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      <title>SESSISMO by Francesco Dipalo</title>
      <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo</link>
      <description>Le descriminazioni e la negazione dei diritti delle donne worlwide</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2013-05-25 11:11:58 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2013-05-25 13:55:44 UTC</lastBuildDate>
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         <title>La mutilazione dei genitali femminili</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258628</link>
         <description><![CDATA[La mutilazione degli organi genitali femminili a fini rituali e religiosi è di solito effettuata durante un rito iniziatico.
La clitoridectomia, che consiste nel taglio parziale del clitoride, è uno dei tipi di escissione, ovvero di circoncisione femminile.
Altri tipi di escissione sono la labiotomia (asportazione delle grandi e piccole labbra) e l'infibulazione (cucitura delle grandi labbra, in cui viene lasciata solo una piccola apertura per i flussi fisiologici), che rende i rapporti sessuali e il parto estremamente dolorosi.
<p>Queste pratiche – diffuse presso molti popoli dell'Africa orientale, soprattutto in Etiopia e in Somalia, della Nuova Guinea, dell'India e recentemente importate anche in Europa e negli Stati Uniti come conseguenza dell'immigrazione – comportano numerosi rischi per la salute e a volte la sopravvivenza stessa delle donne che le subiscono, perché spesso effettuate da persone incompetenti dal punto di vista medico e senza le necessarie misure igieniche.Nei paesi occidentali, la diffusione delle pratiche mutilatorie

operano tra gli immigrati e quelle attive nel campo dei diritti umani stanno cercando la strada per trovare soluzioni che, nel rispetto delle sensibilità culturali delle comunità immigrate e di quelle autoctone, garantiscano la salute e la sicurezza delle donne.
Fortunatamente esistono molte donne pronte a farsi portavoce di numerose campagne contro questo genere di pratiche, essendo state esse stesse vittime più o meno involontarie di questi rituali violenti, ancora diffusi su larga scala ai nostri giorni.</p><p>Vedi anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione">http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2013-05-25 12:56:45 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Every eleven seconds...</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258665</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.youtube.com/watch?v=wgPw_Zd7Dkg" />
         <pubDate>2013-05-25 13:08:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MGF Mutilazione Genitali Femminile - Infibulazione </title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258672</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.youtube.com/watch?v=fgdmjifjRBQ" />
         <pubDate>2013-05-25 13:10:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il caso della modella Waris Dirie</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258675</link>
         <description><![CDATA[<p>La campagna promossa dall’ONU contro le mutilazioni genitali
femminili si chiama “FACE TO FACE” ; ha come partner italiano l'AIDOS
(Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) ed ha trovato in questi ultimi
anni una voce davvero autentica e autorevole: quella di Waris Dirie.</p>
<p>Waris Dirie è una modella di fama internazionale che nel 1997 è
stata nominata ambasciatrice delle Nazioni Unite per i diritti delle donne
africane, nell’ambito dell’impegno per l’abolizione della mutilazione genitale
femminile. E’ autrice di due libri molto toccanti ed emozionanti che raccontano
proprio del suo passato, delle sue radici, della sua terra d'origine. la
Somalia, e del passaggio dalla realtà dell’Africa a quella di New York, dove
ora vive e lavora. [Who's who: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Waris_Dirie">http://it.wikipedia.org/wiki/Waris_Dirie</a>]</p>
<p>La prima di queste due opere dal titolo “Fiore del deserto-
storia di una donna”, seguito a distanza di pochi anni da “Alba nel deserto”,
racconta in uno dei primi capitoli l’esperienza dolorosa, traumatica e
assolutamente autobiografica dell’infibulazione, alla quale essa stessa fu
sottoposta in Somalia nel periodo dell’adolescenza.</p>
<p>Ne riportiamo alcuni passi particolarmente significativi.</p>
<p>“……secondo la concezione dominante in Somalia tra le gambe della
ragazza si anniderebbe un che di maligno, qualcosa che, sebbene sia naturale
come qualsiasi altra parte del corpo, sarebbe tuttavia impuro. Questo
“qualcosa” va rimosso: si asportano il clitoride, le piccole labbra e buona
parte delle grandi labbra, mentre la ferita viene rudimentalmente ricucita,
lasciando, in luogo dei genitali, una semplice cicatrice. I dettagli di questa
pratica rituale, però, non vengono mai svelati a chi deve ancora
sottoporvisi………”</p>
<p>“….nessun matrimonio è possibile se la donna non viene prima
“sistemata” di conseguenza, tutte le giovani somale attendono con ansia quella
cerimonia che da ragazzine quali sono le trasforma in donne a tutti gli
effetti…….”</p>
<p>“……mia madre staccò da un albero un pezzo di radice e mi accomodò
sulla pietra; quindi si sistemò alle mie spalle e mi fece appoggiare la testa
sul suo petto, mentre con le gambe mi cinse la vita. Io mi aggrappai alle sue
cosce e lasciai che m’infilasse la radice tra i denti “STRINGI FORTE”….sbirciai
tra le mie gambe e vidi che la zingara si stava preparando……si mise a frugare
in una vecchia borsa da viaggio. La seguì con estrema attenzione perché volevo
vedere con che strumento mi avrebbe operato. Mi aspettavo un coltellaccio ma la
zingara estrasse invece un minuscolo sacchetto di cotone. Vi infilò le sue
lunghe dita e ne tolse una lama di rasoio spezzata……riuscii a scorgere del
sangue rappreso sul filo sbocconcellato di quella lama. La zingara vi sputò
sopra e la ripulì sul suo vestito. Mentre lei sfregava, su di me piombò
l’oscurità, perché mia madre mi coprì gli occhi con una benda…..”</p>
<p>“….sentii la carne dei miei genitali che veniva lacerata e il
rumore sinistro di quella lama che andava avanti a indietro….”</p>
<p>“la benda mi era stata tolta cosicché potei vedere accanto
all’Assassina un mucchietto di spine d’acacia, con cui la donna praticò dei
buchi nella mia pelle, infilandovi poi uno spesso filo bianco per ricucirmi.
Avevo le gambe completamente intorpidite, ma nel punto della loro congiunzione
provavo un dolore così intenso da desiderare sinceramente la morte….”</p>
<p>“….le mie gambe erano immobilizzate da fasce che riavvolgevano
dalle caviglie ai fianchi…..restai lì da sola senza sapere che ne sarebbe stato
di me….voltai la testa verso la pietra e vidi che era ricoperta di sangue. Su
di essa,i frammenti della mia carne, dei miei genitali, erano posti ad
essiccare….”</p>
<p>“DEVO FARE LA PIPI'……la prima goccia mi bruciò come se un acido
mi stesse corrodendo la pelle…..era rimasto solo un buco del diametro di un
fiammifero, in tal modo si evitava il rischio che io avessi rapporti sessuali
prima del matrimonio, e il mio eventuale marito avrebbe avuto la certezza della
mia verginità…..”</p>
<p>“…per più di un mese dovetti tenere le gambe fasciate insieme….”</p>

“……vidi
una zona di pelle completamente liscia, fatta eccezione per una cicatrice che
la bisecava come una cerniera, che era senz’altro chiusa. I miei genitali erano
sigillati come da un muro che avrebbe impedito a chiunque di penetrare, fino
alla prima notte di nozze, quando lo sposo mi avrebbe riaperta con un coltello
o aprendosi la strada a viva forza……”]]></description>
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         <pubDate>2013-05-25 13:13:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258675</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Alcune statistiche</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258688</link>
         <description><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px;">Sulla base di una quantità limitata di dati disponibili si è stimato</span>
</p><p>che, a livello mondiale, tra i 100 e i 132 milioni di ragazze e donne abbiano
subito mutilazioni genitali. Ogni anno si calcola che circa altri 2 milioni di
ragazze subiranno una qualche forma di mutilazione dei genitali. In base alle
conoscenze attuali, le mutilazioni dei genitali femminili vengono praticate in
28 paesi africani, in alcuni paesi dell'Asia occidentale e in alcuni comunità
minoritarie di altri paesi asiatici. Sono stati inoltre riscontrati casi di MGF
all'internodi alcune comunità do immigrati in Europa, nord America Australia e
Nuova Zelanda.</p>
<p>[…] La procedura viene di solito eseguita con strumenti
rudimentali ed in condizioni pericolose per la salute, ad opera delle donne più
anziane o delle ostetriche tradizionali del villaggio. Nelle aree urbane, le
famiglie più agiate ricorrono all'aiuto di personale medico, nonostante
l'Organizzazione mondiale della sanità e altre organizzazioni internazionali
abbiano ripetutamente condannato l'esecuzione di tali pratiche da parte dei
medici. Secondo recenti ricerche demografiche e di salute (DHS), in Egitto ed
in Sudan i medici professionisti eseguono un numero crescente di operazioni.</p>
<p>Nonostante i rischi per la salute, nonché i gravi ed accertati danni psicologici e fisici, queste pratiche continuano ad essere diffuse e
molte donne incoraggiano le proprie figlie a subirle.</p>
<p>La motivazione addotta con maggiore frequenze è la volontà di
salvaguardare l'accettazione sociale da parte della comunità e di proteggere la
reputazione delle ragazze. In alcune comunità, solo le donne che hanno subito l'infibulazione vengono considerate vergini.</p>
<p><b>Dove le percentuali sono alte, come in Egitto, Mali e Sudan, le
ricerche DHS hanno scoperto che il 70 per cento delle donne affermava di
sostenere la pratica delle mutilazioni dei genitali femminili</b>. L'opinione delle
donne più giovani tende a conformarsi a quelle delle donne più anziane.
L'opposizione alle mutilazioni dei genitali femminili è relativamente forte
solo nella Repubblica Centrale Africana ed in Eritrea: nei due paesi,
rispettivamente il 56 ed il 39 per cento delle donne è favorevole a porre fine
a tali pratiche. In generale, l'opposizione a queste pratiche tende ad essere
più forte tra le donne con un livello d'istruzione più alto e tra le residenti
nelle aree urbane. Le ricerche DHS rivelano tuttavia come, persino le donne che
si oppongono a queste pratiche, scelgano di farle subire alle proprie figlie,
in seguito alle forti pressioni della comunità o all'influenza dei membri più
anziani della famiglia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2013-05-25 13:18:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Nella storia italiana: donne e
fascismo</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258703</link>
         <description><![CDATA[<p>La politica fascista ha verso le donne un duplice atteggiamento: da una parte le colloca a casa come custodi e angeli del focolare, dall'altra le coinvolge nella partecipazione al regime. Il regime, tuttavia, nella ricerca di un consenso alla dittatura cerca il loro appoggio e si impegna con successo per conquistarle alla sua causa. Mira quindi alla creazione di "una donna fascista per l'Italia fascista" sottolineando il ruolo della madre, della massaia, fino ad arrivare alla missione patriottica. E' soprattutto il modello della donna-madre ad essere sostenuto dalla forte retorica a cui si uniscono una serie di interventi legislativi quale la creazione dell'O.M.N.I. (Opera Nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia). A questo si aggiunge una vera politica per la formazione della donna: essa viene istruita nell'economia domestica, nell'educazione all'infanzia, nell'assistenza sociale ed educata alla salute e a una sana maternità attraverso l'introduzione dell'educazione fisica e dello sport femminile.Viene inquadrata in varie associazioni per le ragazze, per le giovani, per le massaie, per le laureate. "Madri nuove per i figli nuovi" è lo slogan del duce che tende sempre a sottolineare, anzi ad esaltare in ogni occasione la funzione sociale della donna. Si rivolge direttamente a lei nei momenti di difficoltà perché essa dia sempre il proprio contributo alla Patria e lancia il mito della fecondità e della sanità della razza. Da sempre delusa e ignorata dal potere, la donna è sensibile all'appello diretto del duce, alle scenografie di massa che le daranno l'illusione dell'appartenenza attiva alla Nazione. L'ideologia del regime sostiene dunque le aspirazioni della donna, ma in concreto la chiude nei ruoli tradizionali e vara misure contrarie al lavoro femminile. Nel 1935 la guerra di Etiopia segna la svolta verso un nazionalismo sempre più razzista e antifemminista. Vengono sciolte le maggiori associazioni femminili così come vengono soppresse alcune riviste come la "Rassegna", "Almanacco della donna italiana" (1920-1943) e "Donna italiana".L'inferiorità intellettuale delle donne"Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la "mascolinizzazione" della donna e l'aumento della disoccupazione maschile. La donna che lavora si avvia alla sterilità; perde la fiducia nell'uomo; [...] considera la maternità come un impedimento, un ostacolo, una catena; se sposa, difficilmente riesce ad andare d'accordo col marito; [...] concorre alla corruzione dei costumi; in sintesi, inquina la vita della stirpe.""La indiscutibile minore intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia, quanto più onestamente intesa, cioè quanto maggiore sia la serietà del marito. [...]""Deve diventare oggetto di disapprovazione la donna che lascia le pareti domestiche per recarsi al lavoro, che in promiscuità con l'uomo gira per le strade, sui tram, sugli autobus, vive nelle officine e negli uffici. [...]" <b>Citazioni da: Ferdinando Loffredo,&nbsp;Politica della famiglia, 1938</b></p>]]></description>
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         <pubDate>2013-05-25 13:24:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258703</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Documento storico: Programma-statuto del Gruppo femminile romano dei Fasci femminili del 4
dicembre 1921</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258718</link>
         <description><![CDATA[<p><span style="font-size: 13.513513565063477px;">"La donna fascista - pur preparandosi per ogni eventualità a</span><br></p><p>dare al Fascismo tutto quanto è nei limiti delle sue possibilità femminili e
anche più eviterà, quando non sia richiesto da una assoluta necessità, di
assumere atteggiamenti maschili e di invadere il campo dell'azione maschile,
perchÈ sa che la donna può molto giovare all'ideale per cui lavora se cerca di sviluppare in bene le sue attitudini femminili, anziché cimentarsi nel campo
dell'azione maschile, dove riuscirebbe sempre imperfetta e non riscuoterebbe la fiducia necessaria allo svolgimento della sua propaganda."</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2013-05-25 13:29:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258718</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La filosofa statunitense Martha Nussbaum traccia il decalogo per la difesa della dignità delle donne</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258735</link>
         <description><![CDATA[<p>[Who's who: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martha_Nussbaum">http://it.wikipedia.org/wiki/Martha_Nussbaum</a>]</p><p><i>"Potere amare, soffrire, provare desiderio, gratitudine o ira giustificata. Potere
ridere, giocare, godere di attività ricreative"</i></p>
<p><i>"Potere usare i propri sensi per immaginare, pensare e ragionare, avendo la possibilità
di farlo grazie a un'istruzione adeguata"</i></p>
<p><b>Dal volume <i>Giustizia sociale e dignità umana</i> (Il Mulino, pagg. 150, euro 11,00) anticipiamo
alcune pagine di Martha C. Nussbaum.</b></p>
<p>In gran parte del mondo le donne sono prive dei mezzi di sostegno
indispensabili all'esercizio delle funzioni fondamentali necessarie a una vita
realmente umana. Sono nutrite meno degli uomini, sono meno in salute, sono più
vulnerabili alla violenza fisica e agli abusi sessuali. E' molto meno probabile
che siano scolarizzate ed è ancor meno probabile che possano avere
un'istruzione tecnica o professionale. Se decidono di entrare nel mondo del
lavoro devono fronteggiare ostacoli maggiori, tra cui l'intimidazione da parte
della famiglia o del coniuge, la discriminazione sessuale al momento
dell'assunzione, le molestie sessuali sul luogo di lavoro tutto ciò, molto
spesso, senza possibilità di ricorrere efficacemente alla legge. Il più delle
volte ostacoli di questo tipo impediscono alle donne di partecipare
effettivamente alla vita politica. In molti paesi esse non godono di piena
eguaglianza di fronte alla legge: non hanno gli stessi diritti di proprietà
degli uomini, gli stessi diritti di stipulare contratti, gli stessi diritti di
associazione, movimento e libertà religiosa. Oberate spesso dalla «doppia
giornata lavorativa», che somma la fatica del lavoro esterno con la totale
responsabilità del lavoro domestico e della cura dei bambini, sono private
della possibilità di trovare momenti ricreativi in cui coltivare le facoltà
immaginative e cognitive.</p>
<p>L'elenco che qui propongo serve a fornire la struttura portante
per la valutazione della qualità della vita e della progettazione politica, e
mira a selezionare capacità di importanza centrale per ogni vita umana. (...)</p>
<p>1. Vita. Avere la possibilità di vivere fino alla fine una vita
umana di normale durata; di non morire prematuramente, o prima che la propria
vita sia stata limitata in modo tale da essere indegna di essere vissuta.</p>
<p>2. Salute fisica. Poter godere di buona salute, compresa una sana
riproduzione; poter essere adeguatamente nutriti; avere una abitazione
adeguata.</p>
<p>3. Integrità fisica. Essere in grado di muoversi liberamente da
un luogo all'altro; di essere protetti contro le aggressioni, compresa
l'aggressione sessuale e la violenza domestica; avere la possibilità di godere
del piacere sessuale e di scelta in campo riproduttivo.</p>
<p>4. Sensi, immaginazione e pensiero. Poter usare i propri sensi
per immaginare, pensare e ragionare, avendo la possibilità di farlo in modo
«veramente umano», ossia in un modo informato e coltivato da un'istruzione
adeguata, comprendente alfabetizzazione, matematica elementare e formazione
scientifica, ma nient'affatto limitata a questo. Essere in grado di usare
l'immaginazione e il pensiero in collegamento con l'esperienza e la produzione
di opere autoespressive. (..) Poter andare in cerca del significato ultimo
dell'esistenza a modo proprio. Poter fare esperienze piacevoli ed evitare
dolori inutili.</p>
<p>5. Sentimenti. Poter provare affetto per cose e persone oltre che
per noi stessi, amare coloro che ci amano e che si curano di noi, soffrire per
la loro assenza; in generale, amare, soffrire, provare desiderio, gratitudine e
ira giustificata. Non vedere il proprio sviluppo emotivo distrutto da ansie e
paure eccessive, o da eventi traumatici di abuso e di abbandono.</p>
<p>6. Ragion pratica. Essere in grado di formarsi una concezione di
ciò che è bene e impegnarsi in una riflessione critica su come programmare la
propria vita. (Ciò comporta la protezione della libertà di avendola coscienza).</p>
<p>7. Appartenenza. A) Poter vivere con gli altri e per gli altri,
riconoscere l'umanità altrui e mostrare preoccupazione per il prossimo;
impegnarsi in varie forme di interazione sociale; essere in grado di capire la
condizioni altrui e provarne compassione; essere capace di giustizia e di
amicizia. (Tutelare questa capacità significa tutelare istituzioni che fondano
e alimentano queste forme di appartenenza e anche tutelare la libertà di parola
e di associazione politica). B) Avere le basi sociali per il rispetto di sé e
per non essere umiliati; poter esser trattata come persona dignitosa il cui
valore eguaglia quello altrui. Questo implica, a livello minimo, protezione
contro la discriminazione in base a razza, sesso, tendenza sessuale, religione,
casta, etnia, origine nazionale.</p>
<p>8. Altre specie. Essere in grado di vivere in relazione con gli
animali, le piante e con il mondo della natura provando interesse per esso e
avendone cura.</p>
<p>9. Gioco. Poter ridere, giocare e godere di attività ricreative.</p>
<p>10. Controllo del proprio ambiente. A) Politico. Poter
partecipare in modo efficace alle scelte politiche che governano la propria
vita; godere del diritto di partecipazione politica, delle garanzie di libertà
di parola e di associazione; B) Materiale. Aver diritto al possesso (di terra e
beni mobili) non solo formalmente, ma in termini di concrete opportunità; avere
il diritto di cercare lavoro sulla stessa base degli altri; essere garantiti da
perquisizioni o arresti non autorizzati. Sul lavoro, essere in grado di
lavorare in modo degno di un essere umano, esercitando la ragion pratica e
stabilendo un rapporto significativo di mutuo riconoscimento con gli altri
lavoratori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2013-05-25 13:32:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Documento storico: raduno di donne fascistde</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258737</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.youtube.com/watch?v=xlwqpKfBqpA" />
         <pubDate>2013-05-25 13:32:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Martha Nussbaum: Lectio Magistralis sulla crisi dell&#39;istruzione</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10258751</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.youtube.com/watch?v=eRmnhd1wkI4" />
         <pubDate>2013-05-25 13:38:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Questa la desolante risposta della nostra classe politica alla questione del femminicidio</title>
         <author>francesco_dipal</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_dipal/sessismo/wish/10301352</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2013-05-28 08:17:26 UTC</pubDate>
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