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      <title>La guerra fredda  by maddy</title>
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      <description>L&#39;indipendenza dell&#39;India </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-15 08:08:41 UTC</pubDate>
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         <title>Chi fece ottenere l&#39;indipendenza all&#39;India?</title>
         <author>antonio_chiacchio</author>
         <link>https://padlet.com/antonio_chiacchio/67p3hcvpwic/wish/171768732</link>
         <description><![CDATA[<div>Mahatma Gandhi</div><div>Mohandas Karamchand Gandhi era nato nel 1869 a Portbandar (Gujarat), da un'agiata famiglia indù appartenente alla casta dei mercanti. Ma dopo aver conosciuto la miseria di tanta parte del suo popolo, volle indossare solo una fascia intorno ai fianchi, e si presentava così, nudo come un fachiro, anche agli ufficiali con le autorità britanniche. Oppure si avvolgeva addosso un panno di cotone bianco che lui stesso aveva filato. Calzava sandali di legno o andava scalzo. Portava occhiali rotondi e non sostituiva i denti che gli cadevano per essere come gli indiani poveri che non potevano permettersi una dentiera. Anche il suo aspetto fisico non era gradevole: piccolo di statura, magrissimo, calvo, labbro inferiore sporgente sotto i baffi incollati alla bocca sdentata. Era bruttissimo eppure la sua personalità esercitava u fascino straordinario.<br>Gandhi era ed è tutt'ora oggi l'uomo simbolo della non violenza. La resistenza non violenta predicata da Gandhi, sotto il nome di &lt;&lt;satyagraha&gt;&gt;, non è una semplice resistenza passiva, ma comporta un'azione positiva: l'insistenza della verità sostenuta dalla forza dell'amore. La resistenza non violenta fu sperimentata per la prima volta, e con successo, da Gandhi nel Sudafrica (1893-1914). Vi si era recato per motivi connessi alla sua professione di avvocato, e decise di rimanervi per difendere i diritti degli indiani immigrati e lottare contro la segregazione razziale (apartheid) imposta dai colonizzatori bianchi. Il più grande risultato da lui conseguito fu la liberazione quasi incruenta del suo Paese dalla dominazione britannica. La lotta per l'autonomia e poi per l'indipendenza dell'India, durata circa un trentennio (1919-1947), si attuò dapprima mediante la non cooperazione con le autorità coloniali, consistente nella non partecipazione agli uffici pubblici e nella rinuncia di acquistare prodotti dalla Gran Bretagna. E se questi attraversavano l'India coi treni erano pronti a morire, sdraiati sui binari pur di far valere la loro volontà.<br>Il digiuno fu uno degli strumenti preferiti dal Mahatma ed i britannici temevano che se lui fosse morto per il digiuno, gli indiani avrebbero scatenato una rivoluzione violenta: perciò erano costretti a dare delle concessioni. Particolarmente memorabile è il digiuno di 145 ore compiuto da Gandhi in carcere nel 1932, che stava per portarlo alla morte e che valse a strappare ai britannici, contro l'opposizione degli indù appartenenti alle caste, il riconoscimento della parità dei diritti per gli "intoccabili", da lui chiamati harijan, creature di Dio.<br>Veniva chiamato dai suoi connazionali Mahatma che significa la Grande Anima. Questo titolo in India veniva dato ai maggiori capi spirituali. Il motivo? Semplice, ha dedicato la sua intera vita per gli ideali di amore e giustizia, ma lui non era da solo perché poteva contare sulla fede in Dio.<br>Si definiva un ricercatore della vita e credeva in una religione universale e come amava dire lui: &lt;&lt;Le religioni, non sono, in fondo, che incarnazioni dell'unica Verità. Non c'è che un albero, ma con molti rami&gt;&gt;. Tuttavia si mantenne fedele alla sua religione d'origine, l'induismo: si ritrovava meglio rispetto alle altre religioni perché dava importanza a tutti gli esseri animati ed è per questa ragione che fu vegetariano. Si batté per il superamento dei pregiudizi di classe sociale, di razza e di religione, assai radicati nel popolo indiano. Era contro i matrimoni tra bambini, anche per un fatto personale perché i suoi genitori presero la decisione di farlo sposare a 13 anni.<br>Gandhi diceva che il segreto della non-violenza lo apprese dalle pagine del Vangelo, soprattutto nel discorso della Montagna di Gesù: &lt;&lt;Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché verranno saziati&gt;&gt;. Riguardo alla celebre frase di vendetta "Occhio per occhio, dente per dente" lui la pensava in modo diverso da qualunque persona difatti lui consigliava di non opporsi al malvagio, di porgere l'altra guancia se si è preso uno schiaffo in faccia e di amare i nemici e pregare per coloro che vogliono il nostro male.<br>E' morto all'età di 78 anni ucciso da Nathuram Godse, un giovane fanatico indù che gli sparò tre colpi di pistola da vicino, sotto gli occhi di una folla sgomenta. E prima di morire con le braccia al cielo disse Hé Rama! (Mio Dio!).<br>--Quello che mi ha colpito di Gandhi è che nonostante fu considerato il padre dell'India indipendente mantenne umilmente la sua posizione, sarebbe potuto diventare chiunque ed invece ha rifiutato la presidenza del nuovo Stato e qualsiasi altro incarico e proprio per questo verrà ricordato per sempre da tutti noi</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-15 08:09:56 UTC</pubDate>
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         <title>Verso l&#39;indipendenza </title>
         <author>antonio_chiacchio</author>
         <link>https://padlet.com/antonio_chiacchio/67p3hcvpwic/wish/171768981</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Verso la fine del 1600 l’India precipitò nel caos politico, segnato dal declino dell’autorità centrale, che portò alla sua divisione in un’infinità di stati.Di questa situazione politica approfittarono i governi europei. La vittoria dell’Inghilterra sulla Francia assicurò il controllo del Bengala alla Compagnia delle Indie Orientali. La sua politica mirava al rafforzamento e all’estensione di queste acquisizioni. Successivamente la Compagnia passò sotto il controllo del governo britannico, e la sua realizzazione politica in India fu facilitata dal declino del suo impero.La mancanza di unità fra i diversi stati indiani favorì l’affermarsi del dominio britannico sull’intero subcontinente e sulle regioni confinanti; non mancarono tuttavia episodi di resistenza.Sotto il governo britannico l’amministrazione dell’India fu riorganizzata e furono attuate importanti riforme. Il governo britannico ereditò tuttavia l’insofferenza nei confronti del dominio coloniale e un crescente sentimento nazionalistico. All’inizio del XX secolo, l’India fu attraversata da un crescente fermento sociale e politico. L’élite intellettuale indiana introdusse alcuni aspetti di pensiero europeo e il nazionalismo indiano cominciò a rappresentare una minaccia per i britannici. In seguito sorsero diverse associazioni anticolonialiste e nazionaliste, tra cui il Congresso Nazionale Indiano. Dopo la Prima Guerra Mondiale la lotta politica si intensificò. In risposta, il Parlamento britannico approvò delle leggi che sospesero i diritti civili e introdussero la legge marziale in alcune zone, provocando ulteriori disordini. In quest’epoca <strong>Gandhi</strong>, un riformatore induista, conosciuto come Mahatma, invitò il popolo indiano a rispondere alla repressione britannica con la resistenza passiva. Per le autorità britanniche, quelle intraprese da Gandhi erano attività rivoluzionarie e il leader indiano fu più volte incarcerato.<br>L’ondata di nazionalismo raggiunse l’apice nel 1930, in seguito al rifiuto britannico di concedere all’India lo status di dominion. Gandhi avviò una lunga marcia del sale e fu arrestato di nuovo; in tutta l’India vennero compiute azioni simili con un impatto simbolico molto profondo.<br>Un anno dopo il governo concordò una tregua con Gandhi, rilasciato alcuni mesi prima. Nel frattempo la Lega musulmana, temendo un futuro dominio degli induisti, aveva richiesto dei privilegi speciali all’interno dell’eventuale dominion. Ci fu una grave controversia, che sfociò in scontri tra induisti e musulmani. Nel 1935 il Parlamento britannico approvò il Governement of India Act (Legge sul governo dell’India), che istituiva organi legislativi autonomi nell’India britannica e prevedeva la protezione della minoranza musulmana. Seguendo Gandhi, il popolo approvò queste misure, ma molti membri del Congresso indiano continuavano a richiedere la completa indipendenza del paese. Nel 1946 i negoziati avviati dai britannici per raggiungere un accordo con i leader indiani, fallirono. Si intensificarono, così, gli scontri tra indiani e musulmani. Nel 1947 in una situazione prossima alla guerra civile i britannici annunciarono il ritiro del proprio paese dall’India. Fu suggerita al governo britannico la suddivisione dell’India, come unico mezzo per evitare la catastrofe; fu presentato un disegno di legge al Parlamento che lo approvò rapidamente. In base all’Indian Indipendent Act, l’Unione Indiana e il Pakistan furono istituiti come stati indipendenti all’interno del Commonwealth, con il diritto di ritirarsi da esso. L’India scelse di rimanerne membro. La fine del dominio fu accolta con entusiasmo dagli indiani di ogni confessione religiosa e tendenza politica<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-15 08:11:57 UTC</pubDate>
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