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      <title>Un&#39;Etica per la scuola by Elisabetta Iurilli</title>
      <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017</link>
      <description>Raccolta di papers e commenti risultanti dal corso di formazione del LICEO CLASSICO &quot;QUINTO ORAZIO FLACCO DI BARI</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-01 13:44:02 UTC</pubDate>
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         <title>LOCANDINA DEL CORSO</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/164105130</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-01 13:51:55 UTC</pubDate>
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         <title>LA BIOETICA E IL PLURALISMO ETICO </title>
         <author>elsa_iurilli</author>
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         <description><![CDATA[<div>PROF. MAURIZIO MORI</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-01 13:53:15 UTC</pubDate>
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         <title>Materiale per gli studenti</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/164421850</link>
         <description><![CDATA[<div>MANUALE DI ETICA AMBIENTALE PREFAZIONE<br>PROF. PIERGIORGIO DONATELLI<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/62737979/518b403e73009420442e2766e935c4d3/prefazione_donatelli__manualedieticaembientale.docx" />
         <pubDate>2017-04-03 17:34:31 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Materiale per gli studenti </title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/164423581</link>
         <description><![CDATA[<div>MANUALE DI ETICA AMBIENTALE <br>CAPITOLO 2<br>PROF. PIERGIORGIO DONATELLI</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/62737979/2d32682fd70d05eb442a583a522be5ad/capitolo2_estratto_donatelli__manualedieticaembientale.pdf" />
         <pubDate>2017-04-03 17:39:30 UTC</pubDate>
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         <title>Elisabetta Iurilli Monitoraggio in ingresso</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/164662956</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://goo.gl/forms/LFK5jI2zxxF8gV0C2">https://goo.gl/forms/LFK5jI2zxxF8gV0C2</a> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-04 16:22:37 UTC</pubDate>
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         <title>Elisabetta Iurilli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>SAGGIO DI EUGENIO LECALDANO SU BIOETICA ED ETICA PUBBLICA</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-06 06:39:30 UTC</pubDate>
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         <title>DIARIO DI BORDO</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-14 16:15:21 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Materiali per i docenti del prof. Alicino da leggere per l&#39;incontro del 21 aprile</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/166562029</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-17 14:59:40 UTC</pubDate>
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         <title>Materiali per gli studenti del prof. Alicino da leggere per l&#39;incontro del 22 aprile</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/166562273</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-17 15:00:57 UTC</pubDate>
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         <title>Prova</title>
         <author>d_caroppo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un saluto a tutti.<br>Questa è una prova di accesso.<br>D C<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-18 11:25:33 UTC</pubDate>
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         <title>Un’Etica per la Scuola – Corso di Aggiornamento presso il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Bari.   Contributo al dibattito:                                 “ Dall’insegnamento dell’Etica dei Contenuti alla ricerca-azione dei processi Etico-Educativi in classe”.    (di Giovanni Calò).                     Il primo incontro del Corso di aggiornamento “Un’Etica per la Scuola” è stato di stimolante interesse e di motivazionale riconferma delle scelte didattiche del sottoscritto finalizzate a veicolare agli studenti messaggi etici collegati alle analisi testuali dei brani letterari prescelti ed inseriti nei programmi dell’intero quinquennio classico. Ecco la ragione, quindi, per cui vorrei dare, visto che è data al sottoscritto la facoltà, un piccolo contributo che si spera sia costruttivo e utile al dibattito in corso. La domanda che spesso mi sono posto nella scelta dei contenuti letterari è la stessa che ho trovato magistralmente posta nella prima parte del saggio del Prof. Eugenio Lecaldano: E’ il caso di insegnare l’Etica e la Morale come meri princìpi in quanto dottrine esplicitamente articolate col rischio di trasmettere un sapere nozionistico e dal sapore retorico e moralistico, oppure sarebbe assai meglio “portare gli studenti ad assumere essi stessi un proprio punto di vista etico” sulle problematiche sollevate dagli autori della letteratura classica oggetto di studio? 	 A mio modesto parere, ho sempre scartato segnatamente una didattica che fosse basata esclusivamente sull’apprendimento di contenuti di etica scientificamente o storicisticamente codificati, quali, ad esempio, l’edonismo, il materialismo, l’empirismo, il capitalismo ecc… ho, però, stimolato i miei studenti a compiere una immersione profonda in quell’affascinante viaggio nell’epistemologia critica che, durante le investigazioni all’interno dei testi letterari di tutti e tre i generi (Fiction – Narrativa / Poetry – Poesia / Drama – Dramma) , è stata finalizzata a scoprirne gli aspetti etici nascosti nei sentimenti, negli atteggiamenti, nelle espressioni linguistiche, nella descrizione della mimica facciale, nei modelli di comportamento di autori e personaggi di tali capolavori classici per creare naturali agganci in una sorta di “ipertesto interattivo” tra quei mondi narrativi-immaginari e la vita reale dei miei studenti e di me stesso oggi come allora in un continuo processo di ricerca-azione, laddove la ricerca consiste nel reperimento di un’etica intrinseca sottintesa e da far emergere con l’analisi profonda (epistemologica) e l’azione consiste nel farla penetrare ed attecchire nei propri sentimenti, nel proprio vissuto esperienziale umano di ciascuno di noi in classe, me compreso, non come docente ma come uno dei tanti diversi “fruitori” del messaggio letterario che diviene specchio e proiezione del mio e nostro vissuto interfacciato alle esperienze e alle problematicità di quegli autori e dei loro personaggi a me tanto cari e familiari.  E così come il prof. Lecaldano sostiene nel suo saggio,  l’etica diventa non già materia di studio come la religione durante il catechismo in parrocchia, bensì meta-disciplina che viene assunta inconsapevolmente da ciascuno di noi come “pratica della nostra vita quotidiana” e delle sue difficoltà sul  piano emozionale, passionale, e quindi squisitamente personale. Citando il saggio del prof. Lecaldano “Di volta in volta regole e princìpi mostratisi adeguati per realizzare obiettivi cooperativi nel corso dell’esperienza cumulativa degli uomini si sono sedimentati con una particolare pregnanza anche emotiva ed una specifica forza prescrittiva nel linguaggio”.L’etica è dunque un insieme di princìpi “cooperativi” che determina “l’assunzione di un punto di vista generale da cui giudicare le azioni nostre e altrui”. La proprietà “cooperativa” dell’etica, quindi, esclude categoricamente che la si possa insegnare cattedraticamente, ovvero che la si possa veicolare imponendola a ciascuno dall’alto o dall’esterno. L’etica è un processo maturazionale legato indissolubilmente alle mille variabili costitutive dell’animo umano, le quali variabili sono condizionate e condizionanti rispetto ai contesti storico/politico/letterari che si sono succeduti e continuamente ancora si succedono in quella “fiera delle umane imperfezioni e fragilità” che costituisce la paradossale grandezza/piccolezza dell’animo umano, nonché l’”humus” dentro cui l’epistemologo  letterario deve andare a scavare in profondità per attualizzare quei messaggi subliminali e farsene permeare profondamente, secondo le proprie innate inclinazioni e secondo il progetto di sé che insigni studiosi di scienze della comunicazione didattica quali, ad esempio l’Allport, o il Ferrarotti o il Monti, nella loro “Teoria della Personalità” definivano come “il progetto di sé in relazione al progetto di sé tra gli altri”.Da queste riflessioni sin qui trascritte su questa pagina, emergono con segnata nettezza due concetti fondanti della moderna didattica: la cooperazione tra soggetti-discenti e soggetto-docente e l’individualizzazione dei percorsi e dell’azione didattica volta alla formazione della personalità-etica degli allievi. Non un’”etica-univoca-catechizzata”, dunque, ma una “riflessione sull’etica di ciascuno” che serva come riflessione poliedrica e cangiante (come “work-in-progress” per la determinazione della risposta all’interrogativo degli interrogativi che emerge, alla fin fine da ogni opera letteraria: “come mi rapporto al bene degli altri?”Questo rappresenta il “modulo dei moduli”, il nucleo fondante di ogni programmazione didattico-disciplinare, il crocevia, il “common-core” di ogni materia di studio.  Io l’ho posto dall’inizio della mia trentennale carriera alla base di tutto il discorso letterario e di tutte le prassi analitico/critiche delle opere che scelgo seguendo e perseguendo direttrici tematiche volte non ad insegnare ma a educare (ex-ducere = tirar fuori) le risposte individuali a tale basilare interrogativo esistenziale, e mi sforzo di trovare i nuclei fondanti dal punto di vista tematico, finalizzati all’intessitura progressiva di quella rete, di quella ragnatela di interconnessioni valoriali che rappresenta le variegate sfaccettature del concetto di etica e morale nel corso dei secoli per azzerare le distanze temporali e rappresentare, joycianamente, o bergsonianamente il “tempo letterario” come un “endless present”, uno sconfinato presente nel quale tutti noi ancora ci maceriamo nel dibattito culturale sull’affannosa ricerca della felicità che altro non è che la risposta al binomio noi/gli altri nel modo di essere persone umane nella nostra banale esperienza di vita quotidiana con le sue ambizioni e delusioni, le sue gioie e i suoi dolori, i suoi aneliti eroici e i suoi ripiegamenti esistenzialisti.  Programmare percorsi letterari, dunque, a mio modestissimo parere, significa creare link come in un ipertesto multimediale o in un browser per navigare in internet.  Mi ha, dunque, affascinato, nel saggio del prof. Lecaldano, il riferimento alla “non insegnabilità dell’etica” secondo il ragionamento del filosofo empirista Hume, con il quale concordo pienamente. Infatti io non insegno né etica né morale: insegno il rapporto tra le mie passioni frutto dei miei sentimenti e le passioni scaturenti dai sentimenti dei miei consimili che mi circondano così come i coprotagonisti delle opere letterarie analizzate in classe circondavano protagonisti e antagonisti e condizionavano il proprio senso  del “Sé” in rapporto a quegli infiniti universi interattivi e intersecati che costituiscono i mondi degli altri.  In quest’ottica, dunque, i miei alunni sono cresciuti e si sono educati (non sono stati soggetti passivi di processi di insegnamento secondo i modelli plagianti del prof. Gradgrind, nel romanzo dickensiano “Hard Times”, Tempi Difficili”) ad una riflessione subliminalmente modulata sui temi etico/morali più profondi dell’animo umano e così facendo hanno potuto rigettare l’approccio mnemonico/nozionistico allo studio della letteratura inglese, bensì hanno “avvitato l’obiettivo grandangolo” alla loro full-immersion nei percorsi letterari programmati anno dopo anno, creando link (agganci) tra valori etici e frustrazioni rivenienti da disvalori antietici ed hanno compreso nel loro aspetto più profondamente emozionale che Macbeth, ad esempio, il grande “bullo” per antonomasia nella storia della letteratura inglese, è un soldato fedele, onesto, devoto a sua moglie che egli ama di un amore viscerale, e ciononostante, esposto alle pulsioni più sataniche delle umane tentazioni rappresentate dalle ingannevoli ma rassicuranti profezie delle “Weird Sisters”, le tre strane creature apparse dal nulla sulla via del ritorno a casa, si lascia infervorare, irretire, pervadere, possedere, abbacinare e confondere dal miraggio di onnipotenza per poi pervenire alla finale consapevolezza dell’inappagamento rappresentato dalla presa di coscienza della transitorietà dell’effimero e dall’aver sprecato la vita disconoscendone i valori trascendenti e profondamente umani e addivenendo alle toccanti similitudini che connotano la sua propria, ormai morente esperienza di vita, come “un mozzicone di candela prossima ad estinguere la propria tremula fiammella”, “un attore che si agita per un’ora o due sul vano palcoscenico della propria teatrale finzione e poi non se ne sente più parlare”, “un racconto narrato da un imbecille, pieno di rumore e di rabbia, che non ha alcun significato”.    E’ davvero appagante per un professore di lingua e letteratura inglese assistere ad interrogazioni nelle quali gli studenti non recitano la pappardella imparata a memoria dagli “abstract” del loro manuale adottato dal docente, ma criticano il comportamento di Macbeth infervorandosi nel discorso come stessero parlando di se stessi, ed è bello assistere a “voli pindarici” degli studenti interrogati che riescono a collegare l’”etica-violata” di Macbeth con l’”etica-preservata” di Jane Eyre, che, piantando il piede per terra con rabbia e determinazione, respinge le lusinghe amorose del suo amato Mr Rochester e dichiara di non poter abiurare ai suoi sacri princìpi etico/religiosi (è una puritana seria e fedele) sposando un bigamo e anteponendo i suoi propri egoistici interessi alla preservazione della sua purezza interiore ancorché, essendo sia lei che il suo fidanzato soli al mondo, la loro bigamia non sarebbe stata scoperta, né tantomeno sanzionata da chicchessia e l’ipocrita, perbenista morale vittoriana non ne sarebbe stata sporcata neppure marginalmente. I “fil-rouge” che gli alunni, spontaneamente creano navigando, ipertestualmente, tra i sentimenti sempre affini dei protagonisti delle opere letterarie di ogni tempo sono stupefacenti.   Ho assistito (e valutato con 10) a discorsi sull’etica che creavano accostamenti tra Orgoglio/Etica-violata/Frustrazione nel Macbeth, nel Doctor Faustus di Christopher Marlowe, nel Dottor Jekyll e Mr Hyde di R. L. Stevenson, ne “La Terra Desolata” di Eliot, e, viceversa, accostamenti tra Etica-Preservata/Martirio/Riscatto-Eroico nel personaggio antieroico per eccellenza di Winston Smith in “Nineteen Eighty-Four” (1984) di G. Orwell, nella figura di Bernard il disomologato oppositore della perfezione post-Fordista nel romanzo “Brave New World” (Nuovo mondo coraggioso) di Huxley, nell’eroismo e nella generosità di Jane Eyre, di Charlotte Brontë, nelle traversie a lieto fine di Pip, protagonista di “Great Expectations” di Charles Dickens ecc.  La “Ricerca-Azione” didattica che si alimenta di questi percorsi metodologici, a  mio modesto avviso, non insegna l’etica ma si compone di etica, e, per dirla con William Wordsworth nella sua lirica “The Tables Turned” (le pagine chiuse), non viviseziona l’oggetto di studio dopo averlo assassinato (in quella poesia Wordsworth si riferiva alla Natura, io lo riferisco all’Etica), ma lo studia nel suo contesto naturale che è il sostrato, il background di sentimenti e passioni umane cui ognuno di noi dà un significato personale ed inimitabile perché è coerente con le proprie, individuali passioni, coi propri personali sentimenti, con i condizionamenti familiari, sociali e politici che ognuno di noi ha subìto e condizionato al tempo stesso nella propria esperienza di vita in relazione ed in rapporto alla vita di chi gli sta intorno.   L’obiettivo di questa ricerca-azione didattico/pedagogica, però, non deve mai perseguire un obiettivo stigmatizzante, classificante e quindi prescrittivo di codici di comportamento suddivisi in “corretti” e “scorretti” a priori, se no si scade nel pedagogismo moralistico di cui scriveva il Prof. Lecaldano nel suo saggio.  L’etica non si insegna e quindi non si giudica perché giudicare vuol dire inculcare e quindi automaticamente esautorare, stigmatizzare negativamente, emarginare, ghettizzare chi non la pensa secondo il concetto di “Etica-Corretta” che, magari risiede nella mente del docente, o dell’istituzione scolastica o della nazione in un dato momento storico (vedasi l’”Etica-Antisemita, ad esempio, insegnata, anzi “indottrinata” nei fanciulli durante il ventennio fascista).  Il giudizio critico va lasciato interamente nelle mani dei discenti. Il “bullo” si identificherà con Satana nel discorso che egli tiene ai suoi fedeli “ex-angeli” ribelli, scritto da John Milton nel suo capolavoro “Paradise Lost” (Paradiso Perduto), tanto per fare un esempio, ma poi, osserverà e si lascerà commuovere dall’empatia sentimentale nei confronti del senso di depressiva frustrazione del Macbeth, o dal senso di impotenza di Krapp, nel suo “Ultimo Nastro di Krapp”, opera teatrale dell’Assurdo di Samuel Beckett, e lì, poco a poco, sperimenterà da solo e sulla propria “pelle emozionale” le conseguenze delle scelte sbagliate sul piano etico/morale. E’ un percorso lento e graduale, a volte faticoso perché richiede una sovrumana dose di pazienza da parte del docente e anche dei compagni di classe, ma che non può non essere ispirato dal liberale concetto voltairiano secondo il quale ognuno di noi, pur non condividendo le teorie e i punti di vista degli altri, deve battersi fino alla morte perché essi abbiano il diritto di professarli, di esserne fermamente convinti, per poi abiurarli ed emendarli una volta completato il processo di crescita evolutivo/valoriale (che certamente una scuola di studi classici non può che favorire) che io definisco con un mio neologismo “processo di sbambinamento” per consegnarsi al mondo delle adulte responsabilità come “uomo-nuovo”, “uomo-sociale”, “uomo-etico”.  Questa è la nostra “mission” educativa e i sentimenti, le passioni, le difficoltà, le fragilità le imperfezioni, gli errori, dei nostri personaggi e dei nostri autori della letteratura classica sono i nostri utensili, il nostro specchio nel quale confrontarci, riconoscerci, immedesimarci, vergognarci o sentirci rafforzati nella fierezza di noi stessi, ma soprattutto nel quale acculturarci a quei valori etici che, “subliminalmente”, senza neppure nominarli, quei Valori, parlando al nostro più profondo umano sentimento, ci  permeeranno, ci plasmeranno, ci modificheranno, ci matureranno, ci renderanno sempre più consapevoli e responsabili nella costruzione di un più virtuoso rapporto  tra la nostra finita individualità e l’infinito susseguirsi di tante altre interattive esperienze di vita umana sulla terra rappresentate da quel variegato e forse ancora inesplorato universo di riflesso del Cuore di Dio nel Tempo che scorre inesorabile…           Bari, lì 20 aprile 2017                                                                                                    Prof. Giovanni Calò </title>
         <author>docenzaonline</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/167202743</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 08:49:50 UTC</pubDate>
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         <title>Etica ambientale - alcune considerazioni sull&#39;articolo del prof. Donatelli.</title>
         <author>estucchi</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/167215009</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L’articolo è ben scritto, chiaro e interessante, ma la scelta di esporre la tesi dell’autore solo verso la fine dell’articolo, sebbene dichiarata fin dall’inizio, suona un po’ come un’opera preparatoria per renderla più convincente al di là della validità delle argomentazioni sostenute. Argomentazioni peraltro spiegate con grande chiarezza nella parte finale dell’articolo.</div><div> </div><div>Per quanto riguarda le tesi esposte, alla considerazione utilitaristica secondo cui “Ciò che facciamo all’ambiente ha un effetto sui nostri interessi e sul nostro benessere”, e a quella estetica in senso lato espressa dall’autore “Gli ambienti naturali hanno un valore che risiede, ad esempio, nella loro bellezza o nel fatto che ci sorprendono o ci atterriscono”, ne va aggiunta un’altra. Entrambi gli approcci risentono chiaramente del contesto in cui nascono: un’europa intrisa di cristianesimo, per cui la natura è stata donata da Dio all’uomo. Entrambi infatti giudicano la natura come qualcosa di <em>altro </em>da noi, che va tutelato in quanto ci serve o perché è bello o suscita sentimenti. Secondo me va presa in considerazione <em>anche</em>  l’ottica secondo cui la natura va tutelata perché è semplicemente parte di noi, o meglio, perchénoi ne siamo parte, allo stesso modo in cui noi curiamo i nostri occhi non perché ci servono o perché sono belli, ma perché sono parte di noi. In quest’ottica, un danno ambientale viene visto come una mutilazione. Questo approccio è più tipico delle filosofie orientali, ma si ritrova anche in popolazioni “primitive” come ad esempio gli indiani d’america. </div><div><br><br>20/4/2017, tempo necessario (fra lettura e produzione): 3ore</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 10:08:25 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>maria29giugno</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/167448309</link>
         <description><![CDATA[<div>Lettura:Prof.Piergiorgio Donatelli : " Bioetica ed etica pubblica"-"Una proposta per l' insegnamento " del Prof. Eugenio Lecaldano ; Manuale di etica ambientale : "Prefazione" ; " L' ambiente e lo sfondo della vita umana " ;Prof. Francesco Alicino: " I Diritti umani nell' epoca della globalizzazione e de la&nbsp; diversità cultural- religiosa"; Prof. Maurizio Mori : Etiche applicate T : " Bioetica" ; Prof .Nicola Colaianni: " Una cittadinanza laica anche per il Sud del Mediterraneo " ; " Consideraziioni sulla Resistenza e sulla Costituzione a 60 dalla sua nascita" . Lettura e studio :tempo impiegato 9 +++ ore .Maria Romano 25 giugno&nbsp; 2017 .</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-21 09:50:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Prova</title>
         <author>sophia56</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/167478248</link>
         <description><![CDATA[<div>Ciao a tutti e buon lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-21 13:13:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fnuzzi01</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/167801340</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/192932892/a287060eb0dda2d347334aed5bbe5fa2/I_Diritti_Umani_corso.pdf" />
         <pubDate>2017-04-24 12:31:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Materiali per gli studenti del prof. Mori da leggere per l&#39;incontro del 6 maggio</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/168358378</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/62737979/16f6d7c855a220089883d7ad585dd104/MORI_2017_SFIDE_DELLA_BIOETICA_2c_per_Bari.pdf" />
         <pubDate>2017-04-26 13:18:41 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Diritti umani e diritto internazionale</title>
         <author>estucchi</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/168581242</link>
         <description><![CDATA[<div>Trovo molto interessante il nesso tra globalizzazione e diritti umani, esposto nell’articolo del prof. Alicino, ma ancora più chiaramente discusso nell’incontro del 21 aprile. In sintesi c’è un legame tra la globalizzazione e la conseguente creazione di organismi sovranazionali, come la Corte europea dei diritti dell’Uomo. Con tali organismi, la tutela dei diritti umani trascende le leggi e le tradizioni dei singoli stati e viene uniformata fra tutti gli stati aderenti. I singoli stati potranno (e dovranno) solo recepire le norme in materia di diritti umani. In caso di insufficiente tutela esercitata dallo stato, il cittadino può ora rivolgersi a questi organismi sopranazionali per vedere riconosciuti i propri diritti di essere umano. In linea di principio si tratta di un enorme passo avanti, ma a mio parere bisogna considerare alcuni aspetti che rendono inefficaci tutte le norme internazionali e gli stessi organismi sopranazionali. Al primo posto c’è il fatto che i singoli stati possono evitare di aderire ad organizzazioni come l’unione europea e non riconoscerne pertanto l’autorità. E’ il caso ad esempio del Regno Unito, che mediante referendum ha scelto di uscire dall’unione, o della Norvegia, che ha scelto di non far parte dell’unione proprio per non perdere parte della sua sovranità.&nbsp;</div><div>Un altro caso è quello di stati aderenti all’Unione Europea che agiscono in aperta violazione delle norme sui diritti umani sottoscritte nel trattato sull’Unione europea (articolo 2) : rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani.</div><div>E’ il caso dell’Ungheria, dove sono state introdotte leggi sul diritto di asilo che prevedono la detenzione obbligatoria. L’esecutivo europeo esprime “preoccupazione per la situazione complessiva del Paese” e preannuncia che porterà avanti procedure di infrazione. Nel frattempo si tratta sperando che il governo ungherese ritiri i provvedimenti incriminati. E’ qui che il meccanismo mostra tutta la sua debolezza: si può arrivare ad una procedura di infrazione ma il potere sanzionatorio dell’Unione è minimo. In altre parole, il trattato vale solo per chi lo vuole applicare.</div><div>Infine c’è il caso di stati che violano le norme sui diritti umani, come l’Italia fa a proposito dei migranti con la legge sul reato di immigrazione clandestina e la detenzione presso i CIE. Anche in questo caso ci sono le procedure di infrazione, ma anche in questo caso le indicazioni dell’unione vengono disattese per incapacità politica ma anche perché gli altri stati dell’unione non sempre sono disposti a farsi carico del problema e dei costi economici che ne derivano.</div><div>In conclusione le norme internazionali sui diritti umani sono certamente utili per la tutela dei singoli cittadini ma la loro applicazione diventa difficile se non impossibile in casi macroscopici come quelli elencati. La strada da percorrere è ancora molto lunga.</div><div>&nbsp;</div><div>Enrico Stucchi&nbsp;<br>Tempo impiegato fra lettia e produzione: 3 ore</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 09:34:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Prova</title>
         <author>arturo_fiorenza</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/168832755</link>
         <description><![CDATA[<div>Saluti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-28 09:38:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>anna  conte                         Se un greco o un romano antico risorgessero ora, io credo che il loro cervellonon capirebbe quasi più nulla del nostro mondo moderno, ma che il loro cuore palpiterebbe ancora all’unisono con molti altri cuori. [...] Le idee centrali – su cui si imperniava, per dir così, la nozione che l’umanità aveva dell’universo – sonostate capovolte. Prima – per non citare che l’esempio più facile e più evidente – era la terra che stava ferma e il sole coi pianeti giravano intorno a lei; poi fu il soleche stava immobile e la terra che gli roteava dintorno. [...] I sentimenti centrali, all’incontro, sui quali si imperniava la morale regolatrice dell’esistenza, sono rimastipresso a poco gli stessi: oggi un uomo si comporta nella sua vita affettiva presso a poco come si comportavano i suoi lontani antenati civili. [...] E non solo vi è questa relativa somiglianza fra i sentimenti antichi e i moderni, mentre tanto diverse e contraddittorie sono le idee del passato e quelle del presente, ma anche ai nostri giorni gli uomini che seguono teorie diametralmente opposte possono seguire una stessa linea di condotta morale. Clericali od irreligiosi, socialisti o conservatori,la legge morale è eguale per tutti, mentre tante e tanto diverse sono per gli uni e per gli altri le leggi del pensiero. Antonio Rosmini e Carlo Darwin [...] avevano3 Le parole citate sono di B. Mussolini, voce Fascismo. Sul problema del pacifismo si veda il recente volume di G. Pontara, Quale pace. Sei saggi su pace e guerra, violenza e nonviolenza,giustizia economica e benessere sociale, Mimesis, Milano-Udine 2016. 4 Il testo originario di Paolo Pola per il melodramma serio Caritea di Saverio Mercadante,rappresentato per la prima volta a La Fenice di Venezia il 21 febbraio 1826, era: «chi per la gloriamuore». La variazione è diventata celebre perché cantata dai fratelli Bandiera (uno dei quali eraforse presente alla prima di Venezia) mentre andavano alla fucilazione il 25 luglio 1844 assieme a sette compagni.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/168871305</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi piace proporre, in apertura, uno stralcio del lavoro di Mori.<br>      Ho dato una rapida lettura al contributo di Mori e trovo interessante proprio questa sottolineatura: il pensiero, la mente si muove e si può muovere in mille direzioni, il cuore, il sentire dell'anima devono andare , devono seguire un'unica condotta.<br>Altro punto di forza del lavoro di Mori è nella seguente distinzione: &nbsp; a. la bioetica come movimento culturale diffuso nella società civile circa il cambiamento di atteggiamento profondo sulle tematiche concernenti la vita biologica, la riproduzione, ecc.; b. la bioetica come riflessione organizzata tesa a individuare le corrette soluzioni normative circa le tematiche concernenti la vita biologica, la riproduzione, ecc. . Distinzione da cui una graduale sempre più massiccia 'politicizzazione' degli spazi e del ruolo della bioetica. L'università, la cultura ha dovuto lasciare il passo al Governo, alle Istituzioni. Occorre non trascurare quest'aspetto. Occorre sollecitare un ritorno verso un ruolo protagonista da assegnare e far recitare alla Cultura ed alle sue Sedi. Perché la Norma guidi, ma non ingessi, non immobilizzi...</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-28 13:24:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Questo scritto del Prof. Mori è in risposta alla domanda di una studentessa durante l&#39;incontro a scuola.</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/170344077</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-07 07:52:24 UTC</pubDate>
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         <title>Ippolita Tanzi- Contributo</title>
         <author>tanzippolita</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/171608798</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-13 10:45:27 UTC</pubDate>
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         <title>Prova: un caro saluto a tutti</title>
         <author>theteacher2008</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-15 14:12:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Materiali per i docenti e per gli studenti da leggere per l&#39;incontro con il Prof. Colaianni del 19 maggio</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/172007931</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/62737979/6e3f8ac5a8d3d5c24f158d4fbedba9fd/Costituzione_Caserta_colaianni.doc" />
         <pubDate>2017-05-16 06:35:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Anche questo ci è stato spedito dal Prof. Colaianni. buona lettura.</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-16 06:37:42 UTC</pubDate>
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         <title>Carmela Panaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/172880368</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-19 19:46:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Riflessioni tematiche inerenti il Documento &quot;I diritti umani&quot; - Prof.Alicino</title>
         <author>egleevangelistabari</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/173657192</link>
         <description><![CDATA[<div>La lettura e analisi capillare di quanto affidatoci in riflessione dal Prof.Alicino, conduce ad una disamina storica sui principi di uguaglianza e sulla percezione e valutazione delle differenze. Non si può, in tal senso, esulare da alcune considerazioni di massima che rimandano ad un passato storico mai sopitosi nella memoria collettiva. Il rispetto dei diritti umani, da considerarsi prioritario per le implicanze che investono la responsabilità individuale e la sfera sociale, è stato sottoposto ad un cortocircuito della coscienza dovuto al radicalismo ideologico e alla deriva dei valori. L'obnubilamento della ragione, interpretazione storiografica clemente dei regimi totalitari, se ha risposto a biechi particolarismi e a reflussi imperialistici, ha in realtà condotto ad esiti che hanno oltrepassato la linea del lecito e inaugurato quella della violazione e del sopruso.<br>Gli eventi occorsi, in seguito,  hanno  consentito che si ridisegnasse la morfologia del diritto e si riprendesse in considerazione il principio di uguaglianza su cui si erano poggiate, nelle rivendicazioni, le dinamiche rivoluzionarie del 1799.<br>Il propendere collettivo al ripristino di una convivenza pacifica è, senza dubbio, l'auspicio che preme ai più,  ma che non sfugge dai processi di inclusione e accettazione dell'altro.  Il concetto di "altro" è, per taluni, l'impasse su cui si arginano i buoni propositi. La prospettiva islamica, la rievocazione del termine "crociata" sgomentano per le implicazioni che ne conseguono. Pare smarrirsi inesorabilmente il diritto alla socialità, alla convivenza pacifica, allo scambio interculturale, alla valorizzazione delle differenze di status, di genere, di pensiero. Il rischio di omologazione è percepito come pericolo e l'accettazione dell'altro è intesa una perdita della propria "autenticità". Non ci sorprendano, dunque, le letture revisioniste, le posizioni negazioniste o, di recente, le misure di "contenimento" ipotizzate come soluzione alla "contaminatio" etnica. Il nostro presente è, nostro malgrado, una filiazione del passato e il concetto di ethos ne riflette la fluttazione.<br>24 Maggio 2017<br>Tempo utilizzato per la lettura e l'argomentazione: 3 ore </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 15:45:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Commento ad AlicinoIl saggio risulta convincente sul passaggio dagli Stati contrattualistici alle Costituzioni rigide del secondo Dopo-Guerra, alla globalizzazione e alla redefinizione dello Stato di diritto in seguito ai massicci fenomeni immigratori di lunga durata, a cui l’Europa è attualmente esposta. In effetti, i totalitarismi del secolo scorso hanno mostrato le criticità della supremazia delle forme moderne di statualità e del predominio della maggioranza: la volontà della maggioranza non è auto-sufficiente a fondare una legittima statualità che non riconosca la precedenza dei diritti umani individuali; essi sono intangibili e non negoziabili, a prescindere dalla volontà dei singoli o delle collettività; lo Stato retrocede dinanzi a questi diritti che devono essere riconosciuti e promossi. Perciò, qualora lo Stato violi questi diritti nei confronti di una collettività o di un solo individuo, è lo Stato stesso ad essere giudicato.Per quanto il processo di Norimberga condanni uno Stato, il giudice non è sovra-nazionale, ma incardinato nella logica dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale e in particolare degli Stati Uniti d’America. Questa distorsione è stata ampiamente superata con l’istituzione di organismi giudicanti sovra-nazionali. Tuttavia, la globalizzazione si è caratterizzata per la formazione di altri poteri internazionali o mondiali di carattere economico e culturale, che possono essere ricondotti in definitiva a minuscole oligarchie o tecnocrazie; esse rischiano d’impedire il carattere ‘piatto’ della globalizzazione che, invece, produce gigantesche piramidi sociali in cui la porzione apicale dei vincitori risulta assolutamente sproporzionata all’amplissima base dei perdenti. Questa porzione apicale si colloca al di sopra degli Stati e tende a orientare l’opinione pubblica attraverso l’ostentazione di modelli sociali vincenti in un grande mercato mondiale. Gli Stati, posti in reciproca concorrenza, tendono a modificare la legislazione in materia di lavoro e di diritti sociali al fine di attrarre gli investimenti esteri.Questi fenomeni pongono almeno due questioni: (1) ammessa la non-sufficienza della maggioranza  del popolo sovrano, esso rimane, tuttavia, capace di organizzare il suo futuro o esprime un parere che viene fortemente distillato e addomesticato da numerosi gradi di potere sovra-nazionale e mondiale? (2) i diritti umani, pur riconosciuti dagli Stati sovrani, sono alterati o meno a contatto con le logiche dello scambio e del mercato mondiale, cedendo frammenti di eguaglianza e di dignità della persona umana, al di là del diritto di cittadinanza?Ho impiegato 2 ore.</title>
         <author>fiorentino12</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/173890457</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-25 19:07:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Commento a Donatelliè chiaro che il concetto contrattualistico di giustizia non può tollerare l’asimmetria dei diritti e dei doveri. Infatti, mentre solitamente il possesso dei diritti viene combinato con quello dei doveri, vi sono entità che si rapportano all’essere umano o con cui l’essere umano si rapporta senza soddisfare la simmetria tra i diritti e i doveri. La nostra civiltà occidentale si è evoluta fino ad un’etica della responsabilità che pone l’essere umano nella condizione di prendersi cura e di riconoscere diritti anche a chi è incapace di corrispondere con i doveri. Tra questi soggetti rivestiti di diritti senza doveri vi è la natura in senso materiale, ossia non la natura o essenza della cosa, come la lunga storia della metafisica inviterebbe a dire, neppure la natura fisica che comunque si configura in rapporto a una forma umana di sapere, ma la materia indipendente, spontanea, selvaggia ed estranea all’uomo, priva di quella che i platonici e i neo-platonici avrebbero chiamato ‘anima del mondo’, o di una sorta di finalismo aristotelico.La prima questione che viene alla nostra attenzione, è se a questo livello materiale l’uomo possa o meno tirarsi fuori da questa natura o meglio quale sia il criterio di discriminazione tra l’uomo materiale e la natura materiale. In effetti, le stesse scienze naturali che studiano questa natura materiale, non evitano di materializzare anche l’uomo che si ritrova a essere studiato alla stregua di un oggetto naturale. D’altro canto, le scienze sociali e biologiche moltiplicano il concetto d’intelligenza sia nell’uomo, ad esempio la teoria delle intelligenze multiple, sia nella natura, ad esempio l’intelligenza dei primati o di un polpo, problematizzando la concezione della natura selvaggia e quindi amena. Dunque l’essere umano è dentro o fuori dalla natura?Un’altra questione riguarda la concezione culturale della natura. A prescindere da quello che la natura può essere in sé, essa assume un valore, un senso e un significato che non sono affatto intrinseci a essa. Infatti questo universo di sensi, di significati e di valori al modo di Husserl è importato dall’essere umano nella natura. A prescindere dalla nuvola in sé, essa viene riconosciuta secondo una determinata forma in rapporto alle sensazioni e agli stati emotivi del soggetto umano che la conosce. Queste sensazioni e emozioni non stanno affatto modificando la natura in sé, come potrebbero fare la scienza e la tecnica, ma stanno rendendo quella nuvola un oggetto intenzionale al modo di Brentano, ossia un oggetto a cui si rivolge l’attenzione del soggetto. Quindi la natura può continuare a esistere da sé, ma io me ne prendo cura perché ne va di me, direbbe Heidegger. Senza questo direzionamento della coscienza verso l’oggetto in quanto conosciuto non si darebbe alcuna etica ambientale.Anche il concetto d’indipendenza della natura può equivalere a un processo di dotazione di senso, di significato e di valore da parte della coscienza verso la natura. Infatti questa indipendenza della natura può rappresentare il contraltare ameno e desiderabile rispetto a una forma di civilizzazione in quanto sistema di disciplinamento, di ordinamento e di regolamento sociale, come direbbe Foucault. In altri termini, la natura non sarebbe né dipendente né indipendente in sé, ma sarebbe la coscienza dell’essere umano a desiderare di essere indipendente nella natura per svincolarsi da questa forma di civilizzazione. Perciò la natura indipendente e spontanea sarebbe il risultato culturale e idealizzato della malcelata esigenza tutta umana di sfuggire alla legge ed allo Stato moderno in una forma di anarchismo tanto inconscio quanto utopico.L’uomo interroga la natura, anche quella inanimata, con le sue questioni, stabilendo una relazione tutta umana che riveste estrinsecamente la natura di diritti, di giudizi morali ed estetici. La visione del mare in tempesta non è nè bella né brutta in sé, ma risuona nelle corde emotive del soggetto umano che guarda il mare, e rielabora questa visione secondo le proprie istanze, senza per questo modificare quel mare. Dunque la gioia e il terrore del mare in tempesta risultano effetti psichici dei meccanismi di proiezione con cui l’essere umano rovescia su qualsiasi alterità il suo universo interiore di valori e di sensi. Così lo stesso paesaggio significa cose diverse a persone diverse, in stati d’animo diversi o in tempi diversi. Perciò, quel paesaggio, a partire o a prescindere dalla sua datità reale, si mostra nella sua natura fenomenica in cui l’oggetto e il soggetto si condizionano a vicenda.Ho impiegato 2 ore del giorno 2 maggio 2017.</title>
         <author>fiorentino12</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/173892488</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-25 19:20:17 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>fiorentino12</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/173894948</link>
         <description><![CDATA[<div>Commento a Lecaldano</div><div>Il saggio fotografa bene la situazione attuale della scuola italiana. L’insegnamento dell’etica oggi per un docente di Filosofia e Storia non può che inscriversi all’interno del corso triennale di Filosofia. Gli attuali manuali di Filosofia sono molto ricchi di informazioni anche in materia etica; per cui non è auspicabile l’adozione di ulteriori manuali o sussidiari a corredo di quelli già in uso. Quello in cui gli attuali manuali di Filosofia sembrano difettare, soprattutto in una prospettiva etica, è rappresentato dall’esiguità degli esercizi che talvolta risultano piuttosto banali e posticci. L’uso di eserciziari <em>ad hoc</em> potrebbe avere il merito di promuovere lo sviluppo di una seria pratica etica, capace di gestire le complessità crescenti e di offrire soluzioni ragionevoli a casi concreti ed emblematici di questioni di largo interesse. Lo sviluppo di questa pratica potrebbe intercettare l’interesse degli studenti che sono già portatori di codici etici familiari e sociali, e concorrere a calibrare alle istanze concrete le grandi teorizzazioni dell’etica filosofica.</div><div>Dunque i metodi&nbsp; del <em>brain storning</em>, del <em>feed back</em> e della ricerca-azione potrebbero agevolare gli studenti ad avvicinare in modo più profiquo queste grandi teorizzazioni e a confrontarle con una concreta condotta di vita in grado di applicare i valori democratici e repubblicani, nel rispetto delle legittime diversità e senza intenti offensivi dell’alterità e del pluralismo.&nbsp;</div><div>Ho impiegato 2 ore del 9 maggio 2017.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-25 19:38:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fiorentino12</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/173895898</link>
         <description><![CDATA[<div>Commento a Mori</div><div>Il saggio sembra sottendere la classica diatriba tra il sapere e il potere. Da un lato, si nota una nostalgica rivendicazione di una forma di sapere, idealisticamente concepita come disinteressata, puramente intellettuale, sganciata da ogni dinamica umana e devota alla ricerca di base per il puro desiderio di conoscere. Dall’altra viene stigmatizzata la politica incline ad assecondare gli umori irrazionali dell’opinione pubblica incompetente.</div><div>In realtà, la ricerca di base, soprattutto in materia bio-medica, sta divenendo sempre più costosa e la disponibilità economica dei governi meno ampia rispetto al passato. Perciò l’opinione pubblica o meglio la collettività che in definitiva finanzia la ricerca pubblica, avverte l’esigenza di chiedere le ragioni della ricerca scientifica.</div><div>è chiaro che il passaggio dalla ricerca bio.-medica di base alla scoperta di terapie efficaci è molto tortuoso e accidentato; ma proprio in campo bio-etico questa scoperta di terapie efficaci giustifica da sola l’assoluta libertà della ricerca? In altri termini, attraverso le più recenti tecniche di bio-ingegneria l’essere umano promette di poter non solo distruggere o replicare la vita, ma anche di crearla nelle forme consuete o in forme del tutto nuove. Questo potere creativo che la scienza mostra di essere sul punto di&nbsp; conferire all’essere umano in un tempo non troppo lontano, va considerato soltanto secondo la prospettiva scientifica o scientista o deve essere sottoposto a una qualche sorta di disciplinamento, di ordinamento, di regolamento politico in senso lato? Gli scienziati bastano da soli a determinare gli scopi, le motivazioni, gli interessi della ricerca o occorre che questi scopi, queste motivazioni, questi interessi siano assogettati alla trasparenza e al controllo sociale?</div><div>Se la capacità di curare malattie genetiche oggi incurabili risultasse l’effetto collaterale di questa nuova concezione dell’essere umano in quanto creatore, di questa nuova antropologia scientista, sorgerebbe una questione di ampio respiro che coinvolgerebbe tutta l’umanità e non solo il mondo della scienza. Gia Protagora ha evidenziato che il sapere tecnico-scientifico non può svilupparsi senza l’acquisizione della virtù politica, ossia senza l’arte di riuscire a convivere insieme in pace e concordia. Inoltre, Francesco Bacone ha segnalato che il sapere implica un potere, perché il piacere auto.-referenziale della conoscenza deve fare i conti con l’utilità pratica delle scoperte scientifiche e con la tendenza umana al dominio del mondo.</div><div>Se dunque il sapere è un potere, è evidente che il mondo della ricerca scientifica deve accettare il condizionamento delle società democratiche che sono deputate, in ultima istanza, a decidere sul loro destino in rapporto ai meccanismi naturali che regolano la vita stessa.</div><div>Ho impiegato 2 ore del 16 maggio 2017.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-25 19:46:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>fiorentino12</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174007293</link>
         <description><![CDATA[<div>Commento a Nicola Colaianni, Considerazioni sulla Resistenza e sulla Costituzione a 60 anni dalla sua nascita</div><div>Ho molto apprezzato il riferimento al nesso tra la Costituzione e i valori e al gruppo dei ‘professorini’ nell’Assemblea Costituente: la Costituzione non è soltanto un insieme di regole e di regolamenti in senso liberale, ma è soprattutto un atto morale, un documento programmatico, intriso di principi etici e morali, in opposizione al totalitarismo e al liberalismo classico, considerato troppo formalista. Dopo la caduta del regime fascista, la ricostruzione dell’Italia non può prescindere dalla saldezza di spirito morale che la Costituzione deve esprimere; essa deve servire a ricostruire la comunità, con la forza della legge in quanto derivazione dei valori etici e morali; essi, precedendo il patto o contratto sociale, hanno il merito di strutturare la comunità nella convivenza civile, fruttuosa e aperta al futuro. Perciò non si critica soltanto lo Stato totalitario che ha compresso tutti i principali diritti di libertà tranne quello della proprietà privata, degli strumenti di produzione e della libera iniziativa economica, ma anche lo Stato liberale parlamentare che ha fatto prevalere il contratto sulla legge, accrescendo le prerogative dei gruppi particolari d’interesse; la crisi dello Stato è vista nella sua profondità strutturale che non può essere sanata attraverso una diversa articolazione dei meccanismi parlamentari, della legge elettorale o del voto di sfiducia, ma mediante la riforma del corpo sociale e la valorizzazione del <em>bonum humanum simpliciter </em>e della sussidiarietà.&nbsp;</div><div>Questi professorini hanno posto una questione che è sottesa alla Carta costituzionale: le possibilità finalistiche insite in quei commi e in quegli articoli che indicano la dignità del lavoro come mezzo, l'impresa come sociale, i diritti come altra faccia dei doveri. In un'espressione, la politica come strumento laico di crescita delle relazioni sociali di un Paese e la possibilità di andare oltre la concessione e la carità trasformando le conquiste sociali di ciascuno o di ciascuna categoria di persone in un bene di tutti. 'Bene comunè, per l'appunto. La libertà genera i mezzi, l'uguaglianza li mette a disposizione di tutti, la fraternità stabilisce la cittadinanza con eguali diritti e doveri di una stessa comunità. Italiana, europea, globale.&nbsp;</div><div>Ho impiegato 2 ore del 26 maggio 2017. Ho svolto la lettura e il commento di Alicino il 29 aprile 2017.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-26 15:33:16 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Commento sul Documento &quot;Considerazioni sulla Resistenza e sulla Costituzione&quot; del Prof.N.Colaianni</title>
         <author>egleevangelistabari</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174008766</link>
         <description><![CDATA[<div>Dalla lettura del documento emerge una tessitura efficace in cui i nuclei tematici si sono prestati ad un impianto critico, degno di una ricostruzione nitida dello sfondo integratore storico. L'aver considerato la Costituzione e la Resistenza aspetti simultanei dell'evoluzione storica del nostro Paese induce a considerare il testo costituzionale non esclusivamente come un elenco normativo a cui appellarsi, ma un alveo in cui i principi etici emergono nella loro efficacia, in risposta ad abusi di potere e a pratiche di violazione dei diritti. L'attività didattica elegge i docenti di Storia alla funzione di divulgatori di un lungo e faticoso processo di edificazione, che vide l'Italia intenta a riabilitarsi e ad aprirsi ad una convivenza che recuperasse il senso dell'essere "civile". Assolvere a tale funzione non esime alcuno dall'essere oggettivi. L' esperienza del totalitarismo mussoliniano, per quanto "imperfetto", non  è da considerarsi esito dell'inconsapevolezza degli italiani. Il regime interpretò le aspettative collettive e le velleità nostalgiche di coloro che considerarono il Primo Conflitto Mondiale un'esperienza bellica laboratoriale, preparatoria a pratiche di riscatto. Il concetto di "patria" non si permeò dei valori risorgimentali. Quest'ultimi furono traditi e convertiti in patriottismo bieco,  precursore, nelle modalità comunicative, di un uso strumentale e demagogico della comunicazione verbale e gestuale. Ci si dovrebbe interrogare sul perchè le generazioni politiche postume, ad oggi, ignorino la differenza esistente, in termini di flessibilità e possibilità di revisione, tra lo Statuto Albertino e la Costituzione. Il comprenderne le matrici costitutive avrebbe evitato il vaneggiarne la modifica. La nostra Costituzione presenta delle contraddizioni in essere in alcuni dei suoi articoli, tuttavia, piuttosto che discuterne il registro, sarebbe opportuno renderne possibile la coerenza, operando una "rivoluzione copernicana" che non trascuri  il bene comune.<br>La sfiducia ingeneratasi consente reflussi populisti che preoccupano nelle dinamiche e confermano la ciclicità del tempo storico.<br>Tempo utilizzato per la lettura e l'argomentazione: 3 ore<br>26 Maggio 2017</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-26 15:42:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Commento all&#39;articolo di Lecaldano. (di Alessandro Tanzi)</title>
         <author>alext_don</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174164281</link>
         <description><![CDATA[<div>L'articolo mette in luce con chiarezza quella che può considerarsi la scelta di fondo che l'istituzione scolastica si trova a discernere a proposito dell'insegnamento etico: limitarsi, per così dire, ad offrire un inquadramento storico del tema, considerando le diverse prospettive manifestatesi nelle diverse epoche (sottolineando, magari, quelle che hanno mostrato una forza e un'incidenza maggiore anche nella nostra cultura); oppure, senza escludere sul piano contenutistico l'approccio suddetto, impostare il lavoro affinché si formi un atteggiamento etico, ordinato alla formazione di un habitus eticamente significativo.<br>Spesso, nell'ambito dell'Insegnamento della Religione, le tematiche etiche emergono, a volte prepotentemente, sia per la connessione evidente della religio con l'ethos, sia per le diversissime problematiche e domande etiche che l'attualità pone (a volte come domanda, a volte come sfida) al mondo religioso e al suo sistema di valori.<br>A questo proposito - insieme a tutti gli strumenti che opportunamente possono essere utilizzati per favorire l'approfondimento di tematiche molto delicate - mi permetto di segnalare una modalità, nell'approccio ai temi dell'etica, che ritengo possa essere maggiormente valorizzato: è lo "strumento" della <strong><em>testimonianza</em></strong>.<br>Dare la possibilità ai ragazzi di confrontarsi con storie concrete, attraverso le quali poter riflettere meglio, specificare le domande, uscire dal pantano del "sentito dire" o del chiacchiericcio virtuale che spesso accompagna temi drammatici e delicati, penso possa essere una via, una modalità che, senza nulla togliere alla dimensione teoretica della riflessione sul tema etico, può darle maggiore spessore e disporre meglio gli studenti ad accoglierne la significatività nella propria vita.<br>Ho potuto sperimentare l'efficacia di questo metodo, per esempio, nell'affrontare un tema drammatico e attualissimo come quello della tratta degli esseri umani, ed in modo particolare delle donne ridotte in stato di schiavitù per la prostituzione (un fenomeno diffusissimo e rispetto al quale si sentono molte voci discordanti quanto alle sue implicazioni etiche e alle possibilità di "gestire" il problema): l'accoglienza e l'ascolto in classe di persone specializzate e coinvolte "sul campo" ha reso possibile un dialogo e una presa di coscienza molto vivace e feconda negli studenti, suscitando il desiderio di approfondire l'argomento.<br><br>Tempo utilizzato per la lettura e l'argomentazione: 2h30m<br>28 Maggio 2017</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-05-28 22:13:48 UTC</pubDate>
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         <title>Commento al saggio del prof. Alicino: I diritti umani (di Alessandro Tanzi)</title>
         <author>alext_don</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174166522</link>
         <description><![CDATA[<div>C'è un aspetto particolare che la lettura del saggio del prof. Alicino mi ha portato a considerare con rinnovata attenzione e cioè il tema dei diritti umani nell'epoca della globalizzazione.<br>Quello della globalizzazione è per definizione un fenomeno storico-culturale-sociale che si afferma come superamento delle barriere, come forza (sostenuta e permessa, non va dimenticato, dalla tecnica) che mostra di potersi sbarazzare di ogni ostacolo fino a poco tempo fa considerato insormontabile.<br>Di fronte ad una forza così dirompente, non può non emergere la domanda sui <strong><em>punti fermi</em></strong>, la cui consistenza nell'oggi - mi pare - sia particolarmente importante nel discorso sui diritti umani, e cioè di quei diritti che vogliono "imporsi" proprio per la loro universalità, per la loro "fermezza".<br>Nell'usare l'espressione "punti fermi", tuttavia, non possiamo non tener conto di quanto questa realtà "ferma" (che possiamo dire corrisponda ad una esigenza radicale dell'uomo), riferita alla dimensione filosofica, scientifica, giuridica e naturalmente etico-morale, debba confrontarsi con una contemporaneità che ne ha messo profondamente in discussione le "pretese" (e in alcuni casi anche le premesse).<br>Per questo temo che rimanendo <em>solo</em> sul piano del diritto, della sua evoluzione storica (senza dubbio importante) si corra il rischio di non riuscire a cogliere la significatività (anche dal punto di vista esistenziale e del "senso") della forza che più di ogni altra nella nostra epoca mostra una capacità di adattamento e di orientamento delle dinamiche socio-culturali e anche giuridiche: la forza della <strong><em>tecnica</em></strong>.<br>Negare che oggi sia in atto un confronto drammatico fra tradizioni molto differenti dal punto di vista etico-morale-giuridico (anche sul riconoscimento di ciò che può definirsi "diritto umano"), penso sia davvero difficile.<br>Che questo confronto possa superarsi soprattutto affinando gli strumenti giuridici di cui le Istituzioni possono servirsi, mi lascia molto perplesso.<br>Forse - anche se con non poche difficoltà (un esempio è la recentissima discussione fra i grandi del mondo relativa al rinnovo degli accordi di Parigi sul clima) - la via della cooperazione può far sì che determinati punti fermi possano consolidarsi e divenire sempre più una casa comune da abitare.<br>Tuttavia questo non potrà mai attuarsi senza chiarire la necessità del prezzo che ciascuno degli attori coinvolti deve essere disposto a pagare affinché all'affermazione dei diritti consegua la loro reale fruibilità (soprattutto per gli ultimi della terra).<br>Ma, ancora una volta, è questo un discorso che si pone, a mio avviso, su un piano più profondo di quello del solo diritto.<br><br>Tempo utilizzato per la lettura e l'argomentazione: 3h<br>20 Maggio 2017</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-28 23:11:09 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>theteacher2008</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174439906</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/199431967/c52f42cbc088b9138a6c2bcec3f826f1/Etica_per_la_scuola_1.docx" />
         <pubDate>2017-05-30 15:30:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>francy_rando</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174824875</link>
         <description><![CDATA[<div>Un saluto a tutto il gruppo</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-06-01 14:37:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Modulo didattico multidisciplinare &quot;Un&#39;Etica per la Scuola tra Tradizione e Innovazione&quot;</title>
         <author>docenzaonline</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174855126</link>
         <description><![CDATA[<div>Risultato del Lavoro di Gruppo del pomeriggio del 1° giugno 2017 con i Colleghi:  Calò / Fiorentino / Garelli / Romano / Scorza. </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/194074167/2f8c6a8e7f484e00d9e1fb37d1d08f8b/Modulo_didattico_ETICA___Gruppo_1___2_Copia.pdf" />
         <pubDate>2017-06-01 17:09:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni sul Documento Etica Ambientale del Prof. Donatelli</title>
         <author>egleevangelistabari</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174856560</link>
         <description><![CDATA[<div>Il&nbsp; documento consente un'agile riflessione sui temi dell'Etica Ambientale. E' implicita la sensibilizzazione a considerare la natura nel rispetto della sua fenomenologia. Il richiamo a comprenderne il valore, piuttosto che l'uso strumentale di un patrimonio di tale portata, è un monito da non sottovalutare nell'impegno individuale e collettivo. Emerge la posizione kantiana, espressa dal filosofo nella "Critica del Giudizio", da cui&nbsp; è possibile evincere la sublimazione del bello. Rifuggendo dal considerare la soggettività del bello, si profila il concetto di&nbsp; sublime, cogliendone la distinzione esistente tra il sublime matematico e il sublime dinamico.<br>Se il primo volge al prendere in considerazione gli elementi naturali statici, dotati delle caratteristiche della maestosità e dello sconfinato, il secondo pone in luce gli elementi naturali in movimento, imputati di sovvertire, per gli esiti che ne derivano, lo schematismo previsionale dell'individuo. Pare si sia in presenza di un'eterna conflittualità tra l'uomo e la natura, una querelle che vede la natura segnare, con la sua irruenza, il confine in cui l'uomo non dovrebbe e non deve spingersi. Il sublime dinamico si classifica, dunque, come un elemento di congiunzione e di disgiunzione tra la meraviglia estasiata, provata nell'ammirare la natura, e il timore di subirne l'indomabile potenza. In tale dimensione intermedia è possibile evincere un principio etico degno di stima: la natura orienta l'uomo a fruire di un sublime contemplativo che non lo depotenzia se non nelle sue velleitarie pretese di dominio. Difatti, se ci rapportassimo con la natura secondo la visione Kantiana, vedremmo garantito l'approccio etico e confermata l'accettazione di essere parte di un sistema e non detentori di un sistema. Si coglierebbe il nesso tra il microcosmo e il macrocosmo. In tal senso le azioni di intervento sulla natura sarebbereo scientemente limitate e l'inferenza uomo-ambiente non avrebbe conseguenze, ad oggi, drammaticamente evidenti.<br>01 Giugno 2017<br>Tempo utilizzato per la lettura e l'argomentazione: 3 ore</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-06-01 17:18:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Modulo didattico interdisciplinare &quot;PRINCIPI ETICI ISPIRATORI DELLA COSTITUZIONEE RISVOLTI ATTIVI NELLE RELAZIONI UMANE&quot;</title>
         <author>alext_don</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174929522</link>
         <description><![CDATA[<div>Gruppo di lavoro: Francesco Cavaliere, Rosa Fresa, Maria Giannone, Patrizia Grima, Francesca Rando, Alessandro Tanzi, Paola Trifiletti.<br>Lavoro svolto nel pomeriggio del 1° Giugno, dalle 15.00 alle 19.00 (4 ore)</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/193714146/9bf6ca0cf9b5ef28b0d433ca3596e7cf/Modulo_Etica_per_la_scuola__lavoro_di_gruppo_.docx" />
         <pubDate>2017-06-02 06:43:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Commento all&#39;articolo di Colaianni</title>
         <author>alext_don</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/174932419</link>
         <description><![CDATA[<div>L'articolo del prof. Colaianni richiama con forza il legame strutturale e "vitale" della nostra Costituzione con il contesto culturale-sociale-politico che l'ha generata, riassumibile nella parola "Resistenza".<br>E' fin troppo evidente che le forze che hanno voluto concretamente opporsi al regime nostrano e occupante, seppur portatrici di prospettive diverse sul piano dei valori, abbiano vissuto un momento di straordinaria cooperazione (non senza momenti dialettici e drammatici) nel pensare, progettare, elaborare, realizzare la carta fondamentale per la nascente Repubblica, per quella che potremmo definire la nuova casa comune, nella quale, pur nelle diversità, riconoscersi e ritrovarsi.<br>Pur riconoscendo questo riferimento vitale, tuttavia, non si può non rilevare che la forza della Carta Costituzionale sta proprio nella sua capacità di dispiegare il suo valore anche oltre il riferimento alle posizioni "ideologiche" che l'hanno ispirata; anzi, quelle stesse posizioni sono chiamate, proprio in virtù del principio di laicità, a riconoscere la superiorità della Costituzione e dei suoi principi rispetto all'affermazione di singole posizioni (sia pur storicamente e culturalmente autorevoli per il contributo dato nella formazione della Costituzione).<br>A questo proposito si comprende maggiormente il richiamo a non considerare la Carta come un mero strumento da adattare ai tempi che cambiano, invocando il mutamento delle condizioni o di alcuni valori per motivarne una riforma (a volte anche consistente): proprio perché la Costituzione non è semplicemente il "prodotto" di un ambiente, di un contesto, di circostanze storico-politiche, ma espressione di valori e prospettive capaci di fare da orizzonte al cammino della nazione, la sua "rigidità" sta proprio a garanzia di tale identità e missione.<br>L'importanza di questo punto fermo invita ad essere ancor più esigenti quando si richiede che una possibile riforma in alcuni punti del dettato costituzionale, benché in alcuni casi necessaria, debba essere espressione del più vasto consenso delle forze politiche-istituzionali, e non la forzatura di maggioranze provvisorie.<br>A questo proposito, tuttavia, non posso non richiamare l'importanza che proprio la Scuola ha, nel suo ruolo insostituibile per la formazione culturale della nazione, perché si consolidi quella "cultura" costituzionale che permetta a tutti i cittadini di avere una consapevolezza viva dei principi fondamentali che regolano la nostra convivenza e di essere, in un certo qual modo, "sentinelle" di tali principi, senza mai abdicare a quella coscienza critica, formata a riconoscere e ricercare il bene comune, senza la quale non c'è un vero progresso democratico.<br><br>Tempo utilizzato per la lettura e la'argomentazione: 2h30m<br>2-6-2017</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-02 07:07:54 UTC</pubDate>
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         <title>Erri De Luca, Considero valore</title>
         <author>casc_paola</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175107438</link>
         <description><![CDATA[<div>Vorrei condividere con voi la poesia di Erri De Luca, con la quale una mia alunna ha concluso il suo percorso sull'ethos da Omero ai lirici greci.  </div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=NYxCba1qR6c" />
         <pubDate>2017-06-04 12:56:08 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Bioetica: più domande che risposte</title>
         <author>estucchi</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175178146</link>
         <description><![CDATA[<div>La bioetica è una disciplina recentissima ( appena mezzo secolo), ma ha già una sua storia ed una sua evoluzione, come scrive il prof. Mori, in movimento culturale legato ai movimenti sui diritti civili, oltre che disciplina accademica.<br><br></div><div>Le scoperte scientifiche hanno sempre portato a discussioni di tipo etico, discussioni spesso molto accese, e alla divisione in fazioni. Si veda ad esempio il dibattito sull’energia atomica: le prime bombe furono prodotte in grande segretezza durante la guerra ed usate subito, ma da allora il dibattito sul loro uso non sì è mai fermato.<br><br></div><div>Anche tecnologie come la macchina a vapore, che ora sono comunemente accettate, hanno prodotto aspri dibattiti fra chi sosteneva il progresso come cosa buona e chi paventava la riduzione in schiavitù degli operai nelle fabbriche.<br><br></div><div>In tutti i casi c’è sempre una fazione contraria tout court e che chiede di rinunciare al progresso per considerazioni di tipo etico.&nbsp;<br><br></div><div>L’evoluzione delle tecnologie biomediche non sfugge a questi dibattiti: la bioetica passa dall’entusiasmo iniziale nella nuove tecnologie viste come un evidente passo avanti della condizione umana, alla fase di scetticismo se non addirittura di sospetto e diffidenza.<br><br></div><div>Lo sforzo di elaborare un’etica per le biotecnologie non ha prodotto finora una risposta a tutte le questioni aperte. Ci sono differenti approcci e differenti soluzioni, ma nessuna è riuscita ad imporsi alle coscienze di tutti come “la risposta”. Abbiamo da un lato la Chiesa (in particolare la chiesa cattolica), che antepone la sacralità della vita alla qualità della vita, e nel tempo ha assunto atteggiamenti sempre più conservatori, e dall’altro un polo “progressista” per cui le novità in campo medico vanno usate tutte senza porsi troppi problemi in nome di un miglioramento della qualità della vita dell’individuo. Fra questi due estremi ovviamente c’è tutta una scala di valori intermedi.<br><br></div><div>In definitiva il tipo di risposta etica dipende ancora da quale sia l’autorità morale riconosciuta come riferimento. Possiamo quindi affermare che la bioetica ha fallito? Direi certamente di no, perché il solo sollecitare una riflessione su questi temi è già un primo passo per trovare la risposta. Nel caso delle biotecnologie però le variabili in gioco sono troppe e coinvolgono la sfera dei sentimenti, per cui i casi possibili sono virtualmente infiniti. Non si tratta di un’arma di distruzione di massa come la bomba atomica, per cui la scelta è relativamente semplice. Nel caso delle biotecnologie le conseguenze a medio e lungo termine sono ancora tutte da verificare, per cui ritengo che la strada sia ancora all’inizio.<br><br>Tempo impiegato (fra lettura e produzione): 3 ore<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-05 08:39:44 UTC</pubDate>
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         <title>Nuzzi</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175191356</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/203615325/2af95361a73771674ebb408a5a99d457/Corso_di_Bioetica_mori.docx" />
         <pubDate>2017-06-05 11:12:21 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Modulo Didattico: Un&#39;Etica per la Scuola: &quot;Etica dell&#39;Ospitalità&quot; tra Classicità e Modernità</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175404740</link>
         <description><![CDATA[<div>Modulo ideato e scritto dai docenti: Giovanni Calò / Paola Cascione / Anna Conte / Francesco Fiorentino / Maria Romano / Patrizia Scorza.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/203879521/0b8c7f335fe62a34587baa6e77d92125/Modulo_didattico_ETICA____Etica_dell_Ospitalit__.pdf" />
         <pubDate>2017-06-06 14:53:17 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>estucchi</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175407641</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/194069728/2fb58de5eeb64ce9e4b419e6231e0b7d/PRESENTAZIONE_MODULO.pptx" />
         <pubDate>2017-06-06 15:08:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Modulo Didattico: PRINCIPI ETICI ISPIRATORI DELLA COSTITUZIONEE RISVOLTI ATTIVI NELLE RELAZIONI UMANE (Descrizione generale + Unità di apprendimento)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175469171</link>
         <description><![CDATA[<div>Modulo ideato e scritto i docenti: <br><br></div><div>Francesco Cavaliere, Rosa Fresa, Maria Giannone, Patrizia Grima, Francesca Rando, Alessandro Tanzi, Paola Trifiletti.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/203953659/ed323deabba628c6ea0be5ea0b5376b3/Modulo_Etica_per_la_scuola__lavoro_di_gruppo_.docx" />
         <pubDate>2017-06-06 22:21:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>In ascolto di una voce &quot;laica&quot; su un tema sempre attuale (prendendo spunto dall&#39;articolo di Mori sulla Bioetica)</title>
         <author>alext_don</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/175470904</link>
         <description><![CDATA[<div>Tempo impiegato per ricerca e lettura: 1h<br>7-6-2017</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/193714146/6471cddc1f852ddb4855e0e6f36e8838/Articolo_Bobbio_su_aborto.docx" />
         <pubDate>2017-06-06 22:47:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/176455915</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/205235045/60a68f21358ac7773efffa8153c776cc/COMMENTO_COLAIANNI.docx" />
         <pubDate>2017-06-14 19:48:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Link per la compilazione del questionario di monitoraggio finale</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/176728930</link>
         <description><![CDATA[<div>Per favore cercate di rispondere al più presto. Grazie<br><a href="https://goo.gl/forms/ligKFgLel3hsN9Bp2">https://goo.gl/forms/ligKFgLel3hsN9Bp2</a></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-06-17 16:30:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Commento all&#39;articolo del prof. Nicola Colaianni </title>
         <author>palmieri_angela657</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177307505</link>
         <description><![CDATA[<div>"Considerazioni sulla Resistenza e sulla Costituzione a 60 anni dalla sua nascita"<br><br>Emozionante e restitutiva di chiarezza la lettura dll'intervento fatto nel 2008.<br>La lucida e appassionata ricostruzione dello sfondo storico, la presentazione della Costituzione e della Resistenza quali un tutt'uno, l'identificazione di queste con un paese, l'Italia, che si ridefinisce rinascendo dalla caduta del regime, tutto ciò porta a dimostrare che la Costituzione "in toto" è ben altro che una sommatoria di norme, quanto invece il cuore etico dello Stato.<br>Particolarmente preziosa questa lettura a ridosso del tentativo di rivedere parti della Costituzione.<br>Adesso che, con il personale di Potenziamento, abbiamo stabilmente a scuola colleghi docenti di Diritto, varrebbe la pena organizzassimo progetti di riflessione storico-giuridica sulla Costituzione.<br>23 giugno 2017<br>tempo utilizzato per la lettura:<br>3 ore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-23 15:48:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Commento al saggio &quot;Bioetica&quot; del prof. Maurizio Mori</title>
         <author>palmieri_angela657</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177309811</link>
         <description><![CDATA[<div>Sia l'ascolto della lezione condotta a scuola che la lettura del saggio mi hanno aperto orizzonti di pensiero che non avevo praticato nè ipotizzato.&nbsp;<br>La storia, recente ma già corposa e consistente, della Bioetica, così come viene riepilogata da Mori, già da sola invita a considerare le urgenze nel campo delle tecnologie biomediche nell'ottica di una modernità galoppante, una modernità che muta continuamente e sempre più velocemente il proprio centro.<br>&nbsp; La grande difficoltà di inquadrare e "limitare" quindi la Bioetica, i ripetuti e inesausti tentativi di fare ciò da parte di organismi che si propongoni quali detentori dell'assoluto etico, la Chiesa Romana, il complesso ma doveroso rapporto tra Giurisprudenza e Bioetica sono questioni che il saggio attraversa con lucida chiarezza.<br>Ne ho ricavato una prospettiva nuova, più aperta alle possibilità che la scienza biomedica offre.<br><br>23 giugno 2017<br>Tempo utilizzato per la lettura:<br>3 ore</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-23 16:26:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni sulla lezione di Massimo Mori e sulla lettura di &quot;Sfide bioetiche&quot;</title>
         <author>valcuomo</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177421076</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>Due considerazioni sollecitate dall'ascolto e dalla lettura di Mori.<br>La prima: nella sua lezione, Mori ha parlato degli&nbsp; "Assoluti", intesi come valori e categorie morali,&nbsp; e di come questi, storicamente, cambino/siano cambiati e siano relativizzati. In quei giorni trattavo in II liceo la tragedia, e in particolare l' "Antigone" di Sofocle. E' stato un ottimo spunto per discutere del tema con i ragazzi e per rappresentare il contrasto insanabile Antigone/Creonte proprio nei termini dello scontro tra due Assoluti primari. Che è poi, a mio avviso, lo scontro a cui tutte le forme di integralismo o fondamentalismo inevitabilmente portano. Oggi, semplicisticamente, si tende a dare un connotato unico e precipuo al fondamentalismo, ma in realtà esso è strisciante ovunque. Anzi, dilaga quanto più fragili sono i nostri capisaldi e quanto più immatura la consapevolezza delle responsabilità del&nbsp; "libero arbitrio". Per cui abbiamo bisogno che qualcuno ci dica cosa fare o cosa è giusto fare e diventiamo ossequiosi e zelanti sudditi.<br>La tolleranza e il diritto di libertà di espressione non sono possessi perenni e scontati, ma beni che vanno difesi ogni giorno.<br>Seconda considerazione: Condivido quello che dice Mori sulla visione rassicurante di un certo modo di esprimersi e di un linguaggio che, mentre sembra concedere aperture, nasconde in realtà un profondo disagio o una sostanziale volontà di lasciare tutto com'è, di rimandare il problema ad un indeterminato "domani". Come quando ad es. diciamo "riflettiamo su" in contesti che dovrebbero essere in realtà già deliberativi o quanto meno propositivi. E' una formula di "cortesia formale", come dice Mori, che cela in realtà una comoda pigrizia o inerzia, se non un'ipocrita presa di tempo.<br>Tempo impiegato per lettura e rielaborazione: 3 h</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-26 07:29:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ANNA CONTENote a margine di un corso di aggiornamento, un corso d’aggiornamento sulla bioetica. Vengono dettate da uno dei tanti commenti che hanno accompagnato l’uscita di scena di un grande uomo,:Stefano Rodotà. Commenta Massimo Giannini su La Repubblica di sabato 24 giugno: “Non era un giurista di quelli che si limitano a spaccare in quattro la norma: la calava e la faceva agire nella vita quotidiana”. Ecco, la norma come lievito dell’agire individuale e collettivo, dell’agire e dello scegliere nel sociale. La norma a difesa della persona nella sua sfaccettata e multiforme complessità, la norma contro, sono parole di Rodotà, “un mondo costruito a una sola dimensione, quella del mercato come legge naturale, della riduzione all’economia di tutte le relazioni sociali”. Ancora, il giurista Rodotà, di fronte ai diritti negati nel lavoro, ricordava: “Primo Levi scriveva: per vivere occorre un’identità, ossia una dignità. Senza dignità l’identità è povera, può essere manipolata. Difendere la dignità delle persone è difendere la democrazia”. Vanno citate altre sue espressioni sui tanti diritti. Sul biotestamento: “Abbiamo il diritto ad esercitare in piena autonomia il ‘governo’ del nostro corpo”: Sulla privacy: “Ci sarà qualcuno a carpire qualche notizia: un assicuratore o un datore di lavoro. E io devo essere tutelato”. Sulla xenofobia: “La paura del cittadino è comprensibile, ma gli impresari della paura che la cavalcano per lucrare una manciata di voti sono un pericolo per la convivenza”.Il terreno comune? La dignità, la dignità sociale, nel rapporto e nell’interazione con gli altri, la dignità nel vivere, la dignità nel morire, la necessità più volte dichiarata di “fermarsi per tempo”, perché in alcuni momenti ed in alcune situazioni la norma, quella norma che tutela, può diventare tirannica. Ecco che diventa indispensabile accorgersene e fermarsi per tempo, per , sono le parole di Rodotà, “restituire valore a un diritto che sia al servizio del mestiere di vivere”.Questa grande figura, questo gigante del nostro tempo se n’è andato ed ora qui ne parliamo non per ricordarlo, non per una trita e ritrita ripresa del suo pensiero, del suo operare. Proprio per niente. Niente di sterile e ripetitivo in queste osservazioni. Ripercorrere la sua vita e le sue scelte di vita aiuta ad illuminare il senso – eccoci al punto – della bioetica, una scienza che sfugge ad ogni precisa definizione, si allontana da ogni etichetta, perché, come la norma secondo l’ottica di Rodotà, deve ascoltare il momento, una precisa situazione, deve calarsi ed agire nel vivere quotidiano, deve non essere rigida, ma flessibile e capace di adattarsi alle differenti necessità. Rodotà è stato il giurista dei tempi nostri, della complessità dei nostri tempi, la bioetica è, proprio perché cerca di ascoltare, accogliere e dare spazio ai diritti ed alla molteplicità dei diritti nella società, nelle società, una scienza dai mille volti e dalle infinite sfaccettature, è e deve essere un lievito di nuove scelte, il tappeto per nuove soluzioni, il punto di incontro tra vita e regole, diritti e norme. Garantire sempre più ampi diritti, ma non ledere spazi di libertà per altri. Altalenare, insomma, tra un “dover essere” e un “voler essere”, avendo come punto di riferimento unico, appunto, ritorna Rodotà ed il suo pensiero, la dignità dell’uomo, in ogni istante della sua vita, fino al termine ultimo dell’esistenza, ed accettando sempre di confrontarsi con l’ intrico del nostro vivere quotidiano, nella dimensione privata ma anche pubblica, con la complessità di rivoluzioni scientifiche, riprendiamo di nuovo Rodotà, “che non mettono in discussione solo convinzioni radicate, ma la natura stessa di ciascuno, la sua antropologia”. Lo studioso Stefano Rodotà si era avvicinato pure a questa scienza così trasversale e ne ha compreso la varietà, la poliedricità. In quest’ambito confluiscono le ansie del nuovo, le aspirazioni a nuovi scenari, il timore di nuove dimensioni e realtà. Tuttavia, questo è importante ed è emerso dagli incontri del corso oltre che da vari altri contributi, non può essere considerata, la bioetica, una scienza unilaterale o ad una sola dimensione, è una scienza che esiste per un mondo non ad una sola direzione e dimensione, esiste nella e per le differenze, nei e per i diritti nuovi e di sempre, non può, senza dubbio, essere rigida, né può assumere un tratto marcatamente normativo. Deve essere, invece, lievito, fermento di nuovi spazi nell’esistenza collettiva ed individuale, per usare ancora una volta Rodotà, “un luogo di elaborazione e confronto” tra discipline e convincimenti diversi, con al centro, aggiungiamo, l’uomo, la sua personalità, la sua identità, la sua dignità. Un terreno, una pista indispensabile in un’agenzia formativa come la Scuola, in un processo di formazione umana e civica di giovani menti che devono, nei fatti, in concreto, allenarsi al confronto, al discutere, al parlare ed all’ascoltare, ai diritti da far rispettare e rispettare, all’idea di identità plurali, all’idea ed alla consapevolezza della dignità come baluardo della umanità, come base della vera identità, di una identità che non escluda, ma accolga ed accetti le differenze, che abbia come fulcro autentica capacità e volontà di dialogo, confronto per una successiva elaborazione ed efficace costruzione.Tempo utilizzato : quattro ore</title>
         <author>sophia56</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177427182</link>
         <description><![CDATA[<div>25 giugno 2017</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-26 08:45:12 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Riflessioni sulla lezione e sul testo del prof. Colaianni, &quot;Considerazioni sulla Resistenza e sulla Costituzione...&quot;</title>
         <author>valcuomo</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177431818</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Parto dall'invito finale contenuto nel testo del prof. Colaianni a curare, maneggiare e consultare la Costituzione della Repubblica Italiana. Ma anche a vigilare su di essa. Un invito rivolto a tutti, ma che soprattutto noi adulti abbiamo il dovere di raccogliere: perché è compito nostro far conoscere ai più giovani la storia da cui quel testo è nato. Producendo così gli anticorpi che tengano lontani i tentativi di alterazione/manomissione o depotenziamento.<br>A lezione, poi, il prof. Colaianni ci ha spiegato come una costituzione sia un testo "vivo" e vitale indipendentemente dalla sua età "cronologica", perché è un testo continuamente interpretato.<br>Anche di recente, in occasione del referendum costituzionale, hanno provato ad utilizzare l'argomento della vecchiaia della nostra Costituzione per giustificarne gli "ammodernamenti", in nome di un maggior "efficientismo". Come se il problema risiedesse nella Costituzione e non negli uomini che dovrebbero rappresentarla e onorarla.<br>Vorrei inoltre soffermarmi su un altro aspetto modernissmo della nostra costituzione: la lingua in cui è scritta. Una lingua "vecchia" di 70 anni, ma chiara, lineare e comprensibile come fosse stata scritta oggi: un altro merito dei nostri Padri costituenti che un illustre linguista engagé come Tullio De Mauro ha ben illustrato.<br>Credo che elementi di costituzionalismo siano fondamentali a scuola. Si chiariscono molte cose importanti per la nostra dimensione di cittadini.<br><br>Tempo impiegato per la lettura e la rielaborazione: 3 h<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-26 09:37:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Resoconto finale</title>
         <author>tanzippolita</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177462053</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-26 15:51:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177534488</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-27 09:44:57 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni sul tema del fondamentalismo e dell&#39;integralismo</title>
         <author>mariapiafresa</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177536514</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/193712090/26b95535f09539b7f7b9ea7f63dfee8e/Riflessioni_sul_tema_del_fondamentalismo_e_dell.pdf" />
         <pubDate>2017-06-27 10:05:33 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni sulla lezione del prof.M.MORI</title>
         <author>edigraziaevangelista</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177540024</link>
         <description><![CDATA[<div>IPOTESI DI UNA LEZIONE DI LETTERATURA LATINA: IUVARE MORTALEM (CONCEZIONE DELL'UOMO E COMPITO DELLA SCIENZA NELL'OPERA DI PLINIO IL VECCHIO"<br>Nella prefazione alla Naturalis Historia,in forma di dedica al futuro imperatore Tito, lo scrittore Plinio sottolinea come il compito precipuo degli studi deve essere esclusivamente quello di IUVARE MORTALEM o  della UTILITAS IUVANDI.  Su questo ideale  Plinio ,vincolato peraltro all'esaltazione della gloria di Roma,estende il suo pensiero alla totalità dell'agire umano che può rendere beneficiario il mondo e che può condurre l'imperatore ,che se ne rende promotore,alla divinizzazione.<br>Per questo motivo l'autore latino tributa agli scienziati del tempo elogi e alle loro scoperte divine rende il merito di garantire il "progresso" della civiltà. Permane tuttavia,in termini sottesi,la visione  che Plinio ha dell'essere umano  per il quale desidera giovamento, ma del quale non esclude che sia una creatura infelice per la sua nascita,per la sua fragilità,per i timori e le sofferenze dell'esistenza , per il suo annullamento nella morte.<br>Questi temi dovrebbero condurre i discenti a leggere correttamente il senso della   "bona valetudo e della dolorum vacatio " diPlinio e ad interpretare le nuove conquiste della scienza, i limiti imposti dalla bioetica.<br>27 /06/201 <br>tempo impiegato per la lettura del documento e della stesura delle riflessioni 5 h.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-27 10:51:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177540024</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni  e interrogativi sollecitati dal saggio di N. Colaianni &quot;UNA CITTADINANZA LAICA ANCHE PER IL SUD DEL MEDITERRANEO? </title>
         <author>valcuomo</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177640012</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho trovato estremamente interessante e ricco di stimoli il denso contributo del prof. Colaianni su cittadinanza e costituzionalismo. Alcuni concetti chiave ed alcune esemplificazioni erano già stati formulati da lui nella sua lezione: penso alla sua illustrazione del concetto di "cittadinanza" in senso laico, di costituzionalismo, alla definizione di "diritti universali" e ai casi di specie. Tra questi avevo trovato particolarmente illuminante quello delle diverse posizioni di Italia e Francia rispetto all'uso islamico del velo per le donne.<br>La diversa storia dello statalismo&nbsp; in Italia e in Francia spiega la diversa reazione alla questione del "burqini", ad es., tra i due Paesi.<br>Le analisi del giurista e del costituzionalista aiutano a cogliere differenze sostanziali e sfumature laddove la lingua comune appiattisce e uniforma: come tra <em>nationality </em>e <em>citizenship, </em>ossia tra un'idea di cittadinanza come appartenenza e un'altra come partecipazione.<br>O sollevano questioni laddove la forza della consuetudine crea assuefazione e dunque impedisce di vedere iniquità, come nel caso dell'opzionalità dell'insegnamento della religione cattolica o dell'8 per mille.<br>Ma più che mettermi a chiosare il contributo di Colaianni, vorrei porre e porgli degli interrogativi. Vorrei ad esempio, a proposito della sua definizione di laicità della Stato, che mi si spiegasse il concetto di "Stato di cultura" (<em>Kulturstaat</em>) e se esso sia compatibile con quella accezione di "laicità".<br>Un'altra questione è quella sollevata dal contrasto tra esclusivismo/universalismo del messaggio monoteistico giudaico-cristiano e "pacifismo"-tolleranza inclusiva del politeismo. Il prof. Colaianni ricordava le recenti posizioni di condanna dell'uso della violenza da parte della Chiesa apostolica romana. E tuttavia mi chiedevo se l'episodio dell'altare della Vittoria nel IV sec. d.C. e del "duello" Ambrogio-Simmaco non si possa considerare emblematico proprio di quella opposizione. La stessa vicenda di Ipazia suscita oggi una reazione di indignazione che però è tutta "moderna", frutto di una sensibilità figlia delle moderne guerre di religione europee e figlia dell'Illuminismo. Non così sarà sembrata all'epoca o ancora per molti secoli. Tant'è che al 27 di giugno la Chiesa ancora oggi celebra san Cirillo di Alessandria. Quanti associano al suo nome la condanna a morte di una scienziata e libera  pensatrice?<br><br>Tempo di lettura e rielaborazione: 5 ore.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-28 11:13:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni sulla lettura &quot; Sfide bioetiche&quot; di M. Mori</title>
         <author>edigraziaevangelista</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177670903</link>
         <description><![CDATA[<div>"élite umana?"<br>Ingegnerizzando le nostre cellule,probabilmente diventeremo una nuova specie potenziata,transumana,ma temo che siano inevitabili alcuni rischi.<br>Lo scenario eventuale di un traffico di geni determinerà,a mio parere, dilemmi inediti,secondo i quali una società di assicurazioni avrebbe titolo di chiedere la mappa del nostro DNA e di alzare il premio se scoprisse una tendenza genetica ad un comportamento sconsiderato.&nbsp;<br>Un DNA migliore potrebbe favorire sul lavoro un candidato&nbsp; piuttosto che un altro.<br>E&nbsp; mi domando se fosse brevettato un DNA umano sintetico,che rende le persone più intelligenti,forti o immuni alle malattie, questo risultato genetico sarebbe accessibile solo ai più benestanti ?<br>Tutto fa pensare che stia per nascere una nuova élite superumana e poichè sembra che l'unica cosa possibile da fare sia non tanto arrestare questo progresso quanto veicolarne la direzione,nel frattempo riflettiamo su ciò che vogliamo" essere " ,non su ciò che desideriamo diventare.<br><br>Tempo impiegato per la lettura del documento e della stesura delle riflessioni 4 h</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-28 17:11:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Per un&#39;Etica della Natura</title>
         <author>casc_paola</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177680397</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Versicoli quasi ecologici, </strong>di Giorgio Caproni<br><em>Non uccidete il mare,<br>la libellula, il vento.<br>Non soffocate il lamento<br>(il canto!) del lamantino.<br>Il galagone, il pino:<br>anche di questo è fatto<br>l’uomo. E chi per profitto vile<br>fulmina un pesce, un fiume,<br>non fatelo cavaliere<br>del lavoro. L’amore<br>finisce dove finisce l’erba<br>e l’acqua muore. Dove<br>sparendo la foresta<br>e l’aria verde, chi resta<br>sospira nel sempre più vasto<br>paese guasto: Come<br>potrebbe tornare a essere bella,<br>scomparso l’uomo, la terra.</em></div><div>(1972, dalla raccolta<em> Res Amissa</em>)</div><div><em> </em></div><div><em> </em>La <strong>poesia</strong> di <strong>Giorgio Caproni</strong> è un elogio alla natura e una condanna all'azione dell’uomo su di essa. </div><div>Le parole del poeta fanno riflettere sui motivi per cui la natura va tutelata e inducono ad aggiungere alla tesi utilitaristica e a quella estetica proposte da Donatelli nel suo saggio, l’idea che essa vada protetta perché l’uomo stesso ne è parte (<em>anche di questo è fatto/</em><br><em>l’uomo).</em></div><div>Questa stessa concezione emerge dalla lettura del romanzo di Anthony Capella <em>Il profumo del caffè</em>, in cui netta è la differenza tra gli inglesi, che vedono nelle piantagioni di caffè opportunità di profitto, e le popolazioni indigene dell’Africa, che della Natura rispettano i ritmi e l’essenza.</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-28 19:32:34 UTC</pubDate>
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         <title>ALCUNE RIFLESSIONI SUL SAGGIO “Bioetica ed etica pubblica. Una proposta per l’insegnamento”di EUGENIO LECALDANO</title>
         <author>franzcavaliere</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177765344</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-29 18:53:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ALCUNE RIFLESSIONI SUL SAGGIO “Una cittadinanza laica anche per il Sud del Mediterraneo?”di NICOLA COLAIANNI</title>
         <author>franzcavaliere</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177765520</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/193373028/e61c3d8a57e3f4ff3f1f022af503acc0/Etica_3_Il_bacino_del_Mediterraneo.docx" />
         <pubDate>2017-06-29 18:57:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni sul saggio del prof. Mori</title>
         <author>francy_rando</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177768423</link>
         <description><![CDATA[<div>Ipotesi di lezione: il senso del progresso scientifico e considerazioni etiche nella letteratura inglese. Il caso Mary Shelley<br>L'opera della Shelley costituisce uno dei primissimi esempi di riflessione etica sul progresso della scienza. Quando l'autrice pubblica il suo romanzo, lo fa in un contesto storico sociale di esaltazione della scienza e delle infinite prospettive che esssa poteva offrire. , l La spettacolarizzazione deigli esperimenti di Alessandro Volta fece si che decine e decine di spettatori si mettessero in coda per assistere al virtuale ritorno alla vita di cadaveri su cui erano <br> stati applicati degli elettrodi. La vita eterna sembrava ad un passo . Nonostante tutta la grande fiducia riposta dall'opinione pubblica nella scienza, la Shelley, solitaria, lancia un monito dal sapore bioetico: lo scienziato Frankenstein, nonostante i suoi studi, ha prodotto un mostro, non un essere umano. Ma in realtà quel mostro, quella chimera ha i sentimenti e cuore. Diventato ingestibile, costituirà la nemesi per il suo creatore e il suo entourage. L'interrogativo sotteso ero evidentemente quale potessero essere i risvolti negativi della scienza</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-29 19:47:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>theteacher2008</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177769025</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho&nbsp;impiegato 4 ore tra lettura del documento&nbsp;e redazione delle riflessioni</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/199431967/dca8d10aa34c1ae58b7b249959543a60/Un_etica_per_la_scuola_2___Copia.docx" />
         <pubDate>2017-06-29 20:00:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni sul saggio del prof. Alicino</title>
         <author>francy_rando</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177771262</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema del "diverso da noi" è sempre stato insito nella storia dell'umanità. Gli esempi dal passato non mancano, così come le relative soluzioni. L'oscura età medievale aveva conosciuto le Crociate che avevano dato vita in Terrasanta ad una società policentrica, volta al benessere e al progresso comuni: in un'atmosfera di rispetto reciproco, se ne avvantaggiarono tanto gli occidentali che i mussulmani. Lo stesso Federico II attuò un sincretismo culturale che coinvolse gli arabi e, gli europei con ricadute certamente benefiche sulla società del tempo. La storia ci insegna quindi che l'integrazione è l'unica strada percorribile, sia pure nel rispetto reciproco delle diversità. Lo sapevano anche i Romani, che integrarono i barbari come foederati nel loro impero, e fu una scelta saggia. Volendo fare un'incursione nella letteratura inglese, Chaucer pose sullo stesso piano la crudeltà degli ebrei e quella dei cristiani che fecero squartare dai cavalli in corsa gli ebrei rei dell'uccisione di un bambino cristiano. È memorabile è il discorso del mercante di Venezia Shylock l'ebreo, che confessa la sua avarizia di tasca e di cuore attribuendola però alle persecuzioni di cui era stato fatto oggetto dai cristiani con cui condivide, come sottolinea, "The same biology". Inclusione e rispetto reciproco. Questi sono dunque i concetti chiave che il passato ci suggerisce per tentare di risolvere le emergenze umanitarie dei nostri giorni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-29 20:39:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>theteacher2008</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177772544</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/199431967/dcbd3c56c83201fd2c8d9b865436a89a/Un_etica_per_la_scuola_3.docx" />
         <pubDate>2017-06-29 21:05:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La lettura del saggio del prof. Mori sulla Bioetica pone alla attenzione del lettore questioni cruciali che riguardano la qualità della vita umana e che quindi non lo possono lasciare indifferente, accompagnandolo in un percorso riflessivo profondo ed appassionante.</title>
         <author>trifilettipaola1</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177778059</link>
         <description><![CDATA[<div>Le considerazioni scaturite dalla trattazione chiara ed esaustiva dai vari punti di vista: sociale, economico, storico, politico, filosofico, letterario, scientifico,si possono individuare nei seguenti nodi concettuali.<br>1) La Bioetica è un fenomeno culturale in evoluzione al passo con il nostro tempo, quindi è una "materia" viva e sempre nuova.<br>2) La Bioetica ha una storia recente che si fonda sul contesto culturale più ampio delle società occidentali avanzate.<br>3) La Bioetica, quindi, provoca e stimola il dibattito nell' opinione pubblica perchè rappresenta le trasformazioni scientifiche e morali e le svolte civili e politiche verso la promozione dei diritti umani fondamentali.<br>4) Il futuro della Bioetica è ancora da scrivere, ma sicuramente questo fenomeno originale, purtroppo sempre più politicizzato, sarà, comunque, sempre sintomo di libertà di pensiero e susciterà interesse costante in quanto riguarda l'intera vita biologica dell'individuo ( aborto, vita sociopolitica, eutanasia).<br><br>Tempo utilizzato: h 3.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-29 23:20:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La lettura del saggio del prof.Lecaldano su Bioetica ed Etica Pubblica (una proposta per l&#39; insegnamento) ha posto al centro dell&#39;attenzione la riflessione sull&#39; Etica come un insieme di nozioni disciplinari trasmissibili, ma anche come un modo di essere, di vivere, di pensare, di parlare che il docente stesso deve rappresentare.</title>
         <author>trifilettipaola1</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177780137</link>
         <description><![CDATA[<div>L'insegnamento dei contenuti etici va evidenziato nelle diverse discipline per creare un percorso trasversale utile alla formazione dello studente.<br>Nella Storia dell' arte (materia da me insegnata ), infatti, i valori morali si possono rintracciare nell'educazione alla bellezza estetica, intesa come rispetto e tutela, dove etica ed estetica coincidono e dove il concetto di "bellezza classica" diventa strumento di vita e di comportamento civile e democratico.<br><br>Tempo utilizzato: h 3.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-29 23:59:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177780137</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La lettura del saggio del prof. Alicino sui diritti umani genera  alcune riflessioni attuali e problematiche nell&#39;epoca della globalizzazione interculturale che impone la necessità dell&#39; accoglienza di intere popolazioni in movimento per sottrarsi alle guerre e alle difficoltà economiche nei loro paesi.</title>
         <author>trifilettipaola1</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177780354</link>
         <description><![CDATA[<div>La difficoltà che emerge consiste nel conciliare la difesa dei diritti umani universalmente validi (dignità degli individui e limitazione dello sfruttamento) con la tutela delle enormi differenze etiche, culturali e religiose evidenti in ciascun popolo.<br>La soluzione, complessa e delicata, può giovarsi del ricorso all' insegnamento della Storia, sempre maestra di vita, che ha trasmesso esempi di integrazioni difficili, ma talvolta riuscite, a partire dal mondo classico per arrivare alla contemporaneità.<br>Pertanto, se da una parte globalizzazione vuol dire apertura di nuovi orizzonti umani, dall' altra comporta un enorme sforzo di adeguamento politico ed istituzionale che revisioni le costituzioni nate in diversi momenti storici ad opera di "nuovi padri costituenti" sensibili, attenti e preparati alle esigenze attuali.<br><br>Tempo utilizzato: h 3.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-30 00:04:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ALCUNE RIFLESSIONI SUL SAGGIO “I diritti umani nell’epoca della globalizzazione e della diversità cultural-religiosa.”di FRANCESCO ALCINO</title>
         <author>franzcavaliere</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177815248</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/193373028/c2b39b8257b74835e35ec39b4f09883d/Etica_2_diritti_umani.docx" />
         <pubDate>2017-06-30 12:26:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni sul saggio del prof. Lecaldano &quot;Bioetica ed Etica Pubblica&quot;.</title>
         <author>palmieri_angela657</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177822944</link>
         <description><![CDATA[<div>La lettura di questo saggio mi si è rivelata particolarmente stimolante perché il testo si confronta concretamente con il mondo della scuola e con questioni profonde riguardanti il "mestiere" di docente.<br>La struttura del saggio, pulita e penetrante, offre molti spunti di riflessione.<br>Ho trovato molto interessante la veloce ma puntuale analisi che vi viene fatta degli studenti di scuole superiori, dei condizionamenti ambientali e familiari, ma anche dei bisogni profondi di identità e libertà, di modelli e confronti.<br>Insegnando Storia dell'Arte, mi sono interrogata intorno al terreno possibile da sondare per affrontare questioni di Etica all'interno dell'insegnamento di tale disciplina. Ho dovuto constatare quanto la storia antica e moderna degli artisti ponga gli studiosi e gli studenti di fronte alla difficile arte della cortigianeria ma anche di fronte ai necessari ambiti di libertà che in tale contesto molti artisti hanno voluto percorrere e difendere strenuamente.&nbsp;<br>&nbsp;Senza ombra di dubbio è lo studio dell'Arte e degli artisti contemporanei che più facilmente offre opportunità per interrogarsi su e identificarsi con la fatica dell'esercizio della libertà e con la generosità di sé, caratteristiche queste dell'essere artista.&nbsp;<br>&nbsp;Tornando, infine, alla analisi sullo studente di scuola superiore e alla individuazione dei facili modelli di egoismo, sopraffazione dell'altro e successo proposti continuamente ai nostri adolescenti, mi è risultato davvero illuminante riflettere sul valore civile del principio di "patrimonio culturale", della cultura della tutela, della riflessione sulla fragilità estrema delle opere d'arte e della continua e universale necessità di curarne la trasmissione ai posteri, tutte attitudini etiche che l'insegnamento della Storia dell'Arte può e deve tenere a mente.<br><br>Tempo utilizzato: 3 ore</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-30 14:15:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Contributo di Maria Vittoria Rota</title>
         <author>elsa_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/elsa_iurilli/etica2017/wish/177827285</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-30 15:28:52 UTC</pubDate>
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