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      <title>Il nostro cartellone di latino Ottobre 2024 by </title>
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      <description>Le storie romane</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-09-27 07:34:23 UTC</pubDate>
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         <title>Matrimonio Romano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>I matrimoni e i fidanzamenti romani erano regolati da rigorose norme giuridiche. Questi vincoli potevano essere sciolti soltanto attraverso il repudium che poteva essere richiesto esclusivamente dal marito in caso di adulterio da parte della donna, o il divortium: possibile soltanto se lo scioglimento avveniva con l'accordo di entrambi. Nel suo libro Servio Sulpicio spiega che la richiesta di matrimonio avviene attraverso delle promesse che prendono il nome di sponsalia. Nel caso in cui la donna non venisse presa in sposa, colui che l'aveva chiesta o promessa poteva fare causa per rottura di fidanzamento. I giudici istituivano un processo, con lo scopo di trovare una giusta causa alla rottura del fidanzamento, se così non fosse lo sponsus (sposo) sarebbe stato multato.</p><p>(Rossella Carputo e Mangiapia Sara)</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-28 11:53:33 UTC</pubDate>
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         <title>I giochi dei bambini</title>
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         <description><![CDATA[<p>Alla nascita dei bambini il pater familias poteva decidere se riconoscere il bambino compiendo il rituale atto di sollevamento, oppure di lasciarlo morire per strada. In seguito al riconoscimento del figlio o della figlia aveva luogo un rito di purificazione chiamato il 'dies lustricus' in quel giorno veniva appeso al collo dei figli maschi la bulla cioè un pendaglio d'oro che doveva essere indossato fino all'adolescenza.</p><p>Alle bambine invece venivano regalate delle pupae cioè delle bambole. Nella cerimonia che sanciva il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, i maschi appendevano all'altare le bullae e indossavano la toga virile, le ragazze invece deponevano le loro pupae subito dopo la cerimonia nuziale. </p><p>(Rossella Carputo e Mangiapia Sara)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-28 12:02:02 UTC</pubDate>
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         <title>La cucina dei romani </title>
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         <description><![CDATA[<p>Alcune ricette tramandate dai romani sono bizzarre, ma ci sono anche molti piatti che richiamano la cucina italiana, ricca di legumi e verdure.</p><p>Fondamentali nelle ricette romane erano le salse per condire e insaporire carni e pesci.</p><p>Vino e aceto erano utilizzati per sfumare rendendo più invitante l’aspetto del cibo.</p><p>Vi erano diversi metodi per la conservazione delle pietanze. </p><p>Non poteva mancare l’ultima parte della cena, quella che oggi chiamiamo “dessert”. </p><p>Per la maggior parte della popolazione i pasti erano frugali e non sempre cucinati in casa.</p><p>Le classi popolari spesso non avevano neppure la cucina, cosí i romani consumavano pasti veloci da portare in taverne o locande.</p><p>(Francesca Gramaglia e Fabiana mucci)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-29 13:12:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La scuola aveva varie funzioni, così come le lezioni.</p><p>Le lezioni si potevano tenere all’aperto, per esempio nei locali di una taverna.</p><p>Le maggiori peculiarità della scuola romana erano l'uso della lingua latina, la prevalente assenza di strumenti musicali, l'assenza di cantanti donne e la maggior importanza del testo rispetto alla musica.</p><p>Ma come venivano educati i bambini nell’antica Roma e dove scrivevano?</p><p>I bambini stavano a casa fino ai sette anni, allattati, coccolati ed educati dalle mamme, dalle balie e dalle nutrici. Dopo i sette anni, come in Grecia, andava a scuola chi se lo poteva permettere, perché anche a Roma essa era finanziata dalle famiglie.</p><p>In altre situazioni erano gli <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.roma.com/oggi-e-la-giornata-mondiale-per-labolizione-della-schiavitu/"><strong>schiavi</strong></a> ad istruire i pargoli dei propri padroni. Erano delle persone colte e di conseguenza erano perfetti per poter trasferire la propria conoscenza ai ragazzi. È anche grazie a loro per esempio che il <strong>latino </strong>venne diffuso ed insegnato dai maestri.</p><p>Gli schiavi preferiti per insegnare erano i <strong>greci</strong>.</p><p> Erano chiamati <strong>pedagoghi</strong> ed accompagnavano l’alunno per tutta la giornata, insegnandogli le regole, le nozioni ma soprattutto le basi per avere un comportamento adeguato.</p><p>I bambini per svolgere i loro compiti, scrivevano sulle tabulae, tavolette di legno ricoperte di cera. Per scrivere si incideva la superficie della cera con un bastoncino di legno appuntito chiamato stilus. </p><p>Chiara Froncillo </p><p>Francesca Vaccaro </p><p>Gabriele Pepe</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-03 18:48:02 UTC</pubDate>
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         <title>La campagna per i Romani</title>
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         <description><![CDATA[<p>I nostri antenati preferivano i Romani di campagna a quelli di città, perché pensavano che chi lavorava in città era più pigro di chi lavorava in campagna. A poco a poco tutti si sono trasferiti nella città abbandonato le campagne. </p><p><br></p><p>Pacis è un altare monumentale creato da Augusto, questo ha un recinto che racchiude la mensa, il recinto è posto su una base di marmo e diviso in due registri decorativi: quello inferiore con raffigurazioni vegetali, quello superiore con rappresentazioni di scene mitiche. A sinistra dal lato est c’è il pannello Tellus che idealizza la vita nella campagna.</p><p>Sul versante opposto dell'Ara, ai lati dell'altra porta, il quadro rappresenta la Pace. Tellus è la Dea romana della terra e protettrice della fecondità, dei morti. È raffigurata come una donna fiorente, con due bambini e due figure femminili seminude, una seduta sopra un mostro marino, l'altra sopra un cigno che simboleggiano rispettivamente l'acqua e l'aria. Il pannello è completato da un bue, una pecora e piante palustri. Terra, acqua e aria sono gli elementi indispensabili per la fecondità che è portata dalla pace; Pace ottenuta grazie alle imprese di Cesare Augusto. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-04 06:34:34 UTC</pubDate>
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         <title>Avvocati, processi e tribunali</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>A Roma l' avvocato si chiamava orator che si divideva in patronus per la difesa e l' advicatus per l' accusa. Ogni parte aveva un tempo prestabilito per parlare: due ore per l' accusa e tre per la difesa, il tempo veniva scandito dalla clessidra. Alla fine seguiva un dibattito aperto che veniva chiamato altercatio per poi passare alla sentenza definitiva che veniva detta dal iudex o giudice.</p><p>Nel tribunal l’orator pronunciava i suoi discorsi su una pedana, circondato dal giudice e dal pubblico. Esso era prima situato nel Foro poi fu messo nella basilica, essa era formata da una navata centrale e altre due più basse nei lati.</p><p>La basilica divenne un edificio per le funzioni liturgiche dopo l’editto di Milano, quando proprio i cristiani la scelsero.</p><p>Il foro invece contiene la basilica Emilia dove si svolgevano le attività politiche, la curia dove si tenevano i discorsi per il popolo e il carcere dove c’erano i prigionieri condannati a morte.</p><p>Elena Porreca</p><p>Matteo Catalini</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-04 14:32:53 UTC</pubDate>
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         <title>Viaggiare nell’antichità</title>
         <author>federicadicostanzo08</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nella primavera del 37 a.c. Orazio si recò a Brindisi con Mecenate e dei suoi amici tra cui Virgilio, Orazio fu accolto da Ariccia e si misero in viaggio con Eliodoro, il piú dotto dei greci, arrivarono al foro Appio e da lí hanno diviso il viaggio in due, da qui sono andati su una carrozza per ventiquattro miglia intenzionati a fermarsi in un borgo il cui nome è facilissimo da riconoscere, per la sua acqua e per il suo pane.</p><p>Giunsero stanchi a Ruvo poiché avevano percorso un lungo viaggio e reso ancora più faticoso per la pioggia, il giorno dopo il tempo migliora brindisi è la fine della lunga strada e del lungo racconto.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-06 18:30:33 UTC</pubDate>
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         <title>La tabula peutingeriana</title>
         <author>federicadicostanzo08</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Tabula Peutingeriana è una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostra le vie stradali dell'Impero romano, dalle isole britanniche alla regione mediterranea e dal Medio Oriente alle Indie e all'Asia Centrale; la sua sezione più occidentale è oggi perduta.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" class="qQh2ac zhDNqd Q7PwXb a-no-hover-decoration" href="https://www.google.com/url?q=https://it.wikipedia.org/wiki/Tabula_Peutingeriana&amp;sa=U&amp;ved=2ahUKEwids-nasfqIAxVo2AIHHQIUHy0QmhN6BAgaEAY&amp;usg=AOvVaw2oyPbLfBYg1EwGObYFzfuX">(Federica di costanzo, Adriana giordano)<br></a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-06 18:33:28 UTC</pubDate>
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         <title>Gli spettacoli e i galdiatori</title>
         <author>manu2008isaia</author>
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         <description><![CDATA[<p>.</p><p><br/></p><p><strong>Spettacoli del circo</strong></p><p><br/></p><p>Il circo era un’altra importante sede per gli spettacoli pubblici a Roma. Il più grande e famoso era il <strong>Circo Massimo</strong>, dove si tenevano soprattutto:</p><p><br/></p><p>• <strong>Corse di carri (quadrighe)</strong>: Questi erano gli eventi principali del circo, in cui squadre di cavalli (solitamente quattro, ma potevano variare) tiravano carri su una pista ovale. Le corse erano estremamente competitive e pericolose, e spesso finivano in incidenti spettacolari. Il pubblico era molto appassionato e le squadre (fazioni) dei corridori avevano sostenitori che parteggiavano per i colori dei carri (rossi, verdi, azzurri e bianchi).</p><p>• <strong>Giochi e spettacoli vari</strong>: Oltre alle corse, nei circhi si organizzavano altre forme di intrattenimento, come parate, esercizi ginnici e spettacoli con animali.</p><p><br/></p><p>Le corse di carri erano probabilmente l’intrattenimento più popolare e coinvolgente della Roma antica. Anche qui, come per i giochi gladiatori, vi era un forte legame tra politica e spettacolo, con i politici che finanziavano gli eventi per assicurarsi il sostegno della folla.</p><p><br/></p><p>Entrambi i tipi di spettacoli erano parte integrante della cultura romana e offrivano distrazione, svago e un senso di comunità per il popolo, mentre riflettevano il potere e la gloria dell’Impero.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-07 11:12:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>manu2008isaia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-10-07 11:18:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>manu2008isaia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-10-07 11:19:43 UTC</pubDate>
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         <title>Le Case Dei Romani</title>
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         <description><![CDATA[<p>“A CIASCUNO LA CASA CHE SI MERITA”</p><p>perché nell’antica Roma, le abitazioni rispecchiavano il livello sociale a cui si apparteneva. Questo faceva capire molto la mentalità dei romani.</p><p><br></p><p>Questo anche perché ogni ceto aveva bisogni ed esigenze diverse.</p><p>I contadini rispetto agli avvocati necessitavano di un alloggio dotato di stalle e magazzini, mentre quest’ ultimi, di alloggi più grandi e spaziosi per ricevere le persone.</p><p><br></p><p>“Vista l’estrema densità di popolazione, è necessario che si moltiplichino gli alloggi.</p><p>Poiché gli alloggi al solo piano terra non riescono ad accogliere tale massa, siamo costretti a ricorrere a costruzioni in altezza”.</p><p>Con queste parole di Vitruvio nacquero gli edifici a più piani.</p><p><br></p><p>AI PIÙ POVERI LE INSULAE</p><p>le insulae erano dimore anguste, costruite su più piani raggiungibili tramite scale strette e interminabili. Tali edifici erano altamente esposti al rischio di incendi.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-07 11:22:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>manu2008isaia</author>
         <link>https://padlet.com/manu2008isaia/6d272glbs4wjk1up/wish/3172125584</link>
         <description><![CDATA[<p>Abbamo detto dell'importanza di leggere i testi classici e di riconoscerli alla base della nostra cultura.</p><p>Quando pensiamo alle opere e agli autori della letteratura, ci vengono in mente libri di carta stampata, rilegati e rifiniti con una copertina: ma i libri stampati si diffondono in</p><p>Occidente solo a partire dal xv secolo. Prima di allora, le opere erano tradite (tramandate) su fogli di papiro o di pergamena, con una scrittura a mano.</p><p>Un autore normalmentescriveva la sua opera su tavolette cerate, oppure la dettava a uno scriba che lo seguiva, parola per parola. Le tavolette su cui gli antichi scrivevano erano in legno di faggio, ricoperte da uno strato di cera, sul quale venivano incise le parole con uno stilo, cioè una</p><p>"penna" di metallo.</p><p>Le tavolette poi venivano legate con ganci le une alle altre in un piccolo "libro" che prendeva nome di codice.</p><p>Dal 1 secolo a.C. le tavolette vennero talvolta sostituite da piccoli fogli di pergamena, sui quali venivano presi gli appunti o scritte</p><p>parti del testo.</p><p>Errori di copiatura</p><p>In tutte queste operazioni di copiatura era ovvio trovare ad ogni pagina qualche errore,non solo dal primo momento della sua diffusione ma durante tutti i secoli in cui l'opera veniva copiata e tramandata.</p><p>Le tipologie di errori erano diverse: ﻿Errori meccanici ( dovuti alla disantezzione)</p><ul><li><p>﻿L' aplografia ossia la ripetizione di lettere identiche.</p></li><li><p>﻿Dittografia cioè il contrario dell' aplografia e infine abbiamo errori</p></li><li><p>nelle abbrevazioni.</p></li></ul><p>Un secondo gruppo di errori era provocato dalla precisa volontà dell'amanunse, cioè quello che interveniva nei testi per cambiare qualcosa che a lui non piaceva.  Danni ai testi</p><p>Oltre agli errori dei copisti, i codici potevano venire danneggiati da molti fattori nel corso dei secoli:</p><ul><li><p>﻿incendi e alluvioni nelle</p></li><li><p>biblioteche</p></li><li><p>﻿﻿muffe e roditori</p></li></ul><p>Provocando la distruzione di alcune pagine del manoscritto.</p><p>Già nell'antichità, ci si rese conto che le opere potevano presentare</p><p>più di una discrepanza tra i manoscritti. A tal proposito nel 3 secolo a.c nelle grandi biblioteche ellenistiche, gli eruditi si erano messi a lavoro per stabilire la versione originale di un opera o almeno la più fedele possibile all originale, dando origine alla critica testuale. L'edizione critica</p><p>Il risultato finale di questo lavoro di ricostruzione del testo è l'edizione critica, in cui il filologo dopo che ha finito il lavoro scrive un introduzione in latino con i codici che ha preso in considerazione.</p><p>Alla base di queste edizioni c'era anche il lavoro dei traduttori che diffondevano il testo è la sua traduzione in lingue moderne anche in edizioni economiche rendendolo disponibile a tutti.</p><p>I canali di trasmissione</p><p>La filogia ne riconosce due :</p><p>La tradizione diretta e indiretta</p><p>Questi testi di classicità dopo la caduta dell'ultimo impero venivano tramandati e passati in una lettera strettamente confessionale.</p><p>Se l'opera classica veniva considerata coerente con la cultura cristiana veniva conservata</p><p>se no veniva cassata e veniva perduta .Però una parte di questa è salvata per tradizione indiretta Se l'opera classica veniva considerata coerente con la cultura cristiana veniva conservata</p><p>se no veniva cassata e veniva perduta .Però una parte di questa è salvata per tradizione indiretta</p><p>cioè è stata conservata</p><p>sottoforma di citazione di frasi o versi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-16 11:09:46 UTC</pubDate>
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