati dall’uomo. Negli ultimi anni, il diverso cambiamento del comportamento dell’uomo, più rispettoso della specie, sta favorendo il ritorno della foca monaca anche lungo le coste italiane; nel caso si avesse l’occasione di incontrarla è però molto importante adottare <a href="https://it-it.facebook.com/pages/category/Government-Organization/Foca-monaca-ISPRA-1092999864126855/"><strong>comportamenti rispettosi nei suoi confronti</strong></a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:22:15 UTC</pubDate>
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         <title>Posidonia oceanica </title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
         <link>https://padlet.com/lorenaabatetfa22/6jomwbdhgx5bcvdp/wish/2534065819</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>E' una pianta acquatica, endemica del Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Posidoniacee. È una pianta superiore, non un alga, ed ha quindi caratteristiche simili a quelle delle piante terrestri, con radici, un fusto rizomatoso, foglie nastriformi lunghe fino ad un metro e unite in ciuffi di 6-7, fiori e frutti. <strong>Forma delle praterie sottomarine che hanno una notevole importanza ecologica, costituendo la comunità climax del mar Mediterraneo ed esercitando una notevole azione nella protezione della linea di costa dall'erosione</strong>. Costituisce quindi un habitat che ospita molti organismi animali e vegetali che nella prateria trovano nutrimento e protezione. Essa è considerata un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere. È Importante, se si ha un’imbarcazione, evitare di ancorare sulla posidonia perché l’ancora ara la prateria danneggiandola gravemente.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:23:22 UTC</pubDate>
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         <title>Coralli bianchi profondi </title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Specie come la <strong><em>Lophelia pertusa</em></strong> e la <strong><em>Madrepora oculata</em></strong> vivono a molte centinaia di metri di profondità dove molti pensano che non ci sia vita. In realtà queste specie costituiscono delle barriere coralline profonde che sono <strong>zone importantissime per la biodiversità, ovvero per la ricchezza di specie e di aggregazione di pesci e invertebrati </strong>importanti per l’alimentazione dell’uomo. Le strutture costruite da questo coralli sono però delicate, e sono messe a rischio dallo strascico e da alcune attività di pesca sportiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:23:53 UTC</pubDate>
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         <title>L’importanza dei mari per la vita sulla Terra</title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Innanzi tutto, occorre sottolineare come<strong> i nostri mari siano indispensabili per garantire la vita sulla Terra: le acque regolano il clima del nostro Pianeta, producono ossigeno, forniscono nutrimento e sono fonte di sussistenza</strong> per centinaia di milioni di essere umani. Nonostante la loro importanza, secondo Tunesi mai come oggi i nostri mari sono sottoposti all’impatto crescente delle attività umane. “Dati incontrovertibili mostrano che <strong>la</strong> <strong>biodiversità degli oceani, a tutti i suoi livelli, è in forte diminuzione a causa degli impatti diretti e indiretti delle pressioni determinate dalle attività umane</strong>.”<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:25:20 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa mette a rischio la biodiversità marina</title>
         <author>lorenaabatetfa22</author>
         <link>https://padlet.com/lorenaabatetfa22/6jomwbdhgx5bcvdp/wish/2534069778</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong>Le risorse marine sono spesso considerate infinite: ma non è così</strong>. Ciò ha portato il mare ad avere una condizione di forte stress dovuto principalmente all’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche. “<strong>La sovra pesca è tra le principali cause di perdita di biodiversità</strong> – sottolinea il dottor Tunesi - insieme <strong>all’esplosione della presenza di specie non indigene, le alterazioni fisiche dell’ambiente e l’inquinamento dovute a dragaggi, costruzioni costiere, pesca a strascico, sostanze tossiche</strong>, eccesso di nutrienti, rifiuti.” Oltre a ciò, Tunesi fa notare come anche cambiamenti climatici e acidificazione degli oceani siano e saranno sempre più fonte di perdita di biodiversità, soprattutto negli ecosistemi costieri più sensibili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 00:26:12 UTC</pubDate>
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