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      <title>VOCI DELLA MEMORIA by AYA EZ ZAKI</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-01-23 07:09:59 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-02-07 09:54:51 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Riflessione sul brano di Liliana Segre &quot;Binario 21&quot;</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3301488151</link>
         <description><![CDATA[<p><em>Questo brano mi ha lasciata a bocca aperta , i dettagli della descrizione mi hanno terrificata. Mi sono immaginata come si fa a stare in un luogo al buio, tutti ammmassati, con la paura su dove sareste andati. Venivano trattati come se non fossero umani come loro. Leggendo ogni parola era come una pietra piena di tristezza, di dolore e di ricordo. Di ricordo perchè Liliana Segre ogni giorno ricorda le persone uccise senza colpa. L'Olocausto è uno delle tante cose che anche oggi succedono, si dice che la storia serve per imparare dagli errori degli altri ma ad oggi non mi sembra che stia succedendo. Perche l'avvenuto dell'Olocausto si sta ripetendo nel mondo.</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 07:37:31 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sul brano di Primo Levi</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3301499618</link>
         <description><![CDATA[<p>La freddezza delle parole rappresentano davvero cosa sinifica privati dai propri diritti, dal proprio nome e da tutto ciò che si aveva. Pensare ad una persona senza nome significa toglierli la sua identità, la sua passione, il suo sogno, il suo obbiettivo e  tutto ciò che le era caro.  La freddezza e l'indifferenza con qui venivano trattati , come si può fare certe cose ad un umano come te. Con che coraggio lo si poteva guardare negli occhi in certe condizioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 07:47:29 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla poesia di Primo Levi &quot;Se questo è un uomo&quot;</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3301505149</link>
         <description><![CDATA[<p>La poesia descrive le persone che erano ritenute nei campi di concentramento conparole che pargono semplici ma invece sono arricchite con il proprio ricordo e con il proprio dolore. Questa poesia mi ha fatto scorrere nel corpo un sensazione che se ne andata dopo una decina di minuti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 07:52:28 UTC</pubDate>
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         <title>La storia di Primo Levi</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3301542148</link>
         <description><![CDATA[<p>Primo Levi nasce nel 1919 ed è stato uno scrittore, chimico e partigiano italiano, noto soprattutto per le sue testimonianze sull’Olocausto. Levi nasce a Torino in una famiglia ebraica, Levi si laureò in chimica nel 1941, in pieno regime fascista, affrontando discriminazioni a causa delle leggi razziali.Nel dicembre 1943, Levi fu catturato dai fascisti in Val d'Aosta, dove si era unito a un gruppo partigiano.Poiché era ebreo, venne consegnato ai nazisti e portato nel campo  di Fossoli, vicino a Modena, dove furono radunati molti ebrei destinati alla deportazione. Il 22 febbraio 1944, Levi e circa 650 altri prigionieri furono caricati su vagoni merci sigillati  in condizioni disumane. Il viaggio durò circa quattro giorni e fu segnato dalla fame, dalla sete, dal freddo e dalla totale incertezza sul destino che li attendeva.  Giunto ad Auschwitz, Levi e gli altri deportati furono sottoposti alla selezione: chi era considerato inabile al lavoro veniva subito inviato alle camere a gas. Levi, essendo giovane e un chimico gli fu assegnato al campo di Monowitz (Auschwitz III), dove lavorò in un laboratorio chimico. Fu liberato nel 1945 dall’Armata Rossa. Dopo il ritorno in Italia, riprese il lavoro da chimico e iniziò a scrivere. Il suo libro "<em>Se questo è un uomo"</em>  è una delle testimonianze più importanti sull’esperienza nei campi di concentramento. Tra le sue altre opere spiccano "<em>La tregua"</em> , che narra il ritorno a casa dopo la liberazione. Negli ultimi anni soffrì di depressione. Morì nel 1987, cadendo nella tromba delle scale della sua casa. Si ipotizza il suicidio, anche se alcuni sostengono sia stato un incidente.</p><p>Levi lasciò un’eredità letteraria e morale fondamentale, testimoniando con lucidità l’orrore della Shoah e riflettendo sulla natura umana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 08:18:33 UTC</pubDate>
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         <title>La storia di Liliana Segre</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3318708381</link>
         <description><![CDATA[<p>Liliana Segre nasce  il 10 settembre 1930 a Milano in una famiglia ebraica borghese.Dopo l'emanazione delle leggi razziali fasciste del 1938, fu espulsa da scuola all'età di 8 anni. Nel 1943, insieme al padre Alberto, tentò di fuggire in Svizzera, ma furono respinti e arrestati. Il 30 gennaio 1944, all'età di 13 anni, fu deportata ad Auschwitz-Birkenau dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano. Liliana Segre ha vissuto esperienze terribili nei campi di concentramento, segnate da fame, freddo, fatica disumana e violenze psicologiche e fisiche. Quando arrivò ad Auschwitz-Birkenau il 6 febbraio 1944 fu immediatamente separata dal padre, che sarebbe stato ucciso poco dopo. Appena giunta al campo, fu sottoposta alla selezione dei prigionieri: i medici nazisti decidevano chi era in grado di lavorare e chi veniva mandato subito alle camere a gas. Liliana fu scelta per lavorare, mentre suo padre fu ucciso quasi subito.</p><p>Le venne tatuato sul braccio il numero 75190, perdendo così la propria identità: da quel momento non era più Liliana, ma solo un numero. La vita nel campo era disumana, il cibo era scarso e consisteva in un pezzo di pane duro e una zuppa acquosa, spesso immangiabile. In inverno le temperature erano rigidissime, e i prigionieri indossavano solo stracci. Liliana fu costretta a lavorare in una fabbrica di munizioni per l'esercito tedesco. Qui rischiava la morte ogni giorno, anche solo per una piccola disattenzione. Le prigioniere messe a capo degli altri detenuti infliggevano punizioni e umiliazioni continue. I prigionieri venivano trattati come bestie. Nel gennaio del 1945, con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, i nazisti evacuarono Auschwitz, costringendo i prigionieri a marce nella neve, conosciute come "marce della morte". Liliana fu trasferita nel campo di Ravensbrück e poi nel sottocampo di Malchow, dove rimase fino alla liberazione il 1º maggio 1945. Dopo mesi di sofferenza e privazioni, Liliana riuscì a tornare in Italia, ma si trovò sola: tutti i suoi parenti erano stati sterminati. Per molti anni scelse il silenzio, incapace di raccontare l’orrore vissuto, fino a quando decise di diventare testimone della Shoah per le nuove generazioni. Dagli anni '90, Liliana Segre iniziò a raccontare la sua esperienza ai giovani, diventando una delle testimoni più importanti della Shoah in Italia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la nomina a Senatrice a vita da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2018, per il suo straordinario contributo alla memoria storica e alla lotta contro l'odio e la discriminazione. Nel 2019, ha promosso la creazione della Commissione parlamentare contro odio, razzismo e antisemitismo, per combattere l'intolleranza in Italia. Nel corso della sua vita, ha sempre sottolineato l'importanza della memoria per evitare il ripetersi di tragedie simili.</p><p>Liliana Segre è oggi un simbolo della resistenza morale e della necessità di non dimenticare le atrocità del passato, affinché non si ripetano mai più.</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/sVTtoXeQgZ0?feature=shared">https://youtu.be/sVTtoXeQgZ0?feature=shared</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 15:33:10 UTC</pubDate>
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         <title>La storia di Giorgio Perlasca e cosa ha fatto </title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3318782602</link>
         <description><![CDATA[<p>Giorgio Perlasca nacque il 31 gennaio 1910 a Como, ma crebbe a Padova, in una famiglia di idee nazionaliste e patriottiche. Fin da giovane, sviluppò una forte ammirazione per Gabriele D’Annunzio.</p><p>Dopo aver frequentato l’Istituto tecnico agrario, si avvicinò agli ideali fascisti della prima ora, vedendo nel regime un modo per rafforzare l'Italia. Nel 1935-1936, si arruolò come volontario e combatté nella Guerra d’Etiopia, e successivamente nella Guerra civile spagnola dalla parte dei nazionalisti di Francisco Franco. Fu proprio in Spagna che ottenne un lasciapassare diplomatico spagnolo, un documento che anni dopo si rivelò fondamentale per la sua opera di salvataggio. Nonostante il suo passato da sostenitore del regime, Perlasca si allontanò dal fascismo dopo l’alleanza con la Germania nazista e, soprattutto, dopo l’approvazione delle leggi razziali del 1938, che trovava ingiuste e disumane. Negli anni successivi lavorò come rappresentante commerciale, viaggiando per l'Europa. Durante la Seconda Guerra Mondiale si trovò in Ungheria, dove commerciava carne. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e fu arrestato dai nazisti, ma riuscì a fuggire trovando rifugio nell'ambasciata spagnola a Budapest.</p><p>Fu lì che, grazie al suo passato in Spagna decise di fingere di essere un diplomatico spagnolo e di salvare migliaia di ebrei dalla deportazione e dalla morte. Come Giusto tra le Nazioni, Giorgio Perlasca si fece passare per un diplomatico spagnolo e, sfruttando il suo lasciapassare, salvò oltre 5.000 ebrei ungheresi nel 1944. Creò rifugi sicuri, che erano delle case rifugio per gli ebrei in modo che si potessero nascondere. Queste case rifugio erano di proprietà spagnola grazie al suo lasciapassare. Perlasca falsificò documenti come passaporti e certificati che permettevano agli ebrei di fuggire o di restare nascosti sotto la protezione della Spagna. Proteggé i rifugiati dalle deportazioni naziste. Nonostante le minacce, si oppose coraggiosamente ai nazisti, rischiando la propria vita per salvare gli ebrei. Le sue azioni rimasero anonime per anni, ma nel 1987 fu riconosciuto come Giusto tra le Nazioni per il suo eroismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 16:23:53 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione su i giusti</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3318783783</link>
         <description><![CDATA[<p>I giusti sono coloro che seguono i principi di ugualianza e equità. I giusti  sono coloro che aiutano tutti, coloro che non discrimano gli altri, coloro che odiano giudicare qualcuno per le sue caratterisstiche uniche. I giusti sono coloro che stanno dalla parte dell'umanità. I giusti sono anche coloro che non trovano la differenza fra persone di diversa religione, nazionalità, carattere e aspetto. Secondo me è stato conferito &nbsp;un riconoscimento ufficiale per premiare queste persone che hanno rischiato la propria vita per la vita di una persona ma non solo. Secondo me  i giusti dovrebbero avere più di questo, perchè hanno concesso a delle persone il qui destino era stato segnato da un'ingiustizia di avverare i propri sogni, passioni e programmi anche personali. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 16:24:45 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla lettera &quot; Discorso all&#39;umanità&quot;</title>
         <author>ayaezzakivil</author>
         <link>https://padlet.com/ayaezzakivil/6dovt0jah48x5yko/wish/3318942002</link>
         <description><![CDATA[<p>Questa lettera mi ha fatto capire come tutto l'odio che ti viene inietttato non è sicuro che faccia effetto perchè il sistema immunitario è sempre più forte. In questo caso l'odio iniettato sono le promesse non mantenute che il governo faceva entrare in testa al popolo. Il sistema immunitario è l'umanità che è nell'uomo, che fa ragionare l'uomo e gli fa distinguere il vero dal falso. Questa lettera intiga i soldati a posare le armi e togliere l'armatura che stringe il cuore, che lo tiene in cella, che lo tiene muto, che lo tiene in silenzio e immobile. Il cuore è ciò che ci rende umani, ciò essenziale per essere tutti comprensivi con gli altri. Una cosa che mi rallegra è il fatto che si usa il finale di un film che penso abbia avuto molti spettatori per trasmettere un messaggio per sciogliere ciò che toglieva il diritto di pensare, amare e amare le differenze di ogniuno al cuore. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 18:23:43 UTC</pubDate>
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