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      <title>Alla scoperta dell&#39;Italia del Nord! by Martina Lombardi</title>
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      <description>Mille avventure realizzate dalla 1A!</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-30 19:17:38 UTC</pubDate>
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         <title>Il pesto alla genovese</title>
         <author>noemistaiano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>pesto alla genovese </strong>è un condimento tradizionale tipico originario della Liguria e il suo ingrediente base è il <strong>basilico. </strong>Il pesto alla genovese si ottiene pestando il basilico con il sale, i pinoli e l'aglio, il tutto condito con Parmigiano Reggiano, Fiore Sardo e olio extravergine di oliva. Si tratta quindi di una salsa a crudo, ovvero un composto nel quale gli ingredienti sono amalgamati a freddo, non cotti. Per questa caratteristica gli ingredienti non perdono le proprie caratteristiche organolettiche originarie. La prima ricetta del pesto alla genovese viene fatta risalire all'Ottocento, anche se certamente è debitrice di più antiche salse pestate come l'agliata, a base d'aglio e noci, diffusa in Liguria durante la Repubblica marinara genovese, e il <strong>pistou </strong>francese. Gli ingredienti che servono per fare il pesto sono secondo la tradizione sette: <br>•Foglie di basilico;<br>•Olio extra Vergine di oliva;<br>•Pinoli;<br>•Parmigiano-Reggiano stravecchio (invecchiato almeno 30 mesi) ;<br>•Fiore Sardo;<br>•Aglio di Vessalico;<br>•Sale (marino grosso) ;<br>Il pesto alla genovese si usa per condire <strong>primi piatti </strong>come gli gnocchi di patate o le trofie avvantaggiate, il minestrone alla genovese e la pasta, tipo le trofiette, le bavette, le linguine, le trenette, i corzetti, le tagliatelle, i tagliolini, le lasagne e il risotto. Inoltre&nbsp; con molta probabilità anticamente almeno nella ricetta nata nelle case contadine, non era prevista la presenza del Parmigiano Reggiano,poiché formaggio raro sulle mense popolari liguri, ma soltanto il pecorino; non il sardo, ma quello prodotto artigianalmente dai pastori dell'Appennino genovese. D'altronde i palati contadini delle epoche passate erano abituati ad aromi e sapori molto più intensi e, a volte, rustici di quelli attuali.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 15:02:46 UTC</pubDate>
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         <title>Christian de rosa: Sanremo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Sanremo è una città costiera che si trova in provincia di Imperia, essa ha circa 53.000 abitanti, ed è famosa per il festival e la sua floricoltura.<br>Questa è nota località turistica conosciuta anche come città dei fiori ed è anche sede di uno dei quattro casino presenti in Italia. Pare che in città siano stati trovati suppellettili  di origine paleolitica, ma soltanto in epoca romana la città cominciò a svilupparsi. A partire dal Medioevo, fece della sua navigazione marittima un orgoglio. Intorno agli '30 la città ebbe la massima espansione turistica, richiamando tanti floricoltori dall' Abruzzo. Con l'istituzione del Festival, Sanremo acquistò ancora di più un ruolo nell'immaginario collettivo di cittadina frequentata da personaggi famosi.  I monumenti più importanti sono: la Cattedrale di San Siro, Santuario della Madonna della Costa, Palazzo Belvedere e Villa Nobel. Un mio sogno è di assistere ad una puntata del Festival.<br><br><br><br>-</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 15:32:08 UTC</pubDate>
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         <title>Il Festival di Sanremo </title>
         <author>flaviarusso200com</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2542161219</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Negli anni quaranta il commendatore Aristide Vacchino decise di acquistare il terreno sul quale sarebbe sorto il teatro. I lavori di costruzione iniziarono nel 1953 e nel 1963 nacque il teatro Ariston: una struttura immensa e maestosa, stupefacente per la tecnologia adottata all'epoca per la realizzazione.<br><br></div><div><br>Normalmente usato come cinema e per spettacoli teatrali di vario genere, è diventato famoso al pubblico in tutta Italia perché dal 1977 ospita annualmente il Festival della canzone Italiana , comunemente noto come Festival di Sanremo, nato nel 1951 e che in precedenza si teneva nel salone delle Feste del Casinò Municipale  della città dei fiori. Soltanto nel 1990 il festival venne svolto in un'altra sede (nel nuovo mercato dei Fiori situato in Valle Armea, in frazione Bussana), in occasione della quarantesima edizione, per la maggiore capienza dei locali e per lavori di restauro e ampliamento in corso all'interno dell'Ariston, che in quell'occasione ospitò ugualmente altre manifestazioni, sempre legate alla kermesse canora.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 12:40:00 UTC</pubDate>
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         <title>Il pesto</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il pesto è una salsa fredda a base di basilico, olive, pecorino e parmigiano, che tradizionalmente si usa per conditele trofie,pasta tipi a della Liguria.<br>Si chiama così perché si ottiene pestando ingredienti ottenendo una salsa.La gente povera usava spesso le erbe per insaporire i piatti.La leggenda narra che i frati del convento raccolsero l' erba aromatica,il basilico,lo pestarono insieme ad altri semplici ingredienti ed ottennero il primo pesto</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 14:34:31 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA SCOGNAMIGLIO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Approfondimento sulla VALLE D' AOSTA<br>La Val d' Aosta è la Regina delle Alpi, protetta dalle imponenti cime del MONTE BIANCO, il Cervino, il Gran Paradiso, la regione autonoma d'Italia stupisce per i suoi parchi, i giardini botanici ei percorsi naturalistici, è una delle quattro regioni autonome istituite in Italia nel 1948, essa è caratterizzata per il suo particolarismo linguistico. Alcuni piatti tipici della regione sono il CAFFE' ALLA VALDOSTANA, POLENTA CONCIA e&nbsp; IL CIVET DICAMOSCIO.<br>La Valle d'Aosta prima, si chiamava AUGUSTA PRAETORIA SALASSORUM.&nbsp;<br>ANTONELLA.S</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 14:52:44 UTC</pubDate>
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         <title>IL CASTELLO DI FENIS</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
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         <pubDate>2023-04-03 19:06:22 UTC</pubDate>
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         <title>CANVA CASTELLO DI FENIS</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
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         <pubDate>2023-04-03 19:15:31 UTC</pubDate>
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         <title>LA FIERA SANT&#39; ORSO🐻(Maria Cioffi) </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Oggi rimane l'evento culmine dell'artigianato e dell' enogastronomia valdostana e attira, ogni anno circa 150.000 visitatori.&nbsp;Gli artigiani sono i protagonisti con le loro opere: Sculture, oggetti forniti, opere di intaglio, intreccio. Il legno è certamente il " re " della Fiera di Sant'Orso di  Aosta, ma non mancano stupendi esempi di lavoro in pietra ollare, ferro, rame, ceramica, vetro, tessuti e pizzi frutto delle capacità e della fantasia di artigiani e hobbisti. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 19:39:17 UTC</pubDate>
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         <title>I SIMBOLI DELLA FIERA( Maria Cioffi) </title>
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         <description><![CDATA[<div>Il simbolo della manifestazione è il Galletto ma sono tanti gli oggetti legati alla tradizione. I Sabot, la Coppa dell'Amicizia , la Grolla, i giocattoli Tata` e poi gli oggetti di uso quotidiano: rastrelli,  cestini, botti. La fiera anima il cuore di Aosta il 30 e il 31 gennaio. 🐻🐻🐻</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 19:53:32 UTC</pubDate>
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         <title>Le Cinque Terre </title>
         <author>lorenzoleone3</author>
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         <pubDate>2023-04-03 22:47:34 UTC</pubDate>
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         <title>Mastro Flavio </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La Fiat.<br><br>La Fiat fu fondata nel 1899 a Torino,per tutto il secolo scorso è stato il principale gruppo industriale italiano automobilistico. Alcuni suoi modelli,come la 500,hanno rappresentato il MADE IN ITALY nel mondo grazie al loro design. FIAT è l'acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino. L' azienda è da sempre associata al nome di Gianni Agnelli. Le prime auto prodotte somigliavano ad una carrozza, si chiamava Fiat 3 e 1/2 HP, aveva grandi ruote come una carrozza ,con comandi a leva, sediolini in Pelé uno di fronte all' altro<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-05 15:04:44 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA SCOGNAMIGLIO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2545160940</link>
         <description><![CDATA[<div>Piemonte significa ai piedi dei monti PIEDIMONTE, così definito perchè circondato su tre lati dalle montagne delle Alpi Occidentali e dell' Appennino ligure.<br>Questa regione ha ospitato la prima capitale d'Italia, è nota per i suoi paesaggi pittoreschi, il cibo e il vino, la regione produce molto il RISO. I Romani, come gran parte del Nord Italia, fondarono alcune delle maggiori città piemontesi vicino o su preessistemi insediamenti di origine celto-ligure, come ASTI, ALBA, ACQUI TERME, NOVARA e VERCELLI.<br>CIAO. ANTONELLA</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-05 15:39:21 UTC</pubDate>
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         <title>GRISSINI TORINESI(Maria Cioffi) </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>I&nbsp;grissini torinesi sono conosciuti in tutta Italia e vengono consumati ormai in tutte le regioni. Non tutti sanno che i grissini torinesi sono tipici proprio del capoluogo piemontese. Lo stesso termine, "grissino", deriva dalla parola piemontese ghersa . Questo nome indica un pane da tavola che per tradizione ha una forma allungata. Secondo la tradizione, il fornaio della  corte   sabauda Antonio Brunero ha ideato questo tipico pane dietro l'indicazione del medico reale, in modo che si potesse far mangiare il piccolo Vittorio Amedeo II. I grissini sarebbero stati ideati, quindi, nel 1679, quando  il principino, per le sue condizioni di salute, non riusciva a digerire la mollica del  pane che di solito si consumava a tavola. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-05 16:20:46 UTC</pubDate>
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         <title>COME SI FANNO I GRISSINI❓(Maria Cioffi)  </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2545227746</link>
         <description><![CDATA[<div>Per la realizzazione dei grissini torinesi, si utilizzava il lavoro di quattro persone. C'era una persona che stirava, un'altra persona che tagliava e poi venivano impiegati anche altri due lavoratori, che si chiamavano "colui che introduce" e "colui che toglie". Ciascuna di queste persone aveva un compito preciso. Una si occupava di stirare l'impasto e un' altra tagliava la pasta in pezzi di circa 3 cm. Colui che introduce era un fornaio che metteva l'impasto su una paletta stretta e lunga che poteva arrivare anche ad una lunghezza di 4 m e poi la introduceva nel tipico forno alla piemontese , che era riscaldato con legna di pioppo . Colui che toglie aveva il compito di estrarre i bastoncini dal forno e di spezzarli in due .&nbsp; I grissini potevano essere conservati molto a lungo, ecco perché questa invenzione si rivelò un vero e proprio successo in tutta la regione ma anche nelesto d' Italia . Venivano mangiati in tutte le occasioni , in diversi momenti della giornata . C'era&nbsp; chi li utilizzava al mattino , a colazione ,&nbsp; per inzupparli nel latte o a pranzo per inzupparli nel brodo . Ad&nbsp; ogni ora del giorno venivano mangiati come stuzzichini e c'erano sia una versione salata che una dolce . <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-05 16:43:38 UTC</pubDate>
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         <title>I baci di dama!💛🤎</title>
         <author>ericadegennaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella lunga lista dei buonissimi biscotti piemontesi, un posto d’onore lo meritano sicuramente i famosi “Baci di dama” che sin dall’Ottocento deliziano i palati dei più golosi e suscitano la fantasia di chi si chiede il perché di un nome così particolare per un biscotto.Come spesso accade quando si parla di pasticceria, gustando i deliziosi manicaretti, la storia si mischia alla leggenda e la loro creazione viene avvolta da un alone romantico e fiabesco. E come spesso accade per quanto riguarda le tradizioni torinesi e piemontesi invece, le storie e le leggende sono legate alla famiglia reale Savoia.</div><div>&nbsp;Così, anche la storia dei baci di dama si perde nelle sale dei palazzi reali di casa Savoia. Leggenda narra infatti che in una bella giornata del 1852, Re Vittorio Emanuele II chiese ai cuochi di corte di assaggiare un nuovo dolce dal sapore e dalla forma diversa dal solito. I cuochi reali si misero al lavoro tra farina, zucchero, uova e cioccolato e poco dopo sfornarono, per la gioia del sovrano, gli ormai celebri baci di dama. Il manicaretto ottenuta l’approvazione del sovrano, fu da allora servito sulle tavole reali del resto d’Italia e d’Europa.Nella realtà i baci di dama sono originari di Tortona, comune piemontese in provincia di Alessandria, e sono composti da due parti di pasta tenute insieme dal cioccolato.La sua forma ricorda le labbra di una fanciulla.Originariamente la ricetta prevedeva l’utilizzo delle nocciole piemontesi, più facili da reperire e meno costose rispetto alle mandorle che sono poi entrate a far parte della preparazione. A modificare la ricetta originale fu il cavalier Stefano Vercesi che verso la fine del 1810 sostituì le nocciole con le mandorle e brevettò i cosiddetti “baci dorati” che ancora oggi vengono venduti in una elegante scatola liberty nella Pasticceria Vercesi di Tortona. Questi ultimi, presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906 vinsero la medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria di quell’epoca.Dei celebri e dolci “baci piemontesi” ne esistono oggi diverse ricette e interpretazioni. Tra le più famose c’è sicuramente quella dei Baci di Alassio che prevede l’aggiunta di cacao e miele nell’impasto dei biscotti. Il successo di questa variante fu tale che il suo creatore, Pasquale Balzola, decide di brevettarne la ricetta nel 1919. Ancora oggi i Baci di Alassio sono prodotti secondo l’antica ricetta originale di Balzola e di suo figlio Rinaldo che fu pasticcere personale di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia.Insomma, una lunga e dolce storia che fortunatamente ha portato sulle nostre tavole (e non solo) questo romanticissimo biscotto della tradizione gastronomica piemontese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-06 10:08:30 UTC</pubDate>
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         <title>La nutella</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2546191506</link>
         <description><![CDATA[<div>La nutella, uno dei prodotti più famosi al mondo, proviene dal Piemonte. I suoi ingredienti sono la crema spalmabile, fabbricata per la prima volta negli Appennini delle Onde per citare il buon De Amicis, la crema nocciole/cioccolato, zucchero, olio di palma, cacao magro, latte, emulsionante e vanillina. I fabbricanti della nutella furono i Ferrero, che estesero questa delizia in tutto il mondo.&nbsp;<br>La nutella fu fabbricata per errore, quando i Ferrero avevano una piccola azienda e quando Michele Ferrero perse il padre, lo zio per ricordarlo creò lo Giandujot, un panetto spalmabile, così Michele Ferrero intuì che questa caratteristica poteva far apprezzare il prodotto così lo chiamarono Cremalba, soprannominata Supercrema Ferrero poi in seguito chiamata Nutella, cioè nut(nocciola) con il suffisso -ella. Questo prodotto è così importante che è stato instituito persino un Nutella Day celebrato il giorno dopo il mio compleanno, cioè il 5 febbraio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-06 11:55:45 UTC</pubDate>
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         <title>La cucina piemontese </title>
         <author>noemistaiano</author>
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         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;<strong>cucina piemontese</strong> è ricca di piatti e/o prodotti tipici della regione ed è infatti conosciuta in tutto il mondo. Si va da prodotti in vendita, quali insaccati e formaggi, a piatti della tradizione culinaria. <br>Quella del Piemonte è una cucina molto varia che ruota intorno a ingredienti come la carne di vitello, il vino, spesso anche usato per cuocere alimenti, il burro, che serve a stemperare i sapori aggressivi di molti cibi, il tartufo, la selvaggina, i pesci d'acqua dolce, e verdure come i peperoni, i cardi e i porti. La cucina del Piemonte risente in parte l'influsso della <strong>cucina francese 🇫🇷</strong> , come confermano ad esempio la grande ricchezza di antipasti (che in Francia prendono il nome di&nbsp;<strong><em>entrée</em></strong>) e la relativamente esigua varietà di tipi di pasta della cucina del luogo. La cucina si focalizza sugli antipasti, che spaziano da peperoni insaporiti con vari intigoli, la fonduta, l'insalata di ovuli e&nbsp;<strong>tartufi</strong>, la&nbsp;<strong>carne cruda all'albese, </strong>il <strong>vitello tonnato,&nbsp;</strong>i salumi e un grande assortimento di formaggi fra cui il&nbsp;<strong>bruss,</strong>il&nbsp;<strong>bra,</strong>il <strong>bettelmatt&nbsp;</strong>e il castelmagno. L'olio e le acciughe, entrambi di provenienza ligure, vengono utilizzati per preparare pietanze come la&nbsp;<strong>bagna càuda</strong>,uno degli alimenti piú caratteristici del Piemonte. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-08 09:44:33 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIANDUJOTTO TORINESE-         La storia del cioccolatino più amato di Torino </title>
         <author>saveriofrancesco31</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-09 20:04:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>andreacapodilupo</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La Mole Antonelliana: il simbolo della città di Torino.<br><br></strong>Essa fu progettata e iniziata dall’ architetto Alessandro Antonelli (da cui prende il nome) nel 1863. Fu conclusa sono nel 1889. La Mole Antonelliana è uno dei più noti edifici monumentali di Torino e si trova nell’area del centro storico, a pochi passi dai Musei Reali. Ha una base quadrata in muratura larga 50 metri e moduli sovrapposti di forme diverse, secondo un’originale tecnica architettonica eclettica ottocentesca, particolarmente utilizzata da Alessandro Antonelli. Nell’edificio si alternano cornici marcapiani, colonnati, falde curve e vetrate. Per questo la Mole è stata considerata un tentativo di unire forme neoclassiche e neogotiche, con le innovazioni tecnologiche dell’epoca come l’uso del ferro.<br>La Mole Antonelliana è costituita da una grande cupola in muratura e acciaio. L'interno è finemente decorato con travi che, intrecciandosi, formano un particolare disegno a rombi.&nbsp;</div><div>Alla sua inaugurazione nel 1889&nbsp; fu collocata sulla punta la statua di un genio alato con una stella.&nbsp;</div><div>Durante un nubifragio il genio fu colpito. Tuttavia non cadde al suolo ma si incastrò tra i terrazzini dell’edificio. Tanto è vero che oggi è conservato all’interno della mole.</div><div>La mole antonelliana è alta 167,5m ed è per tanto una delle costruzioni più alte non solo d’Italia ma di tutta Europa. Per fare un paragone, il Big Ben di Londra è alto solo 96 metri, ben 71 in meno rispetto alla Mole di Torino.&nbsp;<br>Tuttavia, con le ristrutturazioni in cemento armato del secolo scorso e l’aggiunta di travi d’acciaio, la Mole Antonelliana ha perso il suo primato europeo perché non può più considerarsi una struttura esclusivamente in muratura.&nbsp;</div><div>Oggi il record di altezza per la costruzione in muratura più alta d’Europa spetta al campanile della Cattedrale di Ulma, in Germania, alto 161,53 metri.&nbsp;</div><div>Oltre ad essere uno dei simboli di Torino, la Mole Antonelliana è famosa in tutta Italia per la sua presenza sulle monete da due centesimi di euro. Durante il passaggio dalla lira all’euro nel 2002 la Zecca di Stato italiana coniò per errore un centinaio di monete da un centesimo con la Mole invece che su quelle da due centesimi. La Mole Antonelliana è presente anche su una moneta commemorativa da due euro, coniata per le Olimpiadi Invernali 2006.</div><div>&nbsp;Inizialmente fu concepita come sinagoga. Con lo Statuto Albertino del 1848 per la prima volta nella storia d’Italia, le religioni diverse da quella ufficiale cattolica avevano libertà di culto. Per questo motivo la comunità ebraica torinese acquistò un terreno per costruire un edificio che comprendesse scuola e sinagoga.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; In seguito venne acquistata dal comune di Torino e attualmente ospita al suo interno il Museo del Cinema di Torino.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-10 16:51:48 UTC</pubDate>
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         <title>5 curiosità sul Piemonte</title>
         <author>lorenzoleone3</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-10 19:09:33 UTC</pubDate>
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         <title>Le ducati Alessandro </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa è una delle ducati più&nbsp; potenti di tutta la fabbrica.<br>Poi ci sono tanti altri tipi di ducati presepio la ducati worl che tiene 300 cavalli però è pure comoda quando sta in una strada tutta rotta.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; GLI INCIDENTI IN<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; MOTO&nbsp;<br>Gli incidenti in moto stanno sempre aumentando infatti parecchi giovani stanno morendo  negli incidenti stradali  però per fortuna che ci stanno tante persone della croce rossa di polizia di carabinieri e di vigili del fuoco che salvano la vita a delle persone negli incidenti  e soprattutto i carabinieri e la polizia che salvano le persone che non obbediscono alla legge.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-11 08:08:53 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA SCOGNAMIGLIO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>LOMBARDIA<br>La Lombardia è una terra bellissima situata nel nord d' ITALIA, famosa per la finanza, il commercio e l'industria. MILANO, il suo capoluogo, rappresenta il cuore del business italiano. E la capitale della moda e design in Italia e anche nel mondo.<br>Si chiama Lombardia perchè il nome discende dal medievale Longobardia, denominazione d'origine bizantina creata per antitesi a Romania.<br>Il piatto tipico della regione è il riso giallo e l'assobuco.<br>La Lombardia è stata fondata dagli ETRUSCHI e UMBRI.<br>ANTONELLA</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-21 17:03:50 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA SCOGNAMIGLIO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>TRENTINO ALTO ADIGE&nbsp;<br>Il piatto tipico del TRENTINO ALTO ADIGE sono i CANEDERLI, SUCCO DI MELE, MORTANDELA e la POLENTA.<br>Nel TRENTINO ALTO ADIGE si parla italiano e tedesco.<br>Lo stemma della regione rappresenta l'aquila fiammeggiante di SAN VENCESLAO.<br>ANTONELLA, HI</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-21 17:09:07 UTC</pubDate>
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         <title>Lago di Como: Christian de Rosa</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il lago di Como, in Lombardia, è un’area turistica di lusso celebre per il paesaggio spettacolare ai piedi delle Prealpi. La forma del bacino ricorda una “Y” capovolta, con tre rami sottili che convergono in corrispondenza di Bellagio.In fondo a quello sud- occidentale è situata Como, nota per gli esempi di architettura rinascimentale è per una funicolare che sale alla località montana di Brunate. Questo è lungo 46 Km ed ha come emissario il fiume Adda, crescono numerosi pesci di acqua dolce tra il pesce Persico, il Luccio e la Trota. Le città che si affacciano su di esso sono numerose, tra le più importanti, oltre a Como, c’è Lecco e Cernobio. Vi sorgono numerosi borghi da visitare infatti è meta di numerosi turisti. Il paesaggio pare dipinto da un pittore romantico : montagne che scivolano, lago, boschi, piccole spiagge di ciottoli bianchi, promontori bagnati da acque placide. Vi sorgono numerosi hotel e ville da favola che hanno ispirato artisti e poeti. Chi ama camminare o andare in bici non può assolutamente perdersi la Greenway, un percorso di 11,5 Km con cui scoprire i borghi in riva al lago</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-23 08:50:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il Teatro alla Scala di Milano</title>
         <author>saveriofrancesco31</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Teatro alla Scala</strong>, comunemente&nbsp; chiamato <strong>la Scala</strong>, è il principale teatro d'opera di Milano.&nbsp;</div><div>&nbsp;E’ considerato tra i più prestigiosi teatri al mondo ed ospita da 245 anni i principali artisti nel campo internazionale dell'opera, del balletto e della musica classica.<br>Il Teatro nacque in seguito &nbsp; ad un incendio. Fino al 26 febbraio 1776, infatti, il teatro dei milanesi era il Regio Ducale, che si trovava più o meno dove oggi è situato Palazzo Reale, costruito con un decreto dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, emanato su richiesta delle famiglie patrizie milanesi.<br>&nbsp;In seguito all’incendio divampato il 26 febbraio del 1776 il Regio Ducale fu distrutto e l’imperatrice Maria Teresa d’Austria decise di fare edificare un nuovo teatro sull’area della chiesa trecentesca di Santa Maria della Scala (così chiamata in onore di Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti). Le stesse famiglie si impegnarono a sostenere le spese per l'edificazione del nuovo teatro in cambio del rinnovo della proprietà dei palchi.<br>Il progetto venne affidato al celebre architetto <strong>Giuseppe Piermarini</strong> e fu edificato in 2 anni.<br>Quando iniziò la costruzione, dalle fondamenta emerse l’immagine di un mimo dell’antica Roma, Pilade, che fu considerato di buon auspicio. <br>All’epoca non esisteva la piazza davanti alla facciata (oggi Piazza della Scala) e dato che l’area era angusta per la presenza di vecchi palazzi, Piermarini studiò il porticato ad archi per dividere il passaggio delle carrozze da quello dei pedoni.<br>Il 3 agosto del 1778 venne inaugurato il <strong>“Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala”</strong> da 3.000 posti con la prima rappresentazione assoluta dell’opera <em>“L'Europa riconosciuta" </em>di Salieri. <br>Nella notte fra il 15 e il 16 agosto del 1943, il Teatro alla Scala fu pesantemente danneggiato dai bombardamenti.<br>L’11 maggio 1946, dopo una rapidissima ricostruzione, il Teatro riaprì nel suo splendore originale con un memorabile concerto diretto da Arturo Toscanini. Lo spettacolo fu simbolo della rinascita con la presenza di circa 5.000 persone all’interno del teatro e diverse migliaia in Piazza della Scala e nelle vie adiacenti.<br>Il Teatro alla Scala fu costruito secondo lo schema ricorrente di molti dei teatri italiani di fine '700.<br>Ha un impianto a ferro di cavallo con diversi ordini di palchi e camerini. Tra la maestosa volta d'intonaco e il tetto del Teatro c'è un vuoto creando una sorta di cassa armonica come quella degli strumenti musicali, in cui le onde sonore circolano perfettamente. La facciata esterna è in stile neoclassico, molto severa e lineare.<br>Fra il gennaio del 2002 e il dicembre del 2004, la Scala ha affrontato il più profondo intervento di restauro e di modernizzazione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ad opera di Mario Botta. Attualmente può ospitare circa 2030 spettatori.<br>&nbsp;Fino agli anni 50, l’apertura della stagione teatrale annuale si inaugurava il 26 dicembre, giorno&nbsp; di Santo Stefano.<br>&nbsp;Dal 1951, però, il direttore d'orchestra <strong><em>Victor</em></strong><em> </em><strong><em>De Sabata</em></strong> decise, per la prima volta di inaugurare la stagione il 7 dicembre, giorno in cui a Milano si festeggia Sant'Ambrogio.&nbsp; Da allora ogni anno <em>“la Prima del Teatro alla Scala</em>” è l’evento mondano più atteso a Milano dove musica e cultura sono grandi protagoniste.<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-23 15:05:39 UTC</pubDate>
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         <title>Alpe di Siusi e Castelrotto</title>
         <author>saveriofrancesco31</author>
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         <pubDate>2023-04-23 16:55:08 UTC</pubDate>
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         <title>GELATO ALLA STRACCIATELLA(storia).🍨🍦</title>
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         <description><![CDATA[<div>La ricetta della stracciatella 🍨e` datata 1961, localizzata a Bergamo e firmata Enrico Panattoni. Nato in Toscana emigro` negli anni quaranta con la moglie a Bergamo, rileva un caffe` chiamato "La Marianna". Appassionato di cucina e di pasticceria, dopo vari e ripetuti esperimenti, realizzo`  un gelato particolare, una bianchissima crema fatta di latte e panna con all'interno dei pezzi irregolari di cioccolato fondente.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-23 17:51:45 UTC</pubDate>
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         <title>LA STORIA DI THUN🌷💐🐻🐻</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La storia di THUN ha inizio nel 1950 con la nascita del primo Angelo di Bolzano, la dolce figura ceramica che Lene Thun modello` guardando i figli che dormivano. Oggi l'Angelo e` universalmente riconosciuto come simbolo dell'Alto Adige e della citta` di Bolzano, ed e` presente in moltissime&nbsp; case italiane. Negli anni a venire, l'atelier creativo di THUN ha continuato a creare&nbsp; collezioni uniche in grado di regalare emozioni, creazioni che comprendono idee regalo, articoli per la casa, accessori donna e bimbo. Oggi come allora, il nostro principale scopo e` regalare gioia ai nostri consumatori.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-23 18:21:49 UTC</pubDate>
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         <title>ricerca trentino</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2023-04-24 08:57:29 UTC</pubDate>
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         <title>RICERCA LOMBARDIA  ANDREA FERRAIOLO</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2023-04-24 10:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>La cotoletta alla milanese.</title>
         <author>russogiady32</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>cotoletta alla milanese</strong> è, insieme al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risotto_alla_milanese">risotto alla milanese</a>, al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Panettone">panettone</a> e alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polenta">polenta</a>, il piatto più tipico e conosciuto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a>. La parola cotoletta deriva dal francese côte o côtelette, e indica un pezzo di carne vicino alla costola. Pietro Verri nel suo volume “Storia di Milano” parla di un episodio legato proprio all’origine della cotoletta alla milanese. Il 17 settembre del 1134 cadeva il giorno dell’onomastico del fratello del vescovo Ambrogio, Satiro. Per l’occasione ai canonici della Basilica di Sant’Ambrogio <strong>venne offerto un banchetto a base di piatti ricchi, tra cui costolette impanate e fritte</strong>. Sembra che la tecnica della panatura abbia avuto origine proprio nel Medioevo per simulare la copertura d’oro che in alcune grandi famiglie nobili si utilizzava per ricoprire i cibi. In mancanza di oro, i poveri grattugiavano il pane e, aiutandosi con il rosso d’uovo creavano una panatura che, fritta nell’olio si dorava e ricordava il colore dell’oro.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-24 10:42:03 UTC</pubDate>
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         <title>IL GELATO DI BERGAMO: LA STRACCIATELLLA</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2565772010</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Enrico Panattoni emigra negli anni Quaranta con la moglie a Bergamo. Appassionato di cucina e di pasticceria, dopo aver aperto un piccolo negozio nel borgo vecchio, inizia a produrre i gelati nel suo locale.<br>Una sua specialità è il Fiordilatte (antica denominazione della panna, fiore del latte). Da lì nasce il salto di creatività. Nel 1961, durante il processo di mantecazione del Fiordilatte, inserisce una dose (che successivamente sarà ben calibrata) di cioccolato fondente caldo. L’effetto “stacciato” richiama quello dell’uovo intero sbattuto nel brodo bollente, una minestra in quegli anni molto apprezzata, conosciuta come Stracciatella alla romana. Per questo Enrico Panattoni subito battezza Stracciatella il nuovo gusto di gelato che ha appena creato.<br>Negli anni la denominazione Stracciatella relativa alla minestra romana è uscita dall’uso comune in favore della Stracciatella in quanto gusto di gelato al fiordilatte con scaglie di cioccolato, che si è diffusa non solo in Italia ma in tutto il mondo.<br>Oggi “LA STRACCIATELLA IL GELATO DI BERGAMO” recupera e promuove questo gusto creato da Enrico Panattoni a Bergamo nel 1961, con l’obiettivo di valorizzare un prodotto e una filiera legata al territorio – quella del gelato artigianale.<br>La Marianna, il bar dove Panattoni ha operato per tanti anni, è ora uno dei locali più famosi della città di Bergamo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-24 14:10:59 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; UOMO VENUTO DAL GHIACCIO: OTZI</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2565783217</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Nel museo archeologico di Bolzano è conservato il corpo mummificato di un uomo vissuto circa 5000 anni fa.</div><div>La mummia è stata scoperta casualmente, in Trentino, da due coniugi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germania">tedeschi</a>&nbsp; durante un'escursione sul ghiacciaio <em>Hauslabjoch</em> della Val Senales, compiuta tra il 19 e il 22 settembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1991">1991</a> presso il confine italo-austriaco. L'attribuzione del nome Uomo del Similaun o anche Uomo del <em>Hauslabjoch</em>, deriva dal luogo di ritrovamento, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Similaun">Similaun</a>. Soprannominato poi Ötzi da un giornalista – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vezzeggiativo">vezzeggiativo</a> derivato dal luogo del ritrovamento (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%96tztal">Ötztal</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tirolo_Settentrionale">Tirolo del Nord</a>).&nbsp;</div><div>Inizialmente si pensò a un alpinista scomparso in età recente e, durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro in modo serio e genitali) e del suo equipaggiamento. Poi si capì che si era di fronte a una scoperta archeologica eccezionale.</div><div><strong>G</strong>li attribuisce un'età tra 5300 e 5200 anni, ponendolo nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_rame">Età del rame</a>, momento di transizione tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neolitico">Neolitico</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo">Età del bronzo</a>. Si tratta dunque di un antico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens"><em>Homo sapiens</em></a> mummificato di circa 45 anni. Pesava 50 chili ed era alto 1,60 metri.&nbsp;</div><div>Grazie allo studio del suo DNA realizzato nel 2008 sappiamo che <strong>Ötzi ha ancora discendenti vivi dal ramo paterno in Corsica, in Sardegna e in Tirolo; </strong>il ramo materno, di origine alpina, è invece estinto.</div><div>Il DNA di Ötzi fornisce anche molti indizi sul suo aspetto – aveva gli occhi marroni e i capelli castani – e sulla sua salute: era intollerante al lattosio, predisposto ad alcune malattie cardiache ed aveva la malattia di Lyme, che si contrae in seguito al morso di una zecca.&nbsp;</div><div>&nbsp;Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Archeologia">archeologico</a>: un arco in legno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taxus_baccata">tasso</a>, una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Faretra">faretra</a> con due frecce pronte e altre in lavorazione in legno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viburnum">viburno</a>, un pugnale di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Selce">selce</a>, un ritoccatore per lavorare la selce ed un'ascia in rame.<br>Il suo equipaggiamento dimostra che era pronto per un lungo viaggio. Gli indumenti erano composti da cinque tipi di pelle: portava un berretto in pelle d’orso, una sopravveste di capra e pecora, gambali fino al ginocchio in cuoio di capra, dei calzoni e una cintura in pelle di vitello. Le scarpe avevano la suola in pelle d’orso e di cervo, una rete di corteccia di albero e un’imbottitura interna in paglia. Tutte le pelli avevano ricevuto un’accurata lavorazione che includeva la raschiatura, l’affumicatura e un trattamento con grasso per renderle impermeabili. Sul corpo portava un parapioggia, o una stuoia, di fibre vegetali intrecciate.</div><div>&nbsp;Molti sostengono che Ötzi sia stato un pastore che portava la mandria al pascolo negli spostamenti stagionali.&nbsp; Però alcuni archeologi ritengono che Ötzi non possa essere un pastore ma un appartenente a una classe "nobiliare", visto il suo ricco corredo per lo più in rame, un elemento pregiato a quei tempi. Poiché i suoi strumenti e le armi erano logori o incompleti, si crede che fosse fuggito al volo dal suo luogo d’origine, proprio come se stesse scappando da qualcuno.</div><div>Le analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Selce">selce</a> nella spalla sinistra (penetrata a fondo in direzione del cuore) e alcune ferite e abrasioni (tra cui un taglio sul palmo della mano destra e un trauma cranico) che portano a ipotizzare una morte violenta e non per cause naturali, come era stato ipotizzato in un primo momento.&nbsp;</div><div>Ötzi è anche il primo umano tatuato di cui si abbia conoscenza; ha 61 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tatuaggio">tatuaggi</a>; per questa ragione è diventato famoso tra i tatuatori. La tecnica utilizzata è diversa da quella moderna: non venivano usati aghi ma erano invece praticate piccole incisure della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale.</div><div>I tatuaggi consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra.&nbsp;</div><div>Si presume che tali immagini avessero una funzione di tipo curativo o religioso per alleviare i dolori.</div><div>Inizialmente oggetto di disputa tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Austria">Austria</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a>, la mummia ha trovato definitiva sistemazione al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_archeologico_dell%27Alto_Adige"><strong><em>Museo </em></strong><strong>Archeologico</strong>&nbsp;<strong>dell'Alto Adige</strong></a><strong> di </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bolzano"><strong>Bolzano</strong></a>.</div><div>La mummia di Ötzi è in una struttura che mantiene le condizioni di conservazione pur permettendone l'osservazione. Il corpo è in una stanza con circa il 99,6% di umidità e −6 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grado_Celsius">°C</a>. <br>Ogni due mesi un medico specializzato spruzza sulla mummia dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acqua_distillata">acqua distillata</a>, che congelandosi forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4-0,5% di umidità mancante. La mummia è visibile solo da una finestrina di circa 30 × 40 cm.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-24 14:17:36 UTC</pubDate>
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         <title>I Navigli di Milano</title>
         <author>lorenzoleone3</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2566054240</link>
         <description><![CDATA[<div>girando per canali</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-24 17:24:31 UTC</pubDate>
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         <title>Il Lariosauro</title>
         <author>ericadegennaro</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2566962214</link>
         <description><![CDATA[<div>Ogni anno sono migliaia di turisti che visitano il lago di Lochness,in Scozia, nella speranza di incontrare il famoso mostro detto anche <strong>Nessie</strong>.</div><div>Senza andare molto lontani, pare che anche il nostro Lago di Como<strong> </strong>(o Lario) <strong>nasconda un terribile mostro marino: il lariosauro</strong>. Il Lago di Como come Lochness quindi? Da anni sono in corso avvistamenti relativi a un animale marino che sfugge alla zoologia canonica. Tante le testimonianze, anche se nelle acque del lago si sarebbero pescate anche delle enormi carpe. Il che fa pensare che il mostro del Lago di Como altro non sia che una banalissima carpa.</div><div>Tuttavia i sommozzatori che si sono immersi oltre i cento metri sotto il livello delle acque scure del lago <strong>hanno scoperto alcune caverne e anfratti </strong>in cui sono stati trovati resti di reti di pescatori e altri oggetti. Il che farebbe pensare alla presenza di un essere vivente che si aggira proprio in quelle caverne.</div><div>Inoltre, nel 2002 a Dervio,in provincia di Lecco, sulla sponda orientale del lago , è stata scattata <strong>una foto che ritrarrebbe il lariosauro</strong>. Come nel caso del mostro di Lochness anche questa potrebbe essere un fake. ma il dubbio resta…</div><div><strong>Il lariosauro è un animale realmente esistito</strong>. Si trattava di un rettile acquatico, ormai estinto, <strong>vissuto 235 milioni di anni fa</strong>. I suoi resti fossili sono stati ritrovati in Europa, tra cui anche nel Nord Italia. Il primo esemplare, infatti, venne alla luce nel 1830 a Perledo, una località nei pressi del Lago di Como, sulla stessa sponda del lago nella provincia di Lecco.</div><div>Non esistono ancora prove scientifiche sull’esistenza del lariosauro, ma il fascino che queste leggende suscitano in noi è innegabile. Mostri, draghi e creature misteriose sono presenti sin dalla notte dei tempi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 09:11:00 UTC</pubDate>
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         <title>Pasqua nel Trentino Alto Adige </title>
         <author>ericadegennaro</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2566988013</link>
         <description><![CDATA[<div>In Trentino Alto Adige sono ancora vive numerose tradizioni legate alla <strong>Pasqua</strong>, moltissime riguardano la religione cristiana. Le usanze coinvolgono i bambini in diverse attività, le chiese aprono le loro porte e la cucina si colora di primavera. Ecco il nostro viaggio nelle tradizioni pasquali del Trentino Alto Adige.Nel Trentino la settimana Santa ha inizio con la <strong>Domenica delle Palme</strong>, la domenica che precede la Pasqua. In questo giorno, i bambini si recano in chiesa per benedire il “<strong>Palmbesen</strong>“, un mazzo di rami d’ulivo e salice ornato da nastri colorati. Questo viene poi conservato nelle case e all’avvicinarsi di un temporale, alcuni rami del mazzo vengono bruciati nella stufa per proteggere la casa dalle disgrazie.<br><br></div><div>Un’antica consuetudine è il “<strong>Ratschen</strong>”, durante la Settimana Santa il suono delle campane viene sostituito da quello monotono delle raganelle. Poiché il loro rintocco allegro mal si adatta alla commemorazione della Passione di Cristo.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>Il <strong>Giovedì Santo</strong> invece è dedicato alla decorazione delle uova, una delle tradizioni preferite dai bambini che si divertono a dipingerle e colorarle in mille modi. In origine per ottenere un colorante naturale venivano lessate le bucce della cipolla, si filtrava l’acqua e si utilizzava per colorare di violaceo il guscio delle uova.<br><br></div><div>Il <strong>Sabato Santo</strong> termina la Quaresima e si torna in chiesa per la benedizione delle “ceste pasquali”. I cestini vengono riempiti con il pane pasquale, uova, prosciutto, rafano e salame con l’augurio di riassaporare queste delizie.<br><br></div><div>La <strong>domenica di Pasqua</strong> è usanza regalare ai piccoli di casa il “<strong>Fochaz</strong>“, un tipico pane pasquale fatto di pasta dolce lievitata, a cui viene data la forma di un coniglio, di una gallina o di una corona.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 09:35:15 UTC</pubDate>
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         <title>Mastro Flavio </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567129744</link>
         <description><![CDATA[<div>I NAVIGLI DI MILANO.<br>&nbsp;<br>I Navigli sono un sistema di canali navigabili , in origine composto da 9 canali, ma oggi gli ultimi tre non esistono più. I Navigli si staccano dal Ticino per arrivare alla Darsena di Milano. Per la costruzione die Navigli sono stati impiegati 7 secoli a partire dal XII. Questo sistema di canali serviva per irrigare le campagne, per produrre energia, come via di navigazione e scambio di merci. Oggi un servizio pubblico di battelli consente il percorso tra Boffalora, Ticino e Castelletto di Cuggiono </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 12:02:49 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> MASTRO FLAVIO </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567141297</link>
         <description><![CDATA[<div>LO STRUDEL.<br><br>Dal tedesco  strudel vuol dire vortice,infatti è un dolce a pasta arrotolata ripiena, che può essere salata o dolce, ma la versione più conosciuta è quella a base di mele,pinoli,uvetta e cannella. Già al tempo degli Assiri esistevano dolci simili, ha cambiato diversi nomi nella storia, ovvero :baklava,gülac,borek e infine strudel. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 12:11:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Trentino Volley ♡🏐</title>
         <author>noemistaiano</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567400325</link>
         <description><![CDATA[<div>La Trentino Volley è una società pallavolistica di Trento, militante nella massima serie nazionale ininterrottamente dal 2000. Si tratta di una delle società sportive più titolare del Trentino-Alto Adige, in virtù dei trofei nazionali ed internazionali vinti a partire dal 2007. Il&nbsp;<strong>Palmarès</strong>&nbsp;<strong>della squadra&nbsp;</strong>vanta&nbsp;quattro scudetti, tre Coppe Italia e tre SuperCoppe italiane. Per quanto riguarda l'ambito nazionale, tre Champions League e cinque Coppe del Mondo. Nella storia della pallavolo detiene due record: quello come prima squadra ad aver conquistato nella stessa stagione (quella 2010-2011) il titolo mondiale, continentale e nazionale, e quello come maggior numero di Coppe del Mondo per club conquistate (5, di cui 4 consecutive). </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 15:05:29 UTC</pubDate>
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         <title>La cucina lombarda </title>
         <author>noemistaiano</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567437906</link>
         <description><![CDATA[<div>Per via delle diverse vicende storiche delle sue province e della varietà del tuo territorio, la cucina Lombarda presenta una tradizione culinaria molto variegata: se per i primi piatti la cucina Lombarda Spazia da risotti, a zuppe e pasta ripiena, in brodo o meno, ha una variegata scelta di secondi piatti di carne si aggiungono piatti di pesce della tradizione dei numerosi Laghi e fiumi Lombardi.&nbsp;<br><br>•<strong>Milano (capoluogo)&nbsp;<br></strong>Le specialità più note della città sono il risotto allo zafferano ( che spesso funge da accompagnamento all'ossobuco alla milanese), la cotoletta alla milanese e il salame Milano. Dolce tipici di Milano sono il panettone e la colomba.<br><br>•<strong>Bergamo</strong><br>Tra i primi piatti bergamaschi ricordiamo i casoncelli, gli scarpinocc di parre e le foiade, pasta simile a lasagnette condite in vari modi. I secondi piatti sono spesso associati alla polenta, di volta in volta accompagnata da altri prodotti come una salsiccia...<br><br>•<strong>Brescia<br></strong>Tipico prodotto di Brescia è la polenta e osei. Esiste in due versioni molto diverse fra di loro, una salata e l'altra dolce tipica della provincia di Bergamo. La versione salata prevede che gli uccellini vengono cucinati allo spiedo sul fuoco del camino o in padella. Quella dolce invece (specialità di Bergamo) consiste in una polenta dolce ricoperta da pasta di mandorle gialla con un uccelletto di cioccolato o marzapane.<br><br>•<strong>Cremona&nbsp;<br></strong>È la patria del torrone e della mostarda, Ma nella sua tradizione gastronomica compare anche della pasta ripiena, i marubini, che possono essere serviti in brodo.<br><br>•<strong>Lodi&nbsp;</strong><br>Nel Lodigiano si produce il vino San Colombano, frittate, zuppe, risotti insaccati di maiale rappresentano le specialità della gastronomia Lodigiana, che caratterizzata da numerose ricerche tipiche che si basano sull'impiego dei formaggi e del burro soprattutto.<br><br>•<strong>Mantova<br></strong>A metà strada tra quella Lombarda e quella Emiliana, la cucina monzese-brianzola è legata alla tradizione contadina della Brianza.<br><br>•<strong>Pavia<br></strong>Il piatto più famoso di questa città è la zuppa alla Pavese, che era preparata con brodo, carne e formaggio. Sono molto apprezzate anche le rane che vengono preparate nel risotto, in umido o fritte. La provincia è nota anche per gli insaccati. <br><br>•<strong>Sondrio<br></strong>È famosa soprattutto per i <strong>pizzoccheri </strong>che sono paste simili a grosse tagliatelle di grano saraceno servite con burro, aglio, formaggio fuso ecc. Ricorre con frequenza l'uso della polenta. Di notevole fattura sono poi i vini rossi coltivati con uva chiavennasca. <br><br>•<strong>Varese<br></strong>In questa zona, grazie alla vicinanza dei laghi, in particolar modo il Lago Maggiore, che è molto pescoso, sono diffusi soprattutto piatti a base di pesce, come il risotto con il pesce persico o con l'anguilla di lago. Un altro piatto tipico sono i bruscitti, a base di carne di manzo, con semi di finocchio e vino rosso, che sono diffusi anche nell'Altomilanese e nel Piemonte orientale. <br><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 15:31:13 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi Iaccarino </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567564047</link>
         <description><![CDATA[<div>Il&nbsp;lago di Resia è un bacino artificiale situato a 1498 m sul livello del mare. È il lago più grande del Trentino Alto Adige e si trova nel comune di Curon. Un tempo presso il Passo Resia si trovavano tre laghi naturali: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Nel 1950 con la costruzione di una grande diga,per la produzione di energia idroelettrica, i tre laghi vennero unificati, provocando la completa sommersione dell' antico centro abitato di Curon, che venne ricostruito più a monte. Gli abitanti del posto tentarono di rivolgersi al Papa, ma ogni tentativo fu invano e le acque dei tre laghi sommersero 163 case e un'antica chiesa del '300, il cui campanile emerge dalle acque del lago di Resia e secondo una legenda le sue campane suonano ancora durante le rigide notti invernali. Durante l'inverno il lago gela ed è possibile raggiungere il campanile a piedi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 17:04:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La Mela Val di Non: Christian de Rosa </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567580390</link>
         <description><![CDATA[<div>La Mal Val di Non è un prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di origine protetta . La denominazione è riservata mele delle varietà Golden Delicious, Renetta Canada e Red Delicious.&nbsp;<br>Essa cresce in Val di Non che è una valle del Trentino che appartiene alla provincia autonoma di Trento. Uno degli eventi naturali più belli del Trentino è la fioritura dei meli, il paesaggio cambia e si tinge di bianco con miliardi di boccioli che fanno capolino sui rami degli alberi, ad Aprile c’è una manifestazione che si chiama Aprile Dolce Fiorire in cui si può passeggiare tra i frutteti in fiore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 17:17:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Luigi Iaccarino</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2567605383</link>
         <description><![CDATA[<div>A Milano, precisamente nel quartiere Maggiolina, esiste una strada molto particolare, la"Strada degli gnomi", dove le case ricordano degli igloo, o in alcuni casi addirittura dei funghi! Le mini abitazioni, strane e geniali, all'inizio erano 12, ma oggi ne rimangono solo 8. Furono costruite dall'ingegnere Mario Cavallè, con un sistema a&nbsp; volta formato da mattoni rossi. Le case misurano 45 mq e si sviluppano su due livelli. Sono tutte abitate e si possono vedere dalla strada.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 17:36:57 UTC</pubDate>
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         <title>Le mele del Trentino-Alto Adige</title>
         <author>russogiady32</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Trentino è conosciuto per la sua produzione di mele, ci sono 8 varietà diverse: Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Renetta, Granny Smith, Pinova. Queste mele vengono prodotte in tutto il territorio della provincia autonoma di Trento. Le mele hanno una polpa bianca, un sapore acidulo e una buccia liscia tranne la Renetta. I colori sono diversi: giallo rosato per la Golden, verde giallo per la Red Delicious, Fuji e Morgenduft e rosso aranciato per Pinova e Gala. Le mele vengono usate per molte ricette come la torta, le frittelle e il famoso strudel. La produzione massima dei meleti non può superare la 96 tonnellate per ettaro, le mele devono essere conservate a una temperatura comprese tra 0 e 10 gradi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 17:44:57 UTC</pubDate>
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         <title>10 curiosità sul Trentino</title>
         <author>lorenzoleone3</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-25 19:05:10 UTC</pubDate>
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         <title>Lo sport in Veneto</title>
         <author>noemistaiano</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Calcio⚽<br></strong>Nel calcio a rappresentare il Veneto nei campionati di vertice vi è <strong><em>l'Hellas Verona&nbsp;</em></strong>in quello maschile e&nbsp;<strong><em>Verona Women&nbsp;</em></strong>in quello femminile. Nel calcio a 5 sono dieci gli scudetti conquistati da compagini venete. Anche il football americano con le squadre di&nbsp;<strong>Padova e Verona,&nbsp;</strong>il baseball con Padova e l'hockey su ghiaccio con Cortina, Asiago e Alleghe, presenti in Veneto. Il Veneto è stata inoltre la prima regione italiana ad aver ospitato le Olimpiadi, in quanto nel 1956 vi sono Stati realizzati i <strong>VII GIOCHI OLIMPICI INVERNALI A CORTINA D'AMPEZZO.&nbsp;</strong><br><br><strong>Pallavolo🏐</strong><br>Nella pallavolo a rappresentare il Veneto nei campionati di vertice ci sono <strong>Padova e Verona</strong> nel campionato maschile e <strong>Conegliano</strong> in quello femminile. Degne di nota sono le formazioni di <strong>Treviso e Petrarca</strong>. <br><br><strong>Pallacanestro🏀<br></strong>Nella pallacanestro a rappresentare il Veneto nei campionati di vertice ci sono la <strong>Reyer Venezia </strong>Treviso e Verona nella massima serie maschile e Schio, San Martino di Lupari e la <strong>Reyer Venezia </strong>femminile nella massima serie femminile. <br><br><strong>Rugby🏉<br></strong>Nel rugby a rappresentare il Veneto nei campionati di vertice ci sono <strong>Padova, Rovigo, Mogliano, San Donà, Valsugana, Vicenza e Verona</strong>.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 13:44:32 UTC</pubDate>
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         <title>Trieste </title>
         <author>noemistaiano</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2571916996</link>
         <description><![CDATA[<div>Trieste è un comune italiano di 198.479 abitanti, capoluogo della regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, affacciato sull'omonimo golfo nella parte piú settentrionale dell'Alto Adriatico, fra la penisola italiana e l'Istria, a qualche chilometro dal confine con la Slovenia, nella regione&nbsp;<strong>storico-geografica&nbsp;</strong>della&nbsp;<strong>Venezia Giulia,</strong>di cui è una delle città piú importanti ed era, nel <strong><em>periodo</em></strong> <strong><em>austriaco,&nbsp;</em></strong>capoluogo.&nbsp;<br><strong><br></strong><strong><em>LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO&nbsp;</em></strong><br>La basilica cattedrale di San Giusto è il principale edificio religioso della città di Trieste. Si trova sulla sommità dell'omonimo colle che domina la città. Come viene riferito dalla maggior parte degli storici triestini, l'aspetto attuale della basilica deriva dall'unificazioni delle due preesistenti chiese di Santa Maria e di quella dedicata al martire San Giusto, che vennero inglobate in un unico edificio dal vescovo Rodolfo Pedrazzani da Robecco tra gli anni 1302 e 1320 per provvedere la città di una cattedrale imponente. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 15:01:54 UTC</pubDate>
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         <title>Il Carnevale di Venezia                         di Francesco Savarese</title>
         <author>saveriofrancesco31</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2571951729</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Il Carnevale di Venezia è uno dei carnevali più famosi e apprezzati del mondo che attira migliaia di turisti pronti a partecipare&nbsp; ad una grande festa ricca di colori e divertimenti.&nbsp; <br>La storia del Carnevale di Venezia come festa pubblica ufficiale, inizia nel 1296, quando un editto del Senato della Repubblica, dichiara festivo il giorno precedente l’inizio della Quaresima. L’origine e il significato del Carnevale prendono&nbsp; spunto da due tradizioni antichissime: quella dei&nbsp; Saturnali dell’antica Roma,&nbsp; secondo la quale durante&nbsp; questo giorno gli schiavi e i liberi cittadini si riversavano nella città per far festa con musica e balli sfrenati e quella dei&nbsp; culti Dionisiaci greci,&nbsp; ossia di&nbsp; grandi feste religiose con processioni e rappresentazioni teatrali che prevedevano l’uso delle maschere.<br>I Dogi promossero il Carnevale per concedere alla popolazione, in particolare ai ceti più umili, un periodo dedicato al divertimento e alle feste. Le maschere garantivano il totale anonimato annullando le divisioni sociali. Questa festa rappresentava così&nbsp; uno sfogo&nbsp; alle tensioni e i malumori che andavano a crearsi a causa dei rigidi limiti imposti dalla morale e dall’ordine pubblico della Repubblica di Venezia.<br>Il Carnevale di Venezia iniziava la prima domenica di ottobre, per poi intensificarsi dopo l’Epifania ed ‘esplodere’ nei giorni precedenti la Quaresima. Nel Settecento il Carnevale di Venezia si concentrava in sei settimane, dal 26 dicembre al Martedì Grasso e in questo periodo le attività e gli affari dei veneziani passavano in secondo piano in quanto si dedicava molto&nbsp; tempo a festeggiamenti, divertimenti e spettacoli che venivano allestiti in tutta la città.<br>Dopo lunghi anni di eccessi e stravaganze, con la caduta della Serenissima, il Carnevale subì un periodo di declino. Infatti, durante il periodo di dominazione austro-francese (1797-1814), si ebbe una fase di stallo, in quanto la classe dirigente non vedeva di buon occhio le bizzarrie di quei giorni. Erano consentite solo le feste private nei palazzi veneziani. L’ultimo Carnevale storico di Venezia è del 1797.<br>Solo dopo quasi due secoli, nel 1979, il meraviglioso Carnevale di Venezia con le sue affascinanti tradizioni fu riportato in vita.&nbsp; Da allora Il Carnevale di Venezia dura undici giorni, dal sabato che precede il Giovedì Grasso sino al Martedì Grasso. Tra le vie della città si svolgono teatri itineranti in un’atmosfera di allegria e giocosità, tutti in maschera a celebrare il fascino di un mondo fatto di balli, scherzi, galà esclusivi e romantici incontri.<br>Tra gli eventi della tradizione ricordiamo la Festa delle Marie e il </em><strong><em>Volo dell’Angelo o Volo della Colombina</em></strong><em> che &nbsp; si tiene la prima domenica di Carnevale. E’ uno dei principali eventi d’apertura: un uccello meccanico dal Campanile di San Marco scende giù fino al Palazzo Ducale. A metà percorso una botola nel suo ventre si apre e libera coriandoli e caramelle sulla folla. Dal 2001 la Colombina è stata sostituita da una donna opportunamente imbragata. Ogni anno c’è anche una premiazione delle migliori maschere e in Piazza San Marco si svolge ogni sera un evento.&nbsp;<br>Il Carnevale finisce con spettacolari fuochi d’artificio il Martedì Grasso<br></em><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 15:30:59 UTC</pubDate>
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         <title>Treviso e il libro di matematica più antico del Mondo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La meravigliosa città di Treviso è custode del libro di matematica più antico al Mondo, pubblicato proprio a Treviso nel 1478: " l' Arte dell' abbaco" , noto a tutti come l' Aritmetica di Treviso. L' autore è sconosciuto e all' interno è stato adottato il sistema di numerazione arabo e non romano. Non compaiono i segni che utilizziamo per le operazioni aritmetiche, perché la loro scoperta è avvenuta più tardi. Il manuale non è conosciuto solo in Italia . Un libraio londinese acquistò una delle rarissime copie nel 1785 e da lì iniziò il suo viaggio in giro per il Mondo. Una copia del manuale è conservata alla Columbia University.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 16:11:55 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA SCOGNAMIGLIO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Approfondimento sul Veneto<br>La regione prende il suo nome dal popolo dei Veneti, che vi giunsero già in epoca preistorica, cacciandone i preesistenti abitanti, gli EUGANEI.<br>Il simbolo del Veneto è il LEONE DI SAN MARCO, il Veneto prima si chiamava VENEZIA EUGANEA.<br>HI </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 16:14:00 UTC</pubDate>
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         <title>LA BORA DI TRIESTE</title>
         <author>saveriofrancesco31</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572003419</link>
         <description><![CDATA[<div>La bora è il vento più violento e turbolento d’Italia e dell’intero bacino del Mediterraneo. Visto le sue particolari e complesse caratteristiche è anche uno dei venti più studiati al mondo. Frequentemente soffia con estrema violenza, tra l’autunno, l’inverno e l’inizio della primavera, lungo il Golfo di Trieste, la costa dell’Istria e la Dalmazia, fino al confine con il nord dell’Albania.<br>La principale caratteristica della bora è quella di essere un “<strong>vento catabatico”</strong>, ossia&nbsp; ha un’inclinazione simile a quella che può avere una montagna o un colle.<br>La Bora&nbsp; si forma&nbsp; dal raffreddamento dell’aria in cima alle Alpi; l’aria aumenta&nbsp; la sua densità al diminuire della temperatura, ed essendo quindi più pesante, scende verso il suolo formando la famosa raffica, che a Trieste viene chiamata “refolo”. Le raffiche solitamente soffiano in maniera discontinua, infatti a volte possono essere&nbsp; deboli e&nbsp; qualche minuto dopo&nbsp; avere un’intensità maggiore di&nbsp; oltre 150-160 km/h, in grado di apportare danni a strutture ed&nbsp; edifici. <br><strong><em>La “bora chiara”</em></strong> è accompagnata da condizioni di tempo stabile, secco e soleggiato, con aria limpida e ottima visibilità derivata dalle raffiche di caduta che spazzano via tutte le impurità insistenti nei bassi strati.<br><strong><em>La “bora scura”</em></strong> è&nbsp; accompagnata da pioggia o neve&nbsp; ed è&nbsp; molto più violenta e turbolenta della “chiara”, in quanto produce&nbsp; tempeste&nbsp; violente capaci di apportare seri danni, con raffiche “catabatiche” estreme con intensità di&nbsp; 170-180 km/h nei casi limite.<br>Il record ufficiale della massima raffica di bora è stato registrato nel lontano 1954 con 171 km/h misurati poco prima che la violenza del vento spaccasse l’anemometro. Negli ultimi anni le nuove stazioni installate lungo l’area portuale hanno fatto misurare dei valori superiori ai record ufficiali del passato.<br>Tra le zone più colpite della città di Trieste abbiamo Piazza Unità, Piazza Ponterosso, Molo Audace e Via della Bora dove&nbsp; troviamo allocate delle corse alle quali ci si può reggere per&nbsp; proseguire con, non poche difficoltà, il cammino.<br>Il legame che c’è tra Trieste e la Bora è un legame indissolubile; la maggior parte dei triestini la amano e non potrebbero vivere un solo inverno senza di essa. Molti scrittori e poeti hanno dedicato delle vere e proprie opere alla Bora come per esempio Umberto Saba che ha scritto una poesia dedicata a questo vento.<br>Dal 2004 è stato aperto un piccolo Museo dedicato alla Bora : uno spazio curioso, un laboratorio,&nbsp; un piccolo centro di documentazione sul vento, dove sfogliare libri di autori di ieri e di oggi che hanno citato il vento triestino .<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 16:16:11 UTC</pubDate>
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         <title>I mosaici di Aquileia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Aquileia è uno dei più importanti siti archeologici dell' Italia settentrionale. E' patrimonio UNESCO dal 1998 per il valore dei mosaici pavimentali della Basilica di Santa Maria Assunta, risalenti al IV secolo, epoca in cui la Basilica fu edificata per volontà del vescovo Teodoro. La parte più preziosa della Basilica è costituita da uno splendido pavimento realizzato con tessere policrome e nere. Data l' estensione della superficie, rappresenta la più estesa opera musiva cristiana d' Occidente. L' iconografia comprende ritratti, animali, natura e scene religiose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 16:26:33 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONELLA SCOGNAMIGLIO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572015286</link>
         <description><![CDATA[<div>Approfondimento su FRIULI VENEZIA GIULIA<br>Il monumento più importante della regione è la BASILICA DI SANT'EUFENIA.<br>Il simbolo è l' Aquila, è una delle bandiere più antiche d'Europa e ricorda l'antico STATO PATRIARCALE FRIULANO di cui l'Aquila era simbolo fin dagli inizi del 1200.<br>FRIULI - VENEZIA GIULIA è stata fondata dalla COLONIA ROMANA AQUILEIA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 16:27:17 UTC</pubDate>
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         <title>BORDANO E LA CASA🏡🏡🏡DELLE FARFALLE🦋🦋🦋</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572054684</link>
         <description><![CDATA[<div>Chiamato anche il paese delle farfalle, Bordano e`<br>&nbsp;una localita` del Gemonese, famosa&nbsp; appunto per la presenza di numerosi e coloratissimi esemplari sul suo territorio. Molti murales raffiguranti gli insetti simbolo di questa localita` impreziosiscono e rendono uniche le case di Bordano. Il paese ospita la Casa Delle Farfalle, un museo con&nbsp; piu` di 400 specie di farfalle. E`&nbsp; il piu` grande in Italia e il piu` importante in Europa. La Casa Delle Farfalle e` composta da alcune grandi serre climatizzate, in cui prosperano animali e piante di 3 specifici ecosistemi tropicali: la giungla africana, le foreste pluviali&nbsp; asiatiche e australiane, l'Amazzonia. In ogni serra volano libere un migliaio di farfalle appartenenti a centinaia di specie&nbsp; diverse e provenienti dai paesi tropicali di tutto il pianeta. La Casa Delle Farfalle e` anche un attivo centro didattico, con mostre, laboratori, aule video, per giocare, imparare e confrontarsi. Inoltre e` molto impegnata nel turismo scolastico ed e` a fianco di molti insegnanti per progettare e realizzare percorsi di visita alternativi, a completamento e approfondimento delle materie scientifiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 17:05:03 UTC</pubDate>
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         <title>BORGHETTO SUL MINCIO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Borghetto sul Mincio, o semplicemente&nbsp; Borghetto e` una piccola frazione di Valeggio sul Mincio. Un piccolo gioiellino dal cuore medievale, situato tra il lago di Garda e Verona e recentemente inserito nell'elenco de "I Borghi Piu` Belli d'Italia". Passeggiare tra le stradine di Borghetto sul Mincio equivale a fare un tuffo nel passato, nel Medioevo. Quel passato che si puo` ancora respirare in ogni singolo angolo del Borgo. Prendetevi almeno mezza giornata per visitare questo Borgo caratterizzato da antiche fortificazioni e mulini ad acqua. Approfittatene per assaggiare i famosi tortellini di Borghetto sul Mincio, chiamati nodi d'amore, in uno dei ristoranti tradizionali del Borgo. Dedicate la restante parte della giornata alla visita di Valeggio sul Mincio e al suo Castello Scaligero. Borghetto sul Mincio e` visitabile durante tutto l'anno, in tutte&nbsp; le stagioni. Noi pero` vi consigliamo di visitarlo in tarda primavera o all'inizio dell'estate, quando si celebra la&nbsp; festivita` dei Nodi d'Amore, quando i fiori sbocciano e il Borgo si riempie di colori.&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-28 17:41:16 UTC</pubDate>
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         <title>Il Carnevale di Venezia.</title>
         <author>russogiady32</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il viavai a<strong> Venezia</strong> non si ferma mai, ma c’è un periodo dell’anno in cui la città viene letteralmente <strong>invasa dai turisti</strong>. È il<strong> Carnevale</strong>, che <strong>tra la metà e la fine di febbraio</strong> richiama a Venezia migliaia di visitatori da tutto il mondo. Il <strong>cuore pulsante</strong> del Carnevale è <strong>Piazza San Marco</strong>, dove si tengono spettacoli, concerti e i principali momenti tradizionali tra cui il <strong>Volo dell’Angelo</strong>. La parola CARNEVALE deriva dal latino "Carnem levare"(eliminare la carne), riferendosi al giorno, dopo il ‘<strong>martedì grasso</strong>’, in cui iniziava il periodo della <strong>Quaresima</strong> con astinenza e digiuno. Le origini del <strong>Carnevale di Venezia</strong> risalgono al Medioevo. Nel 1094 il termine “Carnevale di Venezia” viene menzionato per la prima volta in un documento del doge Vitale Falier. Originariamente però si trattò con molta probabilità di una festa per celebrare l´inizio della primavera, poi nel 1420 si trasformò in ciò che è rimasto fino ad oggi. Il doge fece organizzare per la prima volta una festa in seguito alla sconfitta da parte dei veneziani della settentrionale Aquileia. Da quel momento in poi questa festa si svolse ogni anno e coinvolse sempre di più i cittadini di Venezia. Tra le maschere simbolo del Carnevale c’è la <strong>Bauta</strong>, travestimento in uso esclusivamente a Venezia, composto da un <strong>mantello nero</strong>, un <strong>tricorno nero su un volto bianco</strong>. Veniva indossata sia da uomini che da donne in quanto assicurava un completo anonimato. Infatti la <strong>particolare forma della maschera</strong> con il <strong>labbro superiore allargato e sporgente</strong>, consentiva di mangiare e bere senza doverla togliere, mentre lo spazio per il naso, molto stretto, rendeva possibile '<strong>mascherare</strong>'<strong> anche la voce</strong>. Altro travestimento molto utilizzato dalle donne, era quello chiamato ‘<strong>Moretta</strong>’, costituito da una <strong>maschera di velluto</strong> con cappellino e veletta molto eleganti. Per indossarla era necessario reggerla tramite <strong>un bottone tenuto in bocca </strong>e questo faceva sì che il personaggio non potesse parlare (per questo motivo era anche chiamata ‘<strong>servetta muta</strong>’). Piuttosto comune era per gli uomini il costume da ‘<strong>donnina popolare</strong> <strong>e sciocca' </strong>detta<strong> la Gnaga</strong>, per la <strong>vocina stridula</strong>, simile ad un <strong>miagolio</strong>, con cui parlava. Non mancavano poi le maschere della ‘<strong>Commedia dell’Arte</strong>’ tra cui i popolarissimi Arlecchino, Pantalone, Colombina…<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-29 09:46:26 UTC</pubDate>
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         <title>Bordano e la casa delle farfalle.</title>
         <author>russogiady32</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572481556</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Bordano</strong> è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comune_(Italia)">comune italiano</a> di 707 abitanti in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Friuli-Venezia_Giulia">Friuli-Venezia Giulia</a>. È conosciuto come il paese delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Farfalla">farfalle</a> per la notevole presenza nella tarda primavera di diverse specie di tale insetti, e per la presenza della " casa delle farfalle ", unica nel suo genere. Dal <strong>1995</strong>, le <strong>case di Bordano</strong> sono la <strong>tavolozza degli artisti</strong> che dipingono fantasiosi e coloratissimi <strong>murales</strong>, tutti con <strong>soggetto di farfalle</strong>, dipinte per decorare, per raccontare e per ricordare. Ogni anno, <strong>nuovi murales</strong> si aggiungono ai molti esistenti e si rinnova il <strong>concorso</strong> per l’assegnazione del premio nazionale per la <strong>miglior fiaba illustrata</strong>. La Casa delle Farfalle di Bordano è un angolo di foresta tropicale in Friuli Venezia Giulia. È la più ampia esposizione di farfalle e insetti vivi in Italia, con 1.000 metri quadrati di serre riscaldate e altrettanti di mostre e laboratori. Più di 400 specie di farfalle provenienti da tutto il mondo sono ospitate nelle 3 grandi serre che riproducono i loro habitat naturali, con piante ed animali esotici. La Casa delle Farfalle è anche un attivo centro didattico, con mostre, laboratori, aule video, per giocare, imparare e confrontarsi. La Casa delle Farfalle è molto impegnata nel turismo scolastico ed è aperta al pubblico dal 1 marzo al 31 ottobre di ogni anno.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-29 10:44:42 UTC</pubDate>
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         <title>Il calcio a Venezia</title>
         <author>ericadegennaro</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572492916</link>
         <description><![CDATA[<div>VENEZIA. Il calcio veniva utilizzato dai popoli per far dimenticare le ingiustizie sociali, placare gli animi, quietare le folle. Avendo sempre avuto un grande seguito popolare, il calcio, o meglio i giochi con la palla sono sempre stati soggetti a rigide regole, addirittura a divieti. E Venezia, nella storia del gioco del “balon” ricopre un ruolo non certo superficiale. Infatti se la codificazione del football è di indiscutibile origine britannica con l’elaborazione delle celebri Sheffield Rules del 1857, quando venne fondato il primo club di football al mondo proprio a Sheffield, il gioco del calcio, ormai decisamente decaduto dopo gli splendori del Rinascimento, nasce e si diffuse in Italia soprattutto in terra fiorentina. Ma se nel football la mani le possono usare solo i portieri, nel gioco del calcio mani e piedi erano la regola comune, e una delle prime sue definizioni si trova nel Vocabolario della Crusca, la cui prima edizione è edita proprio a Venezia nel 1612 da Giovanni Alberti di una famosa famiglia di tipografi che lavorò nella città lagunare dall’inizio del ‘500 ai primi decenni del ‘600.</div><div>«È calcio anche nome di un gioco, proprio, e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata, con una palla a vento, passato da’ Greci a Latini, e da’ Latini a noi». Non solo a Firenze si praticava il gioco del calcio. Testimonianze riportano di divertimenti e sfide a Venezia. I luoghi delle contese, erano soprattutto Campo San Giacomo dell’Orio, e campo dei Gesuiti a Cannaregio. Ma la troppa confusione durante le partite costrinse il Consiglio dei Dieci a sospenderne la pratica nel 1711. Forse qualche lamentela, qualche protesta, storie che nel corso degli anni hanno poi sempre fatto parte del “colore” che sta attorno al calcio. Anche il popolo aveva eletto però il gioco del pallone a suo svago preferito, ma l’interpretazione era così violenta che si racconta della morte di due persone alla fine del 1500. Non mancavano nemmeno le scommesse, chiamate “pirie”, che “fatte venivano su tale o tal altro giocatore, e che davano molto profitto agli esperti” e l’ingaggio di giocatori provenienti da fuori Venezia. Un po’ quello che poi accadrà con il moderno football che a Venezia ebbe i suoi primi natali, è proprio il caso di dirlo, il 14 dicembre del 1907 nell’antica trattoria “Da Nane in corte dell’Orso”. Una ricorrenza storica anche per i tifosi moderni, celebrata con una serie di iniziative praticamente sette anni fa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-29 11:31:47 UTC</pubDate>
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         <title>Il Tiramisù</title>
         <author>ericadegennaro</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572497634</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra i prodotti tipici della regione merita particolare attenzione un dolce squisito nato in Friuli Venezia Giulia, che è divenuto un vero e proprio simbolo nazionale ed è ormai conosciuto e apprezzato a livello mondiale. Questo dolce così famoso è il Tiramisù originariamente confezionato in due varianti ben documentate nelle rispettive località di Pieris vicino a Monfalcone e Tolmezzo tra i monti della Carnia. Da assaggiare entrambi!<br>La versione originaria, da cui ha origine il nome, nata come “Coppa Vetturino” a Pieris è documentata fin dal 1935.&nbsp; E' stata creata da Mario Cosolo, quando, arruolato per il servizio militare nella brigata di cucina della Regia Marina in qualità di cuoco pasticciere era imbarcato sul panfilo Reale “Savoia”. Chiamato a partecipare ad una gara di pasticceria per il re Vittorio Emanuele III, il dolce da lui preparato si distinse quale migliore ricetta. Congedato dalla Marina e dopo essere stato per un anno e mezzo cuoco di bordo su navi da crociera del Lloyd Triestino, nel 1939 tornò nel ristorante di famiglia “Al Vetturino” di Pieris dove lo propose con la denominazione “Coppa Vetturino”. Esiste un manifesto del 1950 che ritrae il creatore della coppa, che fu denominata “Tìrime su” da alcuni avventori triestini della “Trattoria al Vetturino” di Pieris (Gorizia). Il nipote di uno di questi avventori svelò ufficialmente questo aneddoto in una lettera pubblicata dal quotidiano “Il Piccolo” di Trieste il giorno 6 Settembre 2013. In tale manifesto del 1950, immortalato da una foto che ritrae accanto ad esso il pugile Tiberio Mitri con la sua compagna “Miss Italia” Fulvia Franco, il cuoco e gestore del locale, Mario Cosolo, è raffigurato con la sua creazione e, accanto, vi è impresso il motto “il tirime su vale più di quel che costa”.&nbsp; Nell’ottobre del 1975 la rivista italiana “La buona tavola” definì il semifreddo di Cosolo quale «capostipite di tutta una numerosa famiglia di "tirame su" che si possono incontrare oggi nelle trattorie friulane» altra documentazione mostra che la coppa è stata servita al ristorante per più di 25 anni.&nbsp; In questa versione, il dolce è sostanzialmente costituito da uno strato di mousse al cioccolato, uno strato di pan di Spagna imbevuto di liquori ed un ultimo strato di mousse di zabaione, servito in coppa al cucchiaio.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-29 11:49:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; ARENA DI VERONA</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572645641</link>
         <description><![CDATA[<div>L’ Arena è l'anfiteatro romano di Verona. Fu costruito nel I sec. d.C., cioè tra la fine dell’impero di Augusto e l’inizio dell’impero di Claudio e tra i monumenti di quell’ epoca è quello meglio conservato. È il terzo anfiteatro romano per grandezza tra quelli ancora esistenti ed è il monumento che maggiormente rappresenta la città.<br>Presenta vari ordini di gradinate in marmo veronese e al centro un’area, o arena, che un tempo serviva per gli spettacoli di gladiatori, per i combattimenti con belve o altre manifestazioni popolari. Ha una forma ellittica e può accogliere fino a 30.000 spettatori. Dell’ anello esterno dell’Arena, che ne costituiva la facciata, si conserva solo un breve tratto: l’ala (dato che il resto è stato distrutto da un terremoto).<br>Per la costruzione dell’anfiteatro i Romani scelsero come materiale la Pietra della Valpolicella, una pietra calcarea dal colore rossiccio tipica di Verona.<br>Dopo la caduta dell’impero romano il monumento fu oggetto di saccheggio del materiale edilizio e subì nei secoli danni dovuti a terremoti e alle alluvioni. Dal ‘600 cominciarono i primi restauri mentre dalla metà dell’800 l’anfiteatro cominciò a essere utilizzato per importanti manifestazioni.&nbsp;<br>Attualmente l’Arena di Verona è sede del più importante teatro lirico all’ aperto del mondo, ospita concerti e festival.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-29 18:01:40 UTC</pubDate>
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         <title>IL CARSISMO</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/6b66iciocyfdnqoc/wish/2572646242</link>
         <description><![CDATA[<div>Il carsismo è una particolare forma di modellamento superficiale e sotterraneo causata dall'azione delle acque meteoriche sulle rocce calcaree. Questo fenomeno prende il nome dal Carso, altopiano che si estende al centro del Friuli Venezia Giulia al confine con la Slovenia, in cui il carsismo si verifica in maniera pronunciata.</div><div>Il carsismo si verifica quando l'acqua piovana, che contiene disciolta l'anidride carbonica, dissolve il carbonato di calcio di cui sono ricche le rocce calcaree, le altera chimicamente e le corrode, creando delle fessure e penetrando in profondità, fino a quando incontra uno strato di roccia impermeabile (dove l’acqua non può penetrare). A questo punto l’acqua, non potendo più scorrere in profondità, continua comunque a scavare nelle rocce calcaree, creando, con il passare del tempo, vere e proprie grotte (le grotte carsiche).</div><div>All’interno delle <strong>grotte carsiche</strong> si possono ammirare caratteristiche formazioni calcaree a colonna: le <strong>stalattiti</strong>, che pendono dall’alto verso il basso, e le <strong>stalagmiti</strong>, che si innalzano dal basso verso l’alto. Stalattiti e stalagmiti possono raggiungere altezze considerevoli e unirsi le une alle altre a formare vere e proprie <strong>colonne</strong> dal pavimento al soffitto.</div><div>Nelle grotte carsiche vi è presenza di vita animale formata da crostacei, ragni e anfibi. Tra quest’ultimi c’è il <strong>proteo</strong>, un anfibio privo della vista, che vive esclusivamente nelle grotte.</div><div>Le grotte carsiche fin dai tempi più remoti hanno costituito un riparo sia per gli animali, come ad esempio l’orso delle caverne, sia per gli uomini preistorici, di cui ci sono pervenute numerose tracce in molte caverne. Quindi le grotte del Carso costituiscono anche un importante sito di interesse archeologico e paleontologico.</div><div>Tra le oltre 2700 grotte del Carso ce ne sono molte di grande bellezza, di interesse scientifico e di interesse archeologico, per esempio la Grotta Gigante, una cavità immensa alta 107 metri scoperta nella prima metà dell’800&nbsp; e la Grotta di Trebiciano.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-29 18:03:15 UTC</pubDate>
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         <title>Venezia e le sue gondole</title>
         <author>lorenzoleone3</author>
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         <description><![CDATA[<div>giro in gondola</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-30 16:18:08 UTC</pubDate>
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         <title>Le sarde in saor.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>MASTRO FLAVIO.<br><br>Le sarde in saor sono un' antipasto a base di sarde fritte tipico del Veneto . Sono condite con cipolle in agrodolce,&nbsp;</div><div>pinoli e uvetta.Èun piatto pieno di sapori e infatti "saor" vuol dire sapore. Vengono servite con polenta e si possono mangiare nei locali tipici di Venezia </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-30 17:07:11 UTC</pubDate>
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         <title>LE GROTTE DEL CARSO.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>MASTRO FLAVIO.<br><br>Il carso Triestino è costellato da oltre 2.700 grotte, alcune delle quali si possono visitare. La più bella è la grotta Gigante, scavata milioni di anni fa da&nbsp;un fiume sotterraneo. Nella grotta si trova una stalagmite alta 12 metri.Una delle grotte più famose per la fauna è quella di Regina del carso, che ospita pipistrelli, aracnidi, crostacei, millepiedi e insetti </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-30 17:39:26 UTC</pubDate>
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         <title>5 piatti tipici del Friuli</title>
         <author>lorenzoleone3</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-01 10:47:56 UTC</pubDate>
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         <title>QUATTRO POSTI DA VISITARE IN FRIULI  VENEZIA GIULIA</title>
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         <pubDate>2023-05-01 12:36:49 UTC</pubDate>
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         <title>Le gondole</title>
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         <description><![CDATA[<div>Venezia è famosa per le sue gondole utilizzate sin dall’alto medioevo per gli spostamenti che non erano possibili via terra .<br>La gondola ha una forma particolare è leggermente sbilanciata verso destra per bilanciare l’utilizzo di un solo remo .<br>Ci sono due famose gondole esposte entrambe al ristorante Canal Grande ,entrambe commissionate da famiglie nobiliari del Medioevo a  Gasto Nardo</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-01 15:49:36 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-01 15:52:34 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Giorgia Soldatini</div>]]></description>
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