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      <title>Petrarca &amp; Boccaccio by gianmarco falcioni</title>
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      <pubDate>2018-05-30 15:17:42 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Boccaccio</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <pubDate>2018-05-30 15:18:37 UTC</pubDate>
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         <title>Francesco Petrarca</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <pubDate>2018-05-30 15:18:57 UTC</pubDate>
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         <title>La vita di Boccaccio</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Boccaccio nasce a<strong> Certaldo</strong> o a Firenze nel 1313, è figlio illegittimo di un mercante e, per seguire suo padre, già a quattordici anni si trasferisce a <strong>Napoli</strong>.<br>In questi anni cresce in lui la voglia di riportare in <strong>lingua volgare fiorentina</strong> la materia tratta dai romanzi francesi e da quelli latini, di parlare dei suoi amori giovanili creando una letteratura di intrattenimento per un pubblico aristocratico e soprattutto femminile. <br> Nel 1340, con il fallimento della compagnia dei Bardi e l’inasprirsi dei rapporti tra Napoli e Firenze, è costretto a tornare in Toscana. Si apre un periodo difficile per Boccaccio: insofferente al mutato ambiente e alle ristrettezze economiche, cerca una nuova corte intorno a cui orbitare ma saranno tutti sforzi vani, e presto, in aggiunta a questo disagio, perde anche il padre durante la tragica peste del 1348.<br>In questi anni, tuttavia, avviene in lui un graduale distacco dalla letteratura cortese, un avvicinamento alla narrativa realistica e popolareggiante che raggiungerà il suo apice nella stesura del Decameron, composto fra da Boccaccio 1349 e 1353. L’opera ebbe un immediato successo, e questo garantì all'autore incarichi pubblici e ambascerie per il comune di Firenze, non ancora sufficienti, però, a procurargli l’indipendenza economica e la pace che richiedeva per dedicarsi esclusivamente agli studi. <br>Nel frattempo Giovanni Boccaccio si lega in amicizia a Petrarca, divenuto per lui emblema di letterato e intellettuale, e grazie a lui si distacca dalla produzione in volgare per dedicarsi in modo esclusivo allo studio dei classici; fonderà a Firenze un circolo di umanisti filologi, promuovendo l’insegnamento del greco, e sarà preso da scrupoli religiosi che pare lo abbiano indotto addirittura a voler bruciare il Decameron.<br>Nel 1365 Boccaccio scrive il Corbaccio, che rappresenta un brusco cambiamento rispetto a tutta la sua letteratura precedente: in quest’opera la simpatia e l’antica ammirazione per le donne si trasformano in una aperta misoginia.<br>Ormai vecchio, si ritira presto a Certaldo, dove muore nel 1375. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:20:01 UTC</pubDate>
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         <title>Decameron</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <em>Decameron</em>, composto da Boccaccio come già anticipato fra il <strong>1349</strong> e il <strong>1353</strong> (alcune delle novelle che lo compongono circolarono indipendentemente prima di essere sistemate in via definitiva nel lavoro completo), è un assoluto capolavoro e un <strong>punto di riferimento</strong> per tutta la letteratura umanistica in prosa successiva. Oltre ai racconti, che rappresenteranno per gli scrittori successivi una prestigiosa fonte cui attingere, l’opera diviene un esempio per l’<strong>ideale di vita degli umanisti</strong>: il ritiro in campagna per godere solo dei piaceri della letteratura, saranno punti cardine delle filosofie umanistiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:29:13 UTC</pubDate>
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         <title>Struttura</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <description><![CDATA[<div>La struttura del <em>Decameron</em> di Giovanni Boccaccio risponde all’esigenza di autori e pubblico medievale di vedere organizzata la narrazione in modo coerente e ordinato in un quadro completo e rispondente alla perfezione numerica. Entro una “<strong>cornice</strong>” narrativa di partenza si articolano le sottocornici narrative rappresentate dalle trame di ognuna delle <strong>cento novelle</strong> che compongono il <em>Decameron</em>. Prima cornice narrativa sarebbe, cioè, la storia dei dieci giovani (la <strong>brigata</strong>, come la chiama Boccaccio) che, per sfuggire alla <a href="https://www.studenti.it/peste-cause-conseguenze.html">peste</a> del 1348, decidono di rifugiarsi in una villa in campagna, lontani dalla città e dal morbo, e di intrattenersi raccontandosi a vicenda <strong>dieci novelle al giorno</strong>, una per ogni componente del gruppo, e per un totale di 10 giorni sui 14 che passano insieme (il titolo <em>Decameron</em> fa riferimento proprio alle “dieci giornate”). Ogni novella raccontata ha, ovviamente, una sua trama, e questa rappresenta la<strong> sottocornice</strong> dell’opera. Il tema di ogni novella viene scelto, a turno, dal giovane che in quella precisa giornata è il <strong>re</strong> o la<strong> regina</strong> del giorno. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:29:47 UTC</pubDate>
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         <title>Tematiche</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
         <link>https://padlet.com/gianmarcofalcioni/6chkpty6km68/wish/264562171</link>
         <description><![CDATA[<div>Il pretesto da cui Boccaccio prende le mosse per la composizione del suo <em>Decameron</em> è la volontà di <strong>compiacere le donne</strong> per distrarle nel momento dei tormenti amorosi: le donne, infatti, a differenza degli uomini non possono concedersi molti svaghi e hanno solo la letteratura come luogo privilegiato di <strong>distrazione</strong> e divertimento. Boccaccio tiene molto alle donne, ai loro sentimenti, e vuole <strong>divertirle e istruirle</strong> con quest’opera. Di volta in volta saranno i giovani re o regine della giornata a scegliere, come già accennato, il tema da sviluppare attraverso il racconto delle novelle.</div><div>I temi principali sono i seguenti: <br>- Confronto fra <strong>bene e male</strong>: c’è un crescendo dalle novelle iniziali che espongono i pericoli e le tentazioni in cui si incombe attraverso i vizi fino alle novelle che celebrano la virtù e il retto vivere. </div><div>- <strong>Fortuna e Natura </strong>sono i due poli entro cui oscilla la vita umana: la Fortuna è la sorte esterna, la Natura è l’animo interno di ogni uomo. Per vivere dobbiamo assecondare e saper gestire queste due diverse influenze.</div><div>- Tematica <strong>erotico-amorosa</strong>: l’amore e il desiderio sessuale sono strettamente correlati e vengono affrontati in modi molto diversi, dalla passione genuina e distruttiva a quella più bassa e volgare, fino ad arrivare anche al tema della beffa in cui spesso cadono i personaggi in cerca di una compagna.</div><div><br></div><div>Nel far questo Boccaccio rappresenta attentamente la <strong>società</strong> a lui contemporanea, soprattutto la civiltà cittadina borghese e mercantesca di cui critica la <strong>furbizia</strong> e il marcato opportunismo.   </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:31:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
         <link>https://padlet.com/gianmarcofalcioni/6chkpty6km68/wish/264563689</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:36:03 UTC</pubDate>
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         <title>La vita di Petrarca</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Francesco Petrarca nasce ad Arezzo il 20 luglio del 1304. Nasce quando Dante finisce la Divina Commedia. Suo padre è notaio e per lavoro si sposta in importanti centri italiani ed europei. Francesco lo segue, ancora bambino, e si troverà nel grande mondo francese, ad Avignone, che in quel periodo era divenuta la <strong>nuova sede</strong> della Chiesa di Roma. Qui Petrarca entra in contatto con personaggi molto importanti dell’epoca: è bene integrato nella <strong>vita politica e culturale</strong> del suo tempo, è molto attento a tutto quello che lo circonda, a partire dalle questioni politiche, come il problema di riportare o meno la sede della Chiesa a Roma. Conosce i<strong> romanzi francesi</strong>, conosce benissimo la poesia di <strong>Dante</strong>, inizia a leggere testi religiosi e teologici che approfondirà quando deciderà, più tardi, di prendere i voti. Francesco Petrarca inizia già da subito a tentare di interpretare e rinnovare la letteratura e la cultura contemporanee che gli appaiono insoddisfacenti.<br> Per lui il latino è quasi una seconda lingua che usa anche per prendere appunti. <br>Sono quindi tanti e diversi i fattori che influenzano la sua preparazione: un avviamento alla letteratura religiosa, una grande conoscenza della letteratura volgare, un grande amore per i classici latini: premesse che pongono le basi della sua grande poesia. <br>C’è un personaggio molto legato alla poesia di Francesco Petrarca: <strong>Laura</strong>. Il poeta racconta di averla incontrata la prima volta il <strong>6 aprile 1327</strong> e di essersene innamorato immediatamente. Questa donna diventerà oggetto della maggior parte delle poesie del <em>Canzoniere</em>.   <br>È un periodo non solo caratterizzato dall’amore ma anche da una profonda <strong>riflessione spirituale.</strong> Approfondisce gli studi leggendo vite e opere di Santi ed inizia anche lui a riflettere sulle sorti dell’anima e sul valore della religione.   <br>Tutto quello che ha scritto fino a quel momento lo ha reso un personaggio noto e amato tanto che, nel 1341, gli viene conferita la <strong>laurea come poeta</strong>: Francesco Petrarca verrà incoronato a Roma “ad honoris”. <br>Ma sta però per arrivare un periodo decisamente negativo: la <strong>peste </strong>che nel 1348 devasterà l’Europa e porterà in Petrarca un periodo di profonda inquietudine e tristezza. <strong>Laura muore</strong> e l’epidemia, così violenta, lo turba profondamente.<br>L'autore riesce a superare questo momento che però lascia una traccia dentro di lui. Nelle poesie di Petrarca risalenti a questo periodo possiamo notare un cambiamento verso una <strong>tematica più profonda</strong>: si interroga sulla natura dell’anima e certe poesie sembrano quasi delle preghiere. Incontra e diventa molto amico di <a href="https://www.studenti.it/boccaccio-vita-opere.html">Giovanni Boccaccio</a>. Insieme a Boccaccio, Petrarca riflette sul rapporto fra<strong> lingua italiana e latino</strong>, un dibattito che a quei tempi era molto sentito.  </div><div>Gli ultimi anni della sua vita Petrarca li vive intorno a Padova, continuando a scrivere e a studiare come ha sempre fatto e <strong>muore ad Arquà,</strong> il 19 luglio 1374.    <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:38:57 UTC</pubDate>
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         <title>Il Canzoniere</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Canzoniere rimane fra le opere più importanti di Petrarca. Ecco cosa ricordare del <em>Canzoniere</em> di Petrarca:   <br><br></div><ul><li>È composto <strong>fra il 1336 e il 1374</strong>, cioè l’anno della sua morte: l'autore ha passato praticamente tutta la vita a scrivere poesie che vengono raccolte in quest’opera.</li><li>Il <em>Canzoniere</em> di Petrarca contiene<strong> 366 poesie</strong>, una per ogni giorno dell’anno secondo il progetto di Petrarca, più una poesia iniziale che funge da proemio e presentazione dell’opera. Questi componimenti si dividono poi in due sezioni: <strong>rime in vita di Laura</strong> e <strong>rime in morte di Laura</strong>.</li><li>I temi del <em>Canzoniere</em> di Petrarca sono principalmente <strong>l’amore per Laura</strong> che viene descritta da Petrarca come la donna-angelo stilnovista ma, a queste descrizioni, ne alterna altri in cui la donna è una creatura terrena capace di suscitare un desiderio anche carnale e non solo spirituale. A questa tematica amorosa se ne collega un’altra: come il poeta spiega nel proemio dell’opera, il suo intento è di scrivere per sollevare con la sua poesia tutti <strong>gli innamorati che soffrono per amore</strong>. Alcuni componimenti, una minoranza, trattano di tematiche<strong> politiche e religiose</strong>.</li><li>Sceglie parole che suonano molto <strong>dolci</strong> all’orecchio di chi le legge. Petrarca sa giocare molto con le parole e con i loro significati e anche questo rende l’intera opera molto omogenea.<br><br></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:42:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <pubDate>2018-05-30 15:45:09 UTC</pubDate>
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         <title>DIFFERENZE LETTERARIE</title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <pubDate>2018-05-31 14:44:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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         <pubDate>2018-05-31 18:58:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianmarcofalcioni</author>
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